IL PADRE PARLA AI SUOI FIGLI DELLA DIVINA MISERICORDIA

Tutto ciò che il Cristiano cattolico ha biso-gno di sapere e di conoscere per nutrire la sua Fede e il suo spirito è contenuto nella Rivelazione, cioè nei Sacri Testi dell'Antico e del Nuovo Testamento, e nel Magistero della Chiesa. I miracoli, le appari-zioni, le rivelazioni private, i fenomeni mistici (ovvero gli esempi di anime particolar-mente unite ed associate alla vita di Gesù e alla Sua Passione) hanno tuttavia sempre accompagnato la storia della Chiesa, cui spet-ta il sommo compito di stu-diarle e valutarle per stabi-lirne, con sapienza e pruden-za, l'autenticità e la vera uti-lità per la salvezza delle anime.

Fra gli anni 1931 e 1942, anni che precedettero e pre-pararono l'avvento della seconda guerra mondiale, sono accaduti in Europa alcuni importanti fenomeni mistici, conosciuti e studiati dalla Chiesa, che sembrano collegati da un chiaro filo conduttore: il desi-derio e la volontà di Dio di farsi conoscere ed amare sempre più dai suoi figli, per renderli partecipi della Sua vita divina qui sulla terra e nell'eternità. Partiamo dai fatti.

Primo, convento di Plock, Polonia, 22 Febbraio 1931. Il Signore Gesù appare in visione a Santa Maria Faustina Kowalska, della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Madre della Misericordia, dicendoLe: "Dipingi una immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in te! Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella e poi nel mondo intero. Prometto che l'anima che venererà questa immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell'ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria" (cfr. DIARIO di Santa Faustina Kowalska, Ed. Libreria Editrice Vaticana, 2006, pag. 74). E' l'evento che darà origine alla istituzione nella Chiesa uni-versale della devozione e della Festa della DIVINA MISERICORDIA (nella prima domenica dopo Pasqua, secondo le indica-zioni precisate dal Signore) celebrata la prima volta dal Santo Padre Giovanni Paolo II a Roma, nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia, il 23 Aprile 1995. La devozione della Divina Misericordia è raffigurata dalla ormai nota immagine di Gesù Misericordioso tal quale apparve alla Kowalska che scrive: "Vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l'altra toc-cava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido...". I due raggi rappresentano il sangue (simbolo dell'Eucaristia) e l'acqua (simbolo del Battesimo e della Penitenza) scaturiti dal Cuore trafitto di Gesù crocifisso. I1 colloqui interiori del Signore con la Kowalska prose-guirono fino al Febbraio 1938, anno in cui, il 5 Ottobre, a soli 33 anni, morì la Santa. A conferma che il Signore non manca mai di rassi-curare in ogni modo l'anima che Lo ascolta e Lo riceve con Fede circa l'autenticità del fenomeno mistico in atto, è interessante nota-re che, nel suo Diario (VI quaderno, pag. 929), la Kowalska scrive che ebbe l'appari-zione del Sacro Cuore di Gesù "in cielo, in un grande splendore". Si trattava probabil-mente del 24 Giugno 1938, cioè il primo venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini, festa del Sacro Cuore di Gesù, istituita uffi-cialmente nella Chiesa specie dopo l'impulso dato dalle apparizioni di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque, in Francia, a Paray Le Monial, nel 1673.

Secondo fatto: Grenoble, Francia. 1 Luglio 1932, festa del Preziosissimo Sangue di Gesù. Dio Padre appare a Madre Eugenia Elisabetta Ravasio (mistica e mis-sionaria dalle grandi capacità organizzative e manageriali, famosa per aver realizzato in Costa d'Avorio la "Città dei Lebbrosi" e dive-nuta, a soli 25 anni, Madre Generale nella sua Congregazione di Nostra Signora degli Apostoli) e le detta un lungo messaggio di sal-vezza per i suoi figli, pubblicato in Italia nel 1982 dall'Associazione "Dio è Padre Casa Pater" dell'Aquila (www.armatabianca.org) nel volume intitolato "IL PADRE PARLA AI SUOI FIGLI". Il messaggio, nel corso del quale Dio Padre esprime chiaramente il desi-derio che l'umanità finalmente Lo conosca e Lo ami quale Egli è realmente, Padre di Misericordia e di Amore, pregando davanti alla Sua Immagine ed istituendo una Festa solenne in Suo onore - è stato approvato dalla Chiesa dopo il lungo processo diocesano - durato dieci anni - iniziato nel 1935 da S.E. Mons. Alexandro Caillot, Vescovo di Grenoble. Scrive Mons. Caillot a conclusione della sua testimonianza: "Secondo la mia anima e la mia coscienza, con un vivissimo senso di responsabilità davanti alla Chiesa, dichiaro che l'intervento soprannaturale e divino mi sembra il solo capace di dare una spiegazione logica e soddisfacente dell'insie-me dei fatti... Un'umile religiosa ha richiama-to le anime al vero culto, quello del Padre, tale come Gesù lo ha insegnato e come la Chiesa lo ha fissato nella sua liturgia... ".

