IL SANTO ROSARIO

Con Gesù e Maria: una Preghiera semplice composta di 100 e più misteri da contemplare

COMUNITà EDITRICE ADRANO (CT)

PREMESSA

Il Santo Rosario consiste nel recitare con fede e attenzione un Padre Nostro, alcune Ave Maria (possono essere benissimo 10, comunque poche) e un Gloria alla Trinità e, nel contempo, immagina-re il mistero che si vuole meditare, come se l'orante fosse presente ad esso o coinvolto in esso.

Dopo la presentazione del mistero è necessa-rio fermarsi qualche attimo in silenzio per concen-trarsi.

I misteri sono tutti convergenti in Gesù incarna-to, morto e risorto, nostro Redentore e Buon Pasto-re che ci vuole condurre tutti nel cuore della Santis-sima Trinità.

I misteri più conosciuti sono i 5 gaudiosi, i 5 lu-minosi, i 5 dolorosi e i 5 gloriosi che qui presentere-mo per primi, ma ci son tanti altri momenti della vita di Gesù ed anche eventi dell'Antico Testamen-to che sono preparazione, profezia e pedagogia in vista del Messia Gesù Cristo. Ecco perché si posso-no contemplare 100 e più misteri. Il mistero, lo ri-cordiamo, è una grande realtà che non si finisce mai di scoprire e capire.

 

MISTERI GAUDIOSI

1° MISTERO GAUDIOSO (Luca 1, 28) - L'incarnazio-ne di Gesù.

L'annuncio dell'angelo a Maria di Nazareth, il suo "eccomi"; nulla è impossibile a Dio e alla potenza dello Spirito Santo.

 

2° MISTERO GAUDIOSO (Luca 1, 41) - La visita di Maria Vergine a Elisabetta.

La cugina incinta nonostante l'età avanzata è se-gno e sostegno alla fede di Maria che fa esultare Giovanni Battista nel grembo di sua madre e che esplode nel Magnificat.

 

3° MISTERO GAUDIOSO (Luca 2, F)-7) - La nascita di Gesù.

Che avviene in una grotta, in estrema umiltà, e annientamento di sé. Gli angeli, i pastori e i magi adorano il Bambino Divino. Pace agli uomini di buona volontà.

 

4° MISTERO GAUDIOSO (Luca 2,22-38) - La presen-tazione di Gesù Bambino al Tempio.

Gesù si sottomette alla legge ebraica. II profeta Si-meone lo prende tra le braccia e lo riconosce come Redentore preannunciando i suoi dolori futuri.

 

5° MISTERO GAUDIOSO (Luca 2, 48-51) - Perdita e ritrovamento di Gesù nel Tempio.

Gesù, dodicenne, legato al Padre Celeste, si ferma nel tempio a spiegare le Sacre Scritture con gran-de sapienza.

 

MISTERI DELLA LUCE

1° MISTERO LUMINOSO (Marco 1, 9-11) - Gesù bat-tezzato da Giovanni Battista.

Il precursore, il più grande profeta dell'Antico Te-stamento battezza Gesù Verbo. Lui voce del Verbo, indegno di sciogliere i suoi sandali, lo indica quale Agnello di Dio che toglie ogni peccato del mondo.

 

2° MISTERO LUMINOSO (Giovanni 2, 5-11). Gesù e le nozze di Cana.

Il 1° miracolo avviene in clima sponsale. Gesù ali-menta la gioia degli sposi trasformando l'acqua (la nostra povertà) in vino (lo Spirito Santo che è ricchezza d'amore).

 

3° MISTERO LUMINOSO (Marco 1, 15) - Gesù an-nuncia il Regno.

« Convertitevi e credete al Vangelo, alla bella noti-zia: il Regno dei cieli è qui ». è cominciato con la presenza di Gesù, Dio Incarnato, primizia dell'u-manità nuova.

 

4° MISTERO LUMINOSO (Luca 9, 28-29) - La trasfi-gurazione sul Tabor.

Essa è anticipo e profezia della Resurrezione di Gesù. Il Tabor come luce, va calato nella valle del quotidiano.

 

5° MISTERO LUMINOSO (Matteo 26, 26-28) - L'isti-tuzione dell'Eucarestia.

Gesti rimane con noi, vivo e presente nell'ostia consacrata dal sacerdote: nascosto eppure poten-tissimo per chi crede in Lui.

 

MISTERI DOLOROSI

1° MISTERO DOLOROSO (Luca 22, 44) - L'agonia di Gesù.

Gesù umanissimo vuole respingere il calice della sofferenza, chiede compagnia e consolazione ai suoi discepoli e finalmente si affida alla volontà del Padre che vuole salvare l'umanità.

 

2° MISTERO DOLOROSO (Giovanni 19, 11) - La fla-gellazione di Gesù.

