I MISTERI DEL ROSARIO PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA

Padre Stefano Igino Silvestrelli

Per richieste: Edizioni Casa di Nazareth - V.le Vaticano 50 - 00165 ROMA.

Presentazione

Il Rosario è un modo di pregare che, avviando ad una contemplazione attiva accessibile a tutti, accosta alla sacra Bibbia e al mistero della Salvezza La recita delle preghiere più semplici e più belle - il «Padre nostro», l'« Ave Maria», il «Glo-ria» - accompagnata al ricordo e alla medita-zione dei fatti fondamentali della storia della nostra salvezza - i «misteri» - fa del Rosario una pratica di pietà facile, agevole a tutti e fe-conda di grazie. Da lungo tempo la s. Chiesa la benedice e incoraggia, e ad essa invita i suoi fi-gli soprattutto nelle ore della prova.

Pio XII chiamava il Rosario: «Compendio di tutto il Vangelo».

Giovanni XXIII assegnava «il posto del Ro-sario per gli ecclesiastici dopo la s. Messa e il Bre-viario, e per i laici, dopo la partecipazione ai sacramenti».

Paolo VI affermava che «questa popolare ma-niera d'orazione,... conserva tanti pregi degni di essere coltivati anche dalla spiritualità moderna».

Giovanni Paolo II assicura che il Rosario è « la sua preghiera prediletta», e ne dà le motivazio-ni: «Nella recita del s. Rosario non si tratta tanto di ripetere delle formule, quanto piuttosto di en-trare in colloquio confidenziale con Maria, di parlarLe, di manifestarLe le speranze, di confi-darLe le pene, di aprirLe il cuore, di dichiararLe la propria disponibilità nell'accettare i disegni di Dio, di prometterLe fedeltà in ogni circostanza; soprattutto in quelle più difficili e dolorose, sicuri della sua protezione, e convinti che Ella ci otterrà dal suo Figlio tutte le grazie necessarie alla no-stra salvezza.

Recitando il s. Rosario infatti noi contem-pliamo il Cristo da una prospettiva privilegiata, cioè da quella stessa di Maria, sua Madre; me-ditiamo cioè i misteri della vita, della passione e della risurrezione del Signore con gli occhi e col cuore di colei che fu più vicina al suo Figlio.

Siamo assidui alla recita del Rosario sia nella comunità ecclesiale, sia nell'intimità delle no-stre famiglie: esso, sulla scia delle ripetute in-vocazioni, unirà i cuori, riaccenderà il focolare domestico, fortificherà la nostra speranza e ot-terrà a tutti la pace e la gioia del Cristo nato, morto e risorto per noi» (2 ottobre 1988).

I misteri del Rosario, suddivisi per ogni giorno della settimana, ampliano e completano l'arco della meditazione biblica nei confronti della struttura tradizionale Ad ogni giorno della settimana è assegnato un ciclo di cinque misteri secondo un criterio cro-nologico e didattico razionale e rispondente al-le istanze della pietà contemporanea, che, nel-l'arco della settimana, ripresenta in trentacinque fatti o tappe la storia del Redentore intrecciata a quella della Vergine Maria e della Chiesa.

Assieme alle grandi lezioni che fluiscono dal-la contemplazione del mistero della Incarna-zione e della conseguente Redenzione, affidata alla Chiesa con Pietro per capo, ci vengono ri-cordati fatti di continua attualizzazione, quali la diffusione del Vangelo, la vocazione all'apo-stolato, le sofferenze della Chiesa pellegrinan-te sulla terra, le pene delle anime che ancora attendono di essere purificate nel Purgatorio, e la beatitudine dei Santi, amici e protettori di noi in cammino verso il Regno dei cieli, in attesa del ritorno glorioso di Cristo risorto.

Né manca il richiamo a quella unità nella verità, nell'amore e nella pace, per la quale ogni credente deve pregare affinché si com-pia il supremo voto di Gesù, «che siano tut-ti una sola cosa».

I testi biblici, scelti per la migliore meditazione dei misteri del Rosario, educano all'amore della Parola di Dio e aiutano a raggiungere l'efficacia propria del Rosario stesso La lettura dei vari brani biblici non è obbli-gatoria, bastando l'enunciazione brevissima di ogni singolo mistero, ma è utile e raccomanda-bile ogni volta che le circostanze lo consenta-no. Qualora il tempo o altre ragioni pastorali non permettano la lettura di tutti i cinque bra-ni assegnati ai misteri del giorno, si possono leggere uno o più brani, scelti opportunamen-te a sottolineare i fatti più salienti del ciclo o più consoni alla liturgia del tempo.

Nella celebrazione comunitaria del Rosario è consigliabile che la lettura dei brani biblici sia preparata convenientemente e sia fatta da uno o più lettori, distinti da chi sostiene (o in-tona) la preghiera.

Questo modo particolarmente ampio di reci-tare il Rosario - col testo biblico - può essere gradito ed efficace nelle funzioni del mese di Maggio.

La SS. Vergine, invocata con insistenza filia-le, ci porta a rivivere il mistero della salvezza che è il mistero di Cristo e della Chiesa insieme, e ot-tiene pace ai nostri cuori spesso provati dalla sofferenza e dalla tentazione.

 

Come si recita il santo Rosario

1. Si incomincia con l'invocazione:

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen.

2. Quindi si enuncia il primo mistero del giorno cor-rispondente, dicendo ad esempio:

Nel primo mistero del lunedì si contempla l'Immacolata Concezione della Vergine Maria.

3. La contemplazione del mistero prosegue con la recita di un Padre nostro:

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dac-ci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai no-stri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

4. Segue l'Ave Maria, ripetuta dieci volte:

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù.

Santa Maria, madre di Dio, prega per noi pec-catori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

5. Il mistero conclude con l'inno di lode alla Trinità: Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre nei se-coli dei secoli. Amen.

6. Si può aggiungere la preghiera:

"O Signore Iddio che per mezzo dello Spirito Santo diffondete il vostro santo amore sulla Chiesa, abbreviateci il dolore al pur-gatorio e rendeteci sempre più degni della vista del paradiso. O Gesù mio perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell'inferno, portate in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra misericordia"

7. Concluso un mistero, si passa all'enunciazione del seguente, come al n. 2. E così si prosegue fino al 5° mistero del giorno corrispondente. Al ter-mine dei cinque misteri, si recita l'antichissima pre-ghiera della «Salve, Regina», a cui possono far seguito - secondo l'opportunità - le litanie lauretane.

