26-3-'17 PREGHIERE-2 NELLA DIVINA VOLONTÀ - VOGLIO GIRARE NELLA TUA VOLONTA’ PER ACCOMPAGNARLA NELLE OPERE SUE - I TRE  FIAT: FIAT CREANTE FIAT REDIMENTE SANTIFICANTE

DICIANNOVESIMA ORA

L’anima segue Gesù nell’entrata in Gerusalemme e Gli chiede la vittoria della Volontà Divina sull’umana. Lo segue poi nell’istituzione dei Sacramenti.

Amante Celeste, il mio Ti amo Ti segue nell’entrata trionfante che facesti in Gerusalemme;  io lo imprimo ovunque: sui rami delle palme, sui mantelli che vengono gettati ai tuoi piedi, sulle grida di Evviva! con cui Ti accolgono le turbe.

Mio Re Divino, il tuo aspetto di conquistatore vittorioso pare volermi dare la lieta novella che presto giungerà il Regno del tuo FIAT Divino sulla terra. A tale scopo io non Ti lascerò, non mi stancherò di seguirti coi miei Ti amo fino a tanto che Tu stesso non mi prometterai il suo felice avvento.

Ma già mi sembra sentirmi sussurrare da Te all’orecchio: “O anima, seguimi, il mio Amore sente il bisogno della tua compagnia; i miei nemici, invidiosi delle grida di evviva delle turbe, cercano di togliermi la vita e perciò Io prima di morire, voglio istituire il Sacramento dell’Eucaristia, per lasciare un ultimo ricordo dell’intenso amore che nutro per i figli miei e per poter far vita perenne in mezzo a loro. Approfitta di questo mio dono per chiedermi senza intermissione il mio FIAT Divino!”

Amor mio, io mi stringo a Te per mettere il mio Ti amo in ognuno dei Sacramenti che istituisci. Lo depongo in ogni Battesimo che si amministra per chiederti, in virtù di esso, di concedere il FIAT Divino a ciascun battezzato. Te lo ripeto nel Sacramento della Cresima, per invocare la vittoria della tua Divina Volontà in ogni cresimando. Questo mio Ti amo lo suggello ancora nel Sacramento dell’Estrema Unzione per ottenere che ogni morente compia l’ultimo atto della sua vita nella tua Divina Volontà. Lo imprimo nel Sacramento dell'Ordine Sacro, per chiederti Sacerdoti che siano conformi al tuo Volere, i quali posseggano ed estendano il tuo Santo Regno. 

Il mio Ti amo s’imprime nel Sacramento del Matrimonio, per domandarti famiglie formate alla scuola del tuo FIAT Divino. S’introduce nel Sacramento della Penitenza, per pregarti di dare in ogni confessione di fedeli, morte al peccato e vita alla tua Divina Volontà. 

Salvator mio Gesù, io voglio che il mio Ti amo non Ti abbandoni giammai e sia eterno con Te, perciò lo lascio col mio Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio, in ogni Ostia Sacramentale, in ogni lacrima segreta che versi per ciascuna particola consacrata, in ogni offesa che ricevi ed in ciascuna riparazione che compi, per domandare con Te che il Regno della tua Divina Volontà domini come in Cielo così in terra.

Mio Arciere Celeste, ferisci da ogni Tabernacolo le umane volontà, stendi su di esse le tue catene d’amore, usa tutti i tuoi stratagemmi amorosi per vincerle, poscia dacci in cambio il tuo Volere, affinché Esso sia uno col nostro, come in Cielo così in terra. 

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DICIOTTESIMA ORA

L’anima segue Gesù in vari altri episodi della sua vita pubblica.

Mio Gesù, Vita mia dolcissima, il tuo Amore Ti fa accorrere ovunque; chiamato a risuscitare una fanciulla, non Ti rifiuti e, prendendo la sua mano nella tua, la richiami a vita e rialzandola dici: “La fanciulla non è morta, ma dorme”. Quanti sono, Amor mio, che dormono il sonno della loro volontà umana! Io voglio perciò far scorrere il mio Ti amo nell’atto che compi risuscitando la giovinetta per domandarti di stendere la tua destra su tutti gli uomini e di richiamarli alla vita del tuo Sovrano Volere. Con un solo tocco della tua mano creatrice, con un atto di potenza tua Tu libererai queste anime dal letargo in cui giacciono e Ti formerai il primo drappello del Regno del FIAT Divino.

Mio pietoso Gesù, un’altra scena commovente Ti attende: Marta e Maria piangenti Ti vengono incontro per dirti che il loro fratello è morto e Tu T’intenerisci talmente, che piangi con loro e chiedi che Ti portino al sepolcro di Lazzaro. Ivi giunto, comandi che si scopra la tomba;  u fremi, tremi, piangi, poi con voce imperante e tremante per la forza del dolore dici: “Lazzaro, vieni fuori!”; e in tal modo lo risusciti. Amor mio, perché piangi e soffri sì acuto dolore? Perché Lazzaro morto rappresentava tutta l’umanità inveterata nel male e resa cadavere putrefatto dalla volontà umana.

Oh sì, Vita del cuor mio, lascia che anch’io pianga con Te e che investa ciascuna delle tue parole col mio Ti amo e col mio Ti adoro per indurti a ripetere ad ogni anima ciò che dicesti a Lazzaro: “Vieni fuori dal sepolcro della tua volontà umana e rientra nella vita della mia Volontà Divina!…”.

Mio amabile Gesù, io non Ti abbandono un istante e perciò Ti seguo insieme ai tuoi discepoli. Già vedo che mentre Tu dormi nella barca - e questo tuo riposo è simbolo di quello che Tu vuoi concedere a chi vive nel tuo Voler Divino -, una tempesta si scatena e mette in scompiglio gli Apostoli i quali, svegliandoti, gridano: “Maestro, salvaci, altrimenti periremo!”

Mio Gesù, questo nubifragio riproduce al vivo l’orribile tempesta che provoca l’umana volontà. Anch’essa innalzando le sue onde impetuose nel mare della vita, minaccia di sommergerci! Io quindi, col mio Ti amo mi unisco agli Apostoli per supplicarti: “Maestro, salvaci, altrimenti siamo perduti!” Con quello stesso impero mediante il quale T’imponesti un giorno all’uragano del mare di sedarlo, comanda oggi alla tempesta della volontà umana di calmarsi e rappacifica il nostro col tuo Volere per farci riposare nelle braccia sicure del tuo FIAT Supremo!

Amato mio Bene, io vedo che Tu rivolgi i tuoi passi nuovamente verso Gerusalemme e perciò Ti accompagno col mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio. Ma qual dolore non soffre il tuo Cuore Divino, quando scorge che il Tempio, casa del Padre tuo, viene profanato, quasi fosse un luogo di mercato!… A tal vista Tu Ti adiri, prendi le funi e con autorità divina batti a destra ed a sinistra, rovesci tutto sossopra e cacci fuori i profanatori. Alla forza del tuo atto imperante nessuno si oppone e tutti fuggono. 

Mio Gesù, io investo quelle funi mediante il mio Ti amo per pregarti d’impugnare di nuovo, onde scacciare la nostra volontà umana che osò profanare il vivo tuo tempio nelle anime nostre. Deh, battila in modo che non ardisca mai più dominare le anime, ma ceda totalmente il suo posto alla tua Volontà Divina!

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DICIASSETTESIMA ORA

L’anima segue Gesù nei suoi miracoli e Gli chiede che compia il gran miracolo di far risorgere le anime nella Divina Volontà.

Mio Gesù, Vita del mio povero cuore, il tuo Amore non si arresta e perciò Tu ritorni nel Tempio per spezzare ai popoli la tua divina Parola; mentre i grandi, i dotti, non vogliono riconoscerti, ecco che una turba di poveri, di ignoranti e di sofferenti si stringe intorno a Te, attirata dai tuoi modi affabili e dolci, dalla tua voce rapitrice.

Mentre Tu parli essi si sentono ferire il cuore; una vena di felicità si apre nell’anima tua, perché senti che almeno puoi consolare, istruire, sanare coloro che sono considerati come rifiuto della società; in tal modo diventi l’Amico, il Maestro, il Medico pietoso dei poveri;  per tutti hai parole di conforto, né disdegni di toccare le loro membra sofferenti per guarirle.  E’ sempre uno spettacolo commovente il vedere a Te d’intorno ciechi, muti, sordi, zoppi, paralitici, lebbrosi. Tutte queste miserie umane trafiggono il tuo Cuore Divino e lo fanno fremere. Oh come si schianta il Cuore nel vedere trasformata in miserie quella stessa natura umana che uscì tanto bella e perfetta dalle tue mani creatrici! E’ la volontà degradata quella che producendo i suoi pessimi effetti, rende l’umanità tanto infelice. Deh, Amor mio, fa’ che il tuo FIAT ritorni a regnare in mezzo a noi e metta in fuga l’infelicità che ha prodotto l’umano volere!

Io faccio scorrere il mio Ti amo nell’atto mediante il quale Tu procuri la vista ai ciechi, affinché tutti gli uomini acquistino la conoscenza della tua Divina Volontà. Quanti ciechi vi sono che non scorgono il tuo Voler Divino!… Oh, come di cuore Ti prego di concedere a tutti la grazia di conoscere e di osservare la tua SS. Volontà!

Vedo, Amor mio, che Tu con l’impero della tua voce doni l’udito ai sordi. Il mio Ti amo scorre nel suono del tuo comando e Ti chiede di restituire l’udito a tanti sordi alla tua Divina Volontà.

Tu sciogli la lingua ai muti ed io, prostrato ai tuoi piedi, mi avvinco alle tue ginocchia e Ti supplico di sciogliere le lingue che non sanno pronunciare il tuo FIAT Divino, affinché tutti gli uomini indistintamente parlino il linguaggio della tua Volontà adorabile.

Mio Gesù, il tuo paterno Cuore sente forti strette di dolore per le miserie umane, perciò Tu vai seminando miracoli onde richiamare la tua Divina Volontà a regnare in mezzo alle creature:  raddrizzi gli zoppi, mondi i lebbrosi, sani i paralitici;  ed io, mio Celeste Salvatore, accompagnandoti sempre col mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio, Ti prego di raddrizzare chi cammina zoppicando nel tuo Volere, di mondare le umane generazioni dalla lebbra della volontà che le rese deformi d’animo e forse anche di corpo, di sanare tutti coloro che sono paralizzati dal loro arbitrio.

Amor mio, l’umana volontà è la seminatrice di tutti i mali, perciò Ti prego di compiere il miracolo dei miracoli: di far cioè che la tua Volontà regni come in Cielo così in terra, perché ogni miseria morale e fisica abbia a cessare.

Amato mio Bene, durante la tua vita pubblica, Tu spargi incessantemente la tua divina Parola e dovunque consoli gli afflitti: incontrando una madre che piange e che accompagna alla sepoltura il proprio figlio, non reggi alle lacrime di questa donna, Ti avvicini alla bara, risusciti il giovane e lo restituisci alla mamma sua. Mio Amore, il mio Ti amo Ti accompagna mentre ridoni la vita a chi l’ha perduta e Ti prega di richiamare a vita tante anime morte al tuo Volere Divino, per rasciugare le lacrime alla Divina Volontà che, più che Madre, dopo tanti secoli piange ancora, vedendo gran parte dei suoi figli come morti per Essa.

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Sedicesima  Ora

L’anima segue Gesù nelle nozze di Cana e Gli chiede che cambi la volontà umana con quella Divina. Continua a seguirlo nella sua vita pubblica.

Amor mio e Vita mia, Gesù, io vedo che prima di incominciare la tua vita pubblica l’amore del tuo Cuore ardente Ti conduce ad assistere con la Mamma tua alle nozze di Cana e quindi Ti seguo col mio Ti amo. Sento che il tuo Cuore palpita di tenerezza e di dolore perché rammenta di aver benedette altre nozze nell’Eden, quelle cioè di Adamo ed Eva innocenti.  Furono anzi doppie le nozze cui assistesti allora: nozze tra la tua Divina Volontà e l’umane, nozze tra l’uomo e la donna, ai quali donavi per dote tutta la Creazione e soprattutto la tua Divina Volontà palpitante nei loro cuori ed in ogni cosa creata.

O mio Gesù, io voglio mettermi vicino a Te per investire il tuo sguardo dolce, la tua voce melodiosa, i tuoi modi affascinanti col mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio.  Per quell’amore che Ti spinse a cedere alle suppli­che della Sovrana Regina, che Ti domandava di trasformare l’acqua in vino, Ti prego di voler compiere il gran miracolo di cambiare la volontà umana nella Divina, onde Questa possa regnare come in Cielo così in terra.

