17-5-2018 SUNTO-4   fine

 

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176 - 01.02.1903 - L’autorità del Sacerdote impone che Luisa soffra per motivo di una chiesa di protestanti (costruzione). La Mamma Regina rimprovera aspramente Luisa.

(Luisa:) Trovandomi nel solito mio stato mi sentivo tutta afflitta, specie ché il mio confessore mi aveva detto che questa mattina si apriva in Corato una chiesa protestante, e che doveva pregare il Signore che facesse succedere una cosa qualunque per farli confondere a costo di qualunque mia sofferenza, e vedendo che il Signore non veniva e quindi non mi sentivo grandi sofferenze, unico mezzo per ottenere queste specie di grazie, ne sentivo un’afflizione grandissima. Onde dopo molto stentare è venuto il benedetto Gesù, e vedevo il confessore che molto insisteva e pregava per farmi soffrire; così pare che mi ha partecipato le pene delle croce e dopo mi ha detto: “Figlia mia, ti ho fatto soffrire costretto dalla potestà sacerdotale, e permetterò che quelli che andranno, invece di restare convinti di quello che i protestanti diranno, li prenderanno a burla, e poi se il castigo piombò sopra a Corato nei giorni che ti tenni sospesa dallo stato di vittima, deve avere il suo corso, e se tu continuerai a soffrire, disporrò in modo i cuori, che a tempo opportuno me ne servirò di qualche occasione per farli restare del tutto confusi e distrutti.” (…)

 

177 - 09.02.1903 - Ai protestanti manca tutto quello che ha la Chiesa Cattolica per salvare gli uomini. Differenza tra chi ama Gesù e chi fa in tutto la sua Volontà. Differenza tra la Creazione e la Redenzione.

Questa mattina, trovandomi fuori di me stessa vedevo il confessore con un’altro sacerdote santo, il quale diceva: “Levati qualunque pensiero di non essere Volontà di Dio la tua posizione.” Poi ha preso il discorso sopra di questi protestanti che dicono di Corato, ed ha detto: “Poco o niente faranno, perché i protestanti non hanno l’amo della verità per pescare i cuori, come l’ha la Chiesa Cattolica, li manca la barca della vera virtù per poterli mettere a salvamento, sono sprovvisti di vele, di remi, d’ancora, quali sono gli esempi ed insegnamenti di Gesù Cristo, e giungono a non avere né un pane come sfamarsi, né acqua per dissetarsi e lavarsi, quali sono i sacramenti, e quel che è più, li manca fino il mare della grazia per potere andare in cerca di pescare le anime. Onde, mancando tutto questo, quali progressi potranno loro fare?” (…) 

(Gesù: ) “Figlia mia, chi mi ama si fissa di fronte al centro Divino, ma chi si rassegna e fa in tutto la Volontà Divina, possiede in sé stesso il centro della Divinità.” (…) “Nella Creazione formai il mondo materiale, e nella Redenzione formai il mondo spirituale.”

 

178 - 22.02.1903 - Il peccato è veleno e il dolore è l’antidoto che fa risorgere l’opera della Redenzione. Dimensioni della Redenzione nella Vita di Gesù.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, il peccato offende Dio e ferisce l’uomo, e siccome fu fatto dall’uomo, ed offeso Dio, per ricevere una piena soddisfazione ci voleva un uomo ed un Dio che soddisfacesse. E la trentina degli anni del mio corso mortale soddisfece per le tre età del mondo, per i tre diversi stati di leggi: Di natura, scritta, e di grazia, e per le tre diverse età di ciascun uomo:  Adolescenza, gioventù e vecchiezza. Io per tutti soddisfeci, meritai, ed impetrai; e la mia Umanità serve di scala per salire al Cielo; ma se l’uomo non vi sale questa scala, con l’esercizio delle proprie virtù in vano si provi a salirvi e renderà inutile per sé stesso il mio operato.” 

