VIA CRUCIS CON PADRE DANIELE DA SAMARATE

Introduzione

- Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. - Amen.

- II Signore sia con voi. - E con il tuo spirito.

La via della Croce è l'itinerario che Gesù ha percorso per giungere al dono totale di sé. E' costituita dagli avvenimenti incalzanti delle ultime ore del Figlio di Dio che ci consentono di sostare in preghiera e meditazione, di risvegliare il dolore per il nostro peccato, vero responsabile della passione e della morte di Gesù, ma anche di rinnovare l'esperienza della misericordia di Dio, dei suo perdono, della sua fedeltà sino alla fine.

La via della Croce è la strada di ogni discepolo di Gesù, di colui che segue l'Agnello dovunque va. E' la via della vita, il soffrire per amore che trasfigura anche il dolore.

Ripercorriamo il cammino di Gesù, in compagnia del suo servo P. Daniele da Samarate.

Giovane missionario cappuccino in Brasile, fu colpito, nell'esercizio dei suo ministero, dalla terribile malattia della lebbra che accolse con disponibilità obbediente, con riconoscenza e con amore dalla mano provvidente di Dio.

Fu Maria Immacolata che a Lourdes (nel 1909) gli indicò il percorso della "maggior gloria di Dio". E lui si incamminò su quella strada che nel 1914 lo condusse nel lebbrosario di Tucunduba, per consumarsi, a servizio dei suoi fratelli di malattia, fino al 19 maggio 1924 quando, a 48 anni, santamente morì.

Il conforto della testimonianza di P. Daniele ravvivi in noi la speranza e la più completa fiducia nel Signore Gesù, Figlio di Dio, Servo sofferente per amore, nel quale risplende la gloria dell'amore di Dio per noi, per tutti gli uomini.

- Preghiamo come il Signore ci ha insegnato:

- Padre nostro...

 

PRIMA STAZIONE:

GESU' SI CONSEGNA AL PADRE

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco (14,16-37)

Giunti ad un podere chiamato Getsemani Gesù,disse loro: 'La mia anima é triste fino alla morte. Restate qui e vegliate'. Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora: "Abbà, Padre! Tutto é possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu".

 

La lebbra, che ha colpito P. Daniele, si manifesta con segni sempre più evidenti. Dopo tredici anni di appassionato lavoro nella Colonia di S. Antonio do Prata, viene trasferito a Sao Luis, ma dopo solo otto mesi di permanenza, deve lasciare anche Anil, il luogo dove si preparava la nascita di una nuova parrocchia. A causa di un incidente, è ormai riconosciuto come ammalato contagioso. Torna, perciò, nel convento di Belém, nel Parà, dove gli stessi confratelli lo accolgono con sospetto e diffidenza. Era il dicembre 1913, così scrive nel Diario:

Ho lasciato Anil dove ho cercato di fare qualcosa e mi sono imbarcato per il Parà. A bordo mi sono sentito un po' meglio. Siamo arrivati al Parà a mezzogiorno e all'una del pomeriggio siamo scesi a terra. Ho trovato il Parà deserto. In convento sono stato ricevuto come Dio volle... Sia fatta la sua volontà. Bisogna bere il calice fino in fondo...

Passano pochi mesi e il 27 aprile 1914 P. Daniele lascia il convento per entrare definitivamente nel "Retiro S. Francisco" presso il lebbrosario di Tucunduba:

Alle 5 del pomeriggio ho lasciato (oh! mio Dio quanto ho sofferto) il mio convento per venire ad abitare in questo "Retiro" che la bontà dei miei Superiori e la generosità del Governatore mi hanno preparato. Sono venuti ad accompagnarmi Frei Ignazio e Maestro Antonio. 

INVOCAZIONI

- Signore Gesù, quando sono nella prova e nella tentazione, aiutami a dire:

Padre, sia fatta la tua volontà.

- Signore Gesù, quando devo scegliere tra te e il mondo, aiutami a dire:

Padre, sia fatta la tua volontà.

- Signore Gesù, quando la sofferenza mi fa sanguinare il corpo e il cuore, aiutami a dire: Padre, sia fatta la tua volontà.

