25-6-2018 -fine- SUNTO/VOLUME-5 CON MP3- “IL REGNO DELLA MIA DIVINA VOLONTÀ IN MEZZO ALLE CREATURE. LIBRO DI CIELO. IL RICHIAMO DELLE CREATURE NELL’ORDINE, AL SUO POSTO E NELLO SCOPO PER CUI FU CREATA DA DIO.” (PER COLORO CHE HANNO LETTO O ASCOLTATO IL SUNTO/VOLUME-4)

   

 

16 - 03.07.1903 - Gesù riempie interamente Luisa, essendone il padrone.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, perché t’affliggi essendo Io il padrone di tutta te? E quando un’anima giunge a rendermi padrone della sua mente, delle braccia, del cuore e dei piedi, il peccato non può regnare, e se qualche cosa involontaria vi entra, essendo Io il padrone, e l’anima stando sotto l’influsso della mia padronanza, sta in continua attitudine di purgazione e subito ne esce. Oltre di ciò, essendo Io santo, riesce difficile ritenere in sé qualche cosa che non è santa; di più, avendomi dato tutta sé stessa in vita, è giustizia che Io le doni tutto Me stesso in morte, ammettendola senza alcun ritardo alla visione beatifica. Onde, chi tutto a Me si dona, le fiamme del purgatorio non hanno che ci fare con essa."

 

17 - 03.08.1903 - Le cose soprannaturali e divine si  acquistano in proporzione allo spogliarsi delle cose naturali e umane.

(…) (Grsù:) "Quanto più l’anima si spoglia delle cose naturali, tanto più acquista delle cose soprannaturali e divine; quanto più si spoglia dell’amor proprio, tanto più acquista d’amor di Dio; quanto meno s’affatica nel conoscere le scienze umane, nel gustare i piaceri della vita, tanto di conoscenza di più acquista delle cose del Cielo, della virtù, e tanto più le gusterà convertendosi le amare in dolci. Insomma sono cose tutte che vanno di pari passo, di modo che, se niente si sente del soprannaturale, se l’amore di Dio è spento nell’anima, se non si conosce niente delle virtù e delle cose del Cielo, e nessun gusto si prova, la ragione si conosce benissimo."

 

18 - 02.10.1903 - Chi cerca di unire la sua vita alla Vita di Gesù, sviluppa quell’innesto dell’umanità alla Divinità, che fece Gesù nell’Incarnazione. Le anime di vita interiore e quelle soltanto esteriori sono come le rose.

(…) (Gesù:) "Chi si trova nella via delle virtù sta nella mia stessa vita, e chi si trova nella via del vizio, si trova in contraddizione con Me." Ed è scomparso. Dopo poco, in un’altro un lampo ha soggiunto: "La mia Incarnazione innestò l’umanità alla Divinità, e chi cerca di starsi unito con Me, con la volontà, con le opere e col cuore, cercando di svolgere la sua vita a norma della mia, si può dire che cresce nella mia stessa vita, e dà lo sviluppo all’innesto da Me fatto, aggiungendo altri rami all’albero della mia Umanità. Se poi non si unisce con Me, oltre che non cresce in Me non dà nessuno sviluppo all’innesto, ma siccome chi non sta con Me non può avere vita, quindi con la perdizione si scioglie questo innesto." (…)

 

19 - 03.10.1903 - Intenzione di Gesù nel benedire sua Madre prima della Passione. Chi vive in Grazia continua a fare qualcosa di quello che fece Gesù, anzi, in lui lo fa Gesù.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, nell’atto di benedire mia Madre intesi pure di benedire ciascuna creatura in particolare ed in generale, di modo che tutto sta benedetto da Me: I pensieri, le parole, i palpiti, i passi, i movimenti fatti per Me, tutto, tutto sta avvalorato con la mia benedizione. Anzi ti dico, che tutto ciò che di bene fanno le creature, tutto fu fatto dalla mia Umanità, per fare che tutto l’operato delle creature fosse prima da Me divinizzato. Oltre di ciò, la mia vita continua ancora reale e vera nel mondo, non solo nel Santissimo Sacramento, ma nelle anime che si trovano in Grazia mia, ed essendo molto ristretta la capacità della creatura, non potendo afferrare una sola tutto ciò che Io feci, faccio in modo che in un’anima continui la mia riparazione, in un’altra la lode, in ciascun’altra il ringraziamento, in qualche altra il zelo della salute delle anime, in un’altra le mie sofferenze, e così di tutto il resto, a seconda che mi corrispondono così sviluppo la mia vita in loro, quindi, devi pensare in quali strettezze e pene mi mettono, mentre Io voglio operare in loro e quelli non mi danno retta." (…)