(…) (Luisa: ) “Signore, dimmi un po’ perché tanto vi piacete quando un’anima s’addolora di avervi offeso.” E Lui: “Il peccato è un veleno che tutta l’anima avvelena e la rende tanto deforme, da farle scomparire in sé stessa la mia immagine, ed il dolore distrugge questo veleno e le restituisce la mia immagine, il vero dolore è un contraveleno, e siccome il dolore distrugge il veleno vi fa un vuoto nell’anima, e questo vuoto lo riempie la mia grazia; ecco la causa del mio piacere, ché veggo risorta per mezzo del dolore l’opera della mia Redenzione.”

 

179 - 23.02.1903 - Gli uomini non vogliono Gesù Cristo come capo e perciò vogliono eliminare il Papa, che lo rappresenta, ma la Chiesa risorgerà più bella e gloriosa dopo la sua passione.

(Luisa:) Trovandomi fuori di me stessa, mi son trovata vicino ad un giardino che pareva che fosse la Chiesa, vicino al quale ci stavano persone che macchinavano un’attentato alla Chiesa e al Papa, ed in mezzo a questi ci stava Nostro Signore crocifisso, ma senza testa. Chi può dire la pena, il ribrezzo che faceva nel vedere il suo Santissimo Corpo in quello stato, e comprendevo che gli uomini non vogliono Gesù Cristo per loro capo, e siccome la Chiesa lo rappresenta su questa terra, perciò cercano di distruggere quello che ne fa le veci. Dopo mi son trovata in un’altro luogo, in cui ho trovato altre persone che mi domandavano: “Che ne dici tu della Chiesa?” Ed io, sentendomi una luce nella mente ho detto: “La Chiesa sarà sempre Chiesa, al più potrà lavarsi nel proprio sangue, ma questo lavacro la renderà più bella e gloriosa.” Quelli nel sentire ciò hanno detto: “E’ falso, chiamiamo il nostro dio e vediamo che cosa ne dice.” Onde è uscito un’uomo che superava tutti nell’altezza, con corona in testa, ed ha detto: “La Chiesa sarà distrutta, non esisteranno funzioni pubbliche, al più qualcuna nascosta, e la Madonna non sarà più riconosciuta.” Io nel sentire ciò ho detto: “E chi sei tu che ardisci di dire questo? Non sei tu forse quel serpente condannato da Dio a strisciare la terra? Ed ora ardisci tanto da farti credere re ingannando le genti? Ti comando di farti conoscere per quel che sei.” Mentre ciò dicevo, da alto si è fatto basso basso, ha preso la forma di serpente, e facendo un lampo ha sprofondato; ed io mi son trovata in me stessa.

 

180 - 05.03.1903 - Il Signore alle creature le varie croci dei disinganni per liberarle e riordinarle in Dio. Il giudizio d’amore che fa la Croce.

(…) (Gesù:) “Hai visto la causa perché tengo questo fascio di croci in braccia? L’amore verso le creature me lo costringe a tenerlo, stando in continua attitudine per loro; essendo la croce il primario disinganno ed il primo che giudica l’operato delle creature, in modo che se la creatura si arrende, la croce le farà scansare il giudizio di Dio, tenendomi soddisfatto quando uno in vita si sottopone al giudizio della croce; se poi non si arrende, si troverà nell’ambiente del secondo disinganno della morte, e sarà giudicato con più strettissimo rigore da Dio, molto più per avere scappato dal giudizio della croce, che è tutto giudizio d’amore” (…)

 

181 – 06.03.1903 - Gesù la porta a vedere il mondo e dice “ecce homo.”