Mamma Santa, Tu che dimostrasti tanta sollecitu­dine nel venire in soccorso a quegli sposi, deh, abbi ora uguale premura nel far regnare sulla terra il Santo Voler di Dio!

Dolce mio Bene Gesù, per costringerti ad acconten­tarmi Ti seguo senza lasciarti mai; investo tutti gli atti tuoi col mio Ti amo e Ti sussurro incessantemente all’orecchio: “Dammi il tuo FIAT che Ti palpita nel Cuore, dammi il tuo Volere che parla nella tua parola, che opera nelle tue mani, che cammina nei tuoi passi. Deh, ascolta nella mia la tua stessa voce ed accorda che noi viviamo del tuo FIAT!”.

Mio Gesù, cara mia Vita, vedo che già stai per dipartirti dalla Tua Mamma, tuttavia i vostri voleri non si scongiungono. Tu parti per dare inizio alla tua vita pubblica e rivolgi il passo verso Gerusalemme per andare ad annunziare nel Tempio la tua divina Parola e per dire apertamente che Tu sei l’Aspettato delle genti, il Messia sospirato. Quante strette però non subisce il tuo Cuore, quanti dolori! Coloro che Ti ascoltano, invece di gettarsi ai tuoi piedi per riceverti come loro Celeste Salvatore, Ti guardano con occhi torvi e brontolando si allontanano mentre Tu resti solo, costretto dall’ingratitudine di quella gente a mendicare il pane ed a ritirarti fuori dell’abitato. Solo, solo, avendo per letto la terra, per tetto il Cielo stellato, passi le notti in lacrime ed in preghiere, supplicando per quegli stessi che non Ti vogliono ricono­scere.

Gesù, Amor mio, vieni fra le mie braccia per prendere un po’ di ristoro; voglio piangere e pregare con Te, voglio offrirti il corteo del mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio, nelle pene che soffri, nelle lacrime che versi, nelle parole che pronunci e che rimangono inascoltate; voglio deporre il mio Ti amo avanti, dietro e sotto i tuoi passi, affinché i tuoi piedi non sentano la durezza della terra ingrata, ma soltanto la morbidezza del mio amore;  voglio dirti: “Vedi, o Gesù, quanto soffri? Fa’ che la tua Divina Volontà regni fra noi e le tue pene cesseranno immantinente!”

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Quindicesima  Ora

L’anima segue Gesù nel deserto e, fermandosi al Giordano, Gli chiede il Battesimo salutare della Divina Volontà, affinché tutti ricevano la sua Vita.

Mio Celeste e Sommo Bene, Ti voglio seguire dovunque. Già vedo che stai per andare al deserto e per staccarti dalla Mamma alla quale dici: “Addio, Madre; Io Mi assento però Ti lascio il mio FIAT Divino per aiuto, per conforto, per Vita. Esso servirà di mezzo di comunicazione fra Me e Te; il mio Volere Ti renderà partecipe di ogni mio Atto, ed in tal modo Noi, benché lontani, rimarremo tanto uniti, da sentirci come una sola persona”.

Vita mia, Gesù, prendimi per mano e portami con Te, affinché nulla mi sfugga di quanto Tu farai, dacché io voglio tutto suggellare con l’impronta del mio amore. Per chiederti il Regno della tua Volontà Divina sulla terra io Ti seguo passo passo, mentre cammini solo, col mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio. Ad ogni tuo respiro voglio farti aspirare l’alito del mio Ti amo, voglio rinchiudere in esso ogni tua parola e ad ogni tuo sguardo lo voglio offrire.  Mentre giungi al Giordano immergo in quelle acque il mio Ti amo; così, non appena S. Giovanni le verserà sul tuo Capo per battezzarti, Tu sentirai scorrere in esse la piena del mio amore, che invoca per tutte le creature l’acqua battesimale della tua Volontà Divina e l’avvento del Regno suo.

Diletto, in quest’atto solenne del tuo Battesimo io Ti chiedo una grazia che Tu certo non mi negherai: Ti prego cioè di purificare colle tue stesse sante mani la piccola anima mia mediante l’acqua vivificante e creatrice della tua Divina Volontà, affinché io nulla oda, nulla veda e nulla conosca, fuorché la sola vita del tuo FIAT. Oh sì, Ti prego, fa’ che la mia esistenza non sia altro che un atto ininterrotto di tua Volontà!

Mio Gesù, dolce Amore, permetti che io Ti segua nel deserto: ivi il mio Ti amo non Ti lascerà mai solo; io rimarrò vicino a Te notte e giorno; e quando Ti vedrò affannato, afflitto, spasimante d’amore, pregare e piangere per l’isolamento che subisce la tua Divina Volontà, allora Ti consolerò col grido del mio Ti amo!

Tu senti al vivo il dolore, non solo perché la tua Volontà Divina non regna fra le creature, ma perché venne posta da esse come al bando. La tua Umanità Santissima perciò piange ed implora a nome di tutta l’umana famiglia che ambedue le volontà, Divina ed umane, si rappacifi­chino fra di loro e si fondano insieme.  O Gesù, io faccio mie le tue lacrime, le tue preghiere, m’impossesso degli spasimi dell’ardente tuo Cuore ed intrecciandoli col mio Ti amo, formo dolci catene d’amore, onde costringerti a concedermi il Regno della tua Divina Volontà sulla terra! Senti, Vita mia, sono i tuoi stessi palpiti, i tuoi stessi sospiri, sono le tue lacrime, le tue preghiere e le tue pene che vogliono ed invocano il Regno del tuo FIAT.  Perciò, se non vuoi ascoltare me, ascolta almeno Te stesso ed uscendo dal deserto assicurami che presto verrà sulla terra il Regno del tuo Volere.

Mio Gesù, Cuore del mio cuore, ecco già esci dal deserto e con premura raggiungi la tua casa di Nazareth, ove l’amore della Mamma Celeste incessantemente Ti chiama ed attende. Qual scena commovente è mai questa! La Madre ed il Figlio, spinti da un mutuo ed estremo bisogno di rivedersi, si slanciano nelle braccia l'Uno dell’Altra. O Gesù, anch’io voglio partecipare con la piccola fiamma del mio Ti amo ai vostri casti abbracci, ai vostri slanci, ai vostri incendii d’amore per chiedervi il Regno del Supremo Volere! Mamma Santa, domanda anche Tu per me questa immensa grazia e prega perché la Divina Volontà sia conosciuta e regni come in Cielo così in terra.

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Quattordicesima  Ora

L’anima segue Gesù che, dopo l’esilio, ritorna a Nazareth e con la pioggia del suo Ti amo, Gli chiede con mille voci l’Avvento del suo Regno Divino.

Vita mia, Bambino Gesù, io vedo che, finito l’esilio, fai ritorno a Nazareth, quindi voglio seguirti passo passo, anzi voglio accompagnarti sotto una pioggia di Ti amo, Ti adoro, Ti benedico. Chiamo perciò in mio aiuto la luce del sole affinché sparga i suoi raggi pieni di Ti amo, invito le stelle a piovere su di Te scintillii di Ti amo, comando all’impetuosità del vento che geme, urla, fischia di spargere raffiche dense, soffi di Ti amo, Ti amo;  chiamo tutti gli uccelli dell’aria affinché Ti accompagnino coi loro gorgheggi, canti e trilli ripetendo: “Ti amo, Ti amo”; gli agnellini affinché belino: “Ti amo”; domando persino al mare di uscire con le sue onde dal lido per accompagnarti con l’effluvio dei suoi Ti amo.

Ma già stai arrivando a Nazareth… Già Ti rinchiudi nella tua casetta … Permetti che anch’io penetri con Te nel sacro recinto ed ivi continui ad offrirti il cantico dei miei Ti amo per vincerti con l’amore e per ottenere ciò che Tu stesso vuoi e quanto la Regina Mamma brama, vale a dire: che la tua Volontà sia conosciuta da tutti e regni in mezzo alle creature!

Mia Vita, Gesù, io rimango con Te per suggellare col mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio ogni tua azione e per chiedere incessantemente il Regno del tuo Volere. Nel cibo che prendi imprimo il mio Ti amo onde domandarti il cibo della tua Volontà per tutte le creature; nell’acqua che bevi faccio scorrere il mio Ti amo per chiederti che l’acqua pura del tuo Volere scorra nelle nostre vene ed ivi formi la sua vita.

Questo mio Ti amo Ti segue ovunque: quando prendi fra le tue mani chiodi e martelli per i tuoi lavori fabbrili io Ti prego d’inchiodare per mezzo suo tutte le volontà umane e di ridonare libertà di vita al tuo Volere. Quando Ti ritiri nella tua stanzetta per pregare o prendere sonno, io non Ti voglio lasciare solo; mettendomi vicino a Te, se non saprò dirti altro, Ti sussurrerò incessantemente all’orecchio: “Ti amo, Ti adoro”; Ti chiederò colle tue stesse preghiere il Regno del tuo FIAT e col tuo stesso sonno Ti domanderò di addormentare l’umana volontà, affinché essa non abbia più vita.

Mio Divino Gesù, io mi sentirei infelice se non Ti potessi seguire in tutto e se non Ti facessi sempre udire il mio ritornello: “Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio!” Perciò Ti seguo dodicenne al Tempio quando T’involi dalla tua Mamma e Le cagioni l’acerbo dolore del tuo smarrimento. Io faccio scorrere il mio Ti amo nella costernazione della Madre tua e nella tua perdita angosciosa per chiederti che si smarrisca per sempre l’umana volontà e le creature si decidano di vivere costantemente di sola Volontà Divina.

Finalmente depongo il mio Ti amo in quella stessa gioia che ambedue provaste nel ritrovarti per supplicarti, o mio Gesù, di far sì che le creature Ti procurino le pure gioie ed i contenti ineffabili che scaturiscono dal felice Regno del tuo FIAT Divino.

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Dodicesima  Ora

L’anima sta con Gesù in Egitto; a Lui offre il suo cuore per alloggio e chiede, con la Regina del Cielo, il Regno della Divina Volontà.

Mio caro Bambinello Gesù, eccoti giunto in Egitto! Accompagnato dal dolore e dalle lacrime, dall’oblio e dall’abbandono di tutti, Tu sei costretto ad entrare in un piccolo abituro esposto ai venti ed alla pioggia, perché nessuno al mondo Ti offre una decente dimora.

Oh, come soffri, mio tenerissimo Bambino, nel vedere che la tua piccola Umanità subisce le stesse sorti della tua adorabile Volontà, alla quale nessuno spontaneamente offre per abitazione la propria anima onde farla regnare! Anch’Essa, raminga per lunghi secoli, chiede alloggio e non lo ottiene. Amor mio, io vedo che mentre Tu piangi per il dolore che Ti causa tanta crudeltà, la nostra Mamma nasconde le sue proprie lacrime per quietare il tuo pianto e per offrire la sua bell’anima quale dimora perenne alla tua Volontà Divina. Anch’io voglio unirmi a Lei per riasciugare il tuo Volto grazioso e per imprimere il mio Ti amo in ogni tua lacrima; sulle tue labbra tremanti io depongo il mio bacio amoroso e, chiedendoti il tuo FIAT, offro il mio cuore alla tua Volontà Divina in perpetua abitazione. Mio amato Bambino, centro della mia vita, mentre Tu dimori in questo tugurio, io voglio seguire tutti gli atti tuoi e quelli della Sovrana Celeste. Sì, quando Essa Ti culla, voglio cullarti anch’io e riconciliarti il sonno con la cantilena del mio tenerissimo Ti amo…Ti amo…   Mentre Essa Ti prepara l’abituccio per coprirti, voglio nascondere nel filo che scorre fra le sue materne dita il mio Ti amo, Ti benedico, Ti ringrazio, Ti adoro, affinché non appena la nostra Mamma Ti vestirà, Tu possa sentire che la tua veste è intessuta col mio amore e col mio anelito del tuo FIAT Divino.

Cuore del mio cuore, quando muoverai i tuoi primi passi, voglio imprimere il mio Ti amo sulla terra che i tuoi piedini calpesteranno, voglio farti riparo con le mie braccia, così se Tu avrai a vacillare io subito Ti abbraccerò e Ti stringerò al mio cuore. Vedo, mio Celeste Bambino, che non appena cominci a camminare da solo, benché Tu sia ancora tanto piccino, già Ti apparti dalla tua Mamma, pieghi le piccole ginocchia sulla nuda terra e colle braccine aperte preghi e piangi per la salvezza di tutti, chiedendo con sospiri ardenti il Regno della tua Volontà Divina. Oh, come batte forte il tuo Cuoricino! Esso pare quasi volersi frangere per la veemenza dell’amore e del dolore. Piccolo mio Gesù, lascia che io metta il mio Ti amo sotto le tue deboli ginocchia per rendere la terra meno dura alle tue tenere membra; lascia che io imprima il mio Ti amo in mezzo alle tue manine aperte e che sostenga le tue piccole braccia con le mie, affinché Tu non abbia tanto a soffrire. E mentre io sostengo Te, Tu, Diletto mio, prendimi fra le tue amabili braccia, offrimi al Celeste Padre qual piccolo figlio della tua Volontà e concedimi la grazia che Essa regni in me ed in tutte le creature.

