19-6-2018 -FINE- SUNTO/VOLUME-7 CON MP3- “IL REGNO DELLA MIA DIVINA VOLONTÀ IN MEZZO ALLE CREATURE. LIBRO DI CIELO. IL RICHIAMO DELLE CREATURE NELL’ORDINE, AL SUO POSTO E NELLO SCOPO PER CUI FU CREATA DA DIO.”  (PER COLORO CHE HANNO LETTO O ASCOLTATO IL SUNTO/VOLUME-6)

 

 

 

80 - 20.02.1907 -  Chi non corrisponde alla Grazia vive di rapina.

(…) "Figlia mia, chi non corrisponde alla mia grazia, vive come quelli uccelli che vivono di rapina, così l’anima non fa altro che vivere di rapina, mi ruba la grazia, vive e non mi riconsce, ed all’ultimo mi offende." (…)

 

81 - 02.04.1907 - “È necessario che muoia uno per salvare tutti: in tutti i tempi occorre un’anima vittima volontaria e solo per amore, che sostituisca e risparmi tutti gli altri. Se adesso Luisa è sospesa nel suo patire, è brutto segno.

Continuando il mio solito stato, ed avendo inteso che quasi tutto il paese stava con l’influenza, e ad altre parti morivano, onde stavo pregando Nostro Signore che si compiacesse di risparmiare tante vittime e che facesse soffrire a me per risparmiare quelli, ché ora mai, poco o niente ci soffro, ché anche questo mi avete tolto. Mentre ciò dicevo, nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, quando fu di Me si disse: "Ch’era necessario che morisse uno per salvare tutto il popolo." Era una verità, ma per allora non capita. Così in tutti i tempi è necessario che soffra uno per risparmiare gli altri, e questo uno, per essere accetto deve esibirsi volontariamente, e solo per amor di Dio e per amor del prossimo, soffrendo esso per risparmiare tutti gli altri; ed il patire di questo non può equivalere al patire di tutti gli altri uniti insieme, non c’è valore che regge. Credi tu ch’è niente il vuoto del tuo patire? Eppure non è del tutto, e se ti sospendo del tutto dove i popoli andranno a finire? Guai, guai, le cose non finiscono qui."

 

82 - 13.04.1907 - Luisa intercede per la sua mamma, essendo ormai vicina alla morte, applicando per lei “le Ore della Passione”.

Continua quasi sempre lo stesso, ed al più si fa vedere in silenzio. Onde, in questi giorni, avendosi fatto vedere, mi carezzava e mi baciava, ed essendo ammalata la mamma, mi faceva comprendere che se l’avrebbe preso. Io gli dicevo: "Signore mio, Tu la vuoi ed io te ne faccio un dono prima che te la prenda, non voglio aspettare che te la prenda senza prima donartela; ma però ne voglio da Te la ricompensa del dono che vi faccio, dandomi in premio che te la porti diritto in paradiso, senza farle toccare il purgatorio, a costo che mi facciate soffrire a me il purgatorio che toccherà alla mamma." E Gesù benedetto che me diceva: "Figlia mia, lascia fare a Me."

Ritornando di nuovo a pregarlo dicevo: "Ma dolce amor mio, chi avrà cuore di vedere la mia mamma soffrire in purgatorio, colei che ha tanto sofferto, che ha tanto pianto per causa mia. E’ il peso della gratitudine chi mi spinge, che mi sollecita, e che mi forza; tutte le altre cose fa quello che vuoi, ma in questo no, non cedo. Mi contenterete e farete quello che voglio." E Lui: "Ma diletta mia, non ti rendere troppo importuna, sei proprio instancabile, e col renderti instancabile mi costringi a contentarti."

Ma però non dava risposta decisa. Io tornavo all’assalto e piangevo come una bambina, e pregandolo e ripregandolo andavo offrendo minuto per minuto, ora per ora, ciò che soffrii nella sua passione, applicandole all’anima di mia madre, per farla restare purgata, purgata ed abbellita, e così poter ottenere il mio intento. E Lui mi soggiungeva, asciugandomi le lacrime: "Ma cara diletta mia, non piangere, tu sai che ti voglio bene, posso Io non contentarti? Vedi, con la continua offerta della mia passione, non facendoti sfuggire nulla di ciò che soffri a prò di tua madre, sta l’anima sua dentro d’un mare immenso, e questo mare la lava, l’abbellisce, l’arricchisce, la inonda di luce, e per assicurarti che ti contenterò, quando morrà tua madre sarai tu sorpresa da un fuoco che ti sentirai bruciare."

Io son rimasta contenta, ma non sicura, perché non mi diceva ancora nulla che l’avrebbe portato diritta in paradiso.

 

83 - 09.05.1907 - La mamma di Luisa morì nella festa di S. Giuseppe e grazie a lei non ebbe purgatorio; fu portata nel Paradiso della SS. Umanità di Nostro Signore, in attesa di poter entrare in quello della Divinità. Differenza tra l’unione di volontà che hanno con Gesù i beati nel Cielo e chi vive nel suo Volere sulla terra. Quando è il demonio che parla di virtù e quando è il Signore. – Dopo 25 giorni dalla morte della mamma, morì anche suo padre. Sollievo che le anime purganti hanno nelle chiese per le preghiere, le Messe e per la Presenza di Gesù nel Tabernacolo.   La Croce è un frutto spinoso, ma dentro ha l’eterna Beatitudine.

(…) "Figlia mia, consolati, che voglio dirti e farti vedere dove sta tua madre, siccome tu prima, e dopo passata hai sofferto di continuo ciò che Io meritai, feci e patì nel corso della mia vita a prò suo, quindi sta a parte di ciò che Io feci e gode della mia Umanità, essendole nascosta la sola Divinità, che fra breve le sarà anche svelata, ed il fuoco che tu senti e le tue preghiere, hanno servito ad esentarla da qualunque altra pena di senso, che a tutti spettano, perché la mia giustizia, prendendo da te la soddisfazione, non poteva prenderla d’ambedue."

In questo mentre, mi pareva di vedere mia madre dentro d’una immensità che non aveva confini, ed in questo vi erano tanti godimenti e gioie, per quante parole, pensieri sospiri, opere e patimenti, palpiti, insomma tutto ciò che conteneva l’Umanità Santissima di Gesù Cristo. Comprendevo che è un secondo paradiso per i beati, e che tutti per entrare nel paradiso della Divinità, debbono passare per questo dell’Umanità di Cristo. Quindi, per mia madre era stato un singolarissimo privilegio riserbato a pochissimi, di non aver toccato altro purgatorio; ma però comprendevo che sebbene non stava in tormenti, ma piuttosto in godimenti, la sua felicità non era perfetta, ma quasi metà. (…)

"Figlia mia, i beati nel Cielo mi danno tanta gloria per l’unione perfetta della loro volontà con la mia, che la loro vita é un riprodotto del mio Volere, c’è tanta armonia tra me e loro, che il loro fiato, il respiro, i movimenti, i gaudi, e tutto ciò che costituisce la beatitudine loro, è effetto del mio Volere; ma però ti dico, che l’anima ancor viatrice, se è unita con mio Volere, in modo che mai si discosta, la sua vita è di cielo, ed Io ne ricevo la stessa gloria, anzi ne prendo più gusto e compiacimento, perché ciò che fanno i beati lo fanno senza sacrifizio ed in godimenti; ciò che fanno i viatori, lo fanno con sacrifizio ed in patimenti, e dove c’è sacrifizio, Io prendo più gusto e mi compiaccio di più; ed gli stessi beati, vivendo nel mio Volere, come l’anima ancora vivendo nella mia Volontà forma una stessa vita, e partecipano al gusto che Io prendo dell’anima viatrice." (…)

"Figlia mia, sa anche parlare di virtù il demonio, ma mentre parla di virtù nell’interno, vi getta la ripugnanza, l’odio alla stessa virtù; sicché la povera anima si trova in contradizione e senza forza a praticare il bene. Invece quando sono Io che parlo, essendo Io verità, la mia parola è piena di vita, non è sterile ma feconda, sicché mentre parlo, infondo amore alla virtù e produco la stessa virtù nell’anima, perché la verità è forza, è luce, è sostegno ed una seconda natura per l’anima che si fa guidare dalla verità."

Un altra volta, ricordo che stando io in timore che fosse opera del demonio il mio stato, il buon Gesù mi disse: "Figlia mia, sa anche parlare di virtù il demonio, ma mentre parla di virtù nell’interno, vi getta la ripugnanza, l’odio alla stessa virtù; sicché la povera anima si trova in contradizione e senza forza a praticare il bene. Invece quando sono Io che parlo, essendo Io verità, la mia parola è piena di vita, non è sterile ma feconda, sicché mentre parlo, infondo amore alla virtù e produco la stessa virtù nell’anima, perché la verità è forza, è luce, è sostegno ed una seconda natura per l’anima che si fa guidare dalla verità."

Continuo a dire che non appena erano passati un dieci giorni della morte di mia madre, che cade infermo gravemente mio padre, ed il Signore mi faceva comprendere che anche lui sarebbe morto; io ne feci il dono anticipato e ripetetti le stesse istanze che feci per la madre; cioè, che non gli facesse toccare purgatorio, ma il Signore si mostrava più restio, e non mi dava ascolto; io temevo molto, non la salvezza, perché il buon Gesù me ne aveva fatto solenne promessa quasi d’una quindicina di anni addietro, che dei miei, e di quelli che mi appartengono, nessuno si sarebbe perduto; ma temevo forte il purgatorio. Io pregavo sempre, il buon Gesù veniva stentatamente. Solo il giorno che il padre moriva, cioè dopo una quindicina di giorni di malattia, il benedetto Gesù si fece vedere tutto benigno, vestito di bianco, come se fosse in festa, e mi disse: "Oggi, aspetto tuo padre, e per amor tuo mi farò trovare, non da giudice, ma da padre benigno; lo accoglierò fra le mie braccia."

Io insistetti per il purgatorio, ma non mi diede retta e scomparve. Morto mio padre, non mi successe nessuna sofferenza nuova come fu per mia madre, e da questo capii che già era andato in purgatorio. Io pregavo e ripregavo, Gesù si faceva vedere alla sfuggita senza darmi tempo, per giunta non potevo neppure piangere, perché non avevo con chi piangere, e Colui che solo poteva ascoltare il mio pianto mi sfuggiva. Adorabili giudizi di Dio nei suoi modi.

Onde dopo due giorni di pene interne, mentre vedevo il benedetto Gesù e domandavo di mio padre, lo sentii da dietro le spalle di Gesù Cristo, come se scoppiasse in pianto e chiedeva aiuto e scomparvero. Io ne restai lacerata nell’anima e pregavo, finalmente dopo sei giorni, trovandomi nel solito mio stato, mi trovai fuori di me stessa dentro d’una chiesa e vi stavano molte anime purganti, io pregavo Nostro Signore che almeno facesse venire mio padre dentro della Chiese a fare il purgatorio, perché vedevo che dette anime, nelle chiese sono in continui sollievi per le preghiere e messe che si dicono, e molto più per la presenza reale di Gesù Sacramentato; pare che sia loro un continuo refrigerio. In questo mentre vidi mio padre, venerando nell’aspetto, e Nostro Signore me lo fece mettere vicino al tabernacolo. Così pare che sono restata meno lacerata nel mio interno.

Ricordo in confuso che un altro giorno venendo il buon Gesù, mi faceva comprendere la preziosità del patire, e pregavo che facesse comprendere a tutti il bene che c’è nel patire. E Lui mi disse: "Figlia mia, la croce è un frutto spinoso, che fuori è molesto e pungente, tolte le spine e scorza, si trova un frutto prezioso e saporito, che solo chi ha la pazienza di sopportare le molestie delle punture, può giungere a scoprire il segreto della preziosità e sapore di quel frutto; e solo quello ch’è giunto a scoprire questo segreto, lo guarda con amore, e con avidità va in cerca di questo frutto senza curare le punture, e tutti gli altri lo guardano con sdegno e lo disprezzano." Ed io: "Ma dolce mio Signore, qual’è questo segreto che c’è nel frutto della croce?" E Lui: "Il segreto dell’eterna beatitudine, perché nel frutto della croce si trovano tante monetine che solo corrono per entrare in Cielo, e che l’anima con queste monetine si arricchisce e si rende beata in eterno." (…)

 

84 - 30.05.1907 - La preghiera è efficace, tanto per sé quanto per gli altri.

(…) (Luisa:) …ho visto il benedetto Gesù ed io lo pregavo per me e per altre persone, ma con qualche difficoltà fuori del mio uso, come se non avessi potuto ottenere tanto se avessi pregato per me sola; ed il buon Gesù mi ha detto: "Figlia mia, la preghiera è un punto solo, e mentre essa è un punto, può afferrare insieme tutti gli altri punti; sicché, tanto può impetrare se prega per sé sola, e tanto può impetrare se prega per altri, una è la sua efficacia."

