(PER COLORO CHE HANNO LETTO/ASCOLTATO IL SUNTO/VOLUME-3) 

23-3-2018 -FINE- “IL REGNO DELLA MIA DIVINA VOLONTÀ IN MEZZO ALLE CREATURE. LIBRO DI CIELO. IL RICHIAMO DELLE CREATURE NELL’ORDINE, AL SUO POSTO E NELLO SCOPO PER CUI FU CREATA DA DIO.” -SUNTO/VOLUME-3 CON MP3-

 

104 - 01.08.1900 - Dinanzi alla Maestà, Purità e Santità di Dio, l’uomo può avvicinarsi con fiducia a Dio soltanto per mezzo dell’Umanità deificata di Gesù, specchio di Dio e dell’uomo.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, innanzi alla mia Maestà e purità non vi è chi possa stare di fronte, anzi, tutti sono costretti a starsene atterriti e colpiti dal folgore della mia santità. L’uomo vorrebbe quasi fuggire da Me, perché è tale e tanta la sua miseria, che non ha coraggio di sostenersi innanzi all’Essere Divino. Ed ecco che facendo campo della mia misericordia, assunsi l’umanità, che temperando i raggi della Divinità, è mezzo come infondere fiducia e coraggio all’uomo per venire a Me; il quale mettendosi di fronte alla mia umanità, che spande raggi temperati della Divinità, ha il bene di potersi purificare, santificare ed anche divinizzare nella mia stessa umanità deificata. Perciò tu statti sempre di fronte alla mia umanità, tenendola come specchio in cui tergerai tutte le tue macchie; ma non solo, ma come specchio in cui rimirandoti, acquisterai la bellezza e mano mano andrai ornandoti a somiglianza di Me medesimo. Perché è proprietà dello specchio far comparire dentro di sé l’immagine simile a quella di chi si rimira; se tale è lo specchio materiale, molto più è il divino, perché la mia umanità serve all’uomo come specchio per rimirare la mia Divinità. Ecco perciò che tutti i beni, all’uomo, dalla mia umanità derivano.” (…)

 

105 - 03.08.1900 - La solidissima costruzione che Dio ha fatto in Luisa, le cui mura giungono al Cielo e nella quale Nostro Signore dimora, ha come fondamenta il nulla di lei.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, perché mi cerchi fuori di te, mentre potresti ritrovarmi più facilmente dentro di te? Quando tu mi vuoi trovare, entra in te, giungi fin nel tuo nulla, ed ivi, senza di te, nel brevissimo giro del tuo nulla, scorgerai le fondamenta che ha gettato in te e le fabbriche che ha innalzato in te l’Essere Divino. Guarda e vedi.” (…) “Le fondamenta formate nel nulla, significa che la mano divina opera là, dove c’è il nulla e mai vi mescola le sue opere con le opere materiali. Le mura senza aperture all’intorno, è che l’anima non deve avere nessuna corrispondenza con le cose terrene, tanto, che non ci sia nessun pericolo che vi possa entrare neppure un poco di polvere, perché tutto ben murato. La sola corrispondenza che danno queste mura è per il Cielo, cioè, dal nulla al Cielo, dal Cielo al nulla, ed ecco il significato dell’apertura fatta nella volta. La stabilità della colonna è che l’anima è tanto stabile nel bene, che non c’è vento contrario che la possa muovere. Ed Io che vi risiedo sopra, è indizio certo che tutta divina è l’opera fatta.” (…)

 

106 - 09.08.1900 - Tutti i desideri, anche buoni e santi, dobbiamo volerli perché li vuole Gesù, cioè, prenderli da Lui e farli nostri. Solo entra in Dio quello che è uscito da Dio.

(…) (Gesù:) ”Come uno strumento musicale risuona gradito all’orecchio di chi lo ascolta, così i tuoi desideri, le tue aspettazioni, i sospiri, le lacrime tue, risuonano al mio udito come una musica delle più gradite. Ma per fare che scenda più dolce e dilettevole, ti voglio insegnare un altro modo, cioè, desiderarmi non come desiderio tuo, ma come desiderio mio, perché Io amo grandemente di manifestarmi teco. Insomma, tutto ciò che tu vuoi e desideri, volerlo e desiderarlo perché lo voglio Io, cioè, prenderlo da dentro di Me, e farlo tuo. Così sarà più dilettevole la tua musica al mio udito, perché è musica uscita da Me stesso.”

Poi ha soggiunto: “Tutto ciò che esce da Me entra in Me. Ecco perciò che gli uomini si lamentano che non ottengono così facile quello che mi domandano, perché non sono cose che escono da Me, e non essendo cose che escono da Me, non sono così facili ad entrare in Me ed uscire poi per darsi a loro, perché esce da Me ed entra in Me tutto ciò che è santo, puro e celeste. Or, qual meraviglia se li viene chiusa l’udienza se ciò che domandano non sono tale?  Ecco perciò tieni tu bene a mente che tutto ciò che esce da Dio entra in Dio.” (…)

 

107- 19.08.1900 - Solo l’amore operante e fecondo è durevole e vero amore. Lasciamo stare i fatti altrui fino al giorno del Giudizio.

(…) “Figlia mia, se un giovane prendesse moglie e questa, presa d’amore verso di lui, volesse stare sempre insieme, senza staccarsi un momento, senza badare alle altre cose dovute ad una moglie per felicitare questo giovane, che direbbe costui? Gradirebbe l’amore di costei, ma al certo non sarebbe contento della condotta di questa tale, perché questo modo d’amare non sarebbe altro che un amore sterile, infecondo, che porterebbe danno a quel povero giovane anziché frutto, ed a poco a poco, questo strano amore recherebbe noia a costui, anziché gusto, perché tutta la soddisfazione di questo amore è della giovane. E siccome l’amore sterile non ha legna come fomentare il fuoco, presto presto verrebbe ad incenerirsi, perché il solo amore operante è durevole, che gli altri amori, come fumo se ne volano al vento, e poi si giunge ad infastidirsi, a non curare e forse a disprezzare ciò che tanto s’amava. Tale è la condotta di quelle anime che badano solo a sé stesse, cioè, alla loro soddisfazione, ai fervori ed a tutto ciò che le gradisce, dicendo che questo è amore per Me, mentre è tutta loro soddisfazione, perché si vede coi fatti che non prendono cura dei miei interessi e delle cose che a Me appartengono, e se viene a mancare ciò che le soddisfa, più non si curano di Me, e giungono anche ad offendermi. Ah! figlia, il solo amore operante è quello che distingue i veri dai falsi amatori, che tutto il resto è fumo.” Mentre ciò diceva, vedevo persone e come se io volessi badare a quelle, ma Gesù mi ha distratto da ciò col dirmi: “Non volerti impacciare dei fatti altrui, lasciamoli fare, perché ogni cosa tiene il tempo suo. Quando sarà il tempo del giudizio, allora sarà il tempo di discernere tutte le cose, che crivellandosi ben bene, si verrà a conoscere il grano, le paglie ed il seme sterile e nocivo. Oh! quante cose che compariscono grano si troveranno in quel giorno, paglie e semi sterili, degne solo di essere gettate nel fuoco!”

 

108 - 20.08.1900 - Luisa  non vede Gesù, perché sta dentro di lei, e per mezzo di lei Gesù vede il mondo.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, non volerti affliggere che non mi vedi, che sto dentro di te, e da qui, per mezzo tuo, sto rimirando il mondo.” (…)

 

109 - 24.08.1900 - Luisa si sente tutta piena di tentazioni e di peccati; questo serve ad una ulteriore purificazione. Tutto diventa un bene per chi ama veramente Gesù.

(…)“Figlia mia, coraggio, non temere. Non sai tu che certe acque fredde ed impetuose sono più potenti a purgare da ogni minimo neo, che lo stesso fuoco? E poi, tutto si converte in bene per chi veramente mi ama.” (…)

 

110 - 30.08.1900 - La Mamma Regina offre Luisa come vittima a Gesù per placare la sua Giustizia. Poi l’ha portata in Purgatorio, per sollevare il re d’Italia dalle sue pene.

(…) (Luisa:) Dopo ciò, la Mamma Regina mi ha detto: “Vuoi tu venire in purgatorio a sollevare il re dalle pene orribili in cui si trova?” Ed io: “Mamma mia, come Lui vuole.” In un instante mi ha preso, e di volo mi ha trasportato in un luogo di supplizi atroci, tutti mortali. E là ci stava quel misero, che da un supplizio passava all’altro. Pareva che per quante anime si erano perdute per causa sua, altrettante morti lui doveva subire. Onde, dopo essere passata io per parecchi di quei supplizi, è restato lui un po’ più sollevato. Di nuovo la Mamma Regina mi ha sottratto da quel luogo di pene e mi son trovata in me stessa.

 

111 - 31.08.1900 - Le anime che vivono la propria vita interiore non possono avere turbamento.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, nelle anime interne non ci può stare la turbazione, e se vi entra è perché si esce fuori di sé stessa, e facendo così, è fare da carnefice a sé stessa, perché uscendo fuori di sé stessa s’appiglia a tante cose che ne riguarda, e che non sono Dio, e delle volte neppure cose che riguardano il vero bene dell’anima, onde ritornando in sé stessa e portando cose che le sono estranee, si strazia da sé stessa, ed con ciò viene ad infermare sé stessa e la grazia. Perciò, statti sempre in te stessa e starai sempre calma.” (…)

 

112 - 01.09.1900 - L’orazione, la meditazione interiore e l’ubbidienza.

(…) (Luisa:) Mentre ciò dicevo, ed altri spropositi, è venuto e mi ha detto: “Mi sapresti dire che mantiene la corrispondenza tra l’anima e Dio?” Ed io, ma sempre con una luce che mi veniva da Lui ho detto: “L’orazione.” E Gesù, approvando il mio detto ha soggiunto: “Ma che attira Iddio a familiare conversazione con l’anima?” Ed io, non sapendo rispondere, ma subito la luce si è mossa nel mio intelletto ed ho detto: “Se l’orazione vocale serve a mantenere la corrispondenza, certo la meditazione interna deve servire d’alimento come mantenere la conversazione tra Dio e l’anima.” Lui, contento di ciò, ha replicato: “Or, mi sapresti tu dire chi spezza le dolci contese, chi toglie gli amorosi corrucci che possono sorgere tra Dio e l’anima?” Ed io non rispondendo, Lui stesso ha detto: “Figlia mia, la sola ubbidienza tiene questo uffizio, perché lei sola decide delle cose spettanti tra Me e l’anima, e sorgendo delle contese, oppure prendendo qualche corruccio per mortificare l’anima, sorgendo l’ubbidienza spezza le contese, toglie i corrucci e mette pace tra Dio e l’anima.” Ed io: “Ah! Signore, molte volte pare che anche l’ubbidienza non si vuole brigare e se ne sta indifferente, e la povera anima è costretta a starsi in quello stato di contese e di corrucciamento.” E Gesù: “Questo lo fa per un certo tempo, volendosi anche lei compiacere d’assistere a quelle amabile contese, ma poi prende il suo uffizio e pacifica tutto. Sicché l’ubbidienza dà la pace all’anima ed a Dio.” Detto ciò, ha scomparso.

 

113 - 04.09.1900 - Gesù versa in Luisa un po’ delle sue amarezze e anche ciò che Gli è insopportabile e nauseante (le impurità) e insipido (le opere buone fatte malamente). Per avere la salvezza basta mettere tutta l’attenzione.

(…) (Luisa:) Quindi, dopo aver versato un poco d’amarezza, ho domandato:  “Signore, non vi sentite meglio adesso?” E Lui: “Si, ma non era quello che versai, che mi dava tanta pena, ma un cibo stomachevole ed insipido, che non mi lascia riposare.” Ed io:  “Versate un poco a me, così vi sollevate un poco.” E Lui: “Se non posso digerirlo e sopportarlo Io, come lo potresti tu?” Ed io: “Conosco che la mia debolezza è grande, ma Voi mi darete grazia e forza, e così potrò riuscire a contenerlo in me.” Comprendevo però che il cibo stomachevole erano le impurità, l’insipido le opere buone malamente fatte, tutte strapazzate, che a Nostro Signore gli sono piuttosto di fastidio, di peso e quasi sdegna di riceverle, che non potendo sopportarle, le vuole rovesciare dalla sua bocca. Chi sa quante delle mie ci sono insieme! Onde, come costretto da me ha versato anche un poco di quel cibo. Come aveva ragione Gesù, che era più tollerabile l’amaro che quel cibo stomachevole ed insipido! Se non fosse per suo amore, a qualunque costo non lo avrei accettato. (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

104 https://www.dropbox.com/s/7eabcmjzlshumta/104%20Vol.3%20-%201%20agosto%201900.mp3?dl=0

 

105 https://www.dropbox.com/s/yba0gzip4zz0e93/105%20Vol.3%20-%203%20agosto%201900.mp3?dl=0

 

106 https://www.dropbox.com/s/l8bb2l55ok4ezvz/106%20Vol.3%20-%209%20agosto%201900.mp3?dl=0

 

107 https://www.dropbox.com/s/kxt58t63eut7fkt/107%20Vol.3%20-%2019%20agosto%201900.mp3?dl=0

 

108 https://www.dropbox.com/s/v0ifawbbcn1cnrr/108%20Vol.3%20-%2020%20agosto%201900.mp3?dl=0

 

109 https://www.dropbox.com/s/p5r2aoup965i24l/109%20Vol.3%20-%2024%20agosto%201900.mp3?dl=0

 

110 https://www.dropbox.com/s/4hpu6umdrwfnu3l/110%20Vol.3%20-%2030%20agosto%201900.mp3?dl=0

 

111 https://www.dropbox.com/s/xcfnedwaboiz42y/111%20Vol.3%20-%2031%20agosto%201900.mp3?dl=0

 

112 https://www.dropbox.com/s/c2p1q8q49ncefrx/112%20Vol.3%20-%201%20settembre%201900.mp3?dl=0

 

113 https://www.dropbox.com/s/ysxymv9axzekjgg/113%20Vol.3%20-%204%20settembre%201900.mp3?dl=0

 

 

 

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94 - 11.07.1900 - Anche se i castighi si rendono necessari, ogni tanto occorre spezzare il furore della Divina Giustizia, come fa Luisa col patire grazie all’ubbidienza.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, spezzami un poco il mio furore, altrimenti...!” Ed io, tutta spaventata, ho detto: “Che volete che faccia per spezzare il vostro furore?” E Lui: “Col richiamare in te le mie sofferenze verrai a placare il furore mio.” (…)“Figlia mia, se tu oggi non avessi spezzato il mio furore, era giunto tanto al colmo, che non solo avrei distrutto le piante, ma anche gli uomini; e se lo stesso confessore non si avessi interposto col richiamare in te le mie sofferenze, non avrei avuto neppure riguardo di lui. E’ vero che sono necessari i castighi, ma è necessario che di tanto in tanto, quando il mio furore si inoltra, che tu me lo spezzi, altrimenti figlia mia, quanti flagelli di più manderò!” E mentre ciò diceva, mi pareva di vederlo tutto stanco, che lamentandosi, or diceva: “Figlia mia.” Ed or: “Figli miei, poveri figli miei, come vi veggo ridotti!” E con mia sorpresa mi ha fatto capire che dopo essersi calmato un poco, doveva riprendere il furore per continuare i castighi, e questo era servito solo a non farlo infierire troppo contro le genti. Ah! Signore, placatevi ed abbiate pietà di quei tali che Voi stesso chiamate “figli miei”!

 

95 - 14.07.1900 - Breve pausa nello stato di sonnolenza che Luisa soffre in questo periodo di castighi.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, il decreto dei castighi è firmato, non resta altro che decidere il tempo dell’esecuzione.”

 

96 - 16.07.1900 - Il problema di Luisa, di accettare il Volere del Signore riguardo ai castighi. Solo nel suo Volere si trova la pace.  Nudità delle anime, ridotte ad uno stato mostruoso.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, la miglior cosa è rimetterti in Me ed al mio Volere, onde rimettendoti in Me, essendo Io pace, ancorché vedessi mandare castighi, resteresti in pace, senza provare turbazione.” (…) “Non posso placarmi. Che diresti tu se vedessi una persona denudata, e che invece di coprire la sua nudità, badasse ad ornarsi di gingilli, lasciando le parti più necesarie esposte alla nudità?” Ed io: “Mi farebbe orrore a vederla, e certo l’avrei biasimata.” E Lui: “Ebbene, tali sono le anime, denudate del tutto, non hanno più virtù che le coprano, onde è necessario che le percuota, le flagelli, le spoglie, per farle rientrare in loro stesse e farle badare alla nudità delle loro anime, più necessario che non è il corpo. E se Io ciò non facessi, baderei ai gingilli, come la persona da te biasimata, e quale sono le cose che si riferiscono al corpo, e non baderei alla cosa più essenziale, qual è l’anima, che l’hanno ridotta sì mostruosa da non più riconoscersi.” (…)

 

97 - 17.07.1900 - Luisa teme che Gesù non la ami più come prima, perché pensa a quello che Gesù non le dà e non a tutto quello che le dà.

(…) “Figlia mia, tu tieni conto dei castighi che mando, e di quelli che risparmio non ne fai conto. Quanti altri castighi avrei mandato, quante altre stragi e sangue avrei fatto versare, se non avessi riguardo a quei pochi che mi amano, ed Io amo d’un amore speciale?” (…)

 

98 - 18.07.1900 - L’uomo è punito dai suoi stessi peccati. Mentre cerca di ferire il Signore, ferisce se stesso.