Gesù prende su di sé tutti i peccati del mondo e li fa suoi, li "paga", li sconta e li ripara al nostro po-sto. Sul suo corpo alla fine ci saranno 700 segni di colpi, percosse, pugni e cadute. Ricordiamo la Sin-done di Torino.

 

3° MISTERO DOLOROSO (Matteo 27, 29) - L'incoro-nazione di spine.

Gesù, il re dei re viene beffato, sputato, offeso, torturato; reo innocente a causa dei nostri pecca-ti è l'esempio e la fonte di pazienza e di offerta di sé per tutti coloro che soffrono nell'angoscia e nella disperazione.

 

4° MISTERO DOLOROSO (Giovanni 19, 16-17) - Il viaggio al calvario.

Tutte le varie stazioni della Via Crucis: è il viag-gio di Gesti verso il dono totale di sé, senza riser-ve per riscattare l'umanità.

 

5° MISTERO DOLOROSO (Giovanni 19, 18-30) - La morte di Gesù in croce.

Ricordiamo qui le 7 frasi di Gesù prima di morire: frasi di perdono ai nemici, di affidamento e di fi-nale abbandono nelle mani del Padre, superando l'estrema solitudine.

 

PREGHIAMO

Madre, veniamo a Te nella furiosa tempesta scatenata dal Principe delle Tenebre. Tu vedi nel Mondo innume-revoli milioni di sfruttati che naufragano sulle coste del nostro egoismo. Tu vedi che il fumo di Satana è pene-trato fin nel Santo dei Santi.

Madre, se gli stessi apostoli hanno avuto paura in mezzo alla tempesta, Tu puoi capire anche la nostra paura. Dì al Figlio Tuo di ascoltare il nostro grido dispe-rato: « Signore salvaci, perché noi periamo! ».

Sì, Madre abbiamo paura della confusione, della di-scordia e dell'infedeltà a Dio. Ciò che vediamo non è una crisi di crescita, ma decadimento. Non una primavera ricca di promesse, ma un buio autunno. Non il germo-gliare di nuova vita, ma una caduta massiccia di rami morti e tralci secchi che non hanno pitì alcun legame con la Vita divina. Invece di far lievitare il mondo con il lievito del Vangelo, il popolo di Dio si lascia fermentare dal lievito del mondo.

Madre, ora che la miseria ha raggiunto il culmine e le potenze delle Tenebre sembrano avere libero gioco, chie-diamo con fiducia filiale il Tuo potente aiuto. Ora che senza timone veniamo spazzati via dalle onde di questo tempo, poniamo noi stessi, tutto il mondo oltraggiato e l'Opera Chiesa che soffre, nelle Tue mani materne.

Vergine Santa, serbaci nell'amore di Tuo Figlio, pro-teggici dalla cattiveria del mondo e conduci noi tutti si-curi al cuore di Dio.

Amen.

 

MISTERI GLORIOSI

1° MISTERO GLORIOSO (Matteo 28, 5-6) - La resur-rezione di Gesù.

Gesù vince il dolore, il peccato e la morte e ci ri-concilia col Padre. Gesù cuore della storia, desti-no finale di ogni uomo aperto a Lui e al bene.

 

2° MISTERO GLORIOSO (Marco 16, 19) - L'ascensio-ne di Gesù al cielo.

Gesù termina la sua presenza terrena e continua la sua presenza spirituale nei suoi discepoli. Gesù col suo corpo in cielo ricorda l'altissima dignità dell'uomo.

 

3° MISTERO GLORIOSO (Atti 2, 3-4) - La discesa dello Spirito Santo.

Gesù manda lo Spirito Santo che rende il suo mi-stero pasquale efficace nella chiesa, nella Parola e nei sacramenti, continuando nella storia i prodigi di Dio.

 

4° MISTERO GLORIOSO (cfr. Luca 1, 49) - L'assun-zione di Maria Vergine al cielo.

La Vergine Santa, prima creatura risorta e reden-ta, con il suo corpo in cielo, ricorda l'altissima di-gnità della donna da difendere, rispettare e dif-fondere.

 

5° MISTERO GLORIOSO (cfr. Apocalisse 12, 1) Maria regina del Cielo e della Terra.

L'umile ragazza di Nazareth beata per tutti i se-coli è al centro di tutta la Santità del Paradiso, al-la destra di Gesù Re e intercede per tutti noi.

 

 

MISTERI TRATTI DALLA VIA CRUCIS

1. Gesù arrestato, processato e condannato (Gio-vanni 18, 1-16).

Gesù prende su di sé tutti i processi, tutte le col-pe e nella sua innocenza si dona al posto nostro. Colui che mai condanna, viene condannato con infamia, calunnie e menzogne.

