IL SANTO ROSARIO Legionari di Cristo

La parola Rosario significa "Corona di Rose". la Madonna ha rivelato a molti che ogni volta che si recita un Ave Maria è come se si donasse a lei una bella rosa, e che con ogni Rosario completo le si dona una corona di rose. La rosa è la regina dei fiori, e così il Rosario è la rosa di tutte le devozioni ed è perciò la più importante.

Il Santo Rosario è considerato una preghiera completa perché riporta in sintesi tutta la storia della nostra salvezza. Con il Rosario, infatti, me-ditiamo i "misteri" della gioia, del dolore, della luce e della gloria di Gesù, con gli occhi di Maria. è una preghiera semplice, umile così come Maria. è una preghiera che facciamo insieme a lei, la Madre di Dio. Quando con l 'Ave Maria la invitiamo a pregare per noi, la Madonna esaudi-sce sempre la nostra domanda, unisce la sua pre-ghiera alla nostra. Essa diventa perciò sempre più efficace: quando Maria domanda sempre ottiene, perché Gesù non può mai dire di no a quanto gli chiede sua Madre.

In tutte le sue apparizioni la Mamma celeste ci ha invitato a recitare il Rosario come arma po-tente contro il male, per portarci alla vera pace. Può sembrare una preghiera ripetitiva, ma è come due innamorati che si dicono l'un l'altro tante volte "ti amo".

PREGHIERE:

Credo in Dio, Padre onnipotente, crea-tore del cielo e della terra; e in Gesù Cri-sto, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nac-que da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; di-scese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comu-nione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne è benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.   

 

MISTERI GAUDIOSI

1° - L'ANNUNCIO DELL'ANGELO A MARIA

L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chia-mata Nàzaret, a una Vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te". A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo". (Lc 1,26.28.31) 

La chiamata divina nei confronti di Maria è di gioia per l'umanità, perché significa che Dio cerca la nostra collaborazione per i suoi eterni disegni sul mondo. La risposta di Maria a Dio è di gioia per gli uomini, perché dà dignità all'intera umanità. Ma è di gioia anche per Dio nel trovare in Maria un cuore ben disposto, totalmente aperto alla sua Volontà. Interpretare la propria vita come chiamata e risposta, in donazione gioiosa, è una prerogativa delle anime umili come quella di Maria. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

2° - LA VISITA DI MARIA A SANTA ELISABETTA

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!". (Lc 1,41-42) 

Come Maria dobbiamo andare incontro agli altri, ai loro bisogni, senza attendere che vengano a sollecitare il nostro aiuto, antici-pando, prevenendo, intuendo un'urgenza dei nostri fratelli. Quando si ama Gesù e come Gesù, l'amore dilata gli spazi del cuore, per permetterci di offrire i nostri gesti di carità e di servizio a più persone possibili, e le pupille dei nostri occhi, per vedere meglio dove si na-scondono i veri bisogni degli uomini. Uno dei bisogni più urgenti dell'uomo del nostro tempo è avere un po' più di fede e di speranza. Maria ci invita ad avere noi e a infondere ai nostri fratelli, con gioia, questa fede e speranza ulteriori di cui tutti abbiamo bisogno.  Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

3° - LA NASCITA DI GESU' A BETLEMME

Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, sali in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio. (Lc 2,4.6-7) 

La chiarezza della narrazione ci dice qualcosa della pura e santa semplicità di Dio e reclama da noi un atteggiamento altrettanto sem-plice, umile, adorante, per entrare nel segreto del mistero. La nostra intelligenza è grande per comprendere le cose della natura, ma a poco serve di fronte al mistero di Dio, che si apre soltanto a coloro che sono stati toccati dalla stessa semplicità di Dio. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

4° - LA PRESENTAZIONE DI GESU' AL TEMPIO

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori". (Lc 2, 22.34-35)  

Presto o tardi il dolore si affaccia alle porte della nostra vita. A volte arriva all'improvviso, altre volte ne presentiamo l'arrivo, la sua pros-sima presenza tra di noi. Come Maria, sentiamo che una spada si va conficcando negli interstizi della nostra anima. Come per Maria, è una spada di dolore, ma non deve smettere di essere anche una spada di gioia. Lo sarà se riusciamo a legare qualsiasi episodio pe-noso della nostra vita al mistero del dolore salvifico di Gesù. Nel do-lore, la gioia. Saper vivere e predicare questa difficile ma autentica verità è missione di ogni cristiano e, in modo particolare, di chiun-que si sia consacrato al Signore. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