(…) (Gesù:) “Vogliamo andare a vedere se le creature mi vogliono.” Ed io: “Sicuro che vi vorranno, essendo voi l’Essere più amabile, chi avrà ardire di non volervi?” E Lui:  “Andiamo e poi vedrai quello che faranno.” Ci siamo andati e quando siamo giunti ad un punto dove ci stavano molta gente, è uscita la sua testa da dentro il mio interno ed ha detto quelle parole che disse Pilato quando lo mostrò al popolo: Ecce Homo. E comprendevo che quelle parole significavano se volevano che il Signore regnasse per loro Re, ed avesse il dominio nei loro cuori, nelle menti, ed opere; e quelli risposero: “Toglietelo, non lo vogliamo, anzi crocifiggetelo, acciocché sia distrutta ogni sua memoria.” Oh! quante volte si ripetono queste scene. Onde il Signore ha detto a tutti: “Ecce Homo.” Nel dire ciò è successo un mormorio, una confusione, chi diceva: Non lo voglio per mio Re, voglio la ricchezza; un’altro il piacere, un’altro l’onore, chi le dignità, e chi tante altre cose. Con ribrezzo ascoltavo queste voci, ed il Signore mi ha detto: “Hai inteso come nessuno mi vuole, eppure questo è niente; volgiamoci al ceto religioso e vediamo se mi vogliono.” Onde mi son trovata in mezzo ai sacerdoti, vescovi, religiose, devote; e Gesù con voce sonora ha ripetuto:  “Ecco Homo”. E quelli dicevano: “Lo vogliamo, ma vogliamo anche il nostro comodo, altri, lo vogliamo, ma unito all’interresse. Rispondevano altri: Lo vogliamo ma unito alla stima, l’onore; che se ne fa un religioso senza stima? Replicavano altri:  Lo vogliamo, ma unito a qualche soddisfazione di creatura, come si può vivere solo e senza che nessuno ci soddisfaccia, e certuni giungevano a volere al meno la soddisfazione nel sacramento della confessione, ma solo solo quasi nessuno lo voleva, non mancando pure che qualch’uno non si curasse affatto di Gesù Cristo.” Onde tutto afflitto mi ha detto: “Figlia mia, ritiramoci, hai visto come nessuno mi vuole, o al più mi vogliono unito con qualche cosa che loro piace, Io non mi contento di questo, perché il vero regnare è quando si regna solo.” Mentre ciò diceva mi sono trovata in me stessa.

 

182 - 09.03.1903 - Dio la sua Grazia agli umili, ma resiste ai superbi”. Il segno che l’anima vive in Grazia. La non corrispondenza alla Grazia.

(…) (Gesù:) “Padre Santo, glorifica il nome tuo, confondi e nasconditi ai superbi e manifestati agli umili, perché il solo umile ti riconosce per suo Creatore, e si riconosce per tua creatura.” (…) “Figlia mia, se un corpo è vivo, si conosce dal calore interno continuo, che si può dare, che mediante qualche calore esterno può riscaldarlo, ma non venendo dalla vera vita, ritorna subito a raffreddarsi. Così l’anima si può conoscere se è viva alla grazia, se la sua vita interna è viva nell’operare, all’amarmi, se sente la forza della mia stessa vita nella sua; se poi, è per qualche causa estrinseca che se accalora, fa qualche bene e poi si raffredda, ritorna ai vizi, commette le solite debolezze, c’è gran certezza ch’è morta alla grazia, oppure sta negli ultimi estremi di vita. Così si può conoscere se veramente sono Io che vado all’anima, se sente la mia grazia nel suo interno e tutto il suo bene si fonda nel suo interno; se poi è tutto esterno e niente avverte nel suo interno di bene, ci può essere l’opera del demonio.”

(…) “Figlia mia, quanto può essere terribile per quelle anime che sono state molto fecondate dalla mia grazia, e non hanno corrisposto. La nazione Ebrea, la più prediletta, la più fecondata, eppure la più sterile, e tutta la mia persona non fece quel frutto che fece Paulo nelle altri nazioni, meno fecondate ma più corrispondente, perché l’incorrispondenza alla grazia accieca l’anima e la fa travedere e la dispone all’ostinazione, anche di fronte di qualunque miracolo.”

