NOVENA ALL'IMMACOLATA_2010

1° giorno

AURORA DI SALVEZZA

«Chi è costei che sorge come l'aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiere e vessilli spiegati?» (Ct. 6,10).

«Affrettiamoci a conoscere il Signore, la sua venuta è sicura come l'aurora. Verrà a noi come la pioggia di primavera, che feconda la terra» (Os 6,3).

Fulgida come il sole

All'aurora c'e un momento stupendo: quello che precede immediata-mente il sorgere del sole. All'inizio un lieve impallidire del cielo a oriente, appena visibile nella notte. In seguito il chiarore è andato crescendo lenta-mente all'inizio, poi più in fretta, sempre più in fretta. Ed ecco infine un momento in cui lo scaturire della luce è così vittorioso e ardente, lo splendo-re così accecante per gli occhi abituati alla notte, che ci si potrebbe credere davanti al sole. stesso: appena un istante dopo, come una fiammata, la sua luce divamperà sul filo dell'orizzonte. Ed ecco finalmente il sole...

Così l'Immacolata Concezione. Prima, nella lunga serie dei secoli prece-denti, si poteva intravedere l'alba di Cristo, un lontano preludio della sua purezza e santità, già del resto meraviglioso se si considera che veniva realiz-zato nella natura umana, ma ancora tanto oscuro rispetto a lui.

Maria invece appare come culmine dell'aurora, il sorgere del giorno...

E' nella Vergine che tutto si riunisce per poi passare da lei al Figlio... Cosi l'Antico Testamento e tutto quello che vi è di storia sacra nell'umanità, come ha prefigurato Cristo, ha anche prefigurato la Vergine.

Le donne e le cose sante dell'antica alleanza la rappresentano; il tempio e l'altare, il Sinai e l'arcobaleno, il roveto ardente ne sono un simbolo; è la Vergine che viene attraverso tutti questi segni, perché attraverso di lei viene «Colui che viene». (E. Mersch)

AIUTACI, O MARIA O Vergine Immacolata, primo e soave frutto di salvezza, noi ti ammiria-mo e con te celebriamo le grandezze del Signore che ha fatto in te mirabili pro-digi.

Guardando te, noi possiamo capire ed apprezzare l'opera subli-me della redenzione e possiamo vedere nel loro risultato esemplare le ric-chezze infinite che Cristo, col suo sangue, ci ha donato. Aiutaci, o Maria, ad essere, come te, salvatori insieme con Gesù di tutti i nostri fratelli. Aiutaci a portare agli altri il dono ricevuto, ad essere «segni» di Cristo sulle strade di questo nostro mondo assetato di verità e di gloria, bisognoso di redenzione e di salvezza. Amen. (A.Gemma) 

2° giorno

PIENA DI GRAZIA

«Il Signore Dio disse al ser-pente: 'Poiché tu hai fatto que-sto, sii maledetto... Io porrò ini-micizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insi-dierai il calcagno» (Gn 3, 14).

La prima Redenta

Con Maria inizia la lotta tra la stirpe della donna e la stirpe del serpente; lotta dichiarata fin dalla prima origi-ne della Vergine, essendo que-sta concepita senza alcuna macchia di peccato e quindi in completa opposizione a Satana.

L'ostilità si farà poi gigante-sca e si risolverà in vittoria quando Gesù, «la stirpe» di Maria apparirà nel mondo e con la sua morte distruggerà il peccato.

Il privilegio dell'Immacolata non consiste però soltanto nell'assenza del peccato di ori-gine, ma più ancora nella pie-nezza di grazia.

«La Madre di Gesù, la quale ha dato al mondo la Vita stessa che tutto rinnova,... da Dio è stata arricchita di doni consoni a tanto ufficio... adornata fin dal primo istante della sua concezione dagli splendori di una santità tutta singo-lare» (LG 56).

Il saluto di Gabriele: «Salve, piena di grazia, il Signore è con te» (Lc. 1,28) è la più valida testimonianza dell'immacolata concezione di Maria, la qua-le non sarebbe in senso totale «piena di grazia» se anche per un solo istante fosse stata sfiorata dal peccato.

