UNA TESTIMONE DI SANTITA'

Augusto Lauro Vescovo emerito di San Marco Argentano-Scalea

Natuzza, la signora Fortuna-ta Evolo, è andata dal suo Signore Gesù il primo no-vembre scorso, giorno di tutti i Santi, a continuare quei suoi colloqui iniziati su questa terra e nei quali si è espressa tutta la ricchezza della sua spiritualità: l'amore a Cri-sto come sua suprema ragione di vi-ta; l'impegno per la salvezza delle anime, motivato dalla gravità del peccato come offesa a Dio e causa delle sofferenze di Gesù; il mistero dell'Eucarìstia memoriale della Pa-squa di risurrezione del Signore.

Così le ha parlato Gesù nei suoi colloqui: "Sono in pena perché il mio cuore è addolorato per. le be-stemmie e i peccati. quando le per-sone bestemmiano, mi insultano; quando fanno peccati mi feriscono il cuore. C'è gente sull'orlo del precipi-zio per il denaro, corrompe queste creature. Io le mando vergini, le mando pure, le mando come un gi-glio e poi li costringono alla prostitu-zione, alla.droga a tanti peccati gra-vissimi e il mio cuore è ferito".

Di fronte alla gravità dei peccati che sono la causa della passione di Cristo, Natuzza si è sentita chiamata alla loro riparazione offrendosi come vittima di espiazione.

Così ha risposto Natuzza a Gesù nei suoi colloqui: "Signore, ti vorrei amare per chi non ti ama, ti vorrei pregare per chi non ti prega, vorrei soffrire per chi non ha forza di soffri-re. Vorrei che tu perdonassi e mi des-si una sofferenza. Perdona tutto il mondo. A me non importa che sto per cento anni in purgatorio, basta che porti tutti in paradiso! Signore, prego per chi non prega. Perdonami se prego poco; dovrei pregare di più!".

E Gesù ha continuato: "Questa sofferenza prenditela e accettala ... Offrila per la conversione dei pecca-tori, ma particolarmente per tutti quelli che amano la guerra. Quanti innocenti muoiono! Le strade sono allagate di sangue e i cuori delle mamme sono tagliati come è tagliato il mio cuore.., e tu consoli il mio cuore con l'offerta delle. sofferenze che non ti mancano né giorno, né notte. Tu devi pregare perché tutti abbiano amore e carità... Sei arroto-lata in una macina e fa l'olio per dol-cificare i cuori delle persone che so-no afflitte peggio di te. Tu hai conso-lazione e dolore; c'è chi ha solo dolo-re senza consolazione ... accetta que-sta sofferenza per le anime consacra-te, particolarmente per i sacerdoti".

Natuzza, però, non ha limitato il suo impegno alla riparazione dei peccati, all'offerta delle sue sofferen-ze, alla consolazione dei sofferenti; la sua vocazione è di portare a tutti la gioia. Gesù le ha detto: "Perché mi cercate solo quando avete bisogno? L'amato non si cerca solo nelle ne-cessità, si cerca in tutti i momenti della vita, pure nella gioia... quando avete la gioia, pensate che io ci sono e che gioisco insieme con voi. Quan-do comunichi la gioia ognuno pensa `se questa è gioiosa, perché non devo diventare gioiosa?' e si converte".

Da questi colloqui si è rivelata anche l'origine dei segni della passio-ne del Signore impressi nel suo cor-po. Infatti, nella trascrizione di questi dialoghi spirituali, così si è espressa:: "Mi ha appoggiato la mano sul polso destro e si è aperta una ferita" e "mi ha toccato il piede e mi ha detto: non ti vorrei mettere questo chiodo" e ancora "Gesù ha posto la sua mano sul mio ginocchio ... Io l'ho guardato e sono crollata".

Questa donna umile ha offerto le sue sofferenze per la conversione dei peccatori e ha invitato tutti alla ripa-razione e alla riconciliazione con il Signore. Il segreto della sua vita è stata la partecipazione ai dolori della passione del Signore e la sua costante preghiera per la salvezza delle ani-me, che sono costate la morte in cro-ce di Gesù nostro Salvatore.

I colloqui spirituali di Natuzza, pubblicati dalla Fondazione nata a tal fine, rivelano il vero volto di Na-tuzza: una donna semplice e, umile che si è definita "buona a nulla, un verme, uno straccio" e rivolta a Gesù ha detto "accettami come sono: una povera ignorante, una povera stupi-da"; una donna dal cuore grande che vuole assimilarsi a Gesù: "vorrei essere degna di morire sulla croce, essere inchiodata come voi, vorrei avere questa grazia"; una donna che ha vissuto la sete delle anime e ha chiesto al Signore: "dammi la parola giusta che devo dire a questo amico o a questa amica, vorrei avere con le persone la carità che avete voi, voi quando mi dite: accetta questa soffe-renza che convertiamo mille anime, io dico: Signore, fate al doppio che facciamo duemila anime, perché ho sete come l'avete voi".

è questa ricchezza interiore di Natuzza che ha invogliato chi l'ha incontrata una prima volta a rinno-vare l'esperienza di serenità e di con-forto e a vivere un nuovo rapporto con il Signore.

Ed è proprio per vivere in pieno questo nuovo rapporto con il Signo-re, per un continuo convergere verso di lui, che sono stati promossi i Ce-natoli di preghiera, che Natuzza ha affermato di essere stati ispirati dalla Madonna come "catena d'amore che deve crescere per la conversione dei peccatori". (Tratto dalla rivista: "Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime")