VIA CRUCIS TRATTA DALLE "24 ORE DELLA PASSIONE" DI N. S. G. C.
 
Preghiera iniziale
O Signor mio Gesù Cristo, prostrato alla tua divina presenza, supplico l'amorosissimo tuo cuore che voglia ammettermi alla dolorosa meditazione della  tua dolorosissima Passione, in cui per nostro amore tanto volesti patire nel corpo adorabile e nell'anima tua santissima fino alla morte di croce. Deh, dammi aiuto, grazia, amore, profonda compassione e intelligenza dei tuoi patimenti, Accetta, o misericordioso Signore, la mia amorosa intenzione, e fa che sia di profitto per me e per tutti. Intanto grazie ti rendo, o mio Gesù, ché per mezzo della preghiera mi chiami all'unione con te e, per piacerti di più, prendo i tuoi pensieri, la tua lingua, il tuo cuore, e con questo intendo pregare, fondendomi tutto nella tua Volontà e nel tuo amore, e, stendendo le braccia per abbracciarti, poggio la mia testa sul tuo cuore ed incomincio implorando l'aiuto della tua Santissima Madre e del mio Angelo Custode. Ave, Gloria, Pater, Eterno Riposo.
 

GESU' E' CONDANNATO A MORTE

Mio purissimo Gesù, già sei vicino alla colonna. I soldati, inferociti, Ti sciolgono per legarti ad essa; ma non basta, Ti spogliano delle tue vesti per fare crudele carneficina del tuo SS. Corpo. Amor mio, Vita mia, mi sento venir meno per il dolore di vederti nudo. Tu tremi da capo a piedi, ed il tuo Volto SS. Si tinge di verginale rossore; ed è tanta la tua confusione e lo sfinimento che, non reggendoti in piedi, stai per cadere ai piedi della colonna, ma i soldati Ti sostengono, non per aiutarti ma per poterti legare, e non Ti fanno cadere.

Già prendono le funi e Ti legano le braccia, tanto stretto che subito si gonfiano e il sangue sprizza dalla punta delle dita. Poi, dall'anello della colonna passano le funi e catene intorno alla tua SS. Persona, fino ai piedi, e Ti legano alla colonna, tanto stretto da non poter fare nemmeno un movimento, per poter così sfrenarsi liberamente su di Te.

   Ma il mio amante Gesù, con la luce che tramanda dagli occhi, mi dice: "Taci, o figlio; era necessario che fossi spogliato, per riparare per tanti che si spogliano di ogni pudore, di candore e d'innocenza, che si spogliano di ogni bene e virtù e della mia Grazia e si vestono di ogni brutalità, vivendo a modo di bruti. Nel mio verginale rossore volli riparare tante disonestà, mollezze e piaceri brutali. Perciò fa attenzione a ciò che faccio e prega e ripara con Me e quietati."

Vedo che i carnefici prendono le funi e Ti battono senza pietà, tanto da illividire tutto il tuo SS. Corpo, ed è tanta la ferocia, il furore nel batterti, che sono già stanchi; ma altri due sottentrano, prendono verghe spinose e Ti battono tanto che subito dal tuo Corpo SS. incomincia a scorrere a rivi il Sangue; poi lo pestano tutto, formano dei solchi e lo riempiono di piaghe. Ma non basta, altri due sottentrano ancora, e con catene di ferro uncinate continuano la dolorosa carneficina. Ai primi colpi, quelle carni peste e piagate si squarciano di più e cadono a brandelli per terra, restano scoperte le ossa, il sangue diluvia, tanto da formarsi un lago di sangue intorno alla colonna.

   Ma ogni colpo che ricevi è una ferita al mio cuore, molto più che tendendo l'orecchio sento i tuoi gemiti, ma non sono uditi, perché la tempesta di colpi assorda l'aria dintorno; e in quei gemiti Tu dici: "Voi, tutti che Mi amate, venite ad imparare l'eroismo del vero amore! Venire a smorzare nel mio Sangue la sete delle vostre passioni, la sete ti tante ambizioni, di tanti fumi e piaceri, di tante sensualità! In questo mio Sangue troverete il rimedio a tutti i vostri mali."

I tuoi gemiti continuano a dire: "Guardami, o Padre, tutto piagato sotto questa tempesta di colpi; ma non basta, voglio formare tante piaghe nel mio Corpo da dare sufficienti stanze nel Cielo della mia Umanità a tutte le anime, in modo da formare in Me stesso la loro salvezza, e poi farle passare nel Cielo della Divinità. Padre mio, ogni colpo di questi flagelli ripari innanzi a Te ogni specie di peccato ad uno ad uno, e come colpiscono Me così scusino quelli che li commettono. Questi colpi colpiscano i cuori delle creature e parlino loro del mio Amore, tanto da forzarle ad arrendersi a Me."

Il tuo Amore non è stanco, mentre invece i carnefici sono sfiniti di forze e non possono più continuare la dolorosa carneficina.

Già ti tagliano le funi e Tu cadi quasi morto nel tuo stesso Sangue; e nel vedere i brandelli delle tue carni Ti senti morire di dolore vedendo in quelle carni separate da Te le anime riprovate, ed è tanto il tuo dolore, che stai boccheggiando nel tuo proprio Sangue.

   Già sei tutto lacerato, non c'è parte sana in Te. I carnefici, inferociti nel vedere che in tante pene li guardi con tanto amore nel vedere che il tuo sguardo amoroso, formando un dolce incanto, quasi come tante voci prega e supplica più pene e nuove pene, sebbene siano inumani, ma pur forzati dal tuo Amore, Ti mettono in piedi; Tu, non reggendoti, cadi di nuovo nel tuo proprio Sangue, e questi, irritati, con calci e spinte Ti fanno giungere nel posto dove T'incoroneranno di spine.

   Ed il mio amabile Gesù mi dice: "Figlio mio, coraggio, non perdere nulla di quanto ho sofferto; sii attento ai miei insegnamenti. Io devo rifare l'uomo in tutto. La colpa gli ha tolto la corona e lo ha coronato di obbrobri e di confusione, sicché dinanzi alla mia Maestà non può comparire; la colpa lo ha disonorato, facendogli perdere qualsiasi diritto agli onori ed alla gloria. Perciò voglio essere coronato di spine, per mettere sulla fronte dell'uomo la corona e restituirgli tutti i diritti a qualsiasi onore e gloria. Le mie spine saranno, innanzi al mio Padre, riparazioni e voci di discolpa per tanti peccati di pensiero, specialmente di superbia, e ad ogni mente creata saranno voci di luce e di supplica perché non Mi offendano. Perciò tu unisciti a Me e prega e ripara insieme con Me."

Coronato Gesù, i tuoi nemici incrudeliti Ti fanno sedere, Ti mettono uno straccio di porpora, prendono la corona di spine e con furia infernale Te la mettono sul capo adorabile. Poi, a colpi di bastone Ti fanno penetrare le spine nella fronte, e parte Ti giungono negli occhi, nelle orecchie, nel cranio e fin dietro la nuca. Amor mio, che strazio, che pene inenarrabili! Quante morti crudeli subisci!

Già il Sangue Ti scorre sul Volto, in modo che non si vede che Sangue; ma sotto quelle spine e quel Sangue si vede il tuo Volto SS. raggiante di dolcezza, di pace e di amore. E i carnefici, volendo finire la tragedia, Ti bendano gli occhi, Ti mettono per scettro una canna in mano ed incominciano le loro burle. Ti salutano Re dei Giudei, Ti battono la corona, Ti danno schiaffi e Ti dicono: "Indovina chi Ti ha percosso!"

E Tu taci e rispondi col riparare l'ambizione di chi aspira ai regni, alle dignità, agli onori, e per coloro che trovandosi in tali posti di autorità e non comportandosi bene formano la rovina dei popoli e delle anime a loro affidate, e i loro cattivi esempi sono causa di spinta al male e di perdita di anime.

Con questa canna che stringi in mano Tu ripari tante opere buone, ma vuote di spirito interno e fatte anche con intenzioni cattive. Negli insulti e bende Tu ripari per quelli che mettono in ridicolo le cose più sante, screditandole e profanandole, e ripari per quelli che si bendano la vista dell'intelligenza per non vedere la luce della verità. Con questa tua benda impetri per noi che ci siano tolte le bende delle passioni, delle ricchezze e dei piaceri. Mio Re Gesù, i tuoi nemici continuano i loro insulti; il Sangue che scorre dal tuo SS. capo è tanto, che giungendoti fino alla bocca T'impedisce di farmi sentire chiaramente la tua dolcissima voce, e quindi non posso fare ciò che fai Tu.

E Lui mi dice: "Figlio mio, queste spine dicono che voglio essere costituito Re di ogni cuore; a Me spetta ogni dominio. Tu prendi queste spine e pungi il tuo cuore, fanne uscire tutto ciò che a Me non appartiene e poi lascia dentro una spina, come suggello che Io sono il tuo Re e per impedire che nessun'altra cosa entri in te. Poi gira per tutti i cuori e, pungendoli, fanne uscire tutti i fumi di superbia e il marciume che contengono, e costituiscimi Re di tutti".

   Mio Gesù, sei nudo, ed invece di vesti, Ti vedo vestito di sangue, le carni squarciate, le ossa denudate, il tuo Volto SS. irriconoscibile; le spine infisse nella tua SS. testa Ti giungono negli occhi, nel Volto, ed io non vedo che sangue, che scorrendo fino a terra, forma un sanguigno ruscello dietro i tuoi piedi.