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

80 https://www.dropbox.com/s/r94ulcrgpmw6zu8/80.Vol.07%20-%2020.02.1907.mp3?dl=0

 

81 https://www.dropbox.com/s/x6fjaaktn6x5v7r/81.Vol.07%20-%2002.03.1907.mp3?dl=0

 

82 https://www.dropbox.com/s/931v9svkx0kkyq7/82.Vol.07%20-%2013.03.1907.mp3?dl=0

 

83 https://www.dropbox.com/s/s8fks0h0r37ydgr/83.Vol.07%20-%2009.05.1907.mp3?dl=0

 

84 https://www.dropbox.com/s/agk9d6w1l3s9wel/84.Vol.07%20-%2030.05.1907.mp3?dl=0

 

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69 - 28.11.1906 - Occorre fare tutte le cose, anche le più indifferenti, con l’intenzione di ricevere da Gesù la loro vita e fare tutto nella sua Umanità, essendo per Lui come un velo che Lo copre.

Continuando il mio povero stato, quanto appena ho visto il benedetto Gesù e pareva che si trasformava tutto in me, in modo che se io respiravo, io sentivo il suo respiro nel mio; se io muovevo un braccio, sentivo muovere il suo nel mio e così di tutto il resto. Mentre ciò faceva, mi ha detto: "Figlia diletta mia, vedi in che stretta unione sto Io con te, così voglio te, tutta unita e stretta con Me; e questo non ti credere che lo devi fare quando soffri o preghi solo, ma sempre, sempre, se ti muovi, se respiri, se lavori, se mangi, se dormi, tutto, tutto come se lo facessi nella mia Umanità, ed uscisse da Me il tuo operato, in modo che non dovresti essere tu altro che la scorza, e rotta la scorza della tua opera si dovrebbe trovare il frutto dell’opera divina, e questo devi farlo a bene di tutta quanta è l’umanità, in modo che la mia Umanità si deve trovare come vivente in mezzo alle genti. Perché facendo tu tutto, anche le azioni più indifferenti con questa intenzione di ricevere da Me la vita, la tua azione acquista il merito della mia Umanità, perché essendo Io Uomo e Dio, nel mio respiro contenevo i respiri di tutti, i movimenti, le azioni, i pensieri, tutto contenevo in Me, quindi li santificavo, li divinizzavo, li riparavo. Onde, facendo tutto in atto di ricevere da Me il tuo operato, anche tu verrai ad abbracciare ed a contenere tutte le creature in te, ed il tuo operare si diffonderà a bene di tutti, sicché ancorché gli altri non mi daranno niente, Io prenderò tutto da te." (…)

 

70 - 03.12.1906 - Se Gesù vive nell’anima, essa deve avere sempre pace e dolcezza (“latte e miele”), non modi risentiti o violenti.

(…) (Gesù:) “…e poi non voglio quest’animo inquieto, tutto dev’essere in te dolcezza e pace, in modo da potersi dire di te quello che si dice di Me: Che non vi scorre altro che miele e latte, figurato il miele nella dolcezza, il latte nella pace, Io ne sono tanto pieno ed inzuppato che vi scorre fuori dai miei occhi, dalla mia bocca, e in tutto il mio operato, e se tu non sei così, Io mi sento disonorato da te, che mentre abita in te Colui che è tutto pace e dolcezza, tu non mi onori, mostrando fosse anche l’ombra minima d’un animo risentito ed inquieto. Io amo tanto questa dolcezza e pace, che ad onta che si trattasse di cosa grande, di mio onore e gloria, non voglio, non approvo mai quei modi risentiti, violenti, focosi, ma quei modi dolci, pacifici, perché la sola dolcezza è quella che come catena incatena i cuori, in modo da non potersi sciogliere, è come pece che si attacca e non si possono liberare, e son costretto a dire: "In quest’anima c’è il dito di Dio, ché non possiamo agire diversamente." E poi se non piace a Me il modo risentito, non piacerà neppure alle creature. Uno che parla, che tratta di cose anche di Dio con modi non dolci e pacifici, è segno che non tiene le sue passioni ordinate, e chi non tiene sé stesso ordinato, non può ordinare gli altri. Perciò attenta tu a tutto ciò che non sia dolcezza e pace, se non vuoi disonorarmi. "

 

71 - 06.12.1906 - Luisa smania perché si crede abbandonata da Gesù, ma Egli si nasconde in lei ed è fedele alle sue promesse.

(…) In questo mentre si è mosso nel mio interno, alzando il braccio in atto di sostenermi e mi ha detto: "Sto in te, e mi nascondo più in te per vedere che cosa fai tu. Non ho mancato in niente, né alle promesse, né all’amore, né alla costanza, se tu lo fai imperfetta, Io lo faccio nella pienezza della perfezione verso di te."

 

72 - 15.12.1906 - Nella D. Volontà l’anima perde di vista se stessa, ogni gusto è soddisfatto ed ogni desiderio è impegnato.

(…) "Figlia mia, siccome la Volontà Divina è il solo cibo sostanzioso, e che contiene tutti i sapori e gusti insieme adatti all’anima, l’anima trova il suo cibo prelibato e s’acquieta; il desiderio trova il suo cibo e pensa a pascolarsi lentamente e si forma senza desiderare altro; l’inclinazione non ha dove più tendere, perché ha trovato il cibo che la soddisfa; la volontà propria non ha più che volere, perché ha lasciato la volontà propria che formava il suo tormento, ed ha trovato la Volontà Divina che forma la sua felicità; ha lasciato la povertà ed ha trovato la ricchezza, non umana ma Divina; insomma, tutto l’interno dell’anima trova il suo cibo, ossia il suo lavorio in cui resta occupata ed assorbita, da non poter andare più oltre, perché in questo cibo e lavorio, mentre trova tutti i contenti, trova tanto da fare ed imparare, e gustare sempre nuove cose, che l’anima da una scienza minore impare scienze maggiori, e sempre resta da imparare; da cose piccole passa a cose grandi, da un gusto passa ad altri gusti, e sempre resta altro di nuovo a gustare in questo ambiente della Volontà Divina."

 

73 - 03.01.1907 - Teme chi confida in sé; nulla teme chi confida in Dio.

(…) "Figlia mia, chi molto teme, è segno che molto confida di sé stessa, perché non scorgendo in sé stessa che debolezze e miserie, naturalmente e giustamente teme; e chi nulla teme è segno che confida in Dio, perché confidando in Dio, le miserie e le debolezze restano sperdute in Dio, sentendosi investita dell’Essere Divino non più essa opera, ma Dio in essa, e che più può temere? Sicché la vera fiducia riproduce la vita divina nell’anima."

 

74 - 05.01.1907 - Non è col pensiero del peccato che si cresce, anzi, ma nel ricevere ogni cosa come uno speciale Amore di Dio.

Avendo letto che un’anima faceva scrupolo di tutto e temeva che tutto fosse peccato, stavo pensando in me stessa: "Ed io, come sono larga, vorrei pensare anch’io che tutto fosse peccato per stare più attenta a non offendere il Signore." Onde, venendo il benedetto Gesù mi ha detto: "Figlia mia, queste sono sciocchezze, e l’anima resta arrestata nella via della santità, mentre la vera e soda santità consiste nel ricevere come specialità d’amore divino tutto ciò che le può succedere o fare, fosse anche la cosa più indifferente, come sarebbe se trovasse un cibo gustoso o disgustoso. Specialità d’amore nel gusto, pensando che Gesù produce quel gusto nel cibo, che l’ama fino a darle gusto anche nelle cose materiali. Specialità d’amore nel disgusto, pensando che l’ama tanto che l’ha prodotto quel disgusto per assomigliarla a Sé nella mortificazione, dandole Lui stesso una monetina da poter offerire a Lui. Specialità d’amore divino se è umiliata, se è esaltata, se è sana, se è inferma, se è povera o ricca. Specialità d’amore il respiro, la vista, la lingua, tutto, tutto, e siccome tutto, tutto deve ricevere come specialità d’amore divino. Essa deve ridare tutto a Dio come uno speciale amore suo, sicché deve ricevere l’onda dell’amor di Dio, e deve dare a Dio l’onda del amore suo. Oh! che bagno santificante è quest’onda dell’amore, la purifica, la santifica, la fa progredire senza che essa stessa avverta, è più vita di Cielo che di terra. E’ questo che voglio Io da te; il peccato, il pensiero del peccato non deve esistere in te."

 

75 - 10.01.1907 - Chi insegue il proprio gusto converte in idoli i doni di Dio, offendendolo e costringendolo a non darli.

(…) "Figlia mia, è tanto l’attacco delle creature al proprio gusto, che sono costretto a contenermi i miei doni, perché invece di attaccarsi al Donatore, s’attaccano ai miei doni, idolatrando i miei doni con offesa del Donatore, sicché, se trovano il proprio gusto fanno, cioè, non fanno, soddisfano il proprio gusto; se non c’è gusto, non fanno niente, sicché il proprio gusto forma una seconda vita nelle creature. Ma misere, non sanno che dove c’è il proprio gusto, difficilmente ci può essere il gusto divino, anche nelle stesse cose sante. Sicché ricevendo i miei doni, le grazie, i favori, non deve appropriarli come cose sue, formandone un gusto proprio, ma tenerli come gusti divini, servendosene per amare maggiormente il Signore, pronta a sacrificarli allo stesso amore."

 

76 - 13.01.1907 - L’Amore immenso di Gesù all’uomo Lo ha portato a rifare la natura umana nella sua Vita, Passione e Risurrezione.

(…) "Figlia mia, quanto amo le anime, senti: La natura umana era corrotta, umiliata, senza speranza di gloria e di risorgimento, ed Io volli subire tutte le umiliazioni nella mia Umanità, specie volli essere spogliato, flagellato ed a brandelli cadere le mie carni sotto dei flagelli, quasi disfacendo la mia Umanità per rifare l’umanità delle creature, e farla risorgere piena di vita, d’onore e di gloria alla vita eterna. Che più potevo fare e non ho fatto?"

 

77 - 20.01.1907 - L’anima deve seppellirsi nella D. Volontà e morire del tutto, per risorgere a Vita  Divina in tutto e allora troverà l’Amore.

Avendo letto due vite di sante, una che aspirava tanto al patire e l’altra tanto ad essere piccola, stavo pensando nel mio interno chi delle due fosse migliore per poterla imitare, e non sapendomi risolvere, mi sentivo come impicciata, e per poter essere libera e pensare solo ad amarlo ho detto in me stessa: "Io non voglio aspirare a niente che ad amarlo ed adempire perfettamente il suo santo Volere." In questo mentre, il Signore nel mio interno mi ha detto: "Ed Io qui ti voglio, nel mio Volere; fino a tanto che il granello di frumento non viene sepolto sotto terra e muore del tutto, non può risorgere a vita novella e moltiplicarsi, e dar vita ad altri granelli, così l’anima, fino a tanto che non si seppellisce nella mia Volontà, fino a morire del tutto col disfare tutto il suo volere nel mio, non può risorgere a nuova vita divina col risorgimento di tutte le virtù di Cristo, che contengono la vera santità, perciò la mia Volontà sia il suggello che ti suggelli l’interno e l’esterno, e quando la mia Volontà avrà risorto tutta in te, vi troverai il vero amore, e questo è la più di tutte le altre santità a cui può uno aspirare."

 

78 - 21.01.1907 - Il vero amore rende contento chi ama e non può mai dispiacergli.

(…) "Figlia mia, chi sta in continua attitudine d’amarmi sta sempre con Me, e non può essere mai pungolo che potesse rendermi fastidio, ma pungolo che mi sostiene, mi solleva, mi raddolcisce. Perché il vero amore ha questo di proprio, di rendere contenta la persona amata, e poi chi sempre mi ama non potrà mai dispiacermi, perché l’amore assorbe tutta la persona; al più saranno piccole cose che l’anima stessa neppure avverte di dispiacermi, e l’amore stesso prende l’impegno di purificarla, per fare che Io possa trovare sempre in essa le mie delizie."

 

79 - 25.01.1907 - Gesù deve nascondersi a Luisa e non dirle niente delle tragedie che devono succedere, ma le chiede coraggio.

