ROSARIO AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE

Le preghiere del Rosario:

Il segno della croce

Per il segno (+) della Santa Croce, dai nostri nemici (+) liberaci Signore, (+) Dio nostro.

Nel nome del Padre, del Figlio (+) e dello Spirito San-to. Amen.

Il Credo - Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito dallo Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto, discese agli inferi, il ter-zo giorno risuscitò dalla morte. Salì al cielo, siede al-la destra di Dio Padre onnipotente, di là verrà a giu-dicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la re-missione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Padre Nostro - Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo no-me, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quoti-diano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimet-tiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazio-ne, ma liberaci dal male. Amen.

Ave Maria - Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Gloria al Padre - Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

O Gesù mio... - O Gesù mio, perdona le nostre colpe; preservaci dal fuoco dell'inferno; porta in cielo tutte le anime, spe-cialmente le più bisognose della tua misericordia.

Salve Regina - Salve Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo esuli figli di Eva, a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivol-gi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, do-po questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo se-no. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Orazione finale - Sotto la Tua protezione ci rifugiamo, o Santa Madre di Dio; non disdegnare le preghiere che t'innalziamo nella necessità, ma salvaci sempre da tutti i pericoli, o Vergine gloriosa e benedetta.

 

MISTERI DELLA GIOIA

Primo mistero della Gioia: Annunciazione a Maria. Incarnazione del Verbo

Parola di Dio (cfr Lc 1,26-38)

Dio inviò l'angelo Gabriele a una vergine. Il nome della vergine era Maria. L'angelo le disse: «Ti saluto, o piena di Grazia, il Signore è con te». Maria rimase turbata. L'ange-lo aggiunse: «Non temere, darai alla luce un bambino e lo chiamerai Gesù». Maria domandò: «Come è possibile, non conosco uomo». L'angelo le rispose: «Lo Spirito Santo scenderà su di te; colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Nulla è impossibile a Dio». Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».

Meditiamo - Il Padre vuole ricominciare la sua storia d'amore con l'uo-mo. Per questo non dà semplicemente un ordine. Nell'in-tento di sigillare la Nuova Alleanza, sollecita il «sì» libero di una donna, di una ragazza. Essendo Immacolata, Ma-ria è tutta apertura e docilità nei confronti di Dio. Con li-bertà di figlia, pone una domanda e riceve risposta dal Cielo. Il Figlio di Dio sarà uno di noi in tutto, eccetto che nel peccato. Allora Maria compie il salto della fede senza condizioni: «Avvenga di me quello che hai detto».

Imploriamo - O Spirito Santo, insegnaci ad essere sempre vigilanti e a comprendere quale sia la volontà del Padre. Dacci la for-za di poter dire, come Maria, un "sì" generoso. Benedici le giovani generazioni affinché aprano il cuore al Vangelo di Gesù. Mettici in cammino verso il Padre. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio. 

 

Secondo mistero della Gioia: Maria visita sua cugina Santa Elisabetta

Parola di Dio (cfr Lc 1,39-56)

Maria raggiunse in fretta la montagna; entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò: «Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! Beata te che hai creduto!». Allora Maria disse: »L'anima mia magnifica il Signore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Santo è il suo nome, ha innalzato gli umili ricordandosi della sua misericordia».

Meditiamo - Una volta incarnato il Figlio di Dio nelle sue viscere, la Vergine avrebbe ben potuto starsene tranquilla ad as-saporare quell'immenso dono. Invece andò a servire sua cugina Elisabetta, la madre di san Giovanni Battista. è l'incontro tra due vite in gestazione. Due madri si abbracciano. Maria porta in grembo Gesù. Nel Magnificat, il suo poema della gratitudine, profetizza per noi che il Salvatore soccorrerà i poveri e i piccoli.

Imploriamo - O Gesù, la tua presenza commuove, rallegra e protegge la vita nuova che si sviluppa in ogni madre. Ricordaci sempre che ogni persona, sin dall'inizio, è un figlio del Padre, un tuo fratello. Dacci lo spirito di servizio di Maria con Elisabetta. Benedici oggi tutte le madri che attendono un figlio. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio. 