   E Tu, o paziente Gesù, a stento par che mi guardi attraverso le spine, e mi dici: "Figlio mio, vieni fra queste mie braccia legate, poggia il tuo capo sul mio seno e vedrai dolori più intensi ed acerbi, perché quello che vedi al di fuori della mia Umanità non è altro che lo sbocco delle mie pene interne. Fa attenzione ai palpiti del mio cuore, e sentirai che riparo le ingiustizie di chi comanda, le oppressioni de' poveri, degl'innocenti posposti ai rei, la superbia di quelli che per sostenere le dignità, le cariche, le ricchezze, non si curano di rompere qualunque legge e di far male al prossimo, chiudendo gli occhi alla luce della verità. Con queste spine voglio frantumare lo spirito di superbia delle loro signorie, e coi fori che formano nella mia testa, voglio farmi via nelle loro menti, per riordinare in esse tutte le cose secondo la luce della verità. Con lo starmi così umiliato innanzi a questo ingiusto giudice, voglio fare a tutti comprendere che la sola virtù è quella che costituisce l'uomo re di sé stesso, e insegno a chi comanda, che la sola virtù, unita al retto sapere, è sola degna e capace di governare e di reggere gli altri: mentre tutte le altre dignità, senza la virtù, sono cose pericolose e da deplorarsi. Figlio mio, fa eco alle mie riparazioni e segui a far attenzione alle mie pene".

Amor mio, vedo che Pilato, nel vederti sì malamente ridotto, si sente rabbrividire e, tutto impressionato, esclama: "Possibile tanta crudeltà in petti umani? Ah, non era questa la mia volontà nel condannarlo alle battiture!" E volendo liberarti dalle mani dei tuoi nemici per poter trovare ragioni più convenienti, tutto dimesso, distogliendo il suo sguardo, perché non può sostenere la tua vista troppo dolorosa, torna ad interrogarti: "Ma dimmi, che hai fatto? La tua gente mi Ti ha dato nelle mani, dimmi, sei Tu re? Qual è il tuo regno?"

Alle domande tempestose di Pilato, Tu, o mio Gesù, non rispondi, e racchiuso in Te stesso pensi a salvare la povera anima mia a costo di tante pene!

E Pilato, poiché non rispondi, soggiunge: "Non sai Tu che sta in mio potere il liberarti o il condannarti?" Ma Tu, o Amor mio, volendo fare splendere nella mente di Pilato la luce della verità, rispondi: "Non avresti alcun potere su di Me se non ti venisse dall'alto; però quelli che Mi hanno dato nelle tue mani hanno commesso un peccato più grave del tuo." Allora Pilato, quasi mosso dalle dolcezza della tua voce, irrisoluto come sta, col cuore in tempesta, credendo che i cuori dei Giudei fossero più pietosi, si decise di mostrarti dalla loggia, sperando che si muovessero a compassione nel vederti sì straziato, e così poterti liberare.

Pilato imponendo silenzio, per richiamare l'attenzione di tutti e farsi da tutti ascoltare, prende con ribrezzo i due lembi della porpora che Ti copre il petto e le spalle, la solleva, per farti da tutti vedere come sei ridotto, e ad alta voce dice: "Ecce Homo! Guardatelo, non ha più figura di uomo, osservate le sue piaghe, non più si riconosce; se male ha fatto, ha già sofferto abbastanza, anzi troppo; io son già pentito d'averlo fatto tanto soffrire, lasciamolo perciò libero."

E poi, come in una sola voce sento il grido di tutti: - "Crocifiggilo, crocifiggilo, a qualunque costo Lo vogliamo morto!"

   E Tu intanto, o mio straziato Gesù, mosso dal mio dolore par che mi dica: "Figlio mio, stringiti al mio Cuore, e prendi parte alle mie pene ad alle mie riparazioni; il momento è solenne, si deve decidere o la mia morte o la morte di tutte le creature.

Ma vedo che Pilato rimane sbalordito, e si affretta a dire: "Come, debbo crocifiggere il vostro Re? Io non trovo colpa in Lui per condannarlo." E i Giudei gridano, assordando l'aria: - "Non abbiamo altro re che Cesare e, se tu non Lo condanni, non sei amico di Cesare; folle, folle, crocifiggilo, crocifiggilo!"

Pilato, non sapendo più che fare, per timore di essere spodestato, si fa portare un catino d'acqua e, lavandosi le mani, dice: "Io sono innocente del Sangue di questo giusto." E ti condanna a morte. Ma i Giudei gridano: - Il suo Sangue cada su di noi e sui figli nostri!" E nel vederti condannato vanno in festa, battono le mani, fischiano, urlano; mentre tu, o Gesù, ripari per quelli che trovandosi in alto, per vano timore e per non perdere i posti, rompono le leggi più sacre, non curando la rovina dei popoli interi, favorendo gli empii e condannando gli innocenti; ripari anche per quelli che dopo la colpa, istigano l'ira divina a punirli. Ma mentre ciò ripari, il Cuore Ti sanguina per il dolore nel vedere il popolo da Te eletto fulminato dalla maledizione del Cielo, che loro stessi con piena volontà hanno voluto, suggellandola col tuo Sangue che hanno imprecato! Ah, il Cuore Ti vien meno, lasciami che lo sostenga fra le mie mani, facendo mia le tue riparazioni e le tue pene; ma il tuo amore Ti spinge più in alto e, impaziente, già cerchi la Croce!

 

GESU' PORTA LA CROCE

Straziato mio Bene, con Te riparo, con Te soffro; ma vedo che i tuoi nemici Ti precipitano dalle scale, il popolo con furore ed ansie Ti aspetta; già Ti fanno trovare pronta la Croce che con tanti sospiri Tu cerchi e Tu, con amore, la guardi e, con passo franco, Ti avvicini ad abbracciarla; poi non potendo contenere l'amore con cui le ami, ritorni a baciare la Croce e le dici: "Croce adorata, finalmente ti abbraccio; eri tu il sospiro del mio Cuore, il martirio del mio amore; ma tu, o Croce, tardasti finora, mentre i miei passi sempre verso di te si dirigevano. Croce Santa, eri tu la meta dei miei desideri, lo scopo della mia esistenza quaggiù; in te concentro tutto l'essere mio, in te metto tutti i miei figli e tu sarai la loro vita, e la loro luce, la difesa, la custodia, la forza; tu li sovverrai in tutto, e gloriosi me li condurrai in Cielo. Oh Croce, Cattedra di sapienza, tu sola insegnerai la vera santità, tu sola formerai gli eroi, gli atleti, i martiri, i santi. Croce bella, tu sei il mio Trono e, dovendo Io partire dalla terra, tu rimarrai in vece mia; a te do in dote tutte le anime; Me le custodisci, Me le salvi, a te le affido!"

Così dicendo, ansioso Te la fai mettere sulle tue SS. Spalle. Ah, mio Gesù, la Croce per il tuo amore è troppo leggera, ma al peso della Croce si unisce quello delle nostre colpe enormi ed immense quanto la distesa dei cieli; e Tu, affranto mio Bene, Ti senti schiacciare sotto il peso di tante colpe; la tua anima inorridisce alla vista di esse e sente la pena di ogni colpa; la tua santità resta scossa di fronte a tanta bruttezza e perciò, addossando la Croce sulle tue spalle, vacilli, affanni, e dalla tua SS. Umanità trafila un sudore mortale. Deh, Amor mio, non mi regge l'animo di lasciarti solo, voglio dividere insieme a Te il peso della Croce e, per sollevarti il peso delle colpe, mi stringo ai tuoi piedi; voglio darti, a nome di tutte le creature, amore per chi non Ti ama, lodi per chi Ti disprezza, benedizioni, ringraziamenti, ubbidienza per tutti. Ma vedo che sono troppo misero, ho bisogno di Te per poterti riparare davvero: perciò mi unisco alla tua SS. Umanità e, insieme a Te unisco i miei pensieri ai tuoi per riparare i pensieri cattivi miei e di tutti; la mia bocca alla tua, per riparare le bestemmie e i discorsi cattivi; il mio cuore al tuo per riparare le tendenze, i desideri e gli affetti cattivi; in una parola, voglio riparare tutto ciò che ripara la tua Santissima Umanità, unendomi all'immensità del tuo amore per tutti ed al bene immenso che fai a tutti.

Ma non sono contento ancora; voglio unirmi alla tua Divinità e questo mio nulla lo sperdo in Essa, e così ti do il tutto. Ti do il tuo amore per ristorare le tue amarezze; ti do il tuo cuore per ristorarti delle nostre freddezze, incorrispondenze, ingratitudini e poco amore delle creature. Ti do le tue armonie per rinfrancarti l'udito dagli assordamenti che riceve con le bestemmie. Ti do la tua bellezza per rinfrancarti delle bruttezze delle anime nostre quando ci infanghiamo nella colpa. Ti do la tua purità per rinfrancarti delle mancanze di rettitudine d'intenzione e del fango e del marciume che vedi in tante anime. Ti do la tua immensità per rinfrancarti delle volontarie strettezze in cui si mettono le anime. Ti do il tuo ardore per bruciare tutti i peccati e tutti i cuori, affinché tutti ti amino e nessuno più Ti offenda. Insomma Ti do tutto ciò che sei Tu per darti soddisfazione infinita, amore eterno, immenso ed infinito.

 

LA PRIMA CADUTA DI GESU' SOTTO LA CROCE

Mio pazientissimo Gesù, vedo che fai i primi passi sotto il peso enorme della Croce ed io unisco i miei passi ai tuoi e quando Tu, debole, svenato e vacillante starai per cadere, io sarò al tuo fianco per sorreggerti, presterò le mie spalle sotto di essa per dividerne insieme con Te il peso; Tu non disdegnarmi, ma accettami per tuo fedele compagno. Oh Gesù, Tu mi guardi e vedo che ripari per quelli che non portano con rassegnazione la propria croce, anzi imprecano, s'irritano, si suicidano e fanno omicidi; e Tu impetri a tutti amore e rassegnazione alla propria Croce. Ma è tanto il tuo dolore, che Ti senti come stritolare sotto la Croce. Sono appena i primi passi che muovi e già Tu cadi sotto di essa e, mentre cadi, urti nelle pietre; le spine si conficcano di più nel tuo capo, mentre tutte le piaghe s'inaspriscono e danno nuovo sangue; e siccome non hai forza per alzarti, i tuoi nemici irritati, con calci e con spinte cercano di metterti in piedi.

Caduto amor mio, lascia che Ti aiuti a metterti in piedi, Ti baci, Ti rasciughi il sangue, ed insieme con Te ripari per quelli che peccano per ignoranza, per fragilità e debolezza; e Ti prego di dare aiuto a queste anime.

