DIFFERENZA TRA "VIVERE" NELLA DIVINA VOLONTA' E "FARE" LA VOLONTA' DI DIO

Il vivere nella mia Volontà è regnare, il fare la mia Volontà è stare ai miei ordini.  Il primo è possedere, il secondo è ricevere i miei ordini ed eseguirli.  Il vivere nel mio volere è far sua la mia Volontà come cosa propria, è disporre di Essa;  il fare la mia Volontà è tenerla in conto come Volontà di Dio, non come cosa propria, né poter disporre di Essa come si vuole.  Il vivere nella mia Volontà è vivere con una sola Volontà, qual è quella di Dio, la Quale, essendo una Volontà tutta santa, tutta pura, tutta pace, ed essendo una sola Volontà che regna, non ci sono contrasti, tutto è pace;  le passioni umane tremano innanzi a questa Suprema Volontà, e vorrebbero fuggirla, né ardiscono di muoversi, né di opporsi, vedendo che innanzi a questa Santa Volontà tremano Cieli e terra.  Sicché il primo passo del vivere nel Voler Divino, che fa?  Gettare l'ordine divino nel fondo dell'anima, svuotarla di ciò che è umano, di tendenze, di passioni, d'inclinazioni ed altro.  Invece, il fare la mia Volontà è vivere con due volontà, e quando do gli ordini di eseguire la Mia, [la creatura] sente il peso della sua volontà che le mette contrasti, e ad onta che segua gli ordini della mia Volontà con fedeltà, sente il peso della natura ribelle, le sue passioni ed inclinazioni.  E quanti santi, ad onta che siano giunti alla perfezione più alta, sentono questa loro volontà che gli fa guerra, che li tiene oppressi, e tanti che sono costretti a gridare:  'Chi mi libererà da questo corpo di morte?  Cioè, da questa mia volontà che vuol dare morte al bene che voglio fare?'

Il vivere nella mia Volontà è vivere da figlio, il fare la mia Volontà è vivere da servo.  Nel primo, ciò che è del Padre è del figlio;  e molte volte fanno più sacrifizi i servi che i figli:  a loro spetta esporsi a servizi più faticosi, più umili, al freddo, al caldo, a viaggiare a piedi...  Infatti, quanto non hanno fatto i miei Santi per eseguire gli ordini della mia Volontà?  Invece, il figlio sta con suo padre, tiene cura di lui, lo rallegra coi suoi baci e con le sue carezze, comanda ai servi come se comandasse suo padre;  se esce non va a piedi, ma viaggia in carrozza...  E se il figlio possiede tutto ciò che è del padre, ai servi non si dà altro che la mercede del lavoro che hanno fatto, e restano liberi di servire o non servire il loro padrone, e se non servono non hanno più diritto di ricevere nessun altro compenso.  Invece, tra padre e figlio nessuno può togliere questi diritti:  che il figlio possiede i beni del padre;  nessuna legge, né celeste né terrestre può togliere questi diritti, né svincolare la figliolanza tra padre e figlio. 

Figlia mia, il vivere nella mia Volontà è il vivere che più si avvicina ai Beati del Cielo, ed è tanto distante da chi [semplicemente] fa la mia Volontà e sta fedelmente ai miei ordini, quanto è distante il Cielo dalla terra, quanta distanza passa tra figlio e servo, tra re e suddito.  E poi, questo è un dono che voglio fare in questi tempi sì tristi:  che non solo facciano la mia Volontà, ma che La posseggano.  Non sono forse Io padrone di dare ciò che voglio, quando voglio e a chi voglio?  Non è padrone un signore di dire ad un servo:  'Vivi in casa mia, mangia, prendi, comanda come un altro me stesso'?  E per fare che nessuno possa impedirgli il possesso dei suoi beni, si legittima questo servo per figlio e gli dà il diritto di possedere.  Se ciò può fare un ricco, molto più posso farlo Io.  Questo vivere nel mio Volere è il dono più grande che voglio fare alle creature!  La mia bontà vuole sempre più sfoggiare in amore verso le creature, ed avendole dato [loro] tutto, né avendo più che dar loro per farmi amare, voglio far dono della mia Volontà, affinché, possedendola, amino il gran bene che posseggono.

Né ti meravigliare se vedi che non capiscono;  per capire dovrebbero disporsi al più grande dei sacrifizi, qual è quello di non dar vita, anche nelle cose sante, alla propria volontà.  Allora sentirebbero il possesso della Mia e toccherebbero con mano che significa vivere nel mio Volere.  Tu, però, sii attenta né t'infastidire delle difficoltà che fanno, ed Io a poco a poco Mi farò strada per far capire il vivere nella mia Volontà". Vol. 17 - Settembre 18, 1924