 

Terzo mistero della Gioia: La nascita di Gesù a Betlemme

Parola di Dio (cfr Lc 2,7-12)

Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fa-sce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un an-gelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Si-gnore li avvolse di luce. Furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: ««Non temete, ecco, vi annunzio una gran-de gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato un Salvato-re, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia».

Meditiamo - Il Figlio Unigenito del Padre, la Seconda Persona della San-tissima Trinità, il Dio Infinito nasce da Maria sulla nostra terra. Non arriva come un re potente. Non sceglie la capitale di un impero né un palazzo. Per lui non c'è posto in una ca-sa. Il piccolo Gesù ancora non parla. Tuttavia, è la Parola vi-vente del Padre, la prova visibile della sua misericordia. Dio si è fatto bambino, non uomo adulto. Nessuno può aver pau-ra di lui. I primi invitati sono alcuni poveri pastori. Egli è la grande gioia di Dio per il mondo.

Imploriamo - O Padre dei Cieli, questa notte milioni e milioni di persone sole senzatetto, di fuggiaschi di guerre e catastrofi non rice-veranno ospitalità in nessun albergo; molti bambini nasce-ranno in spazi indegni di un essere umano. In loro vive Ge-sù povero. Mostraci, Padre, come accoglierli sotto un tetto nella pace de Betlemme. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Quarto mistero della Gioia: La presentazione di Gesù al Tempio

Parola di Dio (cfr Lc 2,22-30)

Quando venne il tempo della loro purificazione, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, offrendo in sacrificio un paio di tortore. Un uomo di nome Simeone, un uomo giusto e timorato di Dio, mosso dallo Spirito San-to, si recò al Tempio. Mentre i genitori vi portavano il bam-bino Gesù, Simeone lo prese tra le braccia e benedisse Dio: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secon-do la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua sal-vezza, luce per illuminare le genti». Simeone disse a Maria: «Egli è qui come segno di contraddizione. E anche a te una spada trafiggerà l'anima».

Meditiamo - La Sacra Famiglia si sottomette alla purificazione prescrit-ta per la nascita di un figlio maschio primogenito. Nel Tem-pio, Gesù, Maria e Giuseppe sono stati accolti dall'anziano Simeone e dalla vedova Anna. Entrambi vivevano profon-damente la fede di Israele e attendevano anelanti il Messia. Simeone riconosce in lui il Salvatore, loda Dio e profetizza il doloroso cammino di Gesù e di sua Madre. Fin dall'ini-zio, Maria viene associata all'opera redentrice di suo Figlio.

Imploriamo - O san Giuseppe, uomo giusto, chiedi al Signore che conce-da alle persone anziane la grazia di arrivare a vedere Gesù faccia a faccia, così come è accaduto al fedele Simeone. A coloro che soffrono la prova della vedovanza, concedi il dono di vivere, come Anna, nella vicinanza consolatrice del Signore. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Quinto mistero della Gioia: Gesù Bambino smarrito e ritrovato nel Tempio

Parola di Dio (cfr Lc 2,41-52)

Il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme. Maria e Giuseppe, cre-dendolo nella carovana, non si accorsero della sua scomparsa fino alla fine della prima giornata. Non avendolo trovato, torna-rono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovaro-no nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole. Tornato a Nazareth, Gesù viveva sottomesso ai suoi genitori e cresceva in sapienza umana.

Meditiamo - Gesù compie un passo decisivo nel suo sviluppo giovanile. Lo compie per essere fedele alla missione che il Padre gli aveva af-fidato. E un momento di maturazione della vita in famiglia. II modo di viverla contiene un insegnamento e offre una grazia. Di fronte all'allontanamento del fanciullo, i suoi genitori reagiscono con sollecitudine e grande rispetto. Benché la risposta del Figlio fosse stata incomprensibile, Maria «serbava tutte queste cose nel suo cuore». Cercava di penetrare nel misterioso piano divino.

Imploriamo - O Maria, Madre delle nostre famiglie, nella vita quotidiana e nelle prove non sempre riusciamo a comprenderci tra di noi su questa terra. Aiutaci a rispettare il modo di essere e la missio-ne propria di ognuno, e a scoprire Dio anche nell'incomprensi-bile. Illumina i genitori che, nel tuo nome, hanno cura dei loro figli. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio. Salve Regina.

