21-6-2018 SUNTO/VOLUME-4 DI LIBRO DI CIELO

 

 

 

 

 

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165 - 24.12.1902 - Le grazie e l’amore più grande si ottengono solo col patire per amore di Gesù. Chi si crede qualcosa non vale niente e chi si crede niente vale tutto.

(…) (Gesù:) “E amore non ne vuoi?” Ed io: “No, patire; perché dandomi il patire mi darete più amore, e questo lo conosco per esperienza, che per ottenere le grazie, l’amore più forte e tutto te stesso,  non si ottiene per altro che per mezzo del patire, e per meritarmi tutte le tue simpatie, gusti e compiacimenti, unico e solo mezzo è il patire per amor tuo.” E Lui: “Diletta mia, ti ho voluto provare per riaccendere in te maggiormente il desiderio di patire per amor mio.” (…) “Figlia mia, chi innanzi a Me ed innanzi agli uomini si crede qualche cosa, vale niente; e chi si crede niente, vale tutto. Primo innanzi a Me, perché se fa qualche cosa non si crede di farla perché può farla, tiene la forza, la capacità, ma la fa perché ne riceve da Dio la grazia, gli aiuti, i lumi, quindi si può dire che la fa in virtù del potere divino, e chi tiene con sé il potere divino, già vale tutto. Secondo innanzi agli uomini, questo agire in virtù del potere divino la fa operare tutto diversamente, e non fa altro che tramandare luce del potere divino che in sé contiene, in modo che i piiù perversi senza volerlo, sentono la forza di questa luce e si sottomettono ai loro voleri, ed ecco che anche dinnanzi agli uomini vale tutto. Tutto al contrario chi si crede qualche cosa, oltre che vale niente, ma mi è abbominevole alla mia presenza, ed i modi ostentati e distinti che tengono, credendosi loro qualche cosa, beffandosi degli altri, gli uomini li tengono segnati a dito come soggetti di derisione e di persecuzione.”

 

166 - 26.12.1902 - Le calunnie, contrasti e persecuzioni delle creature servono per liberare l’uomo e farlo ritornare a Dio, al fine per il quale fu creato.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, perché starti turbata ed inquieta con perderci il tempo? Per le cose tue non c’è niente, e poi tutto è provvidenza divina che permette le calunnie, le persecuzioni, i contrasti, per giustificare l’uomo e farlo ritornare all’unione del Creatore, da solo a solo, senza appoggio umano come nell’essere creato ne uscì. Ed ecco come l’uomo per quanto buono e santo fosse, sempre gli resta qualche cosa di spirito umano nel suo interno, come pure nel suo esterno non è perfettamente libero, sempre tiene in qualche cosa d’umano in cui spera, confida e s’appoggia, e da cui vuole riscuotere stima e rispetto. Fa che un po’ succede il vento delle calunnie, persecuzioni e contrasti, oh! che grandine distruggitrice riceve lo spirito umano, perché l’uomo vedendosi battagliato, mal veduto, disprezzato dalle creature, non trova più soddisfazione tra loro; anzi, gli vengono a mancare tutti insieme: Aiuti, appoggi, fiducia e stima; e se prima andava in cerca di loro, dopo lui stesso li fugge, perché dovunque si volge non trova che amarezze e spine. Quindi, ridotto in questo stato rimane solo, e l’uomo non può stare, n’è fatto per starsi solo; che farà il poverino? Si rivolgerà tutto, senza il minimo impiccio al suo centro Iddio, e Iddio si darà tutto a Lui, e l’uomo si darà tutto a Dio, applicando il suo intelletto nel conoscerlo, la sua memoria nel ricordarsi di Dio e dei suoi benefizi, la volontà ad amarlo. Ed ecco figlia mia, giustificato, santificato e rifatto nell’anima sua il fine per cui è stato creato. Ed ancorché dopo gli converrà trattare con le creature e si vede offrire aiuti, appoggi, stima, li riceve con indifferenza, conoscendo a prova chi sono; e se si ne serve lo fa solo quando ne vede l’onore e la gloria di Dio, restandosi sempre solo Dio e lui.

 

167 - 30.12.1902 - I castighi (guerre, terremoti, malattie) sono necessari per il mondo. Quale lavoro fa Gesù nell’anima e quale distruzione causa un atto opposto alla sua Volontà.

(…) (Gesù:) “L’uomo si può ribellare quando è solo mortificato, ma quando è distrutto, cessa il suo ribellamento; ora qui non si parla di mortificazione, ma di distruzione.” 

Dopo ciò sono scomparsi; ma chi può dire come sono restata, molto più che mi sentivo come una disposizione di volere uscire da questo stato di sofferenze, ed una volontà non perfettamente acquietata al Volere Divino. Vedevo con chiarezza che la più brutta onta che può fare la creatura al Creatore è opporsi al Volere suo Santissimo, ne sentivo la pena, temevo forte che potessi fare un’atto opposto al suo Volere, con tutto ciò non mi potevo acquietare. Quindi dopo molto stentare è ritornato il mio adorabile Gesù e mi ha detto:  “Figlia mia, molte volte Io mi diletto di eleggere le anime, di circondarle di fortezza divina in modo che nessun nemico possa in lei entrare, e vi stabilisco il mio perpetuo soggiorno, ed in questa dimore che faccio mi abbasso, si può dire, ai più minuti servizi, la ripulisco, l’estirpo tutte le spine, le distruggo tutto ciò che di male ha prodotto la natura umana, e vi pianto tutto ciò che di bello e di buono in me si trova; tanto da formare il più bel giardino delle mie delizie, da servirmene a mio gusto, e secondo le circostanze della mia gloria e del bene altrui, tanto, che si può dire che non ha più nulla del suo, servendomi solo per mia abitazione.  Onde, sai tu che ci vuole per distruggere tutto questo? Un’atto opposto alla mia Volontà; e tutto questo lo farai tu se ti opponi alla mia Volontà.” (…)

 

168 - 31.12.1902 - La pena di Luisa, sentendosi in uno stato di ribellione non voluta, è stato espiatorio, come quello di Gesù nel Getsemani.

(…) (Gesù:) “Tu non comprendi mai nulla, questo stato è stato di vittima; come ti hanno offerto vittima per Corato, tu accettasti; ora che cosa c’è di male in Corato?  Non c’è forse la ribellione verso il Creatore della creatura? Tra sacerdoti e secolari, tra partiti e partiti? Ora il tuo stato di ribellione non voluto, il timore, le tue pene, è stato espiatorio; e questo stato di espiazione Io lo soffrii nel Getsemani che giunsi a dire: “Se è possibile passi da Me questo calice, ma non la mia, ma la tua Volontà si faccia.” (…)

(Luisa:) “Signore, non mi vuoi più bene, amarezze non ne vuoi versare, almeno versa le tue dolcezze.” E Lui: “Anzi ti voglio più bene, e se tu potessi entrare nel mio intterno vedresti con chiarezza in tutte le mie parti l’amore distinto verso di te, ed alcune volte ti amo tanto, che giungo ad amarti quant’amo Me stesso, sebbene però alcune volte non posso vederti e mi sei nauseante.” (…) “Povera figlia, ti è assai duro questo? Hai incontrato la mia stessa sorte, Io ero sempre qual ero, uno con la Trinità Sacrosanta e ci amavamo d’un amore eterno, indisolubile, eppure coperto come vittima di tutte le iniquità degli uomini il mio esterno era abbominevole innanzi alla Divinità, tanto che la giustizia divina non mi risparmiò in parte alcuna, rendendosi inesorabile, fino ad abbandonarmi. Tu sei sempre qual sei con Me, e siccome occupi lo stato di vittima, il tuo esterno comparisce innanzi alla divina giustizia coperto delle colpe altrui, ecco perciò ti ho detto quelle parole, tu però quietati, che ti amo sempre.” (…)

 

169 - 05.01.1903 - Essendo Luisa vittima, sente la stanchezza di tale stato, ma questo le viene da Gesù. L’uomo è fatto per il Cielo, ma si occupa di terra.

(…) (Luisa:) “Signore, troppa libertà date a questi uomini infernali, finora sono state parole d’inferno, ed ora vogliono giungere a mettere mani addosso ai tuoi ministri, legateli ed abbiate compassione di loro, ed insieme difendete quelli che vi appartengono.” E lui: “Figlia, è necessaria questa libertà per conoscere il buono ed il cattivo, sappi però che ne sono stanco dell’uomo, e tanto stanco che lo partecipo a te, in modo che quando tu senti quella stanchezza di questo stato di vittima, e quasi la volontà di volerne uscire, ti viene da Me, e ti avverto di stare attenta di non mettere nessuna volontà, che Io vado trovando la volontà della creatura per appoggiarmi e castigare i ribelli. Però proviamo, ancora ti farò soffrire a te, e quelli resteranno senza forza e non potranno fare nulla di ciò che vogliono.” (…) “Figlia mia, l’uomo non l’ho fatto per la terra, ma per il Cielo, e la sua mente, il suo cuore, e tutto ciò che il suo interno contiene, dovevano esistere in Cielo, e se ciò faceva, riceveva nelle tre potenze l’influsso della Santissima Trinità, restandole ricopiata in sé stessa; ma siccome si occupa di terra, riceve in sé il fango, il marciume e tutta la sentina dei vizi che la terra contiene.”