(…) (Gesù:) "Ah! figlia mia, tu non sai quello che deve succedere, se te lo dicessi, mi spezzeresti il mio sdegno, e non farei quello che devo fare. Ecco perciò faccio silenzio. Perciò, tu quietati sul modo che tengo con te in questo periodo di tempo. Tu però coraggio, ti sarà troppo amaro, ma falla da atleta, da generosa, sempre vivendo e morta nella mia Volontà, senza neppure piangere." (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

69 https://www.dropbox.com/s/dvxespsp47w2pc5/69.Vol.07%20-%2028.11.1906.mp3?dl=0

 

70 https://www.dropbox.com/s/h4dlq5fz4xznsmh/70.Vol.07%20-%2003.12.1906.mp3?dl=0

 

71 https://www.dropbox.com/s/k9yef2fujf5dn6t/71.vol.07%20-%2006.12.1906.mp3?dl=0

 

72 https://www.dropbox.com/s/pvna0rckhvykvp7/72.Vol.07%20-%2015.12.1906.mp3?dl=0

 

73 https://www.dropbox.com/s/eiaq6tne5bupdg1/73.Vol.07%20-%2003.01.1907.mp3?dl=0

 

74 https://www.dropbox.com/s/mg2of5dgb0sr9tz/74.Vol.07%20-%2005.01.1907.mp3?dl=0

 

75 https://www.dropbox.com/s/si6iive7qm6w8z5/75.Vol.07%20-%2010.01.1907.mp3?dl=0

 

76 https://www.dropbox.com/s/fvofywswqxg11xw/76.Vol.07%20-%2013.01.1907.mp3?dl=0

 

77 https://www.dropbox.com/s/4mz8e1qwpkx5p16/77.Vol.07%20-%2020.01.1907.mp3?dl=0

 

78 https://www.dropbox.com/s/81cmedr98kv8vf9/78.Vol.07%20-%2021.01.1907.mp3?dl=0

 

79 https://www.dropbox.com/s/97ap8ml5d1456aj/79.Vol.07%20-%2025.01.1907.mp3?dl=0

 

 

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55 - 16.10.1906 - I beati in Cielo intonano incessantemente un cantico meraviglioso, nel quale ognuno è una voce distinta (lode, gloria, benedizione, ringraziamento, ecc.), ma il tutto è l’Amore.

Avendo lasciato di scrivere ciò che segue, l’ubbidienza mi ha comandato che lo facessi, onde mi pareva di trovarmi fuori di me stessa, e pareva che in Cielo si facesse festa speciale, ed io ero invitata a questa festa e pareva che cantavo cogli stessi beati, perché là non c’è bisogno che s’impari, ma vi sentite come un’infusione dentro l’interno, e ciò che cantano o fanno gli altri, sapete fare voi medesimo. Or mi pareva che ogni beato è un tasto, ossia una musica lui stesso, ma tutti concordi tra loro, ma uno diverso dall’altro: Chi canta le note della lode, chi le note della gloria, chi del ringraziamento, chi delle benedizioni, ma però tutte queste note vanno a riunirsi in una sola nota, e questa nota è amore. Pare che una sola voce riunisce tutte quelle voci e finisce con la parola amore. E’ un risuonare tanto dolce e forte questo grido, amore, che tutte le altre voci restano come spente in questo cantico, amore. Pareva che tutti i beati restavano da questo grido o canto, amore, alto, armonioso, bello che assordava tutto il Cielo, estatici, assonati, svegliati, inebbriati, partecipavano, si può dire, ad un paradiso di più; ma chi erano i fortunati che gridavano di più, e che facevano risuonare in tutto questa nota, amore, e che apportavano tanta felicità allo stesso Cielo? Erano coloro che avevano più amato il Signore quando vivevano in terra. Ah! non erano coloro che avevano fatto cose grandi, penitenze, miracoli, ah! non mai. Solo, l’amore è quello che va sopra di tutto, e tutto resta dietro di sé; sicché, chi ama molto e non chi fa molto, sarà più accetto al Signore. (…)

 

56 - 18.10.1906 - Preziosità delle opere nascoste.

(…) "Figlia mia, le opere che più mi piacciono sono le opere nascoste, perché scevre da ogni spirito umano contengono tanta preziosità in esse, che Io le tengo come cose più prelibate dentro del mio cuore; tanto, che confrontate mille opere esterne e pubbliche con una opera interna e nascosta, le mille esterne restano al di sotto d’una sola opera interna, perché nelle opere esterne lo spirito umano prende sempre la sua parte."

 

57 - 20.10.1906 - Il Signore permetterà che le chiese siano profanate e l’abominio della desolazione nel Luogo Santo, a causa dei peccati dei sacerdoti, per aver loro per primi profanato il Tempio e i Tempi vivi, quali sono le anime e la stessa Eucaristia.

Trovandomi fuori di me stessa, mi son trovata dentro d’una chiesa e vi stavano molta gente ad assistere alle funzioni sacre. In questo mentre, pareva che per autorità del governo entravano altre persone a profanare il luogo santo. Chi saltava, chi violentava e chi sacrilegamente metteva mano al Santissimo ed ai sacerdoti. Io nel vedere ciò piangevo e pregavo dicendo al Signore: "Non permettere che giungano a questo di profanare i vostri sacri tempi, ché chi sa quanti castighi tremendi scarichereste sulle vostre creature per questi orrendi peccati." Mentre ciò dicevo mi ha detto:

"Figlia mia, causa di tutti questi delitti enormi, perché un peccato è causa e castigo di far cadere in altri peccati, sono stati i peccati dei sacerdoti. Primo me l’hanno profanato loro ocultamente il mio santo tempio con le messe sacrileghe, col mescolare gli atti impuri nell’amministrazione dei sacramenti, e sono giunti sotto l’aspetto di cose sante, non solo a profanare i miei tempi di pietre, ma a profanare e a violentare i miei tempi vivi, quali sono le anime ed a profanare lo stesso mio Corpo. Di tutto ciò i secolari ne hanno avuto qualche sentore, e non vedendo in loro la luce necessaria al loro cammino, anzi non hanno trovato altro che tenebre, sono restati tanto ottenebrati da perdere la bella luce della fede, e senza luce non è meraviglia se giungono a così gravi eccessi. Perciò prega per i sacerdoti, acciocché siano luce nei popoli, affinché rinascendo la luce, i secolari possano acquistare la vita e vedere gli errori che commettono, e vedendoli, avranno ribrezzo di commettere questi gravi eccessi, che saranno causa di gravi castighi."

 

58 - 23.10.1906 - Amarezza di Gesù, soprattutto per la maggior parte dei sacerdoti che hanno perso il loro carattere maschile.

(…) "Figlia mia, sono tali le amarezze che me danno le creature, che non posso contenerle, perciò ho voluto fartene parte. In questi tempi tutto è effeminato; gli stessi preti pare che hanno perduto il carattere maschile ed acquistato il carattere femminile, sicché di rado si trova un prete maschio, ed il resto tutti effeminati. Ahi! in che stato deplorevole si trova la povera umanità." (…)

 

59 - 25.10.1906 - La crocifissione di Luisa è anche di Gesù e le sue sofferenze sono luce che Lo adorano. Effetti nelle creature.

(…) "Figlia mia, la Grazia per chi la riceve è luce, è via, è nutrimento, è forza, è sollievo; e per chi non la riceve, oltre che non trova luce e si sente mancare la via sotto dei piedi, col restare digiuno e senza forza, ma si converte in fuoco e castigo." (…)

 

60 - 28.10.1906 - Tutto ciò che è luce è di Gesù; solo le tenebre sono della creatura.

(…) "Figlia mia, tutto ciò ch’è luce, è tutto mio, niente è della creatura. Succede come una persona che si trova investita dei raggi del sole, se vorrebbe attribuire a sé la luce che gode, sarebbe uno stolto e senza cervello. Solo però c’è questo, che la persona invece di godere la luce del sole, potrebbe dire, io voglio camminare all’ombra e ritirarsi dalla luce, e l’anima ritirandosi dalla mia luce resta tenebre, e le tenebre non possono produrre altro che male."

 

61 - 31.10.1906 - Ogni sofferenza accettata è un nuovo dominio di che si acquista; quindi, un nuovo regno di virtù e di gloria in Cielo.

(…) "Figlia mia, ogni sofferenza che l’anima soffre, è un dominio di più che acquista di sé stessa, perché la pazienza nel soffrire è regime, e reggendo sé stessa, quanto più soffre tanti domini di più acquista, e non fa altro che ampliare ed ingrandire il suo regno del Cielo, acquistando ricchezze immense per la vita eterna. Sicché ogni cosa di più che tu soffri, fa conto che acquisti un regno di più nell’anima tua, cioè un regno di grazia corrispondente ad un regno di virtù e di gloria."

 

62 - 06.11.1906 - Gesù, essendo Dio, non poteva avere Fede Speranza; Egli è soltanto Amore. Così vuol fare diventare noi: mediante la perfetta rassegnazione, vuole farci vivere nel suo Volere, dove si trova l’Amore Divino.

(…) (Luisa:) "Signore mio, vorrei essere anch’io come Te, tutto amore, e niente altro." E Lui ha soggiunto: "Questa è la mia mira, perciò ti vado spesso parlando della perfetta rassegnazione, ché vivendo del mio Volere, l’anima acquista l’amore più eroico, e giunge ad amarmi col mio stesso amore, e diventa tutt’amore, e diventando tutt’amore, sta a mio continuo contatto, sicché sta con Me, in Me, e per Me fa tutto ciò che voglio, né si muove, né desidera che il mio Volere, dove c’è racchiuso tutto l’amore dell’Eterno, e dove resta essa racchiusa, e vivendo in questo modo l’anima giunge quasi a sperdere la fede e la speranza, perché giungendo a vivere del Volere Divino, l’anima non si sente più a contatto della fede e della speranza, se vive del suo Volere, che cosa deve credere se l’ha trovato e ne fa suo cibo? E che cosa deve sperare se già lo possiede? Vivendo non fuori di Dio ma in Dio, perciò la vera e perfetta rassegnazione è il suggello della sicura predestinazione, ed il possesso certo che l’anima prende di Dio. Hai capito? Pensaci bene."

 

63 - 09.11.1906 - Consolazione e riparazione che dà a Gesù chi sempre medita la sua Passione.

(…) "Figlia mia, è tanto gradito chi va ruminando sempre la mia passione, e ne sente dispiacere e mi compatisce, che mi sento come rinfrancato da tutto ciò che soffrii nel corso della mia passione, e l’anima, ruminandola sempre, viene ad apprestare un cibo continuo, e in questo cibo ci sono tanti diversi condimenti e sapori che formano diversi effetti, sicché se nel corso della mia passione mi diedero funi e catene per legarmi, l’anima mi scioglie e mi dà la libertà; quelli mi disprezzarono, mi sputarono e disonoravano, essa mi apprezza, mi pulisce da quei sputi e mi onora; quelli mi spogliarono e mi flagellarono, essa mi risana e mi veste; quelli mi coronarono di spine trattandomi da re di burla, mi amareggiarono la bocca di fiele e mi crocifissero, l’anima ruminando tutte le mie pene, mi corona di gloria e mi onora per suo re, mi riempie la bocca di dolcezza dandomi il cibo più squisito qual’e la memoria delle mie stesse opere, e schiodandomi dalla croce mi fa risorgere nel suo cuore, dandole Io per ricompensa, ogniqualvolta che fa ciò, una nuova vita di grazia, sicché essa è il mio cibo, ed Io mi faccio suo cibo continuo. Onde la cosa che più mi piace è il ruminare sempre la mia passione."

 

64 - 12.11.1906 - Gesù abita nell’anima, nel tempo, e lei abiterà in Gesù nell’eternità.

(…) …oh! quanto vorrei amarvi per essere più amata da Voi. E Lui nel mio interno mi ha detto: "T’amo tanto, che mai ti lascio, ed abito in te continuamente." Ed io: "Grazie della vostra benignità d’abitare in me, ma non sono tanto contenta, sarei più contenta e mi sentirei più sicura se io potessi abitare in Voi." E Lui: "Ah! figlia mia, nel tempo tu darai l’abitazione a Me, nell’eternità Io la darò a te, e sii pur contenta e sicura ché Colui che abita in te tiene potenza da mantenere consolidata e libera da ogni pericolo la sua abitazione."

 

65 - 14.11.1906 - Che cosa fanno la rassegnazione e la Croce.

(…) "Figlia mia, se la perfetta rassegnazione è il segno certo e sicuro della predestinazione, la croce allarga i confini del regno del Cielo."

 

66 - 16.11.1906 - Differenza tra le offese fatte a Gesù dai laici e dai consacrati e sacerdoti.

(…) “"Ah! figlia mia, tu non puoi comprendere la diversità che passa tra le offese dei religiosi e quelle dei secolari, perciò ti meravigli. I religiosi hanno dichiarato di appartenermi, d’amarmi e di servirmi, ed Io li ho affidato i tesori della mia Grazia, e ad altri i tesori dei sacramenti, quali sono i sacerdoti. Ora fingendo di appartenermi nell’esterno, nel loro interno se occorre sono da Me lontani, fanno vedere d’amarmi e di servirmi, ed invece mi offendono, e si servono delle cose sante per servire le loro passioni, perciò sono tutt’occhi per non farle sciupare i miei doni, le mie grazie, e ad onta delle mie premure, giungono a farne scempio in quelle stesse cose che nell’esterno pare che mi stanno glorificando, questa è un offesa tanto grave, che se tu la potessi comprendere ne morresti di crepacuore. Invece, i secolari dichiarano di non appartenermi, di non conoscermi e di non volermi servire, ed è la prima cosa che sono liberi dello spirito d’ipocrisia, la cosa che più mi dispiace. Quindi avendosi dichiarato, non l’ho potuto affidare i miei doni, sebbene la Grazia li eccita, li combatte, ma non si è donata, ché non la vogliono. Succede come ad un re, che avendo mosso battaglia per liberare i popoli dalla schiavitù in cui sono tenuti dagli altri re, a forza di sangue è giunto a liberare parte di quei popoli, quindi se li è messo sotto il suo dominio, provvedendoli di tutto, e se occorre dandoli ad abitare la sua stessa abitazione. Or, di chi si dispiacerebbe di più se l’offendono, di quei popoli che sono rimasti da lui lontani, che pure voleva liberare, o di quei che vivono con lui?"