 

MISTERI DELLA LUCE

Primo mistero della Luce: Il battesimo di Gesù nel Giordano

Parola di Dio (cfr Lc 3,15-16; 21-22)

Giovanni diceva al popolo: ««lo vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non sono degno di scio-gliere neppure il legaccio dei sandali; costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Si trattava di un battesimo di massa nel fiume Giordano, anche Gesù si è battezzato. Mentre pregava, si aprì il cielo, scese lo Spirito Santo sotto forma di colomba e si udì una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto».

Meditiamo - Giovanni è il Precursore. Sa chi è e conosce la propria missione. Benché la moltitudine lo segua e lo acclami, non si allontana di un centimetro da quello che è il suo ruolo nel piano di Dio. Ri-conosce il Messia che arriva al Giordano in mezzo ai peccatori, come fosse uno dei tanti. Gesù compie lo stesso gesto del popo-lo semplice e credente: si lascia battezzare. Allora il cielo si apre e, attraverso segni luminosi, si rivelano profonde ricchezze del mistero del Dio Trino: il Padre che manifesta il suo ineffabile amore per il suo Prediletto e lo Spirito che si mostra sotto la for-ma di una colomba di fuoco e di pace. Cristo può adesso inizia-re la sua vita pubblica e annunciare il Regno.

Imploriamo - Hai manifestato, o Padre, il tuo infinito amore per il tuo Divino Figlio e Figlio di Maria secondo la carne. Riunisci tutti i battezza-ti nel nome di Gesù, per mezzo del tuo Spirito Santo, nella piena unità. Dacci questa grazia »perché il mondo creda». Benedici i ca-tecumeni, i neobattezzati, i loro genitori e padrini, affinché la fiammella tremolante della fede si trasformi in fiamma viva. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Secondo mistero della Luce: L'autorivelazione di Gesù alle nozze di Cana

Parola di Dio (cfr Gv 2,1-11)

C'era uno sposalizio a Cana e c'era la Madre di Gesù. Fu invi-tato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Finisce il vino. La madre di Gesù gli dice: «Non hanno più vino». Lui le rispon-de: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». Gesù dice loro: «Riempite d'acqua le giare e portatene al maestro di tavola». Non appena quest'ultimo l'ebbe assaggiato, dice allo sposo: «Tutti servono da principio il vino buono, tu invece lo hai conservato finora». Quello fu il primo segno di Gesù. Così manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Meditiamo - Il primo miracolo non è stato guarire un malato o far risusci-tare un morto. Il suo primo segno messianico è consistito nel rallegrare una festa di matrimonio. Trasforma litri d'acqua in vino. Manifesta così l'abbondanza della gioia che egli porta al-l'uomo. Chiama sua madre con l'inusuale parola «donna». An-che sul Calvario la chiamerà così, indicando che è la Nuova Eva insieme a Lui, il Nuovo Adamo. Maria esercita il suo im-menso potere di intercessione. Per lei, anticipa la sua ora. La Vergine ci lascia il programma di tutta la vita cristiana: «Fate quello che vi dirà». A Cana si è accesa la fede degli apostoli.

Imploriamo - O Maria di Cana, intercedi oggi per tutti coloro che si sono uniti in matrimonio. Chiedi a tuo Figlio che trasformi l'acqua insipida nel vino dell'amore forte e paziente, generoso, fecon-do e gioioso. Figlia di Sion, digli a nome dell'intera Chiesa: «Non hanno più vino». Egli renderà fedele la sua Sposa. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Terzo mistero della Luce: L'annuncio del Regno di Dio che invita alla conversione

Parola di Dio (cfr Mc 1,14-15)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando la Buona Novella di Dio e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo».

Meditiamo - Il Santo Padre Giovanni Paolo II ci spiega questo brano con parole luminose: Gesù annuncia l'arrivo del Regno. Invita alla conversione perdonando i peccati a coloro che gli si avvicinano con fede umile. Inizia così il suo ministero, la sua attività di servizio misericordioso, che continuerà ad esercitare fino alla fine dei tempi. Lo farà specialmente attraverso il sacramento della riconciliazione (cfr Rosarium Virgìnis Mariae, 2 1).