 

20 - 07.10.1903 - Immutabilità degli Angeli nel compimento del loro servizio; così devono fare le anime vittime, che sono gli angeli umani.

(…) (Gesù:) "Gli angioli, ottengano o non ottengano, fanno sempre il loro uffizio, non si ritirano dall’opera affidatagli da Dio, della custodia della anime, ad onta che veggono che quasi a dispetto delle loro cure, diligenze, industrie, l’assistenze continue, le anime vanno miseramente perdute, sono sempre là, ai loro posti; né se ottengono o non ottengono danno maggiore o minore gloria a Dio, perché la loro volontà è sempre stabile di compiere il lavoro affidatogli. Le anime vittime, sono gli angioli umani che devono riparare, impetrare, proteggere l’umanità, e se ottengono o non ottengono, non devono cessare dal loro lavoro; meno che non le venisse assicurato dall’alto."

 

21 - 12.10.1903 - Significato dell’incoronazione di spine di Nostro Signore.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, molti significati contiene questa coronazione di spine, e per quanto ne dicessi resta sempre molto da dire, perché è quasi incomprensibile alla mente creata il perché il mio capo volle tenersi onorato con l’avere la sua porzione distinta e speciale, non generale, d’una sofferenza e spargimento di sangue a parte, facendo quasi a gara col corpo; il perché fu ché essendo il capo che unisce tutto il corpo e tutta l’anima, di modo che il corpo senza il capo è niente tanto che si può vivere senza delle altre membra, ma senza del capo è impossibile, essendo la parte essenziale di tutto l’uomo, tanto vero, che se il corpo pecca o fa del bene, è il capo che dirige, non essendo altro il corpo che uno strumento, onde, dovendo il mio capo restituire il regime ed il dominio, e meritargli nelle menti umane che entrassero nuovi cieli di grazie, nuovi mondi di verità, e ribattere nuovi inferni di peccati fino a farsi vili schiavi di vili passioni, e volendo coronare tutta l’umana famiglia di gloria, di onore e di decoro, perciò volli coronare ed onorare in primo la mia Umanità, sebbene con una corona di spine dolorosissima, simbolo della corona immortale che restituivo alle creature, tolta dal peccato. Oltre di ciò, la corona di spine significa che non c’è gloria ed onore senza spine, che non ci può mai essere dominio di passioni, acquisto di virtù, senza sentirsi pungere fin dentro la carne e lo spirito, e che il vero regnare sta nel donare sé stesso, colle punture della mortificazione e del sacrifizio; inoltre queste spine significavano che vero ed unico Re sono Io, e chi solo mi costituisce Re del proprio cuore, gode pace e felicità, ed Io la costituisco regina del mio proprio regno. Onde, tutti quei rivoli di sangue che sgorgavano dal mio capo, erano tanti fiumicelli che legavano l’intelligenza umana alla conoscenza della mia sovranità sopra di loro." (…)

 

22 - 16.10.1903 - L’anima in Dio è come una gocciolina nel mare infinito: bianca o nera che sia, nel mare si sperde e si purifica di tutto e, facendo la D. Volontà, si nutre di luce.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, la mia presenza è mare che non ha confini, e chi si trova nella mia presenza è come una gocciolina, che sia pur nera o bianca, che nel mio mare si sperde, come si può più conoscere? Inoltre il mio tocco divino purga tutto, e le nere le fa bianche, come dunque tu temi? Oltre di ciò la mia Volontà è luce, e facendo tu sempre la mia Volontà ti pasci di luce, convertendosi le tue mortificazioni, privazioni e sofferenze in nutrimento di luce per l’anima, perché il solo cibo sostanzioso e che dà vera vita è la mia Volontà. E non sai tu che questo continuo nutrirsi di luce, ancorché l’anima contragga qualche difetto, la purga continuamente?"