 

Tredicesima  Ora

L’anima assiste alla prima uscita del caro Bambinello Gesù in mezzo ai bimbi d’Egitto, vede che li benedice e prega che Egli suggelli con la sua benedizione anche le volontà umane.

Mio Celeste Bambino, ecco che il tuo amore Ti spinge ora ad uscire dal piccolo tugurio. I fanciulli di Egitto, attirati dalla tua beltà, Ti fanno ressa intorno e Tu parli loro con tale dolcezza, da farli rimanere rapiti.Dopo di averli benedetti, ritorni di corsa alla tua Mamma, perché il suo amore Ti attira e Ti slanci nelle sue braccia. Amor mio, voglio seguirti in tutto;  voglio far risuonare il mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio sotto i tuoi teneri passi, nel gestire delle tue manine, nelle tue parole così amabili e così piene di vita, nel tuo sguardo affascinante, per chiederti il Regno del tuo FIAT. Mentre benedici i bambini, benedici pure la mia anima, suggella in essa con la tua benedizione la Vita della tua Volontà. Ti seguo, Bambinello Gesù, mentre passeggi per i campi e Ti diletti nel cogliere i fiori. Ogni volta che stendi la mano su uno di essi voglio ripeterti il mio ritornello: “Ti amo, Ti amo”. Intanto Ti prego di voler offrire al tuo Celeste Padre il fiore della piccola anima mia, affinché essa altro non conosca, né ami, né voglia se non il tuo Santo ed Eterno FIAT.

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Decima  Ora

L’anima segue il Pargoletto Gesù nelle braccia della sua Mamma Celeste nel dolore della Circoncisione e chiude tutte le volontà umane in quella dolorosa ferita.

Mio tenero Bambinello, il mio Ti amo, Ti benedico, Ti ringrazio Ti segue ovunque per chiederti il tuo FIAT. In ogni tuo palpito e respiro, sulla tua lingua, nella pupilla dei tuoi occhi, in tutte le gocce del tuo Sangue, nella tua piccola Umanità, in ciascuno dei tuoi santi pensieri io intendo imprimere il mio Ti amo col mio bacio. Desiderando che Tu trovi questo mio Ti amo nell’amplesso che Ti danno la Mamma Celeste e S. Giuseppe, io lo depongo fra le loro braccia. Voglio persino che Tu lo senta nell’alito delle bestie che Ti riscaldano e che stanno ai tuoi piedi in muta adorazione. Mio vezzoso Bambinello, per invocare il tuo FIAT Divino io immergo il mio Ti amo nel dolore che soffristi per il crudele taglio della Circoncisione, in ogni goccia del primo Sangue che spargesti, lo riverso nelle lacrime che Ti strappò la violenza dello spasimo ed in quelle che piansero la Sovrana Regina e S. Giuseppe vedendoti soffrire. Quel Sangue, quel dolore, quelle lacrime invocano a gran voce il trionfo del Regno tuo! Caro mio Piccino Gesù, stringendoti al mio cuore onde mitigare la sofferenza che Ti causa la dolorosa ferita, io Ti supplico di rinchiudere in essa tutte le volontà umane per concederci in cambio la vita del tuo Divino Volere.

 

Undicesima  Ora

L’anima segue il Bambino Gesù che fugge in Egitto; invita tutta la Creazione a vezzeggiarlo e con tutti chiede il Regno della Divina Volontà.

Mio amabile Bambino, mentre ancor Ti sanguina la ferita della Circoncisione, un altro dolore Ti sopravviene. Un uomo empio e tiranno vuole la tua morte e quindi Tu sei costretto a fuggire in Egitto per metterti al sicuro. Questo episodio non è forse simbolo della perfidia della volontà umana, la quale perseguita la tua Volontà Divina, perché non vuole che Essa regni? Mio grazioso Bambino, io voglio far scorrere il mio Ti amo, i miei baci affettuosi e anche il mio volere in questo tuo intenso dolore per riconciliare fra loro la Divina e l’umana volontà e per farne di ambedue una sola. Per chiederti il tuo FIAT io seguo incessantemente la Mamma mia che Ti porta fra le sue braccia. Mentre Ella cammina voglio farti sentire il dolce mormorio del mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio; perciò lo imprimo passo passo in ogni atomo di terra, in ogni filo di erba che i suoi santi piedi calpestano. Siccome Tu fuggi per darmi la vita, così io voglio offrire la mia esistenza per difendere la tua e per chiedere il trionfo della tua Volontà. Amor mio, io mi sento straziare il cuore nel vederti piangere e nel sentirti singhiozzare amaramente per essere ricercato a morte! Per quietare il tuo pianto, col mio amore voglio percorrere tutto l’universo e, per rallegrarti, voglio farti sentire il mio Ti amo ed il mio ritornello: Dammi il tuo FIAT!, dalle profondità dei mari, da ogni goccia d’acqua, dai pesci che in essi guizzano. Voglio andare sui monti più alti e nelle valli più estese per animare piante, fiori, alberi e da tutti farti ripetere: “Ti amo, Ti amo!” Sulle ali del vento voglio farti giungere con voce fortissima l’eco del mio amore; per mezzo delle sue ondate voglio scoccarti i miei baci ardenti e offrirti le mie carezze amorose.

Caro mio piccino, mentre Tu fuggi io lancio il mio invito a tutte le cose create affinché esse rallegrino il loro Creatore: faccio appello alla luce del sole, perché illuminando il tuo bel Volto Ti dica: “Ti amo”; chiamo tutti gli uccelli dell’aria affinché coi loro canti e trilli essi Ti formino nenie d’amore; in una parola, mi unisco a tutti gli elementi, al cielo e alle stelle, ai monti ed ai mari, alle piante ed agli animali per gridarti con loro ad una voce sola: “Noi Ti amiamo, Ti amiamo tanto e perciò vogliamo sulla terra l’avvento della tua Volontà regnante, dominante!” Questo grido unanime risuona nell’animo della Mamma Regina, per cui anch’Essa Ti dice:  “Figlio mio, vedi, il mio amore armonizza con quello di tutte le creature e le riunisce insieme;  con loro, penetrando più profondamente nel tuo Cuore, Ti chiedo anch’io che la tua Volontà venga a regnare sulla terra!”

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Nona  Ora

L’anima segue la Divina Volontà nel Concepimento del Verbo e a far compagnia al piccolo Prigioniero Gesù nel seno della Mamma sua.

Sovrana Mamma mia, non voglio restare senza di Te;  agli atti tuoi unisco i miei per formarne di tutti uno solo e per chiedere insieme a Te l’avvento del Regno del Volere Divino. 

Mentre considero il Concepimento del Verbo, nascondo nel tuo seno materno il mio continuo Ti amo e tutte le mie pene per rendere ardente omaggio al Figlio di Dio. Per quel medesimo smisurato amore che Lo fece discendere dal Cielo nella piccola prigione del tuo seno, offrendogli tutti i suoi atti uniti ai miei, io Gli chiedo di concederci presto il Regno della sua Volontà Divina. Mamma mia, voglio rinchiudermi in Te per poter rimanere col mio piccolo Gesù e per tenergli compagnia nella solitudine che soffre.Voglio contemplare tutte le sue pene, per suggellarle col mio Ti amo, Ti benedico, Ti ringrazio.

Io vedo che il mio Bambinello Gesù incomincia a soffrire tante agonie e tante morti quante sono le ripulse che l’uomo oppone alla Volontà Divina ed osservo che Tu, Madre dolcissima, vorresti subito prendere su di Te tutte queste morti per soddisfare la Suprema Volontà.

O Gesù, io mi sento straziare il cuore vedendoti agonizzare così piccino ancora, perciò, mio tenero Bambinello, voglio dar tante volte vita al FIAT Divino nell’anima mia quante sono le volte che le creature l’hanno respinto, altrettante voglio far morire il mio volere quante sono le volte in cui esse diedero vita alla loro propria volontà. Sì, io voglio far scorrere il flusso della tua stessa Volontà Divina nella tua piccola Umanità, affinché l’agonia e la pena di morte che Tu soffri sia meno straziante. O mio dolce Amore, quante pene non soffri nel seno della Vergine Mamma! Ivi Tu resti immobile, poiché non Ti è dato muovere né un dito, né un piedino, non hai neppure spazio per poter aprire i tuoi begli occhi, nessuno spiraglio di luce giunge fino a Te;  in questa stretta prigione non vi è che oscurità profonda. 

Perciò, caro mio piccino Gesù, voglio portare la vita della tua Volontà nell’angusto carcere della tua prima dimora sulla terra, per diradare le tenebre in cui Ti trovi; voglio imprimere il mio bacio, il mio Ti amo, sulle tenere tue membra costrette all’immobilità, per chiederti, per i meriti di queste tue stesse sofferenze, che il tuo Voler Divino abbia moto nelle creature e, mediante la sua luce, ponga in fuga la notte dell’umano volere e formi il giorno perenne del tuo FIAT. Amabile mio Bimbo, se non Ti lasci vincere da me adesso che sei piccino, dimmi almeno:  quando sarà che io potrò conquistare il Regno della tua Volontà Divina? 

Ma non sai Diletto mio, che la mia anima vuole vincerti mediante il tuo medesimo amore e con la potenza e fermezza del tuo FIAT? Per ottenere il mio intento, io chiamo in mio aiuto tutti gli atti della tua Volontà Divina: chiamo il cielo con l’esercito delle sue stelle intorno a Te, chiamo il sole con la forza della sua luce e del suo calore, il vento con l’impetuosità del suo impero, il mare con le sue onde fragorose, chiamo la Creazione tutta; animando ogni cosa con la mia voce, io voglio offrirti in nome di tutti il Regno del tuo FIAT Divino.

Mio tenero Bimbo, io desidero che Tu aprendo i tuoi occhi alla luce, Ti veda circondato dalle falangi delle opere tue, ciascuna delle quali Ti dica con me: “Ti amo, Ti amo, Ti amo! Ti benedico, Ti ringrazio, Ti adoro!”; con tutte loro vorrei imprimere il mio primo bacio sulle tue labbra infantili! Non appena fosti nato, Tu subito Ti rifugiasti tremante fra le braccia della Mamma Celeste ed Ella Ti strinse al suo seno, Ti baciò, Ti riscaldò, Ti nutrì col suo latte e Ti quietò il pianto.  Anch’io, Bambinello Gesù, voglio mettermi in braccio alla Mamma tua e sullo stesso suo bacio io voglio deporre il mio; voglio far scorrere il mio Ti amo nel suo latte verginale, per poterti nutrire col mio amore. Tutto ciò che Ella Ti fece, voglio fartelo anch’io.

Mio amato Bambino, vedi, non sono sola; con me ho tutto: ho il sole per riscaldarti e, per asciugare le tue lacrime, tengo tutte le opere tue. Tu vagisci e singhiozzi, perché non Ti vedi amato; ma io, col mio Ti amo voglio cantarti una nenia che Ti riconcili il sonno, così mi riuscirà più facile invocare da Te, al tuo risveglio, il Regno del tuo FIAT Divino.

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Settima  Ora

L’anima si tuffa nei mari di luce, di santità della Mamma Celeste, ed insieme a Lei prega che venga il Regno della Divina Volontà sulla terra.