Imploriamo - O Signore Gesù, la tua Sposa, la Chiesa, prosegue il tuo annuncio del Regno. I segni dei tempi ci hanno chiamati alla Nuova Evangelizzazione. Per mezzo del tuo Santo Spirito, convertici continuamente a una vita di penitenza e di santità. Che la tua Colomba di Fuoco ci infiammi, affinché illuminiamo con la Buona Novella tutti gli ambiti dell'uomo e tutte le regioni della terra. Che, per inter-cessione di Maria, Regina dell'Universo, le nazioni accolgano la tua Parola di vita ed edifichino il tuo Regno di pace. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Quarto mistero della Luce: La trasfigurazione del Signore

Parola di Dio (cfr Mc 9,2-9)

Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue ve-sti divennero splendenti, bianchissime. E apparve loro Elia con Mosè, che discorrevano con Gesù. Pietro disse a Gesù: «Mae-stro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!». Poi si formò una nube che li av-volse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il mio Fi-glio prediletto: ascoltatelo!». Gesù ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti.

Meditiamo - Solo Pietro, capo del collegio apostolico, Giacomo e Giovanni contemplarono l'abbandono totale di Gesù nel Getsemani. Egli li preparò per l'ora della prova regalando loro un anticipo della glo-ria della sua Pasqua. Il Padre si manifestò loro rivelando l'inten-sità divina del suo amore per il Figlio. Così poterono comprende-re che la croce non è il tramonto finale, bensì un passo verso l'al-ba. Questo permetterà loro di spiegare al mondo perché il Cristo Risorto ha delle piaghe tanto luminose quanto il sole del Tabor.

Imploriamo - O Pietro, Giacomo e Giovanni che godeste della visione della bellezza e della verità del suo volto, intercedete per tutti coloro che si consacrano alla vita contemplativa. Pregate per gli arti-sti, che riflettano per noi la bellezza di Dio, e per coloro che cer-cano la verità come ricercatori e scienziati. Insegnate a tutti a considerare le luci del Tabor come un tesoro prezioso, per poter restare fedeli nel Getsemani. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Quinto mistero della Luce: L'istituzione dell'Eucaristia

Parola di Dio (cfr 1 Cor 11,23-26)

Io, Paolo, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Que-sto è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, di-cendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza del mio sangue; fa-te questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me. Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo ca-lice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga».

Meditiamo - L'Eucaristia è la fonte, il centro e l'apice della vita cristiana, lode del Figlio, per mezzo dello Spirito Santo, al Padre. Grazie ad essa la nostra salvezza si rinnova, si attualizza nell'oggi della nostra storia e anticipa la festa della gioia completa. Ge-sù la istituì quando portò «fino alla fine» la consegna di se stesso nel sacrificio redentore. Per rendere duratura questa memoria della sua misericordia, istituì il sacerdozio. Tutta la creazione partecipa dei frutti della terra e del lavoro dell'uo-mo: Siamo uno nel Corpo e nel Sangue. Egli è la Pasqua «per la vita del mondo», Pane vivo per il cammino, fedele Presenza nei nostri templi.

Imploriamo - O Dio, Spirito Santo, così come il tuo potere ha fecondato le vi-scere della Vergine Madre, allo stesso modo, in ogni Eucari-stia, trasforma il pane e il vino. Concedici che anche la nostra esistenza quotidiana, gli sforzi e le gioie del lavoro di tutti gli uomini siano un'offerta di lode al Padre di misericordia. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio. Salve Regina.

 

MISTERI DEL DOLORE

Primo mistero del Dolore: La preghiera di Gesù nell'orto

Parola di Dio (cfr Mc 14,32-45; Lc 22,44)

Gesù giunge al Getsemani con i suoi discepoli. Prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni. Comincia a sentire paura e dice loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e ve-gliate». Si prostra a terra e supplica: «Abbà, Padre! Tutto è pos-sibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». L'angoscia che sente gli fa sudare sangue. Per tre volte si riavvicina ai discepoli e li trova addor-mentati. Si presenta Giuda, accompagnato da uomini armati di spada. Lo chiama «Maestro» e lo bacia.