 

67 - 18.11.1906 - Le opere vuote di sostanza divina, di spirito interno.

(…) "Figlia mia, se ad un cibo si potesse separare la sostanza e la persona lo mangiasse, varrebbe niente, anzi servirebbe a gonfiare lo stomaco. Così sono le opere senza spirito interno e senza retta intenzione, vuotate di sostanza divina, valgono niente e servono solo a gonfiare la persona, quindi ne riceve più danno che bene."

 

68 - 20.11.1906 - L’ubbidienza comunica la fortezza divina.

(…) "Figlia mia, l’ubbidienza è un muro irremovibile, e tale rende l’anima; non solo, ma per essere irremovibile è necessario essere forte, robusto, e l’ubbidienza comunica la fortezza divina, in modo che tutte le cose innanzi alla fortezza divina che lei tiene, restano deboli in modo che essa può smuovere tutto, e ad essa non la può smuovere nessuno."

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

55 https://www.dropbox.com/s/kebkzl3w329yat3/55.Vol.07%20-%2016.10.1906.mp3?dl=0

 

56 https://www.dropbox.com/s/9zqik7anvwa3pw8/56.Vol.07%20-%2018.10.1906.mp3?dl=0

 

57 https://www.dropbox.com/s/09n7x396i392e2j/57.Vol.07%20-%2020.10.1906.mp3?dl=0

 

58 https://www.dropbox.com/s/kb30shbfps3h6s1/58.Vol.07%20-%2023.10.1906.mp3?dl=0

 

59 https://www.dropbox.com/s/84fd55fzn2tz5i4/59.Vol.07%20-%2025.10.1906.mp3?dl=0

 

60 https://www.dropbox.com/s/d7fiwrwki002wrq/60.Vol.07%20-%2028.10.1906.mp3?dl=0

 

61 https://www.dropbox.com/s/yaru9hkm9qfncb1/61.Vol.07%20-%2031.10.1906.mp3?dl=0

 

62 https://www.dropbox.com/s/x6ynsj566vw5zqf/62.Vol.07%20-%2006.11.1906.mp3?dl=0

 

63 https://www.dropbox.com/s/tnykjpjhl6wxpzp/63.Vol.07%20-%2009.11.1906.mp3?dl=0

 

64 https://www.dropbox.com/s/wfyhvrowobl3u85/64.Vol.07%20-%2012.11.1906.mp3?dl=0

 

65 https://www.dropbox.com/s/y7j9ysqe0akh1sd/65.Vol.07%20-%2014.11.1906.mp3?dl=0

 

66 https://www.dropbox.com/s/unzguit353df5h0/66.Vol.07%20-%2016.11.1906.mp3?dl=0

 

67 https://www.dropbox.com/s/ud1v2nhfz6tofc3/67.Vol.07%20-%2018.11.1906.mp3?dl=0

 

68 https://www.dropbox.com/s/xg6ttb5hc91dzzq/68.Vol.07%20-%2020.11.1906.mp3?dl=0

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44 - 16.09.1906 - La Verità nuda, semplice, disinteressata, è quello che attira le anime, le innamora e dà loro l’eroismo.

(…) "Figlia mia, la vera, nuda e semplice verità è la calamita più attraente per tirare i cuori e disporli ad affrontare qualunque sacrifizio per amore della verità e delle persone che rivelano questa verità. Chi ha disposto i Martiri a dare il loro sangue? La verità. Chi ha dato la forza a sostenere la vita pura, illibata in messo a tante battaglie, a tanti altri santi? La verità, e la verità nuda, semplice, disinteressata. Eccoti il perché le creature vogliono venire da te. Ah! figlia mia, in questi tristi tempi, quanto è difficile trovare chi manifesti questa nuda verità, anche dal stesso clero, religiosi, devote. Nel loro parlare ed operare vi cova sempre dentro qualche cosa d’umano o d’interesse o d’altro, e la verità viene manifestata come coperta o velata, sicché la persona che riceve non viene toccata dalla nuda verità, ma dall’interesse od altro fine umano, cui è stata avvolta la verità, e non riceve la Grazia e gl’influssi che contiene la verità. Ecco perciò tanti sacramenti, confessioni sciupate, profanate e senza frutto, sebbene Io non lascio di darli lume, ma non mi sentono perché in loro pensano, che se volessero far ciò, perderebbero il loro prestigio, la benevolenza, la natura non troverebbe più soddisfazione, andrebbero a discapito i loro interessi. Ma, oh! quanto s’ingannano, perché chi tutto lascia per amore della verità, sovrabbonderà di tutto più largamente degli altri; perciò per quanto puoi, non lasciare di manifestare questa nuda e semplice verità, s’intende, tu con l’ostarti sempre all’ubbidienza di chi ti dirige, e capitandoti il destro, manifesta la verità." (…)

 

45 - 18.09.1906 - La pace è luce.

(…) "Figlia mia, la pace è luce all’anima, luce al prossimo e luce a Dio, sicché un’anima in pace è sempre luce, ed essendo luce sta sempre unita alla Luce Eterna dove attinge sempre nuova luce da poter dare anche luce agli altri. Sicché se vuoi sempre nuova luce stati in pace."

 

46 - 23.09.1906 - Il fare tutto per Cristo, con Cristo ed in Cristo rende divine le cose umane. Anche Gesù vuole fare tutto con noi ed in noi, avendo fatto tutto per noi.

(…) "Figlia diletta mia, l’operare per Cristo ed in Cristo fa scomparire affatto l’opera umana, perché operando in Cristo, ed essendo Cristo fuoco, consuma l’opera umana, ed avendo consumato l’opera umana, il suo fuoco la fa risorgere in opera divina, perciò opera insieme con Me, come se stessimo insieme facendo la stessa cosa; se soffri, come se stessi soffrendo insieme con Me, se preghi, se lavori, in tutto in Me ed insieme con Me, e così sperderai in tutto le opere umane e le ritroverai divine. Oh! quante ricchezze immense potrebbero acquistare le creature, e non se ne avvalgono." (…)

 

47 - 02.10.1906 - Quale grande onore e fonte di meriti ci il Signore, nel permettere che soffriamo affinché possiamo medicare e confortare Lui nelle sue sofferenze.

Avendo fatto la comunione, mi son sentita fuori di me e vedevo una persona molto oppressa di varie croci, e Gesù benedetto che diceva: "Dille che nell’atto che si sente come bersagliata da persecuzioni, da punture, da sofferenze, pensasse che Io le sono presente e che ciò che essa soffre, se ne può servire come rimarginare e medicare le mie piaghe; sicché le sue sofferenze mi serviranno ora per medicarmi il costato, ora la testa, ed ora le mani ed i piedi troppo addolorati, inaspriti dalle gravi offese che mi fanno le creature, e questo è un onore grande che le faccio, dandole Io stesso la medicina per medicare le mie piaghe, ed insieme darle il merito della carità d’avermi medicato." Mentre così diceva, vedevo molti anime purganti, le quali nel sentire ciò, tutte meravigliate hanno detto: "Fortunate voi che ricevete tanti sublimi insegnamenti, che acquistate meriti di medicare un Dio, che sorpassa in merito tutti gli altri meriti, e la vostra gloria sarà distinta dagli altri, quanto il cielo dalla terra. Oh! se avessimo ricevuto noi tali insegnamenti, che le nostre sofferenze potrebbero servire a medicare un Dio, quante ricchezze di meriti ci acquisteremmo e che ora ne siamo privi."

 

48 - 03.10.1906 - La semplicità riempie di Grazia l’anima e la diffonde negli altri.

(…) "Figlia mia, la semplicità riempie l’anima di Grazia fino a diffondersi fuori, sicché se si vuol restringere la Grazia in essa non si può, perché come lo Spirito di Dio, perch’è semplicissimo, si diffonde dappertutto senza sforzo o fatica, anzi naturalmente. Così l’anima che possiede la virtù della semplicità, diffonde la Grazia in altri senza neppure avvertirsi."

 

49 - 04.10.1906 - Gesù rinnova Luisa con la benedizione della SS. Trinità. Il retto operare mantiene sempre acceso l’Amore Divino.

(…) "Il retto operare mantiene sempre accesso l’Amor Divino nell’anima, e il non retto operare lo va sempre smorzando, e se fa per accenderlo, ora va il soffio dell’amor proprio e lo smorza, ora il rispetto umano, ora la propria stima, ora il soffio del desiderio di piacere ad altri; insomma tanti soffi che lo vanno sempre smorzando, invece, il retto operare non sono tanti soffi che accendono questo fuoco divino nell’anima, ma un continuo soffio che lo tiene sempre acceso, ed è il soffio onnipotente di un Dio solo."

 

50 - 05.10.1906 - Luisa, essendo proprietà di Gesù, non è più padrona di niente in se stessa.

Continuando il mio solito stato, mi son trovata fuori di me stessa insieme con Gesù bambino. Questa volta pareva che teneva voglia di voler scherzare, si stringeva al mio petto, nelle mie braccia, e mentre mi guardava con tanto amore, ora mi stringeva, ora con la sua testolina mi spingeva quasi urtandomi, ora mi baciava sì forte che pareva che mi volesse chiudere ed immedesimare dentro di Sé, e mentre ciò faceva io vi sentivo gran dolore, e tanto, che mi sentivo venire meno, e Lui ad onta che mi vedeva così soffrire non mi dava retta, anzi se vedeva nel mio volto che mostravo di soffrire, ché io non ardivo dirle niente, si faceva più forte, mi faceva soffrire di più. Ora, dopo che si è sfogato ben bene mi ha detto: "Figlia mia, Io sono il padrone di te, e posso fare di te quello che voglio. Or, sappi che essendo tu cosa mia, non sei più padrona di te, e se arbitri che cosa, anche d’un pensiero, d’un desiderio, d’un palpito, sappi che me ne fai un furto." (…)

 

51 - 08.10.1906 - La Croce serve all’uomo come la briglia al cavallo.

(…) "Figlia mia, la croce è alla creatura come la briglia al cavallo; che cosa sarebbe del cavallo se l’uomo non usase la briglia? Sarebbe indomito, sfrenato e non andrebbe altro che di precipizio in precipizio, fino ad inferocirne, ed a rendersi nuocevole all’uomo ed a sé stesso; invece con la briglia si manoduci, viene a mansuefarsi, cammina la via diritta, e serve ai bisogni dell’uomo come un fido amico, e resta salvato da qualunque precipizio, perché l’uomo lo custodisce e lo protegge. Tale è la croce all’uomo, la croce lo doma, lo frena, gli arresta il corso di precipitarsi nelle vie delle passioni che sente in sé, che come fuoco lo divorano; quindi invece d’inferocire contro Dio e fare danno a sé stesso, la croce le smorza le passioni, lo mansuefa, lo manoduci e serve alla gloria di Dio ed alla salvezza propria. Oh! se non fosse per la croce, che la divina provvidenza per sua misericordia tiene come per briglia per frenare l’uomo, oh! in quanti altri mali si vedrebbe giacere la povera umanità."

 

52 - 10.10.1906 - Dio concorre ad ogni minima azione umana; per questo dovremmo fare tutto per Lui e dare tutto a Lui.

(…) "Figlia mia, Io sto continuamente concorrendo in ogni minima azione umana, fosse anche un pensiero, un respiro, un movimento, e le creature non pensando a questa mia attitudine per loro, oltre che non fanno per Me tutte le loro opere, da chi ricevono la vita del loro operare medesimo, ma attribuiscono a loro ciò che fanno. Oh! se pensassero a questa mia continua attitudine per loro, non si usurperebbero ciò che è mio, con detrimento della mia gloria e del loro bene; mentre dovrebbero far tutto per Me, e darlo a Me, e tutto ciò ch’è fatto per Me può entrare in Me, ed Io lo tengo in Me in deposito per darlo nel altra vita tutto a loro; mentre ciò che non è fatto per Me non può entrare in Me, perché non sono opere degne di Me; anzi ne sento nausea e le rigetto, ad onta ch’è stata l’attitudine mia."

 

53 - 13.10.1906 Il segno che l’anima è spogliata di tutto. Questi scritti, voluti da Gesù, si possono chiamare “Specchio Divino”, “Specchio di Grazia”.