Triade SS., Padre, Figlio e Spirito Santo, io sento il vostro Amore traboccare in me; vedo con somma gioia che state deponendo il vostro manto di Giustizia e, atteggiandovi a nuova festa, forse ancor maggiore di quella che aveste nella creazione dell’uomo, mettete fuori mari di Potenza, di Sapienza, d’Amore, di Bellezza indescrivibile. Accentrando tutti insieme questi oceani, Voi chiamate dal fondo loro, in virtù della vostra Parola onnipotente, la vita della piccola Regina e la create così pura, senza macchia e tanto ricca di beltà, da rapire la vostra stessa Divinità. Al Concepimento di questa Immacolata Sovrana le feste si aprono tra il Cielo e la terra, la Creazione tutta gioisce e festeggia la sua Regina. Anch’io piego le mie ginocchia innanzi a Colei che è l’oggetto delle compiacenze del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ed invito il cielo, il sole, il vento, la Creazione tutta, gli Angeli, ogni essere umano ad inneggiare con me alla piccola Regina appena concepita ed a riconoscerla per Signora, per Madre, per la più eletta fra tutte le creature. Mamma mia, vedi: ognuno indirizza a Te il suo cuore, i suoi sguardi; la nostra sorte sta nelle tue mani, perciò in questo primo atto del tuo Concepimento diamo tutti insieme l’assalto al nostro Padre Celeste e gridiamo: “Venga il Regno della Divina Volontà sulla terra!”   Mamma Santa, presentaci Tu a Dio ed Egli si sentirà vinto vedendo che tutte le creature strette a Te d’intorno, dicono con Te: “Venga il Regno del FIAT Divino!” Sì, o Divine Persone, Voi non fate altro che riversare continuamente Amore sulla neonata Regina, né mai cessate di concederle nuove grazie per rendere i suoi mari sempre più estesi, interminabili. In questa Celeste Creatura Voi vedete Colei che tutto Vi deve dare, che di tutto Vi deve risarcire, Colei che Vi deve restituire completa la gloria della Creazione; perciò subito le manifestate la storia dell’uomo decaduto e il vostro dolore, la vostra adorabile Volontà respinta dalle creature. Mentre Voi tutto Le affidate, Essa generosamente Vi fa dono del proprio volere e Vi giura di non volerlo riconoscere. Tuffandosi poi nel vostro FIAT, Ella lo sceglie per sua propria vita, Gli dà il dominio su Sé stessa e in tal modo forma nella sua anima il Regno del Divin Volere. Ed ecco, già sento echeggiare il suo continuo ritornello:  “Venga il Regno della Redenzione, venga il Verbo nella terra, venga la pace tra il Creatore e la creatura. Eterno Padre, non scenderò dal vostro grembo se non mi concederete ciò che Vi domando”. Anch’io, o Padre Celeste, ripeterò con la mia piccola Madre Regina il mio consueto ritornello: “Venga il Regno della Divina Volontà!” Lungi dallo staccarmi dalle tue paterne ginocchia, Ti stringerò colle mie braccia, sinché Tu non mi abbia assicurato che la Divina Volontà non solo verrà conosciuta ed amata dagli uomini, ma che regnerà su di essi con completo trionfo.

 

Ottava  Ora

L’anima continua con la Mamma Sovrana a sollecitare il Padre Celeste perché faccia conoscere a tutti la Divina Volontà e perché venga il suo Regno.

Vita mia dolcissima, Gesù, porta, Ti prego, la piccola anima mia con la mia Mamma Regina sulle ginocchia del nostro Padre Celeste ed ivi io pregherò, piangerò, sospirerò perché venga il Regno del tuo FIAT Divino. Coi miei sorrisi d’amore, coi miei baci affettuosi, con la stessa forza rapitrice del tuo Volere, supplicherò l’Eterno Padre, perché mi conceda il tuo Regno sulla terra.  E Tu, Mamma Santa, porgi la mano al tuo piccolo figlio e fammi valicare il mare del tuo amore, affinché col tuo stesso amore io possa più facilmente chiedere che venga il Regno del tuo FIAT Divino. Faccio mia la tua adorazione al mio Creatore; faccio mie le tue preghiere, le tue suppliche e i tuoi sospiri per chiedere per mezzo loro il Regno del FIAT Divino. Mamma mia Regina, aiutami Tu stessa a mettere nel mare delle tue pene, dei tuoi intensi dolori, le mie piccole contrarietà, le mie sofferenze, le mie privazioni, i miei sacrifici, onde poter incessantemente chiedere con essi che venga presto il Regno del Voler Divino e che la Divina Volontà scenda fra le creature e, trionfante, regni e domini in mezzo a loro. Mamma mia, come Tu attirasti il Verbo dal Cielo per farlo scendere sulla terra nel tuo seno, così fa’ muovere il FIAT Supremo dalla sua sede celeste perché venga a regnare sulla terra in tutte le creature.

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Quinta  Ora

L’anima assiste alla caduta di Adamo nell’Eden, al dolore divino e cerca di riparare col proprio amore.

Amor mio, la potenza dell’Unità della tua Volontà Divina congiunse in uno solo l’Atto del Creatore con quello delle tue prime creature e quindi mise anche in comune con loro tutti i suoi beni, tutti i suoi gaudi. O mio Gesù, anch’io voglio ricominciare la mia vita in questa Unità del tuo Volere insieme ai miei progenitori; ivi voglio stabilire la mia dimora, ivi voglio trovare per sempre la mia gioia, la mia felicità. Ma ahimè! Ecco che per loro somma sventura, Adamo ed Eva uscirono dalla tua Volontà per fare la propria e, dal più alto grado di tutte le felicità, precipitarono nell’abisso di tutte le miserie. Cielo e terra furono scossi vedendo che le più belle creature si ribellavano alla Volontà del loro Creatore; tutta la Creazione tremò e, Tu stessa, Maestà adorabile, provasti tale dolore, da ammantarti di Giustizia contro di loro.

Per consolare il tuo Cuore, ecco, Vita mia, Gesù, che io formo la mia stabile dimora nel Divin Volere, né da essa vorrò mai uscire; e ciò per riconquistare almeno in parte gli immensi benefici che le tue prime creature perdettero e per cancellare il marchio di disonore che s’impresse sulla loro fronte. E perché le gioie, le felicità che Ti davano i miei progenitori nei primi tempi della loro creazione possano continuare, io voglio deporre il mio bacio e la mia incessante riparazione in quello stesso dolore che Ti ammantò di Giustizia; voglio toglierti il manto di corruccio per poterti contemplare rivestito di quello della pace. Deh, o Gesù, fa’ che i primi tempi della Creazione ritornino e si rinnovino le feste, le gioie, i trastulli tra Te e le creature mediante l’avvento del Regno della tua Volontà.

 

Sesta  Ora

L’anima continua la sua riparazione;passa in rassegna i principali personaggi
dell’Antico Testamento e sospira la Redenzione.

Mio Gesù, Vita mia, non Ti lascerò solo nel tuo dolore, dal tuo Volere io non uscirò giammai;  prometto solennemente di non voler fare mai più la mia volontà, anzi la lego ai piedi del tuo Trono per non poterla giammai più conoscere. Essa Ti offrirà profonda e continua riparazione per la ribellione che Adamo ed Eva opposero alla tua adorabile Volontà e nel frattempo io stessa, uniformandomi totalmente al tuo Volere, che solo voglio riconoscere, mi immedesimerò con Te. Vita mia dolcissima, per il trionfo del tuo Volere, io intendo imprimere su ciascun pensiero, incominciando dal primo che formulò Adamo sino all’ultimo delle creature sulla terra, il mio Ti amo, la mia riparazione, la gloria che Ti debbo, onde chiederti, in nome di ciascuno di essi, il Regno della tua Volontà. Concedi, o mio Signore, che tutte le intelligenze comprendano che cosa significhi compiere la Volontà di Dio e che tutte la facciano regnare e dominare!…

Voglio suggellare ciascun sguardo delle creature, ciascuna loro parola col mio Ti amo, con la mia riparazione e col mio alito del Regno tuo. In ogni opera, per ogni passo, palpito degli uomini io voglio ripeterti: “Ti amo e Ti riparo per tutti i peccati che si commettono;  venga, venga nel mondo il Regno del tuo FIAT Divino!”

Restando nella tua Divina Volontà, voglio supplire a tutta la gloria, a tutto l’amore che Ti avrebbero dovuto offrire le creature se fossero vissute del tuo Volere ed in nome loro chiederti il tuo Regno. O Gesù, io passo ora in rassegna i principali personaggi dell’Antico Testamento e medito in essi i prodigi della tua Divina Volontà. Imprimo anzitutto il mio Ti amo sul sacrificio di Abramo e sull’ubbidienza di Isacco per implorare per mezzo loro il Regno del tuo Volere Divino. Suggello il mio Ti amo sul dolore di Giacobbe, sulla mestizia e sulla gloria di Giuseppe e per essi Ti chiedo il Regno tuo. Fermo il mio Ti amo sulla potenza dei miracoli di Mosè, sulla fortezza di Sansone, sulla santità di Davide, sulla pazienza di Giobbe e, per tutti questi sprazzi di luce che gettò la tua Volontà, Ti domando che regni il tuo Volere Divino.  Osserva, Amor mio, come io vado rintracciando lungo i secoli gli atti della tua Volontà in tutte le creature per chiederti, per mezzo loro, che il tuo FIAT sia conosciuto, amato e voluto da tutti! Vita mia, Gesù, io vedo che il tuo amabile Divin Volere si avvicina sempre più alle creature e, gettando i suoi lampi di luce, investe i Profeti e rivela loro la tua venuta sulla terra precisando il tempo, il luogo e le circostanze che l’accompagneranno. O Gesù, sorvolando su ciascun Profeta e su ciascuna rivelazione che Tu fai, investo tutti e tutto col mio Ti amo, Ti benedico, Ti ringrazio, e Ti chiedo il Regno del tuo Volere. Ogni promessa che facesti, ogni rivelazione che manifestasti circa la tua discesa sulla terra fu un impegno che prendesti;  perciò al Regno della tua Redenzione venne legato anche quello della tua Volontà. Perché dunque, Amor mio, non affretti? Tu non sai fare le opere a metà, né dare le tue ricchezze soltanto in parte; perciò accelera! Se mediante la tua Redenzione ci donasti la metà dei tuoi beni, compi ora la tua opera; fa’ che la tua Volontà imperi e domini in mezzo alle creature!

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Quarta  Ora

L’anima si porta nell’Eden e si unisce alla festa di Dio nella creazione dell’uomo.

Gesù, Vita mia, sento che il tuo Amore mi spinge a Te; il tuo Volere a Te mi chiama, perché vuole che io sia presente a tutti gli atti suoi. Mi sembra che Tu non sia contento se io non assisto a tutte le operazioni della tua Volontà; ed ancorché non sappia far nulla, pure Ti contenti che io rimanga spettatrice e ripeta il mio ritornello: “Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio”.

Ed eccomi nell’Eden: ivi Ti contemplo, Amor mio, mentre col Padre e con lo Spirito Santo stai formando il tuo caro gioiello, il tuo capolavoro, la bella statua dell’uomo. Con quanto amore la formi, quanta bellezza le infondi, di quali divine sfumature la investi! Mentre stai plasmandola, spesso, sostando, la guardi, l’ammiri ed entusiasta dici: “Com’è bella la statua mia!” Il tuo Amore allora palpita forte, sino a traboccare! Non potendolo più contenere, alitandolo in lei, le doni la vita e la tua somiglianza e così crei l’uomo. Tu lo colmi dell’Amor tuo, sino a fargli formare i suoi mari d’amore per amare il suo Creatore. L’amore creato allora si tuffa con le sue onde altissime nell’Amore Creante e tra il Creatore e la creatura si svolge una fervida gara.

Oh Gesù, anche il mio amore freme in quest’atto sì solenne della creazione dell’uomo! Io sento che la tua voce creatrice così si esprime: “Quanto è bella la mia creatura! L’eco del suo amore Mi alletta e Mi ferisce, la sua voce risuona dolce e melodiosa al mio orecchio, teneri e forti sono gli abbracci che essa Mi dà. Oh, come godo di averle dato la vita! Essa formerà il mio contento, la mia gioia!…”

Vita mia, anch’io voglio ricevere il tuo alito creatore; anch’io bramo amarti ed adorarti con quella stessa perfezione e santità, con la quale Ti amò e Ti adorò il mio primo padre Adamo.  Sebbene indegna creatura, voglio ricevere pure io i tuoi mari di amore e di luce per poter formare a mia volta onde altissime che, giungendo fino a Te, mi mettano in gara col mio Creatore! Sì, Ti do amore per ricevere altri mari di amore e con le mie onde Ti chiedo che venga il tuo Regno e che il tuo FIAT sia conosciuto.

Oh Gesù, io entro ora nell’Unità della tua Volontà, affinché la mia volontà sia una con la Tua, uno l’amore. In questa Unità che tutto abbraccia, la mia voce risuoni nel Cielo, investa tutta la Creazione, penetri nei cupi abissi e dica e gridi: “Venga il Regno del tuo Volere Divino; sia fatta la tua Volontà come in Cielo così in terra! Io faccio mia la santità, la gloria, l’adorazione, il ringraziamento, i pensieri, gli sguardi, le parole, le opere, i passi di Adamo innocente per offrirti la ripetizione degli atti suoi; e Tu, vedendo in me la tua Divina Volontà operante, concedimi, Te ne prego, che venga il tuo Regno!”