Meditiamo - Sul Monte degli Ulivi, quel giovedì notte, Gesù volle avere ac-canto a sé i tre discepoli più vicini, gli stessi che lo accompa-gnarono durante la sua trasfigurazione sul Monte Tabor. Essi però furono vinti dalla tristezza e dal sonno. Dalla sua totale solitudine, Gesù si rivolge al Padre con la parola più calda e intima della sua lingua: «Abbà», amato Padre. Prorompe in un grido profondamente umano: «Allontana da me il dolore [...)». Con maestà divina, Gesù gli conferma la sua piena obbedien-za, come ci ha insegnato nel Padre nostro: «Sia fatta la tua vo-lontà, non la mia, Abbà». Lo consegna Giuda, il traditore.

Imploriamo - O Signore Gesù, guarda quanti di noi sentono angosce, tri-stezze e depressioni, e vedono la loro anima immersa nell'o-scurità. Tu hai voluto assumere la desolazione di tutti i re-denti; soccorrici e rafforzaci per poter accettare nella pace quello che il nostro Abbà ci manda nelle ore di Getsemani. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Secondo mistero del Dolore: La flagellazione del Signore

Parola di Dio (cfr Gv 18,38; 19,1)

Detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa. Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?»». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante. Allora Pilato fece flagellare Gesù.

Meditiamo - Legato a una colonna e piegato, piovono sulle sue spalle le crudeli frustate. Pilato non trova alcuna colpa in lui, ma vuole ingraziarsi la massa. Il governatore romano teme le conseguenze politiche che la liberazione di Gesù può provocare. La moltitudine irrazionale, aizzata nelle sue emozioni da demagoghi, preferisce che si castighi l'inno-cente e si lasci in libertà il pericoloso criminale. La men-zogna e l'ingiustizia umana prevalgono. Qui si inaugura la brutale repressione che, per amore di Cristo, soffriranno milioni di martiri nel corso della storia.

Imploriamo - O Spirito Santo, luce della verità e forza di coloro che agiscono con giustizia. Assisti i governanti, i legislatori, i giudici, i comunicatori e le autorità sociali: concedi loro la tua grazia affinché non calpestino mai la dignità dei loro fratelli, siano piuttosto autentici e responsabili servitori dei popoli, specialmente dei più derelitti e poveri. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Terzo mistero del Dolore: Gesù incoronato di spine

Parola di Dio (cfr Mt 27,27-31)

Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la corte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re dei Giudei!». E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.

Meditiamo - Il colore rosso del manto si confonde con il sangue causato dalle frustate e dalle percosse. Appare ai nostri occhi come un'unica vampata di amore redentore. Gesù ha potuto scegliere la corona più preziosa e splendente. Ha preferito che le sue tempie fossero cinte da una corona di spine. Ha voluto essere il nostro re tramite la sua consegna incondizionata. Il Pastore si è trasformato in Agnello. Il Sovrano è il Servo sofferente. Il Nuovo Adamo, Padre della nuova umanità, è indifeso come un bambino.

Imploriamo - O Cristo Gesù, nella nostra società si provoca sofferenza a molti innocenti. Che il tuo braccio potente li protegga, che le tue mani di Buon Samaritano curino le loro ferite, che il tuo sguardo amorevole riporti la serenità nei loro cuori. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Quarto mistero del Dolore: Gesù sale il Calvario carico della croce

Parola di Dio (cfr Mc 15,20-22)

I soldati condussero fuori Gesù per crocifiggerlo. Allora co-strinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota (che significa "Teschio").

Meditiamo - Gesù è molto debilitato per i colpi ricevuti e per l'oscurità interiore delle ultime ore. La soldatesca lo carica con il pe-so della croce. Lo costringono a camminare. Cade varie vol-te. Si rialza e continua a salire. Non ce la fa più. Il Cireneo deve aiutarlo. Alcune donne ne provano compassione, non sospettando chi sia costui che soffre e perché stia andan-do a morire. Giovanni, il più giovane dei dodici apostoli, è l'unico di loro che sale con Cristo la collina del Calvario. La Veronica si fa avanti con coraggio e asciuga delicata-mente il volto ferito e macchiato. Sua Madre, la fedelissi-ma, si avvicina. Gli sguardi che si scambiano dicono silen-ziosamente tutto, con un amore più immenso del mare di sofferenza.

