LA MERAVIGLIOSA POTENZA DEL ROSARIO

Ciò che il Cielo ci ha rivelato sul valore del S. Rosario 

"Vi esorto a rileggere e a meditare il messaggio che la Madonna rivolse parlando a noi della potenza ed efficacia che il Santo Rosario ha sempre sul Cuore di Dio e su quello Figlio suo. Ecco perché la Madonna stessa nelle sue apparizioni prende parte alla recita del Rosario, come nella grotta di Lourdes con S. Bernardetta e a Fatima con me, Francesco e Giacinta. E quando il rosario scorre nelle vostre mani gli angeli e i santi si uniscono a voi. Mai come oggi, il mondo ha bisogno del vostro rosario. Ricordate che sulla terra vi sono coscienze prive della luce della fede, peccatori da convertire, atei da strappare a satana, infelici da soccorrere, giovani disoccupati, famiglie nel bivio morale, anime da strappare all'inferno. E' stato tante volte, la recita di un solo Rosario a placare lo sdegno della divina giustizia, ottenendo sul mondo la Misericordia divina e la salvezza di tante anime. Solo così affretterete l'ora del trionfo del Cuore Immacolato della Madonna sul mondo.

Da quando la Vergine SS. ha dato grande efficacia al rosario, non c'è problema materiale, ne spirituale, nazionale o internazionale che non si possa risolvere con il S. Rosario e con i nostri sacrifici."  

Suor Lucia di Fatima "Bisogna dare più spazio al Rosario. Col Rosario è possibile vincere tutti gli ostacoli che Satana in questo momento vuole creare alla Chiesa cattolica. Tutti i sacerdoti in particolare devono recitare il Rosario. Il Rosario deve essere recitato col cuore e con gioia; non deve essere solo un dovere da sbrigare frettolosamente."

25 giugno 1985 e 12 giugno 1986, messaggi della Madonna a Medjugorje "Recitate il Rosario. Figlia mia eccoti il Rosario. Tutti coloro che lo reciteranno avranno da Me molte grazie. Esso è un forte legame che vi unisce al mio Cuore. Esso glorifica il Signore, Re del cielo e della terra. Un rosario detto con devozione è un richiamo per qualsiasi intercessione, è la contemplazione dei misteri della fede.. il Padre nostro.. è la preghiera di unione.. la preghiera del Signore.. la preghiera di glorificazione dalla SS. Trinità con la recita del Gloria al Padre.. dì ai miei figli di recitare il S. Rosario anello di fede e di luce e legame di unione, di gloria,  di beatitudine.. ecco o figli al corona del Rosario! Chi la reciterà avrà da me tante grazie!.. è una grande unione con il mio Cuore di Madre celeste che glorifica il signore Re del cielo e dell'universo! Riferisci a tutti che mi amino per riparare la moltitudine delle offese fatte al mio Divin Figlio Gesù Cristo."

Apparizioni di  Maria Rosa Mistica a Montichiari  "Recitate ogni giorno il Rosario e con esso pregate per il vescovo e i sacerdoti.. recitate molti Rosari. Io sola posso salvarvi dalle disgrazie che si annunciano. Chiunque avrà fiducia in Me sarà salvo."  

Apparizioni della Vergine ad Akita  "Gesù e Io vogliamo salvare il mondo; ma occorre che i cristiani preghino molto, particolar-mente recitando il Rosario e la Coroncina alla Divina Misericordia. In ogni chiesa si deve recitare il Rosario insieme col sacerdote dopo la Messa. Con la recita del Rosario, Satana sarà sconfitto. Recitate ogni giorno il Rosario per la conversione dei peccatori."     

 Apparizioni della Vergine ad Ottawa La Madonna a Conyers a proposito del Rosario ha detto: "Per favore, pregate il Rosario per la pace, vi prego. Pregate il Rosario per ottenere forza interiore. Pregate contro i mali di questo tempo. Tenete viva la preghiera nelle vostre case e dovunque andate".

13 ottobre 1998, messaggio della Madonna a Nancy Fowler a Conyer" Le Ave Maria dette con fede e amore sono come frecce d'oro,che partono dalla bocca dei credenti e penetrano nel Cuore di Gesù."  

La SS. Vergine alle Tre Fontane "Desidero che si continui a recitare il Rosario... Pregate, pregate tanto, almeno 3 ore al giorno, recitate molti Rosari.. recitate il Rosario , pregate con il cuore fervoroso. Il Signore ha toccato molti cuori e li ha infiammati con l'amore del suo Cuore, ha confortato molti sconsolati, ha portato la pace in molte famiglie, in molti cuori. Ha fatto capire a tanti quanto sia stupenda e meravigliosa la preghiera, quanto è efficace la recita del Rosario."  

La Madonna a Belpasso  "Figliolini miei, vi consegno il mio Rosario, Catena d'oro che vi tiene stretti al mio Cuore: pregate, pregate col Rosario, tenetelo stretto, recitatelo con fede, col cuore. Sarà la salvezza dell'umanità! Questa sarà il segno che voi siete miei! Egli satana lo teme tanto, e fa di tutto per perdere le anime. Però, io, la vostra Mamma faccio di tutto per salvarle, perché questa è la volontà del Signore. Ma Io ho bisogno del vostro aiuto. Pregate, fate sacrifici e penitenza. Amatevi, amatevi come Io vi amo, solo così le anime si salveranno."  

La Madonna a Suor Chiara Scarabelli  - apparizione della Medaglia dei Consacrati "Prometto a tutti i bambini che reciteranno il Rosario con grande devozione che al quinto mistero, gli arcangeli Michele , Raffaele , e Gabriele disegneranno una croce sulla loro fronte."  

Patricia Talbot  "Il Rosario è la preghiera del cielo, Io stessa sono venuta a domandarvi. Con essa riuscirete a scoprire le insidie del mio avversario, vi sottrarrete a tanti suoi inganni, vi difende da molti pericoli che vi tende, esso vi preserva dal male e vi avvicina sempre più a me perché io possa ente la vostra guida e la vostra protezione."  

 La Madonna a Don Stefano Gobbi  "..Invece di inveire, prendete in mano, impugnate il Rosario, l'arma che vincerà il mondo della tenebra. Fatevi apostoli del mio Rosario. Ogni anima orante è una macchina che lega ogni Ave a me rivolta.

Nelle avversità e nelle tentazioni non cedere allo scoraggiamento. La pratica della confessione e la recita de S. Rosario sono le armi più efficaci contro il maligno."  

 La Madonna a Luigina Sinapi - Mistica romana  "Meditate sulle sofferenze di Nostro Signore Gesù e sul profondo dolore di Sua Madre. Pregate il Rosario, specialmente i Misteri Dolorosi per ricevere la grazia di pentirvi."

La Madonna a Marie-Claire Mukangango -  apparizioni di Kibeho  "Il Rosario è un dono meraviglioso della Madonna all'umanità, questa preghiera è la sintesi della nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l'esplosione della nostra carità.. è un Arma potente per mettere in fuga il demonio, per superare le tentazioni, per vincere il Cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna. Amate e fate amare la Madonna. Pregate e fate pregare il Rosario. Questo è il mio testamento spirituale".  

Padre Pio  "Parla del Rosario di mia Madre Benedetta, parla alle anime dei grandi mezzi di salvezza Eucaristia e Rosario.

Figlia mia io sono la Vergine del Rosario: gioisco quando vedo che tu ne consigli la recita , almeno di una terza parte per onorarmi. Continua a farlo è devozione di salvezza.. avvolgi in questo mio Rosario, coloro che ami e che sono tuoi.. parla alle anime dell'Eucarestia, parla loro del Rosario, di' che in grazia si cibino del Corpo di Cristo e dell'alimento della preghiera del Rosario... se verranno al Tabernacolo con le dovute disposizioni, cuore puro ed assetato d'amore e reciteranno il Rosario, o la terza parte, tutti i giorni, non occorrerà altro per allontanare la giustizia di Dio.. il Rosario, il Tabernacolo, e le mie vittime sono sufficienti perché al mondo siano dati il perdono e la pace."  

Gesù e Maria ad Alexandrina M. da Costa  Don Bosco nei suoi sogni rivelatori vide : " Una regione selvaggia e sconosciuta, degli uomini alti, di aspetto feroce, che combattevano fra di loro. Andavano incontro ad essi per convertirli, missionari di vari ordini con il crocifisso in mano, ma tutti venivano uccisi. Poi vide avanzare missionari, preceduti da gruppi di giovani. Don Bosco riconobbe i suoi salesiani, e cominciò a temere per la loro sorte. E intanto, noto, che i selvaggi davanti ad essi si fermarono, diventavano pacifici, deponevano le armi e li accoglievano con molta amicizia. Don Bosco vide che i suoi missionari avanzavano con l Rosario in mano.

Tratto dai sogni di Don Bosco

L'ORIGINE PRODIGIOSA DEL ROSARIO  

Il ministro generale dell'Ordine Domenicano Alano de la Roche - ci racconta un suo illustre confratello e teologo contemporaneo, il p. Raimondo Spiazzi recentemente scomparso - in-torno al 1460 vide Gesù nell'ostia ap-pena consacrata che gli diceva: "Alano, tu torni a crocifiggermi. Tu mi crocifig-gi coi tuoi peccati di omissione. Tu hai sapienza, ufficio e licenza di predicare il Santo Rosario e non lo fai".

Fu la prima di due apparizioni che ebbe sul Rosario. Nella seconda visio-ne in cui vide anche la Madonna, perce-pì che i mali principali del mondo erano la lascivia, l'avarizia e la superbia, che avrebbero potuto attirare grandi casti-ghi, se non si fosse fatto ricorso al rimedio più adatto, la preghiera del Rosario. Alla fine la Madonna gli dis-se: "Predica quanto hai visto e sentito. E non temere perché io sarò sempre con te e con tutti i devoti del mio Rosa-rio ".

Le altre promesse fatte al Beato Alano sono:

1. L'amore del Rosario è un segno di predestinazione al Paradiso;

2. Chiunque reciterà devotamente il Rosario e persevererà in questa devo-zione, vedrà le sue preghiere esaudite;

3. Quelli che pregano il mio Rosa-rio saranno da me soccorsi in ogni loro tribolazione;

4. Io voglio che coloro che cantano le mie lodi col Rosario abbiano luce intellettuale, siano liberi nell'anima e godano abbondanza di grazie;

5. I veri devoti del Rosario non morranno senza i Sacramenti;

6. Io sono Madre specialmente di quei figli del Rosario che si trovano in Purgatorio: ogni giorno ne libero gran numero.  

I PRODIGI SI MOLTIPLICANO....

Innumerevoli sono gli episodi nella storia della Chiesa in cui la preghiera del Rosario salvò il popolo cristiano da grandi pericoli. Ricordiamo solo la stre-pitosa Vittoria di Lepanto del 7 ottobre 1571 e la liberazione di Vienna dall'as-sedio dei Turchi il 12 settembre 1683, per ricordare solamente i casi più cla-morosi. Ma anche in epoca moderna l'arma del S. Rosario ha rivelato la sua straordinaria efficacia specialmente quando è fatta con fede e largamente partecipata dal popolo cristiano...

L'aiuto decisivo di Maria è attestato da numerosi fonti in diverse vicende attraversate dall'umanità lungo i seco-li, nei posti più svariati e davanti a multiformi minacce. La vittoria ripor-tata nel Medioevo dai cattolici sugli albigesi, che dilagavano nel sud Euro-pa, si deve in gran parte alla predicazio-ne del Rosario da parte di S. Domenico. Ma anche nei nostri giorni, dopo la seconda Guerra Mondiale, un fatto miracoloso di immensa portata viene attribuito alla preghiera del Santo Ro-sario.

I sovietici occupano la parte più ricca dell'Austria e incominciano ad organizzare rivoluzioni per imposses-sarsi del resto. Un frate cappuccino, Petrus Pavlicek, dà avvio ad un grande movimento di preghiera, la Crociata Riparatrice del Rosario, presieduto da una statua della Madonna di Fatima regalatagli dal vescovo di Leiria. Il movimento impegna in più turni 500.000 cittadini, le cui suppliche sal-gono fino al Cielo, per giorni e notti ininterrottamente, finchè tra maggio e ottobre 1955 non si ritira pacificamente tutta l'Armata Rossa, fatto mai avvenu-to prima in nessuno dei posti occupati dai comunisti. Lo stesso cancelliere dell'Austria Raab riconoscerà che que-sto è stato il fattore determinante del-l'evento.