 

170 - 07.01.1903 - Solo Gesù, non misticamente, ma in carne viva riproduce in Luisa le sue sofferenze: per questo è tanto efficace il suo ufficio di vittima. È il Re, che si degna abitare nel piccolo tugurio.

(…) (Luisa:) “E’ possibile, può essere vero che per poche mie sofferenze, il Signore deve sospendere i castighi, debilitare le forze umane per non fare le rivoluzioni e formare leggi inique; e poi, chi sono io da meritare con poche sofferenze tutto questo? Mentre ciò pensavo, è venuto il benedetto Gesù e mi ha detto: “Figlia mia, né tu, né chi ti dirige hanno compreso il tuo stato; già tu nello stato di sofferenze scomparirai affatto, ed Io solo, non misticamente, ma in carne viva vi riproduco le stesse mie sofferenze che soffrii la mia Umanità; e non furono forse le mie sofferenze che debilitarono i demoni, illuminarono le menti accecate, in una parola che formò la redenzione dell’uomo? E se lo potettero allora nella mia Umanità, non lo possono forse fare adesso nella tua? Se un re andasse ad abitare in un piccolo tugurio, e da là dispensasse grazie, aiuto, monete, continuasse il suo uffizio di re, se qualcuno non credesse si direbbe che è sciocco, se è re può fare del bene tanto nel palazzo regale, quanto nel piccolo tugurio; anzi si ammira più la bonta, che essendo re non disdegna d’abitare piccoli tuguri e vili capanne; tale è il fatto tuo.” (…)

 

171 - 09.01.1903 - Il primo approccio ad una cosa, per poter comprendere la verità, deve essere un atteggiamento di credenza; così è rispetto al Vangelo, oppure rispetto a Luisa.

Questa mattina mi sentivo tutta oppressa, siccome era stato Monsignore a visitarmi ché diceva che non era certo che fosse Gesù Cristo che operasse in me; nel venire il benedetto Gesù mi ha detto: “Figlia mia, per comprendere bene un soggetto ci vuole la credenza, perché senza di questa tutto è buio nell’intelletto umano, mentre il solo credere accende nella mente una luce, e per mezzo di questa luce scorge con chiarezza la verità e la falsità, quando opera la grazia e quando la natura, e quando la diabolica. Vedi, il Vangelo è noto a tutti; ma chi comprende il significato delle mie parole, le verità che in esso contiene? Chi se le conserva nel proprio cuore e ne fa un tesoro per comprarsi il regno eterno, chi crede. E per tutti gli altri non solo non ne comprendono un acha, ma se ne servono per farsene beffe e mettere in burla le cose più sante. Onde si può dire che tutto è scritto nei cuori di chi crede, spera ed ama, e per tutti il resto niente è scritto per loro. Così è di te, chi tiene un po’ di credenza vede le cose con chiarezza e trova la verità, chi no, vede le cose tutte confuse.”

 

172 - 10.01.1903 - Le parole più gradite e consolanti per la SS. Vergine sono “il Signore è con te”.

(…) (Gesù:) “Diletta mia, le parole più gradite e chi più consolano la mia Madre, è il “Dominus Tecum”, preché non appena furono pronunziate dall’arcangelo, sentì in sé comunicarsi tutto l’Essere Divino, e quindi si sentì investita del divin potere, in modo che il suo, a fronte del potere divino, si disperdette, e mia Madre rimase col potere divino nelle sue mani.”

 

173 - 11.01.1903 - Luisa prega per le intenzioni dell’Arcivescovo.

 

174 - 13.01.1903 - Tutta la vita della SS. Trinità e tutto il bene che esce da Essa si racchiude in una parola: Amore. Gesù ha coinvolto Luisa nella soddisfazione che ha dato dell’amore che le creature negano.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, le lodi, le adulazioni, sono sputi e fango che sporcano ed infangano l’anima ed acciecano la mente, per non farle conoscere chi egli veramente sia, specie se non partono dalla verità; che se partono dalla verità e la persona è degna di lodi, conoscendo la verità ne darà a Me la Gloria; ma se partono dalla falsità, spingono a tale eccesso l’anima, da confermarsi maggiormente nel male.”

 

 

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175 - 31.01.1903 - Intenzioni di Gesù nel soffrire la corona di spine.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, volli soffrire queste spine nella mia testa oltre per espiare tutti i peccati di pensieri, per unire l’intelligenza divina all’umana, perché l’intelligenza divina era come dispersa nelle menti umane, e le mie spine la chiamarono dal Cielo e la innestarono di nuovo.  Non solo questo, ma ottenni a chi doveva manifestare le cose divine, aiuto, forza, lucidazione a farla conoscere agli altri.”

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

165 https://www.dropbox.com/s/l1qk7zw3th9qiuk/165.Vol.4%20-%2024%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

166 https://www.dropbox.com/s/wmnh6my01ay43gb/166.Vol.4%20-%2026%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

167 https://www.dropbox.com/s/hjmrhd9mve3fdza/167.Vol.4%20-%2030%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

168 https://www.dropbox.com/s/eaakbx2yzgbczg8/168.Vol.4%20-%2031%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

169 https://www.dropbox.com/s/miid8u2r7ryvm1h/169.Vol.4%20-%205%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

170 https://www.dropbox.com/s/g3r1mej3sxmoayy/170.Vol.4%20-%207%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

171 https://www.dropbox.com/s/7b695dfckmybxn7/171.Vol.4%20-%209%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

172 https://www.dropbox.com/s/wiaarfjfereki4t/172.Vol.4%20-%2010%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

173 https://www.dropbox.com/s/dof1v6wlps80xby/173.Vol.4%20-%2011%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

174 https://www.dropbox.com/s/aiwlf0f0jmyeprg/174.Vol.4%20-%2013%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

175 https://www.dropbox.com/s/l1nbjt74en63jct/175.Vol.4%20-%2031%20gennaio%201903.mp3?dl=0

 

 

 

 

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154 - 22.11.1902 - Stando Luisa a punto di morire, ne è impedita dall’ubbidienza.

(Luisa:) Il giorno 22 Novembre, continuando a sentirmi male, di nuovo il benedetto Gesù è venuto e mi ha detto: “Diletta mia, te ne vuoi venire?” Ed io: “Sì, non più mi lasciare su questa terra.”  E Lui: “Sì, ti voglio contentare una volta.” E mentre ciò diceva me son sentita chiudere lo stomaco e la gola, in modo che dentro non entrava più niente, appena potevo tirare il respiro, sentendomi soffocare. Poi ho visto che Gesù benedetto ha chiamato gli angioli e li diceva:  “Ora che la vittima se ne vieni, sospendete le fortezze, acciò i popoli facciamo ciò che vogliono.” Ed io: “Signore, chi sono quelli?” E Lui: “Sono gli angioli che custodiscono le città, finché le città sono assistite della fortezza della protezione divina comunicata agli angioli, non possono far niente, quando questa protezione le vien tolta, per le gravi colpe che commettono, lasciandoli a loro stessi, possono fare rivoluzione e qualunque sorta di male.”

 

155 - 30.11.1902 - Il segno più certo per sapere se nell’anima opera il Signore, oppure il demonio, è se il loro rapporto di luce ha la forza di vincere qualsiasi ostacolo e di convertirlo in luce.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, Io sono Sole che riempio di luce il mondo, ed andando all’anima si riproduce in detta anima un’altro Sole, in modo che a via di raggi di luce si saettano a vicenda continuamente. Ora, in mezzo a questi due Soli si riproducono delle nubi, quali sono le mortificazioni, le umiliazioni, contrarietà, sofferenze, ed altro; se questi sono veramente Soli, hanno tanta forza che col loro saettarsi continuamente di trionfare di queste nubi e di convertirle in luce; se poi sono Soli apparenti e falsi, queste nubi che si riproducono in mezzo hanno forza di convertire questi Soli in tenebre. Questo è il segno più certo per conoscere se sono Io o il demonio, e dopo che una persona ha ricevuto questo segno, può mettere la vita per confessare la verità ch’è luce e non tenebre.” (:..)

 

156 - 03.12.1902 - Il problema del cadere Luisa nel suo solito stato” e dell’uscire da esso. Chi ha l’autorità non deve mettere il suo volere umano, ma deve riconoscere la Volontà del Signore e sottomettersi.

(Luisa:) Questa mattina, trovandomi nel solito mio stato e continuando i miei timori, nel venire il benedetto Gesù gli ho detto: “Vita della mia vita, donde vieni che non mi fate ubbidire agli ordine dei superiori?” E Lui: “E tu, figlia mia, non vedi da dove viene il contrasto? Che il volere umano non si unisce col Divino e si danno il bacio insieme, in modo da formare un solo; e quando c’è contrasto tra questi due volere, essendo superiore il Volere Divino, il volere umano ci deve perdere per forza. E poi, che altro vogliono? Se Io ti ho detto che se vogliono ti faccio cadere in questo stato, se non vogliono ti faccio ubbidire, in riguardo all’ubbidienza che Io ti devo far cadere ed Io ti devo far riavere senza che loro vengano, lasciando la cosa indipendente da loro, e tutta a mia disposizione. Resta a Me se ti voglio tenere un minuto o mezz’ora in questo stato, se ti devo far soffrire o no, questo resta tutto a cura mia, e volendo loro diversamente sarebbe un volermi dettare leggi del modo, del come e del quando. Io debbo fare le cose; questo sarebbe un volersi ficcare troppo nei miei giudizi e farmi da maestro, cui la creatura e tenuta di adorare e non d’investigare.” (…)

“Questo non volersi persuadere mi dispiace assai; tu però nei contrasti e mortificazioni non avere il sguardo in quelli, ma fissalo in Me che fui il bersaglio delle contraddizioni, e soffrendoli tu verrai a renderti più simile a Me; così la tua natura non potrà spostarsi, ma ti resterai calma e quieta. Voglio che facci da parte tua, per quanto puoi ad ubbidirli, ed il resto lascialo a cura mia, senza turbarti.”

