NOVENA ALL'IMMACOLATA

 

Saluto e accoglienza. La parola di Dio chiede di essere accolta: ma, prima ancora, ci accoglie e ci unisce. è l'iniziativa di Dio, la sua chiamata a convocarci e a farci comunità profetica, segno del suo regno che viene. Da Maria impariamo l'accoglienza della parola del Signore, per imparare l'accoglienza reciproca e di tutti i fratelli.  L'angelo del Signore portò l'annuncio a Maria ed ella concepì per opera dello Spirito Santo. Ecco l'ancella del Signore. Avvenga di me secondo la sua parola. Il Verbo si è fatto carne. E abitò fra noi.

Inno. Ave, o stella del mare, madre gloriosa di Dio, vergine sempre, Maria, porta felice del cielo. l'Ave del messo celeste reca l'annunzio di Dio, muta la sorte di Eva, dona al mondo la pace. Spezza i legami agli oppressi, rendi la luce ai ciechi, scaccia da noi ogni male, chiedi per noi ogni bene. Mostrati madre per tutti, offri la nostra preghiera, Cristo l'accolga benigno, lui che si è fatto tuo Figlio. Vergine santa fra tutte, dolce regina del cielo, rendi innocenti i tuoi figli, umili e puri di cuore. Donaci giorni di pace, veglia sul nostro cammino, fa' che vediamo il tuo Figlio, pieni di gioia nel cielo. Lode all'altissimo Padre, gloria al Cristo Signore, salga allo Spirito Santo, l'inno di fede e d'amore. Amen.

La beatitudine della Parola e della fede. Maria è beata perché nella sua vita ha sempre accolto la parola del Signore. Chiediamo di poter vivere anche noi questa beatitudine. Beata colei che ti fu madre. Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano. Ecco mia madre e i miei fratelli. Chi compie la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre. Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore.          Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano.

Preghiera di lode. La parola di Dio è sempre dono e «buona notizia» di salvezza. Rispondiamo con il nostro grazie e con la lode. Lodiamo il Signore per la sua parola e per i segni del suo amore. Glorifichiamolo dicendo: Gloria al Signore! Gloria al Signore! Cristo è nato dallo Spirito Santo per donarci la vita: si è degnato di abitare tra noi. Lodiamolo dicendo: Gloria al Signore! Ecco, la Vergine ha dato al mondo l'Emmanuele. Egli è sceso dal cielo; ha salvato dall'Egitto il popolo smarrito. Glorifichiamolo dicendo: Gloria al Signore! Ha voluto darci la vittoria sul nemico. Ha preso dimora nella vergine Maria: l'invisibile diviene visibile nella carne. Adoriamolo dicendo: Gloria al Signore! Luce da luce è risuscitato per noi, il Cristo nostro re. Ha salvato la nostra vita dal peccato. Tutti insieme diciamo: Gloria al Signore!

Preghiera di grazie e di gioia. Pregare con Maria significa impegnarsi a guardare la vita e la sto-ria con gli occhi del «Magnificat». Maria ha capito che Dio rovescia ogni progetto di dominio e sce-glie, per agire, un'umile «serva». Pregare con Maria significa rimetterci ogni giorno di nuovo in cammino, per convertirci al Signore, combattere la sfiducia e il male, significa aprirci alla gioia. Con il suo «Magnificat» Maria ci insegna a lodare e a ringraziare il Signore. Cantiamo la sua preghiera come preghiera di lode e di speranza per tutta la Chiesa, come voce di tutti i popoli.

«Magnificat». l'anima mia magnifica il Signore* e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.* D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente* e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia* si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio,* ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati* ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo,* ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri,* ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio* e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre* nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera conclusiva Madre del buon annunzio e dell'accoglienza, tempio dove il Verbo si è fatto carne e gli uomini hanno incontrato il Redentore, fa' che tutti noi apriamo le porte del nostro cuore a Cristo. Madre di misericordia e di riconciliazione, tempio della luce senza ombre, intercedi presso il tuo Figlio perché ottenga a noi il perdono delle colpe, allontani ogni divisione e discordia e doni alla nostra Chiesa lo Spirito dell'amore che la renda segno di unità e di pace. Madre della Chiesa e di ogni uomo, madre dei poveri e dei piccoli, di chi dispera e si sente solo, di chi soffre e geme nella paura della morte: rendi la nostra Chiesa capace di gridare a tutti che Dio è Padre, pieno di misericordia e di bontà, di dire a quanti hanno paura: non temete, Dio è con noi. Madre dell'incontro e del soccorso, santa Madre del Redentore, porta e radice di salvezza, soccorri questo tuo popolo che anela a risorgere; sotto la tua protezione noi cerchiamo rifugio: esaudisci la nostra preghiera, sii per tutti noi Rimedio contro ogni male. Amen.