La Vergine ha cominciato così la sua esistenza con una ricchezza di gra-zia che supera immensamente quella che i più grandi santi conseguono alla fine della loro vita.

Se poi si considera la sua assoluta fedeltà, la sua totale disponibilità a Dio, si può intuire a quali altezze di amore e di comunione con l'Altissimo Maria sia giunta, precedendo «di gran lunga tutte le altre creature celesti e terre-stri» (LG 53). (P. Gabriele di S. M. Maddalena)

TI SALUTO, O MARIA Ti saluto, o Maria, tutta pura, tutta irreprensibile e degna di lode.

Tu sei la corredentrice, la rugiada del mio arido cuore, la serena luce della mia mente confusa, la riparatrice di tutti i miei mali. Compatisci, o purissima, l'infermità dell'anima mia.

Tu puoi ogni cosa, perché sei la Madre di Dio; a te nulla si nega, perché sei la regina. Non disprezzare la mia preghiera e il mio pianto, non deludere la mia attesa. Piega il Figlio tuo in mio favore e, finché durerà questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi. (S. Efrem)

 

3° giorno

PER SINGOLARE PRIVILEGIO

«Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, per-ché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giu-stizia, come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli... » (Is. 61,10).

Il capolavoro di Dio

La prima e inevitabile imperfezione che contrae l'anima di ogni misero figlio di Adamo è il peccato originale. Solo Maria ne fu esente: essa è l'Immacolata Concezione.

Il peccato originale non è altro che il peccato di superbia commesso dai nostri progenitori fin dalle origini. Questo peccato portò ad Adamo e ai suoi discendenti innumerevoli mali.

Anche Maria, come discendente di Adamo, avrebbe dovuto contrarre il peccato originale; avrebbe dovuto apparire in questo mondo priva, come noi, dei doni preternaturali e soprannaturali, priva specialmente della grazia di Dio.

Ma non fu così. Essa, per singolare privilegio a Lei concesso da Dio, in previsione dei meriti del Figlio suo Redentore, nel primo istante della sua concezione, fu preservata dall'incorrere nella colpa originale.

La verità dell'Immacolata Concezione, fu proposta implicitamente dai Padri della Chiesa con quelle innumerevoli espressioni che esaltano l'assolu-ta purezza e santità di Maria. In seguito questa verità venne insegnata e pro-fessata in modo più esplicito, finché il papa Pio IX, il giorno 8 dicembre 1854, la definì solennemente come dogma di fede cattolica.

La stessa Vergine santa, a Lourdes, facendo eco alla voce del Papa, si pre-sentò a Bernardetta dicendo: «Io sono l'Immacolata Concezione». (P. Gabriele Roschini)

AVE MARIA piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e be-nedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. San-ta Maria, Madre di Dio, prega per noi pec-catori, adesso e nell'ora della nostra mor-te. Amen.

  

4° giorno

RALLEGRATI, FIGLIA DI SION

«Gioisci, esulta, figlia di Sion, perché ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te, dice il Signore.

Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e diverranno suo popolo ed egli dimorerà in mezzo a te e tu saprai che il Signore degli eserciti mi ha inviato a te». (Zc. 2, 14-15)

Quale prodigio!

Nulla fu mai così vicino a Dio come la beata Vergine Maria. Che cosa di più puro? Che cosa di più irreprensibile?

Quale prodigio! Nel suo immenso amore per gli uomini, Dio non si è ver-gognato di prendere per madre colei ch'era sua creatura.

Veramente ad essa si applicano le parole del profeta Zaccaria: «Canta inni, rallegrati, o figlia di Sion perché ecco che vengo ad abitare in mezzo a te, dice il Signore» (2,14).

Ed è ancora ad essa, che si rivolge Gioele allorché esclama: «Non teme-re, o terra, esulta, rallegrati, perché grandi cose ha fatto il Signore» (2, 21).