 

SECONDA STAZIONE

GESU' RICEVE LA CROCE

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento la mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,14-17)

Era la preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: "Ecco il vostro re!". Ma quelli gridarono: "Via, via, crocifiggilo!". Disse loro Pilato: "Metterò in croce il vostro re?". Risposero i sommi sacerdoti: "Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare". Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo dei Cranio, detto in ebraico Gàlgota.

 

Diagnosticata la lebbra, nel 1909 P. Daniele viene rimandato in Italia alla ricerca di cure più efficaci. La nave approda in Portogallo da dove raggiunge Lourdes in treno. Alla grotta chiede con insistenza la luce per capire la volontà di Dio e la grazia del conforto. Molti testimoni assicurano di aver raccolto dalle sue labbra quanto ascoltato dalla Madonna in persona: "Non guarirai, non guarirai. Riceverai un'altra grazia. La tua malattia sarà a maggior gloria di Dio!".

P. Daniele accetta così di portare la croce della lebbra che negli anni successivi si manifesterà in diverse maniere. Ad esempio viene colpito nella vista. Così scrive nel suo diario il 2 luglio 1919, giorno anniversario della sua Professione solenne:

Vado avanti con la salute sempre più compromessa, offeso soprattutto negli occhi: sto quasi diventando cieco. Sia tutto per l'amore di Dio! Il mio Padre san Francesco ha sofferto molto per la malattia degli occhi. Perché non potrò allora soffrire anch'io?  

INVOCAZIONI

- Tu che hai visto la miseria del tuo popolo e lo hai liberato dalla schiavitù del peccato e della morte: Salvaci, Signore.

- Tu che conosci le tempeste e le prove della nostra fragile esistenza: Salvaci, Signore.

- Tu che sai la nostra impulsività e arroganza, ma anche, come Pietro, il nostro dispiacere di averti tradito: Salvaci, Signore.

 

TERZA STAZIONE

GESU CADE LA PRIMA VOLTA

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal libro del profeta Isaia (53,5)

Egli é stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

La salute di P. Daniele è sempre più compromessa. La malattia avanza impietosa. Egli tuttavia continua coraggiosamente il suo ministero sacerdotale all'interno del lebbrosario. A volte purtroppo è costretto ad interromperlo per inconvenienti che aggiungono dolori a dolori. E' quanto succede nell'ottobre dei 1917 a seguito di una caduta dal calesse su cui tornava dopo aver visitato un'ammalato.

Ritornando dopo aver confessato un ammalato sono caduto dal calesse con serie conseguenze. Non ho potuto celebrare perché mi sono alzato dal letto ancora molto indolenzito per la caduta di ieri. Non posso quasi muovermi e respiro con difficoltà. 

INVOCAZIONI

- O Signore, quando la croce della sofferenza mi schiaccia: Aiutami a portare la croce

- Quando l'umiliazione mi scoraggia e la paura della morte mi opprime: Aiutami a portare la croce

- Quando una persona cara mi abbandona o una disgrazia sconvolge la mia vita: Aiutami a portare la croce

 

QUARTA STAZIONE

GESù INCONTRA SUA MADRE

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25-27)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

 

II 1919 è l'anno in cui P. Daniele si consegna maggiormente nel suo diario. Troviamo così il suo dramma personale quando la lebbra gli impedisce di celebrare la messa; il suo dolore cocente per le continue calunnie lanciate contro di lui. Vediamo un uomo veramente attento ai bisogni materiali e spirituali dei ricoverati.

Nel mese di maggio non manca di animare la devozione mariana nel lebbrosario. Così si apre:

Ho iniziato la funzione del mese di maggio in onore di Maria santissima. La partecipazione è stata straordinaria.

E il 31 si conclude così:

Oggi si è celebrata la chiusura del mese di Maria. Durante tutto il mese, di sera, abbiamo sempre tenuto la funzione sempre molto partecipata: recita del rosario, predica, canto delle litanie, benedizione e canto finale. Durante gli ultimi 15 giorni, ho spiegato un po' di catechismo ai ragazzi in preparazione alla loro prima confessione e comunione. Il numero delle prime comunioni è stato di 55 di cui 3 come viatico. Sono rimasto grandemente soddisfatto per i frutti spirituali ottenuti. 

INVOCAZIONI

- O Maria, madre della Chiesa, aiutaci a fare il nostro cammino di fede come lo hai percorso tu fino ai piedi della croce: Beata te che hai creduto, vergine Maria.