 

Primo giorno.

Lettura breve: Mt 1,18-23. «Credenti e non credenti, contempliamo innanzi tutto l'ineffabile esperienza di Dio, che la vergine Maria ha vissuto, per farla nostra. Guardiamo a Nazaret, e poi a Betlemme, dove Maria accoglie l'an-nunciazione del Signore, e per opera dello Spirito Santo diviene la madre di Dio che si fa uomo. Fin da quei momenti, in Maria la Chiesa "esalta il frutto più eccelso della redenzione, ed in lei contempla con gioia... ciò che essa tutta desidera e spera di essere" (cf. SC 103); anzi, ciò che l'intera umanità è chiamata ad essere. Lontani da Dio, infatti, noi e la nostra società non andremo lontano. Conosceremo ulteriormente la schiavitù dei nostri idoli e le ricor-renti insidie del paganesimo, e avremo paura anche dei nostri passi: della vita, dell'amore, della famiglia, della libertà, del sacrificio, della giustizia e della pace. Peseremo con tante contraddizioni sui poveri e sulle prospettive di vera fraternità tra i popoli. Le conquiste del nostro progresso potranno essere anche la nostra babele e la nostra morte».

 

Secondo giorno.

Lettura breve: Lc 1,39-47. «Dice Elisabetta a Maria, che le fa visita: "E beata sei, che hai credu-to nell'adempimento delle parole del Signore" (cf. Lc 1,45). Nella fede di Maria in un Dio che parla agli uomini come ad amici per vivere in comunione con loro, Chiesa e cristiani sanno che è già espressa anche la fede da cui sono convocati. A una tale fede essi sono chiamati a dare ora quotidiana testimonianza, in questo mondo che ha estre-mo bisogno di Dio, con gli stessi sentimenti della Vergine: come lei, in ascolto e in accoglienza del Signore che viene; come lei, in pre-ghiera incessante; come lei e con lei, decisi a compiere la volontà del Padre: "Ecco, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38)».

 

Terzo giorno.

Lettura breve: Gv 19,25. «Guardiamo, poi, al Calvario. Per quella morte Gesù ha vissuto, per-ché voleva dare al Padre l'estrema testimonianza dell'amore, e agli uomini l'estrema testimonianza della misericordia. Il suo sacrificio sulla croce ci riscatta tutti nella libera e generosa offerta della esi-stenza di Gesù al Padre, il quale vuole che nessuno di noi vada per-duto. Così, in un mondo dove abbonda il peccato, sovrabbonda la gra-zia (cf. Rm 5,20), e a tutti è data la speranza viva e la gioia indicibile di conoscere la verità e di conseguire la salvezza (cf. 1Pt 3,9). Stava ai piedi della croce Maria, sua madre, a lui associata sino alla fine. Non una parola, non un grido tramandano a noi gli evangelisti, ma l'immagine potente di chi già contemplava il Figlio ancora bam-bino, e "serbava tutte queste cose nel suo cuore", perché sapeva che egli doveva occuparsi delle cose del Padre suo (cf. Lc 2,19; 3,49)».

 

Quarto giorno.

Lettura breve: Gv 19,25-27. «"A te una spada trafiggerà l'anima", le era stato detto, perché egli è qui per la rovina e la risurrezione, segno di contraddizione che rive-la i pensieri dei cuori (cf. Lc 2,34-35). E perché la sua vita è straziata come la vita del Figlio, che sulla croce si abbandona al Padre in un incontro inesprimibile, Maria intuisce e accoglie il mistero che va oltre quella morte. Anche là, sulla croce, è benedetto il frutto del suo seno (cf. Lc 1,42). Risorgerà, e sarà primogenito della nuova creazio-ne che torna riconciliata al Padre. E delle nuove creature lei, la prima dei redenti, sarà madre: "Donna, ecco tuo figlio; figlio, ecco tua madre!" (cf. Gv 19,26-27)».

 

Quinto giorno.