 

GESU' INCONTRA LA SUA SS MADRE

Vita mia, Gesù, i tuoi nemici, facendoti soffrire spasimi inauditi, sono giunti a metterti in piedi e, mentre barcollando Tu cammini, sento il tuo respiro affannoso; il tuo Cuore batte più forte e nuove pene te lo trafiggono intensamente; già scuoti la testa per sgombrare i tuoi occhi dal sangue che li riempie e ansioso guardi. Ah, mio Gesù ho capito tutto; la tua Mamma che, come gemebonda colomba va in cerca di Te, vuol dirti un'ultima parola e ricevere un tuo ultimo sguardo; e Tu senti le sue pene, il suo cuore lacerato nel tuo ed intenerito e ferito dal suo e dal tuo amore. Già la scorgi che spingendosi attraverso la folla, a qualunque costo vuol vedere, abbracciarti e darti l'ultimo addio. Ma Tu resti più trafitto nel vedere la sua pallidezza mortale, tutte le tue pene per forza di amore riprodotte in Lei; se Essa vive, è solo miracolo della tua Onnipotenza. Già Tu muovi i passi incontro ai suoi, ma a stento vi potete scambiare gli sguardi!

Oh, schianto di Cuori d'ambo le parti! I soldati avvertono e, con urti e spine, impediscono che Mamma e Figlio vi diate l'ultimo addio. E' tanta l'ambascia d'entrambi, che la tua Mamma resta impietrita dal dolore e quasi sta per soccombere; il fedele Giovanni e le pie donne La sorreggono, mentre Tu di nuovo cadi sotto la Croce. Allora la tua dolente Mamma ciò che non fa col Corpo, perché impedita, lo fa con l'anima: entra in Te, fa suo il Volere dell'Eterno e, associandosi in tutte le tue pene, Ti fa l'ufficio di Mamma, Ti bacia, Ti ripara, Ti lenisce ed in tutte le tue piaghe versa il balsamo del suo doloroso amore!

Mio penante Gesù, anch'io mi unisco con la trafitta Mamma; faccio mie tutte le tue pene ed in ogni goccia del tuo Sangue, in ogni piaga, voglio farti da mamma ed insieme con Lei e con Te, riparo per tutti gli incontri pericolosi, e per quelli che si espongono alle occasioni di peccare, o costretti dalla necessità di esporsi, restano allacciati nel peccato.

Tu intanto gemi, caduto sotto la Croce; i soldati temono che Tu muoia sotto il peso di tanti martiri e per lo spargimento di tanto Sangue. Ciò non pertanto a via di frustate e calci, stentatamente giungono a metterti di nuovo in piedi. Così ripari le ripetute cadute nel peccato, i peccati gravi commessi da ogni classe di persone e preghi per i peccatori ostinati e piangi con lagrime di sangue per la loro conversione.

 

GESU' AIUTATO DAL CIRENEO A PORTARE LA CROCE

Affranto Amor mio, mentre ti seguo nelle riparazioni, vedo che non reggi sotto il peso enorme della Croce. Già tremi tutto; le spine, ai continui urti che ricevi, penetrano sempre più dentro la tua SS. Testa; la Croce per il suo grave peso si addentra nella spalla, tanto da formare una piaga così profonda da scoprire le ossa e ad ogni passo mi sembra che muori e quindi impossibilitato ad andare più avanti. Ma il tuo amore che tutto può Ti da la forza e, come Ti senti penetrare la Croce nella spalla, ripari per i peccati nascosti, che non essendo riparati, accrescono l'acerbità dei tuoi spasimi. Mio Gesù, lascia che metta la mia spalla sotto la Croce per sollevarti e con Te ripari tutti i peccati occulti.

Ma i tuoi nemici per timore che Tu muoia sotto di essa, costringono il Cireneo ad aiutarti a portare la Croce, il quale mal volentieri e brontolando, non per amore, Ti aiuta, ma per forza. E nel tuo Cuore allora fanno eco tutti i lamenti di chi soffre, le mancanze di rassegnazione, le ribellioni, le ire e i disprezzi nel soffrire; ma molto più resti trafitto nel vedere che le anime a Te consacrate, che chiami a compagne ed aiuto nel tuo dolore Ti sfuggono e se Tu le stringi a Te col dolore, ah, esse si svincolano dalle tue braccia, per andare in cerca di godimenti e così lasciano Te solo a dolorare!

 

LA VERONICA ASCIUGA IL SS VOLTO DI GESU'

Affranto mio Gesù, a stento cammini e tutto incurvato; ma vedo che ti soffermi e cerchi di guardare. Cuor mio, ma che c'è, che vuoi? Ah, è la Veronica che nulla temendo, coraggiosamente con un panno Ti rasciuga il Volto tutto coperto di sangue e Tu ve lo lasci impresso in segno di gradimento. Mio generoso Gesù, anch'io voglio asciugarti, e non con un panno, ma voglio esibire tutto me stesso a sollevarti, voglio entrare nel tuo interno e darti, o Gesù, palpiti per palpiti, respiri per respiri, affetti per affetti, desideri per desideri; intendo tuffarmi nella tua SS. Intelligenza e facendo scorrere tutti questi palpiti, respiri, affetti e desideri nell'immensità della tua Volontà, intendo moltiplicarli all'infinito. Voglio, o mio Gesù, formare onde di palpiti per fare che nessun palpito cattivo si ripercuota nel tuo Cuore e così lenire tutte le sue interne amarezze; intendo formare onde di affetti e di desideri, per allontanare tutti gli affetti e i desideri cattivi che potrebbero menomamente contristare il tuo Cuore; intendo ancora o mio Gesù, formare onde di respiri e di pensieri, per allontanare qualunque respiro e pensiero che potrebbe menomamente dispiacerti. Starò bene in guardia, o Gesù, affinché nulla più affligga e aggiunga alle tue pene interne altre amarezze. O mio Gesù deh, fa che tutto il mio interno nuoti nell'immensità del tuo: così potrò ritrovare amore sufficiente e volontà sufficiente per far che non entri nel tuo interno amore cattivo, né volontà che potrebbe dispiacerti.

   Intanto i nemici, mal vedendo quest'atto della Veronica, Ti frustano, Ti spingono e Ti mettono in via!

 

GESU' INCONTRA LE PIE DONNE DI GERUSALEMME

Altri pochi passi e ti fermi ancora: il tuo amore, sotto il peso di tante pene, non si arresta e, vedendo le pie donne che piangono per causa delle tue pene, Tu dimentichi Te stesso e le consoli col dir loro: "Figlie non piangete sulle mie pene, ma sopra i peccati vostri e dei figli vostri". Che insegnamento sublime, come dolce è la tua parola! O Gesù, con Te riparo le mancanze di carità e Ti chiedo grazia di farmi dimenticare me stesso, perché non ricordi altro che Te solo.

 

GESU' CADE SOTTO IL PESO DELLA CROCE

Ma i tuoi nemici, sentendoti parlare, vanno in furia, Ti tirano per le funi, Ti spingono con tanta rabbia, che Ti fanno cadere e mentre cadi, urti nelle pietre: il peso della Croce Ti cruccia, e Ti senti morire! Lascia che Ti sostenga e faccia riparo con le mie mani al tuo SS. Volto. Vedo che tocchi la terra e boccheggi nel Sangue; ma i tuoi nemici Ti vogliono mettere in piedi, Ti tirano con le funi, Ti alzano per i capelli, Ti danno calci, ma tutto invano. Tu muori, mio Gesù! Che pena, mi si spezza il cuore per il dolore! E, quasi trascinandoti, Ti conducono al monte Calvario. Mentre Ti trascinano, sento che ripari tutti le offese delle anime a Te consacrate, che Ti danno tanto peso, che per quanto Tu Ti sforzi per alzarti, Ti riesce inutile! E così trascinato e calpestato, giungi al Calvario lasciando, da dove passi, rossa traccia del tuo Sangue prezioso.

 

GESU' E' SPOGLIATO DELLE VESTI

Ma qui nuovi dolori Ti aspettano, Ti spogliano di nuovo e Ti strappano vesti e corona di spine. Ah, Tu gemi nel sentire strappare da dentro la tua testa le spine; e mentre Ti strappano la veste, Ti strappano pure le carni lacere attaccate ad essa. Le piaghe si squarciano, il Sangue a rivi scorre fino a terra, ed è tanto il dolore, che, quasi morto, tu cadi.

Ma nessuno si muove a compassione di Te, mio Bene! Anzi con bestiale furore di nuovo Ti mettono la corona di spine, Te la battono ben bene, ed è tanto lo strazio per i laceramenti e per lo strappo che fanno ai tuoi capelli ammassati nel sangue coagulato, che solo gli Angeli potrebbero dire ciò che Tu soffri, mentre, inorriditi, ritorcono i loro sguardi celesti e piangono!

Spogliato mio Gesù, permettimi che Ti stringa al mio cuore per riscaldarti, perché vedo che tremi ed un sudore gelido di morte invade la tua SS. Umanità. Quanto vorrei darti la mia vita, il mio sangue per sostituire il tuo, che hai perduto per darmi vita!

Gesù intanto quasi guardandomi con i suoi occhi languidi e moribondi par che mi dica: "Figlio mio, quanto mi costano le anime! Qui è il luogo dove tutti aspetto per salvarli, dove voglio riparare i peccati di quelli che giungono a degradarsi al di sotto delle bestie e si ostinano tanto nell'offendermi, che giungono a non saper vivere senza fare peccati. La loro ragione resta cieca e peccano all'impazzata; ecco perché una terza volta mi coronano di spine; e con lo spogliarmi, riparo per quelli che indossano vesti di lusso e indecenti, per i peccati contro la modestia e per quelli che sono tanto legati alle ricchezze, agli onori, ai piaceri, che ne formano un dio per i loro cuori. (...) "

Denudato mio Bene, mentre con Te riparo, Ti prego di spogliarmi di tutto con le tue SS. Mani e non permettere che alcun affetto cattivo entri nel mio cuore; Tu me lo vigili, me lo circondi con le tue pene, me lo riempi del tuo amore; la mia vita non sia altro che la ripetizione della tua e rafferma con la tua benedizione il mio spogliamento; benedicimi di cuore e dammi la forza d'assistere alla tua dolorosa crocifissione, per rimanere crocifisso insieme con Te!