 

2. Gesù col carico della croce (Giovanni 18, 7).

Ogni nostra croce, colpa, innocenza violata è tut-ta lì nella croce che grava sulle spalle dell'Uomo-Dio Gesù, vero uomo in tutto, eccetto il peccato e vero Dio, seconda persona della Trinità.

 

3. Gesù cade tre volte (cfr. Isaia 53, 2-7).

Su quali pietre e per quali buche Gesù inciampa e cade? Esse sono il nostro orgoglio, la nostra ma-lizia, il nostro egoismo, la nostra invidia, la nostra ira, la nostra lussuria, ecc.

 

4. Gesù e sua madre (cfr. Luca 2, 36).

La Madre di Gesù che tutto vuole condividere con il figlio, è presente sempre nei grandi eventi accanto a Gesù e con fede e abbandono, senza tutto capire, lo vuole consolare con il cuore, la te-nerezza e la preghiera.

 

5. Gesù, il Cireneo e la Veronica (cfr. Luca 23, 26).

Gesù umanissimo e bisognoso si lascia aiutare e consolare; le nostre croci e le nostre lacrime lo aiutano e nello stesso tempo, non rimangono mai senza le sue ricompense.

 

6. Gesù e le pie donne (Luca 23, 27-31).

Pur nello strazio del viaggio al calvario come un delinquente, Gesù non pensa a sé ma pensa all'al-tro e qui consola le pie donne prevedendo tutti i dispiaceri che i figli daranno alle loro mamme.

 

7. Gesù spogliato (Marco 15, 24).

Gesù nudo, senza dignità, senza rispetto, ridotto alla berlina di tutti, cede tutto, non si ribella, non impreca, non si vendica, ma prega e tace.

 

8. Gesù inchiodato e crocifisso (Matteo 27,25).

I nostri peccati inchiodano Gesù mentre le nostre opere buone, mescolate all'umiltà, schiodano Ge-sti. Dobbiamo scegliere tra il bene e il male.

 

9. Gesù fra i due ladroni (Luca 23, 39-43).

Fino all'ultimo, Gesù è misericordia infinita, mai superabile in generosità. Ad un malfattore penti-to e sincero gli dona senza indugio il Regno dei Cieli. Mai dobbiamo disperare della bontà di Dio.

 

10. Gesù deposto e sepolto (Luca 23, 53).

Gesù che sperimenta il terribile passaggio dal re-spiro alla tomba, assume su di sé ogni disperazio-ne e fallimento per poi superarli. Con Lui si è sempre vincenti sul male, prima o poi.

 

MISTERI DALLA VITA DI GESù A NAZARETH

1. L'armonia della famiglia di Nazareth (cfr. Lu-ca 2,39).

Un uomo, una donna, un figlio uniti in casa, con tanta preghiera, con il cuore aperto, attento all'al-tro nell'aiuto reciproco. Questa Santa Famiglia è il riflesso della Trinità.

 

2. Gesù ragazzo obbediente (cfr. Luca 2, 51-52).

Gesù fanciullo, ragazzo, giovane esemplare in tut-to, che obbedisce ai genitori, li riconosce come autorità e impara da loro la saggezza per vivere. L'umanità totale di Gesù specchio per tutti noi.

 

3. Gesù e S. Giuseppe in bottega (cfr. Matteo 13, 55).

Gesù si guadagna da vivere aiutando suo padre putativo in falegnameria e carpenteria; così ci mostra il grandissimo valore del lavoro che è col-laborazione responsabile col Creatore quando non diventa un idolo, un assoluto.

 

4. Maria, madre di Gesù, una casalinga qualun-que (cfr. Proverbi 31, 10-27).

Maria, donna esemplare per tutte le donne che passano ore e ore tra fornelli, casa da pulire, pa-sto da preparare, roba da lavare. Tutto nelle sue mani si trasforma in amore, dono, servizio.

 

5. Giuseppe padre di Gesù uomo giusto e silenzio-so (cfr. Matteo 1, 18-25).

Giuseppe, uomo così umile che non ci lascia nessuna sua parola personale; uomo giusto, onesto, rispettoso, corretto, saggio, grande educatore per Gesù e grande esempio per tutti i papà.

 

6. I 30 anni a Nazareth: radice di ogni contem-plazione (cfr.. Luca 3, 23).

In questi 30 anni di vita semplice e "normale", Gesù con la sua presenza salva il mondo come fa-rà nei 3 anni di missione. E santifica tutte le vite che non hanno spazio né voce nel ricordo della storia.

 

7. Il quotidiano trasformato dall'amore (cfr. Luca 2,51-52).

Giuseppe e Gesù che lavorano, Maria che prepa-ra il cibo, giorni che apparentemente si succedo-no uguali e invece sono ricchi di sorprese e straordinarietà se sono conditi con l'amore, la te-nerezza, la preghiera, il dialogo.