Questi esempi ci devono rassicura-re che non c'è ostacolo insormontabile, né privato né pubblico, davanti alla potenza impetratoria di questa preghie-ra, dotata dalla Chiesa di speciali indul-genze e dalla Madonna stessa di pro-messe straordinarie in ordine alla sal-vezza, formulate al Beato Alano de la Roche, perché "senza l'aiuto di Maria c'è tutto da temere, col suo aiuto c'è tutto da sperare. "  

Benefici spirituali concessi dalla Chiesa: Per chi s'impegna a recitare pia-mente da solo o insieme ad altri un Rosario (5 misteri):

Indulgenza plenaria: applicabile a se stessi o ai defunti.

Condizioni: recita continuata di al-meno una terza parte del Rosario; me-ditazione dei cinque Misteri aggiunta alla preghiera orale; Comunione Euca-ristica; Confessione; una preghiera per il Papa.

Quando si ottiene:

a) Pregandolo in chiesa o in orato-rio, in famiglia o in una comunità reli-giosa o in una associazione di fedeli oppure in genere assieme a per-sone radunate per un fine onesto;

b) anche da soli quando ci si unirà a questa preghiera recitata dal Sommo Pontefice e diffusa dalla Radio e dalla TV;

c) negli altri casi di recita del Rosa-rio l'indulgenza sarà parziale

(cfr. "Enchiridion indulgentiarium ", 17)  

 

La forza del Santo Rosario 

Non soltanto fra gli atei o apparte-nenti ad altre religioni, ma anche sia gli stessi cattolici si sentono osserva-zioni negative sulla preghiera del Santo Rosario. Esso sembra una pre-ghiera troppo banale e troppo lunga, adatta piuttosto a signore anziane che ai fedeli delle nuove generazioni.

Una volta Papa Giovanni Paolo I, a coloro che provano scetticismo o ad-dirittura rifiuto verso il rosario, rispo-se in maniera semplice ma profonda: "Pregare il rosario! Naaman si scan-dalizzò alla richiesta del semplice ba-gno nel Giordano consigliato dal pro-feta Eliseo. Egli non voleva credere che questo semplice mezzo l'avrebbe curato dalla sua malattia. Oggi, alcuni si comportano come Naaman e dico-no: "Io sono un grande teologo, un cristiano adulto che ha assorbito la Bibbia con i due polmoni e che suda la liturgia da tutti i pori e lei osa con-sigliarmi il rosario? A che giova?"

Bene, anche i 15 misteri sono la Sa-cra Scrittura come il Padre Nostro, 1'Ave Maria ed il Gloria. è la Bibbia unita alla preghiera che fa tanto bene all'anima".

 

Maria la Maestra del Santo Rosario

Dall'inizio dell'epoca mariana, nell'1830 anno delle apparizioni deilla Medaglia Miracolosa, non esiste apparizione della Madonna in cui Ella non ci inviti a pregare il Rosario.

A Lourdes nella grotta di Massabielle, l 11 febbraio 1858, la "bella Signora" apparve per la prima volta a Bernardette Soubirous appena quattordicenne. La veggente allora, non sapeva ne leggere ne scrivere e più tardi disse: "Sapevo soltanto dire il rosario ... Vidi una bella Signora vestita con una tunica bianca e una cintura celeste; su ogni piede era poggiata una rosa d'oro. Le berle del suo rosario erano bianche... Ecco, io cercavo nelle mie tacche il rosario. Volevo farmi il segno della croce ma non riuscivo a portare la mia mano sulla fronte perché mi cadeva e la Signora, avendo fra le sue mani il rosario, fece il segno della croce. La mia mano tremava, tentai di nuovo di fare il segno della croce e ci riuscii. Presi il mio rosario. Ella faceva scorrere le perle del suo rosario fra le dita non muovendole labbra. Mi inginocchiai e anch'io feci passare le perle del mio rosario fra le dita mentre guardavo fissa la bella signora. Quando finii il rosario, la bella signora mi chiamò vicino a lei. Non osai però avvicinarmi e rimasi al mio posto".

Bernadette si preparava recitando il rosario ad ognuna delle successive 17 apparizioni. Per questo suo gesto, la devozione alla preghiera del rosario si rafforzò tra la gente presente e tra i pellegrini. Più tardi, nel monastero, le consorelle di Bernadette ammirarono il modo incomparabilmente bello di fare il segno della croce.

A Fatima Maria si è presentata come "Regina del Santo Rosario". La prima apparizione, avvenuta il 13 maggio 1917, si concludeva con l'invito: "Pregate ogni giorno il rosario!" Il 13 luglio chie-deva di nuovo: "Pregate ogni giorno il rosario per la pace nel mondo e perché la guerra finisca". Nell'ultima apparizione, infine, la Madre di Dio esortava l'umanità: "Sono la regina del Santo Rosario. Continuate a pregare il rosario!" Noi invece non l'abbiamo ascoltata e perciò Maria, Madre di tutti i popoli, ci è venuta nuovamente incontro durante la Seconda Guerra Mondiale ad Amsterdam. Anche qui indicava già durante la sua prima apparizione, il 25 marzo 1945, la forza del rosario che teneva nelle sue mani. "Ad esso si deve tutto, bisogna essere fedeli". Indicando molti soldati, disse: "Loro torneranno presto alle loro famiglie". Il 16 novembre 1950, rivolgen-dosi alle famiglie, la Signora di tutti i popoli disse espressamente: "Esse dovrebbero di nuovo inginocchiarsi insieme e pregare il rosario".

Anche ad Akita, in Giappone, una statua della Signora di tutti i popoli, per ben 101 volte, ha versato lacrime e rivolto al mondo parole molto serie che ricordano il terzo segreto di Fatima e ha invitato alla preghiera del rosario. Nel decreto del vescovo di Ito, in cui viene confermata l'origine divina dell'avvenimento, si legge in data 22 aprile 1984: "Il terzo e ultimo messaggio è stato trasmesso ad Agnese Sasagawa il 13 ottobre 1973 da una voce proveniente dalla statua della Madonna: "Le uniche armi che ci rimarranno sono il rosario ed il segno che ha lasciato mio Figlio. Pregate ogni giorno il rosario, pregate il rosario per i vescovi e per i sacerdoti'!"

A Medjugorje, la Regina della Pace ci incoraggia sempre a pregare tutti i 15 misteri. Nel suo messaggio del 25 luglio 1985 si è rivolta in particolare ai sacerdoti, per ricordare loro, in quanto pastori, questo mezzo potente per la lotta spirituale: "Vì invito tutti a recitare il rosario! Con il rosario vincerete tutti i mali che Satana intende infliggere ora alla Chiesa Cattolica. Che i sacer-doti recitino il rosario! Dedicate il tempo alla recita del rosario!"

Alcuni mesi più tardi, 1'8 agosto ci esortava: "Cari figli, oggi vi invito in modo particolare alla lotta contro satana per mezzo della preghiera. Satana desidera agire più fortemente adesso che voi siete consapevoli della sua attività. Cari figli, armatevi contro Satana e sconfiggetelo con il rosario in mano".

Poiché le indicazioni di Maria sono state prese poco sul serio e non messe in pratica, Ella ha dato ai suoi figli il 25 gennaio 1991 un consiglio materno: "Satana è forte e desidera distruggere non solo la vita umana ma anche la natura e il pianeta su cui vivete ... Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il rosario; già solo il rosario può fare i miracoli nel mondo e nella vostra vita" ... "Figlioli, il rosario mi è particolarmente caro; attraverso di esso voi mi aprite il vostro cuore ed io posso aiutarvi". (25 agosto 1997)

Nel messaggio del 25 aprile 2001, Maria ci incoraggia di nuovo a prendere in mano il rosario: "Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera. Figlioli, la preghiera opera miracoli. Quando siete stanchi e malati e non sapete il senso della vostra vita, prendete il rosario e pregate; pregate finché la preghiera diventi un'incontro gioioso con il vostro Salvatore".  

Una preghiera sperimentata dai santi

Uno dei grandi apostoli del rosario è stato S. Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716). "Sempre e in tutto a Gesù attraverso Maria", questo era il suo motto. All'età di 27 anni, appena ordinato sacerdote, scriveva: "Sento il forte desiderio che Gesù e la sua SS.ma Madre siano amati da tutti. Desidero insegnare ai peccatori, come povero e semplice sacerdote, a venerare la S. Vergine". Per raggiungere questo scopo, egli tenne più di 200 missioni popolari ' in Francia con grande successo. La croce e il rosario furono le sue armi più potenti. Mediante la sua singolare venerazione alla "Madre Celeste", come soleva chiamare Maria, questo mis-sionario infervorava tutti i cuori. Egli non solo pregava con grande predilezione il rosario, ma in molti luoghi fondò anche le Fraternità del S. Rosario. Fino alla fine della sua breve vita, morì infatti a 43 anni, Luigi Maria si portò di villaggio in villag-gio per ben 25.000 chilometri. E non si stancava mai di proclamare al popolo e anche al clero: "Maria è la via più breve a Gesù! Pregate ogni giorno il rosario e se avete il tempo anche tutti i 15 misteri! Non c'è altro che fortifichi il Regno di Dio dentro di noi come la preghiera me-ditata del rosario".

Il grande apostolo di Vienna e di Varsa-via, Clemente Maria Hofbauer (1751 -1820) che, nonostante grandi perse-cuzioni, per primo diffuse l'Ordine dei Redentoristi a nord delle Alpi, disse con gioia: "Il rosario è la mia biblioteca perché questa semplice preghiera con le sue meditazioni è simile ad una biblioteca con migliaia di libri stampati sui misteri della fede" ... "Per mezzo della preghiera del rosario ho raggiunto tutto ciò che desideravo, le conversioni più belle".

Maria Rizy, una nipote del grande poeta Grillparzer, una volta incontrò P. Hofbauer stremato. Egli veniva da un sobborgo di Vienna dove aveva assistito un malato che da 17 anni non si confessava e che: era morto pentito. "è un bene se qualcuno vive lontano nel sobborgo, perché mi dà il tempo di pregare il rosario lungo la via e non ricordo che mai un peccatore non si sia convertito prima che io avessi avuto il tempo di terminare il rosario". Questo buon pastore assistette più di 2000 agonizzanti in quella che è l'ora più importante di tutta la vita di un uomo.

Un incontro significativo si conosce anche dalla vita di San Giovanni Bosco (1815-1888), l'a-postolo carismatico della gioventù di Torino. Un giorno gli fece visita il Marchese Roberto D'Azelio, fratello del Presidente del consiglio, al quale era legato da amicizia. Entusiasta del-le attività e dei progetti di Don Bosco, il nobile non comprendeva una cosa: perché bisogna perdere tanto tempo con queste lunghe preghiere - le 50 Ave Maria? Bisognerebbe abolire questa pratica noiosa. Don Bosco rispose gentilmente: "Questa preghiera è il fondamento di tutta la mia attività. Rinuncerei piuttosto a molte cose importanti e, se fosse necessario anche alla sua preziosa amicizia, ma mai al rosario". In verità, il marchese da quel giorno non fece più ritorno.         

S. Faustina Kowalska (1905-1938) racconta nel suo diario un evento significativo:  "22.5.1937. Oggi è un caldo così soffocante che e difficile sopportarlo; desideriamo la pioggia, ma la pioggia non viene ... Quan-do ho osservato le piante assetate di piog-gia, ho provato compassione ed ho deciso fra me di recitare la coroncina fino a quan-do Dio avesse mandato la pioggia. Dopo la merenda il cielo si è coperto di nuvole e una fitta pioggia è caduta sulla terra. Ave-vo recitato quella preghiera per tre ore sen-za interruzione. E il Signore mi ha fatto co-noscere che con questa preghiera si può ot-tenere tutto". (1128)

Come non pensare subito anche a Madre Teresa (1910-1998), la quale ha fatto scor-rere

in ogni minuto libero le perle del rosa-rio fra le sue mani? Ad un giornalista che le chiedeva quanti rosari pregasse ogni gior-no, rispose con modestia: "Non li conto!" Cose simili si possono raccontare della vita del sacerdote stigmatizzato, S. Padre Pio (1887-1968). Egli aveva il dono di poter pregare ininter-rottamente il rosario. Lo si vedeva sempre con il rosario in mano o sul polso. Mai ha voluto essere senza la "sua arma", che teneva sempre pronta sotto il cuscino o sul comodino. Una se-ra, non trovando nessuno dei suoi innumerevoli rosari, si è rivolto a P. Onorato che nel perio-do della vecchiaia lo aiutava a prepararsi per la notte e gli ha chiesto: "Portami l'arma!" Pa-dre Onorato, conoscendo il mondo dei pensieri di P. Pio, ha capito subito. Alla vigilia del suo trapasso, P. Pio ancora raccomandava ad alcuni dei suoi figli spirituali: "Amate la Madonna ed impegnatevi perché venga amata. Pregate sempre il rosario!"