 

157 -  04.12.1902 - La  difficoltà  che  trovano  il Confessore e l’Arcivescovo rispetto al loro ruolo nello stato di vittima di Luisa si risolvono guardando l’esempio di Gesù, perché nella sua Vita è compresa la vita di tutta la Chiesa.

(Luisa:) Stavo nella mia mente pensando a questa ubbidienza dicendo: “Quelli hanno ragione di così comandarmi; poi non è qualche gran che, che il Signore mi faccia ubbidire nel modo da loro voluto. Oltre di che, quelli dicono: O ti facesse ubbidire, oppure dicesse la ragione perché vuole che venga il sacerdote a farti riavere da quello stato.” Mentre ciò pensavo, il mio adorabile Gesù si è mosso nel mio interno dicendomi: “Figlia mia, Io volevo che da loro stessi avessero trovato la ragione del mio operare, perché nella mia vita da che nacqui finché morii, essendo racchiuso la vita di tutta la Chiesa, il tutto si trova, le questioni più difficili confrontate a qualche passo che può uniformarsi alla mia vita, si risolvono; le cose più imbrogliate si sciolgono, e quelle più oscure ed ottuse che la mente umana quasi si perde in quella oscurità, vi ritrova la luce più chiara e risplendente. Questo significa che non hanno per regola del loro operare la mia vita, altrimenti avrebbero trovato la ragione. Ma giacché non hanno trovato loro la ragione, è necessario che Io parli e la manifesti.” Dopo ciò si è alzato e con impero ha detto, tanto, che io temevo: “Che significa quell’ostende te sacerdoti?” Poi facendosi un po’ più dolce ha soggiunto: “La mia potenza si estendeva da per ogni dove, e da qualunque luogo mi trovavo potevo operare i più strepitosi miracoli, eppure, quasi tutti i miracoli vi volli assistere personalmente, come nel risuscitare Lazzaro, vi andai, li feci togliere la lapide, quindi sciogliere e poi con l’impero della mia voce lo richiamai a vita. Nel risuscitare la fanciulla, la presi per mano con la mia destra, richiamandola a vita, e tante altre cose che stanno registrate nel Vangelo, che a tutti sono note, vi volli assistervi con la mia presenza. Ciò insegna che, essendo racchiusa la vita futura della Chiesa nella mia, il modo come deve comportarsi il sacerdote nel suo operare. E queste sono cose che appartengono a te, ma in modo generale, il tuo punto proprio lo troveranno sul calvario. Io, sacerdote e vittima ed innalzato sul legno della croce, vi volli un sacerdote che mi assistesse in quello stato di vittima, quale fu san Giovanni, che mi rappresentava la Chiesa nascente; in lui Io vedevo tutti: Papi, vescovi, sacerdoti, e tutti i fedeli insieme, ed egli, mentre mi assisteva, m’offriva qual vittima per la gloria del Padre e per il buon esito della Chiesa nascente. Questo non successe a caso, che un sacerdote mi assistesse in quello stato di vittima, ma tutto fu profondo mistero predestinato fino ab eterno nella mente divina, significando che scegliendo un’anima vittima per i gravi bisogni che nella Chiesa si trovano, un sacerdote Me la offre, Me l’assista, l’aiuta, l’incoraggia al patire; se queste cose si comprendono è bene, loro stessi ne riceveranno il frutto dell’opera che prestano, come san Giovanni, quanti beni non si ebbe per avermi assistito sul monte calvario? Se poi no, non fanno altro che mettere la mia opera in continui contrasti, distogliendomi i miei più belli disegni.

Oltre di ciò la mia sapienza è infinita, e nel mandare qualche croce all’anima per santificarsi, non ne prende una, ma cinque, dieci, quanto a Me piace, acciocché non una sola, ma tutti questi insieme si santificassero. Come sul calvario, non fui Io solo, oltre ad avere un sacerdote, mi ebbi una Madre, mi ebbi gli amici ed anche i nemici, che nel vedere il prodigio della mia pazienza, molti mi credettero per Dio qual’ero e si convertirono; se Io fossi stato solo, avrebbero ricevuto questi grandi beni?  Certo che no.” (…)

 

158 - 05.12.1902 - La Giustizia Divina contro i popoli è trattenuta solo dalle anime vittime. Luisa non resterà come vittima per tempo indefinito.

 

159 - 07.12.1902 - La Francia e l’Italia hanno voluto cancellare Dio, il quale è costretto a dare all’uomo quel castigo che egli stesso vuole.

(…) (Gesù:) “Come posso placarmi se mi vogliono appartare da loro, come se non fossero opera da Me creata? Non vedi come la Francia mi ha discacciato da sé, tenendosi onorata di non più riconoscermi? E come l’Italia vuole seguire la Francia, stando certuni che darebbero l’anima al diavolo, purché vincessero il punto di formare la legge del divorzio, tante volte da loro tentata e restati schiacciati e confusi, anzi che placarmi e versare su di te il mio sdegno, ti sospendo dello stato di vittima, perché quando la mia giustizia ha provato varie volte, usando tutto il suo potere per non dare quel castigo dall’uomo stesso voluto, e con tutto ciò lo vuole, è necessario che la giustizia sospenda chi la trattiene e fa cadere il castigo.” (…)

 

160 - 08.12.1902 - Mentre Gesù sospende Luisa come vittima, l’autorità della Chiesa, insieme con la forza della preghiera ottiene che sia vittima per impedire la legge del divorzio.

 

161 - 09.12.1902 - Il Confessore ottiene un po’ di sollievo a Luisa nel suo soffrire per impedire il divorzio.

(…) (Il confessore:) “Questa poverina sta molto sofferente, tanto che l’impedisce di parlare; dàlle un po’ di tregua, che quando due amanti sfogano insieme ciò che tengono nel loro interno, finiscono col concedersi a vicenda ciò che vogliono.” Onde mi son sentita sollevare le sofferenze, (…)

(Gesù:) “Figlia mia, e tu non comprendi il significato della mia pesantezza? Sappi che è il peso enorme della giustizia che né Io posso più sopportarlo, né tu potrai contenerlo, e l’uomo dal peso della giustizia divina sta per essere schiacciato.” (...)

 

162 - 15.12.1902 - Luisa soffre con Gesù per impedire il divorzio, ma non è ancora in grado di sostenere il peso della Giustizia. Non sarà lei ad ubbidire, ma Gesù in lei.

(Luisa:) Continuando il mio solito stato, mi son trovata fuori di me stessa ed ho trovato il mio adorabile Gesù gettato a terra, crocifisso, che tutti lo calpestavano, ed io per impedire che ciò facessero, mi son distesa sopra per poter ricevere sopra di me ciò che facevano a Nostro Signore. (…) Dopo ciò è scomparso, restando io sola a soffrire, e poi è ritornato di nuovo ma non crocifisso, e si è gettato nelle mie braccia, ma tanto si è reso pesante che le mie povere braccia non la facevano e stavo in atto di farlo cadere a terra. (…)

(Gesù:) “Figlia mia, e tu non comprendi il significato della mia pesantezza? Sappi che è il peso enorme della giustizia che né Io posso più sopportarlo, né tu potrai contenerlo, e l’uomo dal peso della giustizia divina sta per essere schiacciato.” (…)

 

163 - 17.12.1902 - Per poter essere vittima, Luisa vive in uno stato di unione permanente con Gesù.