- O Maria, madre della Chiesa, sostieni il fervore dei missionari nel testimoniare il Vangelo fino ai confini della terra: Beata te che hai creduto, vergine Maria.

- O Maria, madre della Chiesa, assisti i sacerdoti perché siano-apostoli dell'amore di Dio: Beata te che hai creduto, vergine Maria.

 

QUINTA STAZIONE

GESù E' AIUTATO DAL CIRENEO

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco (15,21)

Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce.

 

Mentre il corpo di P. Daniele pian piano si consuma, il suo spirito si affina: diventa più attento e sensibile. Con profonda gratitudine coglie i segni di consolazione che Dio non manca di inviargli. In particolare lo riempiono di gioia le visite dei confratelli e degli amici. Nell'ottobre del 1917 così scrive nel suo diario:

Oggi ho ricevuto la visita del reverendo Padre Giulio, parroco di Macapà. Ha pranzato qui da me e con la sua conversazione mi ha consolato molto. Dio lo ricompensi.

in occasione del Natale 1919 sperimenta la tenerezza del Signore che nasce, e può annotare con grande stupore:

Oggi, alle 4 del pomeriggio ho avuto la sorpresa della visita del Superiore, Padre Roberto, che conversò con me molto amabilmente e mi parlò dei problemi spirituali riguardanti la nostra amata missione. Sono rimasto profondamente soddisfatto per l'amabilità che usa con me, povero lebbroso. 

INVOCAZIONI

Signore, fa' di me uno strumento della tua pace

- Dov'è odio che io porti amore

- Dov'è offesa che io porti perdono

- Dov'è discordia che io porti l'unione

- Dov'è dubbio che io porti la fede

- Dov'è errore che io porti la verità

- Dov'è disperazione che io porti la speranza

- Dov'è tristezza che io porti la gioia

- Dov'è tenebra che io porti la tua luce

 

SESTA STAZIONE

GESU' INCONTRA LA VERONICA

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (12,45-46)

In quel tempo Gesu disse loro: "Chi vede me vede colui che mi ha mandato; io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre".

 

II martirio di P. Daniele viene seguito con attenzione e affetto da alcune persone. Tra queste spicca la figura di Maria da Penha, ex-alunna dei collegio in sant'Antonio do Prata. Ella si mette al suo servizio con coraggio e dedizione. Per poter rimanere nel lebbrosario e non suscitare dicerie contro il povero frate già tanto tribolato, decide addirittura, lei non intaccata dalla malattia, di sposare un lebbroso. Sarà Maria ad aiutare P. Daniele a celebrare la santa messa negli ultimi anni. Siccome non riusciva più a sollevare il calice e spezzare l'ostia consacrata, ella stringerà tra le sue quelle mani piagate aiutandole a compiere i sacri gesti.

A proposito della scelta di Maria così scrive P. Daniele nel novembre dei 1917:

Ho parlato con l'amministratore del lebbrosario circa il matrimonio di Maria. Ha dato il suo assenso a patto però che lei, sia pure solo verbalmente, sia dichiarata ammalata. Riguardo poi alla baracca in cui andrà ad abitare col lebbroso che diverrà suo marito, egli dà licenza di costruirla, ma deve essere molto vicina alla mia, così da sembrare un solo edificio. 

INVOCAZIONI

- Signore, Tu sei la verità di Dio: ci hai rivelato il suo volto mostrandoti crocifisso. Aiutaci a credere che: La verità ci farà liberi!

- Signore, Tu sei la nostra verità: ci hai mostrato che ogni uomo è destinato ad essere figlio ed erede di Dio. Aiutaci a credere che: La verità ci farà liberi!

- Signore, Tu sei la verità degli uomini: ci hai detto che la nostra felicità consiste nell'errarci come tu ci hai amato. Aiutaci a credere che: La verità ci farà liberi!

 

SETTIMA STAZIONE

GESù CADE LA SECONDA VOLTA

-Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dalla prima lettera di san Pietro (2,23-24)

Oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia.

 

Col progredire della malattia aumentano nel diario di P. Daniele le annotazioni circa le sue condizioni di salute. Ad esempio nell'ottobre dello 1921 così scrive:

In questi giorni non ho potuto celebrare a causa della malattia. Il mio fisico è già molto provato e quando la febbre si presenta con intensità, soffro un'angoscia quasi mortale che non mi dà requie.