 

GESU' E' CROCIFISSO

Intanto mio Gesù, Tu guardi la Croce che i tuoi nemici Ti stanno preparando; senti i colpi di martello con cui i tuoi carnefici formano i fori ove conficcare i chiodi che Ti terranno crocifisso ed il tuo Cuore batte forte forte, sussulta di ebbrezza divina, agognando di distenderti su quel letto di dolore, per suggellare con la tua morte la salvezza delle anime nostre. Già ti sento dire: "Deh, o Croce, ricevimi presto nelle tue braccia, io sono impaziente di aspettare! Croce santa, su Te verrò a dare compimento a tutto: presto Croce, adempi il desiderio ardente che Mi consuma di dar vita alle anime; non più indugiare, con ansia aspetto di stendermi su di Te per aprire il Cielo a tutti i figli miei.

Oh Croce, è vero che tu sei il mio martirio, ma fra poco sarai anche la mia vittoria ed il trionfo più completo; e per te darò copiose eredità, vittorie, trionfi e corone ai figli miei."

Ed ecco che mentre Gesù così parla, i nemici Gli comandano di stendersi su di essa ed Egli, pronto, ubbidisce loro, per riparare le nostre disubbidienze.

Ah, pare che il mio adorato Gesù mi dica: "Figlio mio, hai prevenuto il mio amore, questa è la mia Volontà, che tutti quelli che mi amano, siano con Me crocifissi. Ah si, vieni pure a distenderti con Me sulla Croce, ti darò vita con la mia vita, ti terrò come il prediletto del mio Cuore."

Ed ecco, dolce mio Bene, che Ti distendi sulla Croce e guardi con tanto amore e con tanta dolcezza i carnefici, che già tengono pronti nelle mani chiodi e martelli per inchiodarti, da far loro dolce invito a sollecitare la crocifissione; infatti con ferocia inumana già prendono la tua destra, fermano il chiodo nella palma di essa, e a colpi di martello lo fanno uscire dalla parte opposta della Croce. E' tale e tanto il dolore che soffri, o mio Gesù, che tremi; la luce dei tuoi begli occhi si eclissa ed il tuo Volto santissimo impallidisce e sembra di morte.

Destra benedetta del mio Gesù, ti bacio, ti compatisco, ti adoro e ti ringrazio per me e per tutti: quanti colpi ricevi, tante anime ti chiedo di liberare in questo momento dalla condanna eterna; quante gocce di Sangue versi, tante anime ti prego di lavare in questo tuo preziosissimo Sangue. O mio Gesù, per il dolore acerbo che soffri, Ti prego di aprire il Cielo a tutti e di benedire tutte le creature; possa la tua benedizione chiamare alla conversione tutti i peccatori ed alla luce della Fede tutti gli eretici ed infedeli.

Oh Gesù, dolce mia Vita, il tuo tormento è ancora agli inizi ed ecco che, terminato d'inchiodarti la destra, i tuoi carnefici, con crudeltà inaudita, prendono la tua mano sinistra, con violenza la stirano tanto per farla giungere al foro segnato, che Tu resti slogato nelle giunture delle braccia e delle spalle e per la forza del dolore anche le gambe restano attratte e convulse; poscia, con ferocia instancabile, egualmente come la destra la inchiodano sulla croce.

Sinistra mano del mio Gesù, ti bacio, ti compatisco, ti adoro e ti prego, per i colpi che ricevi e per gli acerbi dolori che soffri mentre ti conficcano il chiodo, di concedere in questo momento alle anime purganti la loro liberazione dal Purgatorio. Si, per il Sangue che spargi, o Gesù, da questa mano, Ti prego di estinguere le fiamme che bruciano quelle anime; e questo Sangue sia a tutte di refrigerio e bagno salutare da purgarle da qualunque macchia per disporle alla visione beatifica. Amor mio e mio tutto, per questo acuto dolore che soffri, Ti prego di chiudere l'inferno a tutte le anime e di trattenere i fulmini della divina Giustizia, purtroppo irritata dalle nostre colpe! Fa, o Gesù, che si calmi la divina Giustizia per non far piovere i divini flagelli sulla Terra e si aprano i tesori della divina Misericordia a pro di tutti. Gesù mio, nelle tue braccia metto il mondo e le generazioni tutte e Ti prego, o dolce Amor mio, con le voci dello stesso tuo Sangue, di non negare il perdono a nessuno, e per i meriti di questo tuo preziosissimo Sangue, di concedere a tutti la salvezza della propria anima!

Amor mio, Gesù, i tuoi nemici non sono contenti ancora: con ferocia diabolica prendono i tuoi SS. Piedi, attratti per il grande dolore provato nelle stirature delle mani e li tirano tanto, che restano slogate le ginocchia, le costole e tutte le ossa del petto. Il cuore non mi regge, caro mio Bene; veggo i tuoi begli occhi, per la forza del dolore, eclissati e velati di Sangue; le tue labbra livide si contorcono, le tue guance si affossano, i denti si battono, mentre il petto è celermente affannato. Mio Gesù, già ti mettono un piede sull'altro e vi conficcano un chiodo senza punta. Piedi benedetti del mio Gesù, vi bacio, vi adoro, vi ringrazio e vi prego, per gli acerbissimi dolori che soffrite, per le stirature e per il Sangue che spargete, di rinchiudere tutte le anime nelle vostre piaghe sacratissime.

   O mio Gesù, già i carnefici hanno inchiodato le tue mani e i tuoi piedi alla Croce, e voltando questa per ribattere i chiodi, costringono il tuo Volto adorabile a toccare la terra insanguinata dallo stesso tuo Sangue e Tu, con le tue labbra divine, la baci. Con questo tuo bacio, o dolce Amor mio, Tu intendi baciare tutte le anime e vincolarle al tuo amore, suggellandone la loro salvezza.

La tua lingua è quasi attaccata al palato per l'amarezza del fiele e per la sete ardente. Per ristoro alla tua sete, o mio Gesù, Tu vorresti tutti i cuori delle creature traboccanti d'amore e, non avendoli, bruci sempre più per loro. O Gesù, vedo che ad ogni movimento che fai, le piaghe delle tue mani più si squarciano e il dolore si fa più intenso e acerbo. Caro mio Bene, per ristorare e raddolcire questo dolore, Ti offro le opere sante di tutte le creature. O Gesù, quanto soffri nei tuoi santissimi piedi! Tutti i movimenti del sacratissimo tuo Corpo pare che si ripercuotano in esse e nessuno è a Te vicino per sorreggerti e lenire alquanto l'acerbità dei tuoi dolori!

   Mio buon Gesù, vedo che i tuoi nemici innalzano il pesante legno della Croce e lo lasciano cadere nella fossa da essi preparata; e Tu, dolce Amor mio, resti sospeso fra cielo e terra. In questo solenne momento Ti volgi al Padre e, con voce debole e fioca, Gli dici: "Padre santo, eccomi qui, carico di tutti i peccati del mondo; non vi è colpa che non si riversi su di Me, perciò non più scaricare sugli uomini i flagelli della tua divina Giustizia, ma su di Me, tuo Figlio. O Padre, permettimi che leghi tutte le anime a questa Croce, e che loro implori perdono con le voci del mio Sangue e delle mie piaghe. O Padre, non vedi come Mi son ridotto? Per questa Croce, in virtù di questi dolori, concedi a tutti verace conversione, pace, perdono e santità. Arresta il tuo furore contro la povera Umanità, contro i figli miei; sono ciechi e non sanno quello che fanno; perciò, guardami bene come sono ridotto per causa loro: se non Ti muovi a compassione per essi, T'intenerisca almeno questo mio Volto insozzato di sputi, coperto di Sangue, illividito e gonfio per i tanti schiaffi e colpi ricevuti. Pietà Padre mio! Ero Io il più bello di tutti, ed ora sono tutto sfigurato tanto, che non mi riconosco più; son diventato l'abiezione di tutti, perciò, a qualunque costo voglio salva la povera creatura!"

Mio Gesù, Crocifisso adorabile, la creatura va sempre irritando la divina Giustizia e fa risuonare con la sua lingua l'eco di bestemmie orrende, voci d'imprecazioni e maledizioni, discorsi cattivi. Oh, come la divina Giustizia si sente spingere a scagliare i suoi flagelli! Oh, come tante bestemmie orrende accendono il suo furore contro la creatura! Ma Tu, o mio Gesù, amandoci di amore sommo, fai fronte a queste voci micidiali, con la tua voce onnipotente e creatrice e gridi misericordia, grazie, amore per essa.

Mio Crocifisso Gesù, la creatura, a tanto tuo amore e dolore, non si arrende ancora, anzi disprezzandoti, va aggiungendo colpe a colpe, commettendo sacrilegi enormi, omicidi, suicidi, duelli, frodi, inganni, crudeltà e tradimenti. Ah, tutte queste opere cattive appesantiscono le braccia del tuo Celeste Padre che, non potendo sostenere il peso, sta per abbassarle e riversare sulla terra furore e distruzione. E Tu, o mio Gesù, per strappare la creatura dal furore divino, temendo di vederla distrutta, stendi le tue braccia al Padre, Lo disarmi e impedisci che la Divina Giustizia faccia il suo corso; e per muoverlo a compassione della misera Umanità ed intenerirlo, Gli dici con la voce più insinuante: "Padre mio, guarda queste mani squarciate e questi chiodi che Me le trafiggono, che Me le inchiodano insieme a tutte queste opere cattive. Ah, è in queste mani che sento tutti gli spasimi che mi danno queste opere cattive. (...) Si, queste mie braccia slogate saranno sempre catene che terranno strette le povere creature, affinché non mi sfuggano, tranne quelle che volessero strapparsi a viva forza; e queste mie braccia saranno catene amorose che Ti legheranno, Padre mio, per impedire che Tu distrugga la povera creatura; anzi Ti attirerò sempre vicino ad essa, perché versi su di lei le tue grazie e misericordie!"