 

23 - 18.10.1903 - Il peccato è opporsi la volontà umana alla D. Volontà, diventando sua nemica.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, sai tu che cosa forma il peccato? Un atto opposto della volontà umana alla Divina. Immaginati due amici che stanno in contraddizione, se la cosa è lieve tu dici che non è perfetta e leale la loro amicizia, fosse pure in cose piccole; come amarsi e contraddirsi? Il vero amore è vivere nella volontà altrui, anche a costo di sacrifizio; se poi la cosa è grave, non solo non sono amici, ma fieri nemici. Tale è il peccato. Opporsi al Volere Divino è lo stesso che farsi nemico di Dio, sia pure in cose piccole, è sempre la creatura che si mette in contraddizione col Creatore."

 

24 - 24.10.1903 - Al timore di Luisa, che non sia Volontà di Dio il suo stato di vittima, Gesù risponde facendole vedere lo stato di estrema gravità della Chiesa, la quale, se lei si ritira, potrebbe morire. L’ubbidienza costituisce l’anima nel ruolo di vittima.

(…) (Gesù:) "Se ti sospendo (dallo stato di vittima) per sempre, i nemici incominceranno a far versare il sangue alla mia Chiesa." Ed io: "Signore, non è che non voglia stare, il Cielo mi guardi che io mi allontani dalla tua Volontà anche per un batter d’occhi, solo che se vuoi mi starò, se non vuoi mi leverò." E Lui: "Figlia mia, non appena il confessore ti ha sciolto, cioè col dirti: "Va bene, domani provaci." Il nodo di vittima si è pur sciolto, perché il solo fregio dell’ubbidienza è che costituisce la vittima, e non mai l’accetterei per tale senza di questo fregio, anche a costo, se fosse necessario, di fare un miracolo della mia onnipotenza per dar lume a chi dirige, per far dare questa ubbidienza. Io soffrii, soffrii volontario, ma chi mi costituì vittima fu l’ubbidienza al mio caro Padre, che volle fregiare tutte le mie opere, dalla più grande alla più piccola col fregio onorifico dell’ubbidienza." (…)

 

25 - 25.10.1903 - Continua il dibattito di Luisa, se doveva o non doveva continuare nello stato di vittima, con il relativo patire in quel “solito stato” di perdita dei sensi, nel quale il Signore veniva da lei. Il vivere nel D. Volere è la sostanza della santità e la continua crescita della Grazia. (…)

(…) (Gesù:) "Figlia mia, la bellezza dell’anima in grazia è tanta, da innamorare lo stesso Dio, gli angioli ed i santi ne restano stupiti nel vedere questo prodigioso portento, d’un anima ancora terrestre posseduta dalla grazia, alla fragranza dell’odore celeste gli corrono intorno, e con sommo lor piacere trovano in essa quel Gesù stesso che li beatifica nel Cielo, di modo che per loro è indifferente tanto a star sù in Cielo, quanto giù vicino a quest’anima. Ma chi mantiene e conserva questo portento, dandole continuamente nuove tinte di bellezza all’anima che vive nella mia Volontà? Chi toglie qualunque ruggine ed imperfezione e le somministra la conoscenza dell’oggetto che possiede? La mia Volontà. Chi rassoda, stabilisce e fa restare confermata nella grazia? La mia Volontà. Il vivere nel mio Volere è tutto il punto della Santità, e dà continua crescenza di grazia. Ma chi, un giorno fa la mia Volontà, ed un altro la sua, mai resterà confermato nella grazia, non farebbe altro che crescere e decrescere; e questo quanto male arreca all’anima, di quanta gioia priva Dio e sé stessa. E’ immagine di chi oggi è ricca e domani povera, non resterà confermata né nella ricchezza né nella povertà, quindi non si può sapere dove andrà a finire." (…)

 