Sento pure un certo sconforto. Che sia debolezza anche di spirito? Ah! Mio Dio, non permettetelo! 

PREGHIERA

Rapisca, ti prego, o Signore, l'ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell'amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell'amor mio.

 

OTTAVA STAZIONE

GESU' CONSOLA LE DONNE DI GERUSALEMME

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (23,27-28)

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli".

 

I primi mesi di P. Daniele nel lebbrosario sono segnati da una profonda solitudine. I lebbrosi non lo vogliono sospettando che venga per condannare e proibire la loro condotta. E' una prova non prevista per uno che credeva di essere ben accolto. Tuttavia non gli mancano segni di conforto. Così a maggio puo scrivere:

Nel pomeriggio è arrivato Frei Ignazio con una comitiva di zelatrici. Ha benedetto la nostra casetta. Sono stato visitato dai vicini.

E qualche giorno dopo:

Mi ha fatto visita Frei Luca con altre persone. E' venuta a trovarmi anche la Superiora suor Tabor che mi ha fatto dono delle tendine per la casa.

il 13 ottobre dei 1919, scriverà:

Oggi, per iniziativa di Maria, si è festeggiato nel mio Retiro il giorno del mio onomastico, S. Daniele. La festicciola é stata molto gioviale e con una nota di singolarità perché erano presenti molti miei ex-alunni del Prata dove il 13 ottobre era una grande ricorrenza. Tutto ciò ha fatto nascere in me ricordi nostalgici e la sensazione della vanità in questo mondo. 

INVOCAZIONI

- Perché chi è nel dolore trovi sempre in noi un conforto, preghiamo:

Signore, ascoltaci

- Perché non rimaniamo insensibili di fronte alle necessità dei prossimo, preghiamo: Signore, ascoltaci

- Perché possiamo gustare la gioia di alleviarle sofferenze dei nostri fratelli, preghiamo: Signore, ascoltaci

 

NONA STAZIONE

GESU' CADE LA TERZA VOLTA

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal libro dei profeta Isaia (53,11-12)

Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità.

Perciò io gli darò in premio le moltitudini, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori.

 

La lebbra divora lentamente ma inesorabilmente il corpo di P. Daniele. Per questo numerosi sono nel suo diario gli accenni ai disagi che di continuo deve subire. Non si tratta solo di dolore fisico; anche lo spirito è duramente messo alla prova. Solo il riferimento alla Scrittura è per lui motivo di conforto.

Nel settembre 1919 scrive:

Mi sento molto indolenzito per i postumi di una caduta rimediata durante una passeggiata fino al Guamà. Sto provando anche profonda afflizione di spirito e grande è la mia prostrazione. Ma "io ho sperato in Te, Signore, non sarò confuso in eterno e sia maledetto colui che confida nell'uomo».

Nel gennaio dei 1921 così annota:

Mi sento molto prostrato. La malattia mi maltratta in tutte le forme con piaghe, infiammazioni, dolori di ogni specie. Mio Cuore di Gesù, tutto soffro per Vostro amore. Datemi sempre pazienza e gioia. Servite il Signore nella gioia. Amen.

Un episodio apparentemente banale segna anche la gioia natalizia dei 1922:

Sono andato a celebrare la messa di mezzanotte nell'Ospizio. Ha partecipato molta gente con tanta devozione. Sono stato trasportato fino alla Cappella su una sedia. Nel ritorno, però, la sedia si è rotta e io sono caduto per terra, aggiungendo così altri dolori ai tanti che già mi affliggono. Sia tutto per il Bambino Gesù. Il mio stato di salute va sempre peggiorando. 

INVOCAZIONI

- Quando la stanchezza sembra svuotare le nostre energie:

la nostra debolezza sia la nostra forza.

- Quando i colpi della sventura sembrano superare e nostre possibilità... la nostra debolezza sia la nostra forza.

- Quando la violenza dei male sembra infierire su di noi... la nostra debolezza sia la nostra forza.

 

DECIMA STAZIONE

GESU E' SPOGLIATO DELLE VESTI

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,223)

I soldati, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta insieme da cima a fondo.