Salve, Regina, madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricor-riamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, ge-menti e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù, dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi; e mostraci, do-po questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. 

I MISTERI DEL ROSARIO PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA

LUNEDì: I MISTERI DELL'INCARNAZIONE DEL FIGLIO DI DIO

1. L'Immacolata Concezione della Vergine Maria.

2. Lo sposalizio della Vergine Maria con san Giu-seppe.

3. L'annuncio dell'arcangelo Gabriele e l'Incarna-zione del Figlio di Dio.

4. La visita di Maria a santa Elisabetta.

5. La nascita di Gesù nella povertà a Betlemme.

 

MARTEDì: I MISTERI DELL'INFANZIA E DELLA VITA NASCOSTA DI GESù

1. La presentazione di Gesù Bambino al tempio.

2. La fuga della santa Famiglia in Egitto.

3. Il ritrovamento di Gesù adolescente fra i dottori nel tempio.

4. La vita umile e laboriosa della santa Famiglia a Nazareth.

5. La predicazione di Giovanni Battista e il battesimo di Gesù.

 

MERCOLEDì: I MISTERI DELLA VITA PUBBLICA DI GESù

l. Il digiuno di Gesù nel deserto e le tentazioni del diavolo.

2. La vocazione degli apostoli.

3. Gesù predica il messaggio della salvezza e lo con-ferma con i miracoli.

4. Gesù prega e insegna a pregare.

5. La trasfigurazione sul monte Tabor e l'annuncio della Passione.

 

GIOVEDì: I MISTERI DELLA PASSIONE

1. L'ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme.

2. L'istituzione dell'Eucaristia e del Sacerdozio nel-l'ultima cena.

3. L'orazione di Gesù nel Getsèmani.

4. La crudelissima flagellazione di Gesù alla colonna.

5. La coronazione di spine di Gesù.

 

VENERDì: I MISTERI DELLA MORTE DI GESù

1. La salita di Gesù con la croce al monte Calvario.

2. La crocifissione e la morte di Gesù.

3. Il seppellimento di Gesù e i dolori di Maria.

4. Le sofferenze della Chiesa, Corpo mistico di Gesù.

5. Le sofferenze della Chiesa nel Purgatorio.

 

SABATO: I MISTERI DELLA PASQUA DI RISURREZIONE

1. La Risurrezione gloriosa di Gesù da morte nel gior-no di Pasqua.

2. La proclamazione di Pietro a pastore di tutta la Chiesa.

3. L'ascensione di Gesù al Cielo.

4. La venuta dello Spirito Santo nel giorno della Pen-tecoste.

5. La diffusione del Vangelo della salvezza nel mon-do ad opera della santa Madre Chiesa.

 

DOMENICA: I MISTERI DELLA SANTA MADRE CHIESA

1. L'assunzione di Maria al Cielo in anima e corpo.

2. Maria regina del cielo e della terra.

3. La beatitudine e l'intercessione dei Santi in Para-diso.

4. L'unità nella carità e nella pace di tutti i redenti in Cristo.

5. Il ritorno glorioso di Cristo alla fine dei tempi.

 

IL LUNEDì

Meditiamo nel Rosario il mistero della Incarnazione del Figlio di Dio, Gesù, nostra Via, Verità e Vita

1 NEL PRIMO MISTERO CONTEMPLIAMO

L'Immacolata Concezione della Vergine Maria

La storia della salvezza inizia nel Paradiso terre-stre, dove Dio condanna Adamo ed Eva, nostri pri-mogenitori, che si sono ribellati alla sua volontà, e insieme promette la redenzione che avverrà a opera del Messia. Satana così sarà vinto dalla Don-na che darà alla luce il Vincitore. In questa nuo-va Eva, la Chiesa ha sempre

 

DAL LIBRO DELLA GENESI 3,9-15

Il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Do-ve sei?». Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giar-dino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».

Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai po-sta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». II Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».

 

2 NEL SECONDO MISTERO CONTEMPLIAMO

Lo sposalizio della Vergine Maria con san Giuseppe

La Provvidenza Divina prepara al Messia una fa-miglia che l'accolga amorosamente e lo custodisca: Giuseppe, uomo giusto e santo, sposa Maria di Na-zareth con regolare fidanzamento, ma ancora ognuno continua a vivere nella propria casa in at-tesa della «festa del matrimonio», dopo la quale è permessa la vita comune. Nel frattempo avviene l'annuncio dell'angelo e l'Incarnazione del Verbo in Maria per opera miracolosa di Dio.

 

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 1,18-25

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non vole-va ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Si-gnore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, per-ché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele», che si-gnifica Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giu-seppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

 

3 NEL TERZO MISTERO CONTEMPLIAMO

L'annunciio dell'arcangelo Gabriele e l'Incarnazione del Figlio di Dio

Gabriele arcangelo annuncia il fatto più grande e importante della storia, rivelatore della infinita misericordia di Dio, che vuole la salvezza degli uo-mini. Maria di Nazareth diventa nostra vita, dol-cezza e speranza: in lei, beata Madre e intatta Ver-gine, Dio dà inizio ad un tempo nuovo per l'uma-nità, il tempo della redenzione. Da lei, nuova Eva, nascerà col Cristo un popolo di stirpe divina, la Chiesa.

 

DAL VANGELO SECONDO LUCA 1,26-38

Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Naza-reth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La ver-gine si chiamava Maria.

Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».

A queste parole ella rimase turbata e si do-mandava che senso avesse un tale saluto. L'an-gelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un fi-glio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e re-gnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all'angelo: «Come è possi-bile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vec-chiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

 

4 NEL QUARTO MISTERO CONTEMPLIAMO

La visita di Maria a santa Elisabetta

Quando l'arcangelo Gabriele porta il grande an-nuncio a Maria di Nazareth, che Lei era destina-ta alla più alta maternità, ad essere la madre di Dio nella carne, Maria non si inorgoglisce, ma alla svel-ta parte per porgere i suoi servizi umili ad Elisa-betta, la madre di Giovanni Battista.

Questo è il vero culto che Dio si aspetta da noi: odo-rarlo nel profondo dell'anima nostra e servirlo nei nostri fratelli.

 

DAL VANGELO SECONDO LUCA 1, 39-55

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabet-ta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Ma-ria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabet-ta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento del-le parole del Signore».

Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

 

5 NEL QUINTO MISTERO CONTEMPLIAMO

La nascita di Gesù nella povertà a Betlemme

«Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un fi-glio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato Consigliere ammirabile»: lo aveva an-nunciato il profeta Isaia circa 700 anni prima del grande evento. Ora si compie la divina promessa e la «Vergine dà alla luce I'Emmanuele, il Dio con noi». Giovanni Evangelista esclama: «E il Verbo si

fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità».

 

DAL VANGELO SECONDO LUCA 2,1-12

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la ter-ra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.

Anche Giuseppe, che era della casa e della fa-miglia di Davide, dalla città di Nazareth e dalla Ga-lilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.

Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si com-pirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era po-sto per loro nell'albergo.

C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò da-vanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di lu-ce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annun-zio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia».

 

IL MARTEDì

Meditiamo nel Rosario l'infanzia e la vita nascosta di Gesù, centro dell'universo, gioia di ogni cuore

1 NEL PRIMO MISTERO CONTEMPLIAMO

La presentazione di Gesù bambino al tempio

Gesù si offre al Padre per la nostra salvezza: lo spinge un ardentissimo amore per tutti gli uomi-ni, vive immagini del Dio vivente. Dalla culla alla croce il marchio del dolore autentica ogni parola e ogni gesto, fino al segno supremo di chi dà la vi-ta per i suoi amici.

 

DAL VANGELO SECONDO LUCA 2,21-35

Quando furon passati gli otto giorni prescrit-ti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di es-sere concepito nel grembo della madre.

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio pri-mogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sa-crificio una coppia di tortore o di giovani colom-bi, come prescrive la Legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Si-meone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspet-tava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portava-no il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo pre-se tra le braccia e benedisse Dio: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la ro-vina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima».

 

2 NEL SECONDO MISTERO CONTEMPLIAMO

La fuga della santa Famiglia in Egitto

La persecuzione si scatena contro la più santa fa-miglia della terra, contro Gesù, Maria e Giuseppe.

Terribile mistero quello del dolore, che sarà spie-gato esaurientemente e definitivamente dal Cro-cifisso. Gesù riassume in sé tutte le sofferenze umane, a cominciare da quelle che affliggono le fa-miglie. Si mette all'ultimo posto per poter servi-re tutti e tutti abbracciare senza limiti di spazio e di tempo. Per chi vuole amare, una sola barriera esiste, quella dell'egoismo: Gesù ci insegna ad ab-batterla per vivere nella pienezza di Dio.

 

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 2, 13-23

Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fug-gi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucci-derlo».

Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adem-pisse ciò che era stato detto dal Signore per mez-zo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio. Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tut-ti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.

Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel pae-se d'Israele; perché sono morti coloro che insi-diavano la vita del bambino». Egli, alzatosi, pre-se con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel pae-se d'Israele. Avendo però saputo che era re del-la Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi.

Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazareth, perché si adem-pisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

 

3 NEL TERZO MISTERO CONTEMPLIAMO

Il ritrovamento di Gesù adolescente fra i dottori nel tempio

Raggiunta la maggiore età, Gesù mostra quale de-ve essere la preoccupazione prima per ogni uomo: dedicarsi alle cose di Dio. E si ferma a Gerusa-lemme, ad ascoltare ed interrogare gli esperti del-le Scritture. Maria e Giuseppe lo cercano ango-sciati. Quando lo ritrovano, Gesù risponde di tro-varsi al suo posto, intento nelle cose del Padre suo. E subito rientra a Nazareth, a completare il suo cammino di crescita nella obbedienza a Giu-seppe e a Maria.

 

DAL VANGELO SECONDO LUCA 2. 41-52

I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Ge-rusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

Credendolo nella carovana, fecero una gior-nata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tor-narono in cerca di lui a Gerusalemme.

Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li in-terrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pie-ni di stupore per la sua intelligenza e le sue ri-sposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole.

Partì dunque con loro e tornò a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uo-mini.

 

NEL QUARTO MISTERO CONTEMPLIAMO

La vita umile e laboriosa della santa Famiglia a Nazareth

Gesù spende trent'anni della sua vita a Nazareth! In quella casa si respira un clima di semplicità, di umiltà, di silenzio e di laboriosità, e una pace im-mensa regna nei cuori.

Faccia il Signore Dio che tutte le nostre famiglie e comunità siano copia fedele di quella di Naza-reth! Sarebbero per sempre allontanate la super-bia, la violenza, il folle attaccamento alle cose pas-seggere del mondo, e la tristezza del peccato che avvelena tante esistenze.

 

DAL VANGELO SECONDO MARCO 6, 2-6

Venuto il sabato, incominciò a insegnare nel-la sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è sta-ta data? E questi prodigi compiuti dalle sue ma-ni? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di loses, di Giuda e di Si-mone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è di-sprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E non vi poté operare nessun pro-digio, ma solo impose le mani a pochi ammala-ti e li guarì. E si meravigliava della loro incredu-lità.

Gesù andava attorno per i villaggi, inse-gnando.

 

DALLA LETTERA Al COLOSSESI DI SAN PAOLO APOSTOLO 3,12.14-20

Rivestitevi, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza.

Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!

La parola di Cristo dimori tra voi abbondan-temente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitu-dine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quel-lo che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mez-zo di lui grazie a Dio Padre.

Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vo-stre mogli. Voi, figli, obbedite ai genitori in tut-to; ciò è gradito al Signore.

 

NEL QUINTO MISTERO CONTEMPLIAMO

La predicazione di Giovanni Battista e il battesimo di Gesù

Giovanni prepara i cuori ad accogliere Gesù, invi-tandoli alla conversione. Anche Gesù va al fiume

Giordano per farsi battezzare, in segno di peni-tenza. Ma non ne ha bisogno, perché nessuna col-pa ha mai sfiorato la sua santissima vita. Tuttavia egli si fa battezzare per liberare noi dalla vergo-gna di innumerevoli peccati commessi usando male i doni di Dio. Per questo egli si abbassa come fosse l'ultimo e il peggiore dei peccatori. Gesù si è messo al `nostro' posto! Ma non lasciamolo so-lo: tocca a noi riconoscerci con lealtà peccatori, e tocca a noi riparare con adeguate opere buone.

 

DAL VANGELO SECONDO MARCO 1, 1-11

Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada. Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorreva a lui tutta la re-gione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusa-lemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e mie-le selvatico e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi san-dali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi bat-tezzerà con lo Spirito Santo».