(Luisa:) Trovandomi nel solito mio stato, quando appena ho visto il mio adorabile Gesù, tutto afflitto dentro il mio cuore, ed insieme ho visto molta gente che commettevano tanti peccati, questi peccati prendevano la volta verso di me, per venire a ferire il mio diletto Signore fin dentro il mio cuore, ma Gesù, respingendoli da Sé, venivano a cadere sopra le stesse genti, e cadendo sopra di loro, formavano la loro stessa rovina, cambiandosi in tante specie di flagelli sopra dei popoli, da far raccapricciare i cuori più duri. Allora Gesù, tutto affliggendosi, mi ha detto:  “Figlia mia, dove giunge la cecità degli uomini, che mentre cercano di ferire Me, feriscono sé stessi con le loro proprie mani.”

 

99 - 19.07.1900 - Insofferenza di Luisa per vedere Gesù. Le stragi umane che vede sono ancora niente, a confronto di ciò che verrà.

(…) (Luisa:) …innanzi a me vedevo tante membra di gente mutilate, perciò ho soggiunto: “Ah, Signore, quanta carne umana mutilata! Quante amarezze e pene! Ahi! non era minor crudeltà se ti fossi soddisfatto in questo mio corpo, a farlo in tanti pezzi per quante divisioni avete fatto fare in queste membra? Non era minor male veder soffrire una sola che tanti poveri popoli?” Mentre ciò dicevo, Gesù continuava a guardarmi fisso, come se restasse colpito, non so dire se dispiaciuto pure, e mi ha detto: “Eppure è il principio del giuoco, ancora è niente a confronto di ciò che verrà.” (…)

 

100- 21.07.1900 - Nel campo seminato da Gesù sono cresciute tanto le erbe cattive e le spine, che soffocano le poche spighe rimaste e impediscono che altre germoglino; perciò è necessaria la purificazione.

(…) (Gesù: ) “E’ necessario, assolutamente, per la purgazione in tutte le parti, perché nel campo seminato da Me hanno cresciuto tanto le cattive erbe, le spine, che si son fatti alberi, e questi alberi spinosi non fanno altro che innondare il mio campo d’acque velenose e pestifere, che se qualche spiga vi si mantiene intatta, non riceve altro che punture e fetore, tanto che non possono germogliare altre spighe, primo, perché manca loro il terreno, occupato da tante piante nocive; secondo, per le continue punture che ricevono, che non danno loro pace. Ecco la necessità della strage, per svellere tante piante cattive, e lo spargimento del sangue per purgare il mio campo dalle acque velenose e pestifere. Perciò, non volerti rattristare al principio, perché non solo là dove ho mandato già i flagelli, ma in tutte le altre parti ci vuole la purgazione.” (…)

 

101- 25.07.1900 - Gesù dà un sollievo a Luisa nelle sue amarezze. In Gesù non ci può essere crudeltà, ma solo amore.

(…) (Luisa:) Allora, volendomi rimproverare il parlare dell’altro giorno, dolcemente mi ha detto: “Fammi sentire le tue querele, di’, di’, sono Io crudele? Il mio amore per te si è cambiato in crudeltà?” Ed io, tutta arrossendo, ho detto: “No, Signore, non siete crudele quando venite, ma quando non ci venite, allora dirò che siete crudele.” Sorridendo Lui al mio dire, ha soggiunto: “Pure continua a dire che quando non vengo sono crudele? No, no, non ci può essere in Me crudeltà alcuna, ma tutto è amore; e sappi che se è come tu dici, lo stesso essere crudele è amore più grande.”

 

102- 27.07.1900 - Luisa manifesta lo stesso che disse Gesù nel Getsemani: “Non la mia, ma la tua Volontà sia fatta”. Prima, sono i nemici esterni della Chiesa che cercano di distruggerla; poi lo faranno i falsi figli della Chiesa.

(…) (Luisa:) Ora mentre giravo, ho visto lo strazio crudele che si continua a fare nella guerra della Cina, le chiese abbattute, le immagini di Nostro Signore gettate per terra, e questo è niente ancora.  Quello che mi ha fatto più spavento è stato il vedere che, se ora lo fanno i barbari, i secolari, poi lo faranno i finti religiosi, che smascherandosi e facendosi conoscere chi sono, unendosi cogli aperti nemici della Chiesa, daranno un tale assalto, che pare incredibile a mente umana.  Oh! quanti strazi più crudeli! Pare che hanno giurato tra loro di finirla per la Chiesa. Ma il Signore prenderà vendetta di loro col distruggerli, perciò, sangue da una parte e sangue dall’altra. Onde mi son trovata dentro d’un giardino che mi pareva che fosse la Chiesa, e dentro là vi era una turba di gente sotto l’aspetto di dragoni, di vipere e di altre bestie inferocite, che devastando quel giardino, e poi uscendo fuori, formavano la rovina delle genti. (…)

 

103 - 30.07.1900 - Un fuoco divampa in Italia e un altro in Cina, che sarebbero poi diventati uno solo: una grande rivoluzione.

(…) (Luisa:) Non vedete quanti strazi succederanno, se menate questa spada? Quello che più mi addolora è che veggo che prendete in mezzo l’Italia. Ah! Signore, placatevi, abbiate pietà delle vostre immagini! E se dite che mi amate, risparmiate a me questo acerbo dolore.” E mentre ciò dicevo, mi tenevo con quanta più forza potevo, la spada.

Gesù, mandando un sospiro, tutto afflitto mi ha detto: “Figlia mia, lasciala, lasciala cadere sopra le genti, che più non posso.” Ed io stringendola più forte: “Non posso lasciarla, non mi dà l’animo di farlo.” E Lui: “Non te l’ho detto tante volte, che son costretto a non farti vedere niente, altrimenti non sono libero di fare ciò che voglio.” (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

94 https://www.dropbox.com/s/e2wcz6rs2bxo13f/94%20Vo.3%20-%2011%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

95 https://www.dropbox.com/s/14r0723dkjm0qdu/95%20Vol.3%20-%2014%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

96 https://www.dropbox.com/s/6wk292rquvz56ke/96%20Vol.3%20-%2016%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

97 https://www.dropbox.com/s/1ro7bbbyfjxnpvu/97%20Vol.3%20-%2017%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

98 https://www.dropbox.com/s/zwi7klt6n9piw1m/98%20Vol.3%20-%2018%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

99 https://www.dropbox.com/s/6e62ksqmncz9yhg/99%20Vol.3%20-%2019%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

100 https://www.dropbox.com/s/wsqb86a385ssu66/100%20Vol.3%20-%2021%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

101 https://www.dropbox.com/s/hoy2l1bpsmfm45s/101%20Vol.3%20-%2025%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

102 https://www.dropbox.com/s/jfu84i56i0ztv4k/102%20Vol.3%20-%2027%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

103 https://www.dropbox.com/s/q0878wbc71o3r4u/103%20Vol.3%20-%2030%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

 

 

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84 - 18.06.1900 - Gesù, unendo in la Natura Divina e la natura umana, ha unito l’amore a Dio (nel dargli soddisfazione) e al prossimo (salvandolo) e ne ha fatto un solo precetto. A che punto arriva il suo Amore nel sacrificarsi per l’uomo.

(…) (gesù:) “Figlia mia, il cielo con tutto il creato, t’addita l’amor di Dio; il mio corpo piagato t’addita l’amor del prossimo, tanto che la mia umanità unita alla mia Divinità, di due nature ne feci una sola e li resi inseparabili, perché non solo soddisfeci alla divina giustizia, ma operai la salvezza degli uomini. E per fare che tutti assumessero quest’obbligo d’amare Dio ed il prossimo, non solo ne feci uno solo, ma giunsi a farne un precetto divino.  Sicché le mie piaghe ed il mio sangue sono tante lingue che insegnano ad ognuno il modo d’amarsi e l’obbligo che tutti hanno di badare alla salvezza altrui.” (…) “Che tiranno spietato è per Me l’amore, che non solo impiegai tutto il corso della mia vita mortale in continui sacrifizi, fino a morire svenato sopra d’una croce, ma mi lasciai vittima perenne nel sacramento dell’Eucaristia. E questo non solo, ma tutte le mie membra predilette le tengo vittime viventi in continue sofferenze, impiegate per la salvezza degli uomini, come fra tanti ho eletto te, per tenerti sacrificata per amor mio e per gli uomini. Ah si! il mio cuore non trova requie né riposo se non trova l’uomo, e l’uomo, l’uomo, come mi corrisponde? Con ingratitudini enormissime!” Detto ciò è scomparso.

 

85 - 20.06.1900 - Gesù spiega a Luisa il motivo per cui la priva spesso della sua presenza: le violenze che soffre Gesù. L’umiltà più sublime è perdere la propria ragione, acquistando così la ragione di Dio.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, figlia mia, non accrescere più strazio al mio cuore esacerbato al sommo, trovandosi in continua lotta per le violenze che continuamente tutti mi fanno: Violenza mi fanno le iniquità degli uomini, che attirando su di loro la giustizia mi sforzano a castigarli, e la giustizia cozzandosi in continua lotta con l’amore che ho verso degli uomini, mi strazia il cuore, in modo sì doloroso da farmi morire continuamente! Violenza mi fai tu, che venendo Io e conoscendo tu i castighi che sto facendo, non te ne stai quieta, no, ma mi sforzi, mi fai violenza e non vuoi che castighi, e conoscendo Io che tu non puoi fare diversamente alla mia presenza, per non esporre il mio cuore ad una lotta più fiera, mi astengo dal venire. Perciò, non volermi violentare a farmi venire per ora; lasciami sfogare il mio furore e non voler accrescere le mie pene col tuo parlare. Al resto, non voglio che ci pensi perché l’umiltà più perfetta, più sublime, è quella di perdere ogni ragione e di non discorrere sul perché e come, ma di disfarsi nel proprio nulla, e mentre sta ciò facendo, senza avvedersi, si trova dispersa in Dio, e con ciò produce nell’anima l’unione più intima, l’amore più perfetto verso il sommo Bene. Ma però con sommo vantaggio dell’anima, perché perdendo la propria ragione, acquista la ragione divina, e perdendo ogni discorso sul conto proprio, cioè, se freddo o caldo, se favorevoli o avverse le cose che le succedono, s’interesserà e acquisterà un linguaggio tutto celeste e divino. Oltre di ciò, l’umiltà produce nell’anima una veste di sicurezza, onde, involta in questa veste di sicurezza, l’anima se ne sta nella calma più profonda, tutta abbellendosi per piacere al suo diletto ed amato Gesù.” (…)

 

86 - 24.06.1900 - Luisa sente tutte le sue facoltà come addormentate e lo interpreta come se Gesù la avesse messa in disparte e perciò non venisse da lei, mentre il motivo è dover castigare ed umiliare l’uomo insuperbito.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, sono i tristi tempi che a ciò mi costringono, perché gli uomini si sono tanto ingagliarditi ed insuperbiti, che ognuno crede di essere dio a sé stesso, e se Io non metto mano ai flagelli, farei un danno alle loro anime, perché la sola croce è l’alimento dell’umiltà. Onde, se ciò non facessi, verrei Io stesso a far mancare il mezzo come farli umiliare ed arrenderli dalla loro strana pazzia, sebbene la maggior parte più mi offendono, ma Io faccio come un padre che spezza a tutti il pane come alimentarsi, che alcuni figli non lo vogliono prendere, anzi se ne servono per gettarlo in faccia al padre. Che colpa ne ha il povero padre? Tale sono Io. Perciò, compatiscimi nelle mie afflizioni.” (…)

 

87 - 27.06.1900 - L’anima non deve conoscersi in stessa, ma solo in Gesù; deve dimenticare e disfare sé stessa, per poter ritornare alla sua origine, che è Dio, e vivere in Dio.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, quello che voglio da te, è di non più riconoscerti in te stessa, ma di riconoscerti solamente in Me; sicché di te non più ti ricorderai, né avrai più di te riconoscenza, ma ti ricorderai di Me, e disconoscendo te stessa acquisterai la mia sola riconoscenza, ed a misura che oblierai e distruggerai te stessa, così avanzerai nella mia conoscenza e ti riconoscerai solamente in Me, e quando avrai tu ciò fatto, non più penserai più con la tua mente, ma con la mia; non guarderai coi tuoi occhi, non più parlerai con la tua bocca, né palpiterai col tuo cuore, né opererai con le tue mani, né camminerai coi tuoi piedi, ma tutto coi miei, perché per riconoscersi solamente in Dio, l’anima ha bisogno che vada alla sua origine e che ritorni al suo principio, Iddio, cio’ è, da donde uscì, e che uniformi tutta sé stessa al suo Creatore; e tutto ciò che ritiene di sé stessa e che non è conforme al suo principio, lo deve disfare e ridursi al nulla. In questo sol modo, nuda, disfatta, può ritornare alla sua origine e riconoscersi solo in Dio, ed operare secondo il fine per cui è stata creata.  Ecco perciò, che per uniformarsi tutta in Me, l’anima deve rendersi indivisibile con Me.”(…)

 

88 - 28.06.1900 - I castighi presenti preparano quelli futuri. Lo stato di vittima di Luisa serve a Gesù nei modi che Lui solo conosce.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, quante maschere si smaschereranno in questi tempi di castighi! Perché questi castighi presenti non sono altro che una predisposizione a tutti i castighi che ti manifestai nel corso dell’anno scorso.” (…)

 

89 - 29.06.1900 - Arriva un momento in cui, sopra le amarezze che vengono dallo stato del mondo e dalle esigenze della Giustizia, tra Gesù e Luisa ci deve essere un ristoro a vicenda nel loro amore.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, allontaniamo per poco ciò che ci affligge e ristoriamoci a vicenda.” Mentre ciò diceva, ha cominciato a carezzarmi e baciarmi, ma era tanta la confusione mia, che non ardivo di rendergli i baci e le carezze, e Lui ha soggiunto: “Come! Io ristoro te coi baci e con le carezze, e tu non vuoi ristorare Me col rendermi i tuoi baci e le tue carezze?” 

 

90 - 02.07.1900 - Il patire di Luisa mette in fuga un flagello incombente (un uragano).

(…) (Gesù:) “Che vuoi? Perché volermi fare violenza per forza una volta che è necessario castigare i popoli?” Ed io: “Signore, non sono io, è l’ubbidienza che così vuole.” E Lui: “Ebbene, quando è l’ubbidienza ti voglio partecipare la mia crocifissione e fra tanto voglio ristorarmi un poco.” (…)

 

91 - 03.07.1900 - Annuncio di futuri castighi: epidemie mortali. Gesù spiega a Luisa il motivo del suo stato di sonnolenza.

(…) (Gesù:) “Eppure, figlia mia, i castighi che sto mandando son niente ancora a confronto di quelli che stanno preparati. Perciò non volerti affligere per questi, perché non sono materia di grande afflizione.” (…) “Figlia mia, non temere del tuo stato d’assonnamento, questo dice che così come Io sto con le genti, come se dormissi, come se non le sentissi e guardassi, così ho messo te nello stesso stato. Del resto, se ti dispiace, ti lo dissi un’altra volta, vuoi che ti sospenda lo stato di vittima?” Ed io: “Signore, non vuole l’ubbidienza che accetti la sospensione.” E Lui: “Ebbene, che vuoi da Me? Statti quieta ed ubbidisci!” (…)

 

92 - 09.07.1900 - L’anima non solo deve vivere per Dio, ma in Dio: questo è la vera virtù, che dà all’anima la stessa forma della Divina Persona in cui dimora.

(…) (Gesù:) “Coraggio figlia mia, l’anima veramente mia non solo deve vivere per Dio, ma in Dio. Tu cerca di vivere in Me, che in Me troverai il ricettacolo di tutte le virtù e passeggiando in mezzo a loro ti alimenterai del loro profumo, tanto da restarne satolla, e tu stessa non farai altro che mandare luce e profumo celeste, perché il vivere in Me è la vera virtù, ed ha virtù di dare all’anima la stessa forma della Divina Persona in cui fa la sua dimora, e di trasformarla nelle stesse virtù divine di cui si nutrisce.” (…)

 

93 - 10.07.1900 - Differenza tra il vivere per Dio e il vivere in Dio  (Continuazione).