   Come si sdegna nel vedere che tutte queste pene Te le recano fin nel tuo Cuore anche anime a Te consacrate! E nel suo dolore Ti dice: "Possibile, Figlio mio, che neppure la parte da Te eletta è tutta con Te? Anzi pare che queste anime chiedano rifugio e nascondimento in questo tuo Cuore per amareggiarti e darti morte più dolorosa, e quel che è più, tutti questi dolori che Ti danno, sono nascosti e coperti da ipocrisie. Ah Figlio, non posso più contenere lo sdegno per l'ingratitudine di queste anime, le quali Mi addolorano più che le altre creature tutte insieme!"

Per placare il Padre Gli dici: "Padre mio, guarda questo mio Cuore; tutti questi dolori Ti soddisfino e quanto più acerbi essi sono, altrettanto più potenti siano sul tuo Cuore di Padre, per impetrare loro grazie, luce e perdono. Padre mio, non li rigettare, saranno essi i miei difensori che continueranno la mia vita sulla terra."

   Intanto vedo, o Gesù, che il Sangue a rivi scorre dalle tue mani e dai tuoi piedi; gli Angeli, piangenti, facendoti corona, ammirano i portenti dell'immenso tuo Amore. Vedo la tua dolce Mamma ai pié della Croce trafitta dal dolore, la tua cara Maddalena, il prediletto Giovanni, tutti presi da estasi di stupore, d'amore e di dolore!

   Tu parli, dal quel Dio che sei, elevi i morenti tuoi occhi al Cielo, ed esclami: "Padre, perdona loro ché non sanno quel che fanno!" E di nuovo ti chiudi nel silenzio immerso in pene inaudite. Crocifisso Gesù, possibile tanto amore? Ah, dopo tante pene ed insulti, la prima parola è il perdono e ci scusi innanzi al Padre di tanti peccati! Ah, questa parola la fai scendere in ogni cuore dopo la colpa e sei Tu il primo ad offrire il perdono. Ma quanti la respingono e non l'accettano.

E non è solo la tua voce, ma è anche il tuo Sangue, le tue piaghe che gridano ad ogni cuore dopo il peccato: "Vieni nelle mie braccia, ché Ti perdono e il suggello del perdono è il prezzo del mio Sangue".

   Tu spasimi d'amore e di dolore e le fiamme che bruciano il tuo Cuore si elevano tanto in alto, che stanno in atto d'incenerirti; il tuo amore contenuto è più forte della stessa morte e tu, volendolo sfogare, guardando il ladrone alla tua destra, lo rubi all'Inferno: con la tua grazia gli tocchi il cuore, e quel ladro è tutto mutato, Ti riconosce, ti confessa per Dio, e tutto contrito dice: "Signore, ricordati di me quando sarai nel tuo Regno." E tu non esiti a rispondergli: "Oggi sarai con me in Paradiso"; e ne fai il primo trionfo del tuo amore. Ma nel tuo amore vedo che non è al solo ladrone che rubi il cuore, ma anche a tanti morenti! Ah, tu metti a loro disposizione il tuo Sangue, il tuo amore, i tuoi meriti ed usi tutti gli artifizi e stratagemmi divini per toccare i loro cuori e rubarli tutti a Te. Ma anche qui il tuo amore è contrastato! Quante ripulse, quante sconfidenze, quante disperazioni! E' tanto il dolore, che di nuovo ti riduce al silenzio!

Intendo, o mio Gesù, riparare per quelli che disperano della divina Misericordia in punto di morte.

   Mio Gesù, Crocifisso straziato, le tue pene aumentano sempre di più: ah, su questa Croce tu sei il vero Re dei dolori; fra tante pene nessun'anima Ti sfugge, anzi dai a ciascuna la tua propria vita. Ma il tuo amore si vede contrastato dalle creature, disprezzato, non curato e, non potendo sfogare, si fa più intenso, Ti da torture indicibili; Intanto, vedendo che non hai più che dargli, avendogli dato tutto, volgi il tuo languido sguardo alla tua Mamma; e ti conforti nel vedere che puoi dare alla creatura la tua Mamma, e, considerando in Giovanni tutto l'Umano Genere, con voce così tenera da intenerire tutti i cuori dici: "Donna, ecco il tuo figlio:" ed a Giovanni: "Ecco la Madre tua." La tua voce scende nel suo cuore materno, ed unita alle voci del tuo Sangue continua a dire: "Madre mia, ti affido tutti i miei figli, tutto l'amore che senti per Me, sentilo per loro; tutte le tue premure e tenerezze materne siano per i miei figli; Tu me li salverai tutti". La tua mamma accetta. Intanto le pene sono così forti, che Ti riducono di nuovo al silenzio.

Intendo, o mio Gesù, riparare le offese che si fanno alla Ss. Vergine, le bestemmie e le ingratitudini di tanti che non vogliono riconoscere i benefizi che Tu hai fatto a tutti dandocela per Madre.

   Penante Gesù, mentre stretto al tuo Cuore io mi sto abbandonato numerando le tue pene, vedo che un tremito convulso invade la tua Ss. Umanità; le tue membra si dibattono come se uno si volesse distaccare dall'altro, e tra i contorcimenti, per gli atroci spasimi tu gridi forte: "Dio mio, Dio mio, perché Mi hai abbandonato?" A questo grido tutti tremano, le tenebre si fanno più fitte, la impietrita Mamma impallidisce e sviene!

Mia vita! Mio tutto! Mio Gesù, che vedo? Ah, tu sei vicino a morire, le stesse pene tanto a Te fedeli, stanno per lasciarti; ed intanto, dopo tanto patire, con immenso dolore vedi le anime non tutte incorporate in Te, anzi scorgi che molte andranno perdute e senti la dolorosa separazione di esse che si distaccano dalle tue membra. E Tu, dovendo soddisfare la Divina Giustizia anche per loro, senti la morte di ciascuna e le stesse pene che soffriranno nell'inferno.

 

GESU' MUORE IN CROCE

O mio Crocifisso moribondo, abbracciato alla Croce, sento il fuoco che brucia tutta la tua SS. Persona; il Cuore Ti batte sì forte, che, sollevandoti le costole, Ti tormenta in modo sì straziante e orribile, che tutta la tua SS. Umanità subisce una trasformazione da renderti irriconoscibile.

Tu, non potendo contenerlo, senti forte il tormento, non solo della sete corporale, per lo spargimento di tutto il tuo Sangue, ma molto più della sete ardente della salute delle anime nostre. Tu, come acqua vorresti berci per metterci tutti in salvo dentro di Te, perciò raccogliendo le tue affievolite forze, gridi: "Ho sete". Ah, questa voce la ripeti ad ogni cuore: "Ho sete della tua volontà, dei tuoi affetti, dei tuoi desideri, del tuo amore; acqua più fresca e dolce non puoi darmi, che la tua anima. Deh, non farmi bruciare. Ho sete ardente, per cui non solo Mi sento bruciare la lingua e la gola, tanto che non posso più articolare parola, ma Mi sento anche disseccare il Cuore e le viscere. Pietà della mia sete, pietà!"

Ah, il mio cuore non può più vivere nel vedere l'empietà dei tuoi nemici che, invece di acqua, Ti danno fiele e aceto, e Tu non li rifiuti! Ah, comprendo, è il fiele di tante colpe, è l'aceto delle nostre passioni non domate che vogliono darti, e che invece di ristorarti Ti bruciano di più.

Tutto quello che ho, tutto quello che sono, tutto è per Te. Intendo riparare il dolore che Tu soffri per tutte le anime che si perdono e la pena che Ti danno quelle, alle quali, mentre Tu permetti le tristezze, gli abbandoni, esse invece di offrirli a Te, come ristoro alla cocente sete che Ti divora, si abbandonano a se stesse e così Ti fanno penare di più.

   Già le forze Ti mancano, gli occhi si velano, il volto si trasforma e si copre di pallore mortale, la bocca è semiaperta, il respiro affannoso ed interrotto, tanto che non vi è più speranza che ti possa rianimare. Al fuoco che Ti brucia, sottentra un gelo ed un sudore freddo che Ti bagna la fronte. I muscoli e i nervi si contraggono sempre di più per l'acerbità dei dolori e per le trafitture dei chiodi; le piaghe si squarciano ancora ed io tremo, mi sento morire. Ti guardo, o mio Bene e vedo scendere dai tuoi occhi le ultime lagrime, foriere della vicina morte, mentre a stento fai sentire ancora una parola: "Tutto è consumato".

O mio Gesù, già tutto hai esaurito, altro non Ti resta; l'amore è giunto al suo termine. Ed io mi son consumato tutto del tuo amore? Qual ringraziamento non dovrò io renderti, qual non dovrà essere la mia gratitudine per Te? O mio Gesù, intendo riparare per tutti, riparare le incorrispondenze al tuo amore e consolarti degli affronti che ricevi dalle creature, mentre Ti stai consumando d'amore sulla Croce.

   Mio Crocifisso spirante, Gesù, già stai per dare gli ultimi aneliti della vita mortale; la tua Ss. Umanità è già irrigidita; il Cuore sembra che più non Ti batte. Con la Maddalena mi abbraccio ai tuoi piedi e vorrei, se fosse possibile, dare la mia vita per animare la tua.

Intanto, o Gesù, vedo che riapri i tuoi occhi moribondi e guardi intorno alla Croce, come se volessi dare l'ultimo addio a tutti. Guardi la tua morente Mamma che non ha più moto e voce, tante sono le pene che sente, e dici: "Addio, Mamma, Io parto, ma ti terrò nel mio Cuore; Tu abbi cura dei miei e dei tuoi figli." Guardi la piangente Maddalena, il fidato Giovanni e gli stessi tuoi nemici, e con i tuoi sguardi dici loro: "Io vi perdono, vi do il bacio di pace." Da tutti ti licenzi e perdoni a tutti, poi raccogli tutte le tue forze e con voce forte e tonante gridi: "Padre, nelle tue mani raccomando lo spirito mio". E chinato il capo, spiri.

