VIA CRUCIS PASQUA 2008

Regia Arciconfraternita MARIA SS DE' SETTE DOLORI - Serra San Bruno - VV

CANTO D'INGRESSO

Teco vorrei, Signore, oggi portar la croce, nella tua doglia atroce io ti vorrei seguir.

Ma troppo infermo e lasso donami tu il coraggio acciò nel mesto viaggio non m'abbia da smarrir.

Tu col prezioso sangue vammi segnando i passi ch'io laverò quei sassi con il mio lacrimar.

Né temerò smarrirmi pel monte del dolore, quando il tuo santo amore m'insegni a camminar.

 

 

Prima stazione

GESù E' CONDANNATO A MORTE

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Ti hanno trascinato, Gesù, come un malfattore in fretta, dinanzi al Sinedrio. L'interrogatorio non era ancora iniziato, la sentenza, però, era già stata emessa: cercavano solo una falsità che la giustificasse. Nessun dubbio nella loro mente. Certi di cono-scere Dio, hanno ignorato di condannare suo Figlio.

Gesù viene condannato per far piacere a chi grida più forte. Per non dispiacere alla folla Pilato consegna Gesù ai soldati: lavandosene le mani, di fatto condanna Gesù a morte. In quel momento il Sinedrio sprofondò nel buio. 

G. Preghiamo: Gesù, aiutaci a non condannare nessuno.

- Rendici attenti a non ferire le persone con le parole:

- Vorremmo dare a tutti sempre una nuova possibilità:

- Quando siamo a scuola, a casa, in oratorio: 

C'è una via luninosa che scorre parallela alla via della croce: è la via delle Beatitudini.

Gesù ci dice: "Beati i miti, perché erediteranno la terra ". 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Se il mio Signor diletto a morte hai condannato, spiegami almen Pilato, qual fosse il suo fallir. Che se poi l'innocenza da te orror s'appella, per colpa così bella potessi anch'io morir.

 

Seconda stazione

GESù CARICATO DELLA CROCE

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Quante volte, Gesù hai chiesto a chi voleva essere tuo discepolo di prendere prima la croce e, poi, di seguirti. Su quella strada non camminiamo mai da soli: tu ci precedi, abbracciato alla tua croce, condotto dall'amore.

Pianteranno la tua croce fuori della città, nella terra della solitudine. L'emarginato, l'esiliato, il disprezzato, il condannato, il peccatore non è più solo: al loro fianco ci sei tu! 

G. Preghiamo: Gesù aiutaci a vivere con impegno

- Quando un amico ha bisogno di noi e gli voltiamo le spalle:

- Quando ci prendiamo un impegno e non lo rispettiamo:

- Quando c'è da difendere qualcuno e noi restiamo zitti: Nella via luminosa parallela alla via della croce Gesù ci dice: Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: So che del suo supplizio appare reo ch'il porta, So, che la pena é scorta del già commesso error. Ma se Gesù si vede di croce caricato, paga l'altrui peccato, il suo immenso amor.

 

Terza stazione

GESù CADE A TERRA PER LA PRIMA VOLTA

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Il tuo cadere a terra, Gesù, è una nuovo sofferenza offerta al Padre. Tu cadi, il tuo dolore aumenta, anche la solitudine in mezzo alla folla aumenta, si fa sentire sempre più. Nessuno si fa avanti per aiutarti. Tu sei solo.

La via della Croce diventa luminosa se ci accorgiamo del male e lo vinciamo compiendo il bene. Gesù ci ha detto: Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figliai Dio. 

G. Preghiamo: Gesù, dammi la forza di vincere il male, facendo il bene

- Quando, di fronte all'ingiustizia, mi metto il cuore in pace, pensan-do che tanto non posso farci niente:

- Quando mi prende la noia e non ho voglia di compiere i miei dove-ri:

- Quando non mi interessa di non aiutare gli altri: 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Chi porta in pugno il mondo a terra é già caduto, né gli si porge aiuto! O ciel che crudeltà! Se cade l'uomo ingrato tosto Gesù il conforta, ed é per Gesù morta, al mondo ogni pietà.

 

Quarta stazione

GESU' INCONTRA SUA MADRE

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Maria, sei stata la prima discepola di Gesù, l'hai seguito fedelmente rinnovando ogni giorno il tuo Sì, fino ai piedi della croce. I suoi discepoli sono fuggiti. Tu sei lì, accanto alla sua croce; ma una voce ti scuote dai tuoi pensieri. è Gesù che ti chiede di continuare ad essere madre: avrai sempre dei figli da accogliere, da amare, da proteggere. Gesù ci dona sua madre, la persona che più amava, perché non ci sentissimo mai soli. 