Marcel Van (1928-1959), del quale è in corso la causa di beatificazione, conobbe ancor prima di quelle di un lager di concentramento in Vietnam, incommensurabili sofferenze. Egli voleva diventare sacerdote. All'età di otto anni fu letteralmente perseguitato dal suo catechista per gelosia. Sotto minacce teneva lontano il bambino dai sacramenti; a Van rimaneva soltanto il rosario. "Questo era la fonte della mia letizia e mi faceva gustare la gioia che si sprigiona dal cuore della Madre di Dio. Spesso salivo su una collina per essere più vicino alla Vergine durante la preghiera del rosario", racconta con innocenza.

Con violenza gli fu tolta la corona. Van, però, continuò fedelmente la preghiera del rosario facendo passare dieci chicchi di caffè da una tasca all'altra. Il catechista, insospettito, glieli tolse. Quando percuotendolo il suo aguzzino gli tolse anche la cintura, un semplice cordone su cui aveva fatto dieci nodi, Van decise così: "Non avevo altra possibilità che servirmi delle mie dita per contare le Ave Maria. Mi sembrava molto pratico perché con questo metodo potevo pregare il rosario dovunque ed inosservato. Dicevo tra me: anche se dovessi offrire le mie dita, non rinuncerei mai ad esprimere il mio amore per Maria, pregando il rosario. Grazie a questa preghiera, Maria è accorsa sempre in mio aiuto con tale efficacia che i demoni che mi hanno tormentato non sono mai riusciti a sopraffarmi". 

Per mano di Maria guidano il gregge

Tutti i papi del XX secolo, senza eccezione, sono stati fervidi oratori del rosario, cominciando da S. Pio X fino al nostro attuale papa, Giovanni Paolo II. In un epoca di forte combattimento spirituale, che a livello mondiale acquista misure apocalittiche, l'esempio di vita dei papi deve rappresentare per noi la più grande convinzione.

Per esempio, sappiamo che Papa Pio XI un giorno diede a un vescovo francese questo incari-co: "Dica ai suoi sacerdoti di pregare molto. Dica che il papa prega ogni giorno il rosario. Fin quando non ha pregato il rosario, la giornata del papa non è conclusa". (Revue du Rosaire, 1935). Lo stesso avrebbe potuto dire anche Paolo VI, il primo papa ad intraprendere un pellegrinaggio alla Regina del S. Rosario a Fatima, dove Maria nel 1917 durante ogni sua apparizione ha esortato alla preghiera del rosario per ottenere la fine della Prima Guerra Mondiale ed evitare una seconda guerra, ancora più terribile.

Papa Giovanni Paolo I, conosciuto come "Papa Lucani", morto improvvisamen-te dopo soltanto un mese di pontificato, incantava il mondo non solo con la sua semplicità e naturalezza, ma anche per il suo tenero amore verso la Madonna. "Il rosario, una preghiera noiosa?" - domandò una volta. "Dipende. Può essere anche una preghiera della gioia e della letizia. Se si prega veramente il rosario, questo può trasformarsi in uno sguardo a Maria che cresce di intensità più si allunga la preghiera. Esso é come un ritornello che sgorga dal cuore e, mediante la ripetizione, rappacifica l'anima come una melodia. Una preghiera povera, il rosario? E che cosa sarebbe poi una preghiera completa, vera? Il rosario si compone di una catena di preghiere importanti e piene di contenuti: il Padre nostro, l'Ave Maria e il Gloria. Preferireste piuttosto altissime sofisticherie teologiche? Queste non sarebbero adatte per i poveri, per gli anziani e per le anime umili e semplici".

Il suo successore, il nostro Santo Padre Giovanni Paolo II, chiama il rosario la sua "preghiera preferita". Egli lo prega quotidianamente e fin quando le forze glielo hanno permesso, lo ha guidato ogni primo sabato del mese alla Radio. Fin dall'inizio del suo pontificato ha incorag-giato tutti a pregarlo regolarmente. Il 1 ottobre 1997 scrisse: "Cari fratelli e sorelle! Recitate il Rosario tutti i giorni! Chiedo vivamente ai Pastori di recitare e insegnare il Rosario nelle lo-ro comunità cristiane. Per il fedele e coraggioso adempimento dei doveri umani e cristiani propri della condizione di ognuno, aiutate il Popolo di Dio a ritornare alla recita quotidiana del Rosario, questo dolce colloquio dei figli con la Madre che hanno accolto nella loro casa (Gv 19, 27)".  

Il Rosario ispira

L'esempio di Joseph Haydn, (1732-1809), padre della sinfonia, ci mostra il rosario come motivo del meraviglioso sviluppo della forza creativa. Haydn, un compositore della musica classica viennese, che viveva con profonda fede, confessa sinceramente: "Se non ho più nuove ispirazioni, stendo la mano e cerco il mio "cordone dei miracoli". Quando passeggio su e giù per la stanza, pregando il rosario, mi vengono tante idee e melodie che quasi non sono in grado di fissarle velocemente sulla carta".

Federico Ozanam (1813-1853), il grande pedagogo e noto apostolo sociale, dopo la sua con-versione avvenuta all'età di 17 anni, per proseguire gli studi, andò all'Università di Parigi. Egli era pieno di desiderio di sapere e slancio missionario. All'epoca, l'Università di Parigi però era la roccaforte dell'ateismo e di una spaventosa scostumatezza. Ozanam, che si trova-va in uno stato di incertezza e di depressione, fece la conoscenza di un amico di suo padre, André Marie Ampère, il famoso professore di fisica e fondatore della elettrodinamica. Questo genio, egli stesso tornato alla fede cattolica dopo alcune vie tortuose, accolse in casa sua il dotato giovane per due anni. La cosa che più impressionò Ozanam fu la religiosità mariana del grande e umile Ampère, tanto che lo vedeva pregare ogni giorno il rosario. "L Ampère, pregando il rosario, mi ha dato più di quanto io abbia letto finora".  

La salvezza di interi popoli per mezzo della preghiera del Rosario
"Grande è in potenza di un'armata
 che tiene in mano i1 rosario anziché la espada".
 (Papa Pio XI)  

Più attuali che mai sono avvenimenti noti della storia che ci dimostrano la potenza del rosario in situazioni senza speranza. Oggi innumerevoli persone in tutto il mondo guardano con paura al futuro per il terrore degli estremisti islamici: noi cristiani vogliamo prendere in mano il rosario. Più di 400 anni fa, le mani giunte sono riuscite ad ottenere la vittoria sull'Islam, così anche oggi noi possiamo uscire vittoriosi da questa gigantesca lotta spirituale e militare con le armi della fede e della preghiera, con Maria e sotto la sua protezione. Questo ci insegnano gli avvenimenti della vittoriosa battaglia navale di Lepanto, la liberazione di Vienna dai Turchi, la liberazione dell'Austria dall'occupazione russa e le due rivoluzioni di preghiera che si sono svolte nelle Filippine. 

La vittoria di Lepanto

Sotto il pontificato di Pio V (1566-1572), un domenicano, che fu anche un grande orante ed asceta, cadde un evento di decisiva importanza per la Chiesa e tutto l'Occidente: la battaglia navale di Lepanto tra la flotta della Lega Sacra e quella degli Ottomani. Un affresco che rappresenta questo avvenimento si vede in molte chiese dedicate alla Madonna. L'Occidente di allora, politicamente diviso, era minacciato dai Turchi che con la loro politica avrebbero voluto conquistarlo tutto per piegarlo sotto il loro regime ed anche sotto la loro fede.

Dopo che la flotta turca aveva già conquistato alcune isole greche, il piano del sultano fu quello di conquistare il Mediterraneo, prima Malta, poi la Sicilia ed infine Napoli. Papa Pio V si adoperava senza stancarsi per uni-ficare i comandanti cristiani, che era-no in lotta fra loro, per affrontare più efficacemente la superiorità turca. In fine la guida nella guerra di difesa fu affidata al giovane brillante ammira-glio Don Giovanni d'Austria. Pio V, contemporaneamente, faceva appello alla cristianità ad imitarlo nel prega-re il rosario per ottenere, in quella situazione disperata, la vittoria con l'aiuto della Madonna. Si dice che il Santo Padre avesse fatto distribuire rosari ai soldati. L'ammiraglio An-drea Doria portava con sé sulla nave una copia preziosa dell'immagine della Madonna di Guadalupe. Il 7 ot-tobre 1571 aveva luogo la famosa battaglia: si scontravano 500 navi e 170.000 uomini. Testimoni oculari raccontarono che molte croci erano state erette su tutte le navi e come Don Juan, figlio dell'imperatore au-striaco, per primo si fosse inginoc-chiato davanti alla croce supplicando intensamente l'assistenza di Dio, e come tutti i soldati avessero seguito sulle loro navi il suo esempio; furo-no momenti commoventi. Nel giro di poche ore 113 galere turche furo-no affondate, 117 navi catturate e 12.000 schiavi cristiani, che serviva-no come rematori sulle navi turche, furono liberati. La flotta turca, fino a quel momento invincibile, aveva subito una schiacciante sconfitta e l'Europa era stata salvata dall'Islam. Quando Papa Pio V ricevette la notizia del felice esito della battaglia, non si mostrò per niente sorpreso. Si racconta, infatti, che nell'ora della vittoria il papa interruppe all'improvviso il dialogo con il suo tesoriere, aprì la finestra e disse con le lacrime negli occhi: "In quest'ora la nostra flotta cristiana è risultata vittoriosa sui turchi. Ringraziamo il nostro Signore!" Egli stabilì che da allora in poi la prima domenica di ottobre si dovesse festeggiare "Nostra Signora della Vittoria". Il suo successore, Papa Gregorio XIII, la chiamò "Festa del Santo Rosario".  

Con Maria vinceremo l'armata più forte

Nonostante i turchi avessero subito una grande sconfitta, il loro spirito di conquista rimase forte.

Il "Re sole", Luigi XIV di Francia, mediante un patto politico contro l'Austria, offrì ai Turchi la possibilità di ordire nuovi piani di guerra. Ben presto si mosse un enorme armata mussulmana verso l'Europa, sottomise l'Asia minore, conquistò senza pietà l'Ungheria e infine arrivò davanti alle porte di Vienna. Nella dichiarazione di guerra dei turchi all'imperatore Leopoldo I era scritto: "Ti toglieremo il tuo piccolo regno e stermineremo la popolazione dalla faccia della terra".

Di nuovo tutta l'Europa era minacciata! Se i turchi fossero riusciti a conquistare Vienna, tutto l'Occidente cristiano sarebbe facilmente caduto sotto il dominio islamico. La superiorità dei sol-dati islamici e la loro brutalità non lasciavano un filo di speranza. Ai 160.000 uomini dell'armata turca si contrapponevano soltanto 12.000 soldati cristiani. Un esercito superiore dieci volte non si può vincere! L'imperatore, in questa situazione pericolosa, invitò alla preghiera delle "40 ore" in tutte le chiese. Egli stesso con tutta la sua corte vi partecipò perché sapeva che soltanto Dio poteva aiutare l'Europa a rimanere cristiana.

Il re polacco, Sobieski, offrì all'imperatore Leopoldo il suo appoggio dopo aver intrapreso un pelle-grinaggio al santuario nazionale di Cestochova. Lì depose la sua sciabola ai piedi di Maria, la Regina della Polonia, e si affidò alla Sua protezione. Dopo di che anche la Baviera, la Franconia e la Svevia, come pure l'Inghilterra corsero in aiuto dell'imperatore. L'armata cristiana contava ora 60.000 uomini, però a Vienna si trovò di fronte all'accresciuta armata turca che contava ora 260.000 soldati. L'imperatore, in questa situazione senza speranza, chiamò in aiuto il predicatore e taumaturgo italiano, il cappuccino Marco d'Aviano. Egli, come sacerdote amico, gli aveva già dato spesso un consiglio illuminato.

P. Marco d'Aviano arrivò e 1'8 settembre 1683, genetliaco della Madonna, celebrò una S. Messa con i soldati. Di tale avvenimento il re Sobieski scrisse alla consorte: "P Marco ci ha benedetto... Tutti noi abbiamo ricevuto la S. Comunione dalle sue mani... Egli ha tenuto un'omelia straordinaria e ci ha domandato se abbiamo piena fiducia in Dio. Alla nostra unanime risposta affermativa ci ha fatto ripetere più volte le parole "Gesù, Maria". Egli davvero è un uomo di Dio".