 

8. Una cena con la Santa Famiglia (cfr.. Salmo 127).

Immaginiamo di essere ospiti a Nazareth; che sguardi, che sorrisi, che delicatezza, che serenità, che luce, che bellezza, che sobrietà! Un'oasi di paradiso...

 

9. La fede di Giuseppe e Maria (cfr. Matteo 1, 18-25).

Due coniugi che vivono senza consumare il ma-trimonio, con un figlio nato per opera dello Spiri-to Santo che è Dio vivente nascosto in un ragaz-zo come tutti. La loro è una fede da giganti per-ché vanno oltre ciò che appare ai loro occhi.

 

10. La vita nascosta a Nazareth (cfr. Matteo 2, 23).

Sono tutti là gli uomini e le donne di clausura, gli eremiti, i monaci nascosti nelle foreste: essi sono la radice, il cuore della Chiesa e del mondo a van-taggio di tutti.

 

CANTO

Quando nell'ombra cade la sera è questa o Madre la mia preghiera fa' pura e santa l'anima mia: Ave Maria, Ave.

Nei giorni lieti di gioia pura e in quelli ancora della sventura ti dirò sempre, o Madre mia:  Ave Maria, Ave.

E giunto al fine del viver mio, prima di render l'anima a Dio, ti dirò ancora nell'agonia:

Ave Maria, Ave.

 

MISTERI DAI MIRACOLI DI GESù

1. La moltiplicazione dei pani e pesci (Marco 6, 30-44).

Gesù ha compassione della folla sfinita e affama-ta, chiede aiuto ai suoi discepoli e poi moltiplica prodigiosamente i 7 pani e pochi pesciolini. Essi possono simboleggiare la nostra volontà che con la grazia di Dio può fare grandi cose.

 

2. La tempesta sedata (Matteo 8, 18-27).

Non c'è tempesta che Gesù non sappia placare. Sembra che dormi nella barca ma lui aspetta che con tanta fede lo invochiamo e lo coinvolgiamo nei nostri affanni e preoccupazioni.

 

3. L'indemoniato geraseno (Luca 8, 26-39).

Gesù libera un posseduto: i demoni lasciandolo trascinano due grandi branchi di porci nel mare. Tutte le negatività vengono vinte dalla potenza di Gesù ma urge la fede in Lui.

 

4. Risurrezione di Lazzaro (Giovanni 11, 1-44).

Gesù risuscita il suo amico che, morto da 4 gior-ni, emanava un cattivo odore.

Gesù trasforma le nostre miserie in profumo.

 

5. Guarigione dei 10 lebbrosi (Luca 17, 11-19).

Nessuno dei 10 eccetto uno torna per ringraziare Gesù per il miracolo ottenuto. La gratitudine è foriera di nuovi benefici. L'ingratitudine blocca le mani e la generosità di Dio.

 

6. Gesù e il cieco nato (Giovanni 9).

Gesù non colpevolizza né il cieco né i suoi geni-tori; le malattie sono un'occasione per la gloria di Dio la quale libera l'ammalato o gli dona tanta lu-ce e coraggio per trasformare il dolore in conver-sione, amore e offerta.

 

7. La pesca miracolosa (Luca 5, 4-11).

Da soli nella notte non "peschiamo" nulla. Con Gesù, obbedendo a lui e ai suoi comandi, la no-stra vita darà molto frutto.

 

8. Gesù resuscita il figlio unico della vedova di Nain (Luca 7,11-17).

Gesù restituisce il figlio vivo a sua madre con in-finita compassione, consolazione e comprensio-ne. Ma la vera resurrezione è la vita eterna che ci aspetta nell'aldilà.

 

9. Gesù e l'emorroissa (Matteo 9, 18-26).

Una donna tocca di nascosto, con fede e umiltà, il mantello di Gesù in mezzo alla folla. Gesù sente lo spirito che esce da lui e guarisce la donna. Toc-chiamo anche noi le frange del suo mantello per sentirci piccoli e protetti da Lui.

 

10. Gesù e il paralitico alla piscina di Betzaetà (Giovanni 5, 1-14).

Gesù guarisce il paralitico che aspettava da tem-po la grazia e lo ammonisce di cambiare vita per-ché non gli accada di peggio: ogni guarigione fisi-ca esige la conversione del cuore.

 

11. Gesù che cammina sulle acque (Matteo 14,22-33).

La fede è un camminare sulle acque. Talvolta la vita ci chiede di abbandonarci a occhi chiusi nel-le mani di Gesù: è con Lui infatti che arriviamo sani e salvi alla meta.

 

12. Gesù che guarisce il servo del centurione (Mat-te 8, 5-13).

Il centurione vuole bene al suo servo malato e in-tercede per lui presso Gesù. Gli basta una parola del Maestro perché non si sente degno di ospitar-lo in casa sua. Che grande umiltà!