Terzo Fatto: Convento delle Clarisse, Gerusalemme, 1940. Il Signore Gesù inizia un intenso colloquio interiore con Suor Maria della Trinità (Louisa Jaques), che morirà il 25 Giugno 1942 a 41 anni in seguito alla sua offerta di vittima al Signore. La Suora, in obbedienza al suo confessore, P. Silverio van der Broeck, ha scritto una sua breve autobiografia e il dialogo avuto con il Signore, pubblicato la prima volta nel 1942 sotto il titolo COLLOQUIO INTERIORE (Ed. Custodia di Terra Santa) e ristampato in versione italiana nel 2004 (nona edizione, Ed. Jerusalem, a cura di G. Claudio Bottini e L. Cignelli) con la prefazione del teologo Hans Urs von Balthasar. Si legge nella prefazione del teologo: ... "Chi si accosta agli scritti di Louisa Jaques sarà subito colpito dall'impor-tanza spirituale e dall'autenticità del loro contenuto... Dov'è la loro attualità per il nostro tempo? Il tema fondamentale è l'ascol-to interiore della voce del Signore. E' il Cristo, mediatore tra noi e il Padre, che effon-de lo Spirito Santo nelle anime e che vive in noi come parola operante della Sapienza di Dio; è Lui che vuole e deve essere ascoltato. Per rendersene capace il cristiano deve fare silenzio in sé. Luisa se l'è sentito chiedere diverse volte; le sarà anche indicato senza sosta che Dio si trova sia nel prossimo che nella preghiera e nell'Eucaristia... Un secon-do insieme di verità è il pensiero che Dio rispetta la libertà umana che ha creato; Egli non fa che offrire, non impone."

Fra questi tre eventi, che si snodano nel-l'arco di poco più di un decennio fra Polonia, Francia e Terra Santa, troviamo al centro il messaggio di Dio Padre, preceduto e seguito da interventi soprannaturali di Suo Figlio Gesù che sempre, rivelando Sé stesso, esorta gli uomini ad abbandonarsi con fiducia all'Amore di Dio ed attua la Volontà di sal-vezza del Padre per tutti i suoi figli.

Dopo la prima apparizione alla Kowalska, Gesù, in voce interiore, prosegue il suo mes-saggio per l'umanità e dice molte cose riguar-do alla Divina Misericordia: Desidero che questa immagine venga esposta al pubblico la prima domenica dopo Pasqua. Tale dome-nica è la Festa della Misericordia (Diario, 88).

"Porgo agli uomini il recipiente col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è questa immagine con la scritta: GESU', CONFIDO IN TE" (Diario, 327).

Nessuna anima troverà giustificazione finchè non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia e perciò la prima domenica dopo Pasqua dev'essere la Festa della Misericordia e i sacerdoti in quel giorno deb-bono parlare alle anime della Mia grande e insondabile Misericordia (Diario, 570).

Nessuna anima abbia paura di avvicinar-si a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. (Diario, 699).

Desidero fiducia dalla mie Creature. Esorta le anime ad una grande fiducia nella Mia insondabile Misericordia (Diario, 1059).

Anche il messaggio del Padre inizia con una apparizione di Dio Padre alla Madre Eugenia Ravasio, il 1° Luglio del 1932, la quale preavverte l'evento che stava per acca-dere poichè si sentiva "vicinissima alla venu-ta del Padre mio e del Padre di tutti gli uomi-ni ". .. Scrive la Ravasio "Il pensiero del Padre mio mi gettava in una follia di allegrezza. Finalmente dei canti cominciano a farsi udire. Degli angeli vengono e mi annunciano questo felice arrivo! I loro canti erano così belli che mi sono riproposta di scriverli appe-na possibile. Questa armonia cessò un istante ed ecco il corteo degli eletti, dei cherubini e dei serafini, con Dio nostro Creatore e Padre nostro. Prostrata, la faccia a terra, inabissa-ta nel mio nulla, ho recitato il Magnificat. Subito dopo il Padre mi dice di sedermi con Lui per scrivere ciò che ha deciso di dire agli uomini. Tutta la sua Corte, che L'aveva accompagnato, è scomparsa. Solo il Padre è rimasto con me e prima di sedersi mi dice: "Te l'ho già detto e te lo dico ancora: non posso più donare un'altra volta il mio Figlio diletto, per provare il mio amore per gli uomini! Ora è per amarli che IO vengo tra loro, prendendo la loro somiglianza, la loro povertà. Guarda, io depongo la mia corona e tutta la mia gloria, per prendere l'atteggia-mento di un uomo comune!':