(…) (Gesù:) “Nel vivere per Dio, l’anima può star soggetta alle turbazioni, alle amarezze, ad essere incostante, a sentire il peso delle passioni, a mischiarsi nelle cose terrene. Ma il vivere in Dio, no, è tutto diverso, perché la cosa principale per fare che una persona potessi entrare ad abitare in un’altra persona, è deporre tutto ciò che è suo, cioè, spogliarsi di tutto, lasciare le proprie passioni, in una parola, lasciare tutto per trovare tutto in Dio.  Or, quando l’anima, non solo si è spogliata, ma assottigliata ben bene, allora potrà entrare per la porta stretta del mio cuore a vivere in Me, a mio modo e della mia stessa vita, perché sebbene il mio cuore è larghissimo, tanto che non c’è termino ai suoi confini, ma la porta però è strettissima e solo può entrarvi chi è denudato di tutto. E questo con ragione, perché essendo Io santissimo, non ammetterei giammai a vivere in Me alcunché che fosse estraneo alla mia santità. Perciò, figlia mia, cerca di vivere in Me e possederai il paradiso anticipato.” (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

84 https://www.dropbox.com/s/lrecazkddbcdgk9/84%20Vol.3%20-%2018%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

85 https://www.dropbox.com/s/fz2mvuhgn1i5lah/85%20Vol.3%20-%2020%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

86 https://www.dropbox.com/s/r3v0c8o7q8utmpc/86%20Vol.3%20-%2024%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

87 https://www.dropbox.com/s/nd38csqcrumecmi/87%20Vol.%203%20-%2027%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

88 https://www.dropbox.com/s/1hm1qz8b8l8h075/88%20Vol.3%20-%2028%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

89 https://www.dropbox.com/s/6q77j0i1b8yyjz8/89%20Vol.3%20-%2029%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

90 https://www.dropbox.com/s/vq5w0x4b8gl6ry7/90%20Vol.3%20-%202%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

91 https://www.dropbox.com/s/u0hj2c2oi4zpnxs/91%20Vol.3%20-%203%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

92 https://www.dropbox.com/s/p608rxi9ofy84aa/92%20Vol.3%20-%209%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

93 https://www.dropbox.com/s/p9rzpwmqbz34lmi/93%20Vol.3%20-%2010%20luglio%201900.mp3?dl=0

 

 

 

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73 - 21.05.1900 - L’intenzione di Gesù riguardo a Luisa è fare di lei una sola cosa con la sua Volontà e l’esemplare perfetto di uniformità col suo Volere. Questo è il miracolo dei miracoli.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, per giungere perfettamente a fare uno il nostro Volere, l’anima deve rendersi invisibile, deve imitare Me, che mentre riempio il mondo col tenerlo assorbito in Me e col non restare assorbito in esso, mi rendo invisibile, che da nessuno mi lascio vedere. Ciò significa che non c’è nessuna materia in Me, ma tutto è purissimo Spirito, e se nella mia umanità assunta presi la materia, fu per rassomigliarmi in tutto all’uomo e dargli un esemplare perfettissimo di come spiritualizzare questa stessa materia. Onde l’anima deve tutto spiritualizzare e giungere a rendersi invisibile per poter formare facilmente una la sua volontà con la mia Volontà, perché ciò che è invisibile può essere assorbito in un’altro oggetto. Di due oggetti, che si vuol formare uno solo, è necessario che uno ne perda la propria forma, altrimenti mai si giungerebbe a formare un solo essere.

Quale fortuna sarebbe la tua se distruggendo te stessa, fino a renderti invisibile, potessi ricevere una forma tutta divina! Anzi, tu col restare assorbita in Me ed Io in te, formando un solo essere, verresti a ritenere in te la fonte divina, e siccome la mia Volontà contiene ogni bene che ciò può mai essere, verresti a ritenere tutti i beni, tutti i doni, tutte le grazie e non avresti a cercarli altrove ma in te stessa. E se le virtù non hanno confini, stando nella mia Volontà secondo che la creatura può giungere, troverà il loro termine, perché la mia Volontà fa giungere ad acquistare le virtù più eroiche e più sublimi che la creatura non può sorpassare.

E’ tanta l’altezza della perfezione dell’anima disfatta nel mio Volere, che giunge ad operare come Dio, e questo non è meraviglia, perché siccome non vive più la sua volontà in essa, ma la Volontà di Dio medesimo, cessa ogni stupore se vivendo con questa Volontà possiede la potenza, la sapienza, la santità e tutte le altre virtù che contiene lo stesso Dio. Basta dirti, per fare che tu t’innamori e cooperi quanto puoi da parte tua per giungere a tanto, che l’anima che giunge a vivere del solo mio Volere è regina di tutte le regine ed il suo trono è tant’alto, che giunge fino al trono dell’Eterno, ed entra nei segreti dell’Augustissima Triade e partecipa all’amore reciproco del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Oh! come tutti gli angeli e santi la onorano, gli uomini l’ammirano e i demoni la temono, scorgendo in lei l’Essere Divino!” (…)

 

74 - 24.05.1900 - Dialogo di amore tra Gesù e Luisa (la Sposa), che riproduce quello di Cant. 2,1-6.

(…) (Gesù:) “Diletta mia, portami dei fiori e circondami tutto, che Mi sento languire d’amore. Figlia mia, l’odoroso profumo dei tuoi fiori mi sarà di ristoro e vi porrà un rimedio ai miei mali, che languisco e vengo meno.” Ed io subito ho soggiunto: “E Voi, diletto mio Gesù, datemi dei frutti, che l’ozio ed lo scarso patire aumentano talmente il mio languire, che vengo meno, fino a sentirmi morire. Ed allora non solo dei fiori, ma potrò darvi dei frutti, per poter maggiormente ristorare il vostro languire.” E Gesù ha ripreso il suo dire e mi ha detto: “Oh! come ci combiniamo bene, non è vero?  Pare che il tuo volere è uno col Mio.” (…)

 

75 - 27.05.1900 - L’Amore e la Grazia di Dio investono l’uomo nel più intimo, ma l’uomo respinge questa corrente. Spiegazione della pena di Luisa, “novello Giobbe”, nel non vedere Gesù o non vederlo con chiarezza.

(…) (Gesù:) “Come un vento impetuoso investe le persone e penetra fin nelle viscere, in modo da scuotere tutta la persona, così il mio amore e la mia grazia impennandosi sulle ali dei venti, investe e penetra nel cuore, nella mente e nelle più intime parti dell’uomo. Con tutto ciò, l’uomo ingrato respinge la mia grazia e Mi offende.  Quale non è il mio acerbo dolore!” (…) “Figlia mia, perché temi se il tuo stato è in excelsis per l’unione dei nostri voleri?” E volendomi rincorare e compatire lo stato mio doloroso mi ha detto: “Tu sei il mio novello Giobbe. Non ti opprimere soverchio se non mi vedi con chiarezza, te lo dissi fin dall’altro giorno, che non ci vengo secondo il solito, che voglio castigare le genti, e se tu mi vedresti con chiarezza, verresti a comprendere ciò che Io sto facendo, ed il tuo cuore siccome ha ricevuto l’innesto del mio, quindi conosco Io quello che tu verresti a soffrire, come sta soffrendo il mio cuore che mi veggo costretto a castigare le mie creature. Onde per risparmiarti queste pene non mi faccio vedere con chiarezza.” (…)

 

76 - 29.05.1900 - Mentre Luisa si sente angosciata per le genti castigate, nessuno (tranne che lei) ci fa caso a Gesù Bambino che piange.

(…) (Gesù:) “Coraggio figlia mia un altro poco, lasciami finire di castigare che dopo ci verrò come prima.” Mentre così diceva, nella mia mente dicevo:“Quali sono i castighi che hai incominciato a mandare?” E lui ha soggiunto: “La pioggia continuata è più che grandine, che sta facendo e vi porterà delle tristi conseguenze sopra le genti.” (…)

 

77 - 03.06.1900 - Luisa è trasformata in Gesù mediante il suo Alito divino (lo Spirito Santo). Luisa, “eletta tra mille”. Che cosa è la mancanza di stima di un’altra persona.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, ho guardato e riguardato, ho cercato e ricercato, scorrendo per tutta la terra, ma in te ho fissato i miei sguardi e ho trovato le mie compiacenze, e ti ho eletta tra mille.” Poi, volgendosi a certe persone che vedevo, le ha riprese col dir loro: “La mancanza di stima delle persone altrui, è mancanza di vera umiltà cristiana e di dolcezza, perché uno spirito umile e dolce sa rispettare tutti ed interpreta sempre a bene i fatti altrui.” (…)

 

78 - 06.06.1900 - Dolore e violenza che prova Gesù (come nel Getsemani), combattuto tra la sua Giustizia ed il suo Amore nell’atto di castigare.

(…) (Luisa:) Oh! Dio, chi può dire le sofferenze che soffriva Gesù e lo stato violento in cui si trovava, che mentre era costretto a mandare i castighi, faceva tale violenza, che non voleva mandarli! Faceva tale compassione nel vederlo in questo stato, che se gli uomini lo potessero vedere, ancorché i loro cuori fossero di diamante, si spezzerebbero per tenerezza come fragile vetro. (…) (Gesù:) “Figlia mia, è la giustizia che mi fa violenza, e l’amore che ho verso degli uomini mi usa violenza più forte, da mettere il mio cuore in angosce di morte nel punire le creature.” Ed io: “Perciò Signore, scaricate sopra di me la giustizia, ed il vostro amore non sarà più violentato dalla giustizia e non si troverà in contrasto di castigare le genti, che, davvero, come faranno se Voi fate come mi fate comprendere, di disseccare tutto ciò che serve all’alimento dell’uomo? Deh! vi prego, lasciatemi soffrire a me e risparmiate loro, se non in tutto almeno in parte.” E Gesù, come se si vedesse costretto dalle mie preghiere, si è avvicinato alla mia bocca ed ha versato dalla sua un poco d’amarezza, densa e stomachevole, che appena trangugiata mi ha prodotto tali e tante specie di pene che mi sentivo morire. Allora il benedetto Gesù, sostenendomi in quelle pene, altrimenti sarei lasciata vittima (eppure non era stato altro che un poco che aveva versato, che sarà del suo cuore adorabile, che tanto ne conteneva?), ha mandato un sospiro come se si avesse sollevato da un peso e mi ha detto: “Figlia mia, la mia giustizia aveva deciso di distruggere tutto, ma ora, sgravandosi un poco sopra di te, per amor tuo concede un terzo di ciò che serve all’alimento dell’uomo.” Ed io: “Ah! Signore, è troppo poco, almeno metà!” E Lui: “No figlia mia, contentati.” Ed io: “No Signore, almeno se non volete contentarmi per tutti, contentatemi per Corato e per quelli che mi appartengono.” E Gesù: “Oggi sta preparata una grandine che deve fare gran danno. Tu stai coi dolori della croce; esci fuori di te stessa ed in forma di crocifissa va nell’aria e metti in fuga i demoni da sopra Corato, che alla forma crocifissa non potranno resistere e andranno altrove.” (…)

 

79 - 07.06.1900 - Gesù consegna a Luisa le chiavi e la luce della Divina Giustizia, ma lei preferisce subito non avere quell’ufficio.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, per contentarti ti consegno le chiavi della giustizia e la conoscenza di quanto è necessario assolutamente di punire l’uomo, e con ciò farai quello che ti piace, non ne sei tu contenta?” Nel sentire dirmi ciò mi consolai e dicevo nel mio interno: “Se starà a me, non castigherò affatto nessuno.” Ma quanto restai disingannata quando il benedetto Gesù mi diede una chiave, e mi mise in mezzo ad una luce, che guardando da mezzo quella luce scorgevo tutti gli attributi di Dio, come pure quello della giustizia. Oh! come è tutto ordinato in Dio! E se la giustizia punisce, è ordine; e se non punisse, non starebbe in ordine cogli altri attributi. Onde mi vedevo misero verme in mezzo a quella luce, che se volessi impedire il corso alla giustizia, guasterei l’ordine, ed andrei contro degli uomini stessi, perché comprendevo che la stessa giustizia è amore purissimo verso di loro. Onde mi son trovata tutta confusa e imbarazzata, perciò per sbarazzarmi, ho detto a Nostro Signore: “Con questa luce di cui mi avete circondato, capisco le cose diversamente, e se lascereste fare a me, farei peggio che Voi, perciò non accetto questa conoscenza e vi rinunzio le chiavi della giustizia; quello che accetto e voglio è che facciate soffrire me e che risparmiate le genti; del resto non voglio saperne niente.” E Gesù, sorridendo al mio dire mi ha detto: “Come subito vuoi sbarazzarti, non volendo conoscere nessuna ragione e volendomi fare più forte violenza te ne vuoi uscire con due parole: Lasciate soffrire a me e risparmiate loro!” (…)

 

80 - 10.06.1900 - Le pene del Cuore di Gesù nel dover castigare le genti.

(…) (Luisa:) Era tanto lo stato sofferente in cui si trovava Gesù, che non faceva altro che mandare continui gemiti, teneva in testa una folta corona di spine, tutta incarnata dentro, che la testa pareva un pezzo di spine. Onde, per sollevarlo un poco gli ho detto: “Dimmi mio Bene, che hai che sei tanto sofferente? Permettemi che vi tolga queste spine che vi tormentano non poco!” (…)

 

81 - 12.06.1900 - Luisa, per ubbidienza e in nome dell’ubbidienza, costringe Gesù a renderla partecipe del dolore della Croce, e se Lui è costretto dalla sua Giustizia, lo è ancor più dal suo amore all’ubbidienza.

(…) (Gesù:) “Taci, se vuoi che mi trattenga con te, vieni a baciarmi ed a salutarmi con le tue solite adorazioni tutte le mie membra sofferenti.”  Così ho incominciato dalla testa, e poi man mano per le altre membra. Oh! quante piaghe profonde conteneva quel corpo sacrosanto, che al solo guardarle metteva raccapriccio. (…) …il benedetto Gesù si è scosso, e come colpito da vivissimo dolore, ha dato in dirottissimo pianto e singhiozzando ha detto: “Anch’Io non voglio mandare flagelli, ma è la giustizia che mi costringe quasi per forza, ma tu con questo parlare vuoi pungermi al vivo e toccarmi un tasto troppo per Me delicato e da Me molto amato, tanto che non volli altro onore né altro titolo che quello di ubbidiente. Ed ecco, per farti vedere che non è che non mi curo di farti ubbidire, con tutto ciò che la giustizia mi costringe a non farlo, ti partecipo in parte i dolori della croce.” (…)

 

82 - 14.06.1900 - La Croce assorbe la Divinità nell’anima, la rende simile all’Umanità di Gesù e ricopia nell’anima le opere di Lui.

(…) (Gesù:)  “La croce assorbe nell’anima la mia Divinità, la rassomiglia alla mia umanità e ricopia in sé stessa le mie stesse opere.” (…) (Luisa:) Dopo abbiamo continuato a girare un altro poco ed, oh! quante viste dolorose, che trafiggevano l’anima da parte a parte! Le gravi iniquità degli uomini, che neppure si abbassano a fronte della giustizia, anzi si scagliano con maggior furore, quasi che volessero rendere ferite per doppie ferite, e la grande miseria che loro stessi si stanno preparando. (…)

 

83 - 17.06.1900 - La pace è segno di stare in Dio. Scopo delle privazioni dell’anima.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, contenersi in Dio e non uscire dai confini della pace è tutto lo stesso. Sicché se tu avverti un poco di turbazione è segno che fai un poco di uscita da dentro Dio, perché contenersi in Lui e non aver perfetta pace è impossibile, molto più che i confini della pace sono interminabili, anzi tutto ciò che a Dio appartiene è tutto pace.”

Dopo ha soggiunto: “Non sai tu che le privazioni all’anima servono come l’inverno alle piante, che mettono più profonde le radici, le fortifica e le fa rinverdire e fiorire al maggio?”  (...)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

73 https://www.dropbox.com/s/ec01mky3tegujgr/73%20Vol.3%20-%2021%20maggio%201900.mp3?dl=0

 

74 https://www.dropbox.com/s/03qyxq48k85yu5n/74%20Vol.3%20-%2024%20maggio%201900.mp3?dl=0

 

75 https://www.dropbox.com/s/5r2a626fqolo5ud/75%20Vol.3%20-%2027%20maggio%201900.mp3?dl=0

 

76 https://www.dropbox.com/s/gxi2mu3jb1ylt75/76%20Vol.3%20-%2029%20maggio%201900.mp3?dl=0

 

77 https://www.dropbox.com/s/hvdywuau0uwciv4/77%20Vol.3%20-%203%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

78 https://www.dropbox.com/s/4jm9erbopq9i82n/78%20Vol.3%20-%206%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

79 https://www.dropbox.com/s/dneqb0k2zbq7vy8/79%20Vol.3%20-%207%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

80 https://www.dropbox.com/s/es3n37o54lrriod/80%20Vol.3%20-%2010%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

81 https://www.dropbox.com/s/gvdauoz9c01irqh/81%20Vol.3%20-%2012%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

82 https://www.dropbox.com/s/5ojwfg903qcqpd7/82%20Vol.3%20-%2014%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

83 https://www.dropbox.com/s/a91m61y0d7x22id/83%20Vol.3%20-%2017%20giugno%201900.mp3?dl=0

 

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60 - 16.04.1900 - Il passaporto per entrare nella Beatitudine in questa vita deve avere la firma della rassegnazione, dell’umiltà e dell’ubbidienza.  Complotto contro la Chiesa.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, il passaporto per entrare nella beatitudine che l’anima può possedere su questa terra, dev’essere firmato con tre firme, e queste sono la rassegnazione, l’umiltà e l’ubbidienza. La rassegnazione perfetta al mio Volere è cera che liquefa i nostri voleri e ne forma uno solo, è zucchero e miele; ma una piccola resistenza al mio Volere, la cera si disunisce, lo zucchero si rende amaro ed il miele si converte in veleno. Or, non basta essere rassegnata, ma l’anima dev’essere convinta che il maggior bene per sé ed il maggior modo di glorificarmi è il far sempre la mia Volontà. Ecco la necessità della firma dell’umiltà, perché l’umiltà produce questa conoscenza. Ma chi nobilita queste due virtù? Chi le fortifica, chi le rende perseveranti, chi le incatena insieme in modo da non potersi separare, chi l’incorona?  L’ubbidienza. Ah! si, l’ubbidienza, distruggendo affatto il proprio volere e tutto ciò che è materiale, spiritualizza tutto e come corona vi si pone d’intorno, onde la rassegnazione e l’umiltà senza l’ubbidienza saranno soggette ad inestabilità, ma con l’ubbidienza saranno fisse e stabili, ed ecco la stretta necessità della firma dell’ubbidienza, per fare che questo passaporto possa correre per passare al regno della beatitudine spirituale che l’anima può godere di qua. Senza di queste tre firme, il passaporto non avrà valore e l’anima sarà sempre respinta dal regno della beatitudine e sarà costretta a stare nel regno dell’inquietudine, dei timori e dei pericoli, e per sua disgrazia avrà per dio il proprio io, e quest’io sarà corteggiato dalla superbia e dalla ribellione.” (…)

 

61 - 20.04.1900 - Solo Dio si è gloriato della Croce. L’anima trova in essa uno specchio che le presenta i lineamenti della Divinità.