 

13. Gesù e il paralitico che viene calato dal tetto (Marco 2, 1-12).

Gesù apprezza la fede comunitaria; rimette i pec-cati al malato e poi lo guarisce: la remissione dei peccati è superiore alla guarigione della malattia.

 

14. Zoppi, ciechi, sordi e indemoniati guariti (cfr. Matteo 8, 16-17;10, 1-8;15, 30).

Gesù affida ai discepoli il compito di guarire i malati nello spirito e nel corpo dandone per pri-mo l'esempio. Corpo e anima nel bene e nel male sono intrecciati.

 

15. Gesù guarisce due ciechi (Matteo 20, 29-34).

Due ciechi gridano: « Gesù Figlio di Dio abbi pie-tà di noi peccatori ». Questa preghiera, associata al battito del cuore e al respiro, è molto apprezza-ta tra i cristiani d'Oriente perché trasforma il cuore in dimora dello Spirito Santo.

 

16. Gesù guarisce la suocera di Pietro (Luca 4, 38--39).

Gesù quando guarisce tocca con delicatezza o la mano o la fronte o il capo del malato. Agendo così Gesti manifesta la sua incarnazione apportatri-ce di salute e di serenità.

 

17. Gesù esaudisce la Cananea (Matteo 15, 21-28).

La donna, pur essendo straniera, per strappare la guarigione della sua figlioletta si prostra in umil-tà davanti a Gesù. Ella non ha alcuna pretesa. Le sono sufficienti perfino le briciole di bontà del Si-gnore. Come lei davanti a Dio non abbiamo di-ritti.

 

18. Gesù guarisce un uomo dalla mano inaridita di sabato (Marco 3, 1-5).

Ai farisei che protestano ricorda che il sabato è per l'uomo e mai l'uomo è per il sabato. La legge è al servizio dell'uomo ed è sottomessa alla carità.

 

19. Gesù guarisce l'epilettico indemoniato (Matteo 17,14-21).

Ci sono mali che solo con tanta preghiera e digiu-no si possono distruggere e cambiare in bene.

 

20. Gesù ridona la vita alla figlia di Giaìro (Luca 8,40-56).

Era ormai morta, Gesù ferma i canti funebri ma viene deriso dalla gente che dice « non c'è più niente da fare ». No, tutto è possibile per chi crede e continua a credere fino alla fine.

 

MISTERI DAGLI INCONTRI DI GESù

1. Le tentazioni di Gesù nel deserto (Matteo 4, 1-11).

Gesù vince il maligno con la preghiera, la Parola di Dio e il digiuno.

 

2. Gesù e il padre soli nella notte (Matteo 14, 23).

Gesù intimo del Padre nello Spirito Santo, passa-va notti di silenzio, preghiera, abbandono e confi-denza.

 

3. Chiamata degli apostoli (Marco 3, 13-19).

Gesù li chiama a stare con Lui, a camminare con Lui, ad essere liberi e poveri, ad evangelizzare e rimettere i peccati in suo nome.

 

4. Gesù e il primato di Pietro (Matteo 16, 13-20).

Gesù chiama l'apostolo Pietro ad essere il capo della Chiesa, suo vicario, e lo assicura che le por-te degli inferi non prevarranno contro di essa.

 

5. Gesù e i bambini (Marco 10, 13-16).

I bambini sono i preferiti di Gesù perché semplici e fiduciosi, pronti all'amore e alla tenerezza, sen-za inganno e ambiguità. Di loro e dei loro simili è il Regno dei Cieli.

 

6. Gesù e Nicodemo di notte (Giovanni 3, 1-21).

Gesù ci incontra ad ogni ora, e compatisce i no-stri dubbi, le nostre paure e cautele. Chiama tutti a rinascere nello spirito.

 

7. Gesù e Zaccheo (Luca 19, 1-10).

Gesù fissa lo sguardo su Zaccheo e si autoinvita a casa sua. Zaccheo, "ferito" e convertito, promet-te di riparare il male fatto e di elargire parte dei suoi beni in elemosina. Non esiste una vera con-versione senza una certa riparazione.

 

8. Gesù e l'adultera (Giovanni 8, 1-11).

« Chi è senza peccato scagli per primo la pietra della condanna ». Chi condanna sarà condannato con la stessa misura.

 

9. Gesù e la samaritana (Giovanni 4, 7-26).

Gesù ha sete sia delle anime più vicine al bene che di quelle più lontane. Confida i suoi misteri intimi a chi non è falso e non ha difese.

 

10. Gesù e il giovane ricco (Matteo 19, 16-22).

Gesù lo guardò con amore di predilezione e lo chiamò ad una vita più libera e distaccata. Il gio-vane rifiutò e vincolato alle sue ricchezze si al-lontanò. L'attaccamento ai beni materiali ci toglie la vera gioia.