Dopo aver preso l'atteggiamento di un uomo comune deponendo la sua corona e la sua gloria ai suoi piedi, prese il globo del mondo sul suo Cuore, sostenendolo con la mano sinistra, poi si sedette accanto a me. Sul suo arrivo, sull'atteggiamento che si degnò di assumere e sul Suo Amore non posso dire che qualche parola! Nella mia ignoranza non ho parola per esprimere ciò che Egli mi fece capire. "Pace e salvezza - disse - a questa casa e al mondo intero! Che la mia Potenza, il mio Amore e il mio Spirito Santo tocchino i cuori degli uomini, affinché tutta l'umanità intera si volga verso la salvezza e venga verso suo Padre, che la cerca per amarla e salvarla! Che il mio vicario, Pio XI, capisca che que-sti sono giorni di salvezza e di benedizione. Che non si lasci sfuggire l'occasione di richiamare l'attenzione dei figli sul Padre che viene a far loro del bene in questa vita e a preparare la loro felicità eterna. Ho scelto questo giorno per iniziare la mia Opera fra gli uomini, perché è la Festa del Sangue pre-zioso del mio Figlio Gesù. Ho intenzione di intingere in questo Sangue l'Opera che sto iniziando, perchè essa porti grandi frutti all'umanità intera. "

Poi il Padre inizia con lo spiegare il vero scopo della sua venuta: Vengo per bandire il timore eccessivo che le mie creature hanno di Me e per far loro capire che la mia gioia consiste nell'essere conosciuto ed amato dai miei figli, cioè da tutta l'umanità presente e futura.

Vengo a portare la speranza agli uomini e alle nazioni. Quanti l'hanno già perduta da molto tempo! Questa speranza li farà vivere nella pace e nella sicurezza lavorando per la loro salvezza. Vengo per farmi conoscere così come sono. Perché la fiducia degli uomini aumen-ti contemporaneamente al loro amore per Me, loro Padre, che non ho che una sola preoccupazione: quella di vegliare su tutti gli uomini e di amarli come miei figli.

Il Padre prosegue con lo spiegare chi è Lui stesso: l'Eterno, il Creatore dell'universo, del mondo, dell'uomo. Dopo aver tracciato un percorso teologico sulla relazione fra Lui e Suo Figlio Gesù (" ... Il Messia è Dio. Chi è Dio? Dio è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo..."), il Padre si addentra nella storia della salvezza dell'uomo, prima di Cristo, nel tempo di Cristo e dopo la venuta di Cristo e dice: "La maggior parte degli uomini cono-sce tutti questi avvenimenti, ma ne ignora l'essenziale: che è stato cioè l'Amore a con-durre tutto! Sì, è l'Amore, ecco ciò che voglio farvi notare nello scritto che state leg-gendo. Ora questo Amore è dimenticato. Voglio ricordarvelo perché impariate a conoscerMi, così come sono. Perché non siate come degli schiavi, timorosi verso un Padre che vi ama fino a questo punto. ...Oh come il mio Amore di Padre è stato dimenti-cato dagli uomini! Eppure vi amo così tene-ramente!... "

Il Padre spiega ogni cosa così come già è rivelata nelle Scritture, anche se, proprio sulle modalità e sul contenuto centrale del messag-gio (cioè che l'uomo debba renderGli un CULTO SPECIALE che Gli è dovuto come Padre, Creatore e Salvatore) Dio dice a Madre Eugenia che devono essere i Suoi teologi a studiare bene ogni cosa, trovando nelle Scritture stesse la conferma dell'autenticità del messaggio. Il Padre conferma che due sono le vie per le quali viene a noi: la Croce e l'Eucaristia (le due vie del Figlio). L'azione dello Spirito Santo, Terza persona della Divinità, invece "si compie senza rumore e spesso l'uomo non se ne accorge. Ma per me è un mezzo molto idoneo per dimorare non solo nel Tabernacolo, ma anche nell'anima di tutti quelli che sono in stato di grazia, per stabilirvi il mio Trono, e dimorarvi sempre come il vero Padre che ama, protegge e sostiene il figlio suo. Nessuno può compren-dere la gioia che provo quando sono da solo a solo con un'anima. Nessuno ha ancora capito fino ad ora i desideri infiniti del mio Cuore di Padre Dio, di essere conosciuto, amato e onorato da tutti gli uomini, giusti e peccatori...':

Dopo aver sottolineato la necessità di ren-dere a Dio Padre un culto speciale, il Padre fa una promessa, il cui effetto sarà eterno: "Chiamatemi col nome di Padre, con confi-denza e amore, e riceverete tutto da questo Padre, con Amore e Misericordia".