Il 12 settembre 1683 si svolse la battaglia decisiva. L'imperatore Leopoldo consegnò a ciascun primo battaglione dei suoi reggimenti una bandiera con l'immagine dell'Immacolata. P. Marco, prima dell'alba, celebrò una S. Messa sul Kahlenberg servita all'altare dal re Sobieski, e offrì come sacerdote la sua vita per la vittoria. Poi le armate cristiane attaccarono il campo del nemico con il grido di guerra: "Maria, Vergine pura"! La fiducia nell'aiuto della Madonna faceva crescere in loro un coraggio prodigioso. Inoltre P. Marco passò con la croce nella mano, benedicendo attraverso le linee della battaglia, incoraggiando soprattutto coloro che erano maggiormente esposti al pericolo. Dopo i primi successi dell'armata cristiana, scoppiò nel campo dei turchi il panico, nonostante la loro superiorità numerica. Il temuto comandante Kara Mustafa e con lui tutti i suoi soldati, si dettero alla fuga, lasciando 15.000 tende. Non fecero mai più ritorno. L'Europa fu salvata una seconda volta dai turchi mediante l'aiuto evidente della Madonna. Il re Sobieski espresse ciò pubblicamente quando il predicatore durante la S. Messa solenne di ringraziamento voleva onorarlo per i suoi meriti. Ma il re lo interruppe, si alzò, si inginocchiò davanti all'immagine della Madonna e depose la sua spada dichiarando ad alta voce davanti all'assemblea: "Ella è la vincitrice!"  

Papa Innocenzo XI, in segno di gratitudine, dichiarò la data del 12 settembre, giorno della vittoria, "Festa del Nome di Maria".  

L'austria è libera

Durante l'assemblea n° 268 a Berlino, il ministro degli esteri sovietico, Molotov, dichiarò con disinvoltura: "Ciò che noi russi abbiamo incorporato, non lo cediamo più!" A questo sopruso dovettero sottostare tutti quei paesi che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, erano stati oc-cupati dai soldati russi: l'Ungheria, la Romania, la Bulgaria, l'Albania, la Cecoslovacchia, la Polonia, la Germania dell'Est - ad eccezione dell'Austria. Nonostante Hitler avesse annesso l'Austria il 13 marzo 1938 e nonostante che il 28 marzo 1945 fossero entrati soldati russi, il paese poté riacquistare la libertà. Il popolo attribuisce questa vittoria sull'occu-pazione comunista al rosario e ad un semplice frate francescano, P. Petrus Pavlicek. P. Petrus fu molto colpito dal messaggio di Fatima che apprese durante la prigionia americana nella Seconda Guerra Mon-diale. Egli comprese l'importanza della preghiera del rosario per la pace nel mondo e come le decisioni politiche dipendano più dal popolo che prega anziché dai politici stessi. Sostenuto da questa convinzione, egli fondò nel 1947 la crociata del rosario, i cui membri si impegnarono a chiedere la libertà dell'Austria e la pace nel mondo attraverso la preghie-ra nello spirito di Fatima. Anche i due cancellieri austriaci, Figl e Raab vi aderirono. Essi non solo partecipavano alle processioni con la recita del rosario, ma lo pregavano anche per conto loro. Ma la meta della preghie-ra, cioè la libertà dell'Austria, appariva ancora molto lontana. Il ministro degli esteri russo, Molotov, dichiarava ancora nel dicembre del 1954 al ministro degli esteri austriaco Figl, che non ci sarebbero state speranze per la conclusione del trattato politico. Allora L. Figl disse a P. Petrus: "Ora ci rimane soltanto la preghiera!" 

II 2 febbraio 1947, a Mariazell, il più noto santuario mariano in Austria, davanti all'immagine miracolosa, la 'Grande Madonna d'Austria', P. Pavlicek pregò per la libertà della sua patria.

Come risposta alla sua preghiera sentì nel suo intimo: "Fate ciò che io vi dico e avrete pace!"

Egli comprese sempre più che cosa significavano queste parole.

In seguito iniziò a convincere fedeli in tutto il paese alla preghiera del rosario nello spirito del messaggio di Fatima.

Così ebbe inizio la crociata della preghiera del rosario.

Oggi fanno parte di questo movimento circa 700.000 persone che pregano per la pace. II 12 dicembre 2001 si è conclusa la causa di beatificazione per P. Petrus Pavlicek a livello diocesano.

Ora i fascicoli vengono consegnati a Roma alla Congregazione per le Cause dei santi. La tomba di P. Petrus (1982) si trova nella chiesa dei francescani a Vienna, proprio sotto il pulpito dal quale tenne le sue ardenti omelie.  

Pochi mesi più tardi si delineava una svolta sorprendente. Dopo 354 trattative senza esito e dieci anni di preghiere pieni di speranze e aspettative, la domenica 15 maggio 1955 i ministri degli Esteri degli Alleati (Stati Uniti, Francia, Inghilterra ed Unione Sovietica) ed il ministro degli Esteri d'austria Figl, nel castello di Belvedere, firmarono il trattato tanto desiderato."Con un ringrazziamento all'Onnipotente mettiamo la firma e con gioia esclamiamo L'Austria è libera!". Questo fu il commento di L. Figl su questo grande momento nella storia dell'Austria. Cose simili racconta Prantner, segretario privato del cancelliere Raab : "Nell'ufficio di Raab cercava un agenda in pelle dell'anno 1955. egli aprì la pagina a metà aprile, cioè i giorni in cui la delegazione austriaca si trovava a Mosca. Li si legge nella nota: "oggi è il giorno di Fatima (13) i russi sono diventati duri. Una giaculatoria alla Madonna. Ella dovrebbe asistere al popolo austriaco". Il cancelliere osserva: "Vedi, Prantener, fu la Madonna che ci aiutò ad ottenere il trattato!" Non soltanto la popolazione credente, ma soprattutto per i politici stessi questo decisivo sviluppo politico è stato una risposta del cielo alla preghiera del rosario di centinaia di migliaia di persone.

Durante la celebrazione del ringraziamento della crociata del rosario, il 10 settembre 1955, il ministro Figl dichiarava : "Noi tutti, oggi qui riuniti, che ci professiamo con umiltà, ma anche con orgoglio cattolici praticanti, conosciamo la potenza della preghiera: otto anni fa eravamo soltanto un piccolo gruppo di appena 10.000 persone che si sono unite per pregare ogni giorno il rosario per la libertà e la pace in Austria. Nel 1955 sono già 500 000 oranti. Allora io accettai volentieri quell'invito. Per otto anni abbiamo pregato il rosario doloroso e supplicato che il Cielo ci rendesse la libertà e l'indipendenza. La nostra preghiera è stata ascoltata. Oggi possiamo pregare con letizia nel cuore il rosario glorioso, ringraziare il cielo che le nostre implorazioni sono state accolte e che possiamo essere di nuovo ciò che eravamo. Un popolo libero!"  

Due rivoluzioni pacifiche

La maggior parte di noi probabilmente ha già sentito parlare del termine "rivoluzione con il rosario". Ma cosa vuol dire?

Sulla stampa si è parlato nel 1986 del crollo del regime dittatoriale di Marcos, ma poco si è detto sui retroscena. Non fu un caso che l'anno mariano del 1985, chiesto dai vescovi filippini a Rtoma, fosse un anno di conversione, di oblazione e di penitenza e precedesse la "rivoluzione con il Rosario".

Tutto ebbe inizio quando nel febbraio migliaia di persone con il rosario in mano si sollevarono contro la dittatura militare. Nel giro di quattro giorni dai tre ai quattro milioni di filippini pregarono giorno e notte nella strada della capitale Manila e celebrarono lì anche la S. Messa. I militari avrebbero dovuto disperdere la folla, i fedeli invece procedevano verso i carri armati con il rosario alzato in mano pregando e cantando. "Mai prima erano stati pregati tanti rosari a Manila e in tutto il paese come in quei quattro giorni", testimonia un giovane padre gesuita. Egli era stato ordinato sacerdote il secondo giorno della rivoluzione e ha celebrato la sua prima S. Messa in mezzo ai carri armati e alla folla in preghiera. Si svolgevano scene di grande commozione. Molti soldati, dopo aver ricevuto dei fiori come segno di pace e di fraternità, scende-vano dai loro mezzi bellici e recitavano le preghiere. Non si dovevano piangere morti. Il 25 marzo Marcos ha dovuto dimettersi. Fu proprio nel giorno della festa di "Nostra Signora della Vittoria"!  

Più Potenti delle Armi

Un evento simile è avvenuto con la seconda rivoluzione della preghiera, 15 anni dopo. Un presi-dente corrotto delle Filippine è stato deposto e il pericolo di una guerra civile è stato evitato per la potenza del rosario. P. Fidelis Stoeckl, testimone oculare, ha scritto alla "Tagespost": "In una seduta vivace del Senato filippino, trasmessa in diretta alla televisione, venne reso noto che il presidente Josef Estrada, già attore e playboy.., implicato in alcuni affari oscuri, non poteva essere sollevato dal suo incarico in base alla costituzione. La maggioranza dei senatori, presu-mibilmente corrotta da lui, si era espressa a suo favore e aveva votato per lui...

Il Cardinale Sin, arcivescovo di Manila, nella stessa sera del martedì 16 gennaio 2001 alle ore 23.00 ha rivolto un appello ai fedeli di recarsi al Santuario della Regina della Pace e tenere una veglia fino alla caduta del presidente. Egli stesso ha celebrato poco dopo mezzanotte una S. Messa. Gli uomini accorrevano a migliaia al Santuario che è stato costruito nel punto dove nel 1986 la folla, con il rosario in mano, aveva fermato i carri armati mandati da Marcos. Di giorno in giorno la gente aumentava fino a raggiungere il venerdì la cifra di due milioni. Io stesso il venerdì 19 gennaio con numerosi sacerdoti, seminaristi, religiose e studenti dell'Università di S. Tommaso e con l'immagine miracolosa di Nostra Signora del Rosario mi sono recato al San-tuario dove abbiamo perseverato cantando e pregando. Quando poi gli elicotteri militari sorvola-vano a bassa quota la folla, la gente pregava e cantava con voce ancora più forte. Il venerdì pomeriggio, all'ora della morte di nostro Signore, un elicottero atterrava nelle vicinanze del San-tuario e dopo dieci minuti c'è stato l'annuncio sorprendente che la maggior parte dei generali, disobbedendo al presidente, si era messa dalla parte del popolo. Poco dopo il comandante in capo dell'armata, accompagnato dai generali, giungeva sulla piazza sotto la statua della Madonna, Regina della Pace, e proclamava solennemente il distacco dal presidente e il loro intento di accet-tare la volontà del popolo. La gioia della gente era immensa... Alle cinque, il cardinale Sin ha celebrato una S. Messa di ringraziamento".

Il cardinale scrive nella sua lettera pastorale del 24 gennaio 2001: "Come è riuscita la seconda rivoluzione pacifica? Ho una risposta sola: per mezzo della grazia di Dio. Tutte e due le rivolu-zioni pacifiche ci insegnano che il Signore ascolta le nostre preghiere, che reintegra la nostra dignità umana e risana il nostro paese, se noi, il popolo di Dio, ci rivolgiamo a Lui con preghiere e penitenza. Più forte delle armi è la preghiera fiduciosa. Più che i piani strategici, hanno grande effetto penitenza e sacrifici. L'energia silenziosa della gente che prega nelle veglie ha più potenza della forza militare".  

La carità di un Rosario intero

In questo secolo così travagliato, pieno di sofferenza, di avvenimenti -che ti lasciano con l'amaro in bocca, allibito, tanto da non crede-re che fatti così gravi possano an-cora accadere in pieno XX secolo, ti domandi che cosa possa valere la vita di un uomo, la vita nella so-cietà, la vita nella comunità di cui si fa parte, la vita nella parrocchia in cui si vive.

Conoscere poi una persona che soffre per i peccati degli altri, do-vrebbe far nascere almeno il senso della pietà cristiana in tutte le sue manifestazioni più caritatevoli, co-me, per esempio, una parola di conforto, un gesto tranquillizzante, un'azione che faccia sentire la tua presenza attiva, insomma aiutare concretamente chi si trova nel biso-gno, e questo bisogno può assume-re svariate forme e dimensioni.

Oggi si è poco propensi a credere nell'azione devastante del demo-nio, eppure il Vangelo ci mette in guardia, la Chiesa ci insegna, ci esorta e ci raccomanda di rimanere nella Grazia per non subire gli at-tacchi del nemico.

Quando si viene a conoscenza di fatti raccapriccianti di sevizie, di torture, di abusi di ogni genere, si rimane solo in superficie, analiz-zando gli avvenimenti solo dal pun-to di vista umano, che non porta ad una soluzione né tanto meno a capi-re le cause e le concause che hanno provocato quel delitto o quell'azio-ne nefanda.