Mio Gesù, a questo grido la natura tutta si sconvolge e piange la tua morte, la morte del suo Creatore! La terra trema forte e col suo tremito par che pianga e voglia scuotere gli animi a riconoscerti per vero Dio. Il velo del Tempio si squarcia, i morti risorgono, il sole, che fin'ora ha pianto le tue pene, ha ritirato con orrore la sua luce. I tuoi nemici a questo grido s'inginocchiano, si percuotono il petto e dicono: "Veramente costui è il Figlio di Dio"; e la tua Madre, impietrita e morente, soffre pene più dure della morte.

Intendo intanto riparare per tutti quelli che non si abbandonano perfettamente alla tua Ss. Volontà, perdendo così, o menomando il prezioso frutto della tua Redenzione. Qual non è il dolore del tuo Cuore, o mio Gesù, nel vedere tante creature che sfuggono dalle tue braccia e si abbandonano a se stesse? Pietà per tutti, o Gesù, pietà per me.

   O mio Gesù, anche dopo morto vuoi mostrarmi che mi ami, attestarmi il tuo amore e darmi un rifugio, un ricetto nel tuo sacrato Cuore; perciò, un soldato, spinto da forza suprema, per assicurarsi della tua morte, con una lancia Ti squarcia il Cuore, aprendoti una piaga profonda; e Tu, Amor mio, versi le ultime gocce di Sangue ed acqua che contiene il tuo infuocato Cuore.

E se la tua bocca è muta, mi parla il tuo Cuore e sento che dice: "Figlio mio, dopo aver dato tutto, da questa lancia ho voluto farmi aprire un ricovero per tutte le anime in questo mio cuore. Esso, aperto, griderà continuamente a tutti: Venite in me se volete essere salvi. In questo Cuore troverete la santità e vi farete santi, troverete il sollievo nelle afflizioni, la forza nella debolezza, la pace nei dubbi, la compagnia negli abbandoni. O anime che mi amate, se volete amarmi davvero, venite a dimorare sempre in questo Cuore; qui troverete il vero amore per amarmi e fiamme ardenti per bruciarvi e consumarvi tutte d'amore. Tutto è accentrato in questo Cuore: qui si contengono i Sacramenti, qui la mia Chiesa, qui la vita della mia Chiesa e la vita di tutte le anime. In esso sento anche le profanazioni che si fanno alla mia Chiesa, le trame dei nemici, le saette che le lanciano, i miei figli conculcati, perché non c'è offesa che questo mio Cuore non senta. Perciò figlio mio, la tua vita sia in questo mio Cuore; difendimi, riparami, conducimi tutti in esso".

 

GESU' E' DEPOSTO DALLA CROCE

Morto mio Gesù, vedo che i tuoi discepoli si affrettano a deporti dalla Croce; Giuseppe e Nicodemo finora rimasti occulti, ora con coraggio, senza nulla temere, vogliono darti onorevole sepoltura e perciò prendono martelli e tenaglie per compiere il sacro e mesto schiodamento dalla Croce, mentre la tua trafitta Madre stende le sue braccia materne per riceverti nel suo grembo.

   Mio Gesù, la prima a riceverTi nel suo grembo, deposto dalla Croce, è la Madre tua Addolorata; e fra le sue braccia il tuo capo trafitto dolceュmente riposa. O dolce Mamma, non disdegnare di avermi in tua comュpagnia, e insieme con Te fa che io possa prestare gli ultimi uffici al mio amato Gesù.

Celeste Mamma, già le tue mani si accingono a togliere il Sangue aggruュmito dagli occhi di Gesù, da quegli occhi che un giorno davano luce a tutto il mondo, ed ora sono oscurati e spenti. O Mamma, a Te mi uniュsco, baciamoli insieme, e profondamente adoriamoli! Vedo le orecchie del mio Gesù intrise di Sangue, peste dagli schiaffi, lacerate dalle spine; prestiamo, Madre, le nostre adorazioni a quelle orecchie che più non odono, e che hanno pure tanto sofferto per richiamare tante anime sorde ed ostinate alle voci della grazia. O dolce Mamma insieme togliamoGli il fango e gli sputi che l'hanュno così deformato, e adoriamo quel Volto di maestà divina che innamoュrava Cielo e Terra, e che ora non dà più segno di vita!

Baciamo insieme, o dolce Mamma, la sua bocca; quella bocca divina, che con la soavità della sua parola tante anime ha attirato al suo Cuore! Dolce Mamma mia, insieme con Te voglio baciare e ribaciare l'adoraュbile Corpo del mio Gesù, ridotto tutto una piaga; insieme con Te metto le mie mani per rinsaldare quei pezzi di carne da esso pendenti e proュfondamente adoriamolo.

Baciamo, o Madre, quelle mani creatrici, che tanti prodigi hanno operaュto per noi, quelle mani traforate, contorte, già fredde e irrigidite dalla morte!

O dolce Mamma, racchiudiamo in queste sacrosante ferite la sorte di tutte le anime: insieme adoriamo queste profonde ferite a nome di tutti, e insieme con tutti.

O Celeste Mamma, già Ti accingi a baciare i Piedi del povero Gesù. Quanto sono strazianti queste ferite! I chiodi hanno portato via parte della carne e della pelle, e il peso del sacratissimo Corpo li ha orribilュmente squarciati! Baciamo insieme queste ferite, adoriamole profondaュmente.

Ti vedo, o dolce Mamma, fissare il Cuore aperto dell'adorato Gesù. Deh, seppelliscimi e chiudimi in esso e lì depositando il mio cuore e la mia vita, rimarrò nascosto fino all'eternità. Dammi il tuo amore, o Mamma, per amare Gesù, dammi il tuo dolore per patire e perorare per tutti e riparare qualunque offesa si fa a questo Cuore!

 

GESU' E' CHIUSO NEL SEPOLCRO

Dolente Mamma mia, vedo che ti disponi all'ultimo sacrificio di dover dare sepoltura al tuo morto Figlio Gesù. Rassegnatissima al Volere di Dio, Lo accompagni e con le tue stesse mani Lo deponi nel sepolcro; ma mentre componi quelle membra e fai per dargli l'ultimo addio e l'ultimo bacio, per il dolore Ti senti strappare il Cuore dal petto.

Ma, o portento, mentre pareva estinta insieme con Gesù, sento la sua voce tremante ed interrotta dai singhiozzi, che dice: "Figlio amato, Figlio, era questo l'unico sollievo che Mi restava e che dimezzava le mie pene, la tua SS. Umanità, sfogarmi su queste piaghe, adorarle, baciarle. Ora anche questo Mi viene tolto, perché il Voler Divino così vuole ed Io Mi rassegno; ma sappi, Figlio, che lo voglio e non posso. Al solo pensiero di farlo Mi mancano le forze e la vita Mi sfugge. Deh, permettimi, o figlio, per poter avere vita e forza di separarmi, che rimanga sepolta tutta in Te e che prenda per Me la tua vita, le tue pene, le tue riparazioni e tutto ciò che sei Tu. Ah, solo uno scambio di vita tra Te e Me Può darmi forza per compiere il sacrificio di separarmi da Te!"

Così decisa, afflitta Mamma mia, vedo che di nuovo passi su quelle membra e deponi nella testa di Gesù la tua; baciandola racchiudi in Essa i tuoi pensieri e prendi per te le sue spine, i suoi afflitti ed offesi pensieri e tutto ciò che ha sofferto nella sua SS. Testa. Oh, come vorresti animare l'Intelligenza di Gesù con la tua, per poter dare vita per vita! Già Ti senti incominciare a rivivere, con aver preso nella tua mente i pensieri e le spine di Gesù.

Addolorata Mamma, Ti vedo baciare gli occhi spenti di Gesù e mi sento trafitto nel vedere che Gesù più non ti guarda. Quante volte i suoi sguardi Ti riempivano di Paradiso e ti facevano risorgere da morte a vita, ed ora, non vedendoti guardata, Ti senti morire! Perciò negli occhi di Gesù deponi i tuoi e prendi per Te i suoi, le sue lacrime ed amarezze nel vedere le offese delle creature, i tanti insulti e disprezzi.

Ma vedo, trafitta Mamma mia, che baci le sue Ss. Orecchie e Lo chiami e richiami dicendo: "Figlio mio, possibile che più non Mi ascolti, Tu che ad ogni mio piccolo cenno Mi sentivi? Ed ora piango, ti chiamo e non Mi ascolti? Ah, l'amore è il più crudele tiranno! Tu eri per Me più che la mia stessa vita, ed ora dovrò sopravvivere a tanto dolore? Perciò, o figlio, lascio nel tuo udito il mio e prendo per Me ciò che ha sofferto il tuo udito SS., l'eco di tutte le offese che in esso risuonavano; solo questo Mi può dare vita, le tue pene, i tuoi dolori".

Ma il Volere Divino s'impone e ti mette in moto e Tu guardi il suo SS. Volto, lo baci ed esclami: "Adorato Figlio, come sei sfigurato! Ah, se l'amore non Mi dicesse che sei il Figlio mio, la mia Vita, il mio tutto, non più ti riconoscerei, tanto sei irriconoscibile! La tua bellezza si è trasformata in deformità, le tue guance in lividure e la luce, la grazia del tuo volto - che vederti e rimanere beatificata era lo stesso - si è convertita in pallore di morte, o Figlio amato. Figlio, come sei ridotto! deh brutto lavorio ha fatto il peccato sulle tue SS. Membra! Ah, come la tua indivisibile Mamma vorrebbe restituirti la tua primiera bellezza! Voglio fondere il mio volto nel tuo e prendere per Me il tuo, e gli schiaffi, gli sputi, i disprezzi e tutto ciò che hai sofferto nel tuo Volto SS. Ah, Figlio, se Mi vuoi viva, dammi le tue pene, altrimenti Io muoio!"

Ed è tanto il tuo dolore, che ti soffoca, Ti tronca la parola e resti come estinta sul Volto di Gesù. Povera Mamma, quanto ti compatisco! Ma il Volere Divino, infrangendo queste onde, Le ridà la vita.