G. Maria, che hai saputo accogliere Gesù nel tuo grembo,

T. aiutaci a comprendere che il senso della vita è nell'amore a Dio e ai fratelli.

G. Maria, che hai posto la tua vita nelle mani del Padre e con fiducia ti sei lasciata guidare,

T. insegnaci a sperare sempre in Lui, anche quando tutto sembra es-serci contro.

G. Maria, che hai saputo seguire Gesù fino ai piedi della croce,

T. donaci la capacità di imitarti soprattutto quando le difficoltà sem-brano troppo grandi.

La via luminosa delle Beatitudini ci invita ad avere un cuore puro come Maria, ad essere capaci di amare le persone che ci-sono più vicine. Gesù ha detto: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Sento l'amaro pianto della dolente madre, che gira tra le squadre in traccia del suo ben. Sento l'amato Figlio che dice: "Madre, addio, più fier del dolor mio il tuo mi passa il sen."

 

Quinta stazione

GESù AIUTATO DAL CIRENEO

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Gesù non ce la fa più. I soldati costringono allora uno straniero a portare la sua croce.

Simone, tu hai aiutato Gesù a portare la croce. Gesù ti ha fatto il do-no di essere suo discepolo; quell'incontro ti ha cambiato per sempre la vita. è all'ombra della croce che si scopre il valore della vita e fiorisce la carità. Quante persone come il Cireneo, con un grande cuore, si addossano i pesi degli altri per offrire amicizia, sollievo, solidarietà. Anche noi possiamo percorrere la via luminosa tracciata da Gesù se mettiamo in pratica il suo insegnamento: Beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la vivono ogni giorno. 

G. Preghiamo: Gesù dammi un cuore generoso e pieno d'amore.

- Perché io possa davvero aiutare chi ha bisogno:

- Perché io abbia la forza di uscire dalle mie egoistiche abitudini:

- Perché io possa fare qualcosa di buono per tutti: 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Se di tue crude pene sono io, Signor, il reo, non deve il Cireneo la croce tua portar. S'io sol potei per tutti di croce caricarti, potrò in aiutarti per uno sol bastar

 

Sesta stazione

VERONICA ASCIUGA IL VOLTO DI GESU'

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Gesù, un piccolo gesto d'amore ti raggiunge. Un piccolo gesto che non si ferma al volto, ma ti raggiunge il cuore.

La Veronica porta sul sudario l'immagine del tuo volto sofferente e forse non si accorge che la tua luce risplende ora anche dal suo volto e dai suoi occhi, che hanno amato te. Più ancora del sudario, stretto come tesoro dalle sue mani, il suo stesso volto è diventato vera im-magine del tuo! 

G. Gesù, tu che risplendi in coloro che ti amano

T. aiutaci a diventare immagini viventi di te, con l'amore ai po-veri e ai sofferenti.

G. Gesù, tu che risplendi in coloro che ti amano

T. donaci di crescere nel tuo amore.

G. Gesù, tu che risplendi in coloro che ti amano

T. insegnaci a compiere veri gesti d'amore. 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Sì vago é il vostro affanno bel volto del mio bene, che quasi in voi diviene amabile il dolor. In cielo, che farete, se in velo rozzo impresso, da tante pene oppresso innamorate ancor?

 

Settima stazione

GESU' CADE PER LA SECONDA VOLTA

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Gesù, tu cadi ancora sotto il peso della croce che si fa più pesante e non ti lamenti. Tutto tu sopporti, anche le ingiurie e gli insulti che accompagnano il cadere, per mostrarci il tuo amore. Non è giusto che ci siano tante persone che sono a terra, che non riescono più a sorridere e a provare gioia. Eppure, Gesù è venuto per dare gioia, pace e speranza a tutti. Oggi ci sono tante persone da ti-rare su: le persone anziane e sole, gli ammalati costretti a stare in ospedale, i poveri che non riescono ad avere il necessario per vivere, gli uomini e le donne privati dei loro diritti. 

G. Anche noi certe volte dobbiamo essere tirati su e ci sentiamo in-capaci di aiutare gli altri

T. donaci, Gesù, la forza per provare gioia e per trasmetterla agli altri.

G. Quando ci prende la voglia di lasciar perdere per pigrizia o per sconforto

T. donaci, Gesù, il coraggio di ricominciare, nonostante tutto.

G. Gesù, tu che hai detto Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati

T. donaci la forza di sollevare il mondo, compiendo ogni giorno quello che Dio vuole da noi. 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Sotto i pesanti colpi della ribalta scorta, un nuovo inciampo porta a terra il mio Signor. Più teneri dei cuori siate voi duri sassi, né più ingombrate i passi al vostro Creator.

 

Ottava stazione

GESù INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Lungo la via della Croce, non tutti erano contro Ge-sù, non tutti lo insultavano e lo deridevano. C'erano anche delle donne che si disperavano per lui, che piangevano tristi, perché il ma-estro che amavano stava andando a morire.

