VIA CRUCIS

La Via della Croce

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.

Prima di cominciare la meditazione della soffe-renza patita dal Signore Gesù per noi, purifichia-mo il nostro cuore dalle amarezze, dai rancori, dagli affetti sregolati e domandiamo perdono di ogni colpa (breve silenzio).

Confesso a Dio onnipotente, alla beata sempre ver-gine Maria, a san Michele arcangelo, a san Giovan-ni Battista, ai santi apostoli Pietro e Paolo, a tutti i santi e a voi, fratelli, che ho peccato molto in pen-sieri, parole ed opere: per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.

E supplico la beata sempre vergine Maria, san Mi-chele arcangelo, san Giovanni Battista, i santi apo-stoli Pietro e Paolo, tutti i santi e voi fratelli, di pre-gare per me il Signore Dio nostro.

Preghiamo (pausa).

O Dio che hai redento l'uomo col sangue prezio-so del tuo Figlio unigenito, a tutti quelli che per-corrono con cuore attento e affettuoso il cammi-no della croce concedi la liberazione dal pecca-to e la vita che dalla stessa croce è scaturita. Per Cristo nostro Signore. Amen. 

PRIMA stazione

Gesù è condannato a morte

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato al-lora decise che la loro richiesta fosse eseguita» (Lc. 23,23--24).  

Il Tuo volto, o Signore, è grave e tranquillo; ma qua-le violenza non subisce il Tuo cuore! Per Te, a cui sono essenzialmente note le ragioni della verità e della giu-stizia, non poteva essere contraddizione più fiera che la condanna della vita - Tu sei la Vita, o Cristo - alla morte. Le profezie da Te pronunciate sulla Tua fine, e l'agonia nel Getsemani svelano questa incommensu-rabile contraddizione e ci lasciano capire qualche cosa delle Tue ineffabili sofferenze interiori. Signore, inse-gnami a credere nella verità e nella giustizia, anche quando chi la rappresenta e la proclama così la smen-tisce ch'io stesso ne abbia a soffrire iniqui castighi.

INVOCAZIONI

Dalla paura di soffrire liberaci o Signore!

Dalla ribellione contro il dolore liberaci o Signore!

Dalla ribellione contro gli altri liberaci o Signore!

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore. 

SECONDA Stazione

Gesù riceve la croce

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sof-ferenze, si è addossato i nostri dolori» (Is 53,3-4). 

Le Tue braccia, o Signore, accolgono il legno del di-sonore; e la grande pazienza sta per consumare il su-premo Sacrificio. Oh, gesto divino d'insuperabile ras-segnazione. Oh mitezza, che disarma la Tua onnipotenza per trovare nella voluta debolezza della vittima l'a-desione perfetta al divino volere, l'offerta completa al-la divina giustizia, insegnami la virtù dell'accettazione, la forza della sapiente passività, il valore del totale ab-bandono di sè nel compimento dei disegni divini, noti-ficati dall'iniquità umana e dalla cieca sventura.

INVOCAZIONI

Da una vita cristiana fatta di parole e non di opere liberaci o Signore!

Dal crederci sempre migliori degli altri tanto da giudicarli e condannarli liberaci o Signore!

Dalla tentazione di una vita troppo facile liberaci o Signore!

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore. 

TERZA Stazione

Gesù cade la prima volta

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Ed era ben giusto che colui, per il quale e dal quale sono tutte le cose volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che guida alla salvezza. Infatti, proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova» (Ebr. 2,10.18). 

«La vita è amore: amore straripante, che non ha li-miti e che si dona liberamente; amore che si piega mi-sericordioso verso ogni bisogno; amore che protegge, di-fende, nutre, insegna e forma; amore che è afflitto con gli afflitti e lieto con chi è nella gioia; che è pronto al servizio verso ciascuno per compiere il disegno voluto dal Pa-dre, in una parola: l'amore del Cuore divino» (n. 104).

INVOCAZIONI

Dalla follia del nostro orgoglio liberaci o Signore!

Dalia veemenza delle nostre passioni liberaci o Signore!

Dalla schiavitù dei nostro egoismo liberaci o Signore!

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore. 

QUARTA Stazione

Gesù incontra sua madre

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Simeone li benedisse e parlò a Maria sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israe-le segno di contraddizione perché siano svelati i pen-sieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima» (Lc. 2,34-35). 

Signore, rinuncio a comprenderti, non a contempla-re l'incontro di Te paziente e umiliato con la Vergine Tua Madre. Chi soffre, alla vista di persona confidente e amata, è sorpreso e vinto da ineffabile commozione e piange. Tu più forte, Tu più saggio, senti certamente la pietà immensa della dolce presenza, ma la commisuri alla pietà inviolabile di ogni altro sentimento verso il Padre celeste; e la compassione umana è sublimata dal-la fortezza divina. Austero mi pare il Tuo volto, o Gesù; compreso com'è dall'unico dovere, dall'unico amore: la volontà del Padre; e la Madre associ così alla Tua missione redentrice.