Al Santo Padre Pio XI, Dio Padre rivolge alcune richieste specifiche, la prima della quale è "che un giorno, o almeno una dome-nica, sia consacrato ad onorarMi in modo tutto particolare sotto il nome di PADRE DELL'UMANITA' tutta intera. Vorrei per questa festa una Messa ed un Ufficio pro-prio. Non è difficile trovare i testi nella Sacra Scrittura. Se preferite renderMi questo culto speciale una domenica, scelgo la prima domenica di Agosto, se prendete un giorno della settimana, preferisco che sia sempre il 7 di questo stesso mese...': Sul retro dell'ico-na del Padre, che Dio Padre ha chiesto di dise-gnare riproducendo la visione con cui si è mostrato a Madre Eugenia, troviamo scritti altri desideri del Padre: "...Desidero entrare in tutte le famiglie, negli ospedali, anche nei laboratori e nelle officine, nelle caserme, nelle sale ove i ministri delle nazioni prendo-no decisioni, infine ovunque si trovino le mie creature, anche se ce ne fosse soltanto una! ...Che il segno tangibile della mia invisibile presenza sia una immagine che mostri che Io sono realmente là, pre-sente. Così tutti gli uomini faranno le loro azioni sotto lo sguardo del loro Padre. ...Desidero che ogni fami-glia possa mettersi così sotto la mia protezioni tutta speciale, per poterMi ono-rare più facilmente. Là, ogni giorno, la famiglia Mi farà partecipe dei suoi bisogni, delle sue pene, delle sue sofferenze, dei suoi desideri e anche delle sue gioie, perché un padre deve conoscere tutto ciò che riguarda i suoi figli':

Nel messaggio che il Padre detta per il Vescovo di Grenoble viene approfondito il rapporto fra il Creatore e la creature: "Ho creato l'uomo per Me ed è ben giusto che Io sia TUTTO per l'uomo. L'uomo non gusterà mai gioie vere al di fuori del Padre suo e del suo Creatore, per-ché il suo cuore non è fatto altro che per Me. Dal canto Mio, il Mio Amore per le mie crea-ture è così grande che Io non provo nessuna gioia pari a quella di essere tra gli uomini. La mia Gloria in Cielo è infinitamente gran-de, ma la mia Gloria è ancora più grande quando Mi trovo tra i miei figli: gli uomini di tutto il mondo. Il vostro Cielo, mie creature, è in Paradiso con i miei eletti... Il mio Cielo è sulla terra, con voi tutti, o uomini! Si, è sulla terra e nelle vostre anime che cerco la mia felicità e la mia gioia...". Il secondo fascicolo del messaggio, iniziato il 12 Agosto 1932, comincia e prosegue con parole che si ricollegano precisamente, facendoci riflettere, al Messaggio della Divina Misericordia di Gesù a Suor Faustina nel 1931. Ci dice il

Padre: "Ho appena aperto una sorgente di acqua viva che, da oggi fino alla fine dei tempi, non si inaridirà mai. E' a voi, mie creature, che vengo per aprire il mio seno paterno appassionato d'Amore per voi, figli miei. Io voglio che voi siate testimoni del mio Amore infinito e misericordioso. Non Mi basta avervi mostrato il mio Amore, voglio anche aprirvi il mio Cuore dal quale uscirà una sorgente refrigerante a cui tutti gli uomini si dissete-ranno. Gusteranno allora le gioie che non avevano conosciuto fino ad allora a causa di questo peso immenso di timore esagera-to che avevano di Me, loro tenero Padre. E' da quando ho promesso un Salvatore agli uomini che ho fatto sgorgare questa sorgente. Io l'ho fatta pas-sare attraverso il Cuore del Figlio mio per-ché giunga fino a voi. Ma il mio Amore immenso mi spinge a fare più ancora apren-do il mio seno dal quale sgorgherà quest'ac-qua di salvezza per i miei figli, ed Io permet-to loro di attingere liberamente tutto ciò che è loro necessario per il tempo e per l'eterni-tà...Lui, mio Figlio, è il serbatoio di questa sorgente, perché gli uomini possano andare ad attingere nel Suo Cuore che è sempre pieno di Acqua di Salvezza fino a trabocca-re!...'

A tanta sollecitudine amorosa di Dio l'uomo di allora non seppe corrispondere, come purtroppo dimostrano tragicamente gli eventi della seconda guerra mondiale. E noi, uomini e donne di oggi, siamo migliori? L'invito a sperare resta, nonostante tutto, gra-zie alla storia della Salvezza che è la storia dell'Amore infinito e misericordioso di Dio per noi suoi figli.

Stefania Venturino