Quelle donne non si rendevano conto che Gesù stava portando la croce anche per loro, per il male che ogni persona ha dentro di sé, per il peccato che ogni persona commette, provocando la sofferenza degli altri. 

G. Gesù, tu che sei fonte di gioia e di consolazione:

T. concedici la grazia di convertirci dall'egoismo e dall'indiffe-renza.

G. Gesù, tu che sei fonte di gioia e di consolazione:

T. aiutaci a capire che il peccato che compiamo appesantisce le cose, provoca sofferenza, diffonde il male.

G. Gesù, tu che sei fonte di gioia e di consolazione:

T. aiutaci ad ammettere con tutta umiltà di aver bisogno del tuo perdono, perché possiamo di nuovo percorrere la via luminosa delle Beatitudini che ci dice: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli. 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Figlie, non più su queste piaghe, che porto impresse, ma sopra di voi stesse vi prego a lacrimar. Serbate il vostro pianto, o sconsolate donne, quando l'empia Sionne vedrete rovinar.

 

Nona stazione

LA TERZA CADUTA DI GESU'

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Signore Gesù, sei ancora per terra, provato dalla sofferenza, ma tu ti lasci umiliare in silenzio. La violenza di chi ti circonda non ti contagia, l'odio non penetra nel tuo cuore, né lo sco-raggiamento né la ribellione. Col silenzio manifésti la tua fedeltà al Padre. Gesù è quasi arrivato in fondo a questa strada della croce. Anche se cade un'altra volta, vede che l'obiettivo non è lontano. è per questo che è venuto. Gesù cade e si rialza, guardando la croce.

G. Preghiamo: Cambia il nostro cuore, Gesù.

- Gesù cade un'altra volta, quando non sappiamo guardare con occhi diversi i poveri del mondo;

- Gesù cade un'altra volta, quando non sappiamo ascoltare chi do-manda giustizia;

- Gesù cade un'altra volta, quando non sappiamo compiere gesti di vera umanità e di carità, ma solo facile elemosina;

- Gesù cade un'altra volta, quando ci crediamo a posto, vivendo nel nostro comodo tran tran, indifferenti alle tragedie nascoste nel mon-do. 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: L'ispido monte mira il Redentor languente, e sa, che inutilmente per molti ha da salir. Quest'orrido pensiero, si al vivo il cor gli tocca che languido trabocca, e sentesi morir.

 

Decima stazione

GESù VIENE SPOGLIATO

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Gesù, eri già stato spogliato della tua dignità di persona, ora ti tolgono anche i vestiti. Sei esposto agli sguardi e al disprezzo di chi passa. Nessuno però ti può strappare la ricchezza d'amore che hai nel cuore. Gesù, sei rimasto nudo come nella grotta di Betlemme. Ora tutti possono constatare che non hai tenuto niente per te: tutto hai dato al Padre e a noi. E per arrivare a dare tutto di sé occorre vincere il proprio egoismo poco alla volta, giorno dopo gior-no. 

G. Gesù, che hai detto: Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia:

T. insegnaci ad essere più accoglienti verso chi vive in condizioni di disagio.

G. Gesù, quando guardiamo i poveri con fastidio, con disprezzo o indifferenza:

T. illumina la nostra vita, perché guardiamo l'altro sempre con rispetto, sapendo di essere tutti tigli dell'unico Padre. 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Mai l'Arca del Signore, del vel si vede carca, e ignudo il Dio dell'Arca vedrassi e senza vel? Se nudità sì bella or ricoprir non sanno dite, mio Dio, che fanno li Serafini in ciel?

 

Undicesima stazione

GESU' E' INCHIODATO ALLA CROCE

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Gesù, le tue mani hanno guarito, accarezzato, bene-detto, risollevato, e ora sono inchiodate al legno della croce. Gesù, i tuoi piedi hanno percorso instancabilmente la Palestina e ora sono immobilizzati dai chiodi. Ma il tuo amore continua a compiere mira-coli attraverso le mani di coloro che consacrano a te la loro vita e si curvano sui fratelli che soffrono. Ma il tuo vangelo continua a cam-minare sulle vie del mondo con i piedi di quanti, nel tuo nome, lo annunciano ai fratelli, anche al prezzo della vita. 

G. Gesù inchiodato sulla croce ci può insegnare molto:

T. quando vorremmo fare tante cose buone, ma abbiamo la sen-sazione di sentirci "bloccati".

G. Gesù inchiodato sulla croce ci può insegnare molto:

T. quando facciamo il massimo per portare gioia e pace nel mondo.

G. Gesù inchiodato sulla croce ci può insegnare molto:

T. quando siamo missionari dell'amore di Gesù crocifisso: è questa la via luminosa che il Signore ha tracciato per noi.

G. E' Lui che ci dice: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio ". 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Vedo sul duro tronco disteso il mio diletto, e il primo colpo spetta dell'empia crudeltà. Quelle vezzose mani che al tornio sembran fatte ahi! Che il martel le batte, senz'ombra di pietà.