Esulta, casa del Signore, terra che Dio ha sfiorato con i suoi passi. Tu che hai contenuto nella tua carne Colui la cui divinità sorpassa l'universo. Da te, colui che è la semplicità stessa ha assunto la complessa natura dell'uomo; l'eterno è entrato nel tempo e l'infinito si è lasciato circoscrivere. Esulta, dimora di Dio, che brilli della luce della divinità...

«Ave, o piena di grazia» (Lc. 1, 28): la tua opera e il tuo nome sono fonti di gioia più della gioia stessa. Da te è venuta al mondo la gioia immortale, il Cristo, rimedio alla tristezza degli uomini. Esulta, paradiso più felice del giar-dino dell'Eden nel quale è germogliata ogni virtù ed è spuntato l'albero della Vita. (S. Teodoro Studista)

SALVE REGINA, madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esi-lio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

  

5° giorno

BELLA COME LA LUNA

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle» (Ap 12,1).

«Chi è costei che sor-ge come l'aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiere e vessilli spiegati? (Ct 6,10).

Mediatrice di grazie

Nella contempla-zione della Vergine Immacolata ci farà da guida la sacra liturgia che non si stanca di chiamarla: bella come la luna, fulgida come il sole.

Anzitutto, guardiamo Maria, «bella come la luna». E' un modo questo per esprimere la eccelsa bellezza di lei.

Come deve essere bella la Vergine! Quante volte siamo stati colpiti dalla bellezza di un volto angelico, dall'incanto di un sorriso di bambino, dal fasci-no di uno sguardo puro! E certamente nel volto della propria Madre Iddio ha raccolto tutti gli splendori della sua arte divina...

Come splende la luna nel cielo oscuro, cosi la bellezza di Maria si distingue da tutte le bellezze, che paiono ombre accanto a Lei. Maria è la più bella di tutte le creature...

Sul suo volto non si rivela soltanto la bellezza naturale. Nell'anima di Lei Iddio ha riversato la pienezza delle sue ricchezze con un miracolo della sua onnipotenza.

Possiamo immaginare che il volto di Gesù, quel volto che gli angeli ado-rano, dovesse riprodurre in qualche modo i lineamenti del volto di Maria? Così il volto di ogni figlio rispecchia gli occhi della madre.

Potessimo avere la voce di S. Bernardo, che non si stancava di lodare, di cantare, di ammirare, di esultare dinanzi al trono della Vergine! Potessimo avere la lingua degli angeli per poter dire la bellezza, la grandezza della loro Regina!

AIUTACI, O MADRE Regina nostra, inclīta Madre di Dio, ti preghiamo:

fa' che i nostri cuori siano ricolmi di grazia e risplendano di sapienza.

Rendili forti con la tua forza e ricchi di virtù.

Su noi effondi il dono della misericordia, perché otteniamo il perdono dei nostri peccati.

Aiutaci a vivere così da meritare la gloria e la beatitudine del cielo.

Questo ci conceda Gesù Cristo, tuo Figlio, che ti ha esaltata al di sopra degli Angeli, ti ha incoronata Regina, e ti ha fatto assidere in eterno su fulgido trono.

A lui onore e gloria nei secoli. Amen. (S. Antonio di Padova)

  

6° giorno

VISIONE DI PARADISO

«Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia... Tu mi hai rapito il cuore; sorella mia, sposa, tu mi hai rapito il cuore.

Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata. Fontana che irrora i giardini, pozzo d'acque vive e ruscelli sgorgati dal Libano» (Ct 4, 7.9,12.15).

Fiore candido di Redenzione

Immacolata dice anzitutto i fulgori dell'auro-ra.

Preservata immune dalla contaminazione ori-ginale, Maria è riempita di grazia fin dal primo istante del suo concepimento. Già nel seno materno, l'ani-ma di Maria è pervasa di luce divina: dopo la morte di lunghi secoli, trascorsi dal-la colpa dei progenitori, si alza questa stella mattutina, limpida e pura, trasparente e inviolata, mentre il cielo trascolora nella promessa del giorno imminente.

Immacolata dice poi promessa e fiore candido di Redenzione.