 

183 - 12.03.1903 - Lo stato in cui Luisa si trova come vittima (cioè, sola, abbandonata e dovendo pressare Gesù ad accettarla ancora come vittima), è prendere parte alla Vita di Gesù.

(…) (Luisa) “Dolce mia vita, come sola mi avete lasciato, quando tu mi mettesti in questo stato tutto fu unione, e tutto fu combinato insieme, e con dolce forza tutta a te mi tirasti. Oh! come si è cambiata la scena, non solo mi hai abbandonato, non solo non mi fai nessuno sforzo per tenermi in quello stato, ma son costretta a farvi un continuo sforzo per non uscire da questa posizione, e questo sforzarvi è per me un continuo morire.” (…)

(Gesù:) “Figlia mia, lo stesso ha successo quando nel concistoro della Sacrosanta Trinità si decretò il mistero della Incarnazione per salvare l’uman genere, ed Io unito con la loro Volontà accettai e mi offrii vittima per l’uomo; tutto fu unione tra loro e tutto combinato insieme, ma quando mi misi all’opera vi giunse un punto, specie quando mi trovai nell’ambiente delle pene, degli obbrobri, carico di tutte le scelleraggini delle creature, vi restai solo ed abbandonato da tutti, fin dal mio caro Padre; non solo, ma così carico di tutte le pene come stavo dovevo sforzare l’Onnipotente che accettassi e che mi facesse continuare il mio sacrifizio per la salvezza di tutto il genere umano, presente e futuro.  E questo l’ottenni, il sacrifizio dura ancora, lo sforzo è continuo, sebbene tutto sforzo d’amore, e vuoi sapere dove e come?  Nel sacramento dell’Eucaristia; là il sacrifizio è continuo, perpetuo è lo sforzo che faccio al Padre che use misericordia alle creature ed alle anime per ottenere il loro amore, e mi trovo in continuo contrasto di morire continuamente, sebbene tutte morti d’amore.  Quindi, non sei tu contenta che ti metta a parte ai periodi della mia stessa vita?”

 

184 - 18.03.1903 - Per Gesù, stare sempre nella sua Volontà è più importante del patire o di qualunque altra cosa.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, tu hai scelto l’ottimo; perché chi sta sempre nella mia Volontà, mi lega in modo da fare uscire da Me una continua virtù da tenerla in continua attitudine verso di Me; tanto che essa forma il mio cibo ed Io il suo. Invece, ancorché l’anima facesse cose grandi, sante e buone, siccome non è virtù che è uscita da Me, non potrà essermi cibo gustoso, perché non le riconosco per opera della mia Volontà.”

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

176 https://www.dropbox.com/s/y3ajr6u4lgqvg5z/176.Vol.4%20-%201%20febbraio%201903.mp3?dl=0

 

177 https://www.dropbox.com/s/iphvfib50z3tq9h/177.Vol.4%20-%209%20febbraio%201903.mp3?dl=0

 

178 https://www.dropbox.com/s/3fwi6tmlgw4srv7/178.Vol.4%20-%2022%20febbraio%201903.mp3?dl=0

 

179 https://www.dropbox.com/s/n7dlbmbvxn7f87s/179.Vol.4%20-%2023%20febbraio%201903.mp3?dl=0

 

180 https://www.dropbox.com/s/vx4g0g1jzdly6d5/180.Vol.4%20-%205%20marzo%201903.mp3?dl=0

 

181 https://www.dropbox.com/s/34igy92d4ybb3pa/181.Vol.4%20-%206%20marzo%201903.mp3?dl=0

 

182 https://www.dropbox.com/s/t10ivde1hdknm60/182.Vol.4%20-%209%20marzo%201903.mp3?dl=0

 

183 https://www.dropbox.com/s/3ymtv508k599wbj/183.Vol.4%20-%2012%20marzo%201903.mp3?dl=0

 

184 https://www.dropbox.com/s/1ke61u5hr2p4286/184.Vol.4%20-%2018%20marzo%201903.mp3?dl=0

 

 

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165 - 24.12.1902 - Le grazie e l’amore più grande si ottengono solo col patire per amore di Gesù. Chi si crede qualcosa non vale niente e chi si crede niente vale tutto.