 

Di fronte alle devastazioni che l'incalzare della lebbra opera sul suo corpo, P. Daniele non manca di scrivere espressioni di lode e di ringraziamento a Dio. Come san Francesco anch'egli osa definire "perfetta letizia" l'esperienza del dolore e della sofferenza. E' precisamente nelle pagine di diario del 1918 che troviamo per la prima volta queste espressioni. Per ben due volte nel giro di pochi giorni nel mese di giugno scrive:

E' caduta l'unghia dei dito mignolo della mano destra. Dio sia lodato. E' caduta l'unghia (la seconda) del dito indice della mano destra. Deo gratias. 

INVOCAZIONI

- Quando sono stretto dai dubbi della fede, quando sono tentato dall'incredulità, aiutami adire: Mio Signore e mio Dio

- Quando la logica di questo mondo mi prende e mi invita ad allontanarmi da Te, aiutami a dire: Mio Signore e mio Dio

- Quando mi sento solo ed emarginato, quando la malattia e il dolore segnano la mia vita, aiutami a dire: Mio Signore e mio Dio

 

UNDICESIMA STAZIONE

GESU' E' INCHIODATO SULLA CROCE

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco (15, 25-27)

Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. L'iscrizione col motivo della condanna diceva: " il re dei Giudei". Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra.

 

Il 1920 è per P. Daniele un anno di estrema sofferenza fisica e morale. Egli fatica a convincersi che non può più servire spiritualmente la sua gente. Varie volte si ripete: "devo convincermi". Anche per lui si tratta di accettare la nuova fecondità che viene dall'essere in croce con Gesù, dall'apparente impotenza dell'essere sconfitti insieme con lui. In realtà solo sul calvario si diviene servi eroici dei fratelli. Così scrive nel mese di aprile:

Ho passato la notte molto male a causa degli intensi dolori alle gambe e alle braccia. Non ho potuto dormire. Anche il giorno l'ho passato molto male: tanta febbre e mal di gola. Mi sono alzato molto fiacco e con la febbre. Ho anche tentato di celebrare, ma non ce l'ho fatta a motivo della grande debolezza.

Particolarmente difficili sono gli ultimi giorni di ottobre di quel 1920:

Nel pomeriggio ho passato ore di grande angoscia e con mancanza di fiato. Sono sempre più prostrato dalla debolezza. Ho sofferto ancor di più ieri per la mancanza di respirazione. Non ho celebrato nell'Ospizio perché mi sono svegliato con grande spossatezza. 

INVOCAZIONI

- Perché il dolore sia da noi ricevuto con fede, come un segno della tua vicinanza misteriosa e non come un castigo: Signore, ascoltaci

- Perché nei momenti difficili il Crocifisso sia fonte di speranza e di fiducia: Signore, ascoltaci

- Perché siamo sempre disponibili al perdono, anche quando le offese ci spezzano il cuore: Signore, ascoltaci

 

DODICESIMA STAZIONE

GESU' MUORE SULLA CROCE

- Ti adoriamo, o Crīsto, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovannì (19,28-30)

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata compiuta, disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta d'aceto in cima ad una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto". E, chinato il capo, spirò.

 

Prima della morte fisica, P. Daniele sperimenta una sorta di morte spirituale quando, nel 1921, con profondo rammarico, deve abbandonare il ministero attivo. Lo chiude il 19 marzo, anniversario della sua ordinazione sacerdotale, con la solenne celebrazione delle prime comunioni. In verità è un suo confratello, P. Eugenio a presiedere la celebrazione, ma i ragazzi sono quelli che lui ha per l'ultima volta preparato al catechismo. Per P. Daniele é ormai tempo di pensare alla fine, al grande viaggio.

Frei Eugenio ha celebrato nell'Ospizio dei lebbrosi dando la Prima Comunione ai ragazzi del catechismo e ad altri fedeli. Tutti sono rimasti molto contenti e hanno pregato mille grazie e benedizioni copiose dal Cielo sui benefattori. Gli alunni dei catechismo di quest'anno sono stati 43: 26 ragazzi e 17 ragazze.

Con quest'atto ho chiuso il mio ministero parrocchiale all'Ospizio, esercitato per quasi sette anni con molto profitto dei poveri ammalati che vivevano in un completo abbandono. Ho sempre raccolto qualche frutto spirituale e Dio mi ha dato buone consolazioni. Ho sofferto anche molto per colpa di alcuni ricoverati malevoli... Sono stato calunniato turpemente e persino offeso pubblicamente e insultato da persone di bassa levatura. Il Signore però mi ha dato la forza di sopportare tutto. Perdono a tutti di buon cuore, come desidero che anche Dio perdoni i miei numerosi e grandi peccati. Da oggi voglio ritirarmi e dedicarmi al riposo di cui ho tanto bisogno. Il mio stato di salute é già molto deteriorato. E' anche ora di pensare solo a me per prepararmi alla morte, al grande viaggio verso l'eternità. 