26 - 27.10.1903 - L’operare e il soffrire possono essere in modo umano o in modo divino, per solo amore al Padre e agli uomini.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, l’accettare le mortificazioni e sofferenze come penitenza e come castigo, è lodevole, è buono, però non ha nessun nesso col modo d’operare divino, perché Io feci molto, soffrii molto, ma il modo che tenni in tutto ciò fu il solo amore del Padre e degli uomini. Sicché, si scorge subito se la creatura tiene il modo d’operare e di soffrire alla divina, se il solo amore a ciò fare e soffrire la spinge. Se tiene altri modi, ancorché fossero buoni, è sempre modo di creature, e quindi si troverà il merito che può acquistare una creatura, non il merito che può acquistare il Creatore, non essendovi unione di modi. Mentre se tiene il mio modo, il fuoco dell’amore distruggerà ogni disparità e disuguaglianza, e formerà una sola cosa tra l’opera mia e quella della creatura."

 

27 - 29.10.1903 - Dio prova un grande amore per l’anima che porta impresso il carattere del fine della Creazione.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, quando veggo nell’anima impresso il carattere del fine della mia Creazione, sentendomi soddisfatto di essa, perché veggo compiuta così bene l’opera da Me creata, mi sento in dovere, cioè, non dovere, ha soggiunto subito, ché in Me non ci sono doveri, ma il mio dovere è un amore più intenso di contraccambiarla, anticipando per lei parte della felicità celeste, cioè, manifestando al suo intelletto la conoscenza della mia Divinità, ed allettandola col cibo delle verità eterne; alla sua vista ricreandola con la mia bellezza; al suo udito facendo risuonare la soavità della mia voce; alla bocca coi miei baci; al cuore gli abbracci e tutte le mie tenerezze, e questo corrisponde al fine d’averla creato, qual’è: Conoscermi, amarmi, servirmi." (…)

 

28 - 30.10.1903 - Luisa si lascia prendere un poco dal dubbio che tutto ciò che le succede venga da Gesù. Dubitando si perde la pace. È vero che Gesù fa tutto, ma non senza un filo di volontà dell’anima.

(…) (Gesù:) "…Ancora non vuoi finirla? Tu vuoi farmi scomparire l’opera mia in te, perché dubitando non sei in pace; ed essendo Io fonte di pace, non vedendoti in pace farai dubitare a chi ti guida, che non è il Re della pace che abita in te. Ah! non vuoi stare attenta! E’ vero che faccio tutto Io nell’anima in modo che senza di Me non farebbe nulla, ma è pur vero che lascio sempre un filo di volontà all’anima, che può anch’essa dire: "Tutto faccio di mia propria volontà." Onde, stando inquieta spezzi quel filo d’unione con Me, e mi leghi le braccia senza che Io possa operare in te, aspettando finché ti rimetti in pace per riprendere il filo della tua volontà e continuare l’opera mia."

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

16 https://www.dropbox.com/s/4nwdrm3fhobjjfn/16.Vol.05%20-%2003.07.1903.MP3?dl=0

 

17 https://www.dropbox.com/s/permuf8yte92lkb/17.Vol.05%20-%2003.08.1903.MP3?dl=0

 

18 https://www.dropbox.com/s/mh3narrdzkzl7bl/18.Vol.05%20-%2002.10.1903.MP3?dl=0

 

19 https://www.dropbox.com/s/w8gebinht6uq4jh/19.Vol.05%20-%2003.10.1903.MP3?dl=0

 

20 https://www.dropbox.com/s/3zn7iuhxhs249ug/20.Vol.05%20-%2007.10.1903.MP3?dl=0

 

21 https://www.dropbox.com/s/6jb1e4kafo9kb5x/21.Vol.05%20-%2012.10.1903.MP3?dl=0

 

22 https://www.dropbox.com/s/1hp32fm6zkruiqc/22.Vol.05%20-%2016.10.1903.MP3?dl=0

 

23 https://www.dropbox.com/s/qoh7268scod59q4/23.Vol.05%20-%2018.10.1903.MP3?dl=0

 

24 https://www.dropbox.com/s/ksbutf2tp863gmx/24.Vol.05%20-%2024.10.1903.MP3?dl=0

 

25 https://www.dropbox.com/s/ko006zlevoeyrl3/25.Vol.05%20-%2025.10.1903.MP3?dl=0

 

26 https://www.dropbox.com/s/qxrvng0h18znvjy/26.Vol.05%20-%2027.10.1903.MP3?dl=0

 

27 https://www.dropbox.com/s/h1f8argxfcitakj/27.Vol.05%20-%2029.10.1903.MP3?dl=0

 

28 https://www.dropbox.com/s/p6u8jamhohqagfk/28.Vol.05%20-%2030.10.1903.MP3?dl=0

 

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1 - Introduzione di Luisa, in cui spiega come  avvenne il cambio di Confessore: l’attuale (il 3°), Don Gennaro Di Gennaro, sostituì D. Michele De Benedictis dal 1898 e fu il suo Confessore durante 24 anni.