 

11. L'obolo della vedova (Marco 12, 41-44).

Gesù loda la generosità di una povera vedova che offre al tempio i suoi due spiccioli, necessari per vivere un giorno. Gli altri donano il superfluo, lei il necessario.

 

12. Gesù e le discepole al seguito (Luca 8, 1-3).

Nel gruppo che segue Gesù ci sono anche alcune donne che con i loro beni assistono il Maestro e i suoi discepoli. Accogliendole, Gesù ridona piena dignità alle donne.

 

13. Gesù, Marta e Maria (Luca 10, 38-41).

Gesù loda Maria perché ha dato la precedenza al-l'incontro e all'ascolto. Rimprovera Marta perché troppo affannata senza motivo. La contemplazio-ne è più importante dell'azione perché è l'anima di questa.

 

14. Gesù e Giovanni con la sua testa sul petto del maestro (Giovanni 13,25).

A quel tempo il discepolo prediletto Giovanni eb-be questo onore. Anche noi oggi possiamo ripete-re questo gesto spiritualmente.

 

15. Gesù a Betania viene cosparso di profumo (Matteo 26, 6-13).

A Betania Gesù riceve l'onore di essere profuma-to nei piedi. L'evento della sua futura morte si colloca tra il profumo dell'amicizia e quello del-1'incorruzione e della vittoria.

 

16. Gesù e i farisei (Matteo 11, 14-20).

Il maestro disputa coi farisei legalisti, superbi e ipocriti che stravolgono il significato delle Scrit-ture e arrivano perfino a identificare Gesti simile a Belzebù. Quale tremenda cecità che può colpire anche noi.

 

17. Gesù, Simone e la peccatrice (Luca 7,36-50).

Gesù loda quella peccatrice che ha lavato i suoi piedi con le lacrime, li ha asciugati con i suoi ca-pelli e li ha baciati. Poiché lei ha molto amato, le è stato molto perdonato. Gesù guarda il cuore e le intenzioni e non solo le azioni.

 

18. Gesù piange su Gerusalemme (Luca 19, 41-42; 13,34-35).

Gesù, compassione infinita, piange su Gerusa-lemme che lo ha respinto votandosi all'autodi-spersione e all'autodistruzione.

 

19. Gesù e il tradimento di Pietro e di Giuda (Mat-teo 26, 69-27, 5).

Pietro rinnega ma poi ricorda l'amore di Gesù e piange, si pente e ripara; Giuda invece tradisce Gesù ma crede che il suo peccato sia piti grande di Dio, diffida della sua misericordia, si dispera e si suicida. Seguiamo Pietro.

 

20. Gesù che lava i piedi (Giovanni 13, 1-20).

« Amatevi come io vi ho amato fino a lavarvi i piedi reciprocamente ». Si ama dal basso (servi-zio, umiltà, reciprocità) e non dall'alto (paternali-smo).

 

21. Gesù e la preghiera sacerdotale (Giovanni 17).

Gesù glorifica il Padre, adorando e baciando la sua volontà; il Padre risponde in perfetta recipro-cità. Poi, Gesù prega per tutti i suoi discepoli che siano una cosa sola perché il mondo creda e cre-dendo, si salvi.

 

22. Gesù sulla croce, affila la Chiesa a sua madre (Giovani 19,25-27).

Gesù si spoglia di tutto finanche di sua madre af-fidandola all'apostolo Giovanni. La Madonna è la perfetta credente che mai vacillò e sostenne la chiesa nei suoi inizi.

 

23. Gesù e Tommaso incredulo (Giovanni 20, 26-29).

Gesù accetta ugualmente Tommaso incredulo e si lascia toccare le piaghe. L'apostolo dai segni sa-le fino a riconoscere la divinità di Gesù e rafforza la fede di tutti noi.

 

24. L'apparizione di Gesù risorto a Maria di Mag-dala (Giovanni 20, 11-18).

Questa fedele discepola di Gesù piange, lo cerca, è chiamata per nome, lo riconosce. Gesù le dice di non trattenerlo perché è già dentro di lei e le chiede di annunciarlo risorto.

 

PREGHIERA

(composta da san Giovanni Bosco)

O Maria, vergine potente:

tu, grande e illustre difesa della Chiesa,

tu, aiuto mirabile dei cristiani,

tu, terribile come esercito schierato a battaglia,

tu, che hai distrutto da sola tutte le eresie del mondo,

tu nelle angustie, nelle lotte, nelle necessità difendici dal nemico e nell'ora della morte accoglici nel Paradiso. Amen.