Imploriamo - O san Giovanni, apostolo ed evangelista, nell'Ultima Cena hai posato il capo sul petto di Gesù. Hai ascoltato il batti-to del suo cuore già disposto al sacrificio e al colpo di lan-cia. Chiedi vigore incrollabile per gli infermi e i carcerati, per coloro che non hanno lavoro né pane, per i soli e gli an-ziani, per tutti coloro che soffrono. Nella vita quotidiana e nei momenti più difficili, aiutaci ad essere per loro altret-tanti Cirenei e Veroniche. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Quinto mistero del Dolore: La crocifissione e la morte del Signore

Parola di Dio (cfr I.c 23,33-34; Gv 19,26-34)

Giunti al Calvario, lo crocifissero. Gesù esclamò: «Padre, per-donali, perché non sanno quello che fanno». Gesù disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù disse: «Ho sete». Presero un spugna imbevuta di aceto e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver ricevuto l'aceto, disse: «Tutto è compiuto» e, chinato il capo, spirò. Vedendo che era già morto, uno dei soldati gli colpì il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua.

Meditiamo - Gesù è l'unico essere umano che avrebbe potuto evitare la morte. Ciononostante, si è consegnato ad essa per riscattare il mondo dal peccato e riconciliare ogni uomo con il Padre. Questa alleanza di pace costruisce la pace tra di noi. Gesù in-tercede presso il Padre per i propri carnefici. Muore perdo-nando. Questa qualità dell'amore è la caratteristica dei mar-tiri cristiani. Il primo di loro, santo Stefano, è morto chieden-do perdono a Dio per i suoi assassini.

Imploriamo - O Madre del Calvario, che il sangue di tuo Figlio non si spar-ga invano. Educa la nostra fede per rispondere a questo amo-re senza condizioni. Che tutti noi cristiani riusciamo ad en-trare nel dinamismo riconciliatore di Cristo. Che giorno per giorno preghiamo nella verità il Padre nostro: «Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori». Trasformaci in strumenti di riconciliazione nella famiglia e nel lavoro, nella Chiesa e nel mondo. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio. Salve Regina.

 

MISTERI DELLA GLORIA

Primo mistero della Gloria: La risurrezione del Signore

Parola di Dio (cfr Gv 20,11-18)

Maria Maddalena stava vicino al sepolcro e piangeva. Si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sa-peva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giar-dino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi do-ve lo hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù la chiama per nome: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbuni!», che significa: Maestro! Gesù le dis-se: «Va' dai miei fratelli e di' loro: io salgo al Padre mio e Pa-dre vostro, Dio mio e Dio vostro».

Meditiamo - La morte non ha l'ultima parola. Durante la notte, lo Spi-rito Santo risuscita Cristo. è la Domenica della Vittoria. Nella sua tristezza, Maria di Magdala non riconosce Gesù. Nell'ascoltare il suo nome sulle labbra del Signore, tutto si ravviva dentro di lei: l'ora del perdono, la morte del Vener-dì (...). I vangeli ci narrano che fu questa donna la prima persona che vide il Risorto. Il Signore la manda ad annun-ciare agli apostoli il trionfo della Vita. Adesso, il Padre di Gesù è anche nostro Padre; per questo Cristo, proprio in quell'occasione, chiama i discepoli «miei fratelli».

Imploriamo - O Santa Maria Maddalena, chiedi al Signore che ci ricolmi di gioiosa speranza. Unisci la tua intercessione a quella della Madre di Dio, affinché ogni donna sia annunciatrice di Cristo Risorto, sia portatrice di vita nella famiglia e nel-la società, nella Chiesa e nelle culture dei popoli. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Secondo mistero della Gloria: L'ascensione del Signore al cielo

Parola di Dio (cfr At 1,3-11)

Dopo la sua Passione, Gesù apparve agli apostoli, fornendo lo-ro molte prove che era vivo. Mentre si trovavano riuniti, Gesù disse loro: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». Detto que-sto, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse al loro sguardo. Due uomini in bianche vesti gli dissero: «Questo Gesù tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».