(…)  (Gesù:) “E tu, figlia mia, non sai che per poter la mia giustizia sgravare sopra qualche anima il peso dell’altrui castigo, si deve trovare in possesso della mia unione permanente, dimodocché tutto ciò che opera, soffre, intercede ed ottiene, le viene dato per virtù della mia unione stabilita in essa, non facendo altro l’anima che mettere la sua volontà unificandola con la mia, né la mia giustizia potrebbe farlo se prima non le dà le grazie necessarie per poter mettere l’anima a soffrire per cagione altrui.” Ed io: “E come la vostra unione è in me permanente? Mi veggo tanto cattiva.” E Lui rompendo il mio dire ha soggiunto: “Sciocca, che dici? Non mi senti continuamente in te, non avverti i movimenti sensibili che faccio nel tuo interno, la preghiera continua che nel tuo interno si eleva, non potendo tu far diversamente, forse sei tu od Io che abito in te? Al più non mi vedi qualche volta, e questo dice niente che la mia unione non è permanente in te.”  (…)

 

164 - 18.12.1902 - Ancora contro la legge del divorzio Gesù comunica a Luisa i dolori della crocifissione, ma facendola giungere alle dimensioni della Sua persona.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, vieni di nuovo a soffrire con Me per poter vincere l’ostinazione di quelli che vogliono il divorzio, proviamo un’altra volta, tu sarai sempre pronta a soffrire ciò che voglio, non è vero? Mi dai il tuo consentimento?” Ed io: “Sì, Signore, fate quello che volete.” (…) … mi son trovata in mezzo ai demoni, che vedendomi così sofferente dicevano: “Fino all’ultimo questa maledetta deve vincere un’altra volta che non facciamola legge del divorzio. Maledetta la tua esistenza, tu cerchi di nuocerci e di disperderci i nostri affari col rovinare tante nostre fatiche mandandole a vuote, ma te la faremo pagare, ti muoveremo contro vescovi, sacerdoti e genti, in modo che un’altra volta ti faremo passare il ticchio di accettare le sofferenze.” (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

155 https://www.dropbox.com/s/yf18voec2uxg9v5/155.Vol.4%20-%2030%20novembre%201902.mp3?dl=0

 

156 https://www.dropbox.com/s/dzcbu4syix55cjg/156.Vol.4%20-%203%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

157 https://www.dropbox.com/s/uepmno07l8j26it/157.Vol.4%20-%204%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

158 https://www.dropbox.com/s/l2zcgct4mw27yr0/158.Vol.4%20-%205%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

159 https://www.dropbox.com/s/esb7i3frcifl4fg/159.Vol.4%20-%207%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

160 https://www.dropbox.com/s/5hs0gjkh9tch0o9/160.Vol.4%20-%208%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

161 https://www.dropbox.com/s/2krkm0i14arbz58/161.Vol.4%20-%209%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

162 https://www.dropbox.com/s/owjhhisa6io7bdl/162.Vol.4%20-%2015%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

163 https://www.dropbox.com/s/vl0llgmixngtx2k/163.Vol.4%20-%2017%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

164 https://www.dropbox.com/s/bhy8cdvvtxlrgwf/164.Vol.4%20-%2018%20dicembre%201902.mp3?dl=0

 

 

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141 - 10.08.1902 - Luisa si vede priva di Gesù a causa del mondo, bisognoso di castighi per evitare che aumentino le tenebre.

(…) )Gesù:) “Figlia mia, se non sapessi la causa della mia assenza, avresti forse qualche ragione di lamentarti della mia assenza; ma sapendo che non vengo perché voglio castigare il mondo, a torto ti lamenti.” Ed io: “Che c’entra il mondo con me.” E Lui: “Sì c’entra, perché nel venire tu mi dici: Signore, voglio soddisfarvi io per loro, voglio soffrire per loro, ed Io essendo giustissimo non posso ricevere dall’uno e dall’altro la soddisfazione d’un debito, e volendo prendere da te la soddisfazione, il mondo non farebbe altro che imbaldanzire sempre più. Mentre in questi tempi di ribellione sono tanti necessari i castighi, e se ciò non facessi, si faranno tante dense le tenebre, che tutti resterebbero accecati.” (…)

 

142 - 03.09.1902 - A Luisa è vietato morire dall’ubbidienza. Gesù ha ceduto tutto quello che fece e meritò a tutte le creature, specialmente a chi è vittima.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, tutto ciò che meritai, cedetti a tutte le creature, in modo speciale e sovrabbondante a chi è vittima per amor mio; ecco che tutto ciò che vuoi ti cedo non solo a te, ma a chi vuoi tu.” Ed io ricordandomi del confessore gli ho detto: “Signore, se mi portate vi prego di contentare il padre.” E Lui: “E’ certo che qualche ricompensa ha ricevuto mercé la carità che ti ha fatto; e siccome lui ha cooperato, venendo tu a Me nell’ambiente dell’eternità, altra ricompensa gli darò.” (…)

 

143 - 04.09.1902 - Il Confessore vieta a Luisa di morire, perché lei come vittima sostiene e protegge il mondo e in parte la Chiesa. Necessità di trovarsi in pace, uniformati al Signore.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, che fai? Non sai tu che se la morte ti sorprende trovandoti inquieta ti dovrà toccare il purgatorio? Perché se la mente non si trova unita alla mia, la volontà una con la mia, i desideri non siano gli stessi miei desideri, di necessità ti conviene la purga per trasformarti tutta in Me; perciò statti attenta, pensi solo a starti unita con Me, ed Io penserò al resto.” Ora mentre ciò diceva, vedevo la Chiesa, il Papa, e parte di essa poggiava sulle mie spalle, ed insieme vedevo il confessore che sforzava Gesù a non portarmi per ora, e il benedetto Signore ha detto: “I mali sono gravissimi, ed i peccati stanno per giungere ad un punto da non meritare più anime vittime, cioè, chi sostiene e protegge il mondo innanzi a Me; se questo punto tocca la giustizia, certo me la porterò.”  Sicché comprendevo che le cose sono condizionate.

 

144 - 05.09.1902 - Luisa non può morire, perché l’ubbidienza glielo impedisce, mentre si sente chiamata da Gesù, dai Santi e dagli Angeli ad andarsene con loro.

(…) (Luisa:) Ora mentre mi trovavo in questa posizione vedevo il confessore ed altri che pregavano per non farmi morire, e Gesù mi ha detto: “Figlia mia, mi sento violentato, non vedi che non vogliono che Io ti porti?” Ed io: “Anch’io mi sento violentata, davvero che mettere una povera creatura a questa tortura meriterebbero una pena.” E Gesù: “Qual pena vuoi che le dia?” Ed io non sapendo che dire innanzi a quella fonte di carità inesauribile ho detto: “Dolce Signore mio, siccome la santità porta con sé il sacrifizio, fateli santi; che se non altro, loro avranno l’intento di tenermi con loro ed io avrò l’intento di vederli santi, avendo loro la pazienza di sentire la pena che porta con sé la santità.” Gesù nel sentirmi si è tutto compiaciuto e mi ha baciato dicendomi: “Bravo alla mia diletta, hai saputo scegliere l’ottimo, per il loro bene, e per la mia gloria. Sicché per ora si deve cedere, riserbandomi in altra occasione di portarti subito, non dandoli tempo di poterci fare violenza.” Onde Gesù è scomparso, ed io mi son ritrovata in me stessa, mitigate in gran parte le mie sofferenze, con un nuovo vigore, come se avessi ritornato a nascere. Ma solo Dio sa la pena, lo strazio dell’animo mio, spero almeno che voglia accettare la durezza di questo sacrifizio.

 

145 - 10.09.1902 - Il vero amore deve essere costante, forte; un amore che vincola Dio e il prossimo.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, se sei stanca vieni al mio cuore, bevi e ti rinfrancherai.” Così mi sono avvicinata a quel cuore divino, ed ho bevuto a larghi sorsi un latte misto a sangue dolcissimo. Dopo ciò mi ha detto: “Le prerogative dell’amore sono tre: Amore costante senza termino, amore forte ed amore rannodato insieme Dio ed il prossimo. Se nell’anima non si scorgono queste prerogative, si può dire che non è della qualità del vero amore.”

 

146 - 22.10.1902 - Minacce all’Italia. Gesù infonde le disposizioni naturali per fare noi quello che Lui vuole.

(…) (Gesù:) “Quando l’Italia avrà bevuto fino alla freccia le più fetide sozzure fino ad affogarsi, tanto che si dirà è morta, è morta, allora risorgerà.” (…) “Figlia mia, quando Io voglio una cosa dalle mie creature, infondo in loro le disposizione naturali, in modo da cambiare la stessa natura a volere quella cosa che voglio; perciò tu quietati nello stato in cui ti trovi.”  

 

147 - 30.10.1902 - L’ubbidienza era il nodo che legava Dio e l’uomo e che Gesù Cristo ha riannodato con la sua Incarnazione, radunando così l’umanità dispersa.

(…) (Gesù:)  “Che la nostra umanità sciogliendo il nodo dell’ubbidienza che Iddio aveva fatto tra Lui e la creatura, nodo tale che solo riuniva Dio e l’uomo, si era disperso, e Gesù Cristo prendendo l’umana natura e facendosi nostro capo, venne a riunire l’umanità dispersa, e con la sua ubbidienza ai voleri del Padre venne a rannodare un’altra volta insieme Dio e l’uomo. Ma questa unione indissolubile viene maggiormente rafforzata a misura della nostra ubbidienza ai voleri divini.” 

 

148 - 01.11.1902 - La vera religione consiste nel guardare Dio nel prossimo ed il prossimo in Dio.

(…) (Gesù:) “La vera serietà si trova nella religione, e la vera religione consiste nel guardare il prossimo in Dio e Dio nel prossimo.” (…) “La parola religione per il mondo è parola ridicola, e pare che vale niente; ma innanzi a Me ogni parola che a religione appartiene è una virtù di valore infinito, tanto, che mi servii della parola per propagare la fede in tutto l’universo, e chi in ciò si esercita mi serve di bocca per manifestare alle creature la mia Volontà.” (…) 

 

149 - 05.11.1902 - Insieme con Gesù, nel suo Concepimento, è stato concepito nel centro del suo Cuore l’Albero della Vita o della Redenzione.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, quest’albero fu concepito insieme con Me, dentro il centro del cuore, e fin d’allora Io sentii nel più profondo del cuore tutto ciò che di bene e di male doveva fare l’uomo, mercé quest’albero di redenzione, chiamato albero di vita, tanto che tutte quelle anime che si tengono unite a quest’albero riceveranno vita di grazia nel tempo, e quando li avrà bene cresciuti le somministrerà vita di gloria nell’eternità.  Eppure quale non è il mio dolore? Che sebbene non possono svellere l’albero, non possono toccare il tronco; molti cercano di tagliarmi dei rami per fare che le anime non ricevessero la vita, e togliermi tutta la gloria ed il piacere che quest’albero di vita mi avrebbe prodotto.” 