INVOCAZIONI

Dai tentennamenti della fede liberaci o Signore!

Dai momenti di disperazione liberaci o Signore!

Dalla prepotenza dei sentimenti liberaci o Signore!

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.  

QUINTA Stazione

Gesù è aiutato da Simone di Cirene

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Allora costrinsero un tale che passava, un certo Si-mone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce» (Mc. 15,21).  

«Se Dio è in noi e se Dio è amore, è inevitabile che noi siamo fratelli: perciò il nostro amore del prossimo è la misura del nostro amore a Dio. Per il cristiano nes-sun uomo è estraneo, ogni uomo è sempre il prossimo che ci troviamo davanti e che di noi ha estremamente bisogno, non importa se parente o no, se antipatico o no, se moralmente degno di aiuto o no» (n. 81-82).

INVOCAZIONI

Dall'individualismo e da ogni chiusura liberaci o Signore!

Dall'incapacità di superare i rancori liberaci o Signore!

Dal disinteresse per i problemi degli altri liberaci o Signore!

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore. 

SESTA Stazione

La Veronica asciuga il volto di Gesù

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Ecco, il mio servo avrà successo, sarà innalzato, ono-rato, esaltato grandemente. Come molti si stupirono di lui - tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo - così si meraviglieranno di lui molte genti; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai ad essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito» (Is. 52,13-15). 

«La sequela di Cristo porta a sviluppare in pieno l'o-riginaria vocazione umana: essere vera immagine di Dio; immagine del Signore del creato, conservando, pro-teggendo e incrementando ogni creatura che si trova nel proprio ambito; immagine del Padre, generando ed edu-cando - per paternità e maternità spirituale - figli per il Regno di Dio» (n. 115).

INVOCAZIONI

Perché in tutti i giovani viva impresso il tuo volto noi ti invochiamo: ascoltaci signore!

Perché le giovani crescano generose nel tuo servizio noi ti invochiamo: ascoltaci signore!

Perché possiamo esserci di esempio nella via della santità noi ti invochiamo: ascoltaci signore!

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore. 

SETTIMA Stazione

Gesù cade la seconda volta

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la gra-zia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini. E non è accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo: il giudizio partì da un solo atto per la condanna, il dono di grazia invece da molte ca-dute per la giustificazione» (Rom. 5,15-16). 

Un'altra volta Tu cadi, o Signore, perché la Tua sof-ferenza è senza sostegno; e nessuno condivide abba-stanza il peso della Tua Croce. Tu sei solo; perché solo è chi soffre; incomunicabile è il dolore, il Tuo dolore spe-cialmente, o Cristo. Così hai patito anche questa pena, grave sopra le altre, della solitudine in mezzo alla fol-la, dell'isolamento in mezzo a gente dal cuore lontano o nemico. Ma Tu, che di nessuno hai bisogno, perché sei con Te stesso, infinito, che di nessuna parola altrui hai desiderio, perché Sei Tu stesso Parola, concedi che qualcuno, io stesso se non disdegni, Ti assista e Ti com-prenda, e nella comunione con la Tua passione goda quella con la Tua Redenzione.

INVOCAZIONI

Perché i giovani che tu chiami alla vita consacrata non si ar-rendano alle difficoltà del cammino noi ti invochiamo: ascoltaci Signore!

Perché le abitudini del consumismo non creino ad essi ostaco-li insormontabili noi ti invochiamo: ascoltaci Signore!

Perché nelle nostre case non si abbia paura del sacrificio noi ti invochiamo: ascoltaci Signore!

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore. 

OTTAVA Stazione

Gesù incontra le pie donne

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: Figlie di Geru-salemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili...» (Lc 23,27-29). 

Gesù rivela con queste parole un altro tormento che appassiona in segreto il suo cuore di israelita: la cata-strofe del suo popolo e la strage orrenda che sta per col-pire i suoi connazionali. Nessuna delle amarezze che possono prendere l'animo umano è stata a lui rispar-miata. 

Il vento della morte sfoglia petali d'amore sul tuo volto scarno; cerchi fortemente qualcuno capace di espiare con te i peccati del mondo. Ti sentirà tua Madre in cuor suo?

Ti vedrà il tuo Dio così alto in cielo? I tuoi occhi bruciano d'attesa dell'ultimo grido. Prima che tutto sia compiuto, alcune donne, mosse da compassione, piangono l'inumana condizione; e la tua consolazione di uomo per gli altri si fa linfa vitale dell'umano soffrire.