(…) (Gesù:) “E amore non ne vuoi?” Ed io: “No, patire; perché dandomi il patire mi darete più amore, e questo lo conosco per esperienza, che per ottenere le grazie, l’amore più forte e tutto te stesso,  non si ottiene per altro che per mezzo del patire, e per meritarmi tutte le tue simpatie, gusti e compiacimenti, unico e solo mezzo è il patire per amor tuo.” E Lui: “Diletta mia, ti ho voluto provare per riaccendere in te maggiormente il desiderio di patire per amor mio.” (…) “Figlia mia, chi innanzi a Me ed innanzi agli uomini si crede qualche cosa, vale niente; e chi si crede niente, vale tutto. Primo innanzi a Me, perché se fa qualche cosa non si crede di farla perché può farla, tiene la forza, la capacità, ma la fa perché ne riceve da Dio la grazia, gli aiuti, i lumi, quindi si può dire che la fa in virtù del potere divino, e chi tiene con sé il potere divino, già vale tutto. Secondo innanzi agli uomini, questo agire in virtù del potere divino la fa operare tutto diversamente, e non fa altro che tramandare luce del potere divino che in sé contiene, in modo che i piiù perversi senza volerlo, sentono la forza di questa luce e si sottomettono ai loro voleri, ed ecco che anche dinnanzi agli uomini vale tutto. Tutto al contrario chi si crede qualche cosa, oltre che vale niente, ma mi è abbominevole alla mia presenza, ed i modi ostentati e distinti che tengono, credendosi loro qualche cosa, beffandosi degli altri, gli uomini li tengono segnati a dito come soggetti di derisione e di persecuzione.”

 

166 - 26.12.1902 - Le calunnie, contrasti e persecuzioni delle creature servono per liberare l’uomo e farlo ritornare a Dio, al fine per il quale fu creato.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, perché starti turbata ed inquieta con perderci il tempo? Per le cose tue non c’è niente, e poi tutto è provvidenza divina che permette le calunnie, le persecuzioni, i contrasti, per giustificare l’uomo e farlo ritornare all’unione del Creatore, da solo a solo, senza appoggio umano come nell’essere creato ne uscì. Ed ecco come l’uomo per quanto buono e santo fosse, sempre gli resta qualche cosa di spirito umano nel suo interno, come pure nel suo esterno non è perfettamente libero, sempre tiene in qualche cosa d’umano in cui spera, confida e s’appoggia, e da cui vuole riscuotere stima e rispetto. Fa che un po’ succede il vento delle calunnie, persecuzioni e contrasti, oh! che grandine distruggitrice riceve lo spirito umano, perché l’uomo vedendosi battagliato, mal veduto, disprezzato dalle creature, non trova più soddisfazione tra loro; anzi, gli vengono a mancare tutti insieme: Aiuti, appoggi, fiducia e stima; e se prima andava in cerca di loro, dopo lui stesso li fugge, perché dovunque si volge non trova che amarezze e spine. Quindi, ridotto in questo stato rimane solo, e l’uomo non può stare, n’è fatto per starsi solo; che farà il poverino? Si rivolgerà tutto, senza il minimo impiccio al suo centro Iddio, e Iddio si darà tutto a Lui, e l’uomo si darà tutto a Dio, applicando il suo intelletto nel conoscerlo, la sua memoria nel ricordarsi di Dio e dei suoi benefizi, la volontà ad amarlo. Ed ecco figlia mia, giustificato, santificato e rifatto nell’anima sua il fine per cui è stato creato. Ed ancorché dopo gli converrà trattare con le creature e si vede offrire aiuti, appoggi, stima, li riceve con indifferenza, conoscendo a prova chi sono; e se si ne serve lo fa solo quando ne vede l’onore e la gloria di Dio, restandosi sempre solo Dio e lui.