 

2 - 19.03.1903 - Qual è il segno che nel soffrire si partecipa alle pene di Gesù.

(…) (Gesù:) "No, anzi una sofferenza accendeva più il cuore a soffrire l’altra, questi sono i modi del patire divino; non solo, ma nel patire ed operare non guarda altro che al frutto che da quello riceve. Io nelle mie piaghe e nel mio sangue vedevo le nazioni salvate, il bene che ricevevano le creature, ed il mio cuore anziché provare stanchezza ne sentiva gioia e ardente desiderio di più soffrire. Onde questo è il segno se ciò che si soffre è partecipazione delle mie pene: Se unisce patire e gioia di più patire, e se nel suo operare opera per Me, se non guarda a ciò che fa, ma alla gloria che dà a Dio ed al frutto che ne riceve.”

 

3 - 20.03.1903 - Le difficoltà scompaiono nel mettersi all’opera.

(Luisa:) Trovandomi fuori di me stessa, vedevo il padre tutto difficoltà in riguardo alla grazia che vuole, e Gesù benedetto un’altra volta con san Giuseppe che gli dicevano: "Se ti metti all’opera tutte le tue difficoltà scompariranno, e se ne cadranno come squame di pesce."

 

4 - 23.03.1903 - L’amore spirituale è santo e l’amore disordinato è perverso.

(…) (Gesù:) L’amore è tutto per Dio e per l’uomo, se cessa l’amore cesserebbe la vita, però due specie d’amore vi sono, l’uno spirituale e divino, l’altro corporale e disordinato, e tra questi amori vi è gran differenza tra loro per l’intensità, molteplicità, diversità, si può dire quasi la differenza che passa tra il pensare della mente e l’operare delle mani; la mente in brevissimo tempo può pensare a cento cose, dove le mani appena possono compire un’opera sola. "Iddio Creatore, e se crea le creature, il solo amore le fa creare; se tiene in continua attitudine tutti i suoi attributi verso le creature, è l’amore che a ciò lo spinge e gli stessi attributi dall’amore ne ricevono la vita; lo stesso amore disordinato, come le ricchezze, i piaceri e tante altre cose, non sono queste che formano la vita dell’uomo, ma se sente amore a queste cose, non solo formano la vita, ma giunge a farne un idolo proprio. Sicché se l’amore è santo forma la vita della santificazione, se è perverso forma la vita della dannazione."

 

5 - 24.03.1903 - Chi vuol stare sempre nella D. Volontà conserva in la persona di Gesù e di fatto non riesce ad uscire da essa.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, chi vuol stare sempre nella mia Volontà conserva in sé la mia stessa persona, e sebbene può uscire dalla mia Volontà, avendola creato libera di volontà, la mia potenza opera un prodigio somministrandogli continuamente la partecipazione della vita divina, ed a questa partecipazione che riceve, sente tale forza ed attiramento d’unione con la Volontà Divina, che anche che lo volesse fare, non lo può fare, e questa è la continua virtù che esce da Me verso di chi fa sempre la mia Volontà che ti parlai l’altro giorno.

 

6 - 07.04.1903 - Timori di Luisa, che il suo stato non sia Volontà di Dio; ma Gesù non vuole che esca dallo stato di vittima.

(…) (Gesù:) "Non vedete oh! Padre come ha maggior bisogno d’aiuto, che dopo tante grazie si vuol rendere peccatrice uscendo dalla nostra Volontà?"