5° - GESU' RITROVATO NEL TEMPIO

Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. (Lc 2, 42-43.46) 

C'è un momento particolarmente difficile per i genitori, ed è quando un figlio o una figlia lasciano la casa paterna per consacrarsi intera-mente a Dio nella vita sacerdotale o religiosa. Molti genitori gioi-scono di fronte alla vocazione dei propri figli e la gioia attenua il dolore della separazione, anche se non lo elimina. Questi sono i momenti in cui contemplare con gli occhi e il cuore di Maria il mi-stero gaudioso del ritrovamento al tempio. Non deve meravigliare, dunque, che il figlio, forse anche con un nodo alla gola, "riveli" ai propri genitori la voce della chiamata divina. Come Maria, i genitori a volte "non capiranno", ma "mediteranno tutte queste cose nel proprio cuore".  Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio... Salve Regina... 

 

MISTERI LUMINOSI

1° - IL BATTESIMO DI GESU' NEL GIORDANO

Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: "Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento". (Lc 3,21-22)  

Con il Battesimo Gesù inizia la sua vita pubblica e si rendono mani-feste agli uomini la sua identità e la sua missione. Per i cristiani, identità e missione sono due aspetti chiave della spiritualità batte-simale: spogliarsi dell'uomo vecchio, rivestirsi dell'uomo nuovo, vita configurata a Cristo sofferente e sanguinante nelle vicissitudini e nei compiti quotidiani dell'ufficio e di casa. Forgiato da questa spiritua-lità, il cristiano non può non lanciarsi nella grande avventura di por-tare la luce di Cristo lungo le vie del mondo, in mezzo agli uomini. Nella luce di Cristo, di cui noi cristiani siamo portatori, gli uomini vedranno la luce di Dio. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

2° - GESU' CAMBIA L'ACQUA IN VITO ALLE NOZZE DI CANA

Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino". E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela". E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le anfore"; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: "Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto". (Gv 2,3-518) 

A Cana Gesù rivela il vero umanesimo cristiano: condividere le gioie degli altri, condividere i loro bisogni, come Maria, e cercare di trovare il modo di soddisfarli. Intuizione materna di Maria e comunione di intesa con suo figlio Gesù ricordano la meravigliosa e creativa relazione esistente fra genitori e figli. La trasformazione dell'acqua in vino è la trasformazione dell'amore egoista in amore altruista e sponsale, di cui il vino a quei tempi era simbolo, som-mamente espressivo e pieno di contenuto umano e spirituale. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

3° - GESU' ANNUNCIA IL REGNO DI DIO

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo". Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: "Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini". E subito lasciarono le reti e lo seguirono. (Mc 1,14-18) 

II fatto di appartenere al Regno di Dio colma di gioia l'anima di ogni essere umano. Noi, discepoli e figli del Regno, siamo uomini gioiosi e felici, perché abbiamo sperimentato l'amore misericordioso di Dio. Siamo peccatori sì, ma il peccato non ci fa sprofondare nel pozzo oscuro della tristezza, dell'angustia o della disperazione, perché il perdono di Dio vince il nostro peccato e ci infonde nuova pace e nuova gioia. Attraverso la mediazione della Chiesa, Dio Padre ci con-cede il Sacramento della Riconciliazione, per accendere di nuovo in noi la luce della gioia e dell'amicizia rinnovata, virtù proprie di chi appartiene al Regno di Dio e di Cristo. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

4° - LA TRASFIGURAZIONE DI GESU'

Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne can-dida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Mentre parlava così, venne una nube e li copri con la sua ombra. All'entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascolta-telo!". Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto. (Lc 9,28-30,34-36) 

Quanta luce nel nostro mondo, fra le persone che ci circondano e che, talvolta, non vediamo! II fulgore di Gesù sul Tabor è unito nel Vangelo alla trasfigurazione del Golgota, così diversa e così commovente. Per questo non possiamo smettere di contemplare il Cristo trasfigurato nel volto di un tossicodipendente, di un malato di Aids, di un bambino con-sumato dalla fame, di un uomo distrutto dall'iniquità dei suoi simili. Cristo continua oggi a trasfigurarsi dinanzi agli uomini sulla cima di entrambe le montagne, illuminandoli come una lucerna posta sul lucerniere. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