In quei giorni Gesù venne da Nazareth di Ga-lilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spiri-to discendere su di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio predilet-to, in te mi sono compiaciuto».

 

IL MERCOLEDì

Meditiamo nel Rosario la vita pubblica di Gesù, Maestro, Consolatore, Amico

NEL PRIMO MISTERO CONTEMPLIAMO

Il digiuno dì Gesù nel deserto e le tentazioni del diavolo

«La vita è tutto un combattimento», lo possiamo affermare anche noi con l'esperienza delle gene-razioni. Chi mai avrebbe ancora la fiducia di sal-varsi fra tante insidie e tanti inganni, se non po-tessimo contare sull'assistenza sicura e continua della divina Provvidenza? Dio combatte al fianco di chi crede e prega; incoraggia e conforta chi non teme la fatica e non si sottrae al dovere.

 

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 4,1-11

Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. E dopo aver digiu-nato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di' che questi sassi diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli dis-se: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scrit-to: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede».

Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non ten-tare il Signore Dio tuo».

Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mon-do con la loro gloria e gli disse: «Tutte queste co-se io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai».

Ma Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scrit-to: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto». Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.

 

NEL SECONDO MISTERO CONTEMPLIAMO

La vocazione degli apostoli

Gesù vuol salvare gli uomini con gli uomini e sce-glie alcuni perché siano i suoi diretti collaborato-ri nella impresa divinamente grande della salvez-za delle anime: questi sono i Sacerdoti, ministri di Dio che portano la Luce, la Grazia, e la Pace di Cristo al mondo.

Il Signore ne doni tanti alla sua Chiesa e li faccia traboccanti di santità, sì da essere sempre il sale della terra e la luce del mondo.

Facciamo nostro l'invito di Gesù stesso e pre-ghiamo affinché «il Padrone della messe» ispiri anime forti e pure, ma anche perché esse ab-biano la generosità di rispondere alla chiamata divina.

 

DAL VANGELO SECONDO LUCA 6,12-19

In quei giorni Gesù se ne andò sulla monta-gna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi di-scepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il no-me di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Gio-vanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tomma-so, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannomina-to Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscario-ta, che fu il traditore.

Disceso con loro, si fermò in un luogo pia-neggiante.

C'era gran folla di suoi discepoli e gran mol-titudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusa-lemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che era-no venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle lo-ro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti.

Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.

 

NEL TERZO MISTERO CONTEMPLIAMO

Gesù predica il messaggio della salvezza e lo conferma con i miracoli

Le parole di Gesù sono spirito e vita, codice sem-pre attuale per quanti vogliono vivere ogni gior-nata con Dio, fondendo la propria piccola storia con quella sempre in atto di Cristo. Sigillate da miracoli di ogni sorta, operati a sollievo delle più svariate miserie, quelle parole si impongono a ognuno di noi come parole di Dio, della cui sa-pienza infinita nessuno può dubitare, e di cui nes-suno può far senza. Come Pietro anche noi di-ciamo: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna».

 

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 4,23-5, 12

Gesù andava attorno per tutta la Galilea, in-segnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tut-ti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li gua-riva. E grandi folle cominciarono a seguirlo dal-la Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dal-la Giudea e da oltre il Giordano.

Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi di-scepoli. Prendendo allora la parola, li ammae-strava dicendo:

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi persegui-teranno e, mentendo, diranno ogni sorta di ma-le contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti pri-ma di voi.

 

NEL QUARTO MISTERO CONTEMPLIAMO

Gesù prega e insegna a pregare

Tutto è possibile a chi prega, purché si preghi co-me il Maestro ha insegnato. Dio mette a disposi-zione di chi si affida a lui con fede viva, la sua po-tenza: lo testimonia tutta la Sacra Bibbia; lo con-ferma la storia millenaria della Chiesa; ce lo as-sicurano i Santi. Chi è triste preghi, e troverà sol-lievo ad ogni affanno.

 

DAL VANGELO SECONDO LUCA 11,1-13

Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pre-gare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come an-che Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione».

Poi aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viag-gio e non ho nulla da mettergli davanti; e se que-gli dall'interno gli risponde: Non m'importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a let-to con me, non posso alzarmi per darteli; vi di-co che, se anche non si alzerà a darglieli per ami-cizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occor-rono almeno per la sua insistenza.

Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cer-cate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Per-ché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scor-pione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete

dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Pa-dre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».

 

NEL QUINTO MISTERO CONTEMPLIAMO

La trasfigurazione sul monte Tabor e l'annuncio della Passione

La sofferenza è premessa di benedizioni e grazie celesti, così come la passione e la morte di Gesù sono state la preparazione della risurrezione e del-la glorificazione eterna. Il Calvario e il Tabor so-no inseparabili per chi segue docilmente Cristo e ne attua il messaggio che salva. Il Cristianesimo non è facile, affermava Paolo VI, ma è felice!

 

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 16,21-23;17,1-9

Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei som-mi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e ri-suscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato da-vanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascol-tatelo». All'udire ciò, i discepoli caddero con la fac-cia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.

E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, fin-ché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».

 

IL GIOVEDì

Meditiamo nel Rosario i supremi segni dell'amore di Gesù nostro Pastore, nostro Pane, nostra Vittima

NEL PRIMO MISTERO CONTEMPLIAMO

L'ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme

«Osanna! Osanna!». Un trionfo messianico, so-lenne quanto semplice. Vi partecipano persone beneficate da Gesù; chissà quanti ammalati da Lui guariti e peccatori da Lui rifatti a nuovo; ci sono ragazzi, bambini, sventolìodi rami d'albero. E Gesù incede in groppa ad un asinello. Un trionfo tan-to solenne quanto umile.

«Osanna! Osanna!». Ogni creatura umana ha in-telletto, cuore e voce per lodare Dio, unico fine cui tende la nostra persona, fatta su misura divi-na. Ogni giornata vissuta nel fedele e gioioso com-pimento del proprio dovere è un cantico nuovo, che Dio ascolta e premia.

 

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 21, 1-11

Quando furono vicini a Gerusalemme e giun-sero presso Betfage, verso il monte degli Ulivi, Ge-sù mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito». Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta: Dite alla figlia di Sion: Ecco, il tuo re viene a te mite, seduto su un'asina, con un puledro figlio di bestia da soma.

