19-5-2017  SUNTO4 LIBRO DI CIELO

181 - 06.03.1903 - Gesù la porta a vedere il mondo e dice "ecce homo." Dopo aver molto stentato, il benedetto Gesù si faceva vedere da dentro il mio interno dicendomi: "Vogliamo andare a vedere se le creature mi vogliono." Ed io: "Sicuro che vi vorranno, essendo voi l'Essere più amabile, chi avrà ardire di non volervi?" E Lui: "Andiamo e poi vedrai quello che faranno." Ci siamo andati e quando siamo giunti ad un punto dove ci stavano molta gente, è uscita la sua testa da dentro il mio interno ed ha detto quelle parole che disse Pilato quando lo mostrò al popolo: Ecce Homo. E comprendevo che quelle parole significavano se volevano che il Signore regnasse per loro Re, ed avesse il dominio nei loro cuori, nelle menti, ed opere; e quelli risposero: "Toglietelo, non lo vogliamo, anzi crocifiggetelo, acciocché sia distrutta ogni sua memoria." Oh! quante volte si ripetono queste scene. Onde il Signore ha detto a tutti: "Ecce Homo." Nel dire ciò è successo un mormorio, una confusione, chi diceva: Non lo voglio per mio Re, voglio la ricchezza; un'altro il piacere, un'altro l'onore, chi le dignità, e chi tante altre cose. Con ribrezzo ascoltavo queste voci, ed il Signore mi ha detto: "Hai inteso come nessuno mi vuole, eppure questo è niente; volgiamoci al ceto religioso e vediamo se mi vogliono." Onde mi son trovata in mezzo ai sacerdoti, vescovi, religiose, devote; e Gesù con voce sonora ha ripetuto: "Ecco Homo". E quelli dicevano: "Lo vogliamo, ma vogliamo anche il nostro comodo, altri, lo vogliamo, ma unito all'interresse. Rispondevano altri: Lo vogliamo ma unito alla stima, l'onore; che se ne fa un religioso senza stima? Replicavano altri: Lo vogliamo, ma unito a qualche soddisfazione di creatura, come si può vivere solo e senza che nessuno ci soddisfaccia, e certuni giungevano a volere al meno la soddisfazione nel sacramento della confessione, ma solo solo quasi nessuno lo voleva, non mancando pure che qualch'uno non si curasse affatto di Gesù Cristo." Onde tutto afflitto mi ha detto: "Figlia mia, ritiramoci, hai visto come nessuno mi vuole, o al più mi vogliono unito con qualche cosa che loro piace, Io non mi contento di questo, perché il vero regnare è quando si regna solo." Mentre ciò diceva mi sono trovata in me stessa. 182 - 09.03.1903 - Dio dà la sua Grazia agli umili, ma resiste ai superbi". Il segno che l'anima vive in Grazia. La non corrispondenza alla Grazia. (…) (Gesù:) "Padre Santo, glorifica il nome tuo, confondi e nasconditi ai superbi e manifestati agli umili, perché il solo umile ti riconosce per suo Creatore, e si riconosce per tua creatura." (…) "Figlia mia, se un corpo è vivo, si conosce dal calore interno continuo, che si può dare, che mediante qualche calore esterno può riscaldarlo, ma non venendo dalla vera vita, ritorna subito a raffreddarsi. Così l'anima si può conoscere se è viva alla grazia, se la sua vita interna è viva nell'operare, all'amarmi, se sente la forza della mia stessa vita nella sua; se poi, è per qualche causa estrinseca che se accalora, fa qualche bene e poi si raffredda, ritorna ai vizi, commette le solite debolezze, c'è gran certezza ch'è morta alla grazia, oppure sta negli ultimi estremi di vita. Così si può conoscere se veramente sono Io che vado all'anima, se sente la mia grazia nel suo interno e tutto il suo bene si fonda nel suo interno; se poi è tutto esterno e niente avverte nel suo interno di bene, ci può essere l'opera del demonio." (…)"Figlia mia, quanto può essere terribile per quelle anime che sono state molto fecondate dalla mia grazia, e non hanno corrisposto. La nazione Ebrea, la più prediletta, la più fecondata, eppure la più sterile, e tutta la mia persona non fece quel frutto che fece Paulo nelle altri nazioni, meno fecondate ma più corrispondente, perché l'incorrispondenza alla grazia accieca l'anima e la fa travedere e la dispone all'ostinazione, anche di fronte di qualunque miracolo." 183 - 12.03.1903 - Lo stato in cui Luisa si trova come vittima (cioè, sola, abbandonata e dovendo pressare Gesù ad accettarla ancora come vittima), è prendere parte alla Vita di Gesù. (…) (Luisa) "Dolce mia vita, come sola mi avete lasciato, quando tu mi mettesti in questo stato tutto fu unione, e tutto fu combinato insieme, e con dolce forza tutta a te mi tirasti. Oh! come si è cambiata la scena, non solo mi hai abbandonato, non solo non mi fai nessuno sforzo per tenermi in quello stato, ma son costretta a farvi un continuo sforzo per non uscire da questa posizione, e questo sforzarvi è per me un continuo morire." (…) "Figlia mia, lo stesso ha successo quando nel concistoro della Sacrosanta Trinità si decretò il mistero della Incarnazione per salvare l'uman genere, ed Io unito con la loro Volontà accettai e mi offrii vittima per l'uomo; tutto fu unione tra loro e tutto combinato insieme, ma quando mi misi all'opera vi giunse un punto, specie quando mi trovai nell'ambiente delle pene, degli obbrobri, carico di tutte le scelleraggini delle creature, vi restai solo ed abbandonato da tutti, fin dal mio caro Padre; non solo, ma così carico di tutte le pene come stavo dovevo sforzare l'Onnipotente che accettassi e che mi facesse continuare il mio sacrifizio per la salvezza di tutto il genere umano, presente e futuro. E questo l'ottenni, il sacrifizio dura ancora, lo sforzo è continuo, sebbene tutto sforzo d'amore, e vuoi sapere dove e come? Nel sacramento dell'Eucaristia; là il sacrifizio è continuo, perpetuo è lo sforzo che faccio al Padre che use misericordia alle creature ed alle anime per ottenere il loro amore, e mi trovo in continuo contrasto di morire continuamente, sebbene tutte morti d'amore. Quindi, non sei tu contenta che ti metta a parte ai periodi della mia stessa vita?" 184 - 18.03.1903 - Per Gesù, stare sempre nella sua Volontà è più importante del patire o di qualunque altra cosa. Questa mattina avendomi detto il confessore se mi sentisse il desiderio di patire, io gli ho risposto: "Sì, ma mi sentivo più quieta, godevo più pace e contento quando non volevo altro se non ciò che vuole Iddio; perciò in quello volevo fermarmi. Onde dopo, essendo venuto il benedetto Gesù mi ha detto: "Figlia mia, tu hai scelto l'ottimo; perché chi sta sempre nella mia Volontà, mi lega in modo da fare uscire da Me una continua virtù da tenerla in continua attitudine verso di Me; tanto che essa forma il mio cibo ed Io il suo. Invece, ancorché l'anima facesse cose grandi, sante e buone, siccome non è virtù che è uscita da Me, non potrà essermi cibo gustoso, perché non le riconosco per opera della mia Volontà."