Sei già sulla bocca di Gesù e, baciandola, Ti senti amareggiare le labbra dal fiele che ha tanto amareggiato la sua bocca e singhiozzando continui: "Figlio, dì un'ultima parola alla tua Mamma. Possibile che non dovrò più ascoltare la tua voce? Tutte le parole che Mi hai detto in vita, come tante frecce Mi feriscono il Cuore di dolore e di amore, ed ora, vedendoti muto, si rimettono in moto nel mio lacerato Cuore, Mi danno tante morti e a viva forza vorrebbero strappare un'ultima tua parola. Ma non avendola, Mi straziano e Mi dicono: Sicché non più Lo ascolterai, non sentirai più il suo dolce accento, la melodia della sua parola creatrice! Tanti Paradisi creava in Me per quante parole diceva. Ah, il mio Paradiso è finito e non avrò altro che amarezze! Ah, figlio, voglio darti la mia lingua per animare la tua. Dammi ciò che tu hai sofferto nella tua SS. Bocca, l'amarezza del fiele, la tua sete ardente, le tue riparazioni e preghiere; e sentendo così la tua voce per mezzo di queste, il mio dolore sarà più sopportabile e la tua Mamma potrà vivere mediante le tue pene".

Mamma straziata, vedo che ti affretti, perché quelli che ti stanno intorno vogliono chiudere il sepolcro e, quasi di volata prendi le mani di Gesù fra le tue, le baci, Te le stringi al cuore e, deponendo le tue mani nelle sue, prendi per te i dolori e le trafitture di quelle mani SS. Poi sorvoli sui piedi di Gesù, guardando lo strazio crudele che i chiodi hanno fatto in essi, e mentre vi deponi i tuoi, prendi per Te quelle piaghe e Ti offri a correre al posto di Gesù presso i peccatori, per strapparli all'inferno.

Angosciata Mamma, ti vedo dare l'ultimo addio al Cuore trafitto di Gesù. Qui fai sosta; è l'ultimo assalto al tuo cuore Materno; Te lo senti strappare dal petto per la veemenza dell'amore e del dolore e, da solo, fugge a deporsi nel Cuore SS. di Gesù.. E Tu, vedendoti senza cuore, Ti affretti a prendere nel tuo il suo Cuore Sacratissimo, il suo Amore respinto da tante creature, i tanti suoi desideri ardenti non compiuti per le loro ingratitudini e i dolori e le trafitture di quel Cuore Ss., che ti terranno crocifissa per tutta la vita. E guardando la larga ferita, la baci, ne lambisci il Sangue e, sentendoti la Vita di Gesù, senti la forza di fare l'amara separazione. Quindi Lo abbracci e permetti che la pietra sepolcrale Lo rinserri.

   La pietra chiude il sepolcro e tu, straziata, lo baci e piangendo gli dai l'ultimo addio e te ne vai; ma è tanto il tuo dolore che a momenti resti impietrita e agghiacciata. Trafitta Mamma mia, insieme con Te dico addio a Gesù, e piangendo voglio compatirti ed accompagnarti nella tua amara desolazione. Voglio mettermi al tuo fianco, per darti ad ogni tuo sospiro, affanno e dolore, una parola di conforto, una sguardo di compassione. Raccoglierò le tue lacrime e ti sosterrò nelle mie braccia, se ti vedrò venir meno...

 

Preghiera di ringraziamento finale

Mio amabile Gesù, tu mi hai invitato a seguirti e meditare la tua dolorosissima Passione e a tenerti compagnia, ed io son venuto. Mi pareva di sentirti, angosciato e dolente, pregare, riparare e patire e con le voci più commoventi ed eloquenti perorare la salvezza delle anime. Ho cercato di seguirti in tutto ed ora, sento il dovere di dirti "Grazie" e "sii benedetto!". Sì, o Gesù, grazie ti ripeto mille e mille volte, e ti benedico per tutto ciò che hai fatto e patito per me e per tutti. Grazie e ti benedico per ogni goccia di sangue o lacrima che hai versato, per ogni respiro, per ogni palpito, per ogni passo, parola, sguardo, amarezza ed offesa che hai sopportato. Deh, o Gesù, fa che tutto il mio essere ti mandi un flusso continuo di ringraziamenti e di benedizioni, in modo da attirare su di me e su tutti il flusso delle tue benedizioni e grazie. Deh, o Gesù, stringimi al tuo cuore e con le tue mani santissime segna ogni particella del mio essere col tuo "Ti benedico", per fare che da me altro non possa uscire che un inno continuo d'amore verso di te. Deh, mio Gesù, dammi il bacio del divino Amore, abbracciami e benedicimi; io ti bacio nel tuo dolcissimo Cuore e resto in te. La benedizione di Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo discenda su di noi e rimanga sempre. Amen.

pino 15-3-2015

(Questa Via Crucis, è stata tratta dalle "24 Ore della Passione" di Nostro Signore Gesù Cristo, della Serva di Dio, la Piccola Figliolina della Divina Volontà.) Di seguito, alcune promesse e altro, di Gesù a coloro che faranno le "24 Ore della Passione".

 

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PROMESSE E ALTRO DI GESU', a chi fa le "24 ORE DELLA PASSIONE"

Gesù gradisce chi rumina sempre la Sua Passione.

"Figlia mia, mi è tanto gradito chi rumina sempre la Mia Passione, ne sente dispiacere e Mi compatisce, poiché Mi sento rinfrancato da tutto ciò che soffrii nel corso della Mia Passione.  L'anima, ruminandola sempre, prepara un cibo continuo, nel quale ci sono tanti diversi condimenti e sapori, che formano diversi effetti.  Nel corso della Mia Passione Mi diedero funi e catene per legarMi, l'anima Mi scioglie e Mi dà la libertà.  Quelli Mi disprezzarono, Mi sputarono e disonorarono, ella Mi apprezza, Mi pulisce da quegli sputi e Mi onora.  Quelli Mi spogliarono e Mi flagellarono; ella Mi risana e Mi veste. Quelli Mi coronarono di spine, trattandomi da Re di burla, Mi amareggiarono la bocca di fiele e Mi crocifissero, ella, ruminando tutte le mie pene, Mi corona di gloria, Mi onora per suo Re, Mi riempie la bocca di dolcezza, dandoMi il cibo più squisito quale è la memoria delle Mie stesse Opere, e, schiodandoMi dalla Croce, Mi fa risorgere nel suo cuore. Io le do per ricompensa, ogniqualvolta ella fa ciò, una nuova vita di grazia;  perciò, ella è il mio cibo ed Io Mi faccio suo cibo continuo. Ciò che più Mi piace è chi rumina sempre la Mia Passione". (Vol. 11 - 24 marzo 1913)

 

Queste 前re' non le considero come cose vostre, ma come cose fatte da Me.

"Figlia mia, chi pensa sempre alla mia Passione, forma nel suo cuore una sorgente;  quanto più ella pensa alla mia Passione, tanto più questa sorgente si ingrandisce;  e siccome le acque che sorgono, sono acque comuni a tutti, così questa sorgente della mia Passione che si forma nel cuore, serve a bene dell'anima, a Gloria mia e a bene delle creature". Ed io: "Mio Bene, dimmi, che cosa darai in compenso a quelli che faranno le 前re della Passione' come Tu me le hai insegnate?" E Lui: "Figlia mia, non riguarderò queste 前re' come cose vostre, ma come cose fatte da Me e vi darò i miei stessi meriti, come se Io stessi soffrendo in atto la mia Passione, e così vi farò conseguire gli stessi effetti secondo la disposizione delle anime.  Questo in terra, e per quale motivo premio maggiore non potrei darvi poi in Cielo?  Queste anime me le metterò di fronte, saettandole con saette di amore e di contenti, per quante volte hanno fatto le 前re della mia Passione' e loro saetteranno Me.  Che dolce incanto sarà questo per quei Beati!..." (Vol. 11 - 6 settembre 1913)

 

Le  前re della Passione di Gesù sono uscite dal fondo del Suo Cuore. A chi le fa, al posto delle indulgenze Gesù dà una manata di Amore.

"Figlia mia, con le preghiere indulgenziate si guadagna qualche cosa, invece le 前re della Mia Passione', che sono le stesse mie preghiere, le mie riparazioni e tutto Amore, sono proprio uscite dal fondo del Mio Cuore;  hai forse dimenticato quante volte Mi sono unito a te, per farle insieme, e ho convertito i flagelli in grazie, su tutta la terra?  Quindi è tale e tanto il mio compiacimento, che invece della indulgenza do una manata di amore che contiene pegni incalcolabili di infinito valore  e poi, quando le cose son fatte per puro amore, il mio Amore vi trova lo sfogo e non è indifferente che la creatura dia sollievo e sfogo all'Amore del Creatore". (Vol. 11 - 10 aprile 1914)

 

A chi fa le 前re della Passione' insieme a Gesù e con la Sua stessa Volontà, per ogni parola Egli darà in compenso un'anima, un bacio.  Queste 前re' sono le più preziose di tutte.

"Figlia mia,  per compenso che hai scritto le 前re della mia Passione', ad ogni parola che hai scritto, ti darò un'anima, un bacio". Ed io: Amor mio, questo a me;  e a quelli che le faranno, che darai? E Gesù: "Se le faranno insieme a Me e con la Mia stessa Volontà, ad ogni parola che reciteranno darò loro anche un'anima, perché tutta la maggiore o minore efficacia di queste 前re della Passione' sta nella maggiore o minore unione che hanno con Me, e facendole con la Mia Volontà, la creatura si nasconde nel Mio Volere, ed agendo il Mio Volere, posso fare tutti i beni che voglio, anche per una sola parola.  E questo, ogni volta che le farete". (...) "... Queste Ore sono le più preziose di tutte, perché non è altro che ripetere ciò che feci nel corso della Mia Vita mortale, e ciò che continua nel SS.mo Sacramento.  Quando sento queste 前re della mia Passione', sento la mia stessa voce, le mie stesse preghiere, vedo la Mia Volontà in quell'anima, quale è di volere il bene di tutti e di riparare per tutti, ed Io Mi sento trasportato a dimorare in essa, per poter fare in lei ciò che fa lei stessa; oh! quanto amerei che anche una sola per paese facesse queste 前re della mia Passione'! Sentirei Me stesso in ogni paese, e la mia Giustizia, in questi tempi grandemente sdegnata, ne resterebbe in parte placata". (Vol. 11 - 4 novembre 1914)

 

Riparare per tutti.  Chi fa le 前re della Passione' contraccambia in bene il male fatto a Gesù.

"Figlia mia, il mondo sta in continuo atto di rinnovare la Mia Passione. Siccome la mia Immensità involge tutte le creature dal di dentro e dal di fuori, così sono costretto dal loro contatto, a ricevere chiodi, spine, flagelli, disprezzi, sputi e tutto il resto che soffrii nella Passione, ed anche di più. Ma intanto, dal contatto di chi fa queste 前re della Mia Passione', Mi sento togliere i chiodi, frantumare le spine, raddolcire le piaghe, togliere gli sputi, Mi sento contraccambiare in bene il male che mi fanno gli altri, ed Io sentendo che il loro contatto non Mi fa male, ma bene, Mi appoggio sempre più su di loro". (...) "Figlia mia, sappi che col fare queste 前re' l'anima prende i miei pensieri e li fa suoi, la mia riparazione, le preghiere, i desideri, gli affetti, anche le più intime mie fibre e le fa sue, ed elevandosi tra il Cielo e la terra, fa il mio stesso ufficio, e come corredentrice dice assieme a Me. Ecce ego, mitte me; voglio ripararTi per tutti,  risponderTi per tutti ed impetrare il bene a tutti". (Vol. 11 - 20 novembre 1914)

 

La Passione di Gesù è sempre in atto - La Giustizia colpisce Gesù dal Cielo e le creature, con la colpa, colpiscono Gesù dalla terra - "Non ti stancare di stare intorno a Me e di ripetere e di passare le mie Piaghe".

"Figlia mia, la Mia Passione, le Mie Piaghe, il Mio Sangue, tutto ciò che feci e patii, sta tutto in mezzo alle anime, in continuo atto, come se or ora, operassi e patissi, e Mi serve di puntello per appoggiarMi, e di puntello anche per le anime per non cadere nella colpa e salvarsi. Ora, in questi tempi di flagelli, Io sto come una persona che vive in aria, cui manca il terreno sotto, e tra continui urti:  la Giustizia Mi urta dal Cielo, le creature con le colpe, dalla terra. Ebbene, quanto più l'anima sta intorno a Me, baciandoMi le Piaghe, riparandoMi offrendo il Mio Sangue, in una parola, rifacendo lei ciò che Io feci nel corso della Mia Vita e Passione, tanto più forma altri puntelli su cui poterMi appoggiare per non farMi cadere. Così, di più si allarga il circolo dove le anime trovano appoggio per non cadere nella colpa e salvarsi. Non ti stancare, figlia mia, di stare intorno a Me e di ripetere di passare le Mie Piaghe;  Io stesso ti somministrerò i pensieri, gli affetti, le parole, per darti campo di stare intorno a Me.  SiiMi fedele, i tempi stringono, la Giustizia vuol spiegare il suo furore, le creature La irritano, i puntelli devono moltiplicarsi di più, quindi non mancare all'opera". (Vol. 11 - 23 aprile 1916)

 

Ogni pena che Gesù ha sofferto, ha prodotto una luce nella Sua Umanità.

"Figlia mia, ogni pena che soffrii, ogni goccia di Sangue, ogni piaga, preghiera, parola, azione, passo, ecc.  produsse una luce nella Mia Umanità, da abbellirMi in questo modo, da tener rapiti tutti i Beati. Ora, l'anima ad ogni pensiero della Mia Passione, compatimenti, riparazioni, ecc.... che fa? Non fa altro che attingere luce dalla Mia Umanità ed abbellirsi alla mia assomiglianza;  sicché, un pensiero di più alla Mia Passione sarà una luce di più che le porterà un gaudio eterno". (Vol. 11 - 13 ottobre 1916)

 

Le 前re della Passione' sono i piccoli sorsi dolci che le anime danno a Gesù.

"Figlia mia, nel corso della Mia Vita mortale, migliaia e migliaia di Angeli corteggiavano la Mia Umanità e raccoglievano tutto ciò che facevo: i passi, le opere, le parole, anche i sospiri, le pene, le gocce del Mio Sangue, tutto insomma. Erano Angeli deputati alla mia custodia, a renderMi onore;  ubbidienti, salivano e scendevano dal Cielo ad ogni mio cenno, per portare al Padre ciò che Io facevo. Ora questi Angeli hanno un ufficio speciale; come l'anima fa memoria della Mia Vita, della Passione, delle mie preghiere,  si fanno intorno a quest'anima a raccogliere le sue parole, le sue preghiere, i compatimenti che Mi fa, le lacrime, le offerte;  le uniscono alle Mie e le portano davanti alla Mia Maestà per rinnovarMi la Gloria della Mia stessa Vita. E' tanto il compiacimento degli Angeli che, riverenti, stanno a sentire ciò che dice l'anima e pregano insieme a Lei: perciò, con quale attenzione e rispetto l'anima deve fare queste 前re', pensando che gli Angeli pendono dalle sue labbra per ripetere appresso a lei ciò che essa dice!" (...) "Alle amarezze che le creature Mi danno, queste 前re' sono i piccoli sorsi dolci che Mi danno le anime,  ma di fronte ai tanti sorsi amari che ricevo sono troppo pochi i dolci. Perciò... più diffusione!... più diffusione!" (Vol. 11 - 30 novembre 1916)

 

Effetti delle 前re della Passione':  Ogni volta che la creatura si fonde in Me, dà a tutte le creature un flusso di Vita Divina. Non c'è anima che entra in Purgatorio o in Paradiso che non porti l'impronta delle 前re della Passione'. Queste 前re' sono l'ordine dell'Universo.

"Figlia mia, ogni volta che la creatura si fonde in Me, dà a tutte le creature un flusso di Vita Divina, e, secondo che le creature hanno bisogno, ottengono il loro effetto;  chi è debole sente la forza, chi è ostinato nella colpa riceve la luce, chi soffre riceve il conforto, e così di tutto il resto". (...) "Queste 前re' sono l'ordine dell'Universo e mettono in armonia il Cielo e la terra e Mi trattengono dal mandare il mondo a sfascio; sento mettere in circolo il Mio Sangue, le Mie Piaghe, il Mio Amore e tutto ciò che feci. Scorrono su tutti per salvare tutti;  e come le anime fanno queste 前re della Passione', Mi sento mettere in vita il Mio Sangue, le mie Piaghe, le mie ansie di salvare le anime e, sentendomi ripetere la mia Vita, come possono le creature ottenere alcun bene se non per mezzo di queste 前re'?  Perché ne dubiti?  La cosa non è tua, ma mia: tu sei stata lo sforzato e debole strumento". (Vol. 12 - 12 luglio 1918)

 

Ogni parola sulla Mia Passione, pensiero, compatimento, riparazione, tante elettricità di comunicazioni aprono tra Me e l'anima.

"Figlia mia, (...) Non sai tu che ogni parola sulla Mia Passione, pensiero, compatimento, riparazione, ricordo delle mie pene, tante elettricità di comunicazioni aprono tra Me e l'anima? E quindi di tante varietà di bellezze si va adornando l'anima; lei ha fatto le 前re della Passione', si è vestita del Mio Sangue ed ornata delle Mie Piaghe, ed Io la riceverò come figlia della Mia Passione; questo fiore è cresciuto nel tuo cuore ed Io lo benedico e lo ricevo nel Mio come un fiore prediletto". (Vol. 13 - 21 ottobre 1921)

 

Quanto bene produce il pensare alla Passione di Gesù, in cui ci sono tutti i rimedi ai mali dell'uomo.

"Figlia mia, ogniqualvolta l'anima pensa alla Mia Passione, si ricorda di ciò che ho sofferto, mi compatisce, si rinnova in lei l'afflizione delle mie pene, il Mio Sangue sorge per inondarla, le mie piaghe si mettono in via per sanarla se è piagata, o per abbellirla se è sana, e tutti i miei meriti per arricchirla. Il traffico che fa è sorprendente: è come se mettesse al banco tutto ciò che feci e soffrii, e ne riscuotesse il doppio. Perciò  tutto quello che feci e soffrii sta in continuo atto di darsi all'uomo,  come il sole sta in continuo atto di dar luce e calore alla terra; il mio operato non è soggetto ad esaurimento. Solo che l'anima lo voglia  e quante volte lo vuole,  riceve il frutto della Mia Vita. Sicché, se si ricorda venti, cento, mille volte, della Mia Passione,  tante volte di più gode gli effetti di Essa. Ma quanto pochi sono quelli che ne fanno tesoro! Con tutto il bene della Mia Passione, si vedono anime deboli, cieche, sorde, mute, zoppe, cadaveri viventi che fanno schifo.  Perché? Perché la Mia Passione è messa in oblio;  le mie pene, le mie piaghe, il mio Sangue, sono fortezze che tolgono le debolezze;  sono luce che danno vista ai ciechi;  sono lingua che scioglie le lingue ed apre l'udito;  sono via che raddrizza gli zoppi;  sono vita che fa risorgere i morti. Tutti i rimedi che ci vogliono per l'umanità, nella mia Vita e Passione ci sono, ma le creature disprezzano la medicina e non si curano dei rimedi, e perciò si vede che con tutta la Mia Redenzione, lo stato dell'uomo perisce, come affetto da una tisi incurabile. E quello che più Mi addolora è vedere persone religiose che si affaticano per fare acquisto di dottrine, di speculazioni, di storie e, della Mia Passione:  nulla!  Sicché la Mia Passione molte volte è sbandita dalle Chiese, dalle bocche dei Sacerdoti: il loro parlare è senza Luce e i popoli restano più digiuni di prima".

 

(Per maggiori e più dettagliate informazioni visita il Sito Cattolico: http://www.preghiereagesuemaria.it Troverai parecchio sull'Opera della Divina Volontà e, le 24 Ore della Passione anche nel formato MP3)