(…) (Gesù:) “La croce è uno specchio dove l’anima rimira la Divinità, e rimirandosi ne ritrae i lineamenti, la rassomiglianza più consimile a Dio. La Croce non solo si deve amare, desiderare, ma farsene un onore, una gloria, della stessa croce, e questo è operare da Dio e diventare come Dio per partecipazione, perché solo Io mi gloriai della croce e me ne feci un onore del patire, e l’amai tanto, che in tutta la mia vita non volli stare un momento senza la croce.” Dopo ciò mi ha trasportato fuori di me stessa, dentro di un giardino, che pareva che fosse il giardino della Chiesa, in cui vedevo che fuorviavano da cinque a sei persone, sacerdoti e secolari, che unendosi coi nemici della Chiesa muovevano una rivoluzione. Che pena faceva vedere Gesù benedetto piangere il triste stato di queste persone!  (…) 

 

62 - 21.04.1900 - I nostri corpi sono vasi sacri dove Dio dimora; perciò ogni tanto deve spolverarli. La Croce suggella l’unione tra Dio e l’anima con più sicurezza che l’Eucaristia.

(…) (Gesù:) "E sono i vasi sacri, ed è necessario di tanto in tanto spolverarli; i vostri corpi sono tanti vasi sacri, in cui vi faccio la mia dimora, perciò è necessario che vi faccia di tanto in tanto delle spolveratine, cioè, che li visiti con qualche tribolazione, per fare che Io vi stia con più decoro. Perciò stati calma.” (…) “Figlia mia, quanto è preziosa la croce! Vedi un po’: Il sacramento del mio corpo nel darsi all’anima, la unisce con Me, la trasmuta fino a diventare una stessa cosa con Me, ma col consumarsi delle specie si disunisce l’unione realmente contratta; ma la croce no, vi prende Iddio e l’unisce con l’anima per sempre, e con maggiore sicurezza lei si pone come suggello. Dunque, la croce suggella Iddio nell’anima, in modo che non c’è mai separazione tra Dio e l’anima crocifissa.”

 

63 - 23.04.1900 - Luisa fa da infermiera a Gesù coperto di piaghe. La rassegnazione al Divin  Volere.

(…) (Luisa:) Ma Gesù benedetto mi ha fatto capire che la rassegnazione al Divin Volere è olio, che mentre unge e mitiga le nostre pene, nel medesimo tempo è olio che unge e mitiga lo spasimo delle piaghe di Gesù. (…) 

 

64 - 24.04.1900 - Il Sacramento dell’Eucaristia è frutto della Croce. Gesù desidera trovare in Luisa la continuazione della sua Passione, in modo non mistico, ma reale.

(…) (Gesù:) “Siccome il sacramento dell’Eucaristia è frutto della croce, perciò mi sento più disposto a concederti il patire quando ricevi il mio corpo, perché vedendo te patire, mi pare che non misticamente, ma realmente continuo in te la mia passione a pro delle anime, e questo è per Me un grande sollievo, che raccolgo il vero frutto della mia croce e dell’Eucaristia.” (…) “Quanto sei bella! Ma quanto più cresce la tua bellezza nel tuo patire! Oh! come mi sei cara!  I miei occhi restano feriti nel guardarti, che scorogono in te la mia stessa immagine.” (…)

 

65 - 25.04.1900 - La purezza nel patire e nell’agire per il solo fine di piacere a Gesù riempie di luce.

(…) (Luisa:) Dopo ciò ho guardato nel suo petto, e teneva una piccola perla, tanto risplendente che investiva l’umanità santissima  di Nostro Signore di luce. Onde, volendo sapere il significato, ho domandato a Gesù che cosa fosse quella perla, che mentre pare così piccola spande tanta luce. E Gesù: “La purità del tuo patire, che mentre è piccolo, ma siccome soffri per solo amor mio e saresti pronta a soffrire altro se Io te lo concedessi, ecco la causa di tanta luce.  Figlia mia, la purità nell’operare è tanto grande, che chi opera per il solo fine di piacere a Me solo, non fa altro che mandare luce in tutto il suo operare. Chi non opera rettamente, anche il bene non fa altro che spandere tenebre. (…)

 

66 - 01.05.1900 - Non temere il patire. L’Eucaristia e la Croce.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, se l’Eucaristia è caparra della futura gloria, la croce è sborso come comperarla. Se l’Eucaristia è seme che impedisce la corruzione, ed è come quelle erbe aromatiche, che ungendosi i cadaveri non ne restano corrotti, e dona l’immortalità all’anima ed al corpo, la croce l’abbellisce ed è tanto potente, che se c’è contrazione di debiti essa se ne fa mallevadrice, e con maggior sicurezza si fa restituire la scrittura del debito contratto, e dopo che ha soddisfatto ogni debito, ne forma all’anima il trono più sfolgorante nella futura gloria.  Ah! si, la croce e l’Eucaristia si avvicendano insieme, ed una opera più potentemente dell’altra.” Poi ha soggiunto: “La croce è il mio letto fiorito, non perché non soffrivo atroci spasimi, ma perché per mezzo della croce partorivo tante anime alla grazia, vedevo spuntare tanti bei fiori che producevano tanti frutti celesti, quindi vedendo tanto bene, tenevo a mia delizia quel letto di dolore e mi dilettavo della croce e del patire. Anche tu, figlia mia, prendi come delizie le pene, e dilettati di starti crocifissa nella mia croce. No, no, non voglio che tema il patire, quasi volessi operare da infingarda, su, coraggio, opera da valorosa ed esponi da te stessa al patire.”  (…)

 

67 - 03.05.1900 - Festa alla Croce in Cielo.

(Luisa:) Questa mattina mi son trovata fuori di me stessa e vedevo tutto il cielo cosparso di croci, chi piccola, chi grande, chi mezzana. Chi più grande, più dava splendore. Era un incanto dolcissimo il vedere tante croci che abbellivano il firmamento, più risplendenti del sole.  Dopo ciò, parve che si aprisse il Cielo e si vedeva e sentiva la festa che si faceva dai beati alla croce. Chi più aveva sofferto era più festeggiato in questo giorno. Si distinguevano in modo speciale i martiri, chi aveva sofferto nascosto. Oh! come si stimava la croce e chi più aveva sofferto, in quel beato soggiorno! Mentre ciò vedevo, una voce ha risuonato per tutto l’empireo che diceva: “Se il Signore non mandasse le croci sopra la terra, sarebbe come quel padre che non ha amore per i propri figli, che invece di volerli vedere onorati e ricchi, li vuol vedere poveri e disonorati.” (…)

 

68 - 09.05.1900 - Lasciarsi turbare è impedire il riposo a Gesù. Simbolo del mistero della SS. Trinità e dell’uomo fatto a Sua immagine.

(Luisa:) Dopo aver passato giorni di privazione, non solo, ma di turbazione ancora, questa mattina, trovandomi più turbata sul misero mio stato, l’adorabile Gesù nel venire mi ha detto: “Tu, con lo starti inquieta, hai turbato il mio dolce riposo. Ah! si, non mi fai più riposare.” (…)

 

69 - 13.05.1900 - Pena di Luisa, sentendosi abbandonata  dal Signore.

(Luisa:) Onde, quando appena si è fatto vedere, mettendomi una mano sotto il mento in atto di compatirmi, mi ha detto: “Povera figlia, come ti sei ridotta!” (…) 

 

70 - 17.05.1900 - Luisa, insieme con un’altra anima vittima dall’America, impedisce in gran parte un flagello.

(…) (Luisa:) Onde, con mia sorpresa ho veduto venire (mi pareva che fosse dall’America) una vergine, e lei da un punto ed io dall’altro, siamo riuscite ad impedire in gran parte il flagello che ci minacciava.  Dopo ciò, essendoci riunite insieme, scorgevo quella vergine con le insegne della passione e coronata con corona di spine, come pure mi trovavo io, ed una persona che mi pareva che fosse angelo, che diceva: “Oh! potenza delle anime vittime! Ciò che non è dato a noi, angeli, di fare, con le loro sofferenze, possono far loro. Oh! se gli uomini sapessero il bene che viene da loro, perché stanno per il bene pubblico e particolare, non farebbero altro che implorare da Dio che moltiplicasse queste anime sulla terra.” (…)

 

71 - 18.05.1900 - Per andare in Cielo occorre riempire di Gesù e di tutte le vir il proprio interno, fino a traboccarne fuori.

(…) (Gesù:) “Fatti cuore, non temere, cerca di riempire il tuo interno di Me e di impinguarlo di tutte le virtù, fino a traboccarne fuori, e quando giungerai a farne il trabocco, allora ti porterò nel Cielo e finiranno tutte le tue privazioni.” (…)

 

72 - 20.05.1900 - Tutta la natura invita al riposo, ma il vero riposo è il silenzio interiore di tutto ciò che non chiama Dio. L’uomo deve annullarsi, affinché Dio possa rifarlo. Condizione per poter partecipare alla festa del Cielo.

(…) (Gesù:) “Tutta la natura invita ad un riposo, ma qual’è il vero riposo? E’ il riposo interno ed il silenzio di tutto ciò che non è Dio. Vedi, le stelle scintillanti di luce temperata, non abbagliante come il sole; il sonno ed il silenzio di tutta la natura, degli uomini e fin degli animali, che tutti cercano un luogo, una tana dove starsene in silenzio e riposarsi della stanchezza della vita. Se ciò è necessario per il corpo, molto più per l’anima è necessario di riposarsi nel suo proprio centro che è Dio. Ma per potersi riposare in Dio è necessario il silenzio interno, come al corpo è necessario il silenzio esteriore per potersi placidamente addormentare. Ma, qual è questo silenzio interiore? E’ di far zittire le proprie passioni col tenerle apposto, d’imporre silenzio ai desideri, alle inclinazioni, agli affetti, insomma, a tutto ciò che non chiama Dio. Or, qual’è il mezzo per giungere a ciò? L’unico mezzo ed assolutamente necessario, è di disfare il proprio essere e ridursi al nulla, come era prima che fosse creata, e quando avrà ridotto al nulla il suo essere, riprenderlo in Dio. Figlia mia, tutte le cose dal nulla hanno principio, questa stessa macchina dell’universo che tu rimiri con tanto ordine, se prima di crearla fosse stata ripiena d’altre cose, non avrei potuto mettere la mia mano creatrice per farla con tanta maestria e renderla tanto splendida ed ornata, al più avrei potuto disfare tutto ciò che ci poteva essere, e poi rifarla come a Me piaceva; ma siamo sempre lì, che tutte le mie opere dal nulla hanno principio, e quando c’è mischianza di altre cose, non è decoro della mia maestà scendere ed operare nell’anima, ma quando l’anima si riduce al nulla, e vi sale a Me, e prende il suo essere nel mio, allora Io vi opero da quel Dio che sono, e l’anima vi trova il vero riposo. Eccoti che tutte le virtù, dall’umiltà e dall’annientamento di sé stesso hanno principio.”

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

60 https://www.dropbox.com/s/5knibbclfm135db/60%20Vol.3%20-%2016%20aprile%201900.mp3?dl=0

 

61 https://www.dropbox.com/s/z5665cwg8jfcu3y/61%20Vol.3%20-%2020%20aprile%201900.mp3?dl=0

 

62 https://www.dropbox.com/s/ruhd35he8j3m4ov/62%20Vol.3%20-%2021%20aprile%201900.mp3?dl=0

 

63 https://www.dropbox.com/s/pn2r97mcbvbdnau/63%20Vol.3%20-%2023%20aprile%201900.mp3?dl=0

 

64 https://www.dropbox.com/s/srulxxwzi8maxza/64%20Vol.3%20-%2024%20aprile%201900.mp3?dl=0

 

65 https://www.dropbox.com/s/k0kp8uqs0tcjyig/65%20Vol.3%20-%2025%20aprile%201900.mp3?dl=0

 

66 https://www.dropbox.com/s/beecg3m331bph42/66%20Vol.3%20-%201%20maggio%201900.mp3?dl=0

 

67 https://www.dropbox.com/s/9mdspbwb8fca1t2/67%20Vol.3%20-%203%20maggio%201900.mp3?dl=0

 

68 https://www.dropbox.com/s/shvyrah5o2mwy1u/68%20Vol.3%20-%209%20maggio%201900.mp3?dl=0

 

69 https://www.dropbox.com/s/99jckhb87pkwwnx/69%20Vol.3%20-%2013%20maggio%201900.mp3?dl=0

 

70 https://www.dropbox.com/s/v8skhh6upoe8uf0/70%20Vol.3%20-%2017%20maggio%201900.mp3?dl=0

 

71 https://www.dropbox.com/s/mviztqqwi0ni76m/71%20Vol.3%20-%2018%20maggio%201900.mp3?dl=0

 

72 https://www.dropbox.com/s/h62jfkv0tbiulc5/72%20Vol.3%20-%2020%20maggio%201900.mp3?dl=0

  

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48 - 09.03.1900 - La Grazia di Dio è come la luce del sole.

(…) (Gesù:) “Perché vuoi andare vagando? Non sai tu che chi esce dalla mia Volontà esce dalla luce e si confina nelle tenebre?” (…) “Vedi un po’ quanto mi sono ingrati gli uomini. Come la luce del sole riempie tutta la terra, da un punto all’altro, in modo che non vi è terra che non goda il beneficio della sua luce, non vi è persona che può lamentarsi d’essere priva dei suoi benefici influssi, tanto vero che il sole, investendo tutto l’universo, per poter dare luce a tutti, lo prende come in sua mano, solo può lamentarsi di non godere della sua luce chi sfuggendo dalla sua mano va a nascondersi in luoghi tenebrosi; eppure il sole continuando il suo caritatevole uffizio, non lascia da mezzo le sue dita di mandargli qualche spiraglio di luce.  Così la mia grazia è un’immagine del sole, che dappertutto inonda le genti, poveri e ricchi, ignoranti e dotti, cristiani ed infedeli, nessuno, nessuno può dire di esserne privo, perché la luce della verità e l’influsso della mia grazia riempie la terra, e più del sole nel suo pieno meriggio. Ma qual è la mia pena nel vedere le genti che, traversando questa luce ad occhi chiusi ed affrontando la mia grazia col torrente pestifero della loro iniquità, fuorviano da questa luce e volontariamente vivono in luoghi tenebrosi, in mezzo a nemici crudeli? Essi sono esposti a mille pericoli, perché non avendo luce, non possono conoscere chiaramente se si trovano in mezzo ad amici o nemici e sfuggire dai pericoli che li circondano. Ah! se il sole avesse ragione, e dagli giungendo a tale ingratitudine, che per indispettire e non vedere il suo chiarore, si cavassero gli occhi, e così restano più sicuri di vivere nelle tenebre, ahi! il sole invece di mandare luce, manderebbe lamenti e lacrime di dolore, da mettere sossopra tutta la natura! Eppure, ciò che si avrebbe orrore di rendere alla luce naturale, gli uomini giungono a tale eccesso, di affrontare in tal modo la mia grazia. Ma la mia grazia, sempre benigna con loro, in mezzo alle stesse tenebre ed alla follia della loro cecità, manda sempre barlumi di luce, perché la mia grazia mai lascia nessuno, ma l’uomo volontariamente se ne esce da essa, e la grazia non avendolo in sé, cerca di seguirlo coi barlumi della sua luce.” (…)“Compatisci se ti sono causa di afflizione, perché di tanto in tanto mi sento tutta la necessità di sfogare in parole il mio dolore sulla ingratitudine degli uomini con le anime mie dilette, per muovere i loro cuori a ripararmi in un tanto eccesso, ed a compassione degli stessi uomini.” (…) 

 

49 - 10.03.1900 - L’ubbidienza, come il fuoco, purifica, consuma e plasma l’anima.

(Luisa:) Questa mattina avendo fatto la santa comunione, vedevo il mio caro Gesù da Bambino, con una lancia in mano, in atto di volermi trapassare il cuore, e siccome avevo detto una cosa al confessore, Gesù, volendomi rimproverare mi ha detto: “Tu vuoi scansare il patire, ed Io voglio che incominci una nuova vita di sofferenze e di ubbidienza.” E mentre ciò diceva, mi ha trapassato il cuore con la lancia e poi ha soggiunto: “Come il fuoco arde secondo le legne che vi si mettono, così tiene maggiore attività nel bruciare e consumare gli oggetti che vi si menano dentro, e quanto maggiore il fuoco, altrettanto è maggiore il calore e la luce che contiene, così la sofferenza, e l’ubbidienza, per quanto è maggiore, altrettanto l’anima si rende abile a distruggere ciò che è materiale, e l’ubbidienza, come a molle cera, ne dà la forma che vuole.”

 

50 - 11.03.1900 - Le anime del Purgatorio vivono nella Verità, fuori da ogni possibilità d’inganno, e dimorando in Dio, ogni atto della loro volontà è cessato.