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177 - 09.02.1903 - Ai protestanti manca tutto quello che ha la Chiesa Cattolica per salvare gli uomini. Differenza tra chi ama Gesù e chi fa in tutto la sua Volontà. Differenza tra la Creazione e la Redenzione.

Questa mattina, trovandomi fuori di me stessa vedevo il confessore con un’altro sacerdote santo, il quale diceva: “Levati qualunque pensiero di non essere Volontà di Dio la tua posizione.” Poi ha preso il discorso sopra di questi protestanti che dicono di Corato, ed ha detto: “Poco o niente faranno, perché i protestanti non hanno l’amo della verità per pescare i cuori, come l’ha la Chiesa Cattolica, li manca la barca della vera virtù per poterli mettere a salvamento, sono sprovvisti di vele, di remi, d’ancora, quali sono gli esempi ed insegnamenti di Gesù Cristo, e giungono a non avere né un pane come sfamarsi, né acqua per dissetarsi e lavarsi, quali sono i sacramenti, e quel che è più, li manca fino il mare della grazia per potere andare in cerca di pescare le anime. Onde, mancando tutto questo, quali progressi potranno loro fare?” 

(…)  “Figlia mia, chi mi ama si fissa di fronte al centro Divino, ma chi si rassegna e fa in tutto la Volontà Divina, possiede in sé stesso il centro della Divinità.” 

(…) “Nella Creazione formai il mondo materiale, e nella Redenzione formai il mondo spirituale.”

 

178 - 22.02.1903 - Il peccato è veleno e il dolore è l’antidoto che fa risorgere l’opera della Redenzione. Dimensioni della Redenzione nella Vita di Gesù.