Tutto rimane come prima perché ci si chiude, anche se involontariamen-te, nell'indifferenza e così si va avan-ti senza un preciso obbiettivo, rima-nendo vittime del proprio egoismo. Non esistono al mondo un ricco o un povero che non abbia-no qualche necessità, ma sono pochi coloro i quali sono disposti ad ascolta-re quali possano essere queste necessità, per poi intervenire concretamen-te. Così, nell'inattività, anche le idee più qualifi-canti rimangono utopia, se nessuno è disposto a fare qualcosa.

Chiedersi perché un uo-mo faccia tanto male, si avvilisca con azioni in-degne, si abbassi ad es-sere un animale, rima-nendo nell'umano, nel sociale, non risolve il problema.

Continueranno le liti, le divisioni, le disgregazio-ni delle famiglie, i delit-ti, gli aborti, le truffe, le violenze di qualsiasi ti-po e genere, se non si ri-conosce che l'uomo, oggi come ieri, ha un solo bisogno, una sola neces-sità: ritrovare il suo Dio, il suo Creatore. L'uomo senza Dio non può fare nulla, non è nulla.

Ecco cosa diceva Padre Pio: "L'uomo è di una superbia tale, che, quando è provvisto di mezzi e di sa-lute, crede di essere un dio se non addirittura superiore a Dio stesso, ma quando poi avviene un fatto per cui lui nulla possa e nulla possono i suoi simili, allora soltanto si ricorda che c'è un Ente Supremo".

In tutte le apparizioni della Santissima Vergine Maria, è dato un elemento comune per lottare e com-battere il nemico, il demonio: la re-cita del Santo Rosario.

"Da quando la Santissima Vergine ha dato efficacia speciale alla recita del Santo Rosario, non c'è problema materiale né spirituale, nazionale od internazionale, che non si possa con esso risolvere...", dice la veg-gente di Fatima, Lucia, oggi carme-litana in un convento di Coimbra, e il Papa, Giovanni Paolo II, afferran-do il rosario e mostrandolo a chi lo intervistava, ha detto: "Ecco il rime-dio contro questo male... pregate, pregate...".

Quindi il rimedio contro ogni ma-le di questo mondo, contro il nemi-co di Dio e dell'uomo, è la recita quotidiana del Santo Rosario. San Paolo ci avverte ed elenca le opere dello spirito, contrapponendole alle opere del demonio, e dunque baste-rebbe questo per capire che l'uomo che agisce in un modo anziché in un altro è guidato da Dio o dal demo-nio. Questa affermazione potrà far sorridere molti, ma ritengo che que-sta sia l'unica spiegazione plausibi-le per capire che ogni opera ha la sua origine.

C'è una realtà che noi non perce-piamo e non conosciamo, ma che

per l'insegnamento di Gesù, do-vremmo almeno percepire. Il punto è che da questo Gesù, Maestro di vi-ta, ci siamo allontanati, per mille motivi, uno dei quali è che alcuni suoi "rappresentanti", non lo rap-presentano più, creando disinfor-mazione e confusione nelle coscien-ze e nelle anime. Il compianto padre Pellegrino Ernetti, affermava che molti negano l'e-sistenza del demonio, e tra questi negatori molti sono uomini e donne consacrati, per cui il loro atteggia-mento è di una gravità tale da fare inorridire i cieli. Ne è riprova ciò che Lucia di Fatima afferma in una sua lettera: "Il demonio sta attac-cando la battaglia decisiva contro la Madonna, perché ciò che affligge il Cuore Immacolato di Maria e di Gesù, è la caduta delle anime reli-giose e sacerdotali... perché i reli-giosi e i sacerdoti, trascurando la lo-ro eccelsa vocazione, trascinano molte anime all'inferno... il demo-nio vuole impadronirsi delle anime consacrate, vuole corromperle, in-durle all'impenitenza finale, usa tutte le astuzie, suggerendo perfino di aggiornare la vita religiosa! Ne proviene sterilità alla vita interiore e freddezza nei secolari...".

Girando lo sguardo, vediamo che in realtà le cose stanno proprio così, ed è questa la causa principale di molti abbandoni, di non preghiera, di non carità, di allontanamento dalla Chiesa di Dio!

Ho conosciuto una creatura di Dio, sorella di un sacerdote, che per un maleficio fattole da una donna perfida e da 12 sacerdoti spretati e passati al nemico, soffre perché cia-scuno di noi possa beneficiare della protezione di Dio. I disegni di Dio sono imperscrutabili, possiamo ac-cettarli o rifiutarli con tutte le relati-ve conseguenze. La Madonna ha

promesso che questa creatura, dota-ta tra l'altro di carismi eccezionali, sarà al più presto liberata dal male-ficio e dai tormenti, ma ha posto una condizione che ci coinvolge tut-ti e ci fa responsabili. La liberazione avverrà presto e dipende dall'impe-gno che ogni singola persona, ogni comunità, ogni parrocchia, ogni gruppo di preghiera ci mette per raggiungere lo scopo, recitando ogni giorno il Rosario intero, speci-ficatamente per la liberazione com-pleta di questa nostra sorella.

Quando si conosce qualcuno che si trova nel bisogno, il minimo che si possa fare è cercare di alleviare questo bisogno. Quando andiamo dal medico per farci curare, siamo molto ligi nel seguire le sue indica-zioni, nel prendere le medicine, an-notiamo gli orari con molto scrupo-lo e non sbagliamo di un secondo.

La domenica recitiamo il Credo e professiamo di credere nella comu-nione dei Santi, questo dovrebbe es-sere di sprone per partecipare atti-vamente per la completa guarigio-ne e liberazione di una persona che, per i nostri peccati, per le nostre in-differenze, per i nostri egoismi ed infedeltà sta soffrendo le pene più inaudite ed inenarrabili.

Questa sorella, di nome Giovan-na, è per ciascuno di noi una grazia, un dono di Dio, fatto alle sue crea-ture per collaborare a quel piano di salvezza che la Santissima Vergine sta portando avanti con le sue nu-merose apparizioni e messaggi in tutto il mondo.

Prima di conoscere Giovanna, ho conosciuto un missionario che ave-va preso l'impegno di farla conosce-re il più possibile, prima di riparti-re, andando per i monasteri a chie-dere la carità di un Rosario intero per la sua liberazione, consapevole che a questa liberazione seguiranno tante altre liberazioni e guarigioni: d'altronde la Madonna ha sempre mantenuto le sue promesse, non ha mai deluso nessuno. A Fatima, Lucia chiedeva guarigioni per tanti biso-gnosi e la Madonna rispondeva: "Reciti il Rosario e guarirà... entro l'anno sarà guarito, ma deve recita-re il Rosario...".

Il missionario mi ha riferito che i 12 traditori di Cristo, i novelli Giuda Iscariota, scrissero con sangue uma-no un atto di offerta a Satana di Giovanna, inconsapevole di ciò che le stava per capitare. Una sacerdo-tessa del demonio la rappresentò sull'altare, mentre i presenti invoca-vano i demoni, perché entrassero in lei con tutta la loro forza malefica, inchiodando sui muri le Ostie che in precedenza avevano consacrato, profanandole. Da questo momento iniziò per Giovanna il calvario, i de-moni in forme visibili ed orrende le balzavano addosso, talvolta le scen-devano dalla bocca in forma di ser-penti. Malattie mai spiegate dai me-dici e dolori atroci hanno accompa-gnato Giovanna nel viaggio della sua vita tormentata da torture di ogni genere. Per quindici anni non ha potuto né mangiare né bere. Molti demoni hanno lasciato il cor-po di Giovanna, sono rimasti i più forti e siamo ormai alla battaglia fi-nale, ma c'è bisogno di tanta pre-ghiera. Grazie ai buoni e ai generosi Giovanna sarà liberata e allora fare-mo festa nel nome del Signore Gesù, perché avremo contribuito, con un atto di carità, ad essere stati di aiuto a chi aiuto chiedeva. Festeggeremo perché molti sacerdoti saranno strappati, con questa liberazione, dalle grinfie di Satana e torneranno ad essere soldati di Cristo!

Durante un esorcismo fatto da un vescovo e alcuni confratelli, il mis-sionario mi riferì che Lucifero manifestandosi, disse: "... pochi al mon-do potrebbero reggere a tanto dolo-re, ne basterebbe metà per uccidere chiunque... essa è la nostra dispera-zione e la nostra rovina ed è per questo che io godo, godo nell'ucci-derla senza farla morire!...".

Avremo forse ancora il coraggio di negare che Satana non esiste, continueremo a non spiegarci il dolore dell'umanità intera, conti-nueremo a lottare, a scrivere leggi e decreti, continueremo a chiederci perché Dio permette tanta soffe-renza, continueremo a scandaliz-zarci degli avvenimenti che le cro-nache di tutti i giorni ci racconta-no... ma se non prendiamo il Rosario tra le mani, se non medi-tiamo i Santi Misteri, se non chie-deremo l'aiuto di Dio, se non ci ri-conosceremo peccatori, bisognosi della pietà e della misericordia in-finita di Dio, allora... inutilmente ci affaticheremo come quei costrutto-ri di cui Gesù ci parla nel Vangelo, che inutilmente si affaticano.

Durante la nostra giornata faccia-mo tante cose, perdiamo tantissimo tempo davanti al televisore, oppure davanti alla vetrina di un negozio, oppure facciamo quattro chiacchie-re inutili di ore e tante, tante altre cose. Ebbene, per recitare un Rosario intero ci vogliono 45 minuti, per stare in compagnia con Gesù, con Maria, pensando che quei minuti non sono sprecati, non si buttano via, servono!

La Madonna chiede la nostra col-laborazione, ci vuole partecipi in un trionfo, il trionfo del suo Cuore Immacolato, come ha promesso a Fatima. Ai figli si chiedono cose che agli estranei non si possono chiede-re. "Se vi saranno numerose Comunità, singole persone - un ve-ro esercito dunque - che accetteran-no di recitare il Rosario intero ogni giorno, per la liberazione di Giovanna, sarò costretto a lasciarla libera e dovrò andarmene con tutto il mio esercito di demoni...", e io credo che per quanto bugiardo Lucifero sia, questa volta avrà detto una verità su mille, perché la Madonna personalmente è accanto a Giovanna. Ho chiesto al missiona-rio il perché del Rosario intero, po-trebbe sembrare a primo acchito che il Rosario possa essere considerato come la parola magica per ottenere qualsiasi cosa dal cielo e che se la Madonna personalmente protegge Giovanna, quale bisogno ci sia che tanti diventino così, di colpo, dei "ro-sariandi".

Le risposte sono molto semplici. Durante gli esorcismi fatti su Giovanna, spesso Lucifero si è espresso con queste parole: "Dio ha dato a Lei (la Madonna) il potere di scacciarci e di schiacciarci, e Lei lo fa con il Rosario, Lei lo ha reso po-tente, è diventata la preghiera più potente, la più esorcizzante, esso ci vince sempre ed è sorgente di gra-zie incredibili per quanti lo recitano intero. Per questo noi lo avversiamo e combattiamo con tutte le nostre forze, ovunque, ma specialmente nelle comunità, la cui forza spazze-rebbe via ogni nostra resistenza... non vi è male che possa resistere al Rosario intero comunitario...".

Purtroppo, nelle comunità il Rosario non va più di moda, si tro-vano delle resistenze inspiegabili, così come nelle famiglie non si pre-ga più. Di questa mancanza di pre-ghiera ne risente anche la società, i posti di lavoro, gli ambienti, sem-bra quasi che manchi l'aria, non si respira.

"Perché è necessaria la preghie-ra?", chiesi ad un santo sacerdote, parlandogli del caso di Giovanna. "La preghiera, figlio, è l'ossigeno dell'anima. Conosco bene il caso di Giovanna. Bisogna pregare il Rosario intero, perché la Santissima Vergine possa portare in porto l'o-pera che ha già iniziato".

La Santissima Vergine così si è espressa, con un suo figlio predilet-to, un santo sacerdote, nei riguardi di Giovanna: "Chiedi alle comu-nità, le più generose, la carità del Rosario intero, recitato ogni giorno per lei, per la sua liberazione, per-ché io possa donargliela presto. Ne ho bisogno! Di' loro che io imploro questo aiuto e che per questa carità concederò loro grandi grazie, straor-dinariamente grandi; che le proteg-gerò, le difenderò e le salverò nella terribile ora di sangue e di fuoco che sta per abbattersi sul mondo. Il mio Cuore sarà per esse un dolce e sicuro rifugio".