5° - L'ISTITUZIONE DELL'EUCARISTIA

Ricevuto un calice, rese grazie e disse: "Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio". Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me". E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi". (Lc 22,17-20)  

Partecipare all'Eucaristia è come entrare nello spazio sacro dello stupore, dell'ammirazione, del miracolo costantemente ripetuto e sempre nuovo, orientato alla fonte stessa della Vita e dell'Amore, fino all'estremo di una dedizione senza limiti. Uno stupore e una meraviglia che brilleranno dinanzi ai nostri occhi e nel nostro com-portamento, nel corso della giornata o per l'intera settimana. Una meraviglia che poco a poco crea nel credente una viva consapevo-lezza della vicinanza di Gesù Cristo, della sua presenza amorosa ac-canto a noi, di un'intimità a cui dolcemente ci chiama e ci attrae. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio... Salve Regina... 

 

MISTERI DOLOROSI

1° - L'AGONIA DI GESU' NEL GETSEMANI

Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare". Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!". (Mt 26,36.39) 

Al Getsemanì "l'uomo supera infinitamente l'uomo" (Pascal). Al Get-semani si impara che essere uomini equivale ad essere capaci di su-perarsi, di oltrepassare i nostri limiti, di andare "ad est del sole", per dirlo poeticamente. II Getsèmani rappresenta per ogni essere umano un limite insuperabile di umanità e per ogni cristiano il modo più autentico di essere figlio di Dio e di vivere i neri abissi della pro-pria storia con cuore filiale. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

2° - LA FLAGELLAZIONE DI GESU'

Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. (Gv 19,1) 

Gesù con il mistero della sua flagellazione ci dice: "Soffrire non è una cosa cattiva". Non è una fatalità che si impone con violenza. è un disegno di Dio e della sua provvidenza imperscrutabile. Non è un castigo per le colpe commesse. è una pedagogia divina per far maturare la personalità umana. Non è un male che, pur non accet-tandolo, si sopporta con rassegnazione. Per il cristiano è un tesoro nel quale si nascondono le ricchezze meravigliose dell'amore e della salvezza dell'uomo. Per chi crede, i colpi di Dio, anche se dolorosi e carichi di mistero, sono sempre colpi d'amore. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

3° - GESU' CORONATO DI SPINE

E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: "Salve, re dei Giudei!". E gli davano schiaffi". (Gv 19,2-3) 

Gli oltraggi e i sarcasmi dei soldati mostrano la disumanizzazione dell'uomo a forza di creatività finalizzata al male; scatenano l'inge-gno dell'uomo contro l'uomo. Il silenzio del regio e divino potere dell'oltraggiato, gravido di forza rinnovatrice, redime la maligna po-tenza creativa dell'essere umano e salva la sua dignità. Gli uomini continueranno ad essere vittime di altri uomini, ma contemplando la dignità del Figlio dell'uomo potranno ritrovare la dignità di cui sono stati privati. Nella silenziosa dignità di Cristo coronato di spine si rivela la dignità di tutti i derisi e oltraggiati della storia. 

4° - GESU' CARICATO DELLA CROCE

Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota. (Gv 19,17) 

Non dovette essere facile per Maria, come non lo sarebbbe per nes-suna madre, contemplare il proprio figlio che porta il patibulum cir-condato da crudeli soldati. Al suo sguardo femminile non sfuggì alcun dettaglio della terrificante scena. Il corpo di Gesù incurvato sotto il peso del legno, i grumi di sangue che macchiavano i suoi capelli e il suo volto, il suo procedere barcollante e senza forze, la fronte gonfia, gli occhi sanguinolenti, le labbra sporche e screpolate, gli zigomi lividi e tumefatti... Contempliamo Gesù con Maria, pen-sando a quanto gli siamo costati e fino a che punto ci ha amato e ci ama, convincendoci che Gesù vuole e cerca imitatori, che sappiano abbracciare la croce per i propri fratelli. Una croce personale e in-trasferibile, dolente e sanguinante che Dio pone sulle nostre spalle e che Egli trasfigura, misteriosamente ma realmente, con lo splen-dore della sua gloria. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