(…) "Figlia mia, per conoscere se un’anima è spogliata di tutto basta vedere, se si suscitano desideri santi o anche indifferenti ed è pronta a sacrificarli al Volere Divino con santa pace, significa ch’è spogliata; ma se invece si turba, s’inquieta, significa che vi ritiene qualche cosa." (…)"Tu non lo vuoi, ed Io lo voglio; quello che ti dico, e tu per ubbidire scrivi, per ora serve di specchio a te ed a quelli che prendono parte alla tua direzione, verrà tempo che servirà di specchio agli altri, sicché, ciò che tu scrivi detto da Me, si può chiamare specchio divino, e tu vorresti togliere questo specchio divino alle mie creature? Badaci seriamente figlia mia, e non voler restringere col non scrivere tutto questo specchio di Grazia." (…)

 

54 - 14.10.1906 - È necessario, soprattutto a chi è sacerdote, lasciare la stima propria e svuotarsi di tutto per riempirsi del Tutto, che è Dio. Purgatorio di un’anima che trascurava per motivi banali la Comunione, facendo tanto soffrire Gesù.

(…) (Gesù:) "La stima propria avvelena la Grazia in te e negli altri, perché dovendo per il tuo uffizio somministrare la Grazia, se le anime avvertono, chè facilmente si avverte quando c’è questo veleno, che quello che dici e fai lo fai per essere stimato, già la Grazia non entra sola, ma insieme col veleno che hai tu; quindi, invece di risorgere alla vita, trovano la morte."

Poi ha soggiunto: "E’ necessario vuotarsi di tutto per poterti riempire del Tutto che è Iddio, e tenendo in te il Tutto, darai il Tutto a tutti quelli che verranno da te, e dando il Tutto agli altri, troverai tutto a tua disposizione, in modo che nessuno saprà negarti niente, neanche la stima, anzi da umana l’avrai divina, qual si conviene al Tutto che abita in te." Dopo ciò vedevo un anima del purgatorio che vedendoci, si nascondeva e ci sfuggiva, ed era tale il rossore che provava che rimaneva come schiacciata. Io sono rimasta stupita, che invece di correre al bambino, sfuggiva, Gesù è scomparso ed io mi sono avvicinata domandandole la cagione di ciò, ed essa era tanto vergognosa che non poteva dir parola, ed avendola costretto mi ha detto: "Giusta giustizia di Dio, che ha suggellato sulla mia fronte la confusione e tale timore della sua presenza, che son costretta a fuggirlo, agisco contro il mio stesso volere, che mentre mi consumo di volerlo, un altra pena m’inonda e lo sfuggo. Oh! Dio, vederlo e fuggirlo, sono pene mortali ed inesprimibili. Però, mi ho meritato queste pene distinte dalle altre anime, ché facendo io vita devota, abusai molte volte di non fare la comunione per cose da niente, per tentazioni, per freddezze, per timori, ed anche qualche volta per poter portare ragioni al confessore e farmi sentire che non facevo la comunione. Dalle anime si tiene un niente tutto questo, ma Iddio ne fa severissimo giudizio, dandole pene che superano le altre pene, perché sono difetti più diretti all’amore. Oltre di tutto ciò, Gesù Cristo nel santissimo sacramento brucia d’amore e dal desiderio di darsi alle anime, si sente morire continuamente d’amore, e l’anima potendo accostarsi a riceverlo, e non facendolo, anzi se ne sta indifferente con tante inutili pretesti, è un’affronto e un dispiacere tale che Lui riceve, che si sente smaniare, bruciare, e alle sue vampe non può dare sfogo, si sente come soffogare dal suo amore, senza che trovi a chi farne parte, e quasi impazzito va ripetendo: "Gli eccessi dei miei amori non sono curati, anzi dimenticati, anche quelle che si dicono mie spose non hanno ansia di ricevermi e di farmi sfogare almeno con loro, ah! in niente sono contraccambiato. Ahi! ahi! ahi! non sono amato! non sono amato!" Ed il Signore per farmi purgare da questo difetto, mi ha fatto parte della pena che Lui soffre quando le anime non lo ricevono. E’ una pena, è un cruccio, è un fuoco che paragonato allo stesso fuoco del purgatorio, si può dire che questo è un niente."

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

44 https://www.dropbox.com/s/bz24p0hlj77spyk/44.Vol.07%20-%2016.09.1906.mp3?dl=0

 

45 https://www.dropbox.com/s/uik96ijb27c8hft/45.Vol.07%20-%2018.09.1906.mp3?dl=0

 

46 https://www.dropbox.com/s/tca4o8n7ajqo5ks/46.Vol.07%20-%2023.09.1906.mp3?dl=0

 

47 https://www.dropbox.com/s/wcy4cwva5fx7gap/47.Vol.07%20-%2002.10.1906.mp3?dl=0

 

48 https://www.dropbox.com/s/j55zr9dh8jnn9os/48.Vol.07%20-%2003.10.1906.mp3?dl=0

 

49 https://www.dropbox.com/s/nm74jddjtxhppk4/49.Vol.07%20-%2004.10.1906.mp3?dl=0

 

50 https://www.dropbox.com/s/daiizx2rtoihd89/50.Vol.07%20-%2005.10.1906.mp3?dl=0

 

51 https://www.dropbox.com/s/eh52czm90r9agd6/51.Vol.07%20-%2008.10.1906.mp3?dl=0

 

52 https://www.dropbox.com/s/xfmo49sh1ekkdid/52.Vol.07%20-%2010.10.1906.mp3?dl=0

 

53 https://www.dropbox.com/s/fwjh6gqz0cohkx2/53.Vol.07%20-%2013.10.1906.mp3?dl=0

 

54 https://www.dropbox.com/s/u06hl9fiuf14j27/54.Vol.07%20-%2014.10.1906.mp3?dl=0

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30 - 12.07.1906 - Tutto quello che a noi fa soffrire, tocca noi e tocca Dio, e allora Dio sempre qualcosa di divino.

(…) "Figlia mia, tutto ciò che alla creatura serve di sofferenze o di puntura, or da una parte punge la creatura, dall’altra parte tocca Iddio; e Dio sentendosi toccato, dà sempre ad ogni tocco che sente qualche cosa di divino alla creatura." (…)

 

31 - 17.07.1906 - Chi vive nella D. Volontà possiede la chiave di tutti i tesori divini.

(…) "Figlia mia, questa chiave è la chiave della mia Volontà; chi vive nella mia Volontà conviene che tenga la chiave per aprire e chiudere a suo piacere, e prendere ciò che le aggrada dei miei tesori; perché vivendo del mio Volere avrà cura dei miei tesori più che se fossero suoi propri, perché tutto ciò ch’è mio è suo, e non ne farà sciupo, anzi le darà ad altri o prenderà per sé ciò che può darmi più onore e gloria. Perciò, ecco, ti consegno la chiave ed abbi cura dei miei tesori." (…) …il Signore ha soggiunto: "Vedi diletta mia, chi vive nel mio Volere non c’è grazia che esce fuori dalla mia Volontà a tutte le creature del Cielo e della terra, che essa non è prima ad averne parte. E questo è naturale, perché chi vive nella casa d’un padre, è quello che abbonda di tutto, e se gli altri che stanno fuori ricevono qualche cosa, è il sopravanzo di quello che vive dentro." (…)

 

32 - 21.07.1906 - L’intenzione di piacere a Gesù rende luminose le azioni umane.

(…) "Figlia mia, tutte le azioni umane, anche sante, fatte senza un’intenzione speciale per Me, escono dall’anima piene di tenebre, e fatte con retta e con speciale intenzione di piacermi, escono piene di luce, perché l’intenzione è purga dell’azione."

 

33 - 27.07.1906 - All’abbracciare la Croce, Ge volle dotare le anime per celebrare con Lui lo sposalizio; ma se l’anima non accetta le piccole croci, che sono un pegno, lo sposalizio non si fa.

(…) "Figlia mia, quando ricevetti la croce, me l’abbracciai come il mio più caro tesoro, perché nella croce dotai le anime e le sposai a Me. Or, guardando la croce, la sua lunghezza e larghezza, Io ne giubilai, perché vedevo in essa le doti sufficienti a tutte le mie spose, e nessuna poteva temere di non potersi sposare con Me, tenendo Io in proprio pugno, nella croce, il prezzo della loro dote, però con questa sola condizione, che se l’anima accetta i piccoli donativi che Io l’invio, che sono le croci, come pegno che mi accetta per Sposo, lo sposalizio viene formato e gli faccio la donazione della dote. Se poi non accetta i donativi, cioè, non rassegnandosi alla mia Volontà, resta sciolta ogni cosa, e ad onta che Io voglio dotarla non posso, perché per formare uno sposalizio ci vuole sempre la volontà d’ambe le parti, e l’anima non accettando i donativi, significa che non vuole accettare lo sposalizio."

 

34 - 28.07.1906 - La confidenza con Gesù, volendo farlo proprio, significa amore, stima e rispetto.

Continuando il mio solito stato, per breve tempo è venuto il benedetto Gesù, ed io appena visto, l’ho presso e me l’ho stretto nelle mie braccia, ma tanto come se lo volessi rinchiudere nel mio cuore. In questo mentre vedevo persone intorno a me che dicevano: "Com’è ardita, troppa confidenza si prende, e quando uno si mette in confidenza, non si tiene quella stima e rispetto che si deve tenere." Io mi sentivo tutta rossore nel sentire ciò, ma non potevo fare diversamente; ed il Signore ha detto a quelli: "Allora si può dire che si ama, si stima e si rispetta un’oggetto, quando si vuole fare suo proprio; e quando non si vuole fare suo proprio, significa che non l’ama, e quindi non ne fa né stima né rispetto. Come per esempio: Se si vuol conoscere se ama le ricchezze, parlandone di ricchezze ne fa la più alta stima, rispetta le persone ricche, non per altro che perché sono ricche, e tutte le ricchezze vorrebbe farle sue proprie. Se poi non l’ama, solo sentirne parlare, se ne infastidisce, e così di tutte le altre cose. Onde, invece di biasimarla, merita lode, e se mi vuole fare suo proprio significa che mi ama, mi stima e mi rispetta."

 

35 - 31.07.1906 - La semplicità.

(…) "Figlia mia, la semplicità è alle virtù come il condimento alle vivande. Per l’anima semplice non ci sono né chiavi né porte per entrare in Me, né Io per entrare in essa, perché da tutte le parti può entrare in Me ed Io in lei. Anzi per meglio dire, si trova in Me senza entrare, perché per la sua semplicità viene ad assomigliarsi a Me che sono Spirito semplicissimo, e che solo ché sono semplicissimo mi trovo dappertutto e niente mi può sfuggire dalla mia mano. L’anima semplice è come la luce del sole, che ad onta di qualunque nebbia o che i suoi raggi passano per qualunque immondezza, rimane sempre luce, e dà luce a tutti, ma mai si cambia. Così l’anima semplice, qualunque mortificazione o dispiacere possa ricevere, non cessa d’essere luce per sé e per quelli che l’hanno mortificato, e se vede cose cattive, essa non ne resta macchiata, resta sempre luce, né mai si cambia, perché la semplicità è quella virtù che più si rassomiglia all’Essere Divino, e che solo per questa virtù si viene a partecipare alle altre qualità divine, e che solo nell’anima semplice non ci sono impedimenti né ostacoli per poter entrare ed operare la Divina Grazia, perché essendo luce l’uno e luce l’altra, facilmente una luce s’unisce, si trasforma nell’altra luce." (…)

 

36 - 08.08.1906 - È necessario correre con slancio continuo verso il nostro traguardo, che è Dio, senza mai fermarsi.

(…) "Figlia mia, per prendere il suo punto centrale è necessario sempre correre senza mai fermarsi, perché col correre si renderà più agevole il cammino, e mano mano che cammina gli verrà manifestato il punto dove deve giungere per trovare il suo centro, e cammin facendo gli verrà somministrata la Grazia necessaria al cammino, ed aiutata dalla Grazia non sentirà il peso della fatica né della vita. Tutto all’opposto colui che cammina e si ferma, giacché solo col fermarsi sentirà la stanchezza di quei passi che ha dato, e perderà la lena al cammino; non camminando non potrà vedere il suo punto che è un bene sommo, e non resterà allettato, la Grazia non vedendolo correre non si darà in vano, e la vita si renderà insopportabile, perché l’ozio produce noia e fastidio."

 

37 - 10.08.1906 - Ad ogni privazione per Gesù quaggiù corrisponderà un altro Paradiso lassù.

(…) "Figlia mia, qualunque minimo piacere l’anima si priva in questa vita per amor mio, tanti paradisi di più li darò nell’altra vita; sicché un contento di meno di qua, un paradiso di più di là. Immaginati un poco quante privazioni hai tu subito in questi vent’anni di letto per causa mia, ed Io quanti paradisi di più ti darò in Cielo." (…)

 

38 - 11.08.1906 - La Croce è un tesoro che va custodito nell’anima con la rassegnazione e soprattutto con la pazienza.