 

Dodicesima stazione

GESù MUORE SULLA CROCE

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Gesù, gri-dando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito".

Dopo aver detto queste parole, spirò.

"Tutto è compiuto". Sono le ultime parole di Gesù che muore sulla croce. Così porta a compimento la sua vocazione e la sua missione. Gesù, la tua ultima preghiera è un grido che giunge al cuore del Pa-dre, che in te ama tutti gli uomini. Quel Dio che ti ha `abbandonato' per amore, con amore ti accoglie per sempre. 

G. Hai voluto annunciare la bontà di Dio. Hai voluto distribuire la tenerezza di Dio. Hai voluto offrire a tutti il perdono di Dio.

T. Tu, Gesù, per noi attraversi la morte!

G. Hai compiuto la tua missione. Hai resistito. Ora gridi e muori sulla croce.

T. Tu, Gesù, per noi attraversi la morte!

G. Sei entrato nella morte per dire a tutti: "Non abbiate paura: io sono la Vita!".

T. Tu, Gesù, per noi attraversi la morte! 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Veder L'orrenda morte del suo Signor non puole, Onde si cuopre il sole, e mostra il suo dolor. Trema commosso il mondo; il sacro vel si spezza; piangon per tenerezza 1 duri marmi ancor.

 

Tredicesima stazione

GESù è DEPOSTO DALLA CROCE

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Dopo la sua morte Gesù viene staccato dalla croce; ad accoglierlo sono le braccia di Maria, rimasta sotto la croce, sino all'ultimo respiro del figlio.

Il dolore, a volte, può essere insopportabile. Pensiamo ad una madre che vede morire il proprio figlio, agli innocenti vittime delle guerre o del terrorismo... Questo mondo ha bisogno di luce! 

G. Per sempre la croce sarà segno delle meraviglie che Dio ha com-piuto per liberare dal male gli abitanti della terra.

T. Tu, Gesù, a tutti offri i segni della tua presenza.

G: Per sempre la croce è il segno delle braccia del Cristo appeso che offre l'amore di Dio agli abitanti della terra.

T. Tu, Gesù, a tutti offri i segni della tua presenza. 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Tolto di croce il Figlio Pavide braccia stende l'afflitta Madre, e prende nel grembo il morto ben. Versa per gli occhi il core in lacrime disciolto; bacia quel freddo volto, e se lo stringe al sen.

 

Quattordicesima stazione

GESù è POSTO NEL SEPOLCRO

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Davanti al sepolcro di Cristo, ieri e oggi, c'è chi dice: basta, non parlatemi più di Lui, è uno come tutti gli altri. "Speravamo" dissero i discepoli di Emmaus. Fratelli, voi siete risorti con Cristo" dice San Paolo. Che cosa vuol dire vivere da risorti? Vuol dire riscoprire la capacità di gioia che c'è in ogni cosa, in ogni incontro, in ogni amicizia. Vuol dire avere il coraggio di sperare "contro ogni speranza". Vuol dire essere capaci di riconoscere il Si-gnore Risorto in ogni uomo. 

T. Ti ringraziamo Gesù, perché solo con il dono di te nasce la vita e fiorisce l'amore. Con la tua morte hai vinto la morte, col tuo sacrificio recuperi ogni dolore. 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Tomba, che chiudi in seno il mio Signor già morto: fin ch'ei non sia risorto non partirò da te. Alla spietata morte allor dirò con gloria, dov'é la tua vittoria? dov'é, dimmi dov'é?

 

Quindicesima stazione

GESù è RISORTO

C. Adoramus te Christi, et benedicimus tibi

T. QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM

RIFLESSIONE: Signore Gesù, mentre si consuma il nostro Venerdì Santo e si ripete l'angoscia di tanti Sabati Santi, donaci la fede tenace di Maria per credere nella verità della Pasqua; donaci il suo sguardo limpido per vedere i bagliori che annunciano l'ultimo giorno della storia: "un nuovo cielo e una nuova terra" già iniziati in Te, Gesù Crocifisso e Risorto. Amen! 

(Santa Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore: Gloria al Padre... l'Eterno riposo...) 

CANTO: Alleluja...

Canto per Cristo che mi libererà quando verrà nella gloria Quando la vita con lui risorgerà Alleluja...

Canto il Cristo un giorno tornerà Festa per tutti gli amici

Festa di un mondo che più non morirà

Alleluja...