Lettura breve: iCor 1,26-30. «La Chiesa intera, che già si esprime in Maria ai piedi della croce, deve oggi con nuova intensità di fede concentrarsi, come lei, in un indiviso amore a Gesù Cristo suo Signore. A un mondo che non sa più che cosa è bene e che cosa è male, che conosce sempre l'orgoglio originale della ribellione a Dio e la conseguente disperazione tra gli uomini e tra i popoli, noi non possiamo offrire concorrenze, né tanto meno dare maledizioni. Noi non conosciamo altro, in mezzo agli uomini, se non Gesù Cristo crocifisso, per noi e per tutti diventato sapienza, giustifica-zione, santificazione e redenzione (cf. iCor 1,30; 2,2). Con tutta la nostra esistenza, è nostra missione testimoniare che niente si può fare senza di lui e che tutto possiamo con lui che ci sostiene (cf. FiI 4,13). Anche a noi questo compito trafiggerà l'anima. Non possiamo essere cristiani a ore, senza gettare totalmente la vita, noi pure fatti segni di contraddizione, fedeli sino in fondo nella passione per i fratelli, in memoria di lui».

 

Sesto giorno.

Lettura breve: Gal 4,4-5. «Ma per mezzo della beata Vergine Maria siamo nati molto meglio che non per mezzo di Eva, per il fatto che Cristo è nato da lei. Invece della decrepitezza abbiamo riacquistato la freschezza; invece della corruzione l'incorruzione; invece delle tenebre la luce. Ella è nostra madre, madre della nostra vita, madre della nostra incorruzione, madre della nostra luce. Dice l'Apostolo riguardo a nostro Signore: Egli "è diventato per noi sapienza, giustizia, santifi-cazione e redenzione" (iCor 1,30). Ella dunque, che è madre di Cristo, è madre della nostra sapienza, madre della nostra giustizia, madre della nostra santificazione, madre della nostra redenzione; perciò è per noi più madre della madre nostra secondo la carne. Dunque da lei abbiamo una natività miglio-re, perché da lei è la nostra santità, la nostra sapienza, la nostra giu-stizia, la nostra santificazione, la nostra redenzione».

 

Settimo giorno.

Lettura breve: Rm 5; 12.17-19. «O donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdi-sce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura. A Maria Dio diede il Figlio suo unico che aveva generato dal suo seno uguale a se stesso e che amava come se stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l'unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio: Dio che aveva creato ogni cosa, si fece lui stesso creatura di Maria, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria».

 

Ottavo giorno.

Lettura breve: Gen 3,9.15-20. Ave, piena di grazia, il Signore è con te (cf. Lc 1,28). E che cosa potrebbe esserci di più sublime di questa gioia, o Vergine Maria? O che cosa potrebbe esserci di più eccellente di questa grazia che tu hai avuto in sorte da Dio? Il Signore è con te! E chi oserebbe gareggiare con te? Dio viene da te, e chi non ti cederebbe il passo e non ti darebbe anzi di buon grado il primato e la superiorità? Perciò, guardando alle tue eminenti prero-gative più eccellenti di quelle di tutte le creature, grido anch'io con grandissime lodi: Ave, piena di grazia, il Signore è con te! Veramente "benedetta tu fra le donne", perché hai mutato in benedizione la maledizione di Eva. Infatti hai fatto sì che Adamo, che prima giaceva colpito da maledizione, fosse per te benedetto. Veramente benedetta sei tu fra le donne, perché in grazia tua la benedizione del Padre è brillata agli uomini e li ha liberati dall'antica maledizione».

 

Nono giorno.

Lettura breve: Ef, 3-6.11-12. Dio vede nell'uomo più in là del male e più a fondo del peccato. Il Cristo realizza il progetto di Dio che vuole tutti gli uomini destinati ad essere figli suoi. Maria appartiene a tale progetto in modo unico: Dio Padre ha voluto che la vergine Maria fosse sempre senza peccato. Ella è l'Immacolata concezione, la creatura più santa della terra. Maria è la creatura «ricolmata di grazia», la «piena di grazia» perché, chiamata a essere la Madre di Dio, è concepita senza peccato origina-le. La dottrina cristiana vede in lei la nuova «Eva», l'inizio cioè di una nuova umanità solidale con il Cristo e non più con l'«Adamo pecca-tore»; la Vergine nata libera per servire Dio in libertà. l'essere «immacolata» non è un privilegio che la colloca a margine della storia e della nostra esperienza di peccato. Al contrario, essa diventa il punto di avvio di una storia rinnovata. Avendo accolto fino in fondo l'amore di Dio e avendo fatto con il Figlio esperienza della croce, Maria conosce meglio il male, che non ha mai compiuto, di quanto noi stessi conosciamo il male che abbiamo fatto. l'Immacolata è e rimane il segno che il male del mondo non è più radicalmente irrimediabile: l'opera di Cristo l'ha già sconfitto in par-tenza, se Maria ha potuto nascere «tutta santa», piena di grazia, quasi plasmata e resa dallo Spirit Santo una nuova creatura.