I discepoli andarono e fecero quello che ave-va ordinato loro Gesù: condussero l'asina e il pu-ledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si po-se a sedere. La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, grida-va: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».

Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: «Chi è co-stui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazareth di Galilea».

 

NEL SECONDO MISTERO CONTEMPLIAMO

L'istituzione della Eucaristia e del Sacerdozio nell'ultima cena

Perché l'uomo possa raggiungere la sua pienezza di vita nel Cristo e l'eterna felicità nel Paradiso, ecco il Pane della Vita disceso dal cielo, Gesù nel-l'Eucaristia: chi mangia di lui vive per lui e con lui, e giungerà alla vita eterna.

Non ringrazieremo mai abbastanza Gesù di aver-ci amato fino a questi segni supremi, quali sono appunto l'istituzione della Eucaristia e del Sacer-dozio. Non ci sentiremo mai soli, avendo con noi 1'Emmanuele, sempre a noi donato, affinché ab-biamo la vita e l'abbiamo abbondante.

 

DAL VANGELO SECONDO LUCA 22, 7-20

Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si do-veva immolare la vittima di Pasqua. Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare». Gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?».

Ed egli rispose: «Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov'è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà una sala al piano su-periore, grande e addobbata; là preparate». Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro det-to e prepararono la Pasqua.

Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli apo-stoli con lui, e disse: «Ho desiderato ardente-mente di mangiare questa Pasqua con voi, pri-ma della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio».

E preso un calice, rese grazie e disse: «Pren-detelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da que-sto momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio».

Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il ca-lice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».

 

NEL TERZO MISTERO CONTEMPLIAMO

L'orazione di Gesù nel Getsèmani

Nelle ore difficili dell'esistenza, quando può sem-brare che nessuno ci capisca e ci possa aiutare, ri-cordiamo che un Amico divino ci comprende, e raccoglie le nostre più segrete lacrime. Non sia-mo soli a soffrire nel corpo o nell'anima o nel cuo-re: c'è Gesù che vuole continuare in ognuno di noi la sua passione per la salvezza nostra e di tutti.

 

DAL VANGELO SECONDO MARCO 14, 32-46

Giunsero intanto a un podere chiamato Get-sèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Gia-como e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate».

Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pre-gava che, se fosse possibile, passasse da lui quel-l'ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu».

Tornato indietro, li trovò addormentati e dis-se a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a ve-gliare un'ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole».

Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato li trovò addormen-tati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.

Venne la terza volta e disse loro: «Dormite or-mai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Fi-glio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei pec-catori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tra-disce è vicino».

E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e ba-stoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro que-sto segno: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Allora gli si accostò dicendo: «Rabbì» e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.

 

NEL QUARTO MISTERO CONTEMPLIAMO

La crudelissima flagellazione di Gesù alla colonna

Pilato, pur avendo riconosciuto Gesù innocente, lo fa flagellare e poi lo consegnerà alla morte. Dal-la sacra Sindone, custodita a Torino, risultano cen-tinaio di colpi di flagello sul dorso, sul petto, sul-le gambe e persino sulla faccia di Gesù. E Gesù si lascia colpire, senza lamentarsi, per amore nostro. E noi?

La fatica del lavoro, le varie infermità, come pu-re la mortificazione e la rinuncia a ciò che potrebbe profanare il nostro corpo, capolavoro della Prov-videnza divina, destinato alla risurrezione, siano quella partecipazione alla passione del Cristo ne-cessaria al compimento della redenzione nostra e dei fratelli.

 

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 27, 15-26

Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a lo-ro scelta. Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba. Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: «Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?». Sapeva be-ne infatti che glielo avevano consegnato per in-vidia.

Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua». Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far mo-rire Gesù. Allora il governatore domandò: «Chi dei due volete che vi rilasci?». Quelli risposero: «Ba-rabba!». Disse loro Pilato: «Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?». Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli aggiunse: «Ma che male ha fat-to?». Essi allora urlarono: «Sia crocifisso!».

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono re-sponsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!». E tutto il popolo rispose: «I1 suo sangue ri-cada sopra di noi e sopra i nostri figli». Allora ri-lasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse croci-fisso.

 

NEL QUINTO MISTERO CONTEMPLIAMO

La coronazione di spine di Gesù

Come non l'avessero martoriato abbastanza con la flagellazione, i soldati si prendono beffa di Gesù e lo insultano, gli sputano addosso, e per spegnere quel volto che, nonostante tutto, rimane silenzio-so e dolce, calcano sulla testa di Gesù un casco di spine. Umiliazione terribile, insulto supremo. Quel capo coronato di spine resterà coronato anche sul Calvario, anche pendente dalla croce.

Esprimiamo a Gesù il nostro amore riconoscente per quanto ha sofferto per noi, ricordando che tut-ti i peccati partono dalla testa. Fuggiamo i pensie-ri cattivi prima che coinvolgano nel peccato anche la nostra volontà. Coltiviamo nella testa pensieri buoni che aumentino in noi la Grazia di Dio, l'ami-cizia con Gesù.

 

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI 19,1-16

Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece fla-gellare. E i soldati, intrecciata una corona di spi-ne, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davan-ti e gli dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli da-vano schiaffi.

Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: «Ec-co, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di por-pora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!».

Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gri-darono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».

All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Ge-sù: «Di dove sei?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di met-terti in croce?». Rispose Gesù: «Tu non avresti nes-sun potere su di me, se non ti fosse stato dato dal-l'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande»...

Era la Preparazione della Pasqua, verso mez-zogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Dis-se loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

 

IL VENERDì

Meditiamo nel Rosario le ineffabili sofferenze di Cristo Redentore e della santa Chiesa

NEL PRIMO MISTERO CONTEMPLIAMO

La salita di Gesù con la croce al monte Calvario La croce pesa terribilmente quando si è soli a por-tarla o non se ne scopre il divino valore; ma se un buon Cìreneo ci dà mano valida, il cuore trova co-raggio e il peso si fa leggero, la croce diventa ama-bile e cara. Che cosa di più nobile e appagante che aprire la casa, le braccia e il cuore a chi piange?

 

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA 53,3-6

Il profeta annuncia le sofferenze del Messia: «Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

Eppure egli si è caricato delle nostre soffe-renze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giu-dicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiaccia-to per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà sal-vezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti co-me un gregge, ognuno di noi seguiva la sua stra-da; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti».

 

DAL VANGELO SECONDO LUCA 23,26-33

Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una gran folla di popolo e di don-ne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammel-le che non hanno allattato.