(…) "Figlia mia, la croce è un tesoro, ed il luogo più sicuro dove mettere in salvo questo pregiato tesoro, è l’anima propria; cioè, è luogo sicuro quando l’anima è disposta con la pazienza, con la rassegnazione, e con le altre virtù a ricevere questo tesoro, che le virtù sono tante chiavi che lo custodiscono per non sciuparlo ed esporlo ai ladri, che se non trova specialmente la chiave d’oro della pazienza, troverà questo tesoro tanti ladri che lo ruberanno e ne faranno sciupio."

 

39 - 25.08.1906 - Le cose che non sono proprie del sacerdote gli formano una seconda natura fangosa, intollerabile a Gesù.

Questa mattina, trovandomi fuori di me stessa, mi pareva di vedere sacerdoti, prelati intenti all’interesse ed alle scienze umane, che al loro stato non è necessario, aggiunto uno spirito di ribellione alle autorità superiori a loro. Nostro Signore tutto afflitto mi ha detto: "Figlia mia, l’interesse, le scienze umane, e tutto ciò che al sacerdote non gli appartiene, vi forma una seconda natura fangosa e marciosa, e le opere che escono da questi tali, anche sante, mi puzzano tanto e ne sento tanta nausea, che mi sono intollerabili. Prega e riparami queste offese, che non ne posso più."

 

40 - 02.09.1906 - Luisa, come una piccola bambina nelle braccia del Padre, non sa pensare  a sé, ma solo a Lui, e di questo si meraviglia.

(…) "Figlia mia, io tengo te sempre sulle mie ginocchia, e tanto stretta che non ti do tempo di pensare a te stessa, ti tengo come un padre può tenere il suo figlio piccolo sulle sue ginocchia, che ora gli dà un bacio, ora una carezza, ora l’imbocca con le sue mani il cibo, ora se il piccolo figlio inavvedutamente si macchia, lo stesso padre pensa a pulirlo. Ora, se il padre si fa vedere afflitto ed il piccolo lo consola, gli asciuga le lacrime; ora se si mostra irritato ed il piccino lo calma; insomma, il padre è la vita del piccino, niente pensiero gli fa prendere di lui stesso, né se deve mangiare, né se si macchia, ne se deve vestirsi, neppure se deve dormire, che facendo delle sue braccia una culla, lo culla per farlo assonnare, e lo fa dormire sul proprio seno, ed il piccino è tutto il sollievo e la vita del padre, mentre gli altri figli grandi badano ad assettare la casa, a pulirsi loro stessi, ed a tutti gli altri affari. Così faccio Io con te, come una figlia piccola ti tengo sulle mie ginocchia, e tanto intimamente a Me unita, da non farti sentire te stessa, ed Io penso e prendo cura di tutto te, a pulirti se sei macchiata, a nutrirti se hai bisogno di cibo, insomma, di tutto ti prevengo primo, in modo che tu stessa non avverti i tuoi bisogni, e col tenerti intimamente a Me stretta è una grazia che ti faccio, perché da molti e molti difetti sfuggi, mentre se avessi il pensiero di te stessa, oh! in quanti difetti avresti caduta; perciò, pensa a fare l’ufficio tuo verso di Me, di figlia piccola, e non pensare ad altro."

 

41 - 11.09.1906 - Tutto deve essere fatto soltanto per la Gloria di Dio.

(…) "Figlia mia, tutte le opere, parole e pensieri delle creature dovrebbero essere suggellati con l’impronta: "Gloriam Dei, Gloriam Dei." E tutto ciò che non è suggellato da questa impronta resta oscurato e come sepolto in tenebre, macchiato, al più di nessun valore, sicché la creatura non fa altro che cacciare da sé stessa che tenebre e cose abominevoli, perché la creatura non operando per la gloria di Dio, sfugge dal fine per cui è stata creata, resta come sperduta da Dio, e lasciata sola a sé stessa. E solo Dio è luce, e per Dio le azioni umane acquistano valore. Or che meraviglia che la creatura non operando per la sua gloria resta sepolta nelle sue stesse tenebre, e non acquista niente dalle sue fatiche, anzi si carica di gravi debiti?" (…)

 

42 - 12.09.1906 - La costanza, la pazienza e la pace nellanima sono di Dio, e perciò non deve turbare il suo riposo.

(…) (Gesù:) “…Credi tu che è cosa tua la pazienza, la costanza, la pace di questo tuo stato, oppure frutto e grazia di chi abita in te? Solo Io posseggo questi doni, e dalla costanza, pace e pazienza puoi conoscere chi è che opera in te. Perché quando è la natura o il demonio, l’anima si sente dominata da continui cambiamenti, sicché ora si sente di un’umore, ora di un’altro, ora tutta pazienza, ora tutta stizzosa; insomma, la poverina è sbattuta come una cana da un vento gagliardo. Ah! figlia mia, dove non c’è Dio, non vi può essere né fermezza, né vero bene, perciò non voler più turbare il mio ed il tuo riposo. Ed invece sii più riconoscente."

 

43 - 14.09.1906 - Gesù si sente molto offeso con chi dice male di chi Lo ama. L’aiuto di Luisa alla Redenzione come vittima.

(…) (Gesù:) "Nessuno che me la tocchi, perché toccando chi mi ama mi sento più offeso che se toccasse me direttamente, e vi farò vedere come so prendere difesa di chi tutta a Me si dona, e della loro innocenza." (…)

(Luisa:) "Adorabile mio bene, se quando soffriste la crocifissione tutte le anime tenevano posto nella vostra Umanità, ed il mio posto in qual punto vi si trovava?"

E Lui: "Figlia mia, il posto delle anime amanti era nel mio cuore, tu poi, oltre di tenerti nel cuore, dovendo coadiuvare alla Redenzione con lo stato di vittima, ti tenevo in tutte le mie membra, come in aiuto e sollievo."

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

30 https://www.dropbox.com/s/a3onr0x84tz5my9/30.Vol%2C07%20-%2012.07.1906.mp3?dl=0

 

31 https://www.dropbox.com/s/9u346eoa3ljgw6o/31.Vol.07%20-%2017.07.1906.mp3?dl=0

 

32 https://www.dropbox.com/s/pju6a93dxl13z1l/32.Vol.07%20-%2021.07.1906.mp3?dl=0

 

33 https://www.dropbox.com/s/utxr3vylng2dgsl/33.Vol.07%20-%2027.06.1906.mp3?dl=0

 

34 https://www.dropbox.com/s/vsmqyv4qeahb57y/34.Vol.07%20-%2028.07.1906.mp3?dl=0

 

35 https://www.dropbox.com/s/uk8ywt6z160x7xq/35.Vol.07%20-%2031.07.1906.mp3?dl=0

 

36 https://www.dropbox.com/s/xa2tq5vw21i72l3/36.Vol.07%20-%2008.08.1906.mp3?dl=0

 

37 https://www.dropbox.com/s/9yboeez5fsv6era/37.Vol.07%20-%2010.08.1906.mp3?dl=0

 

38 https://www.dropbox.com/s/vcyppgcw850q05s/38.Vol.07%20-%2011.08.1906.mp3?dl=0

 

39 https://www.dropbox.com/s/37kcc8bvf0lkhfg/39.Vol.07%20-%2025.08.1906.mp3?dl=0

 

40 https://www.dropbox.com/s/xacb3mizmje7a8m/40.Vol.07%20-%2002.09.1906.mp3?dl=0

 

41 https://www.dropbox.com/s/atrf5u2izlvj7xi/41.Vol.07%20-%2011.09.1906.mp3?dl=0

 

42 https://www.dropbox.com/s/9cut6lqm8gas19j/42.Vol.07%20-%2012.09.1906.mp3?dl=0

 

43 https://www.dropbox.com/s/4bwe6gj7xxytimk/43.Vol.07%20-%2014.09.1906.mp3?dl=0

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13 - 29.04.1906 - I pregi dell’anima vuota.

(…) "Figlia mia, l’anima vuota è come l’acqua che corre, corre sempre ed allora si ferma quando giunge al centro da dov’è uscita, e siccome l’acqua non tiene colore, riceve in sé tutti i colori che in essa si rappresentano. Così l’anima vuota corre, corre sempre verso il centro divino da dove usci, ed allora si ferma quando giunge a riempirsi tutta, tutta di Dio, perché essendo vuota niente le sfugge dell’Essere Divino, e siccome non tiene colore proprio, riceve in sé tutti i colori divini. Or, la sola anima vuota, perché vuota di tutto, comprende le cose secondo la verità, quindi: La preziosità del patire, il vero bene della virtù, la sola necessità dell’Eterno, perché per amare una cosa è assoluta necessità che si odi quella cosa contraria alla cosa che si ama; e la sola anima vuota è quella che giunge a tanta felicità."

 

14 - 04.05.1906 - Dubbi e pene di Luisa; anche queste cose lei deve scriverle. Gesù vuole che sia più precisa, più esatta nello scrivere e che dica tutto, perché servirà per gli altri.

(…) (Gesù:) "Figlia mia, voglio che sia più precisa, più esatta, che manifesti tutto nello scrivere, ché molte cose le fai passare innanzi, sebbene che per te prendi senza scrivere, ma molte cose serviranno per gli altri." (…)

 

15 - 06.05.1906 - Ogni cosa dell’anima deve essere alimentata ed animata da Dio. Le maledizioni degli uomini e le maledizioni di Dio.

(…) "Figlia mia, il pane materiale è cibo e vita del corpo, e non c’è particella del corpo che non riceva vita da questo pane; così Dio è cibo e vita dell’anima, e non ci dev’essere particella che non dovrebbe prendere vita e cibo da Dio, cioè, animare tutto sé in Dio, come nutrire i suoi desideri in Dio, gli affetti, le inclinazioni, l’amore, farle prendere vita e cibo in Dio, in modo che nessun altro cibo dovrebbe gustare che Dio solo. Ma oh! quanti fanno cibare la loro anima d’ogni sorta di sporcizia?"

Detto ciò è scomparso, e mi son trovata dentro d’una chiesa, e pareva che varie persone dicevano: "Maledetto, maledetto", come se volessero maledire il Signore benedetto, ed anche le stesse creature. Io non so come comprendevo tutto il peso di quelle maledizioni, come significassero distruzione di Dio e di loro stesse e ne piangevo amaramente per queste maledizioni. (…)

 

16 - 07.05.1906 - Gesù vive in Luisa come in un’altra sua Umanità, a motivo dello stato di vittima.

Questa mattina, avendo fatto la comunione, vedevo il benedetto Gesù nel mio interno ed io gli dicevo: "Diletto mio, uscite da dentro, venite fuori, acciocché vi possa stringere, baciare e parlarvi." E Lui facendomi cenno con la mano mi ha detto: "Figlia mia, non voglio uscire, sto bene in te, perché se esco dalla tua umanità, l’umanità contiene tenerezza, compassione, debolezza, timore, sarebbe come se uscissi da dentro la mia Umanità vivente, perché occupando tu l’istesso mio uffizio di vittima, dovrei far sentire a te il peso delle pene altrui, e quindi risparmiarli. Uscirò, sì, ma non da dentro di te, ma fuori da Dio senza Umanità e la mia giustizia farà il suo corso come si conviene a castigare le creature." (…)

 

17 - 15.05.1906 - L’anima è come una spugna; se si svuota di sé, s’impregna tutta di Dio.

(…) "Figlia mia, è un continuo reprimere che l’anima deve fare a sé stessa, perché l’anima è come una spugna, se reprime sé stessa s’impregna di Dio, e impregnandosi di Dio, sente la vita di Dio in sé stessa, e quindi l’amore alla virtù, tendenze sante, si sente espugnata sé stessa e trasformata in Dio, e se non reprime sé stessa, resta impregnata di sé stessa, e quindi sente tutti gli effetti che contiene la corrotta natura, tutti i vizi escono a far capolino, la superbia, l’invidia, la disubbidienza, l’impurità, ecc. ecc."

 

18 - 18.05.1906 - Luisa soffre come un’altra Umanità di Gesù, affinché Lui possa riposare.

(…) "Diletta mia, non voler turbare il mio riposo. No mi dici tu di voler soffrire invece mia, e di voler soffrire nella tua umanità tutto ciò che io doveva soffrire nella mia Umanità se fosse vivente, intendendo di ristorare le mie membra sofferenti con le tue sofferenze, soffrendo tu per lasciarmi libero? Onde mentre tu soffri, Io mi riposo." (…)

 

19 - 13.06.1906 - Luisa farebbe tutti gli spropositi, pur di essere più vicina a Gesù e quindi essere più amata.

(…) Onde questa mattina, quando appena l’ho visto, mi son sentita trasportare fuori di me; e non so dire bene se fosse paradiso, stavano molti santi, tutti incendiati d’amore, e la meraviglia era che tutti amavano, ma l’amore d’uno era distinto dall’amore dell’altro; io però, trovandomi con questi, cercavo di distinguermi e sorpassarli tutti nell’amore, volendo essere la prima di tutti ad amarlo, non soffrendo il mio cuore, troppo superbo, che gli altri mi uguagliassero, perché mi pareva di vedere che chi più ama è più vicina a Gesù, ed è più amata da Lui. Oh! l’anima darebbe a tutti gli eccessi, non curerebbe né vita, né morte, né pensa se le conviene o no, insomma farebbe anche degli spropositi per ottenere questo intento, d’essere a Lui più vicina e d’essere amata un tantino di più dal suo sommo ed unico Bene. (…)

 

20 - 15.06.1906 - Tutto ciò che fa Dio e tutto ciò che fa la creatura riceve vita dall’Amore. La creatura, amando rettamente, dovrebbe ritornare a Dio.