(…) (Un’anima del Purgatorio:) “… noi stiamo tanto immersi in Dio, che non possiamo neppure muovere le ciglia, se non abbiamo da Lui il concorso; noi abitiamo in Dio come una persona che abitasse in un altro corpo, che tanto può pensare, parlare, guardare, operare, camminare, per quanto le vien dato da quel corpo che la circonda di fuori, perché a noi, non è come a voi che avete il libero arbitrio, la propria volontà, per noi ogni volontà è cessata, la nostra volontà è solo la Volontà di Dio, di Quella viviamo, in Quella troviamo tutto il nostro contento ed Essa forma tutto il nostro bene e la nostra gloria.” 

 

51 - 14.03.1900 - Come deve fare la Chiesa per conoscere chi appartiene ad essa: convocati e quindi vagliati mediante la Confessione, i suoi membri saranno forti e pronti per l’apostolato.

(…) (Gesù:) “Tutte le altre società conoscono chi appartiene al loro partito, solo la mia Chiesa non conosce chi sono i suoi figli. Il primo passo è conoscere chi sono coloro che le appartengono, e questi li possiate conoscere, col stabilire un giorno una riunione, in cui l’inviterete, che chi è cattolico v’intervenisse al luogo ben destinato per tale riunione, ed ivi, con l’aiuto dei cattolici secolari, stabilire quello che conviene fare. Il secondo passo, di obbligare alla confessione quei cattolici che v’intervengano, cosa principale che rinnova l’uomo e forma i veri cattolici, e questo non solo a quelli che si trovano presenti, ma obbligare a chi è padrone, che obbligasse i suoi sudditi alla confessione, e quando non giungono con le buone, anche col rimandarli dal loro servizio. Quando ogni sacerdote avrà formato il corpo dei suoi cattolici, allora potranno inoltrarsi ad altri passi più superiori, perché il riconoscere l’opportunità del tempo, come inoltrarsi nei partiti e la prudenza nell’esporsi, è come la potazione agli alberi, che fa produrre grossi e stagionati frutti, ma se l’albero non è potato, vi fa, si, una bella pompa di frondi e di fiori, ma appena cade una brina, soffia un vento, non avendo l’albero umore sufficiente e forza onde sostenere tanti fiori per ricambiarli in frutti, i fiori se ne cadono, ed esso vi rimane spogliato. Così succede nelle cose di religione: Prima dovete formarvi un corpo di cattolici conveniente, da poter fare fronte agli altri partiti, e poi potete giungere ad inoltrarvi negli altri partiti, per formarne uno solo.” (…)

 

52 - 15.03.1900 - Se Gesù non si fa vedere da Luisa è per esigenza della sua Giustizia, che non vorrebbe trovarla come vittima quando dovrebbe castigare le creature.

(…) (Gesù:) “E’ niente, è niente, è che voglio castigare la terra ed Io, anche a stare in buono con una sola creatura, mi sento disarmato e non ho forza a mettere mano ai castighi, perché col farmi vedere tu incominci a dire, se vedi che devo mandare castighi: “Versate a me, fate soffrire a me.” Ed Io mi sento vincere da te e mai metto mano ai castighi, e gli uomini non fanno altro che imbaldanzirsi di più.” (…)

 

53 - 17.03.1900 - Dolore del Papa (Leone XIII?) per l’abbandono di tanti, soprattutto dei sacerdoti. Chi si umilia attira a sé Dio, la sua Luce e la sua Grazia.

(…) (Gesù:) “Pochi sono quelli che sono rimasti fedeli, e questi pochi vivono come volpi rintanati nelle proprie tane, hanno timore d’esporsi per tirarsi i propri figli dalla bocca dei lupi; dicono, propongono, ma sono tutte parole gettate al vento, mai giungono ai fatti.” (…)

“Figlia mia, quanto più ti abbassi in te stessa, tanto più mi sento tirato ad abbassarmi verso di te ed empirti della mia grazia, ecco perciò che l’umiltà è foriera della luce.”

 

54 - 20.03.1900 - Luisa impedisce al Signore di castigare le creature, e questo lo fa per amore a Lui.

(…) (Luisa:) Dopo abbiamo continuato a girare. Io facevo quanto potevo a non dirgli niente a qualche punto che non castigasse, per non dargli occasione che me ne mandasse a ritirare e perdere la sua amabile presenza. Ma dove non potevo, incominciavo a contrastare. Siamo giunti ad un punto del l’Italia e stavano facendo un combinato, che doveva venire un gran dissesto, ma non ho capito che cosa fosse, perché avendo incominciato a dire: “Signore, non permettete, povera gente! Come faranno?” Vedendo Gesù che io mi affannavo e volevo impedirglielo, mi ha detto con impero: “Ritirati, ritirati!” E togliendosi una cinta di chiodi, di spilli che teneva incarnati nel suo corpo, che lo faceva molto soffrire, ha soggiunto: “Ritirati e portati questa cinta con te, che mi darai molto sollievo.” Ed io: “Si, me la metterò io invece vostra, ma lasciami stare teco.” E Lui: “No, ritirati.” E lo ha detto con tale impero, che non potendo resistere, in un istante mi son trovata in me stessa, e non ho potuto capire il combinato che cosa fosse.

 

55 - 25.03.1900 - Nell’Incarnazione, il Verbo Divino si fece Luce delle anime.

(…) (Gesù:)  “Come il sole è la luce del mondo, così il Verbo di Dio nell’incarnarsi divenne la luce delle anime, e come il sole materiale dà luce in generale ed a ciascuno in particolare, tanto che ognuno lo può godere come se fosse suo proprio, cosi il Verbo, mentre dà luce in generale è sole per ciascuno in particolare, tanto vero, che questo sole divino ognuno lo può tenere con sé come se fosse solo.” (…)

 

56 - 01.04.1900 Gesù cambia le passioni della creatura in virtù, che Gli fanno corteggio e che Lui nutre di continua Grazia.

(…) (Luisa:) Onde, non conoscendo il significato di ciò, con un po’ di timore ho chiesto a Gesù di farmi sapere chi erano quelle donzelle, e Gesù mi ha detto: “Queste donzelle erano le tue passioni, che ora con la mia grazia ho cambiato in tante virtù, che mi fanno nobile corteggio; stando tutte a mia disposizione, ed Io in ricompensa le vado nutrendo con la continua mia grazia.” Ah! Signore, eppure mi sento tanto cattiva, che mi vergogno di me stessa!

 

57 - 02.04.1900 - Lo stato di vittima di Luisa è stare sempre a disposizione della Divina Volontà.

(…) (Gesù:) “Soffri o non soffri, vengo o non ci vengo, il tuo stato è sempre di vittima, molto più che questa è la mia Volontà e la tua, ed Io giudico non secondo le opere che si fanno, ma secondo la volontà con cui si opera.” Ed io: “Signor mio, va bene come dite, ma mi pare che sto inutile e si perde molto tempo, e mi sento un fastidio, un timore, e poi far venire il confessore, mi tormenta l’anima che non fosse Volontà vostra.” E Lui: “Pensi tu che fosse peccato il far venire il confessore?” Ed io: “No, ma temo che non fosse tua Volontà.” E Lui: “Del peccato devi fuggire, anche l’ombra, ma del resto non devi darti pensiero.” Ed io: “Se non fosse tua Volontà, a che pro starci?” E Lui: “Ah! mi pare che la figlia mia vuole sfuggire lo stato di vittima, non è vero?” Ed io, tutta arrossendo ho detto: “No, Signore, dico questo per quando qualche volta non mi fate soffrire e Voi non ci venite, del resto fatemi soffrire ed io non mi darò nessun pensiero.” E Gesù: “Ed a Me mi pare che vuoi sfuggire. Poi, sai tu quando ho riservato di venire e comunicarti le mie pene, se la prima, la seconda, la terza ed anche l’ultima ora? Onde, distraendoti da Me e sforzandoti ad uscire ti occuperai in altro, ed Io venendo non ti troverò preparata e prenderò la mia volta e Me ne andrò altrove.” Ed io tutta spaventata: “Non sia mai, oh Signore. Non voglio altro sapere che la vostra Santissima Volontà.” E Lui: “Stati calma e aspetta il confessore.” (…)

 

58 - 09.04.1900 - Il non abbandonarsi in Dio è un usurpare i diritti della sua Divinità.

(…) (Luisa:) Tutto il mio interno me lo sentivo messo in allarme, quando in un istante vi si ha fatto vedere e mi ha detto, quasi rimproverandomi: “Non sai tu che il non abbandonarsi in Me è un voler usurpare i diritti della mia Divinità, facendomi un grande affronto? Perciò abbandonati ed (quieta ???) il tuo interno tutto in Me e troverai la pace, e trovando la pace troverai Me stesso.” (…)

 

59 - 10.04.1900 - L’umiltà attira Gesù allanima.

(…) (Gesù:) “Come l’uccello quando deve volare batte le ali, così l’anima ai voli dei desideri, batte le ali dell’umiltà, ed in quei battiti vi manda una calamita che mi attira, in modo che mentre lei prende il suo volo per venire a Me, Io prendo il mio per andare a lei.” (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

48 https://www.dropbox.com/s/adxhf8wzjzy55cn/48%20Vol.3%20-%209%20marzo%201900.mp3?dl=0

 

49 https://www.dropbox.com/s/g7tl1fkqe1flibq/49%20Vol.3%20-%2010%20marzo%201900.mp3?dl=0

 

50 https://www.dropbox.com/s/qcy0wtrvhl8me8e/50%20Vol.3%20-%2011%20marzo%201900.mp3?dl=0

 

51 https://www.dropbox.com/s/5goemyjovwj36x6/51%20Vol.3%20-%2014%20marzo%201900.mp3?dl=0

 

52 https://www.dropbox.com/s/o59gop8b5ngzeje/52%20Vol.3%20-%2015%20marzo%201900%20.mp3?dl=0

 

53 https://www.dropbox.com/s/937is3bokthivja/53%20Vol.3%20-%2017%20marzo%201900.mp3?dl=0

 

54 https://www.dropbox.com/s/e6n23fur9nt0dja/54%20Vol.3%20-%2020%20marzo%201900.mp3?dl=0

 

55 https://www.dropbox.com/s/3kklnaavln9gb7i/55%20Vol.3%20-%2025%20marzo%201900.mp3?dl=0

 

56 https://www.dropbox.com/s/72c87kz0ubcskgl/56%20Vol.3%20-%201%20aprile%201900.mp3?dl=0

 

57 https://www.dropbox.com/s/cn5ivqwots7l1u3/57%20Vol.3%20-%202%20aprile%201900.mp3?dl=0

 

58 https://www.dropbox.com/s/hy77bd4qdnnnzqd/58%20Vol.3%20-%209%20aprile%201900.mp3?dl=0

 

59 https://www.dropbox.com/s/v11zt58i3d90ele/59%20Vol.3%20-%2010%20aprile%201900.mp3?dl=0

 

 

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34 - 04.02.1900 - Il male dello scoraggiamento e della sfiducia.

(…) (Gesù:) “Lo scoraggiamento è un umore infettivo, che infetta i più bei fiori e i più graditi frutti e penetra fino al fondo della radice, in modo che quell’umore infettante, invadendo tutto l’albero, lo rende appassito, squallido, e se non vi si pone rimedio col innaffiarlo con l’umore contrario, siccome quell’umore cattivo si è introdotto fin nella radice, dissecca la radice e fa cadere l’albero per terra. Cosi succede all’anima che s’imbeve di quest’umore infettivo dello scoraggiamento.”

(…) La mia mente era occupata che per me era inutile di più sperare come prima le continue visite di Lui, le sue grazie, i suoi carismi, tutto per me era finito. E Lui, quasi sgridandomi, ha soggiunto: “Che fai? Che fai?  Non sai tu che la sconfidenza rende l’anima moribonda? Che pensando che deve morire, non pensa più a nulla, né ad acquistare, né a mettere a traffico, né ad abbellirsi di più, né a porre rimedio ai suoi malori, non pensa altro che per lei è finito. E non solo rende l’anima moribonda, ma tutte le virtù la sconfidenza le rende vicine a spirare.” (…)

 

35 - 05.02.1900 - La conoscenza del proprio nulla deve essere unita alla fiducia.

(…) “Figlia mia, delle volte l’anima sente un incontro in qualche virtù, e l’anima facendosi forza, supera quell’incontro. Allora la virtù resta più risplendente e più radicata nell’anima. Ma però l’anima deve stare attenta per evitare che essa stessa non somministri la funicella per farsi legare dalla sconfidenza, e questo lo farà col restringersi sempre senza mai uscire dal circolo della verità, che è la conoscenza del proprio nulla.”

 

36 - 12.02.1900 - La luce della verità vivifica e riscalda le anime, a meno che non ci siano difetti volontari.

(...) (Gesù:) “La verità è luce, che portò il Verbo sulla terra. Come il sole illumina, vivifica e feconda la terra, così la luce della verità dà vita, luce, e rende feconde le anime di virtù. Sebbene molte nubi offuscano questa luce di verità, quali sono le iniquità degli uomini, ma con tutto ciò non lascia, da dietro le nubi, di mandare barlumi di luce vivificante, onde riscaldare le anime, e se queste nubi sono nubi d’imperfezione e di difetti involontari, questa luce, squarciandole col suo calore le fa svanire e liberamente s’introduce nell’anima.” Onde comprendevo che l’anima deve stare attenta a non cadere anche nell’ombra del difetto volontario, che sono quelle nubi pericolose che impediscono l’entrata alla luce divina.

 

37 - 13.02.1900 - La mortificazione.

(…) (Gesù:) “Come la calce ha virtù di concuocere gli oggetti che vi si menano dentro, così la mortificazione ha virtù di concuocere tutte le imperfezioni e difetti che si trovano nell’anima, e giunge a tanto, che spiritualizza anche il corpo e come cerchio vi si pone d’intorno, e vi suggella tutte le virtù. Fino a tanto che la mortificazione non ti concuoce ben bene, l’anima come il corpo, fino a disfarlo, non potrò suggellare perfettamente in te il marchio della mia crocifissione.” (…)

 

38 - 16.02.1900 - La mortificazione  (continua).

(…) (Gesù:) “La mortificazione dev’essere il respiro dell’anima. Come al corpo è necessaria la respirazione, e dall’aria buona o cattiva che si respira così resta infettato o purificato, come pure dalla respirazione si conosce se è sano o infermo l’interno dell’uomo, se tutte le parti vitali vanno d’accordo, così l’anima: se respira l’aria della mortificazione, tutto starà in lei purificato, tutti i suoi sensi suoneranno di uno stesso suono concordante, il suo interno rimanderà un respiro balsamico, salutare, fortificante. Se poi non respira l’aria della mortificazione, tutto sarà discordante nell’anima, manderà un respiro puzzolente, stomachevole; mentre sta per domare una passione, un’altra si sfrena. Insomma, la sua vita non sarà altro che un giuoco da fanciulli.” (…)

 

39 - 19.02.1900 - Il Ventesimo secolo sarà noto per la superbia, che è la più grande pazzia, è perdere la testa; per Gesù, invece, quello che conta è il cuore.

(…) (Gesù:) “Morirete, chi nella guerra, chi nelle carceri e chi al terremoto, pochi ne rimarrete. La superbia ha formato il corso delle azioni della vostra vita e la superbia vi darà la morte.” (…) “Figlia, la mia vita la ebbi dal cuore, distintamente dagli altri; ecco perciò una ragione perché sono tutto cuore per le anime, e perché sono portato a voler il cuore e non tollero neppure un’ombra di ciò che non è mio.  Onde fra Me e te voglio tutto distintamente per Me, e quello che concederai alle creature non sarà altro che il trabocco del nostro amore.”

 

40 - 20.02.1900 - Nessuno possiede né luce né profumo di virtù, che non venga da Gesù.

(…) (Gesù:) “Io sono il fiore dell’eden celeste, ed è tanto il profumo che vi spando, che al mio olezzo vi resta attirato tutto l’empireo, e siccome Io sono il lume che manda luce a tutti, tanto, da tenerli inabissati, tutti i miei santi attingono da Me le loro piccole lucerne, onde non vi è luce nel Cielo che non sia stata attinta da questo lume.” 

 

41 - 21.02.1900 - Con Gesù ci vuole tanta pazienza. Il dono della purezza si ottiene con la mortificazione e i patimenti.

(Luisa:) Questa mattina il mio amabile Gesù ha incominciato a fare i suoi soliti indugi. Sia sempre benedetto, che comincia sempre da capo. Davvero che ci vuole una pazienza di santo a sopportarlo, e bisogna aver che fare con Gesù per vedere che pazienza ci vuole. Chi non lo prova non può crederlo, ed è quasi impossibile non avere qualche piccolo cruccio con Lui.

Onde, dopo aver pazientato ad aspettarlo e riaspettarlo, finalmente è venuto e mi ha detto:  “Figlia mia, il dono della purità non è dono naturale, ma è grazia conseguita, e questa si ottiene col rendersi simpatico, e l’anima si rende tale con la mortificazione e coi patimenti.  Oh! come si rende simpatica l’anima mortificata e sofferente! Oh! come è speciosa! Ed io vi prendo tale simpatia da impazzire per essa e tutto ciò che vuole le dono. Tu, quando sei priva di Me soffri la mia privazione, che è la pena più dolorosa per te, per amor mio, ed Io vi prenderò più simpatia di prima e ti concederò nuovi doni.”