Nell’Eden era sempre festa tra il Creatore e la creatura; l’uomo era diventato il trastullo divino, la letizia, la felicità più gradita del Padre Celeste. Col possesso della Divina Volontà in cui viveva egli godeva il primato sull’universo, tutto era ordine ed armonia, persino il cielo, le stelle, il sole, il mare, si sentivano onorati di servire e di ubbidire ai suoi cenni.  Adamo era il sorriso, era la gioia di tutta la Creazione; ogni cosa gli ricordava il suo Creatore e Dio era tutt’occhi su di lui, faceva sì che nulla mancasse alla pienezza della sua felicità.

Infatti, vedendolo solo, con lo scopo di renderlo doppiamente felice, lo fece addormentare fra le sue braccia; durante l’estasi profonda gli tolse una costola e da questa ne formò la donna, che gli diede per compagna. Oh, come questa prima nostra madre Eva, restando anch’essa nell’Unità del Divino Volere, gareggiò con Adamo nel lanciare onde sublimi d’amore a Colui che le aveva donata la vita!

Mio Gesù, nell’Unità del tuo Divino Volere immergo anch’io la povera anima mia. Io non uscirò giammai da queste gigantesche onde d’amore con cui i nostri progenitori amarono e glorificarono la Maestà adorabile; da esse emetterò continuo il mio grido: “Venga il tuo Regno, la tua Volontà ovunque sia conosciuta e adempita!”

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Seconda  Ora

L’anima segue la Divina Volontà nella creazione del mare e del vento.

Vita mia, Gesù, il tuo FIAT mi spinge, ed eccomi quindi a considerare la creazione del mare;  ma che sento?  Odo un mormorio continuo, simbolo del tuo moto eterno che mai si arresta.  Entro in quel moto divino, infinito, incessante che dà vita a tutti e lo faccio mio per darlo tutto a tutti e per chiederti per tutti il Regno del tuo Volere.

Vedi, o Gesù, col tuo FIAT scendo nell’abisso dell’oceano e ovunque io scorga un moto, una vita, un mormorio, faccio sprigionare il mio grido incessante: “Ti amo, Ti adoro, Ti ringrazio, Ti benedico, Ti glorifico!” E investendo con la mia voce il mormorio del mare, il guizzo dei pesci, le onde ora tumultuose ed ora pacifiche, Ti chiedo con istanza il Regno del tuo FIAT!  Non senti, o Gesù, come tutte le gocce dell’acqua col loro mormorio, simili a tante voci, dicano: “Fiat, Fiat, Fiat!”; come le onde col loro fragore sembrino voler aprire il seno del mare, onde fare uscire la tua Volontà che le domina e rinchiuderla entro tutte le creature, perché tutte facciano regnare in sé stesse il tuo FIAT Divino? 

In questo mare io vengo ad esaltare e ad amare nel suo mormorio, il tuo moto incessante;  nelle sue onde altissime, la Purità che non conosce macchia; nella sua grandezza, la tua Grazia e la tua immensità che tutto invola, che tutto nasconde. Con tali sentimenti, Ti prego, o Gesù, di rendere l’uomo giusto, forte, puro; fa’ che egli viva nascosto e coinvolto nella tua SS. Volontà, affinché possa correre nel tuo stesso moto donde egli uscì!

Vita mia, Gesù, io considero ora il vento con la sua freschezza refrigerante, con la sua violenza ed impetuosità che atterra, che innalza e rapisce;  lo considero per amare, per lodare, per glorificare e per benedire l’impero della tua Volontà in esso. Ora pare che gema ed ora pare che urli; è l’amore del tuo Volere Divino quegli che geme nel vento e che vuole essere riconosciuto. Non vedendosi ascoltato, urla, parla con voci arcane, perché vuole regnare e perché esige il suo proprio dominio in mezzo alle creature. Coll’impero del tuo Volere Supremo fa’ che venga il suo Regno in mezzo alle creature e che domini su di esse in modo che nessuna Gli possa mai resistere;  allettale con la sua freschezza, fa’ uso della sua violenza ed impetuosità per atterrare in loro l’umano volere per innalzarle e per rapirle nel Tuo; fa’ ascoltare a tutti i tuoi gemiti continui, fa’ loro intendere che vuoi regnare in mezzo a loro e, se non Ti vedi ascoltato, urla pure, parla forte, con le arcane tue voci, affinché assordato da esse, ogni uomo si arrenda e riconosca il tuo Santo Volere quale suo Sovrano. 

Perciò, Amor mio, corro anch’io sulle ali del vento per chiederti, per mezzo suo, l’avvento del Regno del tuo FIAT; con ogni sua ondata voglio portare a tutti il suo bacio, le sue carezze, i suoi dolcissimi amplessi.

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Prima  Ora

L’anima segue la Divina Volontà in tutti i suoi Atti per tenerle compagnia e per ricevere in sé la sua Vita Divina. La segue nella creazione del Cielo e del Sole.

Gesù, Vita mia, palpito del mio povero cuore, respiro della piccola anima mia, centro della mia intelligenza, la mia piccolezza s’inabissa in Te, si sperde in Te. Qual piccolo bimbo che non sa dare un passo, a Te mi avvicino, mi stringo alla tua mano ed insieme con Te entro nella Luce interminabile del tuo Divino Volere.

Ecco che il Padre Celeste già pronunzia il primo FIAT e sprigiona tanta luce da non poterne scorgere i confini. Mio Gesù, deh, fa’ che la mia anima riceva tutta la virtù, la potenza, la santità, la luce del tuo adorabile FIAT, affinché io non senta in me che la Vita sua! Arricchita della sua Vita potrò abbracciare tutto, supplire per tutti e rapirlo sulla terra, perché Esso ritorni trionfante a regnare in mezzo alle creature!

Lascia dunque, Amor mio, che io peregrini nel tuo Volere per seguire tutti i suoi Atti. Oh, quant’è bello contemplare la Maestà Suprema che con un sol FIAT distende il cielo azzurro, con miliardi di stelle smaglianti di luce! Ne pronunzia un altro e crea il sole; ne dice un altro ancora e crea il vento, l’aria, il mare e tutti gli elementi insieme, con tale ordine ed armonia da rapire l’anima.

Mio Gesù, mio Bene, oh, io voglio far mio tutto l’amore che ebbe il tuo FIAT Divino nel creare il cielo tempestato di stelle, per potere a mia volta distendere il mio cielo d’amore nel tuo FIAT Onnipotente. E così, investendo tutto il cielo col mio amore, voglio dare la mia voce ad ogni stella, affinché essa ripeta con me: “Gesù, Ti amo!…  Venga presto il tuo Regno sulla terra!… Sia gloria perenne al tuo Volere Divino!… Io adoro ed esalto la tua fermezza divina ed il tuo Essere incrollabile, affinché essi rendano ferme le creature nel bene e le dispongano a ricevere il Regno della tua Volontà”.

Amor mio, seguo il mio giro e vengo nel sole: Ti considero nell’istante in cui il tuo FIAT sprigionò tanta luce dal Seno della Divinità, da formare il globo solare, quell’astro che doveva abbracciare la terra con tutti i suoi abitatori per dare ad ognuno di loro il proprio bacio di luce e d’amore e, mediante il quale, tutto doveva essere abbellito, fecondato, colorito, arricchito ed imperlato.

Questo sole il tuo FIAT lo sprigionò dal tuo Seno, per mio puro amore, perciò voglio ricevere in me tutta la sua luce, il suo calore e tutti i suoi effetti onde poterti offrire anch’io il mio sole per esaltare, glorificare e benedire per mezzo suo la Luce eterna, il tuo Amore inestinguibile, la tua rara bellezza, la tua dolcezza infinita, i tuoi gusti innumerevoli. Sì, o Gesù, io voglio abbracciarti con la stessa luce del sole, voglio darti i miei baci ardenti col suo calore, voglio animare con la mia voce tutto il suo bagliore e tutti i suoi effetti per chiederti, dall’alto della sua sfera fin nel basso, là dove discende il suo raggio, il Regno del tuo FIAT.

Non senti, Amor mio, che la tua Volontà vorrebbe squarciare i veli della luce per scendere e regnare in mezzo alle creature? Ed io, sulle ali della luminosità del sole vengo a pregarti d’inviarci presto il Regno del tuo FIAT. Dal centro di questo sole Ti domando di far discendere il tuo splendore nel cuore degli uomini per illuminarli con la tua Grazia e di concedere il tuo Amore per bruciare in loro tutto ciò che al tuo Volere non appartiene. Oh sì, se la tua Luce si abbasserà sino a loro, si rifletterà in essi la bellezza divina, cesseranno le ire, le amarezze, tutti acquisteranno la tua dolcezza e così la faccia della terra verrà rinnovellata.

Come sono felice, Vita mia, di poterti dire: “Sole mi hai dato e sole Ti do! Io ho un astro in mio potere che Ti chiede il Regno del tuo FIAT; vuoi Tu resistere a tanta luce che Ti prega?…”.  Perciò, o Gesù, affrettati, presto! Questo sole è il tuo relatore divino, dunque fa’, Amor mio, che la sua luce riveli col proprio tocco a tutte le creature il Regno del tuo FIAT, la sua santità ed il suo ardente desiderio di vederle penetrare in Sé stesso per renderle felici e sante.

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(SCHEMA LUNGO E SCHEMA SINTETICO)

Seguendo l’esempio di Luisa Piccarreta, saliamo anche noi sulle ginocchia dell’Immacolata Madre del Verbo, che è Regina nel Regno della Divina Volontà, ed offrendole la nostra volontà umana invochiamo in cambio la Volontà Divina e, con semplicità di bimbi, chiediamole che ci fonda nei mari immensi del Volere Divino al Quale vogliamo fare compagnia accompagnandolo in ogni Sua Opera, consolandolo dell’ingratitudine umana con il canto del nostro:  “Ti amo!  Venga presto il Tuo Regno sulla terra!”

   La recita, interiormente vissuta, delle 24 preghiere del  Pellegrinaggio Spirituale,
costituisce un altissimo momento di fusione dell’anima nell’operato della Volontà Divina.

Il modo di recitarle qui proposto è stato ripreso da un volumetto edito nel 1937 da uno dei Confessori della Serva di Dio Luisa Piccarreta, il Canonico Benedetto Calvi.

Per facilitare la recita di tutte queste preghiere e per renderla possibile ad ogni condizione di persone, anche se assorbite da preoccupanti e molteplici occupazioni, abbiamo suddiviso il ‘Pio Pellegrinaggio’ in 24 parti, quante sono appunto le ore della giornata.  Ogni parte perciò la denomineremo Ora ed il complesso: le Ore della giornata nella DIVINA VOLONTA’. Ogni anima potrà recitarle tutte assieme, oppure spezzettarle lungo la giornata, ovvero recitarne una sola o, infine, desiderando esaurire tutte le Ore ogni giorno, associarsi con altre persone in questo esercizio e dividersi per turno le Ore.

   Modo pratico ed efficacissimo per compiere il PELLEGRINAGGIO nell’OPERATO della SS. VOLONTA’ di DIO  onde impetrare l’AVVENTO del SUO REGNO sulla TERRA

L’anima si eleva al Suo Creatore e, gettandosi nel Suo Seno Divino, si unisce con Lui e lo segue in tutti gli atti che fece nella Creazione. Essa s’innalza perciò sino alla sua origine per trovare il suo principio; si rende presente l’istante in cui Dio stava creando tutte le cose;  riceve da Lui, come in deposito, tutto l’Amore Divino che sprigiona dal suo Seno mediante il FIAT Onnipotente e Gli offre in cambio, con questo medesimo Amore, gloria ed adorazione. 

Quindi si porta nell’Eden per ricevere il primo alito che Dio infondeva ad Adamo, quell’alito rigeneratore che sempre genera; poi percorre tutti i secoli per abbracciare tutti gli uomini e per supplire per ognuno di essi. Passa poi in rassegna tutti gli atti della Regina Mamma, li fa suoi e li dà al suo Dio, come se le appartenessero. 

Essa considera in seguito il Concepimento del Verbo, tutti gli atti che Egli compì nella sua vita e, ad ognuno di essi fa corrispondere un proprio atto, sebbene piccolo, di amore, di ringraziamento e di domanda per l’avvento del suo Regno. Lo segue poi passo passo fino alla sua morte, Lo accompagna nel Limbo, Lo aspetta al sepolcro per chiedergli, in virtù della sua Risurrezione, il trionfo del Regno della Volontà Divina; e finalmente Lo accompagna nella sua Ascensione al Cielo per supplicarlo d’inviare presto sulla terra il Regno del FIAT Divino.

 

Preghiera appena svegliati

Come gli occhi si aprono alla luce del giorno così facciamo sorgere tutto il nostro essere nella Luce della Volontà di Dio e incominciamo il nostro giro.