Colei che, in vista dei meriti del suo Figlio Redentore, è stata preservata dal-la macchia originale, ha avuto questo privilegio perché predestinata alla sublime missione di Madre di Dio. Essa, che doveva dare una carne mortale al Verbo eterno del Padre, non poteva essere contaminata neppure per un istante dall'ombra del peccato.

Infine, Immacolata dice visione di Paradiso.

Preannunzia l'alba di quel giorno eterno, e ci guida e sostiene nel cammino che ancora ce ne separa. Per questo l'inno liturgico Ave Maria Stella ha la dolce invocazione: «Fa' che, vedendo con te Gesù, con te sempre possiamo gioire».

A questo termine estremo, coronamento della vita di grazia, devono ten-dere i palpiti del nostro cuore, e gli sforzi più generosi di cristiana fedeltà. (Giovanni XXIII, 7dic. 1959)

TU, O MARIA Ave Maria! piena di grazia, più santa dei santi, più elevata dei cieli, più gloriosa degli Angeli, più venerabile d'ogni creatura.

Ave, celeste paradiso! tutto fragranza, giglio che olezza soave, rosa profumata che si schiude a salute dei mortali.

Ave, tempio immacolato di Dio! costruito santamente, adorno di divina magnificenza, aperto a tutti, oasi di mistiche delizie.

Ave purissima! Vergine Madre! degna di lode e di venerazione, fonte d'acque zampillanti, tesoro di innocenza, splendore di santità.

Tu, o Maria, guidaci al porto della pace e della salvezza, a gloria di Cristo che vive in eterno con il Padre e con lo Spirito Santo. Amen. (S. Germano)

  

7° giorno

SPECCHIO PURISSIMO

«La Sapienza è un'emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dell'Onnipotente: per questo nulla di contaminato in lei si infiltra. E' un riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio, un'immagine della sua bontà.

Essa è più bella del sole e supera ogni costellazione di astri; paragonata alla luce, risulta superiore; a questa infatti succede la notte, ma contro la sapienza la malvagità non può prevalere» (Sap 7,2530).

Incanto ma non sogno

Dio la volle, specchio purissimo di santità e di bontà, tipo ideale e reale per l'umanità rigenerata da Cristo. Incanto, ma non sogno. Privilegio, per ogni cristiano a subirne il fascino, a gustarne la gioia.

E la visione, tanto singolare, ma reale, si fa simbolica, esempio, stimolo, luce, conforto per noi, sommersi nel mondo moderno e che siamo abbagliati dalle luci accecanti della ostentata seduzione dei sensi, priva di vera bellezza, di grazia e di innocenza; e siamo circondati da un ambiente tanto inquinato di licenzioso costume e di vizio degradante.

La nostra devozione ci dia coraggio per concorrere a difendere nei nostri giorni la verità dell'amore, l'integrità della famiglia, la nobiltà dello spettacolo, la moralità della vita collettiva, l'«ecologia» della nostra civiltà che non deve né arrossire, né dimenticarsi di essere cristiana; e quindi di avere la Vergine Madre Immacolata Maria, vestita di sole, per emblema della pro-pria speranza e della propria salvezza. (Paolo VI)

MAGNIFICAT L'anima mia magnifica il Signore* e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.* D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l' Onnipotente* e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio,* ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni,* ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati,* ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo,* ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri,* ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio* e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre* nei secoli dei secoli. Amen.

 

8° giorno

IDEALE DELIA CHIESA

«Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia, né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata». (1 Ef 5,25-27)

Una parola fuori uso

Oggi la parola peccato è taciuta... Sembra una parola fuori uso, quasi un termine sconveniente, di cattivo gusto. E si capisce il perché. La nozione di peccato coinvolge due realtà: una realtà vivente, onnipotente: Dio; ed una realtà soggettiva e relativa alla nostra persona, cioè la relazione insopprimibi-le delle nostre azioni al Dio presente, interrogante la nostra libera scelta...

Ne deriva un'etica folle, che tende a rendere tutto lecito quanto piace o quanto giova, e che toglie alla vita il suo senso profondo, derivante dalla distinzione tra il bene e il male e l'avvilisce in una visione finale di angoscio-sa e disperata vanità.