 

150 - 09.11.1902 - Gesù, al contrario di noi, nel suo operare e patire non guardò mai le cose esterne, ma sempre dentro, attento al frutto che doveva produrre.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, nel mio operare e patire non guardai mai al di fuori, ma sempre al di dentro, e vedendone il frutto, qualunque cosa si fosse, non solo soffrivo, ma con desiderio ed avidità il tutto soffrivo. L’uomo invece, tutto al contrario, nell’operare il bene non guarda al di dentro dell’opera, e non vedendo il frutto facilmente s’annoia, tutto s’infastidisce e molte volte tralascia di fare il bene; se patisce, facilmente s’impazientisce, e se fa il male, non guardando il di dentro di quel male, con facilità lo fa.”  Poi ha soggiunto:  “Le creature non vogliono persuadersi che la vita va accompagnata da varie vicende, ora di sofferenze ed ora di consolazione; e sono le piante, i fiori gliene danno l’esempio col stare sottoposti ai venti, nevi, grandine e caldi.”

 

151 - 16.11.1902 - L’Arcivescovo ordina al Confessore di non andare più a far uscire Luisa dal suo “solito stato: proprio questa è stata la sua vera croce voluta da Dio. Sarà il Signore ad ubbidire in Luisa.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, la parola di Dio è gioia, e chi l’ascolta e non la fruttifica con le opere, le dà una tinta nera e l’infanga.” (…) “L’ubbidienza scioglie ed incatena, e siccome è catena, lega il Volere Divino coll’umano e ne forma un solo, in modo che l’anima non agisce col potere della volontà sua, ma col potere della Volontà Divina, e poi non sarai tu che ubbidirai, ma Io che ubbidirò in te.” (…)

 

152 - 17.11.1902 - Ge non si manifesta a Luisa per farla ubbidire e lei non cade nel suo “solito stato”; quindi è sospesa come vittima, ma solo per pochi giorni, perché è Volontà del Signore servirsi assolutamente del Sacerdote.

(…) (Luisa:) Onde dopo aver passato due giorni, la sera faccio per fare l’adorazione al crocifisso, un lampo di luce si fa innanzi alla mente, mi sento aprire il cuore, ed una voce mi diceva: “Per pochi giorni ti terrò sospesa, e poi ti farò cadere di nuovo.” Ed io: “Signore, non mi farai tu stesso rinvenire se mi farai cadere?” E la voce: “No, è decreto della mia Volontà di servirmene dell’opera del sacerdote per farti rinvenire da quello stato di sofferenze, e se ne vogliono sapere il perché, venissero a Me a domandarlo, la mia sapienza è incomprensibile e tiene tanti modi inusitati per la salvezza delle anime, e sebbene incomprensibile, se ne vogliono trovare la ragione, andassero in fondo che la troveranno chiara come sole. La mia giustizia sta come una nube gravida di grandine, tuoni e saette, ed in te trovava un’argine per non sgravarsi sui popoli; quindi, non volessero anticipare il tempo dell’Ira mia.” Ed io: “Solo per me stava riservato questo castigo senza speranza d’esserne liberata; avete fatte tante grazie alle altre anime, hanno sofferto tanto per amor vostro, eppure non avevano bisogno di nessuna opera di sacerdote.” E la voce ha continuato: “Sarai liberata, non ora, ma quando incominceranno le stragi in Italia.” (…)

(Gesù:) “Figlia mia, vieni a Me, non volerti affliggere, allontaniamo un po’ la giustizia, diamo luogo all’amore, altrimenti soccombi; sentimi, ho tante cose da insegnarti, credi tu che ho finito di parlarti? No.” E siccome io piangevo, essendo divenuti i miei occhi due fiume di lacrime, soggiungeva: “Non piangere diletta mia, ma dami a Me udienza, questa mattina voglio sentire la messa insieme con te, coll’insegnarti il modo come devi sentirla.” (…)

 

153 - 21.11.1902 - Gesù si manifesta a Luisa per impedire che muoia e perché è suo diritto; se Gesù è la vita di Luisa, lei è la stessa vita di Gesù. Prima Egli ha ubbidito all’autorità dell’uomo, ma adesso l’uomo deve ubbidire a Dio.

(…) (Gesù:) “Figlia diletta mia, tu dici Io sono la vita tua; ed Io ti dico che sei la vita mia vivente. Come me ne servii della mia Umanità per patire, così me ne servo della tua natura per continuare il corso dei miei patimenti in te; perciò tutta mia tu sei, anzi la mia stessa vita.”

(…) “Figlia mia, Io, Creatore, ho ubbidito alla creatura col tenerti sospesa questi giorni, è ben giusto che la creatura ubbidisca al suo Creatore sottomettendosi alla mia Volontà, perché innanzi alla mia Volontà Divina la ragione umana non vale, e la ragione più forte innanzi alla Volontà Suprema si risolve in fumo.” (…) Con Me vogliono scherzare?” Guai a chi vuole scherzare con Me e lottare contro la mia Volontà.” (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

141 https://www.dropbox.com/s/ftn63kz3vpqj3z4/141.Vol.4%20-%2010%20agosto%201902.mp3?dl=0

 

142 https://www.dropbox.com/s/d45ktqpk4q1yl0s/142.Vol.4%20-%203%20settembre%201902.mp3?dl=0

 

143 https://www.dropbox.com/s/4xw89sbnnmn1d72/143.Vol.4%20-%204%20settembre%201902.mp3?dl=0

 

144 https://www.dropbox.com/s/91j58oak2yjx91i/144.Vol.4%20-%205%20settembre%201902.mp3?dl=0

 

145 https://www.dropbox.com/s/09op6uj4zg4ffol/145.Vol.4%20-%2010%20settembre%201902.mp3?dl=0

 

146 https://www.dropbox.com/s/hqd3k234kivljzp/146.Vol.4%20-%2022%20ottobre%201902.mp3?dl=0

 

147 https://www.dropbox.com/s/8i6ys3p7jhq1rp1/147.Vol.4%20-%2030%20ottobre%201902.mp3?dl=0

 

148 https://www.dropbox.com/s/gl1f4tcm9m5xwfq/148.Vol.4%20-%201%20novembre%201902.mp3?dl=0

 

149 https://www.dropbox.com/s/lgqe2ed65vsosqn/149.Vol.4%20-%205%20novembre%201902.mp3?dl=0

 

150 https://www.dropbox.com/s/n5lradlz8wdqj5s/150.Vol.4%20-%209%20novembre%201902.mp3?dl=0

 

151 https://www.dropbox.com/s/201noggzwf65yrb/151.Vol.4%20-%2016%20novembre%201902.mp3?dl=0

 

152 https://www.dropbox.com/s/3g90tz1meod618o/152.Vol.4%20-%2017%20novembre%201902.mp3?dl=0

 

153 https://www.dropbox.com/s/j030n9i63cqu2sl/153.Vol.4%20-%2021%20novembre%201902.mp3?dl=0

 

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127 - 25.04.1902 - La Croce è Sacramento, perché contiene in gli effetti e l’efficacia dei sette sacramenti.

(Luisa:) Questa mattina mi son trovata fuori di me stessa, e dopo d’essere andata in cerca del mio dolce Gesù, l’ho ritrovato, ma in atto tanto compassionevole, da spezzare il cuore, teneva le mani piagate, attratte per l’asprezza del dolore che non si potevano toccare; io ho fatto per toccare per poter stendergli le dita e rimarginarne le piaghe, ma non ho potuto, ché il benedetto Gesù piangeva per il forte dolore. (…)

(Gesù:) “Figlia mia, la croce è sacramento; ognuno dei sacramenti contiene i suoi effetti speciali: Chi toglie la colpa, chi conferisce la grazia, chi unisce con Dio, chi dona la forza, e tant’altri effetti; e la sola croce unisce tutti insieme questi effetti producendoli nell’anima con tale efficacia, da renderla in pochissimo tempo simile all’originale da donde uscì.” (…)

 