 

MISTERI DALLE PARABOLE DI GESù

1. Il buon pastore (Giovanni 10, 1-18).

Gesù è il Buon Pastore che protegge il suo gregge dai ladri e dai lupi (i falsi profeti, le illusioni dia-boliche, ecc.) e lo conduce all'ovile: il Regno.

 

2. Il figlio lontano e il padre prodigo (Luca 15, 11-31).

Gesù aspetta tutti i figli disobbedienti e ribelli che credendo alla falsa libertà si autodistruggono perché si pentano e ritornino a Lui.

 

3. La pecorella smarrita (Matteo 18, 12-14).

Gesù cerca chi si è smarrito, dà segnali, chiama, turba, interroga, agisce tramite la voce della co-scienza, delle persone buone ed anche attraverso gli eventi dolorosi della vita.

 

4. Il buon samaritano (Luca 10, 29-37).

Se la preghiera ci fa disattenti nei confronti del prossimo, non incontrerà mai Dio che si nascon-de proprio nel fratello bisognoso.

 

5. Il seme e i diversi terreni (Marco 4, 1-20).

La Parola di Dio può trovare un cuore preoccu-pato, superficiale o distratto cadendo così a vuo-to, mentre porta frutti di salvezza in un cuore aperto, accogliente responsabile e profondo.

 

6. Il fariseo e il pubblicano (Luca 18, 9-14).

La vera preghiera deve portare il cristiano a usci-re di chiesa ad occhi bassi, pronto a compatire e aiutare tutti e a non giudicare nessuno.

 

7. Le vergini stolte e quelle sagge (Matteo 25, 1-13).

Occorre fare provvista nella vita di preghiere e di opere buone per il rendiconto finale e l'incontro con lo sposo divino. Si muore come si è vissuto.

 

8. I talenti (Matteo 25, 14-30).

Ciascuno ha il suo dono. Nessuno deve sentirsi inferiore né deve per codardia, pigrizia o paura seppellire le sue qualità. Renderemo conto del nostro operato a Dio. La sua bontà non esclude la giustizia.

 

9. Parabole del Regno (cff. Matteo 5, 13-14; Luca 13,18-21).

Il Regno è come lievito, luce, sale, è come un picco-lo seme di senape. Ogni cristiano deve essere fer-mento nuovo nell'umanità.

 

10. Parabola del ricco epulone (Luca 16, 19-31).

Il ricco durante la sua vita trascurò Lazzaro mendicante e offese l'amore del prossimo. Il suo destino si capovolge nell'al di là. Lui è nel fuoco eterno mentre Lazzaro è in cielo. Saremo valuta-ti da Dio come noi valutiamo il prossimo.

 

MISTERI DALL'ANTICO TESTAMENTO CHE RICEVONO LUCE PIENA DA GESù

1. La creazione (cfr. Genesi 1).

Dio crea, Gesù redime, lo Spirito Santo santifica. Al top della creazione Dio mette l'uomo e la don-na, simili nella sua immagine e somiglianza e li chiama alla reciprocità e alla complementarietà.

 

2. L'eden (cfr. Genesi 2).

è il sogno di tutti poter rivivere un po' come era al principio, con tanta pace e bellezza e godimen-to. La grazia di Gesù rende possibile questo.

 

3. L'eden dopo il peccato (cfr.. Genesi 3).

Il peccato originale ha generato paura e distanza fra l'uomo e Dio e ha generato l'accusa e la ven-detta fra l'uomo e Dio e ha generato l'accusa e la vendetta fra l'uomo e il suo simile; c'è però una grande speranza: una donna (Maria) vincerà il serpente donandoci Gesti.

 

4. La fede di Abramo e l'offerta di suo figlio Isac-co (Genesi 22, 1-19).

Il sacrificio di Isacco, fermato dall'angelo è profe-zia del sacrificio cruento di Gesù, Figlio di Dio.

 

5. Il roveto ardente (Esodo 3, 2).

Mosè estasiato di fronte al roveto che brucia e non si consuma. Così è la Trinità, l'amore trinita-rio: tre fiamme in un unico fuoco.

 

6. Il passaggio del Mar Rosso (Esodo 14,15-31).

Esso è profezia della Pasqua quando Gesù vincendo su ogni tipo di schiavitti, ci renderà suoi eredi, liberi e immortali.

 

7. I dieci comandamenti (Esodo 20, 1-17).

Essi sono dono di Dio, legge e sentiero di vita per amare Dio e il prossimo ed essere beato qui e las-sti. E Gesti li ha portati a compimento con il pre-cetto dell'amore ai nemici.

 

8. Elia sull'Oreb e Dio nel vento leggero (1 Re 19, 9-18).

Dall'esempio del grande profeta, capiamo che la presenza di Dio si nasconde nel silenzio, nella te-nerezza e nella delicatezza. Il giogo di Gesù è dol-ce, soave e leggero.