(…) "Figlia mia, tutta la vita divina si può dire che riceve vita dall’amore: L’amore la fa generare, l’amore la fa produrre, l’amore la fa creare, l’amore la fa conservare e dà continua vita a tutte le sue operazioni, sicché se non avesse amore, non opererebbe o non avrebbe vita. Or le creature non sono altro che scintille uscite dal gran fuoco d’amore, Iddio, e la loro vita riceve vita ed attitudine d’operare da questo scintilla, sicché anche la vita umana riceve vita dall’amore; però non tutti se ne servono per amare ed operare il bello, il buono, il tutto, ma trasformano questa scintilla: Chi in amare sé stesso, chi le creature, chi le ricchezze, e chi finanche le bestie, con sommo dispiacere del loro Creatore, che avendo spiccate queste scintille dal suo gran fuoco, agogna di riceverle tutte in Sé un’altra volta, più ingrandite, come altrettante immagini della sua vita divina; pochi sono quelli che corrispondono all’imitazione del loro Creatore …”.

 

21 - 20.06.1906 - La crocifissione che soffre Luisa in corpo e anima, stando rassegnata e inabissata nel D. Volere, la trasfigura in una fiamma di luce, pronta ad essere assorbita nella Luce Divina.

(…) "Figlia mia, tutto deve ridursi ad un punto solo, cioè: Diventare tutto una fiamma, e questa fiamma trafilata, premuta, battuta, ne esce una luce purissima, non come luce di fuoco, ma di sole, tutta simile alla luce che mi circonda, e l’anima diventata luce non può stare lontana dalla luce divina, anzi la mia luce l’assorbe in sé stessa e la trasporta in Cielo. Perciò coraggio, è la completa crocifissione d’anima e corpo; non vedi che la tua luce è già per spiccarsi dalla fiamma, e la mia luce l’attende per assorbirla?" (…)

 

22 - 22.06.1906 - La veste di Gesù, che protegge il mondo, è stata comunicata a Luisa come vittima, per aver preso parte alla sua Passione. Adesso Gesù è sul punto di ritirarla a Sé.

Continuando il mio stato di sofferenze sempre più, il benedetto Gesù è venuto per un poco e mi faceva vedere una veste tutta abbellita, ed intera senza cucitura ed apertura, che stava sospesa sopra la mia persona. Mentre ciò vedevo mi ha detto: "Diletta mia, questa veste è simile alla mia veste, comunicata a te per averti partecipato le pene della mia Passione, e per averti eletto per vittima; questa veste copre, protegge il mondo, ed essendo sana, nessuno sfugge della sua protezione, ma il mondo coi suoi abusi, non merita più che questa veste li coprisse, e così farli sentire tutto il peso dell’ira divina. Ed io sto per tirarla a Me, per poter sfogare la mia giustizia da molto tempo contenuta da questa veste." (…)

 

23 - 23.06.1906 - L’ubbidienza non permette a Luisa di morire e lei vive in uno stato amarissimo di morte continua, mentre è oggetto di contesa tra il Signore, che la vuole portare, e il Confessore, che non vuole.

(…) Onde trovandomi nel mio solito stato vedevo Nostro Signore, ed il confessore che lo pregava che non mi facesse morire. Io temendo che gli desse retta, piangevo, ed il Signore ha detto: "Figlia, statti cheta, non affliggermi col tuo pianto, Io ho tutta la ragione di portarti, perché voglio flagellare il mondo, e per riguardo di te e delle tue sofferenze mi sento come legato. Il confessore ha pure ragione di volerti tenere in terra, perché povero mondo, povero Corato, nello stato in cui si trova, che cosa ne sarà di esso se nessuno lo protegge, ed anche per lui stesso, perché stando tu, Io me ne servo per mezzo tuo, quando direttamente dicendo qualche cosa che gli riguarda, e quando indirettamente di richiamarlo, quando di spingerlo, quando di distornarlo di far cosa che a Me non piacesse; onde chiamandoti a Me, me ne servirò per mezzo delle sofferenze. Però, coraggio, che come stanno le cose, Io mi sento più disposto a contentare te che il confessore, ed Io stesso saprò cambiare la sua volontà." (…)

 

24 - 24.06.1906 - (Continua lo stesso argomento). Amarezza di Luisa per questa ubbidienza.

(…) La mia povera umanità la sentivo al vivo e andava barbottando contro l’ubbidienza. La mia povera anima me la sentivo come sotto d’un torchio e non mi sapevo decidere. In questo mentre è venuto Nostro Signore con un arco di luce fra le sue mani, ed è uscita una falce anche di luce e toccava l’arco che Gesù benedetto teneva fra le sue mani, e l’arco toccato è restato assorbito in Cristo, ed è scomparso senza darmi tempo di dire ciò che voleva l’ubbidienza. Io comprendevo che l’arco era l’anima mia e la falce la morte.

 

25 - 26.06.1906 - Gesù Bambino conforta Luisa, dandole nuova forza.

(…) …ed essendo venuto il bambino Gesù, gli ho detto le mie amarezze sopra l’ubbidienza, e Lui mi carezzava, mi compativa e mi dava tanti baci. In questi baci m’infondeva un alito di vita, e trovandomi in me stessa sentivo come rinvigorita la mia umanità. (…)

 

26 - 02.07.1906 - Luisa ha formato con le sue sofferenze un anello bellissimo a Gesù.

(…) In questo mentre mi mostrava la sua mano, tenendo al dito un bellissimo anello con una gemma bianca, e da questa gemma pendevano tanti anellini d’oro intrecciati, che formavano un bell’ornamento alla mano di Nostro Signore, e Lui lo andava mostrando, tanto gli piaceva, e poi ha soggiunto: "Questo me l’hai fatto tu in questi giorni scorsi per mezzo delle tue sofferenze, ed Io te ne sto preparando un’altro più bello per te."

 

27 - 03.07.1906 - La D. Volontà è riposo dell’anima e riposo di Dio nell’anima; è Paradiso dell’anima sulla terra e lei forma un Paradiso a Dio sulla terra.

(…) "Diletta mia, l’anima che vive nella mia Volontà riposa, perché la Volontà Divina fa tutto per essa, ed Io, mentre opera per essa, vi trovo il più bel riposo, sicché la Volontà di Dio è riposo dell’anima e riposo di Dio nell’anima. E l’anima, mentre riposa nella mia Volontà, vi sta sempre attaccata alla mia bocca, e vi succhia in sé stessa la vita divina, formandone suo cibo continuo. La Volontà di Dio è il paradiso dell’anima in terra, e l’anima che fa la Volontà di Dio viene a formare il paradiso a Dio sulla terra. La Volontà di Dio è la sola chiave che apre i tesori dei segreti divini, e vi acquista tale dimestichezza nella casa di Dio, da dominare come se fosse padrona." (…)

 

28 - 08.07.1906 - Luisa, diventata tutta luce simile all’immagine di luce di Gesù, è attirata dall’Alito di Gesù, ma ogni volta è impedita dall’ubbidienza.

(…) (Gesù: ) "Ora sì che sei bella, vieni a Me, non posso stare senza di te; o tu a Me, o Io a te, sei la mia diletta, la mia gioia, il mio contento." (…)

 

29 - 10.07.1906 - Gesù si dà tutto a chi tutto si è dato a Lui.

(…) "Figlia mia, chi tutta a Me si dona, merita che Io tutto a lei mi doni. Eccomi tutto a tua disposizione; quel che vuoi, prendi." (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

13 https://www.dropbox.com/s/a9852kwhm4ydk1p/13.Vol.07%20-%2029.04.1906.mp3?dl=0

 

14 https://www.dropbox.com/s/lyy6ce4kie7ekni/14.Vol.07%20-%2004.05.1906.mp3?dl=0

 

15 https://www.dropbox.com/s/okjeyrennqdg8gp/15.Vol.07%20-%2006.05.1906.mp3?dl=0

 

16 https://www.dropbox.com/s/k46rq3xtraw73ty/16.Vol.07%20-%2007.05.1906.mp3?dl=0

 

17 https://www.dropbox.com/s/pbsj565s5aqrtko/17.Vol.07%20-%2015.05.1906.mp3?dl=0

 

18 https://www.dropbox.com/s/7rlihs2qasgsr2i/18.Vol.07%20-%2018.05.1906.mp3?dl=0

 

19 https://www.dropbox.com/s/269ff8wy8s8xm4g/19.Vol.07%20-%2013.06.1906.mp3?dl=0

 

20 https://www.dropbox.com/s/fv3wp6uc52lcvot/20.Vol.07%20-%2015.06.1906.mp3?dl=0

 

21 https://www.dropbox.com/s/3k61s0u1q0r6x8g/21.Vol.07%20-%2020.06.1906.mp3?dl=0

 

22 https://www.dropbox.com/s/qp2rkqj73guglw6/22.Vol.07%20-%2022.06.1906.mp3?dl=0

 

23 https://www.dropbox.com/s/ib9s8i7qw0j5kv8/23.Vol.07%20-%2023.06.1906.mp3?dl=0

 

24 https://www.dropbox.com/s/orcv32n5mtkq1q8/24.Vol.07%20-%2024.06.1906.mp3?dl=0

 

25 https://www.dropbox.com/s/b0gowwb573vrusl/25.Vol.07%20-%2026.06.1906.mp3?dl=0

 

26 https://www.dropbox.com/s/a85c3dg8v9jwpik/26.Vol.07%20-%2002.07.1906.mp3?dl=0

 

27 https://www.dropbox.com/s/mpap99e88f8sdjt/27.Vol.07%20-%2003.07.1906.mp3?dl=0

 

28 https://www.dropbox.com/s/sw3ho8hf0oj9thr/28.Vol.07%20-%2008.07.1906.mp3?dl=0

 

29 https://www.dropbox.com/s/ce8rkyxjisv478o/29.Vol.07%20-%2010.07.1906.mp3?dl=0

 

 

 

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1 - 30.01.1906 - Costanza e perseveranza.

(…) "Figlia mia, quanto è necessario che l’anima sia costante nel fare il bene che ha incominciato, perché sebbene tiene principio, ma non avrà fine, e non avendo fine è necessario che si uniformi ai modi dell’Eterno Iddio. Iddio è giusto, è santo, è misericordioso, è Colui che contiene tutto; ma forse un sol giorno? No, sempre, sempre, sempre, così l’anima non deve essere un giorno paziente, umile, ubbidiente, e un altro giorno impaziente, superba, capricciosa. Queste sono virtù spezzate, è un mescolare nero e bianco, luce e tenebre, tutto è disordine, tutto è confusione, modi, tutti dissimili dal suo Creatore. In detta anima, c’è guerra continua, perché le passioni le fanno guerra, ché vedendosi nutrite spesso spesso, sperano d’essere loro la vittoria; i demoni, le creature ed anche le stesse virtù, vedendosi deluse le fanno guerra accanita e finiscono col nausearla. Se si salvano dette anime, oh! quanto avrà da lavorare il fuoco del purgatorio. Invece per l’anima costante tutto è pace, già la sola costanza fa stare tutto a posto, già le passioni si sentono morire, e chi è che essendo vicino a morire pensa di far guerra a nessuno? La costanza è spada che mette tutto in fuga, è catena che lega tutte le virtù, in modo che si sente da esse carezzata continuamente, ed il fuoco del purgatorio niente lavorerà, perché la costanza ha ordinato tutto e l’ha fatto simili ai modi del Creatore."

 

2 - 09.02.1906 - L’unione delle opere umane con quelle di Gesù è garanzia di salvezza.

(…) "Figlia mia, l’unione delle opere umane con le mie, è garanzia per salvarsi, perché se due persone lavorano in un medesimo terreno, il lavorare in quel terreno è garanzia che ambedue dovranno raccogliere; così chi unisce le sue opere con le mie, è come se lavorasse nel mio terreno, quindi non dovrà raccogliere nel mio regno? Forse dovrà lavorare unito con Me nel mio terreno, e dovrà raccogliere in un regno a Me del tutto estraneo? No, certo."

 

3 - 12.02.1906 - Superiorità del vivere nella D. Volontà su tutte le virtù.