Chi può dire come mi sentivo spezzare il cuore al sentire queste parole di Gesù. Onde è uscito da dentro il mio interno, ed io dopo avermi assicurata che fosse il benedetto Gesù ho detto: "Signore, è Volontà vostra che continui a starmi in questo stato di vittima? Ché io non sentendomi nella stessa posizione di prima, mi veggo come se non fosse necessaria la venuta del sacerdote, che se non altro almeno risparmierò il sacrificio al confessore. E Lui: "Per ora non è Volontà mia che tu esci, riguardo al sacrifizio del sacerdote, gli renderò centuplicata la carità che fa."

Poi, tutto afflitto ha soggiunto: "Figlia mia, i socialisti hanno combinato tra loro di colpire nel segno la Chiesa, e questo l’hanno fatto in Francia pubblicamente, e nell’Italia più nascosto; e la mia giustizia va trovando vuoti per mettere mano ai castighi.”

 

7 - 10.04.1903 - Non ottenendo i castighi la conversione del mondo, il Signore “suonerà la tromba”

(…) (Luisa:) Trovandomi fuori di me stessa, vedevo nostro Signore con una verga in mano che toccava le genti, e queste nell’essere toccate, si disperdevano e ribellavano, ed il Signore le ha detto: "Vi ho toccati per riunirvi intorno a Me, ed invece di riunirvi vi ribellate e vi disperdete da Me, quindi è necessario che Io suoni la tromba." (…)

 

8 - 21.04.1903 - Gesù sospende Luisa dallo stato di vittima per un momento per poter castigare, impedendo il suo “solito stato” di perdita dei sensi.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, era necessario che ti sospendessi, altrimenti tu mi avresti impedito, ed Io non potevo essere libero; e poi quante volte non ho fatto Io ciò che tu hai voluto? Ah! figlia mia è necessario che nel mondo piovano i flagelli, altrimenti per risparmiare i corpi, si perderanno le anime." (…)

 

9 - 08.05.1903 - Per giustizia Dio all’uomo ciò  che vuole e a cui si dispone. Gli uomini si ribellano a Dio e vogliono il male: perciò riceveranno il male.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, l’uomo quando si dispone al bene, riceve il bene; e se si dispone al male, il male riceve. Tutte queste voci che senti giungono al mio trono, e non una volta, ma reiterate volte, e la mia giustizia quando vede che l’uomo non solo vuole il male, ma con replicate istanze lo domanda, con giustizia è costretto a concederlo, per farlo conoscere il male che volevano, perché allora si conosce veramente il male, quando nello stesso male si trova. (…)”

 

10 - 11.05.1903 - La pace e la retta intenzione.

(…) (Gesù:) "La pace mette a posto tutte le passioni; ma quello che trionfa di tutto, che stabilisce tutto il bene nell’anima e che tutto santifica, è il fare tutto per Dio, cioè, operare con retta intenzione di piacere solo a Dio. Il retto operare è quello che dirige, che domina, che rettifica le stesse virtù, fino la stessa ubbidienza; insomma è come un maestro che dirige la musica spirituale dell’anima."

 

11 - 20.05.1903 - La malvagità degli uomini, non potendo ferire Gesù, si scaglia contro Luisa, che offre il sacrificio della sua vita.

(…) (Luisa:) Onde, prima che quelli mi mettessero le mani ho detto: "Signore offro la mia vita per la Chiesa e per il trionfo della verità, accettate vi prego il mio sacrifizio."

E quelli hanno preso una spada e mi troncavano la testa. Gesù benedetto accettava il mio sacrifizio, ma mentre ciò facevano, nell’atto di compiere il sacrifizio mi son trovata in me stessa con sommo mio dispiacere, mentre credevo d’essere giunta al punto dei miei desideri, ed invece sono restata delusa.