Il primo atto deve essere un atto d’amore nella Divina Volontà. Facciamo in modo poi che questo atto si diffonda in tutte le intelligenze delle creature, in tutti gli sguardi, nelle parole, nel moto, nei passi, nei palpiti, in ogni respiro.

Leghiamo poi tutti questi nostri atti con quelli fatti da Adamo nella S. Volontà di Dio, con quelli che faranno le creature che vivranno di Volontà di Dio, fino a quell’ultimo che si compirà sulla terra.

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VOGLIO RIENTRARE NELL’UNITA’ DELLA TUA VOLONTA’ PERDUTA IN ADAMO

O Voler Santo, con la tua Potenza eclissa tutti i mali delle creature, metti il tuo: “Basta!”, onnipotente, affinché smarriscano la via del peccato e si ritrovino nella via della tua Divina Volontà! (Vol. 36 - 12.4.1938)

Amor mio, voglio annientare il mio volere nel Tuo affinché il mio mai più abbia vita, per fare che in tutto e per sempre abbia vita la tua Volontà, per riparare il primo atto che fece Adamo di volontà sua umana, e per ridare tutta quella gloria al tuo Supremo Volere come se Adamo non si fosse sottratto da Esso. Oh, come vorrei ridargli l’onore da lui perduto perché fece la sua volontà e respinse la Tua! E quest’atto intendo di farlo quante volte tutte le creature hanno fatto la loro volontà - che è causa di tutti i mali! - ed hanno respinto la Tua, che è principio e fonte di tutti i beni. Perciò Ti prego che venga presto il Regno del Fiat Supremo affinché tutti, da Adamo fino a tutte le creature che hanno fatto la loro volontà, ricevano l’onore, la gloria perduta, ed il tuo Volere riceva il trionfo, la gloria ed il suo compimento. Cfr. Vol. 20 - 26.10.1926)

Io entro ora, o mio Padre Creatore, nell’Unità della tua Volontà, affinché la mia volontà sia una con la Tua, uno l’amore. In questa Unità che tutto abbraccia, la mia voce risuoni nel Cielo, investa tutta la Creazione, penetri nei cupi abissi e dica e gridi: “Venga il Regno del tuo Volere Divino; sia fatta la tua Volontà come in Cielo così in terra! Io faccio mia la santità, la gloria, l’adorazione, il ringraziamento, i pensieri, gli sguardi, le parole, le opere, i passi di Adamo innocente per offrirti la ripetizione degli atti suoi; e Tu, vedendo in me la tua Divina Volontà operante, concedimi, Te ne prego, che venga il tuo Regno!” (Cfr. Pio Pellegrinaggio dell’anima nell’operato della Divina Volontà - 4aOra)

O Volontà Divina, come amerei che tutti Ti conoscessero, per far godere a tutti gioie sì pure, contenti sì ineffabili, che solo in Te si trovano! (Cfr. Vol. 36 - 20.6.1938)

 

Mi fondo nel tuo Volere e Ti amo, mio Dio, in ogni tuo atto creante. Ti adoro, Padre mio, Ti ringrazio, Ti benedico e Ti lodo per ogni alito di vento, per ogni raggio di luce del sole, per ogni goccia d’acqua che scende dal cielo. Ti amo, Ti adoro e Ti ringrazio in ogni palpito di cuore umano, in ogni passo, in ogni respiro ed in ogni sguardo di creatura;  Ti amo in ogni atomo del mio corpo, in ogni mio pensiero, in ogni goccia di sangue che scorre nelle mie vene.

 

Mio amato Gesù, nel tuo Volere tutto è mio, ed io voglio darti il gusto di dirti che Ti amo come Ti ami col Padre e con lo Spirito Santo, e quindi, mio Gesù, per amarti con l’immensità ed infinità del loro Amore, nella tua Volontà faccio mio l’Amore del Celeste Padre e dello Spirito Santo e Ti dico: “Mio dolce Gesù, Ti amo nella Potenza ed Amore immenso del Padre, con l’Amore interminabile dello Spirito Santo; Ti amo con tutto l’Amore che è nella Volontà Divina; Ti amo con l’amore della mia e tua Mamma Regina; Ti amo con l’amore con cui Ti amano tutti gli Angeli e i Santi; Ti amo con quell’amore con cui Ti amano o dovrebbero amarti tutte le creature presenti, passate e future; Ti amo per tutte le cose create e con quell’Amore con cui Tu le creasti!” (Cfr. Vol. 35 - 10.4.1938)

 

 

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VOGLIO FARE MIO IL TI AMO SUPREMO ETERNO

Fondendomi nel Santo Voler Divino, vengo a girare dappertutto, fin nell’Empireo, per trovare e far mio quel Ti amo Supremo, che non è soggetto a nessuna interruzione, affinché anch’io abbia un Ti amo non mai interrotto che possa far eco al Ti amo eterno e, possedendo così in me la sorgente del vero Ti amo, io possa avere un Ti amo per tutti, per ciascuno, per ogni moto, per ogni atto, per ogni respiro, per ogni palpito e per ogni tuo stesso Ti amo, o mio dolce Gesù.  

E continuo il mio giro nella tua Volontà Suprema e vengo fin nel Seno dell’Eterno e faccio mio il Ti amo delle Tre Divine Persone, e sopra ciascuna cosa e dappertutto ripeto come cantilena il mio Ti amo, per Te, mio Supremo Signore.  Perché Tu mi hai insegnato che il Ti amo è tutto!  Ed io so che il Ti amo è amore, so che è venerazione e stima ed è eroismo;  so che è sacrificio e che è fiducia verso chi è diretto il Ti amo.  E so che il mio Ti amo è possedere Colui che racchiude il Ti amo. Pur se parola piccola, il mio Ti amo pesa quanto pesa tutta l’eternità!  Quindi, il mio Ti amo, per Te, mio dolce Signore, tutto racchiude e tutti coinvolge; il mio Ti amo si diffonde, si stringe, si eleva in alto, scende fin nel basso e s’imprime ovunque e mai si arresta.  Perché l’origine del Ti amo è eterna: Tu, Padre Celeste, nel Ti amo generi il Figlio e nel Ti amo procede lo Spirito Santo. Nel Ti amo il Fiat Eterno mette fuori la Creazione tutta;  nel Ti amo perdona l’uomo colpevole e lo redime. Nel Ti amo l’anima trova tutto in Dio e Dio trova tutto nell’anima. 

Facendo quindi mio il tuo Ti amo Supremo, il valore del mio Ti amo per Te è infinito, dolce mio Dio;  ed il mio Ti amo è pieno di vita e di energia e non si stanca mai e tutto supera e di tutto trionfa. Perciò sul mio labbro e nel mio cuore troverai sempre rivolto a Te il mio Ti amo;  ed il mio Ti amo lo trovi nel volo dei miei pensieri, in ogni goccia del mio sangue, nelle pene e nelle gioie, nel cibo che prendo, in tutto. Voglio che la vita del tuo stesso Ti amo sia lunga, lunga, in me, e che il tuo Fiat Eterno sempre vi metta il suggello del Ti amo divino. (Cfr. Vol. 17 - 2.8.1925)

 

VOGLIO RICAMBIARTI GLI ATTI DELLA TUA VOLONTA’ RESPINTA DALLE CREATURE

Il mio giro nella Volontà Suprema è continuo, mio dolce Gesù, e, come la tua Volontà tutto abbraccia e tutto racchiude, io, a nome della prima creatura uscita dalle tue mani creatrici fino all’ultima che sarà creata, intendo riparare tutte le opposizioni delle volontà umane fatte alla tua Volontà Divina; ed intendo prendere in me tutti gli atti della tua adorabile Volontà che le creature hanno respinto, per ricambiarli tutti in amore ed adorazione, in modo che non ci sia atto tuo al quale non corrisponda un atto mio, perché, trovando in ogni tuo atto il piccolo atto mio come bilocato nei tuoi, Tu resti soddisfatto e vieni a regnare come in trionfo sulla terra. E’ sopra gli atti umani che il tuo Fiat Eterno vuol trovare l’appoggio dove dominare, perciò io T’offro in ogni tuo atto il mio, come terreno per farti distendere il tuo Regno. (Cfr. Vol. 20 - 15.10.1926)

Scendo quindi, dolce mio Gesù, in tutto ciò che Tu facesti nella Redenzione: vengo nelle tue lacrime, nei tuoi gemiti infantili, nelle tue opere, passi e parole, nelle tue pene, nelle tue piaghe, nel tuo Sangue, fin nella tua morte, affinché ogni tua lacrima preghi perché venga il tuo Fiat. Anche i tuoi gemiti e tutto ciò che Tu facesti, tutti in coro supplicano perché il tuo Fiat sia conosciuto e che la tua stessa morte faccia risorgere la Vita della tua Volontà Divina nelle creature. Mio Gesù, non chiedo nulla per me: non Ti chiedo né gloria, né amore, né grazie, ma solo faccio chiedere dalla stessa tua Volontà, in tutte le cose create: “Venga il regno del tuo Fiat! Fa’ ch’Esso sia conosciuto ed amato e posseduto dalle generazioni umane!” (Cfr. Vol. 20 - 17.10.1926)

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GIRO IN OGNI TUA OPERA PER FAR COMPAGNIA ALLA TUA VOLONTA’ REGNANTE

Amor mio, Gesù, mi fondo nel tuo Volere e riprendo il mio giro per rintracciare tutti gli atti del Fiat Onnipotente e, rintracciando tutti gli atti della Creazione e della Redenzione, voglio unirvi tutti gli atti miei, per tener così compagnia agli atti del Fiat Supremo.  Perciò vengo nel tuo Fiat Onnipotente per creare tanto amore, tante adorazioni, tante benedizioni, tanta gloria al mio Dio, per supplire a tutti e a tutto. (Cfr. Vol. 12 - 2.2.1921)

Mio dolce Gesù, io voglio sempre girare nel tuo Voler Divino per portare tutte le cose create al mio Creatore, cielo, sole e tutto, come adorazione profonda al mio Dio e poterti dire:  “Cielo mi hai dato, stelle, sole, mare, ed io tutto Te lo ridò come contraccambio del mio amore”. (Cfr. Vol. 24 - 23.7.1928)

Gesù, Amor mio, voglio lasciare tutto l’essere mio nel tuo Fiat, per potermi trovare in tutte le cose create ed imperlarle tutte col mio Ti amo. Anzi voglio mettere il mio cuore nel centro della terra e ad ogni palpito voglio abbracciare tutti i suoi abitanti e, seguendo tutti i loro palpiti col mio Ti amo, voglio darti l’amore di ciascuno di essi. E come si ripete il mio palpito da dentro il centro della terra, così voglio mettere il mio Ti amo a tutti i germi che racchiude nel suo seno;  e come i germi spuntano e si formano le piante, le erbe, i fiori, così voglio mettere il mio Ti amo, per poterli vedere racchiusi nel mio Ti amo per Te, mio amato Signore. (Cfr. Vol. 24 - 29.4.1928)  

Mio dolce Gesù, non posso fare a meno di sempre girare nella Volontà Suprema;  sento che è la vera casa mia ed, io solo son contento quando giro in Essa, perché trovo tutto ciò che Ti appartiene.  E, se in virtù della tua Volontà, tutto ciò che è tuo è anche mio, io ho quindi molto da darti, o mio amato Bene;  anzi ho tale e tanto da darti, che non finisco mai di darti tutto ciò che alla tua Volontà adorabile appartiene. Perciò io vengo nel sole a far compagnia alla tua Volontà regnante e dominante in esso in tutto lo splendore della sua Maestà e, mentre Ti faccio compagnia nel sole, Ti prego che il tuo Fiat Eterno sia conosciuto e, come regna nel sole trionfante, venga a regnare trionfante in mezzo alle sue creature. Anche il sole Ti prega e tutta la sua luce si converte in preghiera; e, come si stende sulla terra ed investe colla sua luce piante e fiori, monti e pianure, mari e fiumi, così prega che il tuo Fiat sia uno sulla terra, che si armonizzi con tutte le creature. Sicché, mio dolce Gesù, non sono io solo che prego, ma è la potenza della tua stessa Volontà che regna nel sole che prega: prega la luce, pregano i suoi innumerevoli effetti, i beni, i colori che contiene; tutti pregano che il tuo Fiat regni su tutti.  Puoi tu resistere ad una massa di luce sì grande, che prega colla potenza del tuo stesso Volere? Ed io, piccolo qual sono, mentre Ti faccio compagnia in questo sole, benedico, adoro, glorifico la tua Volontà adorabile, con quella magnificenza e gloria con cui la Volontà tua stessa glorifica Sé stessa nelle opere sue. Ma, vedo che la tua Volontà solo nell’uomo non trova la perfetta gloria delle opere sue. Perciò con insistenza Ti chiedo: “Venga, venga il tuo Fiat !” (Cfr. Vol. 20 - 17.10.1926)

E mentre la tua adorabile Volontà, investendo tutta la luce del sole, prega che venga il Fiat Eterno, io continuo a girare nelle altre cose create per far la mia piccola visitina e tenerle un po’ di compagnia in ciascun atto suo che esercita in ciascuna cosa creata. Passo perciò il cielo, le stelle, il mare, finché sento che il cielo prega, le stelle pregano, il mare col suo mormorio prega: che il Fiat Supremo sia conosciuto e regni trionfante in tutte le cose create, come regna in loro! (Cfr. Vol. 20 - 15.10.1926)

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VENGO A COSTITUIRMI ATTO PER OGNI ATTO DELLA TUA VOLONTA’ PER DARTI LA GLORIA DELLA TUA CREAZIONE

Vengo, Padre mio, a girare nel tuo Volere, per rintracciare ogni tua cosa creata e costituirmi atto per ogni atto della tua Volontà. Vengo nelle stelle e nell’azzurro cielo, vengo nel sole, nella luna, nelle piante, in ogni fiore ed in ogni frutto, vengo nei campi, nella terra, nel mare, in tutto ed in tutti, per incontrare la tua Volontà conservatrice di ogni suo atto. Non voglio lasciare sola la tua Volontà nell’atto suo, perciò vengo a darle la compagnia del piccolo atto mio, vengo per darle il mio ricambio.