Meditiamo - L'uomo ha la sua origine nell'amore della Santissima Trinità. La meta della nostra vita consiste nel ritornare alla Casa Pa-terna. Gesù, capo della Nuova Creazione, vive già nel Padre. è il primogenito dei risuscitati. è andato a prepararci le diverse dimore di felicità perpetua. Mentre proseguiamo il nostro pel-legrinaggio, egli non si disinteressa della nostra sorte. Conti-nua a essere uno di noi. Come Buon Pastore e nostro fratello maggiore, intercede per ogni redento. Nel cielo conserva le cin-que piaghe, come un segno che egli ci accompagna nelle no-stre lotte. La nostra missione è quella di preparare la terra per la sua venuta gloriosa.

Imploriamo - O Padre da sempre, Padre senza fine, il tuo Figlio Divino è car-ne della nostra carne, è Figlio di Maria. Nelle sue piaghe glo-riose ricorda le nostre piaghe. Considera i suoi meriti infiniti. Accogli con misericordia tutti i defunti che si trovano nel tem-po della purificazione. Assisti gli agonizzanti. Nell'ora della nostra morte, guardaci sotto il manto di Maria. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Terzo mistero della Gloria: La discesa dello Spirito Santo sul collegio apostolico

Parola di Dio (cfr At 1,14; 2,1-4)

Gli apostoli erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù. Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insie-me nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rom-bo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la ca-sa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in di-verse lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Meditiamo - Gli apostoli avevano nostalgia e paura. Non avevano compre-so gli insegnamenti del Maestro. Maria, però, era sicura che sarebbero stati confortati dallo Spirito. La loro preghiera atti-rò il Consolatore. Lo Spirito, così come risuscitò Gesù, scen-de ora sulla Chiesa. Gli apostoli non si sentono più orfani; lo Spirito invoca Dio, gemendo: «Abbà, Padre amato». Le lingue non si confondono più come a Babilonia: lo Spirito è l'Anima di questa famiglia che è la Chiesa. Non saranno più né timo-rosi né indifferenti: lo Spirito li invierà a diffondere il Regno di Dio fino ai confini della terra.

Imploriamo - O Spirito Vivificante, i nostri Vescovi sono successori diretti dei dodici Apostoli. Mediante l'imposizione delle mani consa-crano, con il tuo potere, i nostri sacerdoti e i nostri diaconi. Per intercessione della Regina degli Apostoli, dacci dei mini-stri della Parola e dei sacramenti numerosi e santi. A tutti noi concedi di vivere nel fuoco del tuo amore. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Quarto mistero della Gloria: L'assunzione di Maria al cielo

Parola di Dio e della Chiesa (cfr Lc 1,46-47, Concilio Vati-cano II, Lumen gentium 59)

Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore [...j Tutte le generazioni mi chiameranno beata». L'Immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa ori-ginale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta al-la celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale Regina dell'universo, perché fosse più pienamente conforme al Figlio suo, vincitore del peccato e della morte.

Meditiamo - Alcuni idolatrano il corpo. Altri lo calpestano, oppure non si preoccupano se i loro fratelli hanno cibo, vestiti, medi-cine. Il nostro corpo è stato scelto per essere tempio dello Spirito Santo. Il santuario pienamente abitato dalla San-tissima Trinità è stato Maria. Ella si è consacrata intera-mente alla persona e all'opera di Gesù. Per questo è stata portata nel corpo e nell'anima vicino a suo Figlio Risorto. Non si tratta soltanto di un modo di dire. E un mistero. Così come la Risurrezione è reale, è anche un fatto che, dal cielo, un cuore interamente umano, materno, fatto di carne e sangue, batte per noi.

Imploriamo - O Signore Gesù, da Maria hai ricevuto un corpo come il nostro. Insegnaci a trattare i nostri corpi con rispetto, gra-titudine e dura disciplina. Illumina ognuno di noi, secon-do il suo stato di vita, con la purezza di Maria, affinché il nostro corpo rifletta meglio la dignità immortale dell'anima che lo vivifica. Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio.