Allora cominceranno a dire ai monti: «Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?».

Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati.

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là cro-cifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'al-tro a sinistra.

 

NEL SECONDO MISTERO CONTEMPLIAMO

La crocifissione e la morte di Gesù

Il Crocifisso sia il nostro `libro' per conoscere l'a-more di Gesù per noi: leggiamolo spesso, faccia-mone il codice della nostra condotta privata e so-ciale. Come il Cristo si è dato alla morte per noi, non dubitiamo di affrontare sacrifici e rinunce per amore di lui, che vive e soffre nei nostri fratelli.

 

DAI VANGELI

Condussero Gesù al luogo del Golgota, che si-gnifica luogo del cranio, e gli offrirono vino me-scolato con mirra, ma egli non ne prese. Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse pren-dere. Erano le nove del mattino quando lo cro-cifissero.

Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno».

Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. Uno dei malfattori ap-pesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». Ma l'altro lo rim-proverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dan-nato alla stessa pena? Noi giustamente, perché,ri-ceviamo il giusto per le nostre azioni, egli inve-ce non ha fatto nulla di male». E aggiunse: «Ge-sù, ricordati di me quando entrerai nel tuo re-

Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo av-volsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.

 

NEL QUARTO MISTERO CONTEMPLIAMO

Le sofferenze della Chiesa, Corpo mistico di Gesù

La Passione di Gesù non è finita. Continua nella santa Chiesa, dovunque un cristiano soffre. Con-tinua nell'umanità, dovunque un figlio di Dio ge-me. Chi porta aiuto ai sofferenti, è a Gesù che dà aiuto; da lui ne riceverà premio nell'eternità. è detto giustamente: «Chi semina nelle mani del po-vero, raccoglierà dalle mani di Dio». Ed ancora è vero che nulla ci appartiene tanto, quanto ciò che diamo a Dio nei nostri fratelli. Così possiamo af-fermare che coloro che perseguitano la Chiesa, continuano la crocifissione di Cristo. Gesù po-trebbe ancora rivolgere il rimprovero fatto sulla via di Damasco a Saulo, furente di odio verso la Chiesa nascente: «Perché mi perseguiti?».

 

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI 9, 1-9

Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le si-nagoghe di Damasco al fine di essere autorizza-to a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che aves-se trovati.

E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo av-volse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «lo sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù, àl-zati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che de-vi fare».

Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aper-ti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.

 

NEL QUINTO MISTERO CONTEMPLIAMO

Le sofferenze della Chiesa nel Purgatorio

 Un brutto proverbio dice: «Lontano dagli occhi, lontano dal cuore», volendo affermare che è tan-to facile dimenticare il bene ricevuto e coloro che, a prezzo di fatiche e di sofferenze, ci hanno pre-ceduto nella vita e ci hanno aperto la strada: non deve essere per noi quell'amaro rimprovero. Ri-cordiamo i nostri Defunti e per essi offriamo pre-ghiere e sacrifici. Altri un giorno si ricorderà di noi e ci solleverà dalle pene del Purgatorio.

 

DAL SECONDO LIBRO DEI MACCABEI 12,38-45

Giuda poi radunò l'esercito e venne alla città di Odollàm; poiché si compiva la settimana, si purificarono secondo l'uso e vi passarono il sabato. II giorno dopo, quando ormai la cosa era diven-tata necessaria, gli uomini di Giuda andarono a raccogliere i cadaveri per deporli con i loro pa-renti nei sepolcri di famiglia. Ma trovarono sot-to la tunica di ciascun morto oggetti sacri agli idoli di Iàmnia, che la legge proibisce ai Giudei; fu perciò a tutti chiaro il motivo per cui costoro erano caduti. Perciò tutti, benedicendo l'opera-to di Dio, giusto giudice che rende palesi le cose occulte, ricorsero alla preghiera, supplicando che il peccato commesso fosse pienamente perdo-nato. Il nobile Giuda esortò tutti quelli del popo-lo a conservarsi senza peccati, avendo visto con i propri occhi quanto era avvenuto per il pecca-to dei caduti.

Poi fatta una colletta, con un tanto a testa, per circa duemila dramme d'argento, le inviò a Ge-rusalemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio, agendo così in modo molto buono e nobile, suggerito dal pensiero della risurrezione. Perché se non avesse avuto ferma fiducia che i ca-duti sarebbero risuscitati, sarebbe stato super-fluo e vano pregare per i morti. Ma se egli con-siderava la magnifica ricompensa riservata a co-loro che si addormentano nella morte con senti-menti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espia-torio per i morti, perché fossero assolti dal pec-cato.

 

IL SABATO

Meditiamo nel Rosario il festoso annuncio della Risurrezione di Gesù, nostra Pasqua

NEL PRIMO MISTERO CONTEMPLIAMO

La Risurrezione gloriosa di Gesù da morte nel giorno di Pasqua

Cristo ha vinto la morte: alleluia! Cristo a tutti noi augura e dona pace! Cristo è ancora con noi! Sarà sempre con noi, per essere la fonte perenne della nostra gioia. Cristo regni nei nostri cuori, purificati dalla Grazia, santificati dalla Comunio-ne col suo Corpo risorto e glorioso! Sepolti con Cristo nel Battesimo e morti al peccato, viviamo in una vita perennemente nuova e santa, a gloria del Padre.

 

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 28,1-10

Passato il sabato, all'alba del primo giorno del-la settimana, Maria di Magdala e l'altra Maria an-darono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la fol-gore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l'angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il croci-fisso. Non è qui. è risorto, come aveva detto; ve-nite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: è risuscitato dai mor-ti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ec-co, io ve l'ho detto».

Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annun-zio ai suoi discepoli.

Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno».

 

NEL SECONDO MISTERO CONTEMPLIAMO

La proclamazione di Pietro a pastore di tutta la Chiesa

Gesù è con noi nella persona del Papa, Pastore e Maestro della Chiesa. Santa Caterina da Siena co-sì chiamava il Papa: «O Babbo mio, dolce Cristo in terra...». Non altrimenti pensavano i Santi tut-ti che, docili ed affettuosi, amavano nel Papa il di-vino Amico degli uomini. A lui Gesù ha dato il pri-mato della carità, affinché per mezzo di lui i redenti siano un cuor solo e un'anima sola.