 

42 - 23.02.1900 - Il Tempo è giunto, la fine s’appressa, ma l’ora è incerta”. Il segno per conoscere se uno stato è Volontà di Dio.

(…) Lui: “Il segno più certo per conoscere se è Volontà mia uno stato è quando uno si sente la forza a sostenere quello stato.” (…)“Quando una persona si rende famigliare in una famiglia, non si usano tanto quelle cerimonie, quei riguardi che si usavano prima, quando si rendeva estranea. Così fo Io. Ma con ciò, non è segno che non è volontà di quella famiglia che non la vogliano tenere con loro, né che non l’amino meglio di prima. Perciò stati quieta, lascia fare a Me, non volerti crivellare il cervello né funestare la pace del cuore; a tempo opportuno conoscerai il mio operato”


43 - 24.02.1900 - Gesù impone a Luisa l’ubbidienza, perché in lei c’era solo timore di essere ingannata dalla fantasia o dal demonio.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, davvero che questa volta mancheremo a l’ubbidienza. Non sai tu che l’ubbidienza deve suggellare l’anima e che l’ubbidienza deve rendere l’anima come molle cera, in modo che il confessore può dare quella forma che vuole?” (…)

 

44 - 26.02.1900 - La presenza di Gesù ci può sfuggire, ma la sua Volontà possiamo averla sempre in nostro possesso. Non uscendo mai da Essa, forme la nostra beatitudine sulla terra.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, non temere, che non ti lascio; ma però quando tu sei senza della mia presenza, non voglio che ti disanimi, ma anzi, da oggi innanzi, quando sei priva di Me, voglio che prenda la mia Volontà ed in quella ti bei, amandomi e glorificandomi nella mia Volontà e tenendo la mia Volontà come se fosse la mia stessa persona. Facendo così, tu mi terrai nelle tue stesse mani. Che cosa forma la beatitudine del Paradiso? Certo, la mia Divinità. Or, che formerà la beatitudine dei miei cari sulla terra? Con certezza la mia Volontà. Questa non ti potrà mai sfuggire. L’avrai sempre in tuo possesso, e se tu starai nel circolo della mia Volontà, ivi proverai le gioie più ineffabili e i piaceri più puri. L’anima, non uscendo mai dal circolo della mia Volontà, si rende nobile, si divinizza e tutte le sue operazioni si ripercuotono nel centro del sole divino, come i raggi del sole ripercuotono la superficie della terra, non ne esce neppure uno fuori dal centro che è Dio. L’anima che fa la mia Volontà è la sola nobile regina, che si nutrisce del mio alito, perché il suo cibo e le sue bevande non le prende che dalla mia Volontà, e nutrendosi della mia Volontà tutta santa, nelle sue vene scorrerà un sangue purissimo, il suo alito spirerà un profumo olezzante, che tutto mi ricrearà, perché prodotto dal mio stesso alito. Perciò, non voglio altro da te, che formi la tua beatitudine nel giro della mia Volontà, senza mai uscirne, neppure per un breve istante.” (…)

 

45 - 27.02.1900 - Il pieno abbandono nella Divina Volontà fa essere posseduti da Gesù e possederlo. L’anima così trasformata forma il suo riposo. Quale grande male è il mormorare.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, nell’anima tutta trasformata nel mio Volere, Io vi trovo un dolce riposo. La sua anima addiviene per Me come quegli oggetti soffice che non danno nessuna molestia a chi vuole riposarsi, anzi, ancorché fossero persone stanche ed addolorate, è tanta la morbidezza ed il piacere che prendono nel riposarsi sopra di questi oggetti, che nel risvegliarsi si trovano forti e sani. Tale è per Me l’anima conformata al mio Volere, ed Io in ricompensa mi faccio legare dalla sua volontà e vi faccio splendere il Sole Divino come nel pieno meriggio.” (…)

(Luisa:) Vedevo molta gente, e Gesù che mi diceva: “Dille, dille che grande è il male che fanno col mormorare l’uno (del)l’altro, perché attirano la mia indignazione, e questo con giustizia, che vedo che mentre sono soggetti alle stesse miserie e debolezze, non fanno altro che alzar tribunale uno contro del altro. Se così fanno tra loro, che farò Io che sono santo e puro, con loro? Con quella carità che si esercitano l’uno coll’altro, così mi sento tirato ad usare misericordia con loro.” (…)

 

46 - 02.03.1900 - Gesù e l’anima: dal possedersi a vicenda al rispecchiarsi a vicenda. Crocifisso Lui e quindi crocifissa lei sulla stessa Croce; così diventa indissolubile l’unione dei loro voleri.

(Luisa:) Questa mattina, avendo fatto la santa comunione, il mio dolce Gesù si faceva vedere crocifisso, ed internamente mi sentivo tirata a specchiarmi in Lui, per potermi rassomigliare a Lui, e Gesù si specchiava in me, per tirarmi alla sua rassomiglianza. Mentre così faceva, io mi sentivo infondere in me i dolori del mio crocifisso Signore, che con tutta bontà mi ha detto:  “Il tuo alimento voglio che sia il patire, non come solo patire, ma come frutto della mia Volontà. Il bacio più sincero che lega più forte la nostra amicizia è l’unione dei nostri voleri, ed il nodo indissolubile che ci stringerà in continui abbracciamenti sarà il continuo patire.” (…)

 

47 - 07.03.1900 - L’anima conformata al Volere del Signore si impadronisce della sua Potenza per disarmarlo come vuole.

(…) (Gesù:) “Questa mattina mi sento molto amareggiato e mi sento tutta la necessità di mettere mano ai castighi per sgravarmi.” (…) “L’anima conformata al mio Volere si sa tanto infiltrare nella mia potenza, che giunge a legarmi tutto ed a suo piacere mi disarma come vuole. Ah! tu, tu, quante volte mi leghi!” (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

34 https://www.dropbox.com/s/kvb8lp43ws12nxg/34%20Vol.3%20-%204%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

35 https://www.dropbox.com/s/vbs6oz6lhvvccuo/35%20Vol.3%20-%205%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

36 https://www.dropbox.com/s/pczql287edhx5jn/36%20Vol.3%20-%2012%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

37 https://www.dropbox.com/s/wy09fpzz9frvbk1/37%20Vol.3%20-%2013%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

38 https://www.dropbox.com/s/bcrd4hnv81hv9r7/38%20Vol.3%20-%2016%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

39 https://www.dropbox.com/s/1havygge50x88ac/39%20Vol.3%20-%2019%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

40 https://www.dropbox.com/s/dk7ofj5x00zarjj/40%20Vol.3%20-%2020%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

41 https://www.dropbox.com/s/uaguaw7m2mo76rq/41%20Vol.3%20-%2021%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

42 https://www.dropbox.com/s/7ga2hoirpw2tffq/42%20Vol.3%20-%2023%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

43 https://www.dropbox.com/s/4wtp300jf6q2hh6/43%20Vol.3%20-%2024%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

44 https://www.dropbox.com/s/hsqmojz89sfx5qj/44%20Vol.3%20-%2026%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

45 https://www.dropbox.com/s/qtfl999ya62nhbl/45%20Vol.3%20-%2027%20febbraio%201900.mp3?dl=0

 

46 https://www.dropbox.com/s/b5gjh2bsglon9uz/46%20Vol.3%20-%202%20marzo%201900.mp3?dl=0

 

47 https://www.dropbox.com/s/exnlqq43564mzli/47%20Vol.3%20-%207%20marzo%201900.mp3?dl=0

 

 

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25 - 05.01.1900 - Luisa fa la confessione dei suoi peccati a Gesù. Effetti del peccato ed effetti del sacramento della Penitenza.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, il peccato è un abbraccio velenoso e mortifero all’anima, non solo, ma come pure a tutte le virtù che nell’anima si trovano, se è grave; se poi è veniale, è un abbraccio feritore, che rende l’anima molto debole ed inferma, ed insieme con essa si infermano le virtù che aveva acquistato. Che arma micidiale è il peccato! Solo il peccato può ferire e dare morte all’anima! Nessun’altra cosa può nuocerla, nessun’altra cosa la rende innanzi a Me obbrobriosa, odiosa, che il solo peccato.” (…) “Come il peccato ferisce e dà morte all’anima, così il sacramento della confessione dà la vita e la risana dalle ferite, e restituisce il vigore alle virtù, e questo, più o meno, secondo le disposizioni dell’anima, così opera la virtù del sacramento.” (…)

 

26 - 06.01.1900 - Fusione tra Gesù Bambino e sua Madre. Offerta di Luisa a Gesù, a imitazione dei doni dei Santi Magi. La fiducia.

(Luisa:) Questa mattina ho fatto la comunione ed essendomi trovata insieme con Gesù, ci stava la Mamma Regina, ed oh! maraviglia, guardavo la Madre e vedevo il cuore di Lei trasmutato in Gesù Bambino, guardavo il Figlio e vedevo nel cuore del Bambino la Madre. In questo mentre, mi son ricordata che oggi è l’Epifania, ed io, ad esempio dei santi magi dovevo offrire qualche cosa al Bambino Gesù, ma mi vedevo che non avevo niente che dargli.  Allora, vedendo la mia miseria, mi è venuto in pensiero di offerire per mirra il mio corpo con tutte le sofferenze dei dodici anni che ero stata nel letto pronta a soffrire e a starvi quant’altro tempo a Lui piacesse; per oro, la pena che sento quando mi priva della sua presenza, che è la cosa più penosa e dolorosa per me; per incenso, le mie povere preghiere, unite a quelle della Regina Mamma, acciocché fossero più accettevoli al Bambino Gesù. Onde ne ho fatto l’offerta con tutta la confidenza che il Bambino avesse tutto accettato. Gesù pareva che con molto gusto accettasse le mie povere offerte, ma quello che più gustava era la confidenza con cui lo aveva offerto. Onde mi ha detto: “La confidenza ha due braccia, con uno s’abbraccia alla mia Umanità, e della mia Umanità se ne serve come scala per salire alla mia Divinità, coll’altro si abbraccia alla Divinità ed a torrenti vi attinge le grazie celesti, sicché l’anima vi resta tutta innondata nell’Essere Divino. Quando l’anima è confidente, è certa d’ottenere ciò che domanda. Io mi faccio legare le braccia, le faccio fare ciò che vuole, la fo penetrare fin dentro il mio cuore e da sé stessa faccio prendere quello che mi ha domandato. Se ciò non facessi, mi sentirei in uno stato di violenza.” (…)

 

27 - 08.01.1900 - Quali errori ci sono negli scritti di Luisa, nei quali Gesù stesso le guida la mano? La fermezza e la stabilità nell’agire.

(…) “Figlia mia, anche gli errori gioveranno, e questo a far conoscere che non c’è nessun artifizio da parte tua, né che tu sei qualche dottore, che se ciò fosse, tu stessa avresti avvertito dove erravi, e questo pure farà risplendere di più che sono Io che ti parlo, vedendo la cosa alla semplice; ma però t’assicuro che non troveranno l’ombra del vizio e cosa che non dica virtù, perché mentre tu scrivi, ti sto Io stesso guidando la mano; al più potranno trovare qualche errore a primo aspetto, ma se la rimireranno ben bene, vi troveranno la verità.” (…) “Il mio retaggio è la fermezza e la stabilità; non sono soggetto a mutamento alcuno, e l’anima, quanto più si avvicina a Me e s’inoltra nella via delle virtù, tanto più si sente ferma e stabile nell’operare il bene, e quanto più sta da Me lontana, tanto più sarà soggetta a mutarsi ed a traballare, ora al bene ed ora al male.”

 

28 - 12.01.1900 - La conoscenza di sé (la verità) e l’amore alla volontaria umiliazione (l’umiltà).

(Luisa:) Trovandomi nel solito mio stato, l’amabile mio Gesù è venuto in un stato compassionevole.  Teneva le mani legate strettamente ed il volto coperto di sputi, e parecchie persone che lo schiaffeggiavano orribilmente, e Lui se ne stava quieto, placido, senza fare un moto o muovere un lamento, neppure un muovere di ciglia, per far vedere che Lui voleva soffrire quegli oltraggi, e questo non solo esternamente, ma anche internamente. Che spettacolo commovente, da far spezzare i cuori più duri! Quante cose diceva quel volto con quegli sputi pendenti, imbrattato di fango! (…)

(Gesù:) “Figlia mia, i soli piccolini si lasciano maneggiare come si vuole, non quelli che sono piccoli di ragione umana, ma quelli che sono piccoli ma ripieni di ragione divina. Solo Io posso dire che sono umile, che nell’uomo ciò che si dice umiltà, piuttosto si deve dire conoscenza di sé stesso, e chi non conosce sé stesso cammina già nella falsità.” (…)

(Luisa:) Oh! quante cose mi faceva comprendere quella luce e quel volto santo che mi stava dinanzi! Dicevo tra me: “Un Dio, per amor mio umiliato, confuso, ed io, peccatrice, senza di queste divise! Un Dio stabile, fermo nel sopportare tante ingiurie, tanto che non si smuove un tantino per scuotersi da quegli sputi fetenti. Ah! mi si fa manifesto il suo interno innanzi a Dio??? e l’esterno innanzi agli uomini, e pure, se lo vuole lo può, a liberarsi, perché non son le catene che lo legano, ma la sua stabile Volontà, che a qualunque costo vuol salvare il genere umano. Ed io? Ed io? Dove sono le mie umiliazioni, dove la fermezza, la costanza nell’operare il bene per amor del mio Gesù, e per amor del mio prossimo? Ahi! che vittime differenti siamo io e Gesù! Ahi! che non ci conformiamo affatto! (…)

(Gesù:) Solo la mia Umanità fu ripiena d’obbrobri e di umiliazioni, tanto da traboccarne fuori, ecco perciò che innanzi alle mie virtù trema il Cielo e la terra; e le anime che mi amano, si servono della mia Umanità come scala per salire a lambire qualche goccioline delle mie virtù. Dimmi un po’, dinanzi alla mia umiltà, dov’è la tua? Solo Io posso gloriarmi di possedere la vera umiltà, la mia Divinità unita alla mia Umanità, poteva operare prodigi in ogni passo, parole ed opere, ed invece volontariamente mi restringevo nel cerchio della mia Umanità, e mi mostravo il più povero, e giungevo a confondermi con gli stessi peccatori.

L’opera della Redenzione in pochissimo tempo potevo operarla, ed anche per una sola parola, ma volli per il corso di tant’anni, con tanti stenti e patimenti, fare mie le miserie dell’uomo, volli esercitarmi in tante diverse azioni per fare che l’uomo fosse tutto rinnovato, divinizzato, anche nelle minime opere, perché esercitate da Me, che ero Dio ed Uomo, ricevevano nuovo splendore e restavano con l’impronta d’opere divine. La mia Divinità nascosta nella mia Umanità..., scendere a tanta bassezza, soggettarsi al corso delle azioni umane mentre con un solo atto di Volontà avrei potuto creare infiniti mondi..., sentire le miserie, le debolezze altrui, come se fossero sue, vedersi coperta di tutti i peccati degli uomini innanzi alla divina giustizia e che ne doveva pagare il fio col prezzo di pene inaudite e con lo sborso di tutto il suo sangue, esercitava continui atti di profonda ed eroica umiltà.

Eccoti oh figlia, la diversità grandissima della mia umiltà con la umiltà delle creature, che innanzi alla mia, appena è un’ombra; anche quella di tutti i miei santi, perché la creatura è sempre creatura e non conosce quanto pesa la colpa come lo conosco Io, sia pure che anime eroine, al mio esempio si son offerte a soffrire le pene altrui, ma queste non sono diverse di quelle, dalle altre creature, non sono cose nuove per loro, perché sono formate dalla stessa creta. Poi, il solo pensare che quelle pene sono causa di nuovi acquisti e che glorificano Iddio, è un grande onore per loro. Oltre di ciò, la creatura è ristretta nel cerchio dove Iddio l’ha messo, né può uscire da quei limiti, onde, stata circuita da Dio. Oh! se stesse in loro potere il fare ed il disfare, quant’altre cose farebbero, ognuno giungerebbe alle stelle. Ma la mia Umanità divinizzata non aveva limiti, ma volontariamente si restringeva in sé stessa, e questo era un intrecciare tutte le mie opere d’eroica umiltà. Era stata questa la causa di tutti i mali che inondano la terra, cioè, la mancanza dell’umiltà, ed Io con l’esercizio di questa virtù, dovevo attirare dalla divina giustizia tutti i beni. Ah! si, che non si partono dal mio trono rescritti di grazie, se non che per mezzo dell’umiltà, né nessun biglietto può essere da Me ricevuto, se non contiene la firma dell’umiltà, nessuna preghiera ascoltano le mie orecchie e muove a compassione il mio cuore, se non è profumata dall’olezzo dell’umiltà.

Se la creatura non giunge a distruggere quel germe d’onore, di stima, e questo si distrugge col giungere ad amare di essere disprezzata, umiliata, confusa, sentirà un intreccio di spine intorno al suo cuore, avvertirà un vuoto nel suo cuore che le darà sempre fastidio e la renderà molto dissimile dalla mia Santissima Umanità, e se non si giunge ad amare le umiliazioni, al più potrà qualche poco conoscere sé stessa, ma non risplenderà innanzi a Me vestita della bella e simpatica veste dell’umiltà.” (…)

 

29 - 17.01.1900 - Astuzia perversa dei malvagi. La grande pena di Luisa è di continuare ancora in questa vita, sentendosi separata da Gesù.