Ho avuto modo di conoscere e parlare con alcuni sacerdoti che hanno conosciuto Giovanna di per-sona, e con vero stupore ho ascolta-to da loro, che abitano in luoghi di-versi e che tra loro non si conoscono neanche, una sola versione dei fatti. Chi conosce questa creatura di Dio ne rimane confortata ed edificata. Tutti coloro che la conoscono sono concordi nell'affermare che quando suonerà l'ora della vittoria su Satana, avverranno cose meravi-gliose e straordinarie. Molti malati guariranno dalle loro malattie, i peccatori si convertiranno e sacer-doti e religiosi, prima lontani da Dio, ritorneranno con fervore e amore a servire il Signore con più slancio di prima, le comunità avran-no tante e sante vocazioni.

Se veramente ci sentiamo cristia-ni, se veramente nel nostro cuore abbiamo sentito un palpito, un bri-vido particolare, un senso di pietà forse solo per noi stessi, se la dome-nica, varcando la soglia della chiesa e nel salutare Gesù con il segno del-la croce, ci sentiamo veramente sal-vati da Lui, allora credo che non possiamo esimerci dal compiere il nostro dovere di donare alla Santa Madre di Dio, Maria Santissima, un Santo Rosario intero per la libera-zione di Giovanna. è la Madonna stessa a chiedercelo, e ci promette tra l'altro grazie particolari. Ci sen-tiamo veramente innamorati di Maria? Se a questa domanda il no-stro cuore risponde di sì, abbiamo un compito non comune da'assol-vere: fare contenta la nostra Mamma del cielo. Consideriamo soltanto che tutti siamo peccatori e tutti ab-biamo bisogno della Misericordia di Dio. Facciamo contenta la nostra Mamma e mettiamoci così al riparo sotto il suo manto materno, non ce ne può venire altro che bene spiri-tuale e materiale!  

Che cosa teme satana

In passato don Gabriele Amorth ci ha parlato più volte del dramma unico di una posseduta, Giovanna, raccomandandola alle nostre pre-ghiere. «Giovanna - scrive il fratello missionario, p. Ernesto, non è ancora liberata é soffre sempre di più. Su di lei si scagliano ininterrottamente, gli strali del nemico di Dio... Vogliamo aiutare questa sorella crocifissa che paga - specialmente per i sacerdoti? ("Me né ha strappati, tanti, ed è per questo che è la mia disperazione ha confessato satana). Ma in che maniera possiamo aiutarla? Soprattutto - con la S.Messa - e il Rosario, possibilmente intero e recitato in comune...».

Ecco che cosa accadde, durante un esorcismo condotto da p. Candido,, il famoso esorcista di Roma: "Stavamo pregando, il Ro-sario quando; presa da satana Giovanna mi strappa la corona facendola a pezzi, sibilando: "Voi. e, la, vostra devozione, da vecchiette!" Allora p. Candido le mette al collo una grande corona ma Giovanna non la può sopportare e torce collo e testa in tutte le direzioni, ansi-mando furiosamente: "Come.. mai, hai paura della devozione delle vecchiette?". Lo sfida p.Candido. Satana risponde: gridando: "Mi vince". Il Padre incalza: "Poiché hai osato offendere il Rosario di Maria, ora devi tessernne le lodi. In nome di Dio, rispondi: "E' potente il Rosario?" Risposta: "E' potente nella misu-ra in cui si recita bene". "Come si fa a recitarlo bene?"

R. "Bisogna saper contemplare"

"Co-s'è.'contemplare?"

R "Contemplare è adora-re".

"Ma Maria non si può adorare!"

R. "E' vero, si, ma è adorabile (?!)".

E prendendo con grazia;tra,le dita, un grano della corona dice:

"Ogni grano è una luce, bisogna dirlo così bene che nemmeno una stilla di questa luce vada perduta".

Strano predicatore che contro voglia e contro, se stesso, ha dovuta ammettere la potenza del  Rosario!».  

IL ROSARIO: UN CAMMINO DI CONVERSIONE  

Non possiamo non ricordare tutte le volte che a Medjugorje la Regina della Pace ci ha esortato a pregare. In particolare, come è noto, Maria ha donato al gruppo di preghiera che Lei stessa guidava attraverso Jelena e Marjana, dei messaggi che insegnavano i segreti di una preghiera profonda e aperta alla grazia dello Spirito Santo:

"Cari figli, diventate uno con mio Figlio ed Egli realizzerà ogni vostro desiderio. Non solo perché Gesù dona, ma sarete voi a poter comprendere meglio. Quanto più l'uomo si apre tanto più è in grado di accogliere. Perciò pregando, chiedete che visi illumini la strada per comprendere la volontà di Dio. Pregate per la pace, per l'amore nei vostri cuori. Ogni uomo vi sia caro; fate tutto per Gesù e per amore verso di Lui, perché Egli ha potuto morire per tutti voi.

Così anche voi: non risparmiate la vostra vita per gli altri.

Non siate egoisti e non trattenete per voi le grazie, ma pregate affinché Dio vi doni il modo giusto con il quale aiutare gli uomini.

Il vostro compito principale è guidare le pecore smarrite al loro posto, riportarle all'ovile. Quindi pregate che Dio vi illumini il cammino".  

Tante persone solo dopo essere arri-vate a Medjugorje hanno imparato a tenere la corona del Rosario tra le mani, senza avere mai saputo prima persino come usarlo. E' infatti nel contatto con la corona che molti cominciano a "toc-care" l'amore di Maria, un amore che fa scattare quel misterioso meccanismo che si chiama conversione. Ciò che avviene è un vero e proprio contatto, è la manifestazione di una presenza che la preghiera del Rosario media.

Così, imparando a tenere la corona, si tiene per mano Maria, ed insieme a Lei si comincia a percorrere un cammi-no. E' un cammino di gioia, di dolore, di gloria e di luce, un cammino che ha come obiettivo suo Figlio Gesù. Maria si fa dunque compagna su questo cam-mino che Lei stessa ha percorso, e si presenta come maestra che in continua-zione ci sollecita e guida il nostro pas-so.

Del Rosario, infatti, si può dire che è una sintesi della nostra fede. Quando lo prega il cristiano si mette in ascolto ed è come se permettesse a Maria di insegnargli quei misteri della vita di Cristo che solo Lei capiva. Ogni volta è un annuncio del "Mistero", o del Kerigma, è come se ogni volta permet-tessimo al Vangelo che ci venga annun-ciato. Il Rosario, in sostanza, è lo stru-mento più amato dalla Madonna per la nostra evangelizzazione.

Mentre lo contempliamo esso nello stesso tempo genera in noi stupore. E' una notizia che fa traboccare un senso di meraviglia dentro di noi. Allora i nostri occhi si staccano dal "cammino" e si concentrano su ciò che c'è in Lei: Maria diventa l'oggetto della nostra attenzione così che il Rosario non lo contempliamo solo con Lei, ma in Lei.

E così ogni "Ave maria" è un an-nuncio del mistero che si incarna in Lei, il Mistero della nostra salvezza che Lei vive dentro di sé, e così Maria diventa la "causa della nostra letizia ". Questo atteggiamento, apparentemente diffi-cile, è fondamentale nella preghiera: sentire che il Mistero viene a me e mi solleva dall'angoscia quotidiana cau-sata dalla mia piccolezza e da quella degli altri.

E' un Mistero - Maria ne è testimo-ne - che non solo viene a me, ma vuole essere me. Anch'io come la Santa Ver-gine sono invitato ad essere una madre del Mistero che si vuole incarnare den-tro di me. Così, tramite una continua contemplazione e interiorizzazione Maria - come Madre nostra - genera il Verbo di Dio, Gesù in noi. E' qui che vuole arrivare il Rosario. Dio desidera unirsi a noi, si fa carne nella carne di Maria perché si verifichi un'unione con la nostra umanità. Un unione che cam-bia la nostra umanità, non in modo magico ma attraverso la croce in gloria, "di gloria in gloria " - come direbbe S. Paolo - in immagine o icona di Dio:

"Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro", ci ricorda ancora l'Apostolo. Il primo passo è naturalmente la recita del Rosario. Il peggiore Rosario è, in ogni caso, quello non detto. Dob-biamo avere il coraggio di far tacere le tante voci dentro di noi che richiedono la nostra attenzione. Presentiamole a Dio all'inizio della nostra preghiera e lasciamo che Dio ci illumini anche su di esse, che ci porti dalla preoccupazione alla perfetta pace. Una volta raggiunta la pace l'anima godrà del suo Creatore e si distenderà alla sua presenza. Quan-to più proficui diventano il nostro lavo-ro e i nostri rapporti quando ci riposia-mo nella preghiera!

Mentre preghiamo il Rosario è bene leggere anche la Sacra Scrittura da cui è essenzialmente desunto. E' vero che esso ne richiama alcune parti che costi-tuiscono il nocciolo del mistero, ma questo "nocciolo" è solo una pregustazione del tutto, così che non soltanto la Scrittura aiuta a pregare il Rosario, ma è il Rosario che rivela la Scrittura.

Infine possiamo dire che il Rosario è una preghiera non solo di comunio-ne con Dio ma anche con gli altri. Alternandosi a vicenda le voci diventa-no come un coro di diverse armonie che, come un'unica voce - segno di unità - s'innalza a Dio. La Madonna desidera infatti che lo preghiamo so-prattutto in famiglia al mattino o alla sera. Bisogna chiedere a Dio l'amore per il Rosario e a Lei, alla Regina del Santo Rosario, chiediamo di farci sco-prire le glorie. Jelena Vasilj 

Il dono di Maria

Forse non tutti sanno che... Con la sua soli-ta grazia, Santa Teresina del Bambin Gesù, ci assicura che: "Con il Santo Rosario si può ottenere tutto'; e aggiunge "Esso è una lunga catena che lega il Cielo alla terra; una delle estremità è nelle nostre mani e l'altra in quelle della Santissima Vergine... Il Santo Rosario sale come incenso ai piedi dell'Onnipotente. Maria lo rinvia subito come una benefica rugiada che viene a rigenerare i nostri cuori"

Da San Domenico ai nostri giorni, tutta la storia della santità ci dimostra che la coro-na del Santo Rosario è un eccellente stru-mento di grazia, un mezzo efficacissimo di elevazione spirituale, un alimento prezioso della vita interiore, è la "scala di Giacobbe", per la quale salgono le nostre preghiere, e discendono le grazie. Tutti possiamo salire questa scala di grazie.

Nel Santo Rosario la Madonna ci ha donato tutta se stessa. La Sua vita, le Sue opere, i Suoi privilegi, tutta la Sua grazia e i Suoi meriti sono contenuti in quei 15 quadri evangelici offerti alla nostra contemplazione e svolti armo-niosamente sul ritmo soave delle Ave Maria.

Pio XII scolpì in espressioni stupende il valore e la bellezza del Santo Rosario, chiamandolo "sintesi di sacrificio vespertino, corona di rose, inno di lode, preghiera della famiglia, compendio di vita cristiana, pegno sicuro del favore celeste, presidio per l'attesa sal-vezza ".

Chi conosce il Santo Rosario conosce il Vangelo, conosce la vita di Gesù e di Maria, conosce il proprio cammino e destino eterno. Paolo VI rinnova anch'e-gli la raccomandazione di non far manca-re mai, nella recita del Rosario la contem-plazione dei Misteri: "Senza di essa il Santo Rosario è come un corpo senz'anima, e la sua recita rischia di divenire ripetizione di formu-le ".

Chi mai potrà farci dimenticare la figura di Padre Pio da Pietralcina, che pregava per ore intere con la corona del Rosario fra le mani presso l'altare del Santissimo Sacramento, contemplando la sua soave Madonna delle Grazie? Il Santo Rosario recitato davanti al Santissimo Sacramento fa guadagnare l'indulgenza plenaria . E' questo un dono di grazia particolare di cui Gesù ha voluto impreziosire la regina delle preghiere mariane.

Il Santo Rosario è la migliore preghiera in preparazione e di ringraziamento alla Santa Messa, alla Comunione, alla Benedizione Eucaristica.

Padre Pio iniziava il preparamento alla celebrazione della Santa Messa alzandosi all'una di notte, recitando l'Ufficio Divino e molte corone del Rosario, più di venti; fino alle quattro egli si faceva preparare dalla Madonna, e qualche volta ha scritto che la Madonna stessa, con tenerezza materna senza misura, lo accompagnava all'altare.

Il Santo Rosario è un mezzo di salvezza per l'anima e per il corpo. Ci salva nella lotta contro i nemici dell'anima, ci scampa dai pericoli della morte, ci aiuta a custodi-re intatta la Fede, ci sostiene nelle riprese spirituali o nella riforma della vita.