 

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 16,13-19

Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Al-cuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cri-sto, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su que-sta pietra edificherò la mia chiesa e le porte de-gli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

 

NEL TERZO MISTERO CONTEMPLIAMO

L'Ascensione di Gesù al cielo

Questa che abitiamo è come una "sala d'aspetto" dove nella prova si attende la chiamata per la no-stra vera e stabile patria, il Paradiso.

è vano attaccare il cuore alle cose che dovremo un giorno lasciare; ed è da stolti dimenticare il nostro destino eterno e il nostro fine supremo, la salvezza dell'anima. Le creature vanno adoperate con libertà e povertà di spirito, "tanto quanto" servono a dar gloria a Dio e a raggiungere la feli-cità eterna.

 

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI 1, 1-11

Nel mio primo libro ho già trattato, o Teofi-lo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spi-rito Santo, egli fu assunto in cielo.

Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, or-dinò loro di non allontanarsi da Gerusalem-me, ma di attendere che si adempisse la pro-messa del Padre «quella, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con ac-qua, voi invece sarete battezzati in Spirito San-to, fra non molti giorni».

Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?».

Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra».

Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro oc-chi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tor-nerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete vi-sto andare in cielo».

 

NEL QUARTO MISTERO CONTEMPLIAMO

La venuta dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste

Lo Spirito Santo abita in noi dal giorno grande del nostro Battesimo e in noi vive per sublimare e di-vinizzare tutta la nostra attività e renderla degna di una ricompensa eterna. Godiamone, e ringra-ziamo la Provvidenza divina di averci ammessi a una sorte così nobile. Impegniamoci ad assecon-dare la guida dello Spirito, vivendo nella Grazia battesimale ogni giorno della nostra terrena av-ventura: allora nulla andrà perduto, tutto sarà premiato nella eternità.

 

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI 2, 1-12

Mentre il giorno di Pentecoste stava per fini-re, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.

Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e comin-ciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.

Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei os-servanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Ve-nuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbi-gottita perché ciascuno li sentiva parlare la pro-pria lingua.

Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore di-cevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Me-di, Elamiti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle par-ti della Libia vicino a Cirene, stranieri di Roma, Ebrei e proseliti, Cretesi e Arabi e li udiamo an-nunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio».

Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?». Altri invece li de-ridevano.

 

NEL QUINTO MISTERO CONTEMPLIAMO

La diffusione del Vangelo della salvezza nel mondo ad opera della santa Madre Chiesa

Il messaggio della salvezza è il dialogo che Gesù, Parola vivente, continua tra gli uomini per mez-zo della Chiesa, la quale non si stanca di annun-ciare a tutti gli uomini di buona volontà il Van-gelo, di comunicare la Grazia e di guidare alla conquista della pace sulla terra e del Paradiso nel Cielo. Ogni figlio della Chiesa deve essere apo-stolo, annunciatore e missionario della lieta no-vella: che cosa di più bello che passare, di gene-razione in generazione, da padre a figlio, da fra-tello a fratello, i doni di Dio?

 

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI 13,44-49

Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono pieni di gelo-sia e contraddicevano le affermazioni di Paolo, be-stemmiando.

Allora Paolo e Barnaba con franchezza di-chiararono: «Era necessario che fosse annunzia-ta a voi per primi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eter-na, ecco noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infat-ti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto come luce per le genti, perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra».

Nell'udir ciò, i pagani si rallegravano e glo-rificavano la parola di Dio e abbracciarono la fede tutti quelli che erano destinati alla vita eterna. La parola di Dio si diffondeva per tut-ta la regione.

 

LA DOMENICA

Meditiamo nel Rosario la partecipazione della Vergine Maria e di tutti gli eletti agli eterni trionfi d i Cristo Risorto

NEL PRIMO MISTERO CONTEMPLIAMO

L'Assunzione di Maria al Cielo in anima e corpo

Ci ha preceduti nello splendore eterno la Vergine, nostra madre spirituale, e là ci aspetta. A lei ri-volgiamoci, come figli che sanno di essere amati e sempre accolti con bontà illimitata. Lei aggiu-sta tante cose in vita e in morte. E chi a lei si è mai rivolto invano? Uniamo la nostra voce al can-to esultante che la Chiesa innalza a Maria di Na-zareth, beata perché «ha creduto nell'adempi-mento delle parole del Signore».

 

DALLA PRIMA LETTERA Al CORINZI DI SAN PAOLO APOSTOLO 15,20-26

Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo.

Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli con-segnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e poten-za. Bisogna infatti che egli regni finché non ab-bia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte.

 

DALLA LETTERA Al ROMANI DI SAN PAOLO APOSTOLO 8.28-30

Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati se-condo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, per-ché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quel-li poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quel-li che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.

 

NEL SECONDO MISTERO CONTEMPLIAMO

Maria Regina del cielo e della terra

Ci troviamo in difficoltà di vario genere e ci sem-bra a volte di non poter uscire dai grovigli della vita. Come si allarga il cuore e si dilata la speranza quando guardiamo a Maria di Nazareth, a Lei tan-to affettuosa quanto potente.

Nella dura lotta che dobbiamo combattere contro il male, sempre seducente e contagioso, ci è ac-canto l'Immacolata, nostra regina e mediatrice di ogni grazia. Abbiamo fiducia! 11 nostro domani, il nostro eterno domani, è nelle mani di Gesù ed è nel Cuore di Maria.

 

DAL LIBRO DELL'APOCALISSE 12, 1

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi pie-di e sul suo capo una corona di dodici stelle.

 

DAL LIBRO DI GIUDITTA      13,18-20; 15, 9-10

«Benedetta sei tu, figlia, davanti al Dio altissi-mo più di tutte le donne che vivono sulla terra e benedetto il Signore Dio che ha creato il cielo e la terra e ti ha guidato a troncare la testa del ca-po dei nostri nemici. Davvero il coraggio che hai avuto non cadrà dal cuore degli uomini, che ri-corderanno la potenza di Dio sempre. Dio faccia riuscire questa impresa a tua perenne esaltazio-ne, ricolmandoti di beni, in riconoscimento del-la prontezza con cui hai esposto la vita di fronte all'umiliazione della nostra stirpe, e hai solleva-to il nostro abbattimento, comportandoti retta-mente davanti al nostro Dio»...

«Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu magnifico vanto d'Israele, tu splendido onore della nostra gen-te. Tutto questo hai compiuto con la tua mano, egregie cose hai operato per Israele, di esse Dio si è compiaciuto. Sii sempre benedetta dall'on-nipotente Signore».