Voglio far compagnia agli atti tuoi, mio Gesù, ed insieme alla tua Volontà anch’io voglio ciò che vuoi Tu. Voglio anch’io che le stelle luccichino, voglio che il sole riempia la terra di luce, voglio che le piante fioriscano, che i campi biondeggino, che l’uccello gorgheggi, che il mare mormori, che il pesce guizzi, insomma, voglio tutto e solo ciò che vuoi Tu. Voglio che la tua Volontà non si senta più sola nelle cose che ha create, ma che senta la compagnia dei piccoli atti miei e giro quindi per ogni cosa creata per costituirmi atto per ogni atto suo. 

Tu, Padre mio e mio Creatore, m’hai creato perché volevi la mia compagnia ed io non voglio quindi lasciarti solo; voglio con Te ammirare tutte le opere tue, per darti ad ogni tuo atto grande il piccolo atto mio di creatura. Seguo la tua Volontà che, una, scorre senza dividersi, ma come divisa, in ogni opera tua, e vengo in quel vuoto immenso di luce che per me hai creato, per trovare tutti quegli atti dalla tua Volontà usciti, per mettervi il mio contraccambio, d’atto di adorazione, di lode, d’amore e di ringraziamento. (Cfr. Vol. 17 - 21.5.1925)

Vengo nel tuo Volere, Padre mio, a darti la gloria divina da parte di tutte le cose create, vengo a darti l’amore che ti spetta, in ogni opera tua, a nome mio ed a nome d’ogni altra tua creatura. Vengo a far mio quel Fiat per cui tutte le cose furon fatte; vengo per diffondere su tutto, per Te, mio Creatore, un omaggio, un’adorazione ed un amore divino, per tutto e per tutti. Vengo, in ogni mia parola, a far mio l’onnipotente tuo Fiat, perché voglio che l’eco del Fiat Eterno faccia eco in quel Fiat Divino in cui sempre io voglio vivere. Voglio diffondermi e correre e volare e ad ogni cosa creata imprimere un altro Fiat, per ridonarti, o Padre mio, l’omaggio e l’amore che Tu da me vuoi e che a Te spetta. 

Voglio, mio amato Gesù, continuare insieme a Te a fare ciò che hai fatto Tu quando l’Umanità tua era qui sulla terra. Voglio far vedere al tuo Celeste Padre, in ogni tremolio di stelle, in ogni goccia di luce di sole, la Gloria tua, il tuo Amore, la tua profonda Adorazione unita alla mia! Voglio, nel tuo Volere, correre e volare sulle ali dei venti e riempire tutta l’atmosfera, percorrere le acque del mare, poggiarmi su ogni pianta e su ogni fiore, moltiplicarmi ad ogni moto ed essere voce che fa eco su tutto e dire: “Amore, gloria, adorazione a Te, mio Creatore!” Voglio, mio Gesù, essere l’eco della tua voce, il ripetitore della tua Vita, la perfetta gloria della Creazione. (Cfr. Vol. 14 - 28.3.1922)

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TI OFFRO GLI ATTI DEL TUO FIAT DIVINO E GLI STESSI TUOI DONI

Mio Creatore e Padre, mi abbandono nel tuo Fiat Divino, per seguire ed offrirti tutti gli Atti suoi, quelli della Creazione come quelli della Redenzione. Voglio essere il ripetitore delle Opere tue. Nel tuo Volere, voglio partecipare alla tua Forza creatrice; voglio, coi miei atti, con le mie offerte e le mie suppliche, muovere le sorgenti di tutti i tuoi beni - che Tu tutti hai deposti nella tua Volontà - e voglio far risorgere tutto a vita novella; e dal mare dei tuoi beni voglio far straripare le onde degli Atti tuoi, moltiplicandoli e crescendoli all’infinito, per riversare sulle tue creature ogni tuo bene.

Giro, o Ente Divino Supremo, e vengo nell’Eden; qui Ti chiedo di ripristinare lo scopo della Creazione dell’uomo, com’egli uscì dalle tue mani creatrici. Giro e giungo nell’Atto del Concepimento del Verbo Divino, lo faccio mio ed a Te l’offro per darti tutto l’amore, la gloria e la soddisfazione, come se un’altra volta il Divin Verbo Si concepisse. Mio dolce Gesù, faccio mia la tua Nascita, faccio mie le tue lacrime, faccio miei i tuoi passi, le tue opere ed ogni tuo atto e con Te l’offro alla Maestà Suprema, per rinnovarle la gloria, e per ripetere il gran bene che Tu facesti, o mio amato Gesù, nella tua Redenzione.

Voglio vivere nel tuo Fiat Divino, o Padre mio, Creatore, per far salire ogni atto mio fino al principio donde, qual piccola tua creatura, io sono uscito. Vengo fin nel tuo Seno, lì dove uscì il primo atto della mia esistenza; voglio, come atto divino, schierarlo a Te d’intorno, mio Principio Dio, perché Tu Ti senta amato e glorificato come Tu stesso vuoi, con il tuo stesso Amore e la stessa tua Gloria! (Cfr. Vol. 27 - 24.10.1929)

Vengo nella tua Volontà per trovarti nell’atto in cui tutto Tu creasti per farne a me un dono e, nel tuo Volere, voglio pregarti e lodarti per darti il ricambio di ciò che mi hai donato. Ma, non sapendo come ricambiare tanto tuo Amore non avendo in me la tua forza creatrice per creare per Te tante cose per quante Tu me ne hai date, io prendo allora gli stessi tuoi doni, le stesse cose tue, e queste Ti offro! Sole, stelle, fiori, acqua, fuoco, aria Tu mi hai donato per darmi il tuo Amore, ed io col mio: Grazie! nel tuo Volere, riconoscente, voglio mettere a traffico il tuo stesso Amore per darti il ricambio. E così: sole Tu mi hai dato e sole Ti do;  stelle, fiori, acqua  mi dai ed io Ti ridò. Voglio che le note del tuo Amore ancor risuonino su tutte le cose create e ad unanime voce Ti diano l’Amore che Tu hai fatto scorrer per me su tutta la tua Creazione. Nel tuo stesso Volere tutto io ricevo e tutto a Te dono. Nel tuo Volere ciò che è tuo è mio, tutte le cose create sono mie. Amor mio, il sole è mio: ed io te lo do in ricambio, affinché tutta la luce ed il calore del sole, in ogni stilla di luce e di calore Ti dica che io Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti prego, per tutti; le stelle sono mie, ed in ogni tremolio di stelle, per Te io suggello il mio Ti amo immenso ed infinito, a nome d’ogni tua creatura; le piante, i fiori, l’acqua, il fuoco, l’aria, son miei ed io Te li do in ricambio, e voglio che tutti Ti dicano e, con la voce di tutti: “Noi Ti amiamo, nostro Dio; Ti amiamo con quell’Amore eterno con cui Tu ci creasti”. (Cfr. Vol. 14 - 6.4.1922)

 

MIO DOLCE GESU’ VOGLIO FARE LA COMPRA PIU’ BELLA: VOGLIO IL REGNO DELLA TUA VOLONTA’ SULLLA TERRA!

Perciò vengo a girare e girare nella tua Volontà e, come tanti anticipi per la mia compra, senza sosta Ti chiedo: “Dammi il Regno del Fiat Divino!” Ma voglio aumentare i miei anticipi, perciò prendo nelle mie braccia tutta la Creazione: prendo il cielo, il sole, le stelle, la terra fiorita ed il mare, prendo tutto il creato, ed ancora: prendo gli Angeli, i Santi e la Vergine Regina e prendo lo stesso mio Dio, e tutti li porto innanzi alla Suprema Maestà, come atto d’adorazione e preghiera più bella, per chiederle il Regno del Fiat Supremo. (Cfr. Vol. 24 - 4.7.1928)

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MIO DIO QUANTO E’ GRANDE IL TUO AMORE PER ME

Quanto è grande, o mio Dio, il tuo Amore per me! In ogni atomo di luce del sole sento la tua voce melodiosa che incessantemente mi ripete: “Ti amo, ti amo, ti amo”, e senza darmi tempo di numerare tutti i tuoi ti amo io resto affogato nel tuo Amore. ‘Ti amo, ti amo’, mi dici nella luce che riempie il mio occhio; ‘ti amo’, mi ripeti nell’aria che respiro; ‘ti amo’, mi sibila il vento percuotendo il mio udito; ti amo vi è nel calore e nel freddo che sente il mio tatto; ti amo nel sangue che scorre nelle mie vene; ‘ti amo’, mi dice il tuo palpito nel palpito del mio cuore; ‘ti amo’, mi ripeti in ogni pensiero della mia mente; ‘ti amo’, in ogni azione delle mie mani; ‘ti amo’, in ogni passo dei miei piedi; ‘ti amo’, in ogni parola. Un tuo ti amo non aspetta l’altro, così che niente succede dentro e fuori di me se non concorre un tuo atto di amore verso di me. Ma, i miei Ti amo, per Te, quanti sono? (Cfr. Vol. 11 – 23.4.1912)

Mio dolce Gesù, io voglio che i miei Ti amo siano di numero infinito quanti sono i tuoi;  perciò, mio amato Bene: io Ti amo con la tua Volontà!, e siccome la tua Volontà riempie Cielo e terra, il mio amore Ti circonderà ovunque e il mio Ti amo si ripercuoterà lassù nei Cieli e fin nel profondo degli abissi. Io entro quindi in Te, mio dolce Gesù e, nascondendomi nel Volere e nell'Amore tuo increato, vengo a nuotare nel mare immenso del tuo Volere e del tuo Amore, perché, come il tuo Volere ha il potere di rendere infinito tutto ciò che entra nella Volontà tua Divina e d’innalzare e trasformare gli atti miei, di creatura, in atti eterni - perché ciò che entra nella tua Volontà acquista l'Eterno, l'Infinito e l'Immenso, perdendo ciò che ha principio e ciò che è finito, perdendo la sua piccolezza e, quale è il tuo Volere, tali rende gli atti miei! - allora, nel tuo Volere io grido forte il mio: “Ti amo!”, per Te. Voglio che nel mio Ti amo Tu senta la nota del tuo Eterno Amore; voglio farti sentire l'amore creato nascosto nell'Amore increato; voglio che Tu Ti senta amato dalla tua creatura con immenso, infinito ed eterno amore; voglio farti sentire, un Ti amo degno di Te, un Ti amo che Ti supplisca l'amore che Ti deve ogni tua creatura. Ecco perché io T’amo, o mio Dio, con la tua Volontà;  io T’amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti lodo e Ti ringrazio, o mio dolce Gesù, con la tua Volontà, nella tua Volontà! perché un atto solo di tua Volontà, ed anche un solo istante, è pieno di Vita creatrice e chi contiene questa Vita può, in quell’istante, dar vita a tutto e tutto conservare.  Mio Amato Bene, Eterna Maestà, nel tuo Volere io voglio allora riempire Cieli e terra d’infinito amore, di adorazioni, di benedizioni e lodi e ringraziamenti a Te, per me e per ogni fratello mio delle presenti, passate e future generazioni!  (Cfr. Vol. 11 - 2.10.1913  +  Vol. 12 - 8.1.1919  +  Vol. 12 - 13.2.1919)

Nel tuo Volere vengo a suggellare le adorazioni di tutti ed a riconoscerti, a nome di tutti, come Creatore e dominatore assoluto di tutto. Vengo a ricambiarti, per tutti, l’amore che Tu hai messo in ogni cosa creata, quei fiumi d’amore che si riversano a torrenti sulla tua creatura! Perché, mentre il tuo Amore increato creava il sole, vi metteva oceani d’amore e, in ogni goccia di luce che doveva inondare il mio occhio, il mio passo, la mia mano e tutto di me, correva il tuo Amore che, ripercuotendo dolcemente il mio occhio, la mia mano, il passo, la bocca, mi dà il tuo bacio eterno e mi porge il tuo Amore; ed alla luce corre insieme il calore  che, ripercuotendomi un po’ più forte e, quasi impaziente dell’amore della tua creatura, fino a dardeggiarmi, Tu più forte mi ripeti il tuo eterno ti amo. E nel sole che con la sua luce e calore feconda le piante, è il tuo Amore che corre per nutrirmi; e nel cielo che hai disteso sul mio capo, tempestandolo di stelle, il tuo Amore, volendo allietare il mio occhio anche la notte, mi ripete in ogni scintillio di stella: “Ti amo”. 