128 - 29.04.1902 - Chi vuole tutto da Dio deve dare tutto a Dio. Per bruciare nel fuoco dell’Amore divino, l’anima deve essere secca, cioè, come Dio la fece, senza umori estranei a Lui.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, chi tutto vuole da Dio, deve dare tutto sé stesso a Dio.” E si è fermato senza dirmi più niente per allora; onde io vedendolo a me vicino gli ho detto: “Signore, abbiate compassione di me, non vedete come tutto è arido e disseccato, mi pare che sono divenuta tanto secca come se mai avesse avuto goccia di piaggia.”  E Lui: “Meglio così. Non lo sai tu che quanto più le legna son secche, tanto più facile il fuoco le divora e le converte in fuoco? Basta una sola scintilla per accenderle, ma se son piene d’umori e non ben disseccate, ci vuol gran fuoco per accenderle e molto tempo per convertirle in fuoco. Così nell’anima, quando tutto è secco basta una sola scintilla per convertirla tutta in fuoco d’amor divino.” Ed io: “Signore, mi burlate, come allora tutto è brutto, e poi che cosa dovete bruciare se tutto è secco?” E Lui:  “Non ti burlo, e tu stessa non lo comprendi, chè quando tutto non è secco nell’anima, umore è la compiacenza, umore è la soddisfazione, umore il proprio gusto, umore è la stima propria; invece quando tutto è secco e l’anima opera, questi umori non hanno da dove nascere, ed il fuoco divino trovando la sola anima nuda, secca come da Lui fu creata, senz’altri umori estranei, essendo roba sua gli riesce facilissimo convertirla nel suo stesso fuoco divino. E dopo ciò Io le infondo un’abito di pace, venendo conservata questa pace dall’ubbidienza interna, e custodita dall’ubbidienza esterna, questa pace partorisce tutto Dio nell’anima, cioè tutte le opere, le virtù, i modi del Verbo umanato, in modo che si scorge in essa la sua semplicità, l’umiltà, la dipendenza della sua vita infantile, la perfezione delle sue virtù adulte, la mortificazione e crocifissione del suo morire; ma questo incomincia sempre, che chi vuole tutto Cristo, deve dare tutto a Cristo.”

 

129 - 16.05.1902 - Due stati sublimi che Gesù concede all’anima.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, alcune volte riempio tanto di Me stesso l’anima, che l’anima sperdendosi in Me, resta come oziosa; altre volte le lascio qualche parte vuota, ed allora l’anima innanzi alla mia presenza, vi traffica mirabilmente, e rompendo in atti di lode, di ringraziamento, d’amore, di riparazione ed altro, in modo che riempie di questi quei vuoti che le lascio. Ma però, questi due stati sono ambedue sublimi, e si danno a vicenda la mano.”

 

130 - 22.05.1902 - Gesù e la Mamma si servono di Luisa come vittima per non mandare un castigo al mondo.

(…) (Gesù:) “Chetati, chetati, non voler più dire, altrimenti mi farai venir meno, il tuo tacere mi farà prendere vigore e così potrò almeno baciarti, abbracciarti e renderti contenta.” (…)

 

131 - 02.06.1902 - L’anima che toglie le sue passioni acquista le virtù e con esse la Grazia.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, l’interno dell’anima è un ripieno di passioni, e come l’anima va abbattendo le passioni, così prende posto ciascuna virtù, corredata da gradi di grazia, e secondo che la virtù va perfezionandosi, così la grazia vi somministra i suoi gradi. E siccome il mio trono è composto di virtù, così l’anima che possiede le virtù mi somministra le braccia, il trono come poter regnare nel suo cuore, e tenermi continuamente abbracciato e corteggiato, fino a deliziarmi con essa.  Essendo che l’anima può macchiarsi, ma la virtù resta sempre intatta, e finché l’anima la sa tenere, sta con essa, quando no, se ne fa a me ritorno, cioè da donde era uscita. Perciò non ti meravigliare se mi hai visto così nel tuo interno.”

 

132 - 15.06.1902 - Le virtù sono attributi e doti di Gesù, ma l’Amore è la sua stessa natura. Perciò, chi Lo ama forma una sola cosa con Lui e non può perdersi.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, tutte le virtù possono dirsi che sono le mie doti ed i miei attributi, ma l’amore non può dirsi che sia un mio attributo, ma la mia stessa natura.  Onde tutte le virtù formano il mio trono e le mie qualità, ma l’amore forma Me stesso.” (…) “Diletta mia, con ragione ciò tu dicesti, perché l’amore ha questo di proprio, di formare di due oggetti uno solo, di due volontà una sola.  Onde l’anima che mi ama forma con Me una sola cosa, una sola volontà, come può dunque separarsi da Me? Molto più che essendo la mia natura amore, dove trova qualche scintille d’amore nell’umana natura, subito l’unisce all’amore eterno.  Onde, come è impossibile formare di una anima due anime, d’un corpo due corpi, così è impossibile di andar perduta chi veramente mi ama.”

 

133 - 17.06.1902 - La mortificazione produce la gloria.

(…) (Gesù:) “La mortificazione produce la gloria. Chi vuol trovare la fonte di tutti i piaceri, deve allontanarsi da tutto ciò che può a Dio dispiacere.” Detto ciò è scomparso.

 

134 - 29.06.1902 - Le colpe della Francia e il suo castigo.

(…) (Gesù:) “Povera Francia, povera Francia, ti sei inalberata ed hai rotto e spezzato le leggi più sacre, disconoscendomi per tuo Dio, e ti sei resa d’esempio alle altre nazioni per attirarle al male, ed il tuo esempio ha tanta forza, che le altre nazioni stanno per rovinare; ma sappi però che in castigo di ciò sarai conquista.” (…)

 

135 - 01.07.1902 - Chi ha l’ufficio di vittima è in comunicazione con la Vita di Gesù, fruisce di Lui ed è esposto alle sue stesse pene. Luisa soffre per impedire le macchinazioni contro la Chiesa e il Papa.

(…) (Gesù:) “Le vere vittime devono avere comunicazione con la mia stessa vita, devono fruire di Me stesso ed esporsi alle mie stesse pene.” (…)

(Luisa:) Dopo ciò, dietro di quell’altare pareva che stava una porta che sporgeva in mezzo ad una strada piena di gente e zeppa zeppa di demoni, in modo che non si poteva camminare senz’essere premuta da loro, ché essendo piena di spine acutissime non si poteva far movimento senza sentirsi pungere fin dentro le proprie carni. A qualunque costo avrei voluto sfuggire da quei diabolici furori, e quasi mi sforzavo di farlo, ma non so chi mi ha impedito col dirmi: “Tutto ciò che tu vedi sono macchinazioni contro la Chiesa e contro del Papa; vorrebbero che il Papa uscisse di Roma, invadendo il Vaticano ed appropriandolo, e se tu vorresti sottrarti da queste molestie, gli uomini ed i demoni prenderanno forza e faranno uscir fuori queste spine che pungeranno la Chiesa acerbamente; e se tu ti contenterai di soffrirle, resteranno infiacchiti l’uno e l’altro.”  Nel sentire ciò, mi sono arrestata, ma chi può dire ciò che ho passato e sofferto; mi credevo che non dovessi più uscire da mezzo a quei diabolici spiriti, ma dopo essere stata quasi una notte, la protezione divina mi ha liberato.

 

136 - 03.07.1902 - Ogni periodo della Vita di Gesù riscuote una speciale imitazione, amore, riparazione, ecc., e anche la sua vita Eucaristica.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, ogni periodo della mia vita riscuote dall’uomo distinti e speciali atti e gradi d’imitazione, d’amore, di riparazione ed altro. Ma il periodo della mia vita Eucaristica, siccome è tutta vita di nascondimento, di trasformazione e di continua consumazione, tanto che posso dire che il mio amore, dopo ch’è giunto all’eccesso ed anche consumato, non potendo trovare nella mia infinita sapienza altri segni esterni di dimostrazione d’amore per l’uomo, e siccome l’incarnazione, la vita e passione di croce riscuote amore, lode, ringraziamento, imitazione, la vita sacramentale riscuote dall’uomo una amore estatico, amore di disperdimento in Me, amore di perfetta consumazione, e consumandosi l’anima nella mia stessa vita sacramentale, può dire di fare presso la Divinità quegli stessi uffizi che continuamente sto facendo presso Dio per amore degli uomini. E questa consumazione trasboccherà l’anima alla vita eterna.”

 

137 - 07.07.1902 - Quante umiliazioni subisce l’anima con Gesù e per amore di Gesù, altrettanto sarà esaltata.

(…) (Gesù:) “Luisa umiliata sempre con Cristo.” Ed io compiacendomi, e desiderando d’essere con Cristo umiliata ho detto:  “Sempre, oh! Signore.” E Lui ha ripetuto: “Ed il sempre dell’umiliazione con Cristo farà cominciare il sempre dell’esaltazione con Cristo.” Sicché comprendevo che quante umiliazioni subisce l’anima con Cristo e per amor di Cristo, e se queste sono continue, il Signore altrettante volte la esalterà, e questa esaltazione la farà continuamente innanzi a tutta la corte celeste, presso gli uomini, ed infine innanzi agli stessi demoni.

 

138 - 28.07.1902 - Lo spirito di continua preghiera attira tanto il Signore, che non solo manifesta all’anima le opere della sua Umanità, ma quello che la sua Divinità faceva in essa.

(…) (Gesù:) “Quello che ti raccomando è lo spirito di continua preghiera. Questo cercare sempre l’anima di conversare con Me, sia col cuore, sia con la mente, sia con la bocca, ed anche con la semplice intenzione, la rende tanto bella al mio cospetto, che le note del suo cuore armonizzano con le note del cuor mio, ed Io mi sento tanto tirato di conversare con detta anima, che non solo le manifesto le opere ad extra della mia Umanità, ma le vado manifestando qualche cosa delle opere ad intra che la Divinità faceva nella Umanità; non solo questo, ma è tanta la bellezza che fa acquistare lo spirito di continua preghiera, che il demonio resta colpito come da folgore, e resta frustato nelle insidie che tenta di nuocere a quest’anima.”