 

NEL TERZO MISTERO CONTEMPLIAMO

La beatitudine e l'intercessione dei Santi in Paradiso

Maria di Nazareth non è sola nel regno dei cie-li. Tutti coloro che sono morti nella Grazia, nel-l'amicizia di Dio, sono nel Cielo, cittadini for-tunati del Paradiso, partecipi di una festa gran-dissima che per noi è tanto misteriosa quanto indescrivibile.

Siamo fratelli di Martiri e di Santi, che hanno se-guito Gesù fino alla donazione totale di sé e del-le loro cose. Ora, per il grande prestigio che godono presso Dio, sono nostri potenti avvocati e affe-zionati amici. Guardiamo a loro per ammirarne le gesta, per imitarli e per averne protezione.

 

DAL LIBRO DELL'APOCALISSE 7, 9-17

Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi da-vanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in ve-sti candide, e portavano palme nelle mani. E gri-davano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello».

Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si in-chinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di gra-zie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei se-coli dei secoli. Amen».

Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: «Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e don-de vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Essi sono coloro che sono passati at-traverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'A-gnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo san-tuario; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.

Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta, perché l'Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi».

 

NEL QUARTO MISTERO CONTEMPLIAMO

L'unità nella carità e nella pace di tutti i redenti in Cristo

Tutti figli di un solo Padre, tutti redenti dallo stes-so Crocifisso, vivificati dal medesimo Spirito, e tutti incamminati per la stessa strada tracciata dal Vangelo, siamo in viaggio verso l'unico Paradiso: è tanto giusto che siamo uniti in un cuor solo dal vincolo della perfezione, che è la Carità. Vogliamoci bene! è il precetto del Signore. E il nostro distin-tivo. Chi non ama è nella morte. Chi meglio ama, meglio vive.

 

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI 15,1-6

Gesù disse durante l'ultima cena: «lo sono la ve-ra vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tral-cio che porta frutto, lo pota perché porti più frut-to. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho an-nunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non ri-mane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. lo sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me vie-ne gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano».

 

DALLA PRIMA LETTERA AI CORINZI DI SAN PAOLO APOSTOLO 13,1-8

Se anche parlassi le lingue degli uomini e de-gli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pie-nezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.

E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.

La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interes-se, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tut-to sopporta.

La carità non avrà mai fine. Le profezie scom-pariranno; il dono delle lingue cesserà e la scien-za svanirà.

 

NEL QUINTO MISTERO CONTEMPLIAMO

Il ritorno glorioso di Cristo alla fine dei tempi

Cristo ritornerò! Noi viviamo nell'attesa del suo ri-torno e nell'ardente speranza di essere tra i for-tunati e benedetti che parteciperanno nella fina-le risurrezione agli eterni trionfi di Lui. Se al se-guito di Gesù ci viene domandato di portare con paziente amore la `nostra' croce, consoliamoci vi-cendevolmente nella sicurezza che alla fine la no-stra tristezza si convertirà in gioia.

E ricordiamo che Gesù ritorna ogni volta che ci mettiamo in ascolto della sua Parola, ogni volta che prendiamo nelle mani con attenzione il suo Van-gelo. Quando ci avviciniamo a Cristo risorto nel mi-stero eucaristico, sempre noi sperimentiamo la presenza di Lui che ci ripete le fatidiche parole: «Ri-tornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io».

 

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 25,31-46

Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua glo-ria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono del-la sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tut-te le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, co-me il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua de-stra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fon-dazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi ave-te dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e' mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quan-do mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti ab-biamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?ì."fi quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà lp-ro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli piccoli, l'avete fatto a me.

Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, prepara per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.

Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non abbiamo assistito?

Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di quésti miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me: E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

 

LITANIE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Signore, pietà Signore pietà

Cristo, pietà Cristo pietà

Signore, pietà Signore pietà

Cristo, ascoltaci Cristo ascoltaci

Cristo, esaudiscici Cristo esaudiscici

Padre del Cielo, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio, Redentore del Mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Santa Maria prega per noi

Santa Madre di Dio prega per noi

Santa Vergine delle vergini prega per noi

Madre di Cristo prega per noi

Madre della Chiesa prega per noi

Madre della divina grazia prega per noi

Madre purissima prega per noi

Madre castissima prega per noi

Madre sempre vergine prega per noi

Madre immacolata prega per noi

Madre degna d'amore prega per noi

Madre ammirabile prega per noi

Madre del buon consiglio prega per noi

Madre del Creatore prega per noi

Madre del Salvatore prega per noi

Madre di Misericordia prega per noi

Vergine prudentissima prega per noi

Vergine degna di onore prega per noi

Vergine degna di lode prega per noi

Vergine potente prega per noi

Vergine clemente prega per noi

Vergine fedele Specchio della santità divina prega per noi

Sede della sapienza prega per noi

Causa della nostra letizia prega per noi

Tempio dello Spirito Santo prega per noi

Tabernacolo dell'eterna gloria prega per noi

Dimora tutta consacrata a Dio prega per noi

Rosa mistica prega per noi

Torre di Davide prega per noi

Torre d'avorio prega per noi

Casa d'oro prega per noi

Arca dell'alleanza prega per noi

Porta del cielo prega per noi

Stella del mattino prega per noi

Salute degli infermi prega per noi

Rifugio dei peccatori prega per noi

Consolatrice degli afflitti prega per noi

Aiuto dei cristiani prega per noi

Regina degli Angeli prega per noi

Regina dei Patriarchi prega per noi

Regina dei Profeti prega per noi

Regina degli Apostoli prega per noi

Regina dei Martiri prega per noi

Regina dei veri cristiani prega per noi

Regina dei Vergini prega per noi

Regina di tutti i Santi prega per noi

Regina concepita senza peccato originale prega per noi

Regina assunta in cielo prega per noi

Regina del Santo Rosario prega per noi

Regina della pace prega per noi

Regina della famiglia prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

P. Prega per noi, Santa Madre di Dio.

A. E saremo degni delle promesse di Cristo.

PREGHIAMO - O Dio, il tuo unico Figlio Gesù Cristo ci ha procurato i beni della salvezza eterna con la sua vita, morte e risurrezione; a noi che, con il santo Rosario della Beata Vergine Maria, abbiamo meditato questi misteri concedi di imitare ciò che essi contengono e di raggiungere ciò che promettono. Per Cristo nostro Signore. Amen.