NOVENA DEVOZIONALE A SAN RICCARDO PAMPURI 

1° giorno

Eterno Padre, Dio di misericordia, ascolta la nostra preghiera per intercessione di San Riccardo: egli sia per noi il Medico che protegge la nostra salute e il Santo che difende la nostra amicizia con Te. Per Cristo Nostro Signore. Amen. Pater, Gloria, Ave Maria...   

2° giorno

Signore Gesù, che vi compiacete di esaltare gli umili, di rivelarvi ai puri e di darvi in premio ai misericordiosi, concedetemi la grazia... che fiducioso vi chiedo per l'intercessione di S. Riccardo Pampuri, esempio luminoso di umiltà, di purezza e di misericordia, a vostra maggior gloria e a salute dell'anima mia. Così sia. Pater, Gloria, Ave Maria...   

3° giorno

San Riccardo, medico dei corpi e delle anime, prega per noi il Signore Gesù affinché questo nostro fratello (nome...) ammalato possa, riacquistare il vigore del corpo ed ottenere serenità dello spirito, pazienza nel dolore e, dopo una felice convalescenza, ritornare insieme con tutti noi a lodare il nome del Signore. Pater, Gloria, Ave Maria...   

4° giorno

San Riccardo hai camminato un tempo per le strade della nostra terra, hai pregato nel silenzio delle nostre chiese, hai servito con amore ed intelligenza gli ammalati nelle nostre case, sei stato accogliente verso ogni persona che ti ha cercato. Oggi, come un tempo i tuoi malati, anch 'io ti cerco (nome...) e mi rivolgo a Te perché Tu mi aiuti a guarire nel corpo e nello spirito e mi ottenga dal Signore la tua stessa fede. Pater, Gloria, Ave Maria...    

5° giorno

San Riccardo, medico dei corpi e animatore dei cuori, chiedi al Signore per noi salute e fede.

San Riccardo, fedele nelle prove e coraggioso apostolo di Cristo, chiedi al Signore per noi fortezza e carità.

San Riccardo, profondo conoscitore del mistero di Dio e della debolezza dell'uomo, ottieni anche a noi la grazia di poter scoprire il Signore nelle varie vicende della nostra vita.

San Riccardo, visibile ancora tra noi con il tuo corpo, chiedi per noi a Dio che sappiamo imitare il tuo spirito nel nostro cammino sulle strade del Signore. Pater, Gloria, Ave Maria...     

6° giorno

San Riccardo sii oper noi il medico che intercede presso il Signore per la nostra salute ed il Santo che ci aiuta a capire ed a realizzzare la volontà di Dio nella nostra vita, facendo ogni giorno anche le cose piccole, minime con amore grande. Pater, Gloria, Ave Maria...    

7° giorno

San Riccardo Pampuri medico dei corpi e delle anime, benedici i nostri bambini, i giovani, gli anziani, i bisognosi, ed i particolare tutti i nostri ammalati, e gli oggetti e le cose che ti presentiamo. Ottienici dal Signore tutte le grazie che ti chiediamo ed in  particolare aiutaci
a capire e fare la volontà del Signore. Pater, Gloria, Ave Maria...   

8° giorno

San Riccardo siamo venuti sulla tua tomba perché ci aiuti a metterci sulla tua strada.

Come noi hai sognato, Riccardo, prega Dio perché dia compimento alle nostre speranze.

Come noi hai studiato, Riccardo, prega Dio perché ci sveli la sua verità.

Come noi hai tribolato, Riccardo, prega Dio perché ci renda pià forti ella vita.

Come noi hai atteso, Riccardo, di comprendere le vie del tuo futuro, prega Dio perché sappiamo essere sempre vigilanti e riconosciamo la strada della Sua chiamata.

A somiglianza di Gesù hai saputo sperare anche nelle difficoltà, pregare pur tra mille preoccupazioni, hai saputo voler bene in ogni circostanza, ottienici dal Signore  l'entusiasmo e la generosità della tua vita. Pater, Gloria, Ave Maria...   

9° giorno

Invocazioni a San Riccardo

San Riccardo, innamorato di Cristo, prega per noi.

San Riccardo, fedele seguace di Cristo, prega per noi.

San Riccardo, umile ricercatore della verità, prega per noi.

San Riccardo, fiducioso nella Provvidenza di Dio, prega per noi.

San Riccardo, che hai saputo unire l'amore di Dio con l'amore del prossimo, prega per noi.

San Riccardo, figlio e testimone della misericordia di Dio, prega per noi.