INVOCAZIONI

Su noi, sui nostri errori, sui mali causati dai nostri errori fa' scendere la tua misericordia, o Signore

Sul nostro popolo, sulle sue infedeltà e sui suoi patimenti fa' scendere la tua misericordia, o Signore

Sul genere umano, sulla sua durezza di cuore e le sue soffe-renze fa' scendere la tua misericordia, o Signore

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.

 

NONA Stazione

Gesù cade la terza volta

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è ab-battuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada. Il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori (Is. 53,5-6.10). 

Io cercherò un conforto supremo da codesta ineffa-bile afflizione, o Signore: essa mi è testimonio che Tu hai sperimentato l'estrema stanchezza delle membra in-frante, e Ti sei curvato sulla terra ingrata per coricarti di fianco alla nostra disperata sconfitta. Per sorreggere chi non ha più coraggio, per condividere la pena di chi ha perduto la speranza per farti fratello di chi l'infermi-tà del corpo e l'avversità degli eventi traduce in scon-solato pessimismo, ancora una volta sei caduto, o divi-no Sostenitore dell'Universo. E in questa misteriosa umiltà insegni ancora a lottare e a sperare. 

Il mondo è su di te, pesa sulle tue membra. Scalpita l'odio

alimentato nel cuore degli uomini, mentre le tue labbra mordono l'angoscia e il tuo passo

batte il sentiero su pietre sempre più dure.

In questo mare di miserie umane, sotto sguardi chiodati di silenzio,

tu celebri o Cristo la tua ricchezza di fede, quella fede che alimenta il cuore di tua Madre testimone della tua santità. Stremato..., calpestato..., con questa terza caduta la terra accoglie per l'ultima volta, la tua sete di universale redenzione; e l'ombra della morte è sempre più vicina per aprire nuovi spazi al mistero che la storia eternerà con la tua croce.

INVOCAZIONI

A coloro che sono oppressi,... Signore dona il tuo conforto

Alle vittime innocenti... Signore dona il tuo conforto

Ai peccatori... Signore dona il tuo conforto

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.

 

DECIMA Stazione

Gesù è spogliato delle vesti

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cri-sto Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di ser-vo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino al-la morte e alla morte di croce» (Fil. 2,5-8). 

Perché, Signore, questo oltraggio alla Tua dignità e alla Tua sofferenza? Perché i miei occhi fossero pieni di raccapriccio e di riverenza; perché la Tua sorte di con-dannato, di umiliato mi fosse palese; perché il mio spi-rito comprendesse che Tu hai tutto dato, tutto immolato, perfino la Tua dignità, per mostrarti qual sei, vittima sen-za riserve e senza rifugio. Solo riserva e solo rifugio Ti è la coscienza, santuario d'infinita pena e d'infinita for-tezza: perciò rifiuti, o Gesù, la bevanda narcotica che Ti è presentata, pietà che non ti è accetta, mentre fino in fondo all'umiliazione, alla vergogna, al dolore bevi, lu-dibrio agli uomini, o Salvatore il Tuo calice senza nome. 

La tua dignità di uomo è scossa ancora una volta; spogliato con violenza dalla veste tessuta

dalle mani di tua Madre, umiliato e deriso, affondi le tue radici nell'intimo dell'esistenza umana. L'umiliazione della tua carne è il trionfo. Il frutto del seme ha perso la sua corolla per essere vita nuova che fermenta amore. Il tuo corpo piagato e denudato stilla sangue vivo; il tuo sguardo cerca ancora una volta il cielo.

INVOCAZIONI

Signore, per perdonare il nostro peccato hai donato il tuo amore, Signore, pietà

Signore, nella nostra debolezza aiutaci, Signore, pietà

Signore, nella tua misericordia santificaci, Signore, pietà

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.

 

UNDICESIMA Stazione

Gesù crocifisso

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifis-sero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sini-stra. Gesù diceva: Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno» (Lc. 23,33-34). 

Disteso sulla Croce Signore, porgi mani e piedi a coloro che tu ami per essere crocifisso. Come agnello immolato al sacrificio, con il tuo martirio attiri tutti a te sulla nuova strada; le braccia aperte, gli occhi tesi oltre l'infinito, rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce, il patibolo ti accoglie nella sua dimensione terrena. La violenza dei chiodi che penetrano la tua carne fa eco alle coscienze di tutta l'umanità, ogni colpo è una spada che trafigge il cuore di tua Madre; è nel cavo delle tue mani che s'innesta il calice dell'ultima offerta. E così la tua obbedienza si conclude sulla croce non più simbolo di morte ma trionfo di vita.

INVOCAZIONI

Gesù, le tue braccia aperte sono il segno del tuo amore per noi noi ti amiamo, Signore

Gesù, all'odio rispondi con l'amore che perdona  noi ti amiamo, Signore

Gesù, le mani inchiodate sono il segno della tua fedeltà senza limiti noi ti amiamo, Signore

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.