5° - LA CROCIFISSIONE E MORTE DI GESU'

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo, spirò. (LC 23,33.46) 

Accanto alla croce di Gesù c'era, in piedi, Maria, sua madre. è la donna forte, che trae forza dal suo stesso dolore, davanti al dramma incomprensibile di suo figlio crocifisso. Maria, fortificata con la forza di Dio, guarda suo figlio sulla croce, medita, prega, soffre con amore. Lei è la prima ad essere redenta e la prima collaboratrice nell'opera dell'amore redentore, portato fino al parossìsmo della croce. Per il cristianesimo la dimensione mariana della redenzione è ìrrinuncia-bile, perché Maria è l'immagine di ognuno di noi. Ogni cristiano è un redento da Dio, ed è, come Maria, ugualmente chiamato dallo Spirito Santo a collaborare con l'amore redentore del Padre, reso manifesto sulla croce da suo Figlio. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio... Salve Regina... 

 

MISTERI GLORIOSI

1° - LA RESURREZIONE DI GESU'

Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: "Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. è risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano posto". (Mc 16,1.5-6) 

Il mistero della Risurrezione di Gesù arriva all'uomo e lo tocca nella profondità del suo essere, perché Cristo è il restauratore della di-gnità e del valore dell'uomo, Colui che dà risposte compiute alle sue aspirazioni e speranze. In Cristo risorto, qualsiasi uomo, ogni singolo uomo, può partecipare alla risurrezione e, mediante questa, ad un nuovo modo d'essere e di operare fin da ora, nello spazio e nel tempo presenti. Contemplando, con costanza, Cristo risorto, ogni cristiano apprende l'inesauribile ricchezza del mistero, vi si immerge come in un battesimo di vita nuova, risorge lui stesso e si trasforma fino ad assumere, progressivamente, i lineamenti del Risorto. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

2° - L'ASCENSIONE DI GESU' AL CIELO

Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. (Lc 24,50-51) 

Come credenti in Cristo dobbiamo tenere i piedi ben piantati sulla terra, che dobbiamo consacrare e santificare, ma il cuore è nel cielo, dove si consuma l'unione eterna dell'uomo con Dio, la "comunione dei santi", familiari ed amici, e la gioia che suscita la bellezza delle opere di Dio nella natura e nella storia. Come cristiani non possiamo trasferire il cielo sulla terra - ciò è impossibile per i cristiani -; siamo piuttosto chiamati a suscitare negli uomini l'attrazione del cielo, a mostrare con la nostra vita che la fede cristiana ben vissuta è già anticamera del cielo. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

3° - LA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO SU MARIA E GLI ASPOSTOLI

Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. (Gv 14,16-17) 

Con la Pentecoste, ha inizio per l'umanità una vita secondo lo Spirito, il cui paradigma è rinvenibile nelle prime comunità cristiane. Nel regno animale vige la legge dell'istinto; nel regno razionale, le legge della ragione. Ma nel regno degli uomini spirituali, ciò che è vigente ed ha autorità è la legge dello Spirito. Questa produce frutti spirituali: amore, gioia, pace, pazienza, affabilità, bontà, fedeltà, modestia, pa-dronanza di sé. Essendo lo Spirito ad animare l'organismo della vita spirituale, è lui che vivifica e guida ogni opera del credente in Cristo e la indirizza verso la conformazione a Cristo. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

4° - L'ASSUNZIONE DI MARIA VERGINE AL CIELO

La santissima Vergine Maria, dopo aver terminato il corso della sua vita terrena, fu elevata, corpo e anima, alla gloria del cielo, dove già partecipa alla gloria della risurrezione del suo Figlio, anticipando la risurrezione di tutte le membra del suo corpo. (Pio XI I, Cost. Ap. Munfficentissimus Deus) 

Maria assunta al cielo è "segno di speranza e di consolazione" (LG 68) per tutti i cristiani, perché precede con la sua luce, come faro potentissimo e splendente, il popolo di Dio ancora pellegrino nella storia. Contemplando Maria nel cielo, sentiamo una voce interiore che ci chiede di elevare il nostro spirito alle altezze divine. Con gli occhi fissi su Maria, le cose terrene acquistano il loro carattere rela-tivo e nell'anima del cristiano prendono forma le aspirazioni più no-bili e sante. La gloria di Maria, smaltata di bellezza e potere celesti, ci attrae, ci purifica, ci nobilìta, ci infonde una gioia nuova e imperi-tura. Lo sguardo raggiante di Maria, che appaga ogni desiderio di felicità del suo cuore, ci invita a pregustare, già nella nostra povera condizione umana, la felicità della visione di Dio faccia a faccia. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio...