San Riccardo, fedele seguace della croce, prega per noi.

San Riccardo, obbediente alle indicazioni dello Spirito Santo, prega per noi.

San Riccardo, che hai costruito la tua vita sulla roccia, prega per noi.

Pater, Gloria, Ave Maria...

Milano 16 ottobre 2010 - pino

 

Piccola biografia tratta dal Sito Santiebeati

(...)

Rotto a tutte le fatiche

Era nato, decimo di undici figli, il 2 agosto 1897, a Trivolzio (Pavia) in una famiglia che viveva davvero il Vangelo. Era cresciuto in casa degli zii materni, sentendo il benefico influsso dello zio Carlo, medico, uomo di Dio e apostolo. Aveva compiuto gli studi al Liceo Manzoni di Milano, professando la sua fede a viso aperto tra i compagni e professori. Al momento della scelta della professione, si era iscritto a Medicina, seguendo l'esempio dello zio.

All'Università di Pavia, aveva partecipato al Circolo Cattolico Severino Boezio, coinvolgendo nel suo apostolato numerosi giovani studenti. Il suo assistente ecclesiastico, Mons. Ballerini, dirà: «Al Circolo portò più soci lui con il suo esempio e la sua vita intemerata che non tutte le conferenze e i mezzi di propaganda, compreso il suo interessamento personale».

Un giorno, durante una sollevazione studentesca, erano stati uccisi due universitari. Erminio Pampuri fu il solo ad avvicinarsi ai loro cadaveri per pregare, rispettato dai tiratori, profondamente toccati dal suo coraggio e dalla sua fede.

Ora, a 24 anni, è medico e incanta chi lo avvicina per la sua purezza e la sua affabilità. è destinato alla "condotta" di Morimondo (Milano), 1800 abitanti, sparsi in cascinali di campagna, con strade malagevoli, nella pianura milanese. Si stabilisce in un umile alloggio, vicino alla chiesa parrocchiale. Ogni mattina, prestissimo, partecipa alla Messa con la Comunione e, in ogni attimo di libertà, vi cerca respiro davanti al Tabernacolo dove Gesù lo attira e gli dà forza.

Sovente è chiamato di notte presso i malati. Il "dottorino" accorre e indugia a lungo presso di loro, competentissimo, disponibile, un vero fratello. Spesso non accetta nulla come onorario, anzi, porta ancora lui i medicinali e il denaro necessario alle famiglie più povere. Al mattino, dopo la Messa, fa ambulatorio in casa, poi riprende le visite: a piedi, sul calesse, d'estate, d'inverno, sotto il sole cocente o sotto la neve. Porta con sé la corona del Rosario e prega la Madonna di sostenerlo e di illuminarlo.

Scopre che a Morimondo e dintorni, ci sono tanti giovani, spesso poco aiutati, nella loro formazione. Il medico ha pochi anni più di loro e si tiene aggiornato su tutti i problemi della vita, della società, della Chiesa. Si ferma a parlare con i giovani, li raduna attorno a sé, meglio, attorno a Gesù, nella parrocchia: con il suo ascendente, li istruisce nella fede, li guida a vivere il Vangelo, più con il suo esempio che con la parola. Quelli ne restano affascinati e alcuni, aiutati da lui, maturano la vocazione sacerdotale e religiosa: saranno presto apostoli, per aver incontrato lui.

Alcuni, tra la sua gente, gli dicono: «Dottore, quando pensa a sé?». Risponde alzando le spalle e raccomandando di chiamarlo a qualsiasi ora del giorno e della notte, perché lui è lì per servire: per i malati, gli anziani, i bambini, coloro che in qualunque modo hanno bisogno. Lo slancio per resistere all'immane fatica lo trova in Gesù Eucaristico che visita ogni sera: persino il cavallo lo sa, ormai, e quando giunge vicino alla chiesa, si ferma da solo e attende che il dottore abbia finito di pregare.

La vita a Morimondo cambia: il parroco si trova la chiesa piena di giovani alla Messa festiva e all'adorazione eucaristica, molti impegnati nell'Azione Cattolica e per le missioni. Ha fatto tutto il giovanissimo dottor Pampuri. Ma dov'è quando ci sono tutti e lui sembra assente? è a casa che studia e insieme prega, o in un angolo della chiesa, occupato in un colloquio intenso con il divino Amico, o in visita ai suoi malati a qualsiasi ora del giorno.