 

12 - 06.06.1903 – Gesù le insegna come comportarsi nello stato di abbandono e di sofferenza. Anche i ristori devono prendersi per dare a Lui un sollievo.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, tutto ciò che tu soffri nelle braccia, nelle gambe e nel cuore, offrilo insieme con le sofferenze delle mie membra, con la recita di cinque gloria patri, ed offrilo alla divina giustizia per la soddisfazione delle opere, dei passi e dei desideri cattivi dei cuori, che continuamente si commettono dalle creature; unisci poi le sofferenze delle spine e delle spalle con la recita di tre gloria patri ed offrilo per la soddisfazione delle tre potenze dell’uomo tanto disformate da non più riconoscere più la mia immagine in loro, e cerca di mantenere la tua volontà sempre unita a Me, ed in continua attitudine d’amarmi; la tua memoria sia il campanello che continuamente risuona in te, e ti ricorda ciò che ho fatto e patito per te, e quante grazie ho fatto all’anima tua, per ringraziarmi ed essermi riconoscente, che la riconoscenza è la chiave che apre i tesori divini; il tuo intelletto non ad altro pensi, si occupi che di Dio. Se ciò farai ritroverò in te la mia immagine e ne prenderò la soddisfazione che non posso ricevere dalle altre creature. E questo lo farai di continuo, perché se continua è l’offesa, continua dev’essere la soddisfazione." Onde io ho soggiunto: "Ah! Signore, come mi son fatta cattiva, fin golosa son diventata." E Lui: "Figlia mia, non temere, quando un’anima fa tutto per Me, tutto ciò che prende, fino gli stessi ristori, Io li ricevo come se ristorasse il mio corpo sofferente, e quelli che li danno li ritengo come se li dessero a Me stesso, tanto che se non li dessero, Io ne sentirei pena; ma per toglierti ogni dubbio, ogniqualvolta ti daranno qualche ristoro, e ne sentirai necessità di prenderlo, non solo lo farai per Me, ma aggiungerai: "Signore, intendo di ristorare il tuo corpo sofferente nel mio." (…)

 

13 - 15.06.1903 - L’anima può deformare l’immagine divina in sé, oppure può prendere in l’Opera della Creazione, della Redenzione e della Santificazione.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, chi se ne serve dei sensi per offendermi deforma in sé la mia immagine, perciò il peccato dà la morte all’anima, non perché veramente muoia, ma perché dà la morte a tutto ciò che è Divino. Se poi se ne serve dei sensi per glorificarmi, posso dire: "Tu sei il mio occhio, il mio udito, la mia bocca, le mie mani ed i miei piedi." E con questo conserva in sé la mia opera Creatrice, e se al glorificarmi aggiunge il patire, il soddisfare, il riparare per altri, conserva in sé la mia opera Redentrice, e perfezionando queste mie opere in sé stessa risorge la mia opera Santificatrice, santificando tutto e conservandolo nella propria anima, perché tutto ciò che ho fatto nell’opera Creatrice, Redentrice e Santificatrice, ho trasfuso nell’anima una partecipazione dello stesso mio operare, ma il tutto sta, se l’anima corrisponde all’opera mia.”

 

14 - 16.06.1903 - Chi prende parte alle amarezze di Gesù Lo ristora, cambiandogliele in dolcezze, ma ciò che più conta è la purezza d’intenzione e la perseveranza.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, quando do all’anima l’amaro, le tribolazioni, se l’anima si uniforma alla mia Volontà mi è grata, se me ne ringrazia, e me ne fa un presente offerendolo a Me stesso, per essa è amaro, è sofferenza, e per Me si cambia in dolcezza e ristoro, ma quello che più mi ricrea e mi dà piacere è vedere l’anima che se opera e se patisce, è tutta intenta a piacere a Me solo, senza altro fine o scopo di ricompensa, ma però, quello che rende più cara l’anima, più bella, più amabile, più intrinseca nell’Essere Divino, è la perseveranza in questo modo di comportarsi, rendendola immutabile coll’immutabile Dio; ché se oggi fa, domani no; se una volta tiene un fine, ed un’altra volta un altro; oggi cerca di piacere a Dio, domani alle creature, è immagine di chi oggi è regina e domani è vilissima serva, oggi si pasce di squisiti cibi e domani di sporcizie."

Dopo poco è scomparso, ma dopo poco è ritornato soggiungendo: "Il sole sta a benefizio di tutti, ma non tutti godono i suoi benefici effetti. Così il Sole Divino a tutti dà la sua luce, ma chi gode i suoi benefici effetti? Chi tiene aperti gli occhi alla luce della verità, tutti gli altri, ad onta che sta il Sole esposto ne restano allo scuro; ma propriamente gode, riceve tutta la pienezza di questo Sole chi sta tutto intento a piacermi."