 

139 - 31.07.1902 - Nelle opere sante e di carità che si fanno, non ci deve essere l’interesse, in chi le fa, né in chi le riceve.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, la vera carità deve essere disinteressata da parte di chi la fa, e da parte di chi la riceve; e se c’è l’interesse, quel fango produce un fumo che accieca la mente, che impedisce di ricevere l’influsso e gli effetti della carità divina. Ecco perciò in tante opere, anche sante che si fanno, tante cure caritatevoli che si eseguiscono, si sente come un vuoto e non ricevono il frutto della carità che fanno.”

 

140 - 02.08.1902 - La Divinità operava e dirigeva in tutto l’Umanità SS. di Gesù, quindi faceva in modo perfetto e divino quello che tutti e ciascuno dobbiamo fare.

(Luisa:) Questa mattina, il mio adorabile Gesù dopo avermi fatto molto stentare, tutto all’improvviso è venuto spandendo raggi di luce, ed io sono stato investita da quella luce, e non so come mi son trovata dentro di Gesù Cristo. Chi può dire quante cose comprendevo dentro di quella Umanità Santissima? Solo so dire che la Divinità dirigeva in tutto l’Umanità; e siccome la Divinità in un medesimo istante può fare tanti atti quanti ciascuno di noi può farne in tutto il periodo della vita, e quanti atti vuol farne, ora, essendo che nell’Umanità di Gesù Cristo operava la Divinità, comprendevo con chiarezza che Gesù benedetto in tutto il corso della vita rifaceva per tutti in generale, e per ciascuno distintamente tutto ciò che ognuno è obbligato di fare verso Dio, in modo che adorava Iddio per ciascuno in particolare, ringraziava, riparava, glorificava per ciascuno, lodava, soffriva, pregava per ciascuno, onde comprendevo che tutto ciò che ciascuno deve fare, è stato già fatto prima nel cuore di Gesù Cristo.

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

127 https://www.dropbox.com/s/qpznjnzhxyb38dx/127.Vol.4%20-%2025%20aprile%201902.mp3?dl=0

 

128 https://www.dropbox.com/s/jzodn869qw9gyz9/128.Vol.4%20-%2029%20aprile%201902.mp3?dl=0

 

129 https://www.dropbox.com/s/xo8p6dwh93vmmgl/129.Vol.4%20-%2016%20maggio%201902.mp3?dl=0

 

130 https://www.dropbox.com/s/yxef84c6jvnpwnw/130.Vol.4%20-%2022%20maggio%201902.mp3?dl=0

 

131 https://www.dropbox.com/s/bnro2y7itkfqn06/131.Vol.4%20-%202%20giugno%201902.mp3?dl=0

 

132 https://www.dropbox.com/s/8qu3mc6w73m299m/132.Vol.4%20-%2015%20giugno%201902.mp3?dl=0

 

133 https://www.dropbox.com/s/3t4uafnrim7lrhl/133.Vol.4%20-%2017%20giugno%201902.mp3?dl=0

 

134 https://www.dropbox.com/s/8gzd3mhnlqqdbk7/134.Vol.4%20-%2029%20giugno%201902.mp3?dl=0

 

135 https://www.dropbox.com/s/0rzmczc784ma9c3/135.Vol.4%20-%201%20luglio%201902.mp3?dl=0

 

136 https://www.dropbox.com/s/t4vecjclgxr56cm/136.Vol.4%20-%203%20luglio%201902.mp3?dl=0

 

137 https://www.dropbox.com/s/83tcjgqzxv4bf5k/137.Vol.4%20-%207%20luglio%201902.mp3?dl=0

 

138 https://www.dropbox.com/s/mve2uk238khyp1j/138.Vol.4%20-%2028%20luglio%201902.mp3?dl=0

 

139 https://www.dropbox.com/s/q9l0dq8cv53rqd5/139.Vol.4%20-%2031%20luglio%201902.mp3?dl=0

 

140 https://www.dropbox.com/s/aa8mb53clnfqqmj/140.Vol.4%20-%202%20agosto%201902.mp3?dl=0

 

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111 - 24.02.1902 - I dolori di Maria hanno fruttato altrettanti tesori di Grazia. Preziosità del voler soffrire al posto di Gesù. Impedendo la legge del divorzio in quel tempo, Gesù ha fatto il prodigio d’incatenare la loro volontà e di confonderli.

(…) (La Madonna:) “Figlia mia, i mie dolori come dicono i profeti, furono un mare di dolori, ed in Cielo si son cambiati in un mare di gloria, ed in ciascun dolore mio ha fruttificato altrettanti tesori di grazia; e siccome in terra mi chiamano stella del mare, che con sicurezza guida al porto, così in Cielo mi chiamano stella di luce per tutti i beati, dimodocchè ne son ricreati di questa luce che mi produssero i miei dolori.” 

(…) (Gesù:) “Diletta mia, non vi è cosa che più mi è cara e gradevole, quanto un cuore giusto che mi ama e vedendomi soffrire mi prega di soffrire essa ciò che soffro Io, questo mi lega tanto, ed ha tanta forza sul mio cuore, che per ricompensa le do tutto Me stesso, e le concedo le grazie più grandi e ciò che essa vuole; e se ciò non facessi, avendo fatto di Me donazione, sento che quante cose non le dono, tanti furti vengo a farle, ossia tanti debiti contraggo con essa.” Dopo mi ha trasportato fuori di me stessa, e Gesù ha soggiunto: “Figlia mia, vi sono certe offese che superano di gran lungo le stesse sofferenze che soffrii nella mia passione; come quest’oggi ne ho ricevute varie, che se non versassi parte, la mia giustizia mi obbligherebbe a mandare sulla terra fieri flagelli; perciò fammi versare in te.”  (…)

 

112 - 02.03.1902 - Chi si alimenta di Fede riacquista la natura perfetta, come uscì dalle mani di Dio.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, chi della fede si nutre acquista vita divina, e acquistando vita divina distrugge l’umana, cioè distrugge in sé i germi che produsse la colpa originale, riacquistando la natura perfetta come uscì dalle mie mani, simile a Me, e con ciò viene a superare in nobiltà la stessa natura angelica.” 

 

113 - 03.03.1902 - Necessità dei castighi. La prima cosa è la rassegnazione alla Divina Volontà.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, è necessario che qualche volta non venga, altrimenti come darei sfogo alla mia giustizia? E gli uomini, vedendo che Io non li castigo non farebbero altro che imbaldanzire sempre più; quindi son necessarie le guerre, le stragi; il principio ed il mezzo sarà dolorossimo, ma la fine sarà giocondissima; e poi tu lo sai, che la prima cosa è la rassegnazione alla mia Volontà.”

 

114 - 05.03.1902 - Chi ha un’autorità deve splendere per lo spirito di disinteresse e per la giustizia.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, che corruzione nei popoli, che storti sentieri vi battono, ma a ciò ha influito il mal esempio dei capi, mentre chi possiede la minima di qualunque autorità, lo spirito di disinteresse dev’essere luce per farlo distinguere che è capo, e la giustizia da lui esercitata dev’essere come folgore da colpire gli occhi degli astanti, in modo da non poterli far muovere di lui e dai suoi esempii.”

 

115 - 06.03.1902 - L’uomo ha spogliato Dio dei suoi diritti e questo porta alla distruzione dell’uomo stesso e a tutti i mali.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, mi hanno spogliato d’ogni principato, d’ogni regime, d’ogni sovranità; e per riacquistare questi miei dritti sopra le creature è necessario che spogli loro e quasi li distrugga, ed in questo conosceranno che dove non c’è Dio per principio, per regime e per sovrano, tutto porta alla distruzione di loro stessi, e quindi alla fonte di tutti i mali.”

 

116 - 07.03.1902 - L’anima, alla presenza di Dio, acquista e copia i modi di agire di Dio. Tutto quello che fa nel suo interno è infuso da Gesù, che lo fa insieme.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, quando tiro l’anima innanzi alla mia presenza ha questo bene, che acquista in sé stessa e copia i modi dell’agire divino, in modo che trattando poi con le creature, sentono in loro stesse la forza dell’agire divino che detta anima possiede.” (…)

 

117 - 10.03.1902 -  La pena dell’amore che soffre Luisa è più terribile di quella dell’inferno.

(…) (Luisa:) “Come Signore ti fai meco crudele?  Vedi un poco tu stesso se son pene che possa io tollerare.” E tutta sfinita mi sono abbandonata nelle sue braccia; e Gesù tutta compatendomi e guardandomi mi ha detto: “Figlia diletta mia, hai ragione, quietati che sto con te e non ti lascerò; povera figlia, come soffri, la pena dell’amore è più terribile dell’inferno; che cosa tiranneggia di più, l’inferno o un amore contrapposto, un’amore odiato?  Che cosa può tiranneggiare un’anima di più dell’inferno? Un’amore amato. Se tu sapessi quanto Io soffro nel vederti per causa mia tiranneggiata da questo amore; per non farmi soffrire tanto dovresti stare più quieta quando ti privo della mia presenza. Immaginati tu stessa; se Io tanto soffro nel veder soffrire chi non mi ama e mi offende, quanto più soffrirò nel veder soffrire chi mi ama?” (…)

 

118 - 12.03.1902 -  Minacce di castighi.