 

167 - 30.12.1902 - I castighi (guerre, terremoti, malattie) sono necessari per il mondo. Quale lavoro fa Gesù nell’anima e quale distruzione causa un atto opposto alla sua Volontà.

(…) (Gesù:) “L’uomo si può ribellare quando è solo mortificato, ma quando è distrutto, cessa il suo ribellamento; ora qui non si parla di mortificazione, ma di distruzione.” 

Dopo ciò sono scomparsi; ma chi può dire come sono restata, molto più che mi sentivo come una disposizione di volere uscire da questo stato di sofferenze, ed una volontà non perfettamente acquietata al Volere Divino. Vedevo con chiarezza che la più brutta onta che può fare la creatura al Creatore è opporsi al Volere suo Santissimo, ne sentivo la pena, temevo forte che potessi fare un’atto opposto al suo Volere, con tutto ciò non mi potevo acquietare. Quindi dopo molto stentare è ritornato il mio adorabile Gesù e mi ha detto:  “Figlia mia, molte volte Io mi diletto di eleggere le anime, di circondarle di fortezza divina in modo che nessun nemico possa in lei entrare, e vi stabilisco il mio perpetuo soggiorno, ed in questa dimore che faccio mi abbasso, si può dire, ai più minuti servizi, la ripulisco, l’estirpo tutte le spine, le distruggo tutto ciò che di male ha prodotto la natura umana, e vi pianto tutto ciò che di bello e di buono in me si trova; tanto da formare il più bel giardino delle mie delizie, da servirmene a mio gusto, e secondo le circostanze della mia gloria e del bene altrui, tanto, che si può dire che non ha più nulla del suo, servendomi solo per mia abitazione.  Onde, sai tu che ci vuole per distruggere tutto questo? Un’atto opposto alla mia Volontà; e tutto questo lo farai tu se ti opponi alla mia Volontà.” (…)

 

168 - 31.12.1902 - La pena di Luisa, sentendosi in uno stato di ribellione non voluta, è stato espiatorio, come quello di Gesù nel Getsemani.

(…) (Gesù:) “Tu non comprendi mai nulla, questo stato è stato di vittima; come ti hanno offerto vittima per Corato, tu accettasti; ora che cosa c’è di male in Corato?  Non c’è forse la ribellione verso il Creatore della creatura? Tra sacerdoti e secolari, tra partiti e partiti? Ora il tuo stato di ribellione non voluto, il timore, le tue pene, è stato espiatorio; e questo stato di espiazione Io lo soffrii nel Getsemani che giunsi a dire: “Se è possibile passi da Me questo calice, ma non la mia, ma la tua Volontà si faccia.” (…)

(Luisa:) “Signore, non mi vuoi più bene, amarezze non ne vuoi versare, almeno versa le tue dolcezze.” E Lui: “Anzi ti voglio più bene, e se tu potessi entrare nel mio intterno vedresti con chiarezza in tutte le mie parti l’amore distinto verso di te, ed alcune volte ti amo tanto, che giungo ad amarti quant’amo Me stesso, sebbene però alcune volte non posso vederti e mi sei nauseante.” (…) “Povera figlia, ti è assai duro questo? Hai incontrato la mia stessa sorte, Io ero sempre qual ero, uno con la Trinità Sacrosanta e ci amavamo d’un amore eterno, indisolubile, eppure coperto come vittima di tutte le iniquità degli uomini il mio esterno era abbominevole innanzi alla Divinità, tanto che la giustizia divina non mi risparmiò in parte alcuna, rendendosi inesorabile, fino ad abbandonarmi. Tu sei sempre qual sei con Me, e siccome occupi lo stato di vittima, il tuo esterno comparisce innanzi alla divina giustizia coperto delle colpe altrui, ecco perciò ti ho detto quelle parole, tu però quietati, che ti amo sempre.” (…)

 

169 - 05.01.1903 - Essendo Luisa vittima, sente la stanchezza di tale stato, ma questo le viene da Gesù. L’uomo è fatto per il Cielo, ma si occupa di terra.