 

DODICESIMA Stazione

Gesù muore in croce

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù gridando a gran voce disse: Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito. Detto questo spirò» (Lc. 23,44-46). 

Inchiodato sulla croce e staccato dalla terra consumi l'agonia del Golgota. L'ora sesta segna l'ultimo atto del tuo dono completo, il cielo si apre scosso dal fuoco delle tue parole, il sole si eclissa, mentre muore il tuo corpo. Loro non sanno... che cosa fanno, dopo averti martoriato si stanno dividendo le tue vesti.

Si celebra così il rito del tuo mistero. Ai tuoi piedi..., mani di donna carezzano ferite e più non bastano gli occhi per il dolore di tua Madre; a lei... lasci il mondo e al Padre tuo consegni lo Spirito con l'ultimo respiro.

INVOCAZIONI

Signore Gesù, liberaci dalla morte eterna noi speriamo in te Signore Gesù

Signore Gesù, donaci di compiere ogni giorno la volontà del Padre noi speriamo in te Signore Gesù

Signore Gesù, concedi di accogliere e di amare Maria come ma-dre noi speriamo in te Signore Gesù

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore. 

 

TREDICESIMA Stazione

Gesù è deposto dalla croce

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la so-rella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magda-la. Era il giorno della Parasceve e i Giudei perché i cor-pi non rimanessero in croce durante il sabato (era in-fatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via» (GV. 19,25.31). 

Figlio, Figlio mio non sento più la tua voce, il tuo corpo si è fatto freddo.

Non più lamento alcuno solo il silenzio triste, e sangue e polvere raccoglie il mio grembo di madre. Le mie lacrime carezzano il tuo volto e cadono sugli squarci ancora vivi del tuo costato. Ora... tua Madre..., che non ha più pianto da tergere sui tuoi occhi spenti, ti cullerà ancora una volta per poi lasciarti al sepolcro prima di salire lassù... dove il tempo e lo spazio, nel nome del Padre, perpetueranno la tua Croce gloriosa.

INVOCAZIONI

O Gesù, sii per noi sorgente di vita nuova venga il tuo re-gno, Signore

O Gesù, rinnova la nostra vita nel sacramento del perdono venga il tuo re-gno, Signore

O Gesù, con il tuo amore aiutaci a testimoniare il tuo regno venga il tuo re-gno, Signore

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.

 

QUATTORDICESIMA Stazione

Gesù è deposto nel sepolcro

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua san-ta croce hai redento il mondo!

«Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme con gli olii aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù a motivo della Parasceve dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino» (Gv. 19,40-42). 

Il mistero della morte dischiude, o Signore, il suo or-rore e il suo segreto quando Tu entri nel sepolcro: il Fi-glio di Dio morto; la vita, sorgente d'ogni vita, lascia il corpo benedetto in preda alle inesorabili leggi della natura inferiore, e lo consegna cadavere alla terra di-voratrice. Lo lascia per riprenderlo rinnovato e maggior-mente vivificato; lo lascia nel nostro sonno mortale per risvegliarlo nel suo trionfo immortale; lo lascia frumen-to del nostro campo terreno, al silenzio, al freddo, al di-sfacimento per subito rianimarlo alla primavera cele-ste della luce e dell'energia divina. Vuole seminare nel-la tomba la speranza; vuole insegnarci a morire per vi-vere. E Tu sia benedetto, o Signore, vincitore della morte. 

Il cammino terreno si chiude la vita umana si completa. Ora... che non sei più il Nazareno che parla ai dottori del tempio, che predica agli Scribi e ai Farisei, che risuscita i morti, geme la creazione scossa dal male dell'uomo. Solo la fede della Madre tua che umilmente ha vissuto il dramma umano nell'attesa che il Padre del calvario glorifichi lo Spirito è certezza della tua gloria e lo vibri nell'aria e della tua risurrezione. per costruire sotto questo cielo, cieli nuovi una pietra sigilla in te Kirios, il tuo corpo il Signore.

INVOCAZIONI

Perché hai dato la vita per noi ti rendiamo gra-zie, o Signore Gesù

Perché la tua morte ci ha aperto un futuro di speranza ti rendiamo gra-zie, o Signore Gesù

Perché ci hai rivelato il senso della vita nell'amore a Dio e ai fratelli ti rendiamo gra-zie, o Signore Gesù

Gloria al Padre... l'Eterno riposo...

Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore. 

CONCLUSIONE

Poniamo termine alla nostra preghiera comune, ria-nimando in noi la speranza e custodendo sempre nel-la mente e nel cuore il pensiero della morte e della risurrezione del Signore Gesù.

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.

Per il vessillo della santa croce, vi (ci) benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

Andiamo in pace. Nel nome di Cristo. 

Alcuni testi sono presi da "VIA CRUCIS CON MARIA" di F. Pedrinzani. Ed. Paoline.