 

9. Ester la forte regina (Ester 4, 17k-17z).

Povera e sola confida con tutte le forze nel Signo-re e riesce a liberare il popolo eletto dallo stermi-nio voluto dal nemico. Con Gesù noi possiamo sempre vincere le tentazioni di Satana.

 

10. Davide e Golia (1 Samuele 17,40-54).

Il ragazzo Davide con la fionda e 5 ciottoli vince il superbo filisteo Golia; i 5 ciottoli possono signi-ficare le 5 "p": preghiera, penitenza, pazienza, pu-rezza, perseveranza, doni di Gesù da accogliere con la nostra buona volontà e il nostro impegno.

 

11. Ezechiele e le ossa inaridite (Ezechiele 37, 1-14).

Il profeta nella sua visione delle ossa inaridite as-siste estasiato alla potenza dello Spirito che rido-na ad esse vita e carne: questa è profezia della risurrezione di Gesù e quindi della nostra, laddove saranno cieli nuovi e terra nuova.

 

12. Daniele nella fossa dei leoni (Daniele 6, 17-25).

Daniele è un fedele israelita e senza pretese crede che il Signore può rendere buoni e amici finan-che i leoni. La sua fede sarà premiata. Gesù vince i leoni ruggenti del Maligno.

 

13. Giobbe (Giobbe 42).

Nella pii grande spogliazione e disgrazia, Giobbe non rifiuta il Signore, lo contesta ma poi si arren-de paziente ai suoi progetti, consapevole di non essere suo pari e, per questo viene largamente ri-compensato. Giobbe prefigura la pazienza del di-vino innocente Gesù.

 

14. Le vanità di Qoelet (Qoelet 1, 2-11).

Tutto è vanità, tutto è inconsistente senza la luce del signore e l'eternità promessa dopo la morte. Gesù è la pienezza del significato della vita e dei suoi misteri.

 

15. Salmi 21 e 68.

Tutto il Salterio con i suoi salmi, sapienziali, pro-fetici, regali, imprecatori, ecc. parla di Gesti nella sua umanità e divinità. I salmi 21 e 68 ad esem-pio sono profezia precisa della passione di Gesti nelle sue varie fasi. La preghiera di Gesù oltre quella intima e quella del Padre Nostro si nutriva della ricchezza dei salmi come ogni buon israeli-ta faceva.

 

16. Il Cantico dei Cantici (Cantico 8, 6).

Gesù ci ama come sposo fedelissimo e appassio-nato e mette il suo sigillo di appartenenza sul no-stro cuore. Perché ogni amore e ogni amicizia ab-bia durata e successo ha bisogno di un fonda-mento: Gesù e la sua Parola.

 

GESù TI AMA SE GLI DONI UN PO' DEL TUO CUORE

Non dire: « Non ho tempo per pregare ». Il tempo non è tuo.

Il tempo è dono di Dio.

Vivilo intercalando le azioni, le parole, le intenzioni con piccoli misteri di un Rosario che può abbraccia-re l'intera BIBBIA.

 

SANTO ROSARIO IN ONORE DELLA VERGINE MARIA CON I MISTERI DELLO SPIRITO SANTO

(domenica)

Nel primo mistero meditiamo sullo Spirito San-to che rese presente Gesù nel grembo purissimo della vergine Maria.

Disse l'angelo a Maria: « Lo Spirito Santo verrà su di te, e l'onnipotente Dio, come una nube, ti avvolgerà. Per questo il bambino che avrai sarà santo » (Lc 1,35).

 

Nel secondo mistero meditiamo sullo Spirito Santo che scese su Gesù Cristo durante il suo battesimo.

Racconta il Vangelo: « Lo Spirito Santo discese sopra Gesù, in modo visibile, come se fosse una colomba » (Lc 3,22).

 

Nel terzo mistero meditiamo sullo Spirito Santo che Gesù Cristo, morendo, inviò alla sua Chiesa.

Il Vangelo ci ricorda che Gesù in croce: « Abbassò il capo ed emise lo Spirito » (Gv 19,30).

 

Nel quarto mistero meditiamo sullo Spirito San-to donato da Gesù Cristo ai suoi Apostoli, per-ché possano perdonare i peccati.

Disse Gesù: « Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdone-rete i peccati, saranno perdonati » (Gv 20,22).

 

Nel quinto mistero meditiamo sullo Spirito San-to effuso da Gesù Cristo sugli Apostoli il giorno di Pentecoste.

Il libro degli Atti degli Apostoli scrive: « Tutti furono ripieni dello Spirito Santo » (At 2,4).

NOTA

Nei presenti misteri si possono intercalare sia le 10 Ave Maria oppure

D. Vieni S. Spirito riempi il cuore dei tuoi fedeli. R. Accendi in noi il fuoco del tuo Amore.