(…) (Gesù:) “L’uomo dice che non c’è più rettitudine, e fino a tanto che le cose staranno in questo modo non potremo avere nessuna riuscita ai nostri intenti, affettiamo virtù, fingiamoci retti, mostriamoci veri amici esternamente che così sarà più facile tessere le nostre reti e tirarli nell’inganno, e quando usciremo fuori per predarli e farli del male, ognuno credendoci amici l’avremo a mano salva nelle nostre mani. Vedi un po’ dove giunge l’astuzia dell’uomo!” (…)

 

30 - 22.01.1900 - L’immediata corrispondenza alla Grazia.

(…) (Gesù:) “Si, si, quel che ti raccomando è la corrispondenza alla mia grazia, e per essere fedele dev’essere come quell’eco che risuona dentro d’un vuoto, che non appena incomincia ad emettersi la voce, subito, senza il minimo indugio si sente rimbombare l’eco appresso. Così tu, non appena incominci a ricevere la mia grazia, senza neppure aspettare che la compisca di dare, subito incomincia l’eco della tua corrispondenza.”

 

31 - 27.01.1900 - Tutte le virtù devono essere ordinate nell’anima, ognuna nella propria stanza.

(…) (Luisa:) Poi, con una luce intellettuale mi faceva comprendere che nell’anima tutto dev’essere ordinato. L’anima possiede tanti piccoli appartamenti dove ogni virtù prende il suo posto, sebbene si può dire che una sola virtù contiene in sé tutte le altre e che l’anima possedendone una sola, viene ad essere corredata da tutte le altre virtù; ma, con tutto ciò, sono tutte distinte tra loro, tanto che ognuna tiene il suo posto nell’anima ed ecco che tutte le virtù hanno il loro principio dal mistero della Sacrosanta Trinità, che mentre è una sono tre distintamente, e mentre sono tre è una. Comprendevo pure che questi appartamenti nell’anima, o son pieni di virtù o del vizio opposto a quella virtù, e se non c’è né la virtù né il vizio, restano vuoti. A me pareva come una casa che contiene tante stanze, tutte vuote, oppure quelle stanze, chi piena di serpi, chi di fango, chi ripiena di qualche mobile pieno di polvere, chi oscura. Ah! Signore, solo Voi potete mettere in ordine la povera anima mia!

 

32 - 28.01.1900 -  Luisa riceve in sé le amarezze di Gesù. Che cosa fa la mortificazione.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, la mortificazione è come il fuoco che fa disseccare tutti gli umori; cosi la mortificazione dissecca tutti gli umori cattivi che ci sono nell’anima e la inonda d’un umore santificante, in modo da far germogliare le più belle virtù.”


33 - 31.01.1900 La Grazia, la corrispondenza alla Grazia e l’umiltà.

(…) (Gesù:) “La grazia è la vita dell’anima. Come al corpo dà vita l’anima, così la grazia dà vita all’anima. Ma non basta al corpo per aver vita, aver l’anima solamente, ma abbisogna ancora d’un cibo come nutrirsi e crescere a debita statura, cosi all’anima non basta avere la grazia per avere vita, ma ci vuole un cibo per nutrirla e condurla a debita statura, e qual è questo cibo? E’ la corrispondenza. Sicché la grazia e la corrispondenza formano quella catena inanellata che la conducono al cielo, ed a misura che l’anima corrisponde la grazia, viene formando gli anelli di questa catena.” Poi ha soggiunto: “Qual è il passaporto per entrare nel regno della grazia? E’ l’umiltà.  L’anima, guardando sempre il suo nulla e scorgendosi non essere altro che polvere, che vento, tutta la sua fiducia la rimetterà nella grazia, tanto da renderla padrona, e la grazia, prendendo padronanza su di tutta l’anima, la conduce per il sentiero di tutte le virtù e la fa giungere all’apice della perfezione.” (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

25 https://www.dropbox.com/s/fkfocl4u1t8t1co/25%20Vol.3%20-%205%20gennaio%201900.mp3?dl=0

 

26 https://www.dropbox.com/s/m0268rjyzka6izg/26%20Vol.3%20-%206%20gennaio%201900.mp3?dl=0

 

27 https://www.dropbox.com/s/j4qbxu6y052yp1w/27%20Vol.3%20-%208%20gennaio%201900.mp3?dl=0

 

28 https://www.dropbox.com/s/by94n7a5qiear8o/28%20Vol.3%20-%2012%20gennaio%201900.mp3?dl=0

 

29 https://www.dropbox.com/s/y396mo3qug4jv0q/29%20Vol.3%20-%2017%20gennaio%201900.mp3?dl=0

 

30 https://www.dropbox.com/s/a9t4q24zt2f2yva/30%20Vol.3%20-%2022%20gennaio%201900.mp3?dl=0

 

31 https://www.dropbox.com/s/gwro1h9wl2h27l5/31%20Vol.3%20-%2027%20gennaio%201900.mp3?dl=0

 

32 https://www.dropbox.com/s/3dc28u5ccdgq0cx/32%20Vol.3%20-%2028%20gennaio%201900.mp3?dl=0

 

33 https://www.dropbox.com/s/ppgkgug9vfkkq41/33%20Vol.3%20-%2031%20gennaio%201900.mp3?dl=0

 

 

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15 - 28.11.1899 - Solo Gesù ha in suo potere il patire per manifestare di più l’amore. Concede a Luisa di andare in Purgatorio per amore suo.

(…) (Gesù:) “Diletta mia, se tu sapessi quanto t’amo. Mi sento tirato grandemente ad amarti, gli stessi miei induggi nel venire, mi sforzano e son nuove cause di farmi venire a colmarti di nuove grazie e carismi celesti. Se tu potessi comprendere quanto ti amo; il tuo amore paragonato col mio appena lo scorgeresti.” (…)

Lui ascoltava con sommo piacere il mio dire spropositato, e quasi volendomi mettere a prova, mi ha trasportato fuori di me stessa, vicino ad un luogo profondo, PIENO DI FUOCO LIQUIDO E TENEBROSO; metteva orrore e spavento a solo vederlo. Gesù mi ha detto: “Qui c’è il purgatorio, e molte anime ci sono ammassate in questo fuoco. Andrai tu in questo luogo a soffrire per liberare quelle anime che piacciono a Me, e questo lo farai per amor mio.” (…) Così sono andata in quel luogo ripieno di dense tenebre, e Lui che mi seguiva da dietro, ed io per timore ancora mi lasciasse, gli ho preso le mani, tenendole strette alle mie spalle. Giunta laggiù, chi può dire le pene che soffrivano quelle anime? Sono certo inenarrabili a persone vestite d’umana carne. Onde, andando io in quel fuoco, esso distruggevasi e si diradavano le tenebre, e molte anime ne uscivano ed altre ne restavano sollevate. Dopo essere stata circa un quarto d’ora, ce ne siamo usciti, (…)

 

16 - 30.11.1899 - Il Corpo Mistico di Cristo, nelle sembianze di Gesù flagellato alla colonna.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, quanti dolori mi danno queste membra!  Questo corpo che tu vedi, è il corpo mistico della mia Chiesa, di cui mi glorio d’esserne il capo, ma quanto strazio crudele fanno queste membra in questo corpo! Pare che si aizzano tra loro a chi più possa darmi tormento.” (…)

 

17 - 02.12.1899 - Gesù, ornato da tanti campanelli d’oro, che parlano del suo amore a Luisa, la veste dei suoi stessi campanelli. In questo modo Luisa Gli parla della sublimità della Croce.

(…) (Gesùa:) “Figlia a Me diletta, tutti questi campanellini sono tante voce che ti parlano del mio amore, e che chiamano te ad amarmi.  Ora, lasciame vedere quanti campanelli tieni tu, che mi parlano del tuo amore e che chiamano Me ad amarti.” Ed io, tutta piena di rossore gli ho detto: “Neh! Signore, che dite? Io non ho niente, non ho altro che i soli difetti.” Allora Gesù, compatendo la mia miseria, a ripreso a dirmi: “Tu non hai niente, è vero, ebbene, voglio ornarti Io coi miei stessi campanelli, acciò possa aver tante voci come chiamarmi e come mostrarmi il tuo amore.” Così pareva che come una fascia ornata di questi campanellini, mi cingesse la vita. 

(Gesù:) “Fammi sentire la tua voce che ricrea il mio udito, conversiamo un poco insieme, Io ti ho parlato tante volte della croce, oggi fammi sentire parlare te della croce.” (…)

(Luisa:) “La croce sofferta da Voi mi liberò dalla schiavitù del demonio, e mi sposò alla Divinità con nodo indissolubile; la croce è feconda, e mi partorisce la grazia; la croce è luce e mi disinganna dello temporale, e mi svela l’eterno; la croce è fuoco, e tutto ciò che non è di Dio mette in cenere, fino a svuotarmi il cuore d’un minimo filo d’erba che possa starci; la croce è moneta d’inestimabile prezzo, e se io avrò, Sposo Santo, la fortuna di possederla mi arricchivo di monete eterne, fino a rendermi la più ricca del paradiso, perché la moneta che corre in cielo è la croce sofferta in terra; la croce più fa conoscere me stessa, non solo, ma mi dà la conoscenza di Dio; la croce m’innesta tutte le virtù; la croce è la nobile cattedra dell’increata sapienza, che m’insegna le dottrine più alte, sottile e subblime; sicché, la sola croce mi svelarà i misteri più ascosi, le cose più recondite, la perfezione più perfetta nascosta ai più dotti e sapienti del mondo. La croce è qual acqua benefica che mi purifica, non solo, ma mi somministra il nutrimento alle virtù, me le fa crescere ed allora mi lascia quando mi ricondusce alla eterna vita. La croce è qual rugiada celeste che mi conserva e mi abbellisce il bel giglio della purità; la croce è l’alimento della speranza; la croce è fiacola della fede operante; la croce è quel legno solido che conserva e fa mantenere sempre acceso il fuoco della carità; la croce è quel legno asciutto che fa svanire e mettere in fuga tutti i fumi di superbia e di vana gloria, e produce nell’anima l’umile viola dell’umiltà; la croce è l’arma più potente che offende i demoni e mi difende da tutte i loro artigli. Sicché, l’anima che possiede la croce, è d’invidia e d’ammirazione agli stessi angioli e santi; di rabbia e di sdegno ai demoni. La croce è il mio paradiso in terra, dimodochè se il paradiso di là, dei beati, sono i godimenti; il paradiso di qua sono i patimenti. La croce è la catena d’oro purissimo che mi congiunge con Voi, mio sommo Bene, e forma l’unione più intima che dar si possa, fino a far scomparire l’essere mio e mi trasmuta in Voi, mio oggeto amato, tanto da sentirmi perduta in Voi e vivo dalla vostra stessa vita.”

Dopo che ebbi detto questo (non so se sono spropositi) l’amabile mio Gesù nel sentirmi, tutto si compiaceva e preso da entussiasmo d’amore, tutta mi baciava e mi ha detto: “Bravo, bravo alla mia diletta, hai detto bene. L’amor mio è fuoco, ma non come il fuoco terreno che dovunque penetra rende sterile e mette tutto in cenere. Il mio fuoco è fecondo e solo sterilisce tutto ciò che non è virtù, ma il resto, dà vita a tutto e vi fa germogliare i bei fiori, fa produrre i più squisiti frutti e lo rende il più delizioso giardino celeste. La croce è tanto potente e l’ho comunicato tanta grazia, da renderla più efficace dagli stessi sacramenti, e questo perché nel ricevere il sacramento del mio corpo, ci vogliono le disposizioni ed il libero concorso dell’anima per ricevere le mie grazie, che molte volte possono mancare, ma la croce ha virtù di disporre l’anima alla grazia.”

 

18 - 21.12.1899 - La purezza.

(…) (Gesù:) “Io sono il ricettacolo delle anime pure.” Ed in queste sue parole ebbi luce intellettuale che mi faceva comprendere molte cose sulla purità, ma poco o niente so ridurre a parole di ciò che sento nell’intelletto. (…)

(Luisa:) Mi pareva che la purità fosse la gemma più nobile che l’anima può possedere. L’anima che possiede la purità è investita di candida luce, in modo che Iddio benedetto, rimirandola, ritrova la sua stessa immaggine, si sente tirato ad amarla, tanto che giunge ad inamorarsi di lei, ed è preso da tanto amore che le dà per ricetto il suo purissimo cuore, perché solo ciò che è puro e mondissimo entra in Dio, niente entra macchiato in quel seno purissimo. L’anima che possiede la purità ritiene in sé il suo primiero splendore che Dio le ha dato nel crearla, niente è in lei deturpato, snobilitato, ma come regina che aspira alle nozze del Re celeste, si conserva la sua nobiltà fino a tanto che questo nobile fiore viene traspiantato nei giardini celesti. Oh! come questo fiore verginale è fragante di distinto odore! Sempre si inalza sopra tutti gli altri fiori, ed anche sopra gli stessi angeli. Come spicca di svariata bellezza! Sicché tutti sono presi da stima ed amore, e libero le danno il passo fino a farlo giungere allo Sposo Divino, in modo che il primo posto in torno a Nostro Signore è di questi nobili fiori. Onde Nostro Signore si dileta grandemente di passeggiare in mezzo a questi gigli che profumano la terra ed il Cielo, e molto più si compiace d’essere circondato da questi gigli, che essendone Lui il primo nobile giglio ed il modello, è l’esemplare di tutti gli altri. Oh! come è bello veder un’anima vergine! Il suo cuore non dà altro alito che di purità e di candore, non è neppure ombrato d’altro amore che non è Dio, anche il suo corpo spira odore di purità; tutto è puro in lei: Pura nei passi, pura nel operare, nel parlare, nel guardare, anche nel muoversi, sicché al solo vederla, si sente la fraganza, e vi si scorge un’anima vergine d’avvero. Quali carismi, quale grazie, quale l’amore scambievole, gli strattagemme amorosi tra quest’anima e lo Sposo Gesù! Solo chi li prova può dire qualche cosa, che neppure tutto si può narrare, ed io non mi sento in dovere di parlare su di questo, perciò faccio silenzio e passo innanzi.

 

19 - 22.12.1899 - Dio attira la creatura ad amarlo a forza di benefici, di simpatie e di persuasione e si manifesta all’anima mediante la Potenza, la Notizia e l’Amore.

(…) (Gesù a Luisa:) “Io ti attiro ad amarmi in tre modi: A forza di benefizi, a forza di simpatie ed a forza di persuasioni.” (…) “Io mi manifesto all’anima in tre diversi modi:  Con la potenza, con la notizia e coll’amore. La potenza è il Padre, la notizia è il Verbo, l’amore è lo Spiritu Santo.” (…)

 

20 - 25.12.1899 - Gesù è nato, offrendosi in sacrificio per la gloria del Padre, per la conversione dei peccatori e per quelli che più Gli furono fedeli compagni nelle pene.

(…) ( Gesù:) “Il mio cuore da che nacqui lo tenni sempre offerto in sacrifizio per glorificare il Padre, per la conversione dei peccatori e per le persone che mi circondavano e che più mi furono fedeli compagni nelle mie pene. Così voglio che il tuo cuore stia in continua attitudine, offerto in spirito di sacrifizio per questi tre fini.” (…)

 

21 - 27.12.1899 – La Carità dev’essere perfetta. Gesù è giusto con i giusti.

(…) (Gesù ) “La carità dev’essere come un ammanto che deve coprire tutte le tue azioni, in modo che tutto deve rilucere di perfetta carità. Che significa quel dispiacerti quando non soffri? Che la tua carità non è perfetta, perché il soffrire per amor mio e il non soffrire per mio amore, senza la tua volontà, è tutto l’istesso.” (…) “Con le anime giuste mi porto con giustizia, anzi ricompensandole duplicatamente per la loro giustizia, col favorirle delle grazie più grandi e col parlarle di parole giuste e di santità.” (…) “Non temere, Io sono lo scudo dei tribolati.” (…)

 

22 - 30.12.1899 - Il bene dell’umiliazione.

(…) (Gesù:)  “L’umiliazione non solo si deve accetare, ma anche amarla, tanto da masticarla come un cibo, e siccome quando un cibo è amaro, quanto più si mastica, tanto più si sente l’amarezza, così l’umiliazione ben masticata, fa nascere la mortificazione, e queste son due potentissimi mezzi, cioè, l’umiliazione e la mortificazione, come uscire da certi intoppi ed ottenere quelle grazie che si vogliono. Mentre pare nocevole all’umana natura, come il cibo amaro pare che voglia recare piuttosto male che bene, così l’umiliazione e la mortificazione, ma no. Quando il ferro è più battuto sopra dell’incudine, tanto più sfavilla fuoco e resta purgato, così l’anima, quanto più è umiliata e battuta sotto all’incudine della mortificazione, tanto più sfavilla scintille di fuoco celeste, e resta purgata se veramente vuol camminare la via del bene. Se poi è falsa, succede tutto al contrario.”

 

23 - 01.01.1900 - La circoncisione di Gesù. Quanto più l’anima si umilia e conosce se stessa, tanto più si accosta alla Verità.