San Giovanni Bosco, il più grande educa-tore della gioventù, considerava la recita del Santo Rosario, uno dei punti fonda-mentali del suo metodo educativo. Tutti i Santi hanno sperimentato la potenza del Santo Rosario e ce lo garantiscono senza riserve.

San Massimiliano Kolbe, nel suo diario lasciò scritto: "Quante corone, tante anime salve". Un Rosario può valere la salvezza di un'anima!

Un altro straordinario apo-stolo il Santo Curato d'Ars, si serviva del Santo Rosario per attirare anime e far piovere su di esse grazie senza numero di conversioni prodigiose. Una volta fu invitato a predi-care gli Esercizi Spirituali al popolo di una località nei pressi di Ars. Per prima cosa, egli chiese al Parroco se tra i fedeli ci fosse qualcuno disposto a pregare intensamente. Il Parroco gli indicò una poveretta mendi-cante "buona solo a dire Rosari".

Il Santo avvicinò subito la poveretta e la pregò di voler recitare continuamente Rosari per tutto il tempo delle prediche. La mendicante ubbidì. La Missione andò benissimo. Le conversioni si moltiplicava-no, e il Santo Curato attestava con gran giubilo: "Non è opera mia, ma della Madonna invocata dalla mendicante con i Rosari".

 

Ad una pia signora era morto il fratello; afflitta da questa perdita, tanto più doloro-sa perchè il fratello era un buon cristiano, la signora fece un sogno. Vide Padre Pio che la consolò e le disse: "Recita 200 Rosari, e tuo fratello passerà subito in Paradiso". Quando la signora si svegliò, ricordò il sogno, ma pensò che fosse solo un sogno e basta. Tuttavia il mattino seguente partì e si recò da Padre Pio. Appena l'incontrò, senza più pensare al sogno, la signora in lacrime gli chiese dove si trovasse l'anima del fratello e che cosa fare per lui. Padre Pio le rispose subito: `E non te l'ho detto stanotte"... Recita 200 Rosari e tuo fratello basserà subito in Paradiso".

Lo stesso Padre Pio un giorno nel donare una corona a una figlia spirituale, disse con trepida voce: "Ti affido un tesoro: sappi tesoreggiare. Vuotiamo il Purgatorio".  

San Giovanni Bosco e San Vincenzo de Paoli dicevano: ":.. cercate di recitare la corona ogni giorno come impegno d'amore quotidiano alla Madonna".

Sant'Alfonso Maria de Liguori metteva in pericolo anche il pranzo..., affermando che un Rosario vale più del pranzo. Bisogna sfruttare bene le pause forzate di tempo che capitano in un negozio, nella sala d'a-spetto di un medico, in attesa di un treno. Se sapessimo utilizzare questi scampoli di tempo, quante coroncine in più ogni gior-no reciteremmo.  

San Luigi Maria Grignon de Montfort diceva: "Un sacerdote che dice e predica il Santo Rosario ottiene più frutto in un mese che altri in un anno".

L'abate Domenico Chautard, contemplati-vo e apostolo, nutriva una passione senza pari per il Rosario che recitava spessissimo e con fedeltà assoluta a qualsiasi ora, non-ostante la stanchezza di una fatica este-nuante. La corona, in viaggio, era la sua compagnia.

"Bernadetta non fa altro che pregare; non sa fare altro che scorrere i grani del Rosario", così la sorella Tonietta diceva dell'umile Santa Bernadetta, la veggente di Lourdes, che ebbe il privilegio di recita-re il Rosario sotto gli occhi dell'Immacolata, che la seguiva sgranando anch'Ella la corona.

Anche Santa Caterina Labourè, la predi-letta dell'Immacolata, che ricevette il dono della `Medaglia Miracolosa" persino sul letto di morte raccomandò alle consorelle di recitare sempre il Santo Rosario e di recitarlo bene.  

In particolare, possiamo dire che la recita del Santo Rosario fatta silenzio-samente mentre si cammina o si viag-gia, è stata l'occupazione più solita fra i Santi. Il Beato Teofano Venard, mar-tire del secolo diciannovesimo, perseguita-to e messo in prigione, santificò la sua gab-bia con l'umile corona che recitava con una tenerezza da commuovere chiunque lo osservasse.

San Camillo de Lellis, fondatore dei Ministri degli Infermi, fece risuonare di Ave Maria le corsie di tanti ospedali e rico-veri per sofferenti. Ogni giorno egli recita-va il Rosario con gli ammalati dell'ospeda-le, e ai suoi figli raccomandava con l'e-sempio e con la parola, che anche "negli uffici e impieghi più materiali di casa, in cucina, guardaroba, lavanderia, si doveva recitare abitualmente pregare recitando la corona".

Era commovente, ad esempio, la premura con cui la Beata Anna Maria Talgi, madre di 7 figli, curava la recita quotidia-na del Rosario nella sua famiglia, secondo la testimonianza degli stessi figli. Ha ben ragione Papa Paolo VI di scrivere che il Rosario "sia da ritenere come una delle più eccellenti ed efficaci preghiere in comune, che la famiglia cristiana è invitata a recitare", e ammonisce che se le famiglie "vogliono vivere in pienezza la vocazione e la spiritualità propria della famiglia cristiana, devono dispiegare ogni energia per eliminare tutto ciò che ostacola gli incontri in famiglia e le preghiere in comune".

"Non vi è mezzo più sicuro della recita quoti-diana del Rosario, per invocare la benedizione di Dio sopra la famiglia".

Il Santo Rosario è una grande corona di rose; una parte del Rosario è come una piccola ghirlanda di fiori o piccola corona di rose celesti che si mette in capo a Gesù e a Maria. Come la rosa è la regina dei fiori, con il Rosario è la Rosa delle vocazioni.

Il Saluto Angelico è l'arcobaleno, il segno della clemenza e della grazia da Dio con-cessa al mondo (Beato Alano).  

Santa Matilde desiderava conoscere il modo migliore per testimoniare la tenerez-za della sua devozione alla Madre di Dio. Un giorno, rapita in estasi vide la Vergine Santissima che portava sul petto a caratte-ri d'oro le parole del Saluto Angelico: E le disse: "Sappi, figlia mia, che nessuno può onorarmi con un saluto più gradito di quel-lo che l'adorabile Trinità mi rivolse per mezzo dell'Angelo e con il quale mi elevò alla dignità di Madre di Dio':  

Credimi, caro confratello del Santo Rosario, vuoi tu arrivare a un alto grado di orazione, senza affettazioni e senza perico-li di cadere nelle illusioni del demonio, tanto comuni alle persone pie? Recita tutti i giorni, se puoi, il Rosario intero o alme-no una parte.

Chiunque, giusto o peccatore, ricorre alla Vergine Maria con devoto rispetto, non sarà mai né deluso né divorato dal demo-nio dell'inferno (Santa Caterina da Siena). Guardati bene dall'imitare l'ostinazione di quella pia persona di Roma. Era costei tanto devota e fervorosa da confondere con la sua santa vita i religiosi più austeri della Chiesa di Dio. Un giorno volle con-sultare San Domenico, ed essendosi perciò confessata da lui, questi le impose come penitenza la recita di un solo Rosario e la consigliò anche di recitarlo ogni giorno. Immediatamente lei prese a scusarsi: aveva i suoi esercizi, tutti ben regolati, acquistava ogni giorno l'indulgenza delle Stazioni di Roma, portava sempre il cilicio, si dava la disciplina più volte la settimana, faceva tanti digiuni ed altre penitenze. San Domenico la esortò con insistenza a segui-re il suo consiglio, ma lei non ne volle sapere. Uscì dal confessionale quasi scan-dalizzata dal modo di procedere di quel nuovo direttore che la voleva persuadere ad accettare una devozione contraria al suo gusto. Qualche tempo dopo, stando in preghiera rapita in estasi, ella vide la sua anima obbligata a comparire davanti al Giudice Supremo. San Michele mette sul piatto della bilancia tutte le sue penitenze e preghiere e sull'altro i suoi peccati e le sue imperfezioni. Poi alza la bilancia ed ecco: il piatto delle buone opere, sale, sale, ma non può fare da contrappeso al piatto dei peccati e delle . imperfezioni. Angosciata, ella implora misericordia e si rivolge alla Vergine Santa, sua Avvocata, la quale lascia cadere sul piatto delle buone opere l'unico Rosario che aveva recitato per penitenza. Questo è tanto pesante da stabilire l'equilibrio tra i peccati e le opere buone.  

Alcuni preferiscono recitare il Santo Rosario tutto in una volta quando hanno il tempo a disposizione. Altri amano recitarlo durante la giornata, seguendo gli avveni-menti, o per santificare il loro lavoro, o nei momenti di tempo libero. Il Santo Rosario allora è come una specie di filo d'oro che tiene insieme tutti gli attimi di una vita e li unifica nello sguardo rivolto unicamente a Gesù Cristo e a Sua Madre.

Coloro che perseverano in questa preghie-ra, camminano verso la preghiera con-templativa dello Spirito. Non ha molta importanza il modo con il quale lo si reci-ta; coloro che non possono trascorrere un giorno senza aver pregato il Rosario, riceveranno una grazia gran-de. Vedranno i Cieli aperti e Gesù assiso alla destra del Padre, sempre pronto ad intercedere per quanti si avvicinano a Lui con fiducia (Eb 7,25). Allo stesso modo saranno introdotti nella preghiera di Maria al Cenacolo, sempre tesa a chiedere lo Spirito per la Chiesa, unendosi alla pre-ghiera di Suo Figlio: "Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà, un altro paraclito (lo Spirito Santo) che resterà per sempre con voi" (Gv 14,16).

La conoscenza di Gesù Cristo è la scienza dei cristiani, la scienza della salvezza. Essa supera in eccellenza e in pregio tutte le scienze umane (Fil 3,8):

1) Per la dignità dell'oggetto, un Dio--uomo, al cui cospetto l'universo intero non è che una stilla di rugiada o un granello di sabbia;

2) Per l'utilità, poichè le scienze umane ci riempiono solo del vento di vanità e del fumo d'orgoglio;

3) Per la sua necessità, poichè non è possi-bile salvarsi senza la conoscenza di Gesù Cristo, mentre chi ignora tutte le altre scienze ma è istruito nella scienza di Gesù Cristo, sarà salvo.

O Rosario benedetto, che ci dai questa scienza e conoscenza di Gesù, facendone meditare la vita, la morte, la passione e la gloria! La regina di Saba, ammirata per la saggezza di Salomone, esclamò: `Beati i tuoi uomini, beati i tuoi ministri che stanno sempre davanti a te e ascoltano la tua saggez-za

Ma i più felici sono i fedeli che medi-tano attentamente la vita, le virtù, le sofferenze e la gloria del Salvatore, perchè acquistano con tale mezzo la perfetta conoscenza di Lui nella quale consiste la vita eterna. (Gv 17,3).

La Vergine Santa rivelò al Beato Alano della Rupe che non appena San Domenico prese a predicare il Santo Rosario, i pecca-tori più induriti si commossero e piansero amaramente le loro colpe. Perfino i giova-ni fecero delle incredibili penitenze.

Se quindi ti senti la coscienza gravata di colpe, prendi la corona e recita una parte del Rosario in onore di qualche mistero della vita, della passione o della gloria di Cristo. E sii convinto che mentre medite-rai e onorerai quei misteri Egli mostrerà al Padre Celeste le Sue sacre piaghe. interce-derà per te e ti otterrà la contrizione e il perdono dei peccati! Disse un giorno nostro Signore al beato Alano: "Se questi poveri peccatori recitassero spesso il Santo Rosario parteciperebbero ai meriti della Mia passione, ed Io come loro Avvocato, placherei la Divina Giustizia".

"Da quando il demonio fu vinto dall'umil-tà e dalla passione di Gesù Cristo - scrive il cardinal Hughes - non può quasi più attac-care un'anima che sia armata della medi-tazione di questi misteri. E se l'attacca, ne è ignominiosamente vinto".

San Bernardo afferma che il Saluto Angelico caccia i demoni e per esso tutto l'inferno freme. Il Beato Alano assicura d'aver incontrato parecchie persone che, essendosi date al demonio corpo e anima, rinunciando al battesimo e a Gesù Cristo, furono poi liberate dall'infernale tirannia dopo aver accettato la pratica del Santo Rosario.

La vera devozione alla Trinità è devozione tutta mariana: sentire irradiare in noi, in ogni istante della nostra vita questa stu-penda verità. Vivere nel Cuore Immacolato di Maria, nostra buona Mamma, fare in esso la nostra peren-ne dimora, con fiducia e abbandono totale di noi stessi come in una magni-fica. clausura, da dove nessuno potrà mai allontanarci".