(…) (Luisa:) “Signore, troppa libertà date a questi uomini infernali, finora sono state parole d’inferno, ed ora vogliono giungere a mettere mani addosso ai tuoi ministri, legateli ed abbiate compassione di loro, ed insieme difendete quelli che vi appartengono.” E lui: “Figlia, è necessaria questa libertà per conoscere il buono ed il cattivo, sappi però che ne sono stanco dell’uomo, e tanto stanco che lo partecipo a te, in modo che quando tu senti quella stanchezza di questo stato di vittima, e quasi la volontà di volerne uscire, ti viene da Me, e ti avverto di stare attenta di non mettere nessuna volontà, che Io vado trovando la volontà della creatura per appoggiarmi e castigare i ribelli. Però proviamo, ancora ti farò soffrire a te, e quelli resteranno senza forza e non potranno fare nulla di ciò che vogliono.” (…) “Figlia mia, l’uomo non l’ho fatto per la terra, ma per il Cielo, e la sua mente, il suo cuore, e tutto ciò che il suo interno contiene, dovevano esistere in Cielo, e se ciò faceva, riceveva nelle tre potenze l’influsso della Santissima Trinità, restandole ricopiata in sé stessa; ma siccome si occupa di terra, riceve in sé il fango, il marciume e tutta la sentina dei vizi che la terra contiene.”

 

170 - 07.01.1903 - Solo Gesù, non misticamente, ma in carne viva riproduce in Luisa le sue sofferenze: per questo è tanto efficace il suo ufficio di vittima. È il Re, che si degna abitare nel piccolo tugurio.

(…) (Luisa:) “E’ possibile, può essere vero che per poche mie sofferenze, il Signore deve sospendere i castighi, debilitare le forze umane per non fare le rivoluzioni e formare leggi inique; e poi, chi sono io da meritare con poche sofferenze tutto questo? Mentre ciò pensavo, è venuto il benedetto Gesù e mi ha detto: “Figlia mia, né tu, né chi ti dirige hanno compreso il tuo stato; già tu nello stato di sofferenze scomparirai affatto, ed Io solo, non misticamente, ma in carne viva vi riproduco le stesse mie sofferenze che soffrii la mia Umanità; e non furono forse le mie sofferenze che debilitarono i demoni, illuminarono le menti accecate, in una parola che formò la redenzione dell’uomo? E se lo potettero allora nella mia Umanità, non lo possono forse fare adesso nella tua? Se un re andasse ad abitare in un piccolo tugurio, e da là dispensasse grazie, aiuto, monete, continuasse il suo uffizio di re, se qualcuno non credesse si direbbe che è sciocco, se è re può fare del bene tanto nel palazzo regale, quanto nel piccolo tugurio; anzi si ammira più la bonta, che essendo re non disdegna d’abitare piccoli tuguri e vili capanne; tale è il fatto tuo.” (…)

 

171 - 09.01.1903 - Il primo approccio ad una cosa, per poter comprendere la verità, deve essere un atteggiamento di credenza; così è rispetto al Vangelo, oppure rispetto a Luisa.