(…) (Gesù:) “Quanto più l’anima si umilia e conosce sé stessa, tanto più si accosta alla verità, e trovandosi nella verità, cerca di spingersi nella via delle virtù, da cui si vede molto lontana; e se si vede che si trova nella via delle virtù, scorge subito il molto che le resta da fare, perché le virtù non hanno termino, sono infinite come sono Io. Onde, l’anima trovandosi nella verità, cerca sempre di perfezionarsi, ma mai giungerà a vedersi perfetta, e questo le serve e farà che l’anima stia continuamente lavorando, sforzandosi per maggiormente perfezionarsi, senza perdere il tempo in oziosità; ed Io, compiacendomi di questo lavoro, man mano la vado ritoccando per dipingere in lei la mia rassomiglianza. Ecco perciò volli essere circonciso, per dare un esempio di grandissima umiltà, che fece stordire gli stessi angeli del Cielo.”

 

24 - 03.01.1900 - Il timore di perdere Dio, e la pace a oltranza.

(…) Continuo a vedermi tutta piena di miserie, non solo, ma anche inquieta. Mi pare che tutto il mio interno si fosse messo all’arme per la perdita di Gesù. Andavo pensando tra me, che i miei grandi peccati mi avevano meritato che il mio adorabile Gesù mi avesse lasciato, e quindi non dovevo più rivederlo. (…) “Pace, pace, non volerti turbare. Come un fiore odorosissimo profuma il luogo dove si mette, così la pace riempie di Dio l’anima che la possiede.” (…)

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

15 https://www.dropbox.com/s/z97n9l90e37oneo/15%20Vol.3%20-%2028%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

16 https://www.dropbox.com/s/ry05oefbnabqz9e/16%20Vol.3%20-%2030%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

17 https://www.dropbox.com/s/xu3hgly6n4crrqc/17%20Vol.3%20-%202%20dicembre%201899%20.mp3?dl=0

 

18 https://www.dropbox.com/s/3kta6f1ke98k57v/18%20Vol.3%20-%2021%20dicembre%201899.mp3?dl=0

 

19               https://www.dropbox.com/s/2ygodiiq8h28jm3/19%20Vol.3%2022%20dicembre%201899.mp3?dl=0

 

20 https://www.dropbox.com/s/yh9jwyi8zsbaqee/20%20Vol.3%20-%2025%20dicembre%201899.mp3?dl=0

 

21 https://www.dropbox.com/s/6ouihat0oje9o3p/21%20Vol.3%20-%2027%20dicembre%201899.mp3?dl=0

 

22 https://www.dropbox.com/s/d9gwablkip697rw/22%20%20Vol.3%20-%2030%20dicembre%201899.mp3?dl=0

 

23 https://www.dropbox.com/s/kg1vplpd6pc2v04/23%20Vol.3%20-%201%20gennaio%201900.mp3?dl=0

 

24 https://www.dropbox.com/s/orbrnrapbla2lpo/24%20Vol.3%20-%203%20gennaio%201900.mp3?dl=0

 

 

 

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1 - 01.11.1899 - La Chiesa si trova in uno stato tristissimo di degrado. Per sostenerla, Luisa accetta di  essere  vittima.  Questo  stato  fini in  una  terribile  purificazione,  dopo  la  quale spunterà il suo più grande trionfo e la Pace.

(…) “La colonna della mia Chiesa non ha dove poggiarsi!”

Nell’atto che ciò diceva ho visto una colonna, che la sua cima toccava il cielo, ed al disotto di questa colonna stavano sacerdoti, vescovi, cardinali e tutte le altre dignità che sostenevano la detta colonna, ma con mia sorpresa ho fatto per guardare ed ho visto che di dette persone, chi era molto debole, chi mezzo marcito, chi infermo, chi pieno di fango; scarsissimo era il numero di quelli che si trovavano in stato di sostenerla, sicché questa povera colonna, tant’erano le scosse che riceveva al disotto, che tentennava senza potere star ferma.(…)  “Figlia mia, vedi in che stato lacrimevole si trova la mia Chiesa, quelle stesse persone che dovevano sostenerla, vengono meno, e con le loro opere l’abbattono, la percuotono e giungono a denigrarla. L’unico rimedio è che faccia versare tanto sangue, da formare un bagno per poter lavare quel marcioso fango e sanare le loro piaghe profonde, imperocché sanate, rafforzate, abbellite in quel sangue, possano essere strumenti abili a mantenerla stabile e ferma.” Poi ha soggiunto: “Io ti ho chiamato per dirti: “Vuoi tu essere vittima e così essere come un puntello per sostenere questa colonna in tempi sì incorreggibili?”

(…) Dopo ciò, ho visto la sanguinosa strage che si faceva di quelle persone che stavano al disotto della colonna. Che orribile catastrofe! Scarsissimo era il numero che non rimaneva vittima, giungevano a tale ardimento, che tentavano d’uccidere il Santo Padre. Ma poi pareva che quel sangue sparso, quelle sanguinose vittime straziate, erano mezzi come rendere forti quelli che rimanevano, in modo da sostenere la colonna, senza farla più tentennare. Oh! che felici giorni! Dopo ciò spuntavano giorni di trionfi e di pace; la faccia della terra pareva rinnovata, la detta colonna acquistava il suo primiero lustro e splendore. Oh! giorni felici! da lungi io vi saluto, che tanta gloria darete alla mia Chiesa e tanto onore a quel Dio che ne è il Capo!

 

2 - 03.11.1899 - La Divinità abita in Luisa abitualmente; per questo, a momenti, Gesù sfugge dai suoi sensi.

(…) (Gesù:) “Diletta del cuor mio, la mia Divinità abita in te abitualmente, e siccome tu vai inventando nuove cose come farmi deliziare con te, così Io, per renderti la pariglia, uso nuovi modi come farti deliziare con Me.”

 

3 - 04.11.1899 - Per discernere se è il Signore oppure il demonio che interviene nell’anima, occorre guardare gli effetti interni.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, la tua attenzione per rassicurarti se sono Io o no, dev’essere dagli effetti interni, se si muovono a virtù o a vizi, imperciocché, siccome la mia natura è virtù, non di altro faccio eredi i miei figli, che di virtù. E questo puoi anche comprenderlo sopra alla natura umana, che essendo carne, se avviene che fa qualche piaga, la carne si cambia in marcia e si può dire che non è più carne; così la mia natura, se menomamente potesse ritenere in sé l’ombra del vizio, cesserebbe di essere quel Dio che è, ciò che non può mai succedere.”

 

4 - 06.11.1899 - A proposito della grande purificazione, Luisa vorrebbe risparmiare le creature soffrendo lei come vittima, ma il Signore glielo impedisce. La purezza d’intenzione di piacere solo al Signore.

(…) (Luisa:) Questa mattina, essendo venuto l’adorabile Gesù e trasportandomi fuori di me stessa, mi ha fatto vedere strade piene di carne umana. Che carneficina spietata! Fa orrore a pensarlo! Poi mi ha fatto vedere che succedeva una cosa nell’aria e molti ne morivano all’improvviso, e questo lo vidi pure dal mese di Marzo. (…)

(Gesù:) “Tutto ciò che si fa per il solo fine di piacermi, risplende innanzi a Me d’una maniera tale, da attirare i miei sguardi divini, e mi piacciono tanto, che a quelle azioni, fossero anche un muovere di ciglia, ne do il valore come se fossero fatte da Me. Invece quelle altre azioni, in sé stesse buone ed anche grandi, fatte non per Me solo, sono come quell’oro infangato e pieno di ruggine che non risplende, ed Io non mi benigno neppure di guardarle.” Ed io: “Ah! Signore, quanto è facile che la polvere imbratti le nostre azioni!” E Lui: “Alla polvere non bisogna badare, perché si scuote, ma quello a cui bisogna badare, è all’intenzione.” (…)

 

5 - 10.11.1899 - Gesù, quasi costretto, concede a Luisa il patire come vittima. Che cosa fu l’ubbidienza per Gesù.

(…) (Gesù:)  “Tu proprio mi vuoi fare violenza, toccandomi quell’anello che congiunse la Divinità e l’umanità e formò un solo anello, qual è l’ubbidienza.” (…)

 

6 - 11.11.1899 - Luisa, per ubbidienza, non si conforma alla Giustizia Divina (come un santo sacerdote e una vergine del Perù),  ma deve contrastarla come vittima.

(…) (Un santo Sacerdote e una Vergine del Perù:) E tu, che fai? Non ti sei conformata con noi?” Ed io: “Ah, no! non posso, che l’ubbidienza non vuole, sebbene Gesù vuole che mi uniformassi, ma siccome l’ubbidienza non vuole, deve prevalere a tutto, mi conviene stare sempre in contrasto con Gesù benedetto, cosa che molto mi affligge.” E quelli: “Quando è l’ubbidienza, sicuro che non bisogna aderire.” (…)

 

7 - 12.11.1899 - Gesù concede a Luisa di fermare un flagello, che stava per precipitare sulla terra.

(…) (Gesù:) “Figlia mia, non aver timore. E poi, quando mai vuoi tu che faccia niente? Non devo farti vedere niente quando castigo le genti, altrimenti mi leghi dappertutto. Ebbene, fortificherò il tuo cuore di fortezza, e farò spuntare da esso come un tronco, da poter mantenere fermo ciò che tu vedi, e poi verserò in te tante grazie, in modo da potermi nutrire Io ed i miei figli.” (…)

 

8 - 13.11.1899 - Contrasto tra il dolore e l’Amore di Gesù e tra la sua Giustizia e la sua Misericordia. Luisa deve placarlo, senza conformarsi alla Giustizia.

(…) (Gesù a Luisa:) “Conformati alla mia Giustizia, che più non posso. Ah! l’uomo è troppo ingrato e quasi mi costringe da tutte le parti a castigarlo; me li strappa lui stesso dalle mani i castighi. Se tu sapessi quanto soffro nel fare uso della mia giustizia, ma è l’uomo stesso che mi fa violenza. Ahi! se non avessi fatto altro che comperare a prezzo di sangue la sua libertà, pure mi doveva essere riconoscente; ma quello, per farmi maggior torto, va inventando nuovi modi come rendere inutile il mio sborso.”  E mentre ciò diceva, piangeva amaramente (…)

 

9 - 17.11.1899 - Insieme con la Vittima (Luisa), il Sacerdote deve concorrere nel soddisfare la Divina Giustizia.

(Luisa:) Continua l’amabile mio Gesù a farsi vedere afflitto. Questa mattina, insieme con Lui è venuta la nostra Regina Mamma, e mi pareva che Lei me lo portasse, affinché l’avessi placato e pregato insieme con Lei, che mi avesse fatto soffrire a me per risparmiare le genti e mi ha detto, che se in queste giorni passati non mi avessi interposto, ed il confessore non avesse fatto uso della potestà sacerdotale a concorrere con le sue intenzioni di farmi soffrire, molte catastrofi sarebbero sucesse. In questo mentre, ho visto il confessore, ed io subito ho pregato per lui a Gesù ed alla Regina Madre, e Gesù tutto benignità ha detto: “A misura che si prenderà cura dei miei interessi, col pregarmi ed anche col impegnarsi di rinnovare l’intenzione di farti soffrire, a scopo di risparmiare le genti, così mi prenderò cura di lui e lo risparmierò. Io sarei pronto a fare questo patto con lui.”

Dopo ciò ho fatto per guardare il mio dolce ed unico Bene, ed ho visto che nelle sue mani teneva due fulmini, in una conteneva come allestito un terremoto forte ed una guerra; nell’altra, tante specie di morti all’improviso e malattie contaggiose. Io gli ho incominciato a pregare che sopra di me versase quei fulmini, e quasi li voleva togliere dalle sue mani, ma Lui per non farmi giungere a questo, ha incominciato ad allontanarsi da me, ed io cercavo di seguirlo e perciò mi son trovata fuori di me stessa; Gesù mi è scomparso ed io son rimasta sola. (…)

 

10 - 19.11.1899 - La superbia.

(…) “Figlia mia, la superbia rode la grazia. Nei cuori dei superbi non c’è altro che un vuoto tutto pieno di fumo, che produce la cecità. La superbia non fa altro che rendere sé stesso un idolo, sicché l’anima superbiosa non ha il suo Dio con sé; col peccato ha cercato di distruggerlo nel suo cuore, ed alzando l’altare nel suo cuore, vi si mette sopra ed adora sé stesso.”

 

11 - 21.11.1899 - Luisa deve rimirarsi in Gesù; ma quando Gesù vuole rimirarsi in Luisa, la Mamma Celeste viene in aiuto di lei, vestendola della sua innocenza.

(…) “Figlia mia, tutto il tuo piacere dev’essere nel rimirarte in Me, e se ciò farai sempre, ritrarrai in te tutte le mie qualità, la mia fisonomia, i miei stessi lineamenti, ed Io in contracambio troverò tutto il mio gusto e sommo contento nel dilettarmi di rimirarmi in te.” (…) “Oggi voglio dilettarmi un poco col rimirarmi in te.” Un brivido mi è corso per tutta la vita, uno spavento da sentirmi morire perché vedevo che mi guardava fisso, fisso, volendosi dilettare nei miei pensieri, sguardi, parole ed in tutto il resto, col rimirarsi in me. Oh! Dio, sono oggetto io di far prendere diletto o di ammareggiarvi? Andavo ripetendo nel mio interno. (…) (La Mamma Regina a Luisa:) “Figlia, non temere, voglio Io stessa supplire per te vestendoti della mia innocenza, così il mio Figlio, rimirandosi in te, possa trovare il maggiore diletto che si possa trovare in umana creatura.” (…)

 

12 - 24.11.1899 - Amarezza di Gesù per i sacerdoti.

(…) (Luisa:) Onde ho detto a Gesù: “Signore, che fai? Non vedete quanta scarsezza di sacerdoti vi sono a Corato che vuoi toglierci degli altri?” E Gesù non dandomi retta, e minacciando con la mano, diceva: “Li distruggerò di più.”

 

13 - 26.11.1899 - L’amore e la purezza con cui Luisa soffre attirano il compiacimento delle Tre Divine Persone. Per meritare la grazia di patire di più, Luisa confessa le sue colpe dinanzi alla SS. Trinità.

(…) (Gesù:) “Questa croce l’ha prodotto l’amore e la purità con cui tu soffri, mi compiaccio tanto del modo con cui tu soffri, che non solo Io, ma chiamo il Padre e lo Spirito Santo a compiacersi meco.” In un istante ho fatto per guardare ed ho visto Tre Persone, che circondandomi si dilettavano nel guardare questa croce, io però, lamentandomi con Loro ho detto: “Grande Iddio, troppo scarso è il mio patire, non son contenta della sola croce, ma voglio ancora le spine ed i chiodi, e se io non lo merito, perché indegna e paccatrice, Voi, certo potete darmi le disposizioni per ciò meritare.” E Gesù, mandandomi un raggio di luce inteletuale, mi fece capire che volesse che io facessi la confessione delle mie colpe. Mi sentì quasi atterrare innanzi alle Tre Divine Persone, ma l’Umanità di Nostro Signore m’ispirava fiducia, sicché a Lui rivolgendomi ho detto il Confiteor, e dopo ho incominciato a fare la confessione delle mie colpe. Ora, mentre mi trovavo tutta immersa nella mia miseria, una voce è uscita da mezzo a Loro che diceva:  “Ti perdoniamo, e tu non più peccare.” (…)

 

14 - 27.11.1899 - Effetti della Grazia nei Beati comprensori del Cielo e nei viatori della terra.

(…) “Figlia mia, sai tu che cosa fa la mia grazia? La mia grazia rende felice l’anima dei beati comprensori, e rende felice l’anima dei viatori, con questa sola differenza, che i comprensori beandosi e deliziandosi, e i viatori lavorando e mettendola a traffico. Sicché, chi possiede la grazia ritiene in sé stessa il paradiso, perché la grazia non è altro che possedere Me stesso, ed essendo Io solo l’oggetto incantevole che incanta tutto il paradiso, e che formo tutti i contenti dei beati, l’anima possedendo la grazia, dovunque si trova possiede il suo paradiso.”

 

(Il numero, prima del link, corrisponde al rispettivo capitolo del Sunto/Volume)

1 https://www.dropbox.com/s/th6ki4qlvb70vm7/01%20Vol.3%20-%201%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

2 https://www.dropbox.com/s/qw5ob4ex726tjzu/02%20Vol.3%20-%203%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

3 https://www.dropbox.com/s/wu5daufobr6i9h8/03%20Vol.3%20-%204%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

4 https://www.dropbox.com/s/3rsjubp5wn4ov8n/04%20Vol.3%20-%206%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

5 https://www.dropbox.com/s/6khd5pokeqn4izm/05%20Vol.3%20-%2010%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

6 https://www.dropbox.com/s/n0hvyzt7juqh0ve/06%20Vol.3%20-%2011%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

7 https://www.dropbox.com/s/wxo1a89n72lgna4/07%20Vol.3%20-%2012%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

8 https://www.dropbox.com/s/r9lkfuq3s4kylqd/08%20Vol.3%20-%2013%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

9 https://www.dropbox.com/s/p16xvrtbcay8kpv/09%20Vol.3%20-%2017%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

10 https://www.dropbox.com/s/ou6oari7yf6jytv/10%20Vol.3%20-%2019%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

11 https://www.dropbox.com/s/j6w0zmra39jarsd/11%20Vol.3%20-%2021%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

12 https://www.dropbox.com/s/xxzujzplno7oc7x/12%20Vol.3%20-%2024%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

13 https://www.dropbox.com/s/g1hfdzx23jq1tbu/13%20Vol.3%20-%2026%20novembre%201899.mp3?dl=0

 

14 https://www.dropbox.com/s/vd2q8u51eqx59vn/14%20Vol.3%20-%2027%20novembre%201899.mp3?dl=0