 

15 - 30.06.1903 - La Vergine SS. Gesù Bambino a Luisa. Basta guardarlo per comprendere tutto, fare tutto e soddisfare per tutti. Questo è il modo di camminare con Gesù e con la Mamma fino al Calvario.

(…) (Luisa:) E mentre ciò dicevo piangevo, e la Vergine Santissima aprendosi dalla parte del cuore come se si aprisse una custodia, ha preso il bambino da dentro e me lo ha dato dicendomi: "Figlia mia, non piangere, eccoti il tuo bene, la tua vita, il tuo tutto; prendilo e tienilo sempre con te; e mentre lo terrai con te, tieni il tuo sguardo fisso nel tuo interno sopra di Lui, non ti imbarazzare se non ti dice niente, o se tu non saprai dire nulla, guardalo solo nel tuo interno, che col guardarlo comprenderai tutto, farai tutto, e soddisferai per tutti; questa è la bellezza dell’anima interiore, che senza voce, senza istruzione, siccome non c’è nessuna cosa esterna che l’attira o l’inquieta, ma tutto il suo attiramento, tutti i suoi beni stanno conchiusi nell’interno, facilmente col semplice guardare Gesù tutto intende e tutto opera. In questo modo camminerai fino alla vetta del Calvario, e giunta, che lì saremo, non più bambino lo vedrai, ma Crocifisso e tu vi resterai insieme con Lui crocifissa."

Onde pareva che col bambino in braccia e la Vergine Santissima facevamo la via del Calvario; mentre si camminava qualche volta trovavo qualcuno che mi voleva togliere Gesù, e chiamavo in aiuto la Regina Madre dicendole: "Mamma mia, aiutami che vogliono strapparmi Gesù." Ed Essa rispondevami: "Non temere, il tuo studio sia tenere lo sguardo interno fisso sopra di Lui, e questo ha tanta forza, che tutte le altre forze umane e diaboliche restano debilitate e sconfitte." (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

1 https://www.dropbox.com/s/laixsl2xi3vdmg1/01.Vol.05%20-%20Confessore.MP3?dl=0

 

2 https://www.dropbox.com/s/euyg5q5vbc19uua/02.Vol.05%20-%2019.03.1903.MP3?dl=0

 

3 https://www.dropbox.com/s/r5yfaak6i1x37zx/03.Vol.05%20-%2020.03.1903.MP3?dl=0

 

4 https://www.dropbox.com/s/a9xyzpu7ytl6dza/04.Vol.05%20-%2023.03.1903.MP3?dl=0

 

5 https://www.dropbox.com/s/xmedz5q7mf9rumz/05.Vol.05%20-%2024.03.1903.MP3?dl=0

 

6 https://www.dropbox.com/s/924m4r7czi16qnb/06.Vol.05%20-%2007.04.1903.MP3?dl=0

 

7 https://www.dropbox.com/s/yuf5eotwxgy21rw/07.Vol.05%20-%2010.04.1903.MP3?dl=0

 

8 https://www.dropbox.com/s/2hdoycg7x15gnvz/08.Vol.05%20-%2021.04.1903.MP3?dl=0

 

9 https://www.dropbox.com/s/0bu8q0b93z9wa2q/09.Vol.05%20-%2008.05.1903.MP3?dl=0

 

10 https://www.dropbox.com/s/fkyb2z4e7vfcugq/10.Vol.05%20-%2011.05.1903.MP3?dl=0

 

11 https://www.dropbox.com/s/imcmwu1x93gykl9/11.Vol.05%20-%2020.05.1903.MP3?dl=0

 

12 https://www.dropbox.com/s/8vt7pew5f9c61j4/12.Vol.05%20-%2006.06.1903.MP3?dl=0

 

13 https://www.dropbox.com/s/90vvldfspt1gtl6/13.Vol.05%20-%2015.06.1903.MP3?dl=0

 

14 https://www.dropbox.com/s/f2gl9lvumnzyc9n/14.Vol.05%20-%2016.06.1903.MP3?dl=0

 

15 https://www.dropbox.com/s/8hp8effgfk6sbnf/15.Vol.05%20-%2030.06.1903.MP3?dl=0