La Santissima Vergine, fece al Beato Alano, questa promessa:

"A tutti coloro che reciteranno il Mio Rosario prometto la mia specialissima pro-tezione.

IL Rosario sarà un'arma potentissima con-tro l'Inferno, distruggerà i vizi. dissiperà il peccato e abbatterà le eresie. Chiunque reciterà devotamente il Rosario con la meditazione dei Misteri si convertirà se peccatore, crescerà in grazia se giusto, e sarà fatto degno della vita eterna. Io libero ogni giorno dal Purgatorio le anime devote del Mio Rosario. ì veri figli del Mio Rosario godranno di una grande gioia in Cielo. Coloro che propagano il Mio Rosario saranno da me soccorsi in ogni loro necessità. La devozione del Santo Rosario è un grande segno di predestinazione".

I Misteri del Santo Rosario sono specchi in cui i predestinati vedono i loro difetti, e fiaccole che li, guidano su questa terra avvolta di tenebre. I mali e la rovina degli uomini provengono dall'ignoranza e dimenticanza dei misteri di Gesù Cristo.

Il Rosario è la tripilice corona che viene posta sul capo di Gesù e di Maria, e con la quale è incoronato chi lo recita ogni gior-no.  

La RICCHEZZA DEL SANTO ROSARIO

Da una lettera scritta dal santo sacerdote Dolindo Ruotolo

Vi scrivo nella luce del santo Rosa-rio, preghiera che ci avvicina tanto al Signore, e che è l'oggetto di una festa liturgica della Chiesa. Alcuni si stupiscono come mai una preghie-ra possa diventare l'oggetto di una festa, sembrando loro che l'oggetto di una festa è Dio, Maria SS., o i Santi. Eppure questa preghiera è Maria santissima che viene incon-tro ai cristiani, come viene incontro loro a Lourdes, a Fatima, alla Tre Fontane. Anzi nel Rosario viene con tutta la ricchezza dei Misteri della Vita, della Passione e Morte del Redentore, e a Lourdes, a Fatima,

alle Tre Fontane, e dovunque ap-paia, viene con la ricchezza del santo Rosario.

Gli uomini non fanno la festa del grano?

E il Rosario è tutto un granaio di grazie.

Gli uomini non fanno la festa del-l'uva?

E il Rosario è un vigneto che dà i grappoli per noi, e questi sono grap-poli di Gesù e di Maria. Che furono e che sono vigna di Dio e vita ine-briante di vita per noi.

Maria santissima ha voluto chiamar-si Rosario. Roseto, cioè, poichè come lo sbocciare delle rose avvie-ne nella bella stagione, e come vi sono rose di tutti i tempi, così il Rosario è, per il cristiano, il risbocciare della vita ed il roseto giornaliero che è donato a Dio nelle ore vespertine, come si offriva l'in-censo sull'Altare di oro.

La corona non è semplicemente un oggetto per contare una serie di Ave Maria, di Pater, di Gloria, ma è come un libro che il cristiano - anche il più ignorante - porta con sé e leg-ge; è un legame di amoroso ricordo che ci unisce a Gesù e a Maria; è una collana di perle celesti, perchè ogni granello è un tesoro di indul-genze e un pegno di misericordia per i meriti di Gesù e di Maria.

I grani del Rosario sono come lo svolgersi di una pellicola cinemato-grafica, perché ricordano i grandi Misteri della Redenzione e li ripre-sentano all'anima. L'anima è come lo schermo sul quale si riproduco-no, ed in quella visione essa si mantiene ancora fedele a Dio e alla Chiesa.

Senza il Rosario chi avrebbe più ri-cordato i Misteri della Redenzione? Eppure il loro ricordo è il segreto della vita interiore, ed è indispensa-bile perchè noi possiamo essere cristiani veri e portare il suggello di Gesù.

In mezzo alle disarmonie di questa nostra vita rilassata, il Rosario è stru-mento, arpa, salterio di dieci corde per ogni gruppo di armonie, che fa risuonare ancora la terra di canti d'amore, e nella vita materialissima che viviamo è come una lucida nube di spiritualità che si leva da ogni casa e da ogni cuore.

Chi suona l'arpa non riproduce una musica scritta da un genio musica-le? e non ricalca, colle dita sulle corde, dolcissime note che furono scritte dalla tenerezza di un cuore e furono stampate sotto la pressa di un torchio?

Ebbene, noi, recitando il Rosario ri-produciamo le note di Amore sgor-gate da Gesù e da Maria nei Misteri della loro vita, e sui grani della Corona cantiamo i cantici di quel-l'amore che ci redense.

Nell'anima risuonano le armonie di quest'amore e nella terra desolata si sente l'osannare di quella Carità che ci avvolse in un potente am-plesso di amore.

Come un esercito ha la sua vibran-te marcia che segna il passo ai militi della forza, così il Rosario è la sinfonia amorosa che segna il passo alla Chiesa militante. è come il fragore delle trombe che accompagnarono l'Arca nell'assedio di Gerico, e scossero le sue mura dalle fondamenta. Alla potenza di questo suono di fede non resistet-tero le armate dei Turchi, e furono sgominate; non resisteranno le ar-mate comuniste, peggiori di quelle, e saranno annientate.

Ecco la preghiera alla quale la Chie-sa dedica una festa solenne, per-ché sintesi di tutte le feste che sono un Rosario continuo nell'annuale ciclo liturgico.

Si intona questo mistico Rosario con l'Avvento, si chiude con le feste mariane d'ottobre, per ripigliarci di nuovo, fino a che la Chiesa militan-te sarà trionfante nella Gloria di tutti i suoi Santi.

Santissimo Rosario, timiama fatto da Maria santissima, profumo mescolato da Lei con arte di profumiera, poiché dai Misteri del Gaudio, della Passione e della Gloria si solleva la nube fragrante della preghiera...; oh, santissimo Rosario, fiorisci le deso-late aiuole della miscredenza, affinchè rifiorisca la Fede semplice e viva.  

Sac. DOLINDO RUOTOLO

(Da una lettera del 3 ottobre 1948 Festa del santo Rosario)  

Caro lettore, vuoi parlare direttamente al Cuore della Madonna? Usa l'apposito tele-fonino, il mezzo più veloce ed immediato di comunicazione. Ma questo mezzo tecno-logico non ha bisogno, per funzionare, con pin, di batterie, di memoria o di altri acces-sori: non c'è nessun pulsante da digitare. Basta tenere fra le dita i grani di una coro-na del Rosario e scandire 1'Ave Maria, il Padre Nostro, ecc. ed, alla fine, la Salve Regina.

La recita del Santo Rosario, è stata in pas-sato ed è anche naturalmente oggi, il più facile modo per entrare in comunicazione con la nostra Mamma Celeste.

E' buona cosa che, quando si recita il Santo Rosario si sia in grazia di Dio, e lo si faccia con la miglior devozione che ci è possibile in quel momento. Lei ci sta sicuramente ad ascoltare, sia che sia di giorno che di notte, in qualsiasi luogo noi ci troviamo.

Tutte le intercessioni che noi chiederemo all'Immacolata, possiamo starne certi, ver-ranno esaudite da nostro Signore Gesù, così come Egli fece alle nozze di Cana.

A Lourdes, Fatima e Medjugorje, la Vergine Santissima si è presentata sempre con la corona del Santo Rosario in mano, invitando a reci-tarlo.

Pregare il Santo Rosario, per tutti i cattolici, equivale ad assumere, ogni giorno, il cibo di vita' indispensabile per nutrire l'anima. E' come ripetere, per non scordarla, la vita di Gesù e Maria attraverso il Vangelo.

Il mondo laico e secolarizzato, ma purtroppo anche parte del mondo cattolico, spesso fa dell'ironia quando vede e sente pregare il Santo Rosario. Le critiche più comuni e peraltro ormai scontate, dicono che si tratta di una preghiera lunga e di una monotona cantilena, seguita da un'altra `tiritera' chia-mata `litanie'.

Diversamente si insiste, poi, nel definire il Santo Rosario una "filastrocca inutile e son-nacchiosa"; retaggio dell'analfabetismo e del bigottismo di qualche vecchietta. Nel migliore dei casi si ritiene questa preghiera ormai obsoleta e definitivamente superata.      

Per nostra fortuna, l'Immacolata, nel dona-re all'umanità questa preghiera perfetta, ha anche illuminato diversi santi, a cominciare da San Domenico, sull'importanza decisiva di essa, per la salvezza dell'umanità.

Il Beato Alano della Rupe, un'altro grande illuminato, definì il Santo Rosario con que-ste parole: ".. il midollo di tutto il Vangelo" e ancora "..quando lo si prega il Cielo esul-ta e tutta la terra stupisce. Si chiude le orec-chie Satana, fugge e trema con l'inferno tutto. Le cose mondane diventano "vili" ed il cuore si riempie di Amore, fugge la tristez-za e ci invade una insolita letizia. Cresce la "devozione" e fiorisce la "compunzione"; aumenta la speranza e la consolazione, si dilata l'animo e si rinnova, e l'affetto si irrobustisce".

Nonostante affermazioni di questo tenore, purtroppo ai più sconosciute, non è raro sentire invece delle malevoli affermazioni del tipo: "...si tratta di una devozione monoto-na e ripetitiva che suscita una continua distra-zione in chi lo recita".

Ma noi, che abbiamo imparato ad amare il Santo Rosario, possiamo serenamente repli-care che: " ...recitare il Santo Rosario è crea-re un'atmosfera di abbandono della mente che si distente in Dio, che avvolge sé stessa per effondere nel Mistero". La devozione mariana ama la ripetizione che è "affetti-va". Quante volte il bambino chiama la mamma durante il giorno? Ben più di 50 volte, come nel Santo Rosario.

Lo scrittore Ravasi così si esprime: "I laici insistono col dire che il Santo Rosario è la devo-zione dei deboli e degli ignoranti" . Ma, su que-sto punto, consoliamoci, siamo in buona compagnia! Infatti, i Santi furono tutti, indi-stintamente, molto devoti a questa preghie-ra, e a quanto ci risulta, non erano affatto deboli ne tantomeno ignoranti!

Molti di loro morirono stringendo la coro-na tra le mani. Alle suore Vincenziane i boia della Rivoluzione Francese, per dileg-gio, cinsero le loro fronti prima di ghigliot-tinarle. Essi però subirono, senza accorge-sene, una beffa, infatti le fecero morire inco-ronate.

Quello che molti considerano un "inutile amuleto" è in realtà la "dolce catena che ci unisce a Dio"' alla quale si aggrappano le anime del Purgatorio per essere sollevate, da Maria Vergine, sino a Lui.

Padre Pio, ha più volte affermato che: ".. la Corona è la mia `arma' che mi difende da satana". Egli, negli ultimi tempi della sua vita, non avendo neanche più la forza di parlare ai suoi figli spirituali, mostrava loro la corona, scuotendola, per invitarli alla preghiera del Santo Rosario.

Teniamola, dunque, stretta tra le mani, e comunque portiamola sempre con noi, que-sta preziosissima corona, che rappresenta spesso, la devozione dei "deboli e degli illet-terati", perchè è il nostro `passaporto' per entrare con certezza nella vita eterna.

 

Ti proponiamo diversi schemi di meditazione dei misteri del rosario e diverse intenzioni di preghiere, per rendere più viva, più profonda, più universale la tua preghiera. 

Meditazione classica dei misteri con passi dalla sacra scrittura 

Meditazione ad ogni Ave Maria con un passo della Sacra Scrittura 

Meditazione dei misteri del rosario dai detti e scritti di Padre Pio 

Meditazioni dei misteri del rosario dagli scritti di S. Faustina Kowalska 

Meditazione dei misteri del rosario dalle visioni di Maria Valtorta 

Meditazione dei misteri del rosario dai dettati di Gesù alla Ven. Josefa Menendez 

Meditazione dei misteri del rosario dagli scritti di Santa Veronica Giuliani 

Meditazione dei misteri del rosario dalle visioni eucaristiche di Madre Costanza Zauli 

Meditazioni dei misteri del rosario in onore di Maria Rosa Mistica 

Meditazione dei misteri del rosario in onore dello Spirito Santo 

Meditazioni dei misteri del rosario in suffragio delle Anime del Purgatorio 

Meditazioni dei misteri del rosario in favore dei moribondi 

Meditazione dei misteri del rosario in favore dei sacerdoti 

Meditazione dei misteri del rosario per la pace 

Meditazioni dei misteri del rosario per la famiglia 

Meditazione dei misteri del rosario per i bambini