Tu, Padre mio, in ogni cosa creata porgi a me e ad ogni tua creatura il tuo Amore;  se ciò non fosse, non avrebbe nessun scopo la tua Creazione, e Tu nulla fai che non abbia uno scopo preciso. Ma, il tuo dolore è grande nel veder che la tua creatura non sa riconoscere l’Amore che per lei hai messo in ogni tuo dono. Vengo quindi nel tuo Volere, o Padre mio, per lenire tanto tuo dolore, vengo a ricambiarti il tuo Amore; vengo a nome di tutti per darti amore, adorazione, riconoscenza e ringraziamento, per tutto e per tutti; metto il mio Ti amo, per Te, su ogni stella che hai creato; Ti amo per quanti raggi di luce e per quanta intensità di calore hai messo nel sole; su ogni tuo dono io metto, per Te, tutto il mio amore. (Cfr. Vol. 12 - 9.1.1920) 

E chiamo e metto a Te d’intorno ogni cosa creata, dolce mio Gesù, affinché a Te faccia corona e Ti dia dell’Amore il ricambio e gli onori e gli omaggi che si devono a Te, Creatore.  Su tutto il creato io voglio sorvolare e su ogni cosa moltiplicare, nel tuo Volere, il mio Ti amo. Tu tutto hai creato per me e me lo hai donato, sicché tutto è mio, ed io lo dono a Te per amarti; perciò Ti dico in ogni stilla di luce del sole: Ti amo; nello scintillio delle stelle: Ti amo;  in ogni goccia d’acqua: Ti amo. Il tuo Volere mi fa vedere fin nel fondo dell’oceano il tuo ti amo per me, ed io imprimo il mio Ti amo per Te in ogni pesce che guizza nel mare;  voglio imprimere il mio Ti amo sul volo d’ogni uccello; Ti amo dovunque Amor mio. Voglio imprimere il mio Ti amo sulle ali del vento, nel muoversi delle foglie, in ogni favilla di fuoco; Ti amo per me e per tutti. Senti, mio Signore Dio, come tutta la Creazione è con me a dirti: Ti amo”?  E se qualche tua creatura Ti rifiuta il suo Ti amo, io vengo nel tuo Volere Eterno, entro nella tua SS. Umanità dove trovo, come in custodia, tutti gli atti delle creature per cui Tu, mio buon Gesù, prendesti l’impegno di soddisfare per loro innanzi al tuo Celeste Padre, ed io, seguendo tutti gli atti tuoi - ch’eran gli atti di tutti - con Te abbraccio le generazioni d’ogni tempo per prostrarle innanzi a Te e da tutti farti dire il loro Ti amo in ogni atto loro, in ogni parola e pensiero umano e, così, darti il ricambio d’amore, per tutti e per tutto. E quindi:  in ogni pensiero di creatura io Ti amo; sul volo d’ogni sguardo Ti amo; in ogni suono di parola Ti amo; in ogni palpito, respiro, affetto, Ti amo; in ogni goccia di sangue, in ogni opera e passo, Ti amo;  i amo per me e per tutti! (Cfr. Vol. 16 - 29.12.1923)

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PER TE IMPRIMO IL MIO TI AMO IN OGNI COSA CREATa

Poggio il mio capo sul tuo Cuore, mio amato Gesù, e, girando insieme a Te, voglio vedere tutto il ti amo che per me hai sparso su ogni tua cosa creata. Com’è bello vedere come tutta la Creazione, sulle ali del tuo Volere Eterno, porta il tuo ti amo alle creature! Non c’è punto dell’azzurro cielo dove non ci sia suggellato un tuo ti amo verso di me: ogni stella ed il scintillio che le forma corona sono tempestati di tanti tuoi ti amo; il raggio del sole, come si allunga verso la terra per portare la luce, ogni goccia di luce mi porta il tuo ti amo e, siccome la luce invade la terra ed io la guardo e vi cammino sopra, il tuo ti amo mi giunge fin negli occhi, nella bocca, nelle mani e si estende sotto i miei piedi. Nel mormorio del mare sento mormorarmi: Ti amo, ti amo, ti amo!”, ed ogni goccia d’acqua sono tasti, che armonizzando tra loro formano le più belle armonie del tuo infinito ti amo; le piante, le foglie, i fiori, i frutti, hanno impresso il tuo ti amo, così che la Creazione tutta porta all’uomo i tuoi ripetuti ti amo. E, se guardo l’uomo, quanti tuoi ti amo vedo impressi in ogni parte del suo essere! I suoi pensieri sono suggellati dal tuo ti amo; il palpito del suo cuore che gli batte in petto con quel misterioso suono: tic, tic, tic, è un tuo ti amo non mai interrotto che gli dice: “Ti amo, ti amo!”; le sue parole sono seguite dal tuo ti amo; i suoi moti, i suoi passi e tutto il resto contiene un tuo ti amo. Eppure, in mezzo a tante onde del tuo Amore, la creatura non sa elevarsi a darti il contraccambio del tuo Amore. Quale ingratitudine e come il tuo Amore ne resta dolente! Ma l’Amor tuo vuole assolutamente il ricambio dell’amore della creatura, perciò, ecco, io vengo; vengo, Padre mio, per renderti contento, vengo a fondere il mio piccolo amore nel tuo grande Amore, vengo, qual figlio tuo, a difendere i diritti tuoi. Io vengo, o Padre, sulle stesse ali della tua Volontà Divina - facendola mia - per darti, a nome di tutti, il ricambio del piccolo mio amore: nella tua Volontà io trovo tutti i tuoi  ti amo, ed io, seguendoli tutti, imprimo su ognuno di essi il mio Ti amo, a Te, per me e per tutti. 

Vengo con Te, mio amato Gesù, fin sotto la volta dei cieli, in mezzo alle celesti sfere e, passeggiando insieme con Te, in ogni stella, in ogni sfera io imprimo il mio Ti amo per Te;  voglio che quel scintillio di luce che si forma intorno alle stelle risuoni tra stella e stella il mio: Ti amo, Gesù!” Ed elevandomi più su, tra le alte sfere celesti, imprimo un altro: Ti amo, Ti amo o mio Gesù!” O stelle tutte, fate risuonare forte il mio Ti amo all’Amato del mio cuore! Voglio, nel tuo Volere, dolce Amor mio, riempire tutta l’atmosfera, tutto l’azzurro cielo e la luce del sole, l’aria, il mare, tutto, tutto del mio Ti amo e dei miei baci per Te, affinché dovunque Tu sia, se guardi, Tu veda il mio Ti amo ed i miei baci; se senti, senta il mio Ti amo e lo scocco dei miei baci; se parli e respiri, Tu possa respirare i miei Ti amo ed i miei amorosi baci; se operi, nelle tue mani scorrano i miei Ti amo; se cammini, calpesti il mio Ti amo e lo scroscio dei miei baci sotto i tuoi passi. Il mio Ti amo sia la catena che Ti leghi a me ed i miei baci siano calamita potente che, o vuoi o non vuoi, Ti forzino a dimorare con la tua piccola creatura, che non può vivere senza di Te, mio Creatore e Redentore! (Cfr. Vol. 16 - 1.8.1923)

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“Volete sapere come si cresce nel  FIAT ?       
Col chiamarlo in tutto ciò che fate, sia cosa naturale, sia spirituale. Perché tutto è nella Divina Volontà; perciò vuole amare insieme con voi e, se La chiamate, vi dà il suo Amore in vostro potere per farsi amare, vi dà la sua Santità per farvi santa, la luce per farsi conoscere e per eclissarvi le debolezze, le miserie, le passioni, affinché non abbiano più vita in voi, ma solo la sua Volontà, che stenda e formi la sua Vita nel suo piccolo atto vostro...” (Dall’epistolario di Luisa - Corato, 2.1.1939)

“Oh, Volontà mia, quanto sei amabile, ammirabile, potente! La tua bellezza innamora i Cieli e forma il continuo incanto che rapisce tutta la Corte Celeste! Deh, con la tua bellezza
incantevole che tutto rapisce, rapisci la terra e col tuo dolce incanto, incanta tutte le creature, affinché una sia la Volontà di tutti, una la santità, una la vita, uno il tuo Regno, uno il tuo  FIAT, come in Cielo, così in terra!” (Preghiera pregata da Gesù = Cfr. Vol. 23 - 30.10.1927)

 

TI RICONOSCO, O PADRE, NELLE OPERE TUE

Padre Santo, tutta la Creazione mi racconta la tua Paternità Divina, la tua Potenza, l’Amor tuo, l’Armonia di Te, suo Creatore. Ed io vengo, Padre mio, a far visita a tutte le opere tue, vengo a seguire gli atti fatti dalla tua Volontà Creatrice che, stando come centro di vita in ciascuna cosa creata, qual nobile Regina vuol fare in ogni cosa il suo dolce incontro con le sue umane creature. Ed io Ti riconosco, Volontà Divina, vedo per me il tuo Amore in ogni tua opera e vengo a fare felice incontro con Te ed a ricevere tutto ciò che Tu mi doni.

Vengo, Padre Santo, a riconoscere che il Creato intiero è opera tua e tua proprietà; vengo a riconoscere la tua Paternità per me e per ogni creatura in tutte le cose che per amor mio hai create e, riconoscendoti come vero mio Padre, stringendomi a Te d’intorno, vengo con amore di figlio riconoscente a riconoscere i tuoi beni ed a prender possesso di tutti i tuoi possedimenti. Voglio, Padre mio, darti la gioia di sentire che il figlio tuo è a Te d’intorno, in mezzo a tutte le cose che per mio amore hai fatte. Vengo a stringermi al tuo Seno per ricevere il tuo Amore e darti il mio amore. Vengo a portarti il palpito e la volontà di ogni tua creatura, per chiederti in cambio la Volontà Tua e, di figli, chiederti la tua somiglianza.

Vengo, Padre mio Divino, a nome di ogni tuo figlio, a riconoscere la tua Paternità che si estende ovunque; vengo a sentire la tua Paternità nel cielo tempestato di stelle, nel sole che, colla sua luce vibrante, mi chiama figlio e mi dice: ‘Riconosci nella mia luce il gran dono del Padre tuo che ti ama tanto, che vuole che tu sia il possessore di tutta questa luce’. Vedo, Padre mio, la tua Paternità nell’acqua che bevo e nel cibo che prendo e nelle varietà delle bellezze di tutta la natura: tutte hanno una voce comune che mi chiama: figlio del gran Padre Celeste, e, qual figlio tuo, esse vogliono tutte da me essere possedute. Ed allora, mio dolce Creatore, voglio farti sentire anch’io la mia voce in ogni cosa che per me hai creata: “Padre, Padre mio, quanto mi ami! Padre mio, nel tuo Volere, voglio anch’io moltiplicare per Te, infinito, divino, eterno Amore; a nome mio ed a nome d’ogni mio fratello!”  

Ed, a Te vengo, Gesù, mio Redentore, vengo a nome di ogni creatura, per ricordare e riconoscere tutto ciò che per noi hai fatto e patito nella tua Vita e Passione;  vengo a nome di tutti a prender possesso di tutti i beni della Redenzione: metti, o mio Redentore, schierate intorno ad ogni tua creatura tutte le tue pene, le opere tue, i tuoi passi; donali a noi per aiutarci, per santificarci, per farci sentire, in noi, gli effetti di tutta la tua Vita. Sii per noi Amante appassionato e donaci il possesso del tuo Amore divino in modo che ognuno senta tale amore per Te da non poter più vivere senza amarti e senza far sempre ed in tutto la tua Santa Volontà. (Cfr. Vol. 29 - 23.6.1931)