(…) “Figlia mia, il peccato offende Dio e ferisce l’uomo, e siccome fu fatto dall’uomo, ed offeso Dio, per ricevere una piena soddisfazione ci voleva un uomo ed un Dio che soddisfacesse. E la trentina degli anni del mio corso mortale soddisfece per le tre età del mondo, per i tre diversi stati di leggi: Di natura, scritta, e di grazia, e per le tre diverse età di ciascun uomo:  Adolescenza, gioventù e vecchiezza. Io per tutti soddisfeci, meritai, ed impetrai; e la mia Umanità serve di scala per salire al Cielo; ma se l’uomo non vi sale questa scala, con l’esercizio delle proprie virtù in vano si provi a salirvi e renderà inutile per sé stesso il mio operato.” 

(…) (Luisa: ) “Signore, dimmi un po’ perché tanto vi piacete quando un’anima s’addolora di avervi offeso.” E Lui: “Il peccato è un veleno che tutta l’anima avvelena e la rende tanto deforme, da farle scomparire in sé stessa la mia immagine, ed il dolore distrugge questo veleno e le restituisce la mia immagine, il vero dolore è un contraveleno, e siccome il dolore distrugge il veleno vi fa un vuoto nell’anima, e questo vuoto lo riempie la mia grazia; ecco la causa del mio piacere, ché veggo risorta per mezzo del dolore l’opera della mia Redenzione.”

 

179 - 23.02.1903 - Gli uomini non vogliono Gesù Cristo come capo e perciò vogliono eliminare il Papa, che lo rappresenta, ma la Chiesa risorgerà più bella e gloriosa dopo la sua passione.

Trovandomi fuori di me stessa, mi son trovata vicino ad un giardino che pareva che fosse la Chiesa, vicino al quale ci stavano persone che macchinavano un’attentato alla Chiesa e al Papa, ed in mezzo a questi ci stava Nostro Signore crocifisso, ma senza testa. Chi può dire la pena, il ribrezzo che faceva nel vedere il suo Santissimo Corpo in quello stato, e comprendevo che gli uomini non vogliono Gesù Cristo per loro capo, e siccome la Chiesa lo rappresenta su questa terra, perciò cercano di distruggere quello che ne fa le veci. Dopo mi son trovata in un’altro luogo, in cui ho trovato altre persone che mi domandavano: “Che ne dici tu della Chiesa?” Ed io, sentendomi una luce nella mente ho detto: “La Chiesa sarà sempre Chiesa, al più potrà lavarsi nel proprio sangue, ma questo lavacro la renderà più bella e gloriosa.” Quelli nel sentire ciò hanno detto: “E’ falso, chiamiamo il nostro dio e vediamo che cosa ne dice.” Onde è uscito un’uomo che superava tutti nell’altezza, con corona in testa, ed ha detto: “La Chiesa sarà distrutta, non esisteranno funzioni pubbliche, al più qualcuna nascosta, e la Madonna non sarà più riconosciuta.” Io nel sentire ciò ho detto: “E chi sei tu che ardisci di dire questo? Non sei tu forse quel serpente condannato da Dio a strisciare la terra? Ed ora ardisci tanto da farti credere re ingannando le genti? Ti comando di farti conoscere per quel che sei.” Mentre ciò dicevo, da alto si è fatto basso basso, ha preso la forma di serpente, e facendo un lampo ha sprofondato; ed io mi son trovata in me stessa.

 

180 - 05.03.1903 - Il Signore alle creature le varie croci dei disinganni per liberarle e riordinarle in Dio. Il giudizio d’amore che fa la Croce.

(…) (Gesù:) “Hai visto la causa perché tengo questo fascio di croci in braccia? L’amore verso le creature me lo costringe a tenerlo, stando in continua attitudine per loro; essendo la croce il primario disinganno ed il primo che giudica l’operato delle creature, in modo che se la creatura si arrende, la croce le farà scansare il giudizio di Dio, tenendomi soddisfatto quando uno in vita si sottopone al giudizio della croce; se poi non si arrende, si troverà nell’ambiente del secondo disinganno della morte, e sarà giudicato con più strettissimo rigore da Dio, molto più per avere scappato dal giudizio della croce, che è tutto giudizio d’amore”

18 1- 06.03.1903 - Gli uomini non vogliono che Gesù regni su di loro e quelli che Lo accettano v gliono avere qualche altra cosa insieme, ma il vero regnare è farlo da solo.