Questa mattina mi sentivo tutta oppressa, siccome era stato Monsignore a visitarmi ché diceva che non era certo che fosse Gesù Cristo che operasse in me; nel venire il benedetto Gesù mi ha detto: “Figlia mia, per comprendere bene un soggetto ci vuole la credenza, perché senza di questa tutto è buio nell’intelletto umano, mentre il solo credere accende nella mente una luce, e per mezzo di questa luce scorge con chiarezza la verità e la falsità, quando opera la grazia e quando la natura, e quando la diabolica. Vedi, il Vangelo è noto a tutti; ma chi comprende il significato delle mie parole, le verità che in esso contiene? Chi se le conserva nel proprio cuore e ne fa un tesoro per comprarsi il regno eterno, chi crede. E per tutti gli altri non solo non ne comprendono un acha, ma se ne servono per farsene beffe e mettere in burla le cose più sante. Onde si può dire che tutto è scritto nei cuori di chi crede, spera ed ama, e per tutti il resto niente è scritto per loro. Così è di te, chi tiene un po’ di credenza vede le cose con chiarezza e trova la verità, chi no, vede le cose tutte confuse.”

 

172 - 10.01.1903 - Le parole più gradite e consolanti per la SS. Vergine sono “il Signore è con te”.

(…) (Gesù:) “Diletta mia, le parole più gradite e chi più consolano la mia Madre, è il “Dominus Tecum”, preché non appena furono pronunziate dall’arcangelo, sentì in sé comunicarsi tutto l’Essere Divino, e quindi si sentì investita del divin potere, in modo che il suo, a fronte del potere divino, si disperdette, e mia Madre rimase col potere divino nelle sue mani.”

 

173 - 11.01.1903 - Luisa prega per le intenzioni dell’Arcivescovo.

 

174 - 13.01.1903 - Tutta la vita della SS. Trinità e tutto il bene che esce da Essa si racchiude in una parola: Amore. Gesù ha coinvolto Luisa nella soddisfazione che ha dato dell’amore che le creature negano.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, le lodi, le adulazioni, sono sputi e fango che sporcano ed infangano l’anima ed acciecano la mente, per non farle conoscere chi egli veramente sia, specie se non partono dalla verità; che se partono dalla verità e la persona è degna di lodi, conoscendo la verità ne darà a Me la Gloria; ma se partono dalla falsità, spingono a tale eccesso l’anima, da confermarsi maggiormente nel male.”

 

 

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175 - 31.01.1903 - Intenzioni di Gesù nel soffrire la corona di spine.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, volli soffrire queste spine nella mia testa oltre per espiare tutti i peccati di pensieri, per unire l’intelligenza divina all’umana, perché l’intelligenza divina era come dispersa nelle menti umane, e le mie spine la chiamarono dal Cielo e la innestarono di nuovo.  Non solo questo, ma ottenni a chi doveva manifestare le cose divine, aiuto, forza, lucidazione a farla conoscere agli altri.”

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

165 https://www.dropbox.com/s/l1qk7zw3th9qiuk/165.Vol.4%20-%2024%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

166 https://www.dropbox.com/s/wmnh6my01ay43gb/166.Vol.4%20-%2026%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

167 https://www.dropbox.com/s/hjmrhd9mve3fdza/167.Vol.4%20-%2030%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

168 https://www.dropbox.com/s/eaakbx2yzgbczg8/168.Vol.4%20-%2031%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

169 https://www.dropbox.com/s/miid8u2r7ryvm1h/169.Vol.4%20-%205%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

170 https://www.dropbox.com/s/g3r1mej3sxmoayy/170.Vol.4%20-%207%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

171 https://www.dropbox.com/s/7b695dfckmybxn7/171.Vol.4%20-%209%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

172 https://www.dropbox.com/s/wiaarfjfereki4t/172.Vol.4%20-%2010%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

173 https://www.dropbox.com/s/dof1v6wlps80xby/173.Vol.4%20-%2011%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

174 https://www.dropbox.com/s/aiwlf0f0jmyeprg/174.Vol.4%20-%2013%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

175 https://www.dropbox.com/s/l1nbjt74en63jct/175.Vol.4%20-%2031%20gennaio%201903.mp3?dl=0