 

5° - L'INCORONAZIONE DI MARIA REGINA NELLA GLORIA DEL PARADISO

Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. (Ap 12,1)  

Noi cristiani, anche se con differenti gradi d'intensità e in vario modo, rendiamo filialmente culto alla santissima Vergine, Regina dell'universo e Madre della Chiesa. Lodiamo, veneriamo e magnìfi-chiamo Maria, per "le grandi cose che ha fatto in lei l'Onnipotente". Il nostro culto a Maria non si limita ad Essa, ma rinvia direttamente a Cristo, suo Figlio, alla santissima Trinità, da cui procede ogni dono perfetto, e alla quale di per sé è dovuto il culto delle creature. Il culto che rendiamo a Maria non è concorrente col culto a Dio, ma è un modo diverso di adorare, di benedire e di onorare la gloria di Dio, che si riflette nella vita e nel volto della Nostra Madre e Regina. Pater, 10 Ave Maria, Gloria, Gesù mio... Salve Regina...

 

LITANIE LAURETANE

Signore, pietà Signore pietà

Cristo, pietà Cristo pietà

Signore, pietà Signore pietà

Cristo, ascoltaci Cristo ascoltaci

Cristo, esaudiscici Cristo esaudiscici

Padre del Cielo, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio, Redentore del Mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Santa Maria prega per noi

Santa Madre di Dio prega per noi

Santa Vergine delle vergini prega per noi

Madre di Cristo prega per noi

Madre della Chiesa prega per noi

Madre della divina grazia prega per noi

Madre purissima prega per noi

Madre castissima prega per noi

Madre sempre vergine prega per noi

Madre immacolata prega per noi

Madre degna d'amore prega per noi

Madre ammirabile prega per noi

Madre del buon consiglio prega per noi

Madre del Creatore prega per noi

Madre del Salvatore prega per noi

Madre di Misericordia prega per noi

Vergine prudentissima prega per noi

Vergine degna di onore prega per noi

Vergine degna di lode prega per noi

Vergine potente prega per noi

Vergine clemente prega per noi

Vergine fedele prega per noi

Specchio della santità divina prega per noi

Sede della sapienza prega per noi

Causa della nostra letizia prega per noi

Tempio dello Spirito Santo prega per noi

Tabernacolo dell'eterna gloria prega per noi

Dimora tutta consacrata a Dio prega per noi

Rosa mistica prega per noi

Torre di Davide prega per noi

Torre d'avorio prega per noi

Casa d'oro prega per noi

Arca dell'alleanza prega per noi

Porta del cielo prega per noi

Stella del mattino prega per noi

Salute degli infermi prega per noi

Rifugio dei peccatori prega per noi

Consolatrice degli afflitti prega per noi

Aiuto dei cristiani prega per noi

Regina degli Angeli prega per noi

Regina dei Patriarchi prega per noi

Regina dei Profeti prega per noi

Regina degli Apostoli prega per noi

Regina dei Martiri prega per noi

Regina dei veri cristiani prega per noi

Regina dei Vergini prega per noi

Regina di tutti i Santi prega per noi

Regina concepita senza peccato originale prega per noi

Regina assunta in cielo prega per noi

Regina del Santo Rosario prega per noi

Regina della pace prega per noi

Regina della famiglia prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

P. Prega per noi, Santa Madre di Dio.

A. E saremo degni delle promesse di Cristo.

PREGHIAMO - O Dio, il tuo unico Figlio Gesù Cristo ci ha procurato i beni della salvezza eterna con la sua vita, morte e risurrezione; a noi che, con il santo Rosario della Beata Vergine Maria, abbiamo meditato questi misteri concedi di imitare ciò che essi contengono e di raggiungere ciò che promettono. Per Cristo nostro Signore. Amen.