(…) (Gesù:) “Io non volevo, ma voi stessi avete cercato che vi sterminassi, ebbene, vi esterminerò.”

 

119 - 16.03.1902 - Altri castighi. Se Luisa soffre tanto la privazione di Gesù è perché è stata tanto tempo a contatto con Lui. Si deve cercare solo di piacere a Dio.

(…) (Luisa:) Onde per poco si ha fatto vedere in un stato compassionevole, con un braccio troncato, tutto afflitto mi ha detto: “Figlia mia, vedi che mi fanno le creature, come vuoi tu che non li castighi?” (…) “Figlia mia, tu soffri molto quando ti privo della mia presenza, questo di necessità ti deve succedere, perché essendo stata per tanto tempo vicina, immedesimata col contatto della Divinità, e quindi hai goduto a tuo bell’agio tutto il piacevole della luce divina, e quanto più uno ha goduto luce, tanto più sente la privazione di detta luce, e le noie, i fastidi e le pene che portano con sé le tenebre.” Poi ha ripetuto: “Ma però la cosa principale d’ognuno è che in ogni suo pensieri, parole ed opere, non cerchi il comodo proprio, né la stima ed il piacere altrui, ma solo ed unico piacere di Dio.”

 

120- 18.03.1902 - Lamento di Luisa per la privazione di Gesù, a motivo dei castighi.

(…) (Gesù:) “Ma se Io vengo tu mi costringi a non far castighi, mentre sono tanto necessari, allora dovresti conformarti meco a volere ciò che voglio Io.” (…)

 

121 - 19.03.1902 - Luisa, nei castighi, non potendo fare altro, va in mezzo alle genti per aiutarle.

(…) (Luisa:) “Signore, andiamo a vedere ciò che fanno le creature, sono tue immagini, non volete aver compassione di loro?” E Lui: “No, non voglio andare; di volontà propria si sono corrotti, ed Io permetterò che ciò che serve per loro alimento le servirà d’infezione; vuoi andare tu ad aiutare, a confortare, a far qualche cosa?  Va; ma Io no.” (…)

 

122 - 23.03.1902 - La vera santità parte dalla conoscenza di sé e quindi dalla conoscenza di Dio.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, l’appoggio della vera santità sta nella conoscenza di sé stesso.” Ed io: “Davvero.” E Lui: “Certo, perché la conoscenza di sé stesso disfà sé stesso e si appoggia tutto nella conoscenza che acquista di Dio, in modo che il suo operare è lo stesso operare divino, non rimanendo più nulla dell’essere proprio.”  Poi ha soggiunto:  “Quando l’interno si imbeve, si occupa tutto di Dio e di tutto ciò che a Lui appartiene, Iddio comunica tutto Sé stesso all’anima; quando poi l’interno si occupa ora di Dio, ora di altre cose, Iddio si comunica in parte all’anima.”

 

123 - 27.03.1902 - In che consiste il dovere di essere giusti, che abbiamo verso il Signore.

(…) (Gesù:) “Non solo devi essere retta, ma giusta; e nella giustizia entra l’amarmi, lodarmi, glorificarmi, ringraziarmi, benedirmi, ripararmi, adorarmi, non solo per sé, ma per tutte le altre creature; questi sono diritti di giustizia che esigo da ogni creatura, e che come Creatore mi spettano, e chi mi nega un solo di questi diritti, non può dirsi mai giusto.  Perciò pensa a compiere il tuo dovere di giustizia, che nella giustizia troverai il principio, il mezzo ed il fine della santità.”

 

124 - 30.03.1902 - L’Umanità glorificata di Gesù risorto.

(…) (Gesù:) “…Dopo che fui risorto non ebbi più bisogno di vesti materiali, ma le mie vesti sono di sole, di luce purissima che copre la mia Umanità e che risplenderà eternamente dando gaudio indicibile a tutti i sensi dei beati comprensori.  E questo è stato concesso alla mia Umanità, perché non ebbi parte di essa che non fosse coperta d’obbrobri, di dolori, e di piaghe.” (…)

 

125 - 04.04.1902 - Il vero motivo del pentimento. Chi distrugge i beni morali raddoppia i mali fisici. Non c’è forza simile a quella dell’umiltà.

(…) (Luisa:) Questa mattina poi, ho dovuto molto stentare nell’aspettarlo, e nel venire mi ha trasportato fuori di me stessa, facendosi vedere molto sdegnato. (…) “Signore, mi pento delle offese fatte da me e da tutte le creature della terra, e mi pento e mi dispiace per il solo fine che abbiamo offeso voi, sommo bene, che mentre meritate amore, noi abbiamo ardito di darvi offese.” (…) Dopo ciò mi ha trasporto in mezzo ad una via dove stavano due uomini in forma di bestie, tutti intenti a distruggere ogni sorte di bene morale. Parevano forti come leoni, ed ubriachi di passione, al solo vederli mettevano terrore e spavento. Il benedetto Gesù mi ha detto: “Se vuoi un poco placarmi, va a passare da mezzo a quegli uomini, a convincerli del male che fanno, affrontando il loro furore.”

Sebbene un po’ timida, pur sono andata ed appena vistami mi volevano ingoiare, io però gli ho detto: “Permettete che parli e poi fatemi quel che volete, dovete sapere che se giungerete al vostro intento di distruggere qualunque bene morale appartenente a religione, virtù, dipendenza e benessere sociale, voi senza avvedervi dell’errore verrete a distruggere insieme tutti i beni fisici e temporali, perché per quanto si toglie ai beni morali, altrettanto si raddoppiano i mali fisici; quindi senza avvedervi andate contro voi stessi, distruggendo tutti quei beni caduchi e passeggeri che tanto amate, non solo, ma andate cercando chi distrugge la vostra stessa vita, e sarete causa di far versare lacrime amare ai vostri superstiti.”  Poi ho fatto un’atto grandissimo d’umiltà, che non lo so neppure ridire, e quelli sono restati come uno che le passa lo stato di pazzia, e tanto deboli, che non avevano forza neppure di toccarmi; così sono passata libera e comprendevo che non c’è forza che può resistere alla forza della ragione e dell’umiltà.

 

126 - 16.04.1902 - Attenzione a reprimere i primi moti disordinati, altrimenti le passioni erompono e dominano l’anima, privandola della fortezza divina.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, tutto il punto sta nel reprimere i primi moti, se l’anima sta attenta in questo, tutto andrà bene; se poi no, ai primi moti non repressi usciranno le passioni fuori, e romperanno la fortezza divina, che come siepe circonda l’anima, per tenerla ben custodita ed allontanarle i nemici che sempre cercano d’insidiare e di nuocere alla povera anima; ma però se appena avvertita entra in sé stessa, si umilia, si pente, e con coraggio vi pone rimedio, la fortezza divina vi si serra di nuovo intorno all’anima; se poi non vi pone rimedio, rotta che sta la divina fortezza, darà la rotta a tutti i vizi.  Quindi attenta ai primi moti, pensieri, parole che non siano retti e santi, -ché sfuggiti che ti siano i primi non è più l’anima che regna ma le passioni che padroneggiano-, se vuoi che la fortezza non ti lasci sola un solo istante.”

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

111 https://www.dropbox.com/s/6t1j0ayt2xi3zku/111.Vol.4%20-%2024%20febbraio%201902.mp3?dl=0

 

112 https://www.dropbox.com/s/0zjxua5fzi5j5sj/112.Vol.4%20-%202%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

113 https://www.dropbox.com/s/k0oldu23ajiyplj/113.Vol.4%20-%203%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

114 https://www.dropbox.com/s/pycwu0i4d9n6z2t/114.Vol.4%20-%205%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

115 https://www.dropbox.com/s/gyk3gduwxtjwwso/115.Vol.4%20-%206%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

116 https://www.dropbox.com/s/l4ppof1cb3jwygq/116.Vol.4%20-%207%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

117 https://www.dropbox.com/s/eozzxdfh9fc6g4x/117.Vol.4%20-%2010%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

118 https://www.dropbox.com/s/ka0rcuvsulemv7b/118.Vol.4%20-%2012%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

119 https://www.dropbox.com/s/yhsudet0ap4aulb/119.Vol.4%20-%2016%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

120 https://www.dropbox.com/s/7l11ns7apbbx5io/120.Vol.4%20-%2018%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

121 https://www.dropbox.com/s/g3317ucb1xdbark/121.Vol.4%20-%2019%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

122 https://www.dropbox.com/s/9vx4sr4ihgdf02v/122.Vol.4%20-%2023%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

123 https://www.dropbox.com/s/9enrt6hhr23feqj/123.Vol.4%20-%2027%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

124 https://www.dropbox.com/s/yx54rgggv6vma7z/124.Vol.4%20-%2030%20marzo%201902.mp3?dl=0

 

125 https://www.dropbox.com/s/6z0bvem5bwef2rk/125.Vol.4%20-%204%20aprile%201902.mp3?dl=0

 

126 https://www.dropbox.com/s/oee4jmmhaud0hhe/126.Vol.4%20-%2016%20aprile%201902.mp3?dl=0