INVOCAZIONI

Anima di Cristo, santificami. Corpo di Cristo, salvami. Sangue di Cristo, inebriami.

Acqua dei costato di Cristo, lavami. Passione di Cristo, confortami. O buon Gesù, esaudiscimi. Fra le tue piaghe, nascondimi. Fa' che non abbia da te a dividermi.

Dal nemico maligno difendimi. Nell'ora della morie chiamami. E di venire a te comandami. Perché coi tuoi santi ti glorifichi, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

TREDICESIMA STAZIONE

GESù E' DEPOSTO DALLA CROCE

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,38-40)

Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. VI andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei.

 

II diario di P. Daniele si conclude il 31 dicembre 1922: non riesce più a scrivere. Nonostante le sue mani siano ormai incapaci di stringere e alzare il calice, con sforzo enorme il 25 marzo 1924 riuscirà ancora a celebrare la messa dei suo venticinquesimo di sacerdozio, ringraziando il Signore che l'ha "favorito" anche con la malattia. Morirà santamente il 19 maggio 1924 quando non ha ancora compiuto i 48 anni. I poveri, i piccoli, gli afflitti non l'hanno mai dimenticato. 

INVOCAZIONI

- O Maria, madre di misericordia, a te ricorriamo, noi esuli figli di Eva, fiduciosi nella tua intercessione: Prega per noi peccatori

- O Maria, madre di misericordia, a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime: Prega per noi peccatori

- O Maria, madre di misericordia, mostraci dopo questo esilio, il tuo Figlio Gesù: Prega per noi peccatori

 

QUATTORDICESIMA STAZIONE

GESU E' DEPOSTO NEL SEPOLCRO

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,41-42)

Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.

Gesù è sepolto. In fretta perché già splendono le prime luci del Sabato; in fretta perché è già tempo di risurrezione! Fra poco la vita nuova spiegherà il mistero del seme che muore per portare frutto.

 

Come Gesù anche Padre Daniele è sceso nella tomba, ma dalla sua morte nasce rigoglioso l'albero che raduna sotto i suoi rami quanti continuano la sua missione per il bene dell'umanità.

Veramente possiamo dire che la via che conduce alla vita che non muore mai è la santità. Questa è la strada che ci indica Padre Daniele. Diventare santi deve essere il desiderio di ogni cristiano che vuol imitare il Signore Gesù donando la propria vita per riceverla in pienezza dal Signore Risorto. 

INVOCAZIONI

- Perché combattiamo il male con più forza e convinzione: Madre addolorata, ascoltaci

- Perché con coraggio sappiamo strappare dal cuore tutto ciò che non è secondo il vangelo: Madre addolorata, ascoltaci

- Perché ci stacchiamo dai falsi beni di questo mondo per aderire ai veri insegnamenti del vangelo: Madre addolorata, ascoltaci

 

Conclusione

Abbiamo contemplato il mistero della Passione d'amore di Dio per noi.

Abbiamo rivissuto il cammino dei discepolo che prende la sua croce e segue il suo Signore.

Incoraggiati da questa testimonianza di fede, preghiamo con il "credo" che P. Daniele recitava ogni giorno con i suoi lebbrosi a Tucunduba. L'esempio e l'intercessione del servo di Dio ci spingano oggi a prendere la croce e a camminare gioiosi dietro al nostro Signore Gesù, in compagnia dei suoi santi.

 

Io sono figlio di Dio. Dio abita in me.

Posso essere quello che desidero perché Dio è il mio aiuto.

Non mi stanco mai perché Dio è la mia forza. Non sono mai ammalato e addolorato perché Dio è la mia salute.

Non mi manca niente perché Dio é il mio fornitore. Proprio perché sono figlio di Dio, sono unito alla Divina Presenza di mio Padre. lo sono felice in tutto ciò che intraprendo perché il mio sapere e le mie conoscenze aumentano in me ogni giorno che passa. Amen.