L'uomo raggiunge la sua personalità nel possesso della grazia divina; la vera ricchezza è possedere l'amore di Dio, donatoci gratuitamente per il Cristo. Nell'uomo, la bellezza produce l'amore; nel cristiano è l'amore di Dio che produce la bellezza, la sua autentica nobiltà...

Dobbiamo metterci in uno stato di difesa, di ripudio, di rinuncia a tante esibizioni e manifestazioni del malcostume moderno, e non cedere per ipo-crisia o per rispetto umano all'immoralità pubblica.

Lo splendore dell'Immacolata che brilla dinanzi ai nostri occhi ci suggeri-sce: «Ecco quello che devi essere».

O PADRE MISERICORDIOSO O Padre di misericordia, datore di ogni bene, noi ti ringraziamo perché dalla nostra stirpe umana, hai eletto la beata Vergine Maria ad essere Madre del Figlio tuo fatto uomo.

Ti ringraziamo perché l'hai preser-vata da ogni peccato, l'hai riempita di ogni dono di grazia, l'hai congiunta all'opera di redenzione del tuo Figlio e l'hai assunta in anima e corpo al cielo.

Ti preghiamo, per sua intercessio-ne, di poter realizzare la nostra voca-zione cristiana, di crescere ogni gior-no nel tuo amore e di venire con lei a godere per sempre nel tuo regno bea-to. Amen.

  

9° giorno

CONSACRAZIONE ALL'IMMACOLATA

«Beato l'uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire attentamente la soglia. Infatti, chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore». (Pro 8, 34-35)

Per amare Dio

Non è possibile che qualcuno si possa convertire o santificare senza l'aiuto della Vergine Immacolata. Anzi, quanto più uno si avvicina a questa dispensatrice di grazia, tanto più abbondantemente sarà arricchito di tale dono, più facilmente si potrà santificare, e con maggior frutto lavorerà per la santificazione del prossimo.

Ma è indispensabile che chi desidera occuparsi della salvezza degli altri, incominci da se stesso. Perciò deve avvicinarsi sempre più all'Immacolata, per ricevere da Lei la grazia di amare Dio. E si avvicina all'Immacolata nel modo migliore colui che si dona a Lei totalmente.  Tuttavia, questa donazione di sé non esige affatto l'abbandono del mon-do e della famiglia e l'ingresso in un istituto religioso. Si può benissimo occu-pare dei propri affari, dei propri impegni; tuttavia, per il fatto che ci si è dona-ti totalmente all'Immacolata, non siamo più noi ad offrire i nostri problemi quotidiani a Dio, ma è l'Immacolata stessa, cui ci siamo consacrati, che pre-senta noi e tutte le cose nostre a Dio.

E' evidente che chi vuole appartenere a Maria, fa di tutto perché la pro-pria vita divenga sempre più degna di un figlio.

Non solo, ma sperimentando la forza di cui gode nelle tentazioni e la con-solazione che prova nelle difficoltà, si preoccupa di partecipare anche agli altri la propria felicità, cosicché essi pure siano attratti da Maria e i loro cuori siano conquistati a Lei.

E Maria illuminerà questi cuori, li riscalderà con l'amore del suo cuore materno, li infiammerà con il fuoco della carità che arde nel Cuore divino di Gesù (M. B. Kolbe).

CONSACRAZIONE ALL'IMMACOLATA

O Immacolata, Regina del cielo e della terra, Rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima, Cui Dio volle affidare l'intera economia della misericordia, io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi, supplicandoTi umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà Tua, e di fare ciò che Ti piace di me e di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo, di tutta la mia vita, morte ed eternità. Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso, senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di Te: "Ella ti schiaccerà il capo" (Gn 3,15), come pure: "Tu sola hai distrutto tutte le eresie sul mondo intero" (Lit.), affinché nelle Tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la Tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti e per estendere in tal modo, quanto più è possibile, il benedetto regno del SS. Cuore di Gesù. Dove Tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e santificazione, poichè ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani, dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.  V. Concedimi di lodarTi , o Vergine santissima. R. Dammi forza contro i Tuoi nemici. (composta da san Massimiliano Kolbe)