 

Quinto mistero della Gloria: L'incoronazione di Maria a Regina del Cielo e della terra

Parola di Dio (cfr Ap 12,1-5)

Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di so-le, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partori-re per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la po-tenza del suo Cristo!».

Meditiamo - La Trinità Santissima incorona Maria Regina dell'universo. Non si tratta di un titolo onorifico senza importanza che non modifi-ca in nulla le nostre esistenze. Ella partecipa del potere di Cri-sto, Signore della storia. Questo implica un efficace potere di in-tercessione. Maria agisce in mezzo ai duri combattimenti della Chiesa contro il Demonio, Principe della menzogna, dell'odio, della divisione, dell'ingiustizia e della disperazione. Avvolta nel fulgore di Cristo Risorto, è segno di vittoria nel nostro tempo, co-sì come ha manifestato a Fatima ai pastorelli. Suo Figlio gover-na la storia con uno scettro misterioso, ma solido come il ferro. Imploriamo - O Maria, la Scrittura afferma che il demonio continua a com-battere contro i tuoi figli, «quelli che osservano i comandamen-ti» (Ap 12,17). Nella tua condizione di Nuova Eva, fortifica i cri-stiani che, apertamente o dissimulatamente, direttamente o in-direttamente, sono perseguitati fino a versare il proprio sangue «per dare testimonianza fedele di Gesù». Amen. Padre nostro,  Ave Maria (10 volte) Gloria, Gesù mio. Salve Regina.

 

LITANIE LAURETANE

Signore, pietà Signore pietà

Cristo, pietà Cristo pietà

Signore, pietà Signore pietà

Cristo, ascoltaci Cristo ascoltaci

Cristo, esaudiscici Cristo esaudiscici

Padre del Cielo, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio, Redentore del Mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Santa Maria prega per noi

Santa Madre di Dio prega per noi

Santa Vergine delle vergini prega per noi

Madre di Cristo prega per noi

Madre della Chiesa prega per noi

Madre della divina grazia prega per noi

Madre purissima prega per noi

Madre castissima prega per noi

Madre sempre vergine prega per noi

Madre immacolata prega per noi

Madre degna d'amore prega per noi

Madre ammirabile prega per noi

Madre del buon consiglio prega per noi

Madre del Creatore prega per noi

Madre del Salvatore prega per noi

Madre di Misericordia prega per noi

Vergine prudentissima prega per noi

Vergine degna di onore prega per noi

Vergine degna di lode prega per noi

Vergine potente prega per noi

Vergine clemente prega per noi

Vergine fedele Specchio della santità divina prega per noi

Sede della sapienza prega per noi

Causa della nostra letizia prega per noi

Tempio dello Spirito Santo prega per noi

Tabernacolo dell'eterna gloria prega per noi

Dimora tutta consacrata a Dio prega per noi

Rosa mistica prega per noi

Torre di Davide prega per noi

Torre d'avorio prega per noi

Casa d'oro prega per noi

Arca dell'alleanza prega per noi

Porta del cielo prega per noi

Stella del mattino prega per noi

Salute degli infermi prega per noi

Rifugio dei peccatori prega per noi

Consolatrice degli afflitti prega per noi

Aiuto dei cristiani prega per noi

Regina degli Angeli prega per noi

Regina dei Patriarchi prega per noi

Regina dei Profeti prega per noi

Regina degli Apostoli prega per noi

Regina dei Martiri prega per noi

Regina dei veri cristiani prega per noi

Regina dei Vergini prega per noi

Regina di tutti i Santi prega per noi

Regina concepita senza peccato originale prega per noi

Regina assunta in cielo prega per noi

Regina del Santo Rosario prega per noi

Regina della pace prega per noi

Regina della famiglia prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

P. Prega per noi, Santa Madre di Dio.

A. E saremo degni delle promesse di Cristo.

PREGHIAMO - O Dio, il tuo unico Figlio Gesù Cristo ci ha procurato i beni della salvezza eterna con la sua vita, morte e risurrezione; a noi che, con il santo Rosario della Beata Vergine Maria, abbiamo meditato questi misteri concedi di imitare ciò che essi contengono e di raggiungere ciò che promettono. Per Cristo nostro Signore. Amen.