(…) "Figlia mia, tutte le altre virtù nelle creature fabbricano un muro di determinata altezza, ma il muro dell’anima che vive nella Volontà di Dio è un muro tant’alto e profondo, che non si trova né la profondità, né l’altezza, ed è tutto d’oro puro e massiccio, non soggetto a nessun malanno, perché essendo questo muro nel Volere Divino, cioè in Dio, Iddio stesso lo custodisce, e contro Dio non c’è potenza che vaglia, e l’anima mentre vive in questo Volere Divino, viene rivestita d’una luce tutta simile a Colui in cui vive, tanto, che anche in Cielo risplenderà più di tutti gli altri, da essere agli stessi santi occasione di maggiore gloria. Ah! figlia mia, pensaci un po’ che ambiente di pace, di beni contiene la sola parola: "Volontà di Dio", già solo che l’anima pensi di voler vivere in questo ambiente, già si sente cambiata, sente un’aria divina che l’investe, si sente sperdere l’essere umano, si sente divinizzata; da impaziente, paziente; da superba, umile, docile, caritatevole, ubbidiente; insomma, da povera ricca; già tutte le altre virtù sorgono a farle corona a questo muro alto che non tiene confine; perché come Iddio non tiene confine, così l’anima resta sperduta in Dio, e perde i confini propri ed acquista i confini della Volontà di Dio."

 

4 - 23.02.1906 - Gesù visse crocifisso nella Volontà del Padre. Che cosa è il peccato.

(…) "Figlia mia, non furono le sole mani e piedi che furono inchiodati in croce, ma tutte le particelle della mia Umanità, dell’anima e della Divinità restarono inchiodate tutte nella Volontà del Padre, perché la crocifissione fu Volontà del Padre, perciò restai tutto nella sua Volontà inchiodato e trasmutato, e ciò era necessario, perché che cosa è il peccato se non un ritirarsi dalla Volontà di Dio, da tutto ciò ch’è buono e santo che Dio ci ha dato, credersi da per sé stesso qualche cosa, ed offendere il proprio Creatore. Ed io, per riparare quest’audacia e questo idolo proprio che si fa la creatura di sé stessa, volli sperdere del tutto la mia volontà e vivere della Volontà del Padre a costo di grande sacrifizio."

 

5 - 28.02.1906 - L’onore più grande che la creatura può dare al Creatore è il dipendere in tutto dalla sua Volontà; allora Dio le comunica la sua Grazia, affinché la creatura prenda possesso di tutte le qualità divine.

(…) "Figlia mia, l’onore più grande che la creatura può dare a Dio come Creatore, è il dipendere in tutto dalla sua Volontà Divina, ed il Creatore vedendo che la creatura fa il suo dovere di creatura verso del Creatore, le comunica la sua Grazia." E mentre ciò diceva, usciva una luce da Gesù benedetto e faceva comprendere il modo come comunica la Grazia. Ed io comprendevo così: Che l’anima, per esempio, sente in sé stessa un annientamento di sé stessa, vede il suo nulla, la sua miseria, inabilitata a fare ombra di bene, ora, mentre si sente in questo modo, Iddio comunica la sua Grazia, e la Grazia della verità, sicché l’anima scorge in tutto la verità senza inganno, senza tenebre, ed ecco ciò che Dio è per natura: Verità eterna che non può ingannare, né essere ingannata, l’anima diventa per Grazia, ossia, l’anima sente un distacco dalle cose della terra, vede la loro fugacità, instabilità, come tutto è falso, tutto marciume, che meritano d’essere abborrite anziché amate. Iddio mentre l’anima si sente in questo stato, comunica la sua Grazia, e la Grazia del vero amore e dell’amore eterno; comunica la sua bellezza, in modo da fare impazzire l’anima amante, e l’anima resta ripiena dell’amore e della bellezza di Dio; ed ecco, ciò che Dio è per natura: Amore e bellezza eterna, l’anima diventa per Grazia, e così di tutte le altre virtù divine, che se volessi dire tutto, andrei troppo per le lunghe; solo aggiungo che la Grazia previene l’anima, la eccita, ma allora si comunica ed entra a prendere possesso quando le mastica quelle verità e come cibo se le inviscera nel proprio seno, perciò non tutti ricevono gli effetti detti di sopra, perché come lampi se le fanno sfuggire dalla mente e non ne fanno posto.

 

6 - 04.03.1906 - Il contrasto interiore che tormenta Luisa lo soffre anche Gesù.

Continuando il solito mio stato, stavo dicendo tra me stessa: "Signore, manifestatemi la vostra Volontà, se devo o no stare in questo stato. Che ci perdete? Un sì o un no che dovete dire." Mentre ciò dicevo, il benedetto Gesù si è fatto sentire nel mio interno, e mi ha detto: "Figlia mia, dico che voglio che esci da questo stato di vittima, ma se lo fai, guai!" Ed io: "Se Voi stesso mi dite che vorreste che esca, non devo farlo?" E Lui: "Devo dirtelo, spingerti, violentarti, e non devi farlo, perché una figlia che sta sempre con suo padre deve conoscere il temperamento del padre, il tempo, la causa; deve tutto ben bene ponderare, e se ciò occorre deve dissuadere il proprio padre di darle quel comando." Ed io: "Non l’ho fatto perché l’ubbidienza non vuole."

E Lui senza darmi tempo: "E se te lo permettono, povero a colui che ciò farà!" Io nel sentire ciò ho detto: "Signore, pare che questa volta volete tentarmi e crearmi tanti imbarazzi; io stessa non so più come regolarmi." E Lui: "Ho voluto un po’ scherzare con te; non scherzano qualche volta gli sposi fra loro, ed io non potevo fare altrettanto?"

 

7 - 05.03.1906 - Amarezza di Gesù per un uomo che si era suicidato. Quanto ha sofferto Gesù per la superbia umana.

(…) (Luisa:) In questo mentre, vedevo un’uomo che preso da disperazione e dalla stima propria di sé stesso, si suicidava, e questo nel nostro paese. Il bambino me ha detto: "Non posso contenerla tanta amarezza, ricevene tu la parte." Ed ha versato nella mia bocca un poco della sua amarezza. Io son corsa da quell’uomo per aiutarlo a pentirsi del male che aveva fatto, i demoni prendevano quell’anima e la mettevano sul fuoco e la volgevano e rivolgevano come se l’arrostissero. (…)

Il benedetto Gesù è ritornato con la corona di spine e tanto addentrata nella testa, che le spine parevano fin dentro alla bocca, e mi ha detto: "Ah, figlia mia, eppure molti non lo credono, che le spine penetrarono fin dentro alla bocca. E’ tanto brutto il peccato della superbia, che è veleno all’anima, che l’uccide; siccome chi tiene una cosa attraverso alla bocca, impedisce che passe alcun cibo nel corpo per darle vita; così la superbia impedisce la vita di Dio nell’anima; perciò volli tanto soffrire per la superbia umana; e con tutto ciò, la creatura giunge a tanta superbia, che ubbriaco di superbia perde la conoscenza di sé stesso e giunge ad uccidersi il corpo e l’anima." (…)

 

8 - 09.03.1906 - Quante disgrazie, perché l’uomo vive senza Dio ed è stanco di se stesso.

Continuando il mio solito stato, quando appena vedevo il benedetto Gesù e tant’anime purganti che Gesù Cristo mandava in aiuto dei popoli, nei quali pareva che dovevano succedere tante disgrazie di malattie contagiose, ed in qualche punto di terremoti; poi chi si uccideva, chi si gettava nei pozzi, nei mari, e chi uccideva altri, pare l’uomo stanco di sé stesso, perché senza Dio non sente la forza di continuare la vita. Oh! Dio, quanti castighi, e quante migliaia di persone saranno vittime di questi flagelli.

 

9 - 13.03.1906 - Se l’anima sente la necessità di Gesù è perché Gesù sente la necessità di essa.

(…) (Luisa:) "Signore, non vedi che mi sento mancare la vita? Sento tanta necessità di Te, che se Tu non vieni, mi sento distruggere il mio essere, non mi negare ciò che mi è assolutamente necessario; non vi chieggo baci, carezze, favori, ma solo la necessità." Mentre ciò dicevo, me son trovata tutta assorbita in Lui, tutto il mio essere sperduto in modo che non potevo fare altro e vedere altro, che quello che faceva, vedeva Lui stesso. Mi sentivo beata, felice, tutte le mie potenze assonnate, ossia come uno che va nel profondo del mare che tutto è acqua, e se fa per guardare, guarda l’acqua; se parla, l’acqua l’impedisce la parola e vi entra fin nelle viscere; se sente, è il mormorio delle acque che le entra per le orecchie, con questa differenza, che nel mare c’è pericolo della vita, non si sente né felice né beata, ed in Dio si riacquista la vita divina, felicità e beatitudine. Onde il benedetto Gesù mi ha detto: "Figlia mia, se tu non puoi stare senza di Me, tanto ti sono necessario, è segno che tu sei necessaria al mio amore, perché a secondo che uno si rende necessario ad uno, é segno che quello è necessario all’altro; perciò, sebbene qualche volta pare che non debbo venire e tu ci stenti, e veggo la necessità che hai di Me, a seconda che cresce in te la necessità, cresce anche in Me, e dico tra Me: Ma me lo vado a prendere questo sollievo al mio amore. E’ perciò che dopo aver tu stentato, Io ci vengo."

 

10 - 17.04.1906 - A causa del peccato, il Signore non ha più dove riposare nella sua Creazione e perciò gli elementi si ribellano contro l’uomo.

(…) (Luisa:) …e non vedevo altro che fuoco, pareva che si apriva la terra e minacciava ingoiare in sé città, monti ed uomini, pareva che il Signore vorrebbe distruggere la terra, ma in modo speciale pareva a diversi tre punti, uno distante dall’altro, e qualcuno di questi anche in Italia; pareva tre bocche vulcaniche, che chi mandava fuoco ed allagava le città, e dove si apriva la terra e succedevano orribili scosse di terremoti; io non capivo tanto bene se stavano succedendo o pure dovranno succedere; quante rovine. Eppure, la causa di ciò è il solo peccato, e l’uomo non vuole arrendersi, pare che l’uomo si è messo contro Dio, e Dio armerà gli elementi contro dell’uomo, l’acqua, il fuoco, il vento e tante altre cose, e faranno morire molti e moltissimi, che spavento, che raccapriccio! (…)

(Gesù:) "Figlia mia, non trovo più dove riposare nella mia creazione. Fammi riposare in te e tu riposati in Me e taci."

 

11 - 25.04.1906 - Quanto soffre il Signore nella sua Bontà, non volendo castigare l’uomo.

(…) "Figlia mia, quanto me ne fanno le creature, che sete di peccati che hanno, che sete di sangue; non vorrei fare altro che sviscerare la terra ed incendiarli tutti." (…)

 

12 - 26.04.1906 - Non possono succedere veri castighi dove cè un cuore che ama per tutti, che loda, ringrazia, ripara e intercede per tutti.

(…) "Come possono succedere cose gravi di rovine, di morire gente, dove c’è un cuore che ama per tutti? Al più si potrà sentire qualche scossa, senza danno notabile."

Io nel sentire un cuore che ama per tutti, mi son sentita come piccata, ed io stessa non so dire come sono uscita a dirlo: "Che dite, un cuore che ama per tutti? Non solo che ama per tutti, ma che ripara per tutti, che soffre, che ringrazia, che loda, che adora, che rispetta la santa legge per tutti; perché io non lo credo vero amore verso la persona amata se non gli rende l’amore e tutta la soddisfazione che gli dovevano rendere gli altri, in modo che in quella persona deve trovare tutto il bene ed il contento che doveva trovare in tutti." (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

1 https://www.dropbox.com/s/23i7hk9di46sm9m/01.Vol.07%20-%2030.01.1906.mp3?dl=0

 

2 https://www.dropbox.com/s/22zp5s9ycd4tsu8/02.Vol.07%20-%2009.02.1906.mp3?dl=0

 

3 https://www.dropbox.com/s/ubxkhsat1i3e1k1/03.Vol.07%20-%2012.02.1906.mp3?dl=0

 

4 https://www.dropbox.com/s/z7ek9ds3wjwr1p2/04.Vol.07%20-%2023.02.1906.mp3?dl=0

 

5 https://www.dropbox.com/s/5mt94f2zh2uhqim/05.Vol.07%20-%2028.02.1906.mp3?dl=0

 

6 https://www.dropbox.com/s/6azmwiap3abpjvw/06.Vol.07%20-%2004.03.1906.mp3?dl=0

 

7 https://www.dropbox.com/s/v4nwnperdttb2xt/07.Vol.07%20-%2005.03.1906.mp3?dl=0

 

8 https://www.dropbox.com/s/k1x1dxn43s0ru6r/08.Vol.07%20-%2009.03.1906.mp3?dl=0

 

9 https://www.dropbox.com/s/1ua4casffziupv6/09.Vol.07%20-%2013.03.1906.mp3?dl=0

 

10 https://www.dropbox.com/s/fdiddw9szfbus2a/10.Vol.07%20-%2017.04.1906.mp3?dl=0

 

11 https://www.dropbox.com/s/2pcoifmwoc2655x/11.Vol.07%20-%2025.04.1906.mp3?dl=0

 

12 https://www.dropbox.com/s/4km4ipc8rqj8fwy/12.Vol.07%20-%2026.04.1906.mp3?dl=0