Alcuni colleghi medici gli consigliano di "prendersela con calma"; «tanto - gli dice qualcuno - si nasce e si muore anche senza di noi». A costoro lui risponde con uno sguardo di fuoco. Ma altri colleghi vengono per consultarlo per i casi più difficili, con una stima grandissima per lui e la sua estrema professionalità.
Il saio per completare

Nel giugno 1927, a 30 anni, il dottor Erminio Pampuri chiede di entrare a farsi religioso tra i Fatebenefratelli, l'Ordine Ospedaliero fondato da San Giovanni di Dio nel 1537 per l'assistenza agli infermi. Lascia tutto e parte, tra le lacrime dei suoi assistiti di Morimondo, per seguire Gesù. Il suo gesto suscita enorme scalpore: anche i giornali ne parlano. Il 21 ottobre 1927, riceve l'umile saio di "fratello" e comincia il noviziato: umile, semplice, sottomesso, come tutti gli altri, nella casa religiosa di Brescia. Prende il nome di fra' Riccardo.
Medico prestigioso, accetta i servizi più umili all'ospedale dei Fatebenefratelli, ma chiamato dall'obbedienza o dalle necessità, visita i malati e li cura con la sua scienza: stupisce tutti, confratelli, malati, quelli che lo vedono e, presto scoprono la sua vera identità. A volte, sostituisce anche il primario, ma subito dopo prende la scopa in mano, come se fosse l'ultimo della casa, canticchiando sottovoce, con la gioia di appartenere a Dio solo.

Il 28 ottobre 1928, si offre a Dio mediante i santi voti di povertà, castità e obbedienza e scrive: «Voglio servirti mio Dio, per l'avvenire, con perseveranza e amore sommo: nei miei superiori, nei confratelli, nei malati tuoi prediletti; dammi grazia di servirli come servissi Te».

Gli viene affidato il laboratorio dentistico di Via Moretto, annesso all'ospedale. Fra Riccardo è un semplice religioso, ma è anche un grande medico: così, appena si sa, molti, sempre più numerosi, attirati dalla sua bontà e dalla sua scienza, vengono a cercarlo e si rivolgono a lui con una fiducia che si diffonde, in Brescia, come un contagio. Le mamme gli portano i bambini perché li curi e li benedica: risponde promettendo la sua preghiera quotidiana per loro alla Madonna.

Nella sua semplicità, si sente quasi umiliato quando diversi medici vengono ad interpellarlo, perché "il dottorino sotto il saio di religioso è un santo e può molto". Ha poco più di 30 anni e gode fama di santità.
Ma presto diventa assai fragile di salute: ai superiori che hanno molti riguardi verso di lui, risponde: «Io sto bene». Continua il suo lavoro, fino a quando gli restano le ultime briciole di forze. Qualcuno si domanda: «Perché Fra Riccardo va all'ambulatorio con la febbre addosso?». Risponde: «è il mio posto, là c'è Dio che mi aspetta».

Lo vedono sempre correre, con il sorriso sulle labbra e cantando sottovoce inni alla Madonna, a San Giovanni di Dio e agli Angeli, con le mani sotto lo scapolare, tenendo sempre la corona fra le dita. Spiega: «Questa è la mia arma prediletta, con la corona il demonio fugge». Intanto la pleurite e la febbre lo divorano. Per sollevarlo, i superiori, oltre alle cure, lo invitano ad un viaggio fra le case di Venezia, Gorizia e Postumia. Ma più che alla sua salute, serve a far dilagare tra i confratelli, che lo conoscono per sentito dire, la sua fama di santità.

I parenti lo vogliono avere vicino. Viene assegnato alla casa di Via San Vittore a Milano. Viene la sorella Rita ad assisterlo. Con la gioia in volto, le dice: «Se il Signore mi lascia, sto qui volentieri, se mi toglie, vado volentieri da Lui». Riceve tutti i sacramenti, lucido e ardente. Va incontro a Dio il 1° maggio 1930, all'inizio del mese della Madonna alla Quale aveva affidato fin da bambino gli studi, il lavoro, la vita e la morte. Ha solo 33 anni ma è giunto assai in alto.

Come il suo illustre collega di Napoli, il medico San Giuseppe Moscati (1880-1927), Papa Giovanni Paolo II lo ha iscritto tra i Santi: chi oggi lo prega con fede, lo sente ancora vicino; ancora e più che mai medico e fratello: guarigioni e conversioni inspiegabili umanamente sperimentano coloro che si rivolgono a lui, come un